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Lepre italica a Mustanate (Varese)

| 4 maggio 2010 | 45 Comments

La lepre italica ha preso casa nell’oasi vede di Varese

Lepre2MUSTONATE (Varese) «Ho visto bene o quella era una lepre?». Sì, ma non una lepre come tante, bensì una pregiata lepre italica. Sicuramente vi sarà capitato di incontrarne una a Mustonate, dove balzano, saltellano e corrono all’impazzata nei prati. Facendo due passi nei boschi si trova anche una zona protetta e ben delimitata, segnalata da un cartello con scritto: «Oasi di ripopolamento della lepre italica». Mustonate, il paese-podere, ribattezzato «piccola Inghilterra» per la similitudine con le colline inglesi, è un habitat perfetto per l’insediamento di questo animale in via d’estinzione. C’è infatti un’ampia presenza di pascoli, intervallati a mosaico da vegetazioni arbustive e boschive.

L’idea di introdurre le lepri italiche nel territorio è di Francesco Aletti, l’imprenditore banchiere che ha riqualificato il borgo: «Tre o quattro anni fa abbiamo lasciato andare qualche coppia di lepre italica. Ogni anno, con la Provincia, facciamo il censimento. Adesso ce ne sono già 70 esemplari. Bisogna considerare che il territorio non è cintato da reti, quindi le lepri possono andare dove vogliono. Una volta all’anno si fa anche una cattura con le reti e alcuni esemplari vengono mandati a ripopolare altri territori. Si tratta di un piccolo prelievo. La presenza delle lepri indica che il territorio è sano».

La lepre italica è una specie endemica che ha vita difficile in gran parte della penisola ed è per questo oggetto di specifiche misure di conservazione da parte dello stato. Il suo nome scientifico è «Lepus Corsicanus» e si distingue dalla più comune lepre europea per dimensioni inferiori e una colorazione più chiara, di colore arancio su dorso e petto con brizzolature grigie sul quarto posteriore. Gli occhi sono cerchiati di bianco e le orecchie hanno la punta nera, così come la coda. La sopravvivenza della lepre italica è minacciata dalla frammentazione areale, l’isolamento, il bracconaggio, nonché la competizione con la lepre europea.

Per salvaguardare l’animale è stato anche promosso il piano d’azione nazionale per la lepre italica (informazioni su: www.minambiente.it).

«La lepre italica è la regina indiscussa dal nostri prati» puntualizza Aletti. «Per proteggerla facciamo di tutto. Per esempio, per non danneggiare i nidi, invitiamo le persone a tenere i cani al guinzaglio. È un animale che ho voluto introdurre per ripopolare l’ambiente con la sua fauna autoctona, non per produrre reddito». Una volta queste lepri venivano importate dalla Polonia per le battute di caccia, a Mustonate però la caccia è vietata. Quindi i cacciatori, per sparare alle lepri, devono aspettare che escano dai confini del borgo.

Adriana Morlacchi

Tratto da http://www.laprovinciadivarese.it/

Category: .In Evidenza, Curiosità, Lombardia

Comments (45)

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  1. Roberto Traica scrive:

    Complimenti Sig. Aletti Francesco

  2. Springer scrive:

    Quindi i cacciatori, per sparare alle lepri, devono aspettare che escano dai confini del borgo.

    _____________________________________________________________________________

    Ci sarebbe il ” piccolo e trascurabile dettaglio ” che la Lepre italica , Sicilia a parte , non e’ cacciabile :mrgreen: . E poi chissa’ se i cacciatori locali sono in grado di distinguerla dall’ ” europea ” .
    Comunque il progetto e’ importante , anche se per il ” Nord ” la specie europea e’ la piu’ adatta e da sempre presente . L’ italica e’ specie da ” Centro – Sud ” .

    • fedeli massimo scrive:

      Dov’è proibita?scusa ma in italia centrale è cacciabile, e poi vive confinata sull’appennino, in pianura qui nel lazio si vedono solo lepri grosse come abbacchi, sono le lepri immesse negli anni ,ungheresi e polacche. poi abbiamo la lepre dei monti Ernici FR, ma credo sia la stessa lepre italica.

      • Donato Mazzenga scrive:

        Questa poi tra le iper bufale sul settore venatorio non lo mai sentita davvero. Mi dite un pò dove questo signore certo Francesco Aletti, abbia reperito questi esemplari di Lepre “italica”, forse in qualche laboratorio di qualche scienziato scappato dal film Jurassic Park???? Lepre dei monti Ernici poi….????

        • Donato Mazzenga scrive:

          Mi chiedo le hanno catturate a Capalbio e le hanno liberate?
          E poi le catturano e le mettono in conpetizione in altri territori mah……..

        • fedeli massimo scrive:

          Telefoni al sig. Leonardo Sarandrea a Collepardo FR lui le alleva.

        • Donato Mazzenga scrive:

          e cosa ci sarebbe scritto sul certificato di questa Lepus ernicianas… chi è l’ente certificatore????

      • Springer scrive:

        Dov’è proibita?scusa ma in italia centrale è cacciabile
        _____________________________________________________________

        Ahhhhhh ………. annamo bene ……:mrgreen:
        La Lepre italica e’ ” proibita ” in tutta Italia tranne che in Sicilia .
        Se ti ricordi , qualche mese fa in Abruzzo ( se non sbaglio ) volevano ” chiudere ” la Caccia alla Lepre Europea ( consentita ) perche’ il suo areale si sovrapponeva a quello della Lepre Italica ( protetta ) .

        • Donato Mazzenga scrive:

          Se siamo del tutto convinti, come anche L’ISPRA afferma che resta di dubbia dimostrabilità la purezza di tale specie endemica, allora mi chiedo dovremmo catturarle tutte ed inserirvi un gene che ne pigmenti il mantello fucsia, oppure è insensato parlare di divieti….

        • Springer scrive:

          A dir la verita’ l’ ISPRA non ha dubbi sulla sua ” purezza ” e diversita’ rispetto alla Lepre europea . Non e’ neanche cosi’ difficile distinguere una dall’ altra da parte di un cacciatore che abbia un minimo di ” colpo d’ occhio ” , conosca le differenze fra le due specie e SOPRATTUTTO il tipo di caccia che pratica .
          Rimane comunque il mistero sul perche’ nessuno abbia mai pensato a ripopolare con l’ ” italica ” e non con l’ ” europea ” almeno nelle Regioni a lei piu’ adatte ( tre quarti d’ Italia ) rendendola di fatto una specie a rischio con popolazioni minime , circoscritte e sparse sul territorio . Questo ha fatto si che venisse esclusa , Sicilia a parte , dalle specie cacciabili .

  3. Alfio scrive:

    Attenzione alla presenza della lepre italica, con questa scusa hanno chiuso la caccia alla lepre in sicilia, per far riaprire la caccia alla lepre sono passati cinque anni, bisognerebbe fare ripopolamenti di lepri italica in tutto il territoria e far mettere fra le specie cacciabili anche la lepre italica.

    • Springer scrive:

      Assolutamente d’accordo .
      E non capisco perche’ nessuno , inteso come A.V. , avverta il pericolo e non obblighi il ripopolare solo con questa specie nelle Regioni dove questa ha il suo habitat d’ elezione ( Centro – Sud ) .

      • Alfio scrive:

        Pur troppo non esiste un organismo che dovrebbe produce per immettere sul territorio quelle specie cacciabili nel passato presenti, anzichè fare allevamenti di conigli che regolarmente si ammalano di mixomatosi o effettuare lanci di lepri straniere con tutte le conseguenze che possono comportare, ancora nessuno si è presa la briga, nonostante i fondi disponibili, di costituire delle cooperative provinciali per la riproduzione di selvatici autocnone cacciabili, l’anno scorso l’ho proposto in comitato è sono passato per pazzo. Tuttavia questa è la strada da intraprendere perche anche la caccia deve produrre ulteriore occupazione sinonimo di benessere sociale.
        Saluti.

  4. draghi scrive:

    Per Fedeli, mi potrebbe dare l’indirizzo completo di quel signore che alleva le lepri italiche.
    Le cerco da molto tempo e vorrei contattarlo.
    Grazie
    andrea draghi

  5. fedeli massimo scrive:

    Comunque a Collepardo in provincia di Frosinone essendo un piccolo centro l’ho conoscono tutti, gestisce una afv e una zac, io ho visitato personalmente l’allevamento.

  6. Springer scrive:

    X Andrea Draghi

    Questo alleva bene .
    http://www.allevamentoilleprotto.it/default.php

  7. Mario Bartoccini scrive:

    E’ encomiabile l’impegno del signor Aletti, della signora Adriana che ha diffuso la “provocazione” e degli amici cacciatori che credono nella gestione “raffinata”.

    Noi del Club “Le Torri” lavoriamo da tempo in direzione della “rossa”, trovando però, il solito muro di gomma di alcuni dirigenti ATC/venatori.

    Starna e lepre autoctona (in Umbria è comunemente conosciuta come “sterpina”), sono il nostro impegno quotidiano: identificando le ZRC come fulcro della prolifarazione e … il contenimento delle specie predatrici.

    Complimenti di nuovo!

    • Donato Mazzenga scrive:

      MI date pure a me l’indirizzo di qualche allevatore che alleva lepri del ceppo “italico” certificate e pure di starna italica certificata???????????

  8. Donato Mazzenga scrive:

    MI date pure a me l’indirizzo di qualche allevatore che alleva lepri del ceppo “italico” certificate e pure di starna italica certificata??????????? che le voglio fare analizzare???? dall’ISPRA

  9. fedeli massimo scrive:

    Comunque ho saputo dall’amico Leonardo che la lepre italica non si accoppia con l’europea, quindi il pericolo d’inquinamento genetico non c’è, l’ispra ha lavorato con lui x lo studio della lepre italica e 1 su 10 risulta lepus corsicanus, le sue sono tutte di ceppo europeo, sui 1000 mt 1500 ancora si può trovare naturalmente in appennino.

  10. Ezio scrive:

    Noi so se possa interessare a qualcuno ma noi qui abbiamo la lepre in salmì…

    Non so a quale sottospecie appartenga….:roll: :lol:

  11. Mario Bartoccini scrive:

    Robè … tEzio … ve se m’puntasse …!!

    • Roberto Traica scrive:

      Mario se puoi ti aspettiamo sabato a sera alle 20.30 siamo da Settimio a San Feliciano.Ci farebbe piacere la tua presenza.

  12. fiore scrive:

    i cani a guinzaglio vanno tenuti!!! anche da noi ci sono i cartelli e tutte le razze sia cacciatori sia barboncini o pizbull

  13. Springer scrive:

    Donato Mazzenga
    Posted on 4 maggio 2010 at 19:21

    MI date pure a me l’indirizzo di qualche allevatore che alleva lepri del ceppo “italico” certificate …..

    _________________________________________________________________________

    L’ Allevamento che ho postato si definisce : ….. ” un’azienda leader su tutto il territorio nazionale , capace di fornire capi di pura razza italica, di altissima qualità e con un alto tasso di selvaticità . ”

    Non ti rimane che contattarli per saperne di piu’ oppure acquistarne una coppia e farla analizzare dall’ ISPRA . Poi facci sapere :wink: .

  14. Mario Bartoccini scrive:

    Robè … ho provveduto a chiedere il parere dell’ISPRA … (sic!)
    se mi autorizzerà sarò felice …

    INTANTO AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA!

    Cordiali saluti X tutti.

  15. Mario Bartoccini scrive:

    La preferisci bionda o mora, alta o bassa, dai 18 in su … ovvero dai “77″ in giù …

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