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Pasquino Cacciatore

| 27 aprile 2010 | 24 Comments

Abbiamo ricevuto una insolita poesia con poche righe di accompagnamento.
Ci è sembrata subito un’idea divertente ma aveva un prezzo: l’impegno a mantenere -in caso di pubblicazione- l’assoluto riserbo sul nome dell’autore.
Il prezzo abbiamo deciso di pagarlo e così abbiamo il piacere di pubblicare una prima “pasquinata”, con la speranza che Pasquino torni a pungere, anche se garbatamente, come ha fatto per tre secoli.
Buon divertimento, e buona riflessione.

http://www.anlc.it

Pasquinata n° 1

Torna in piazza il buon Pasquino
scrivendo in rima alternata
e racconta al popolino
qualche storia scanzonata
Senza strilli e senza offese,
per sorridere soltanto,
come s’usa al mio paese,
con un po’ di disincanto.
Or la lobby animalista,
sulla stampa quotidiana,
tutti allarma e ognun rattrista,
sette giorni a settimana.
Ci dipinge a tinte fosche,
ci considera assassini,
ma poi infila nelle tasche
tutti i nostri bei quattrini.
Quanta carta va sprecata,
dalla baita fino al trullo,
con la prosa avvelenata
del simpatico Cianciullo!
Caccia aperta tutto l’anno
è fra i mejo titoloni.
Ma è una frottola, e lo sanno
tutti meno che i minchioni

***
Tratto dal sito http://www.anlc.it

Category: .In Evidenza, ANLC, Curiosità

Comments (24)

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  1. Alessandro Cannas scrive:

    Pasquino è la più celebre statua parlante di Roma, divenuta figura caratteristica della città fra il XVI ed il XIX secolo.

    Ai piedi della statua, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti. Erano le cosiddette “pasquinate”, dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l’avversione alla corruzione ed all’arroganza dei suoi rappresentanti
    Le cosiddette pasquinate erano dei cartelli e dei manifesti satirici che durante la notte venivano preferibilmente appesi al collo di alcune statue (fra cui Pasquino, da cui il nome) posizionate in luoghi frequentati della città, in modo che al mattino successivo potessero essere visti e letti da chiunque, prima che la polizia dell’epoca li asportasse. Le pasquinate colpirono molti personaggi, la maggior parte dei quali noti per aver preso parte all’esercizio del potere temporale del papato. Le pasquinate furono numerosissime ed esposte a distanza di brevi periodi di tempo. Clemente VII de’ Medici, ad esempio, morì dopo una lunga malattia; su Pasquino apparve conseguentemente un ritratto del suo medico, che forse era giudicato non esente da responsabilità circa l’esito delle sue stesse cure, ma tenuto conto delle qualità morali del suo paziente fu indicato come: ecce qui tollit peccata mundi (ecco colui che toglie i peccati del mondo).

    Le pasquinate non erano soltanto espressione di un malcontento popolare: in molti casi quegli stessi rappresentanti del potere che erano normalmente, almeno come categoria, oggetto di lazzi e frecciate, le usarono a fini propagandistici contro avversari scomodi, magari sfruttando l’arte poetica ed ironica di letterati che si prestavano al gioco (probabilmente opportunamente ricompensati), come ad esempio Giambattista Marino, Pietro Aretino ed altri. E l’occasione più ghiotta per spargere maldicenze contro concorrenti scomodi nel tentativo di ottenere il favore, almeno popolare, era l’elezione di un nuovo pontefice, che diventava un vero campo di battaglia di una campagna elettorale che si combatteva a colpi di invettive propagandistiche. Non si trattava, in queste situazioni, della classica opposizione al potere, ma solo di favorire qualcuno per la scalata a quel potere.
    L’origine del nome è avvolta nella leggenda, di cui esistono diverse versioni. Secondo alcuni Pasquino sarebbe stato un personaggio del rione noto per i suoi versi satirici: forse un barbiere, un fabbro, un sarto o un calzolaio. Secondo Teofilo Folengo mastro Pasquino sarebbe stato un ristoratore che conduceva il suo esercizio nella piazzetta. Un’ipotesi recente sostiene invece che fosse il nome di un docente di grammatica latina di una vicina scuola, i cui studenti vi avrebbero notato delle rassomiglianze fisiche: sarebbero stati questi a lasciare per goliardia i primi fogli satirici. Vi è anche un’altra versione che vorrebbe collegare il nome della statua a quello del protagonista di una novella del Boccaccio (Decamerone, IV, 7) morto per avvelenamento da salvia, erba nota invece per le sue qualità sanifiche: il nome quindi sarebbe stato ad indicare chi viene danneggiato dalle cose che si spacciano per buone (come poteva essere, in quel contesto, il potere papale).

    • Alessà ma i politici so spariti tutti? Passata la festa, ognuno a portar acqua al proprio mulino. E s’andà bene di nulla.

      • Alessandro Cannas scrive:

        E’ ovvio, ognuno avuto il “suo”,ora son cassi nostri…. Vedrai tra un po ricicciano le associazioni venatorie,per il tesseramento..Con questa o quella fantastica soluzione, vittoria, mediazione, miracoloooo!!!! Gia’ ne ho lette abbastanza di urcate,acamate,federate,arcicacciate, e commenti vari…A basta!!!! Ne ho le balle piene…… Assicurazioni private….

        • robin scrive:

          la sento da quarant’anni questa solfa: so’ tutti uguali!!! Risultato: a comandare sono solo quelli che imbrogliano e mistificano. Mi pare che l’assicurazione privata rappresenti una scelta oculata, che mette in pace la coscienza e che da ragione ai padroni del vapore. Mah…

        • Alessandro Cannas scrive:

          almeno non spizzicano il finanziamento Statale delle vecchie 10.000 lire a testa…

        • Mauro Proietti scrive:

          A volte mi stupisci…

        • lucas scrive:

          Io sarò l’unico che non gli farà vedere i soldi.
          I vostri glieli daranno anche se non vi iscrivete (le vecchie 10000 lire di cui sopra).

      • claudio di anzio scrive:

        Stessa cosa l’ho pensata anche io riguardo i politici. La FIDC poi per quest’anno i miei quattro soldi non li vedra.

      • lucas scrive:

        Staranno a trombare. :mrgreen:

  2. lucas scrive:

    Fortissimo! :mrgreen:

  3. robin scrive:

    per cannas: non è un finanziamento ma una addizionale e come tale viene riassegnata (sono in ritardo di diversi anni le erogazioni) alle associazioni venatorie riconosciute in base alla documentata consistenza associativa. Per il resto che dire ? ti si addice una massima di Ovidio: ” video meliora proboque, deteriora sequor

    • Alessandro Cannas scrive:

      Accidere ex una scintilla incendia passim!!!!

      L’addizionale,viene erogata ogni 5 anni generalmente,e viene fatto con soldi dello Stato…Cosi vollero a suo tempo!!!

      • robin scrive:

        a forza di scintille , prima o poi qualcuno ci brucia le mani!!!!

        ps ti correggo: l’addizionale dovrebbe essere erogata annualmente ( aprte i ritardi) e lo stato fa cassa per poi ristonare quanto versato dai cacciatori!!!! sempre che siano associazioni venatorie riconociute, ovviamente

  4. Giano Bifronte scrive:

    e comunque la pasquinata andava scritta in romanesco

  5. Alessandro Cannas scrive:

    mo’aritorna’in piazza er sor Pasquino
    scrivenno na’ rima alternata
    e racconta ar popolino
    quarche storia scazzata
    Senza strilli e senza cazzi,
    per sorride’ sortanto,
    come s’usa ar mio paese,
    con un po’ di scojonatura
    Or la lobby animalista,
    sulla stampa der giornale
    tutti allarma e ognun rattrista,
    sette giorni a settimana.a rompe li cojoni
    Ce dipinge a tinte fosche,
    ce’ considera birbaccioni,
    ma poi se’ infila nelle saccocce
    tutti li nostri bei becconi.
    Quanta carta va cagata,
    dalla baita fino al trullo,
    con la prosa avvelenata
    der sor Cianciullo!
    Caccia aperta tutto l’anno
    è fra li mejo titoloni.
    Ma è na’ cazzata, e lo sanno
    tutti, meno che li cojoni…..

  6. fiore scrive:

    per minchioni cosa s’intende!!!!!!?????

    il 90 % DEGL’ITALIOTTI????

    • Franco Girolami scrive:

      No, Fiore, mi dispiace. I minchioni sono quegli italiani che, infinocchiati da una massiccia campagna di disinformazione (alla quale non è estranea la mano sapiente di qualcuno del mondo venatorio) credono davvero che si potrebbe cacciare tutto l’anno la migratoria. E questo, tu che non sei certo un minchione, lo sai perfettamente..

  7. Granco Girolami scrive:

    No, Fiore, mi dispiace. I minchioni sono quegli italiani che, infinocchiati da una massiccia campagna di disinformazione (alla quale non è estranea la mano sapiente di qualcuno del mondo venatorio) credono davvero che si potrebbe cacciare tutto l’anno la migratoria. E questo, tu che non sei certo un minchione, lo sai perfettamente..

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