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Pavia: Insostenibili i danni da selvaggina

| 25 maggio 2010 | 19 Comments

Pavia: Una petizione per salvare le aree agricole: ormai insostenibile la situazione dei danni da selvaggina

L’agricoltura è oggi l’unica attività di impresa dove è possibile distruggere senza garantire i giusti indennizzi cinghiali, nutrie, storni e molte altre specie, proliferate ben oltre i limiti, fanno quotidiane incursioni nei campi devastando le colture.

“Il problema è sentito soprattutto nelle zone di alta collina e montagna – dichiara Monica Rosina responsabile provinciale Coldiretti per la zona di montagna -. Tali animali sono considerati bene pubblico ma i danni da loro causati vengono al massimo ritenuti ammissibili di essere indennizzati e non completamente risarciti. Indennizzi che, oltretutto, arrivano in ritardo e che solitamente non coprono che una piccola parte del danno economico subito”.
“Oltre ai pericoli per la popolazione, la crescita fuori controllo di questa tipologia di animali sta provocando gravi perdite economiche – prosegue Giovanni Roncalli, direttore della Coldiretti di Pavia – è una situazione che riguarda le imprese agricole, ma anche la società e l’ambiente. Per chi opera nelle aree montane e svantaggiate non c’è più la sicurezza di poter proseguire l’attività agricola ma anche di circolare sulle strade o nelle vicinanze dei centri abitati. Un fenomeno che sta mettendo a rischio la vita quotidiana della popolazione dove, in molte zone, sono sempre più numerosi i casi di selvatici che si avvicinano pericolosamente ai centri abitati”.
“È indispensabile trovare al più presto una soluzione al problema – insite Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – anche alla luce della recente sentenza con la quale la Cassazione ritiene le Amministrazioni provinciali responsabili dei danni provocati dalla selvaggina negli incidenti stradali. Bisogna abbandonare la stagione degli interessi di parte per affrontare una politica di interesse collettivo, rendendo la fauna selvatica finalmente un’opportunità e non un problema per le imprese agricole“.
“La sicurezza nelle aree rurali è in pericolo per il proliferare di animali selvatici che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade – conclude Monica Rosina – dove rappresentano una grave minaccia per le persone e le cose. Non è più solo una questione di risarcimenti dei danni ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne. A tal scopo stiamo valutando anche iniziative eclatanti come la raccolta di firme per sensibilizzare l’opinione pubblica in generale e le Istituzioni rispetto alle esigenze delle aziende e dei territori e delle popolazioni di queste zone”.

tratto da http://www.viniesapori.net

Category: .In Evidenza, Generale, Lombardia

Comments (19)

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  1. BIAGIO scrive:

    DOVETE ORGANIZZARE MANIFESTAZIONI AD OLTRANZA A ROMA ,ALTRIMENTI NESSUNO VI SENTIRA’……

  2. Springer scrive:

    “”…….. rendendo la fauna selvatica finalmente un’opportunità e non un problema per le imprese agricole“. “”

    ________________________________________________________________________

    ………. :roll: ………:idea: ………. e poi dipende dai punti di vista se mettere questa :D ………. oppure questa :(

  3. Springer scrive:

    Non e’ venuta bene . Rifaccio

    “……..rendendo la fauna selvatica finalmente un’opportunità e non un problema per le imprese agricole“.””

    _________________________________________________________

    …………… :roll: ………….. :idea: …………..e poi dipende dai punti di vista se mettere questa :D ……….. oppure questa :( .

  4. Ezio scrive:

    E’ off topic, comunque…

    X Giacomo e chi interessa:

    da altro sito a tema “caccia”.

    Beccaccia europea e asiatica
    Una Beccaccia munita di emittente satellitare (da parte del Club de Cazadores de Becada spagnolo e dallo stesso denominata Karelia), liberata in Spagna, si trova ora in Asia ad est della catena montuosa degli Urali che da sempre sono considerati un vero e proprio confine zoogeografico tra la Beccaccia europea e quella asiatica. A questo punto dopo l’importante scoperta bisognerà riscrivere un’intero capitolo sulla relazione tra le due popolazioni, quella del paleartico occidentale e quella asiatica. Di più non posso dire perchè sarà argomento trattato sul notiziario del Club della Beccaccia che uscira per i soci a luglio, e che ho inserito tra le notizie dell’ultim’ora.
    Saluti David Stocchi

    • Giusti Giacomo scrive:

      Anche ad un colombaccio hanno meso una trasmittente satellitare.
      Lo abbiamo “battezzato”il colombaccio con lo zainetto :-) .perche`sembra proprio che abbia uno zainetto sul dorso,fra le ali.E anche questo speriamo che ci aiuti a capire meglio la migrazione.

      • mauro andrea giuseppe scrive:

        ma non erano solo dei piccionacci torraioli ungheresi quelli con lo zaino?

        • Giusti Giacomo scrive:

          No MAG
          Un colombaccio!!
          Tu vedessi come gl’e`bello con quello zaino dietro………..sembra uno scolaretto!!!!! :-)

    • Giacomo scrive:

      Ti ringrazio Ezio dell’ottima notizia. Questo potrebbe significare che chi va a fare i censimenti nell’isola di Vormsi detto dal club della beccaccia – Il santuario della beccaccia – come il santuario della Madonna di Pompei, potrebbe anche sbaglairsi nel fare come hanno fatto fino adesso delle congetture sulla migrazione della beccaccia.
      Bisogna vedere bene non c’è niente da fare gli uccelli hanno le ali !! La beccaccia può fare migliaia di Km durante la migrazione se non trova il terreno adatto alla sua sopravvivenza e a quella delle nidiate. Ben vengano questi studi che L’Ispra dovrebbe mettere in cantiere anche in Italia prima di sparare sentenze. Salutiaaaamo.

  5. Springer scrive:

    L’ avevo detto io :D ………che nessuno puo’ dare dati e date certe sul fenomeno migrazioni e sull’ inizio/ fine di queste . E’ un argomento ancora semi-sconosciuto che ha bisogno di tanti altri dati per poter esserlo un po’ meno .
    Certo che la tecnica del ” ricevitore satellitare ” e’ un ‘ enorme e forese definitivo passo avanti nella direzione di svelare definitivamente l’ arcano . Le scoperte fatte grazie a questo ausilio sono strabilianti e vanno dalla scoperta di luoghi di riproduzione o svernamento sconosciuti al mondo scientifico riguardanti anche specie di uccelli a rischio estinzione a quella altrettanto incredibile postata da te .

  6. fabrizio scrive:

    la fauna selvatica fa un sacco di danni?????

    con la primavera piovosa e fredda che abbiamo avuto, e che ha ben riempito pozze e falde freatiche……i ruscelli e i corsi d’ acqua in genere non patiranno la siccita’ neanche in agosto ……….

    con tanta abbondanza di acqua ….. IL BELLO HA ANCORA DA VENIRE !!!

    FORZA STORNI !!!!

    FORZA CINGHIALI !!!

    FORZA CAPRIOLI, DAINI E CERVI !!!

    NESSUNA PIETA’ PER LE COLTIVAZIONI !!!!

    e gia’ che ci siamo…..FORZA NUTRIE !!!!

    NESSUNA PIETA’ PER GLI ARGINI DEI FIUMI E DEI TORRENTI……..L’ AUTUNNO PROSSIMO VOGLIO VEDERE L’ ITALIA ALLAGATA !!!!!:

    Fabrizio

  7. Antonio Pinotti scrive:

    Caro sig. Ezio, la notizia riportata vale una pepita d’oro. (non quello di Bologna). Ed io l’ho scaricata. Siamo a due quintali di carte. Fra poco mi soffocono, in aggiunta ad una forte infreddatura che mi fa stare a casa.
    Un abbraccio carissimo amico.

  8. Antonio Pinotti scrive:

    Dio buono il raffreddore mi ha intontito: “soffocano” e non “soffocono” Chiedo scusa.

  9. matteo scrive:

    fateli pagare alla Brambilla e a tutti gli inteligentoni come lei

  10. Argo scrive:

    Pensa té, quattro decerebrati di animalisti sono riusciti a bloccare l’eradicazione delle nutrie a Pesaro, e questi si lamentano per i danni del cinghiale.
    E quando i topi invaderanno anche i grattacieli, a chi chiederemo i danni.

    Saluti
    Argo

  11. Sololasipe scrive:

    I guai grossi avverranno negli aereoporti……….. :roll: :roll: :roll: :roll:

  12. angelo galzerano scrive:

    Sono anni che gli agricoltori del Cilento, inascoltati e anche scherniti, denunciano i danni arrecati alle colture da cinghiali, cornacchie, gazze, ghiandaie… Ora ci si son messi anche i cervi!
    Dal Parco sono arrivate solo elemosine, tanto che i pochi volenterosi, sempre più spesso, preferiscono non denunciare più il danno (tempo perso!) e abbandonare i campi all’incolto.
    Ricordo bene, tuttavia, che nei primi anni Novanta, alle numerose manifestazioni organizzate per protestare contro l’istituzione di un assurdo megaparco, gli agricoltori erano quasi latitanti. Così come la maggior parte degli amministratori locali e degli imprenditori, che anzi vedevano nel parco un nuovo ente assistenzial-clientelare ed un enorme affare. Forse ora qualcuno inizia a pentirsi. Troppo tardi (e ben vi sta, mi verrebbe da dire, se non fossimo tutti coinvolti, come residenti e come cacciatori)!
    Saluti. Angelo Galzerano

  13. francobarca scrive:

    …ci vuole un “comportamentalista” del wwf :mrgreen:

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