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Sardegna: proposte modifiche L.R. 23

| 26 aprile 2010 | 139 Comments

Cari Amici, come preannunciato nel precedente comunicato e certo di farvi cosa gradita, vi allego il testo unificato con le proposte di modifica alla Legge regionale n° 23/98.
Vi prego di prenderne visione e di segnalare le eventuali Vostre osservazioni.

Scarica il Testo Unificato Caccia

Vi invito ancora a presentare i Vostri suggerimenti ai rappresentanti delle Vostre Associazioni Venatorie, o in alternativa inviate una mail all’indirizzo marco.pisanu@libero.it oppure contattatemi al numero 333 27 17 220.
Tutte le proposte saranno poi portate all’attenzione del tavolo tecnico all’interno della prossima riunione che, si spera a breve, sarà convocata dall’Assessore.

Con cordialità, Marco Efisio Pisanu

Presidente regionale Sardegna CPA Sports

Category: .In Evidenza, CPA, Sardegna

Comments (139)

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  1. Giulio Usai scrive:

    Purtroppo resta inalterato l’articolo 46, che a mio parere desta non pochi dubbi anche sula sua legittimità costituzionale, tenuto conto della palese discriminazione nei confronti dei cacciatori non residenti nella regione.
    Convengo sulla necessità che non sia possibile consentire a tutti l’esercizio venatorio perchè le richieste sarebebro eccessive rispetto alle possibilità, ma il sistema previsto dall’articolo 46 è davvero un pessimo esempio di gestione venatoria.

  2. Pier Luigi Pilia scrive:

    Qualcuno mi spiega come può una regione inserire l’uso della munizione spezzata nella caccia al cinghiale quando è vietata dalla norma nazionale? :?:

  3. marcello scrive:

    penso che il rilascio di tesserini anche ai non residenti in sardegna sarebbe un bene anche per l’economia sarda in inverno ,per armerie,bar,alberghi,ristoranti,vendita prodotti locali .taghetti ecc.sempre comunque rispettando la terra che ci ospita e i suoi abitanti,e facendo il giusto prelievo senza carnieri da fanatici .un parere anche da qualche amico sardo.grazie.marcello59 roma

    • Marcello con i continentali abbiamo avuto brutte esperienze ed è per questo che poi è stato vietato l”ingresso a tutti,ma non voglio e non posso fare di tutta l”erba un fascio(in altri post ho dichiarato come la penso sull”argomento)……………..il problema oggettivo è che ci sono zone precluse anche a noi…………………quindi venire qui senza appoggi è un problema!!!!!!!!!Giusto non giusto ………che ti devo dire……………..siamo abbastanza gelosi , questo è innegabile, magari un numero di permessi alla migratoria valutando la distribuzione sul territorio , penso che sarebbe fattibile,ma questo non darebbe garanzie sulla tolleranza !!!!!!!!!!!!!!!!!!!adieusu!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll:

      • gianluca scrive:

        Caro Alessandro stavi andando benissimo con il tuo discorso al quanto corretto ed educato per spiegare il NO ai coninentali , poi però io sono del parere di non rilasciare alcuna autorizzazione per quanto riguarda la migratoria.

        SAluti Gianluca

    • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

      TOTALMENTE CONTRARIO. Il turista venga a fare altro, di cacciatori in Sardegna ce ne sono già abbastanza considerando il territorio libero suddiviso per il numero di cacciatori. La sardegna dispone del 45 % del territorio libero da destinare alla caccia anzichè il 70 % che è il termine prefissato dalla Legge 157/92.

      • Alessandro Cannas scrive:

        Invece c’e’ la possibilita’ di cacciare in Sardegna cocco….Sarebbe interessante vietarvi l’ingresso in continente per curarvi….

        • lucas scrive:

          O per lavorare (c’è poco lavoro anche per noi “del continente”… :mrgreen: ) o per studiare (abbiamo le università con il numero chiuso e i nostri figli devono passare un esame…cosa vogliono “loro”).
          Come si vede, le obiezioni per escludere quello che viene da fuori regione per i più disparati motivi non mancano in nessun settore…

        • gianluca scrive:

          visto il cognome mi sembri poco altoatesino e comunque per ora in “continente ci sei e sicuramente le cure per te non sono mai finite,abbarra inue sesi e parati i papagalli!!! :twisted: :twisted: :twisted:

        • gianluca scrive:

          X CANNAS
          volevo dire spararvi i papagalli

        • Alessandro Cannas scrive:

          X gianluca…. capisco…..Sicuramente t’e’ morta la maestra alle elementari…. :mrgreen:

        • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

          Quando una persona risponde in questo modo come ha fatto lei non ritengo bisogna aggiungere altro……

  4. Mi permetto di segnalare che la direttiva uccelli 409/79/CEE è stata abrogata e sostituita con la 147/2009 pubblicata nella G.U. europea nell’anno 2010.

    • loredano scrive:

      Cambia qualcosa e se si cosa?grazie.

      • pierpaolo scrive:

        Niente…..
        Si continua a menzionarla per “comodità”.
        Questa “bozza ” che dire…..” quasi ” unificata(manca la prop. Artizzu) mi lascia perplesso ……
        Se questa vuole OSARE che OSI altrimenti che senso ha…….

        Nel merito degli articoli d’impeto dico un secco NO alla terza giornata a scelta (meglio fissa).
        No alle deroghe ma osare e forzare con un calendario venatorio AUTONOMO se non si entra in un contenzioso con Roma non andremo avant o per meglio dire no andremo a Caccia ne ad Agosto ne a Febbraio.
        Le deroghe,ba…… con quelle motivazioni sono scappatoie che non ci appartengono.
        Bene per il piccione inselvatichito.
        Benino per la canna rigata.
        No ai pallettoni (prop.Artizzu)
        SIIIIIII all’Ambito Unico.
        Poi piano piano leggiamo e valutiamo articolo per articolo . 8O 8O 8O
        Pierpaolo

        • Pierpaolo, la proposta in oggetto raccoglie gran parte delle proposte presentate dall on. Artizzu.
          Andando con ordine…
          La terza giornata è stata richiesta dall’UDC…Io personalmente sono contrario alla terza giornata, in quanto da una vita andiamo a caccia per 2, ma quando usciamo di casa possiamo realmente affermare di andare a caccia…cmq, magari si riuscira a mediare con la 3 fissa (magari di sabato)…
          Le deroghe sono l’unico strumento che puo consentirci in tempi brevi di cacciare nel mese di febbraio , o fine gennaio(visto quanto accaduto la settimana scorsa alla camera);
          Certo che l’istituzione dell IRFS (ISTITUTO REG. FAUNA SELVATICA) E UN ARMA A DOPPIO TAGLIO, in quanto durerebbe una legislatura..etcetc
          Canna rigata…non capisco per quale motivo non sia un buon risultato, del resto consentira un minimo di respiro agli aarmieri senza alterare l’impatto con la fauna selvatica…
          I pallettoni …(una pazzia) a livello legislativo(vietati dalla 157)…ma fortemente richiesti al sud…dove si spara in spazi angusti etc etc…
          Come tu sottolinei…tutti i sardi vorrebbero un calendario da agosto a febbraio …ma per far quello l’unica possibilita e cambiare lo statuto(bisognerebbe inserire la parola caccia vicino a quella ambiente,ma quello e un altro discorso)…
          detto tra noi …è piu facile modificare la 157 che lo statuto…

        • Luca Davide Enna scrive:

          Gran parte delle richieste di Ignazio sono state accolte. Per ciò che riguarda i pallettoni, dopo i sinistri della stagione 2009/2010 sarà meglio ripensarci ( anche se il pericolo non sta nei pallettoni, ma nella prudenza di chi maneggia le armi).
          In generale, comunque, ci saranno degli emendamenti e poi si arriverà al testo finale. Secondo me, ora è il momento di avere fiducia, anche se i nostri consiglieri di riferimento dovranno ascoltare le proposte che facciamo, mettendo da parte rivalità ( e rivalse) , ambizioni personali, ecc.. Adesso è il momento di lavorare per la comunità sarda, anche perché la gente è davvero stufa dell’atteggiamento ambiguo di molti politici.
          Io credo che ci siano le possibilità e i margini.
          Per ciò che attiene la modifica dello Statuto, ci saranno delle difficoltà enormi, ma se non fosse modificato a favore dei sardi, il Consiglio ( tutto, da sinistra a destra) subirebbe un contraccolpo inimmaginabile). Lo Statuto dev’essere condiviso e deve fornire maggiori opportunità agli abitanti dell’Isola.
          La creazione dell’IRFS sarà un passo in avanti, così come lo sarà la modifica del Comitato Regionale Faunistico e dei Comitati Provinciali, prevedendo ceh, sia nell’IRFS , sia nel Comitato Regionale siano presenti i rappresentanti di tutte le associazioni riconosciute, così come dovranno essere presenti anche nei comitati provinciali faunistici. Per quanto riguarda le nomine per le Commissioni d’esame provinciali, dovranno essere rivisitate in questo senso e sicuramente sarà meglio che le indicazoni siano effettuate dalla provincia e non più dalla regione.
          Ci sono diversi temi, comunque, vedremo.

      • Penso che non cambi niente, comunque è inutile menzionare una legge o direttiva quando questa non è più in vigore. Questione di precisione. Fare riferimento ad una normativa non in vigore non mi sembra serio da chi9 dovrebbe legiferare.

  5. sandro scrive:

    finalmente una grande legge per l’attività venatoria in Sardegna,speriamo che venga approvata al piu’ presto senza tagli come purtroppo siamo abituati a vedere in questi tempi. :D

    • Pier Luigi Pilia scrive:

      Anche secondo me non è male, speriamo che si diano da fare cosi da avere già quest’anno qualcosa di concreto! Comunque stiamo attenti alle cose che non si possono fare…vedi il mio precedente post.
      Si rischia di aprire un contenzioso con lo stato. 8)

      • pierpaolo scrive:

        Ma amici Cacciatori Sardi la vogliamo RIVENDICARE questa nostra AUTONOMIA REGIONALE o no,oltre al nostro Statuto abbiamo le giuste motivazioni per chiedere un calendario “diverso”dal resto d’Italia.
        Non è più rimandabile, alla luce del varo di una nuova L.R ,l’apertura di un “contenzioso “con lo Stato e con l’ Europa.
        Punti di vista!!!!!!!!!

  6. Pietro da Arzachena (SS) scrive:

    Ma state scherzando????
    Togliere immediatamente la possibilità di utilizzare la munizione spezzata e la TERZA giornata di caccia. Sono sufficienti e necessarie alla salvaguardia delle specie stanziali e migratorie 2 giornate (giovedi e domeniche più eventuali festivi.)
    Con le tre giornate in pochi anni non volerà più nulla in sardegna.

    • corrado scrive:

      siamo sempre piu noi la causa dei nostri mali

      • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

        Se oggi via a caccia anzichè in campagna con il fucile lo devi anche alle 2 giornate di caccia! Poi pensa cosa vuoi!!!!!

    • Pier Luigi Pilia scrive:

      Per i pallettoni sono d’ accordo con te…per chi non era presente al V convegno sulla caccia di San Nicolò D’ Arcidano si guardi il documento che abbiamo proiettato riguardo alla sicurezza, notate cosa fanno i pallettoni! Link: http://www.youtube.com/watch?v=-R27EMZl71o
      Saluti

      • …E proprio vero…Siamo tremendi!!!
        Tutti ci concentriamo sulle fesserie e non riusciamo a tirar fuori mai nulla di sensato!!!
        Una domanda …PER QUANTI ANNI IN SARDEGNA SI E ANDATI A CACCIA CON LA MUNIZIONE SPEZZATA???
        SI sONO ESTINTI I CINGHIALI A CAUSA DELLA MUNIZIONE SPEZZATA???
        SI SONO ESTINTI I CACCIATORI???
        Partendo dal presupposto che non sono un cinghialaio ma un migratorista al 100%…quindi (a voi le conclusioni) non pensate che sia piu un fatto di educazione che di pericolosita delle varie munizioni…
        LA caccia al cinghiale è un arte, e l’improvvisazione non puo appartenere a questo tipo di caccia…
        Basterebbe rispettare quelle poche regole che prima venivano rispettate per evitare parecchi guai…basterebbe un bicchiere di meno a pranzo (molte volte)…
        RESTA IL FATTO che la munizione spezzata e vietata dalla 157 …quindi come ha gia sottolineato qualcuno e una pazzia inserirla…

        • Pier Luigi Pilia scrive:

          Guarda che non sono fesserie, la Sardegna ha il record negativo dei morti per spari in attività di caccia al cinghiale, quest’ anno sono stati 7 su 22 nazionali ed il conto è subito fatto, sono il 31,8%. DA SOLA LA SARDEGNA HA AVUTO IL 31.8% DI MORTI…….QUESTA TENDENZA DEVE FINIRE!!!!!!!!!!
          Ovviamente la maggior parte sono da attribuire a pallettoni. Quando si va a caccia è per passare una giornata tranquillità e piacevole, dunque la sicurezza in primis…poi possiamo discutere delle altre cose della caccia.
          Se stai facendo una qualsiasi attività produttiva, sai qual’è la cosa più importante…LA SICUREZZA!

        • pierpaolo scrive:

          Spesso la “verità” sta in mezzo.
          Il buon senso di molti non compensa l’ignoranza la superficialità e la coglion…gine di pochi,perciò interviene la legge .

        • Adriano Piras scrive:

          Sig. Farneti tenga conto che i praticanti la caccia grossa sono in costante incremento, concordo con lei riguardo una pratica che non lascia spazio all’improvisazione . Purtroppo esiste il problema del capocaccia , che non è più la figura di un tempo, in ultima analisi le poste devono agire in sicurezza ed in questo contesto fucili e munizioni fanno la loro parte. Devo aggiungere ancora una cosa più o meno grave : ho visto gente davanti ad una canizza perdere il controllo, cioè vedono il cinghiale e si dimenticano dei colleghi……….BRIVIDI !!

        • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

          Sig. Pilia
          unitamente all’utilizzo di munizione spezzata che è sia vietata che più pericolosa (unitamente alla palla asciutta) vista la possibilità che tale munizione ha di rimbalzare
          non bisogna trascurare un dato. Purtroppo gli incidenti Sardi sono da attribuire all’età avanzata di chi li ha provocati, quindi chi effettua le visite mediche obbligatorie per il rinnovo (parlo dei medici incaricati) dovrebbe essere più cinico ed in alcuni casi impedire che persone pericolose ai fini della sicurezza in battuta continuino ad andare a caccia.
          Mi rendo conto che è un dicorso difficile ma anche questo punto è da prendere in considerazione.

      • Sandro -Muravera scrive:

        Non ho capito perche non si possa sparare a pallettoni..

    • Ben detto, la munizione spezzata agli ungulati è altamente pericolosa per i compagni di caccia. Non riesco a capire chi possa avere avuto la brillante idea.

    • Adriano Piras scrive:

      Pietro sono daccordissimo con te . Con tre gg la finiamo come i continentali a sparare polli colorati !!

    • vasco scrive:

      Lei si che sene intende. Un grande abbraccio Vasco

    • Luca Davide Enna scrive:

      Quindi, caro Pietro, in Francia ( e nella vicina Corsica), Spagna, Grecia, ecc. dove si caccia tutti i giorni non c’è più selvaggina, giusto?
      E’ una buona teoria. Ad essa si potrebbe aggiungere la possibilità di obbligare i cacciatori Sardi a cacciare con un fucile a un colpo, con una mano legata dietro la schiena e con i piedi legati come le vacche o gli asini per far loro rallentare il passo.
      IO NON RIUSCIRO’ MAI A CAPIRE COM’E’ SIA POSSIBILE CHE CI SIANO DEI CACCIATORI CONTENTI DI FARSI DEL MALE DA SOLI.

      • Adriano Piras scrive:

        Dopo aver constatato il continuo aumento di lepri e pernici , dopo che miracolosamente i flussi migratori dell’avifauna hanno ripreso come nei tempi migliori, non si può fare a meno di chiedere la terza giornata di caccia . ??????
        IO NON RIUSCIRO’ MAI A CAPIRE COM’E’ SIA POSSIBILE CHE CI SIANO DEI CACCIATORI CONTENTI DI FARSI DEL MALE DA SOLI……MAHH

  7. osg1959 scrive:

    Bene per quanto riguarda la terza giornata, anche se fissa. A questo punto, visto quanto successo quest’anno con la caccia a febbraio e alla luce di quello che vogliono fare con l’art. 43 della comunitaria, credo sia importante recuperare qualche giornata di caccia.
    Mi riesce difficile pensare all’approvazione dell’Ambito Unico quando la 157/92 prevede Ambiti addirittura sub-provinciali (almeno 2 per provincia), sarebbe un pretesto per gli ambientalisti per impugnare dinnanzi al TAR!
    Non sono d’accordo sulla canna rigata, basta e avanza la canna liscia a palla asciutta, e in quest’ottica non ne vedo i vantaggi.
    Sarei per l’applicazione del principio della reciprocità con le altre Regioni ma solo per la migratoria, per muovere un po’ l’indotto.
    Saluti

    • Luca Davide Enna scrive:

      La terza giornata fissa di Sabato è un obiettivo da raggiungere, in ogni caso.
      L’Ambito unico è fondamentale per i Sardi e per le loro tradizioni ( oltre che per il fatto che siamo già isolati dal mare e non si vede perché dovremmo isolarci tra noi, senza contare gli aumenti strepistosi ceh si succederebbero alll’entrata in vigore degli ambiti e l’obbligo che avrebbero i signori che oggi non vogliono acccettare i cagliaritani di accettarli PER FORZA, PAGANDO PURE PIU’ SOLDI: della serie, tagliarsi i maroni da soli).
      L’uso della canna rigata, in Sardegna, comporterebbe seri rischi a causa delle vaste aree di macchia fitta presenti nell’Isola. Sarà da valutare con attenzione.

      • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

        Per il sabato come terza giornata fissa sarei d’accordo se fosse inserita a partire dal 1 gennaio di ogni anno per tutto il mese

  8. Mario scrive:

    Mi permetto di fare un ‘appunto sull’uso dei pallettoni. Io son d’accordo all’utilizzo di questi, come son d’accordo all’utilizzo del fucile ad anima rigata, e soprattutto al gilet ad alta visibilità. Son d’accordo ai pallettoni non perchè reputo che sia più facile prendere il selvatico, ma per questione di SICUREZZA. In primis, la sardegna è diversa nel suo territorio sia per numero di cacciatori, sia per la sua conformazione. Nei territori della Gallura, nel Sassarese, nel Goceano, nell’Ogliastra, vi sono conformazioni idonee all’uso della carabina. Spazi dove poter sparare, grandi monti granitici, boschi alti. In questi luoghi caratterizzati da queste conformazioni è legittimo l’uso della carabina o della palla unica. Nel Campidano o nel Sulcis Iglesiente, Cagliaritano e alcuni territori dell’Oristanese, la conformazione territoriale è costituita da una fitta macchi mediterraneo bassa, che risulta estremamente difficoltosa la vista del cinghiale, frazioni di secondo! In questi luoghi è giusto poter usare anche i pallettoni. molte volte, inoltre le poste vengono messi in fasce anti incendio talmente strette che bisogna sparare l’animale solamente quando è in procinto di uscire dalla vegetazione,se perdi l’attimo, non puoi più sparare perché l’animale risulterebbe nella stessa linea di tiro di un collega di caccia! per questo motivo son d’accordo all’utilizzo dei pallettoni. Non c’è tempo di mira dell’animale, viene sparato all’imbracciata! Tutti però SANNO dove poter sparare o dove no, le poste non cambiano ma le circostanze si! la prudenza e sempre massima. Ho visto il video riguardante il rimbalzo della palla e dei pallettoni e dello sbriciolamento di quella ad anima rigata. I pallettoni rimbalzano ma fanno si e no 100 mt. la palla ad anima liscia schizza come una scheggia impazzita, ma la palla ad anima rigata se malauguratamente non trova un qualcosa, una roccia o altro che ne determini la Sbriciolamento dove si ferma??? 2 km dopo??. Un’ altro fattore; Il nord Sardegna oltre alle caratteristiche del territorio, possiede luoghi di gran numero superiori, rispetto al Campidano o Oristanese, dove esercitare la caccia Grossa. La distanza tra i comuni e l’esiguo numero di abitanti e di conseguenza l’esiguo numero di cacciatori o meglio squadre, perchè si parla di una, massimo due, squadre per vasti territori, giustidicano l’uso della carabina. Nel campidano, vi sono paesi di 7000 -8000-12000-14000 abitanti con numero di cacciatori par i 500-600-700 per comune. Il numero di squadre è assai di più 7-8 squadre a comune con territorio per la caccia grossa assai limitato!!! Spesso capita nello stesso luogo, o meglio nello stesso “monte” che le poste di una squadra confinino a 100 metri o con le poste di un’altra. In luoghi del genere, per motivi di Sicurezza E’ INDISPENSABILE l’utilizzo si munizioni che hanno una gittata esigua. Con un’arma che fa 900, 1000 mt. di tiro utile, se questa non trova un qualcosa dove può imbattere chi sa dove si ferma in un posto dove possono esserci centinaia di persone?? Ultima considerazione. Nel resto d’Italia l’uso della carabina è consentita. I territori dove si svolgono le battute sono tabellati, le poste sono Numerate. con un’arma del genere si è sicuri che dove punti l’arma non c’è un uomo. se il cinghiale muore all’interno della battuta, il cacciatore non si può spostare dalla posta, ma a fine battuta vi sono persone autorizzate. In Sardegna è cosi?? chi può sapere che cosa ci sia a 2 km da noi? chi sa se c’è il pastore che pascola, o chi va a cercare funghi, chi fa escursioni??.. nessuno, qui da noi non sa nessuno che cosa ci può essere. Incidenti di caccia ne sono sempre successi, e sempre ne succederanno sia che chi usa Pallettoni, Carabine, Palla asciutta, perchè chi adopera un’arma è soggetto a incidenti, come per chi guida una macchina, IDEM. Ritengo INDISPENSABILE è l’uso del giubbotto ad alta visibilità! Quindi si al Fucile ad anima rigata e si ai pallettoni,e a seconda dei luoghi le regole, della SICUREZZA le stabilisce il capocaccia.
    L’unico modo di ridurre gli incidenti è di avere la testa sulle spalle.
    Bisogna PENSARE prima di sparare.

    • Adriano Piras scrive:

      Mario ma quando mai spari ad un cinghiale in Sardegna e mancandolo la tua palla impatta due Km dopo ?? E’ molto più probabile esagerando che si fermi prima dei 50-100 metri. Ti invito ad una più attenta riflessione. Saluti.

    • Pier Luigi Pilia scrive:

      Bisogna pensare prima di sparare…SACROSANTE PAROLE!
      Pero secondo me sottovaluti i pallettoni. Nella prova che hai visto in video è stato scelto un angolo d’impatto di 27° (..piuttosto elevato). Significa che un tiratore di altezza media per raggiunge quest’angolo su terreno piano deve sparare a 3 m dai suoi piedi con conseguente (relativa) bassa velocità di rimbalzo, specialmente per i pallettoni . Se spara a 10 m, supponendo che abbia un’altezza alla spalla di 1,5m, raggiunge un angolo d’incidenza di 8,5° con il risultato che i pallettoni rimbalzando perdono poca velocità e tavole da 2 cm le bucano tranquillamente anche a 25 m , raggiungendo diverse centinaia di metri di gittata. Ricordiamoci che i pallettoni più grossi raggiungono i 700 m di gittata se sparati con inclinazione di 22 gradi e con velocità iniziali di circa 400m/s. A 115 m penetrano per oltre 13 cm nel corpo umano e 16cm a 65m (dati riportati da un noto autore). Personalmente ho visto un cinghiale di circa 40 kg colpito ad una distanza di circa 120 m da un solo pallettone che gli aveva bucato il cuore uccidendolo.
      I pallettoni sono pericolosi per i vicini di posta, ne so qualcosa anch’io che me li sono sentiti vicino al viso, in quel frangente avevano reciso un ramo a 10 cm dal mio naso e chi aveva sparato aveva tirato quasi a 90 gradi dalla mia direzione e non era di certo uno sprovveduto con poca esperienza!
      Il discorso è semplice 8 o più pallettoni sono difficile da controllare se non vanno tutti a segno.
      Poi se uno spara verso l’alto a pallettoni, palla slug o palla da carabina è meglio che cambi attività.
      Il cinghiale si spara verso terra non per aria.
      Un’altra cosa voglio precisare, anche nei terreni con macchia molto fitta e tiri ravvicinati, magari dove spari un solo colpo, la carabina fa il suo dovere, dipende molto da chi sta dietro l’arma.
      In Corsica so che li possono usare, ma è la legge nazionale francese che lo permette.
      Da noi visto che c’è grande richiesta si dovrebbe modificare la legge quadro nazionale 157/92, solo allora si potrebbero usare..non aggiungo altro.

      • Adriano Piras scrive:

        Pierluigi, Mario ha preso un’abbaglio, una fucilata ad un cinghiale fatta con un cal. 12 o con una carabina impatta nello stesso punto , MA NON NELLO STESSO MODO, che centrano i Km le gittate ecc ecc . per i palletoni non è neanche il caso di soffermarsi ……….

        • Pier Luigi Pilia scrive:

          Adriano quoto in toto quello che hai scritto, ma mi sono soffermato sui PALLETTONI perché alcuni pensano che siano “il meglio del meglio” mentre non si accorgono di avere in mano UNA MUNIZIONE MOLTO PERICOLOSA!….Non parliamo poi dell’alto numero di ferimenti sui cinghiali.
          Un anno mi sono preso l’impegno di fare una statistica su alcune squadre della mia zona, quasi il 30% dei cinghiali sparati se ne andavano via feriti………e questa cos’è etica venatoria?

      • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

        Concordo pienamente. Ottima analisi

    • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

      Sig. Mario
      per ciò che ha spiegato sopra, lei reputa opportuno l’uso dei pallettoni altrimenti nelle zone in cui lei li vorrebbe utilizzare è difficile sparare ad un cinghiale vista la presenza di folta macchina e per il fatto che si viene posizionati nelle fasce tagliafuoco.
      Primo: i pallettoni al contatto con i rami rimbalzano e modificano la traiettoria originale anche di 45 gradi.
      secondo:
      si deve sparare se si può al selvatico, altrimenti si fa andar via. Tutto deve essere improntato sulla sicurezza.

      • Mario scrive:

        quando mi riferisco all’uso di pallettoni, vi parlo di realtà dove la gente che va a caccia grossa la palla unica non sa nemmeno come sia fatta!!!! In queste zone, si spara da una vita a pallettoni, mal grado vietati dalla legge, eppure incidenti non sono frequenti!! Quindi perché non legalizzarli e permettere di usarli solo dove opportuno??
        Ovviamente se un cacciatore del sud Sardegna si sposta nel Nord dove si è sempre sparato a palla si deve adeguare alla munizione a palla unica e carabina.
        Se si vogliono bandire i pallettoni anche li dove vengono ancora usati, bisogna amio avviso bandirli dal commercio, perchè non ha senso che uno usi una carabina e i tuoi compagni di caccia affianco siano carichi a pallettoni non credete?? che sicurezza sarebbe?? Per non usare più i pallettoni bisognerebbe cambiare mentalità dei cacciatori, che la maggior parte di questi uomini di una certa età (ormai i giovani son sempre meno,ed io sono tra quelli, ho 21 anni) cresciuti nellacaccia grossa utilizzando i pallettoni, non cambieranno facilmente “stile” di caccia!!

        • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

          Scusi ma non sono d’accordo. La gente che va a caccia se non si è già adeguata alla legge dovrà farlo al più presto a scapito della propria licenza di caccia. Sempre la gente che va a caccia sa già che i pallettoni sono vietati in tutta la Sardegna.

    • Sandro -Muravera scrive:

      Sono d’accordissimo con tè

  9. Non concordo assolutamente sull”uso dei pallettoni, pericolosi ,vietati (ci sarà un motivo??), non sono d”accordo sulla 3 gg di caccia (2 vanno più che bene)………………per il resto ok………………adieusu!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll:

    • Io personalmente aggiungeri due o tre cosette…
      LA prima indispensabile per difendersi in periodi di “giunta nemica”, ovvero l inserimento in comitato faunistico di tutte le associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale come “suggerito” dalla 157
      MAnca un analisi relativa alla situazione ” storno”…
      La terza giornata se va inserita, fissa e meglio…( anche se obbiettivamente parlando) e piu una questione “tradizionale” che mi spinge ad affermare che 2 bastano.ù
      Anche questa “versione” non prevede l’uso dei richiami vivi …serve un emendamento:-)
      Perfetto l ATC unico …:lol: :lol: :lol:
      Bisogna immediatamente legiferare per allentare i vincoli sulle zps in quanto in sardegna sono delle vere e proprie aree protette…
      cmq vediamo cosa saltera fuori!!!
      Per gli amici e per dovere di cronaca, tale legge e gia al vaglio della commissione alcuni articoli sono stati gia approvati…altri superati etc etc…
      (s!!! al vaglio di quella commissione che sfiducio l assessore all ambiente per le sue affermazioni”non mi stanchero mai di dirlo)…
      la vera battaglia si presentera in aula con la presentazione di proposte e emendamenti…

      • Luca Davide Enna scrive:

        Concordo quasi su tutto, tranne che per la questione 3° giornata. Oramai è obbligatoria e dobbiamo lottare per averla ( dopo i sardi ne saranno felici).
        Oltre allo Storno comune, deroghe per lo Storno nero,+ Piccione selvatico o torraiolo, Tortora dal collare e Taccola. Giusto per la rappresentatività in Comitato Regionale, Comitati Provinciali, IRFS e Commissioni d’esame ( come ho già fatto osservare e sistemato nelle osservazioni “ufficiose”).

      • Pier Silvio scrive:

        PERCHE’ SOLO QUELLE RICONOSCIUTE A LIVELLO NAZIONALE?
        E la UCS che conta 7000 iscritti ed è riconosciuta a livello regionale dove la metti?

    • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

      Concordo pienamente e proporrei una raccolta di firme per impedire che venga inserita la 3^ giornata.
      Tanto poi i pallettoni non passeranno (per fortuna di tutti) dalla commissione che deve approvare questo disegno di legge.

  10. vasco scrive:

    Sono parecchi anni che non vengo più a caccia in Sardegna, con molto rammarico purtroppo, le tesi obsolete dei cervelloni limitano i diritti degli onesti. Però sono daccordo che tre giornate di caccia, porterebbero alla vostra magnifica Sardegna un danno irreparabile. Se per tanti anni siete riusciti a mantenere il vostro” EDEN” significa che le scelte sono giuste. Tre giornate sicuramente incrementeranno il turismo nei mesi di fermo, e tutte le attività ne trarranno benefici economici, credo però che per il buon convivere, 5 non di più, giornate di caccia per quelli nati nell’inferno le volete concedere? senza tante domande e raccomandazioni? e saremo tutti in paradiso.

    • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

      Per ciò che hai scritto che mi trovano pienamente d’accordo, TU e solo Tu meriteresti le 5 giornate!

  11. gianluca scrive:

    Sono d’accordo nulla pallettoni,sialla terzagiornata,tabellazione come si fa in continente per quanto riguarda la caccia grossa come si fa anche a Pula a “IS MOLAS” mi hanno detto che mettono delle tabelle con la scritta”ATTENZIONE CACCIA GROSSA IN CORSO”; si alla caccaia alla tortora dal collare,e sono d’accordo alla chiusura della nobile stanziale per 1-2 anni.

    Un saluto a Pierpaolo.

    • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

      No alla terza giornata. Assolutamente no alla chiusura della nobile stanziale per 1-2 anni. Agli animal ambientalisti da salotto non bisogna porgere l’altra guancia perchè dopo ti vedrai chiudere per più di 1-2 anni altre specie.
      Voi che non avete la nobile stanziale nelle vostre zone (o che ne avete in minima parte) non uscite per accordi interni vostri volti a salvaguardare la specie. Noi in gallura abbiamo una bella presenza di nobile stanziale e vorremmo anche nei prossimi anni andare a caccia di pernici e lepri. ovviamente non dovete venire nelle nostre zone altrimenti il prelievo venatorio sarebbe troppo pesante per questa specie. Si dovrebbero poter abbattere un massimo di 10 pernici a stagione e 3 lepri a stagione. Se si chiudesse per 1-2 anni, tanto ci sarebbe il solito bracconiere, Co@@@one, autorizzato dal porto d’armi che sparerebbe a queste specie a caccia chiusa, dove esse sono più vulnerabili.

      • vasco scrive:

        Pietro grazie per la considerazione, la stanziale è un patrimonio gestito dai cacciatori residenti, il pass va concesso esclusivamente per la migratoria. Ho cacciato tanti anni da voi non mi sono mai permesso di abbattere alcunchè, e mi è capitato. Questa estate ho liberato nei pressi di un orto prima di entrare ad Arzachena vicino alla esse dove ci sono eucalipti,e il torrente, una tartaruga di notevoli dimenzioni trovata tra i cassonetti di Porto Cervo. Ciao Vasco

      • gianluca scrive:

        caro Pietroguarda che di Pernici e lepri ne abbiamo anche nella nostra zona,civuole solo voglia di lavorarle con il cane,ma se non lasciamo un margine di tempo perchè si possano riprodurre più numerose faranno la fine delle starne, o pensi che trà pseudocaciatori che vanno oltre il numero consentito e non dirmi di no perchè sono stato a caccia in Gallura con gente del posto e più precisamente a Calangianus con amici del posto e ti assicuro che ho assistito a delle vere STRAGI!!!!!!!!!!! e non erano i soli e sono stato anche sfotuto e apostrofato come “AMBIENTALISTA”” perchè a fine giornata avevo 3 pernici,cornacchi volpi ecc.quanto tempo pensi che durino anhe dalle tue parti?

        • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

          Gianluca
          Il margine ce lo dobbiamo imporre noi cacciatori sperando nel buon senso di ognuno.
          Poi bisognerebbe iniziare a studiare i luighi di nidificazione delle brigate presenti in tutto il territorio sardo e da li estrapolare le zone dove quest’anno necessitano di rispetto.
          Ciò impone che anche in questo periodo si vada in campagna a verificare la presenza o meno della pernice e della lepre. Unitamente a ciò bisognerebbe iniziare un discorso di abbattimento mirato dei nocivi (corvidi e volpi in primis).

    • pierpaolo scrive:

      Ciao Gianluca tutto quello che va verso la sicurezza è (come si legge nei vari interventi )ben accetto quindi ben venga,per la terza giornata a scelta nutro molte perplessità,te lo dice un Cacciatore che non perde una giornata di attività da più di 25 anni.Comunque, come ho scritto più in su la politica isolana deve osare di più….

      • gianluca scrive:

        Caro Pierpaolo hai ragione più autonomia eniente continentali o almeno se vogliono venire a caccia da noi solo nelle Agriruristiche Venatorie come faciamo noi quando andiamo da loro e solo dopo febbraio. Per favore non nominare più “L’ONOREVOLE” che solo al pensiero mi viene la nusea. Ma secondo te riusciranno a formare sto cavolo di Comitato Tecnico? Secondo me lo vedo troppo in salita pero non siapeggio dell’anno scorso che dici?

        Saluti Gianluca

        • pierpaolo scrive:

          Vuoi sapere esattamente cosa penso????????
          Il comitato Tecnico è una trovata per far vedere che ci “stanno pensando” (a noi Cacciatori) e anche se fosse tutto trasparente e in buona fede ……….da chi sarebbe composto?? Dai soliti nostri rappresentanti????Da quelli che ci garantiscono da 10-20-30.40-anni ????
          Sono o saranno gli stessi?????
          Infine caro Gianluca questo NUOVO “comitato Tecnico” ha tutto il sapore di una VECCHIA MARCHETTA PRE-ELETTORALE.
          L’importante che lor signori capiscano che ormai sono SORVEGLIATI SPECALI e che no ci faremo infinocchiare un’altra volta.
          Ciao

    • Adriano Piras scrive:

      Ritirate i bambini, scusa Gianluca “is molas” a Pula dov’è dietro piazza di chiesa ??? Quelle tabelle come dici tu, hanno aiutato gli anticaccia a strumentalizzare la nostra passione , lasciamo perdere .
      No alla 3° gg .

  12. gianluca scrive:

    X MAECO PISANU,

    allora quando vi riunite di nuovo con l’Assessore? Guaradate che siamo già a Maggio e frà un mese è Giugno………….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 8O 8O 8O 8O

  13. sandro scrive:

    non capisco perchè dobbiamo sempre autolimitarci(abbiamo sempre avuto il calendario piu’ restrittivo del mondo), le tre giornate(se fosse per me dovrebbero essere 2fisse e 1 a scelta) si possono utilizzare in annate favorevoli sia per la stanziale che per la migratoria, in caso contrario non si utilizzeranno ma almeno sono previste nella legge e quindi ipoteticamente utilizzabili.Per il restante della legge, l’unico dubbio è relativo all’utilizzo della munizione spezzata sia per la pericolosità che per problemi di legislazione nazionale. Ripeto quanto già detto in precedenza,speriamo che venga votata il piu’ presto e sopratutto SENZA TAGLI !!!!!!. FORZA PARIS

    • nero scrive:

      Secondo me la terza giornata per la sola migratoria non porterebbe nessun danno anzi si potrebbe sfruttare le giornate di passo,è il controllo che deve essere più incisivo in alcune zone si caccia 365 gg l’anno soprattutto il cinghiale di notte e le pernici all’abbeverata queste sono caccie distruttive.Io mi ci son trovato in giornate di caccia chiusa a levare 6/7 beccacce col cane e 2o3 gg dopo tornare a caccia e non trovare nulla ti viene il mal di fegato un detto dice agli uccelli devi sparare quando passano.

  14. quinnipack scrive:

    Ho letto attentamente la proposta do modifica della legge regionale sulla caccia. Mi pare opportuno fare alcune importanti precisazioni. Spero che tutti quanti le tengano in considerazione.
    1) L’idea di vietare la caccia alla pernice ed alla lepre per un anno (o più) ha senso solo ed esclusivamente se tale proposta è inserita in un contesto integrale di tutela faunistica e recupero ambientale.
    L’esperienza ha dimostrato che le semplice limitazioni alla caccia sono un pessimo modo per proteggere pernici e lepri. Il vero problema non è la pressione venatoria (attualmente limitata 4 mezze giornate di caccia!), ma la distruzione degli habitat ed il bracconaggio (e inutili continuare a nascondersi dietro un dito).
    Nei punti in cui si è mantenuto un habitat ottimale le pernici/lepri sono sempre presenti, anche se pesantemente cacciate; nei luoghi in cui l’habitat è andato distrutto o gravemente compromesso, le pernici/lepri sono di fatto estinte, anche se non più cacciate da anni, ed in tali luoghi ogni tentativo di reimmissione ha dato risultati deludenti.
    Oltre chiude la caccia per una anno occorrerebbe intraprendere altre misure, tra cui:
    - obbligare gli agricoltori (dietro indennizzo) a ripristinare una fascia di incolto a demarcazione dei confini tra i campi coltivati (i c.d. CABIZABIS);
    - concedere incentivi agli agricoltori affinché lascino alcune colture a perdere di mais/grano;
    - proibire per tutto l’anno ed in qualunque circostanza la bruciatura della stoppie. Attuare una stretta sorveglianza, istituendo una sorta di responsabilità oggettiva per i proprietari dei fondi che devono essere obbligati a porre in essere tutte le misure affinché nei loro fondi non si sviluppino incendi;
    - proibire la falciatura dei campi nei periodi di cova e di crescita dei pulcini/leprotti;
    - limitare il numero massimo di capi di stanziale che possono essere abbattuti (max 2 capi per giornata, max 8 capi per l’intera stagione);
    - bonificare il territorio dalla presenza di nocivi: volpi, corvi, cornacchie, eccessiva concentrazione di cinghiali.
    2) Tutti gli interventi a favore dell’ambiente e della caccia hanno un elevato costo economico. Quindi vanno reperite le necessarie risorse finanziarie. La riduzione della tassa regionale a 25 Euro è stata solo una trovata propagandistica.
    A mio parere il problema non è quello di ridurre il più possibile la tassa regionale, ma fare in modo che essa sia spesa nel migliore dei modi. Se tutti i soldi raccolti, venissero usati per miglioramenti ambientali e ripopolamenti di animali veramente selvatici, i cacciatori sarebbero felici di pagarne anche 100 di Euro.
    3) E’ indispensabile aumentare la vigilanza venatoria, coinvolgendo nei controlli anche polizia municipale e corpo barraccellare, concedendogli quantomeno il potere di controllare carnieri e documenti e di avvisare la forestale/carabinieri/polizia in caso di presunte irregolarità.
    4) Non si possono concedere indiscriminatamente 3 giornate di caccia settimanali. Sarebbe solo un regalo per i bracconieri. Meglio concedere tale possibilità solo nei mesi in cui è presente la migratori (dicembre/gennaio) e comunque per giorni fissi (martedì/giovedì/domenica e festivi). Evitando di norma la caccia per giorni consecutivi, infatti ciò spaventerebbe la migratoria e la farebbe concentrare nelle zone in cui non si può sparare (parchi/oasi).
    5) Importanza della creazione dei Comitati Comunali di Caccia con poteri decisionali e risorse finanziarie. I comitati comunali, in quanto associazioni con finalità culturali/ricreative/sportive avrebbero diritto ai finanziamenti comunali normalmente attribuiti a questi organi e ad una quota delle tasse regionali (proporzionalmente agli iscritti); potrebbero poi autofinanziarsi con una quota associativa interna. Tali importi dovrebbero essere utilizzati per la gestione della ZRP che ogni comune deve obbligatoriamente creare nel suo territorio, ad esempio per comprare i riproduttori da liberare, per indennizzare gli agricoltori che lasciano dello colture a perdere per la fauna selvatica.

    Forza paris !

    • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

      Quinnipack
      ottimi i primi 2 punti.
      Il 3° è una forzatura che non ha elementi normativi in quanto i barracelli esercitano la funzione di agenti di P.S e non anche di Ufficiali ed Agentidi P.G. (come invece sono gli appartenenti al C.F.v.a).
      Non bisogna mettere in testa ai barracelli altre cose al di fuori della loro sfera di competenza.
      I vigili urbani poi in generale sono già pochi è hanno vari controlli tra i loro compiti istituzionali.
      Altro punto che non hai menzionato:
      LA legge per quanto riguarda Le Riserve Autogestite prevede già adesso che si debba provvedere a coltivare dei territori a perdere, reiserire la selvaggina che in parte deve essere devoluta alle zone libere. Questo in tante (troppe) riserve non viene fatto (e nessuno controlla) o perlopiù si vedono 2 ettari di seminato a perdere in riserve ampie anche 800 ettari o più. In altre riserve autogetite addirittura non si vuole nemmeno reinserire la pernice, a volte a causa della conformazione del territorio ed a volte per il fatto che tali riserve sono solo per i “cinglialai”.

      • Caro Pietro i barracelli hanno qualifica di ag.di p.s. e competenze sulla caccia, quindi possono chiedere i documenti e l”esibizione dei carnieri, non avendo qualifica di p.g. non possono fare perquisizioni ,ma possono chiedere l”intervento della p.g………………………I vigili urbani invece durante il servizio e nel comune di appartenenza hanno qualifiche di p.s. e p.g. , quindi ti possono controllare come il c.f.r…………giusto per saperlo e non incorrere in guai nel caso capiti l”occasione……………….. :wink:

        • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

          Alessandro
          non dico che i barracelli non possono fare controlli e
          so bene cosa può fare qualsiasi corpo presente in italia.
          Sono un appartenente alla Polizia di Stato.
          E che non voglio dilungarmi.
          Però per quanto riguarda i barracelli aggiungo che dovrebbero essere armati di fucili a canna rigata (esclusi quelli con bossolo a percussione anulare come la cal. 22 L.R.) e non liscia come almeno avviene nel mio comune ed in tanti altri.
          Saluti :mrgreen:

        • pierpaolo scrive:

          X Alessandro
          Premetto che faccio parte di una compagnia barracellare otre ad essere Cacciatore ,attenzone che anche gli Ufficiali delle com.Barrac. e solo loro hanno la qualifica di p.g.

        • X Pierpaolo: non mi risulta proprio …………leggi l”art.57 del ccp…………..quello è la bibbia in materia, il resto chiacchere………….le compagnie barracellari non hanno qualifiche di pg!!!!!!!!!!!!!!X Pietro : scusa non lo sapevo che eri un poliziotto , quindi lo sai meglio di me……………..i barracelli hanno in tutti i comuni l”arma liscia !!!!!!!!!saluti

    • Adriano Piras scrive:

      Tutto molto sempilce e condivisibile, vai a metterlo in atto………… complicatissimo.
      Finchè uscendo a caccia non abbiamo la sensazione di incappare in un controllo da un momento all’altro da parte delle autorità competenti, la terza gg non è proponibile, nemmeno fissa di sabato.

    • Quoto al 100%!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • quinnipack scrive:

        Per completezza di informazione trascrivo quanto previsto dall’art. 2 della Legge Regionale 15 luglio 1988, n. 25 (Organizzazione e funzionamento delle compagnie barracellari).

        Art.2
        Funzioni ordinarie delle compagnie barracellari
        1. Le funzioni attribuite alle compagnie barracellari sono le seguenti:
        1) salvaguardare le proprietà affidate loro in custodia dai proprietari assicurati, verso un corrispettivo determinato secondo le modalità previste dalla presente legge;
        2) collaborare, su loro richiesta, con le autorità istituzionalmente preposte al servizio di:
        a) protezione civile;
        b) prevenzione e repressione dell’abigeato;
        c) prevenzione e repressione delle infrazioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, in materia di controllo degli scarichi di rifiuti civili ed industriali;
        3) collaborare, con gli organi statali e regionali, istituzionalmente preposti alle attività di vigilanza e tutela nell’ambito delle seguenti materie:
        - salvaguardia del patrimonio boschivo, forestale, silvopastorale, compresi i pascoli montani e le aree coltivate in genere;
        - salvaguardia del patrimonio idrico, con particolare riguardo alla prevenzione dell’inquinamento;
        - tutela di parchi, aree vincolate e protette, flora, vegetazione e patrimonio naturale in genere;
        - caccia e pesca;
        - prevenzione e repressione degli incendi;
        4) salvaguardia del patrimonio e dei beni dell’ente comune di appartenenza, siti fuori dalla cinta urbana, nonchè amministrazione dei beni di uso civico e di demanio armentizio, secondo le modalità da stabilirsi con apposita convenzione.
        2. Le forme di collaborazione con il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda vengono stabilite con decreto interassessoriale dagli Assessori regionali competenti in materia di polizia locale e di difesa dell’ambiente.

        Quanto riferito da Federighi è esatto. I barracelli, nell’esercizio delle loro funzioni, hanno la qualifica di agenti di pubblica sicurezza. Non possono effettuare perquisizioni, sequestri o sanzioni, possono però vigilare e collaborare, con gli organi statali e regionali, istituzionalmente preposti alle attività di vigilanza e tutela. La Polizia Municipale invece ha anche funzioni di Polizia Giudiziaria, quello che gli manca è solo la competenza specifica. Non sarebbe male se ogni comune predisponesse almeno una unità specializzata nella vigilanza ambientale.

        In ogni caso, il mio messaggio era inteso a sottolineare la necessità un rafforzamento dei controlli. Che è assolutamente necessario per stroncare quella sensazione di impunità che regna in molte campagne. Per molti cacciatori sardi i calendari venatori sono solo delle indicazioni di massima, cui si può facilmente ed impunemente trasgredire. Devono, invece, capire che i calendari venatori vanno rispettati, pena pesanti e certe sanzioni.

        Per questo motivo la terza giornata di caccia può essere concessa solo nei mesi di dicembre/gennaio e solo per giorni fissi (martedì/giovedì/domenica).

        Per quanto riguarda le coltivazioni a perdere e le fasce di incolto a demarcazione dei confini tra i campi, penso che la cosa sarebbe facilmente attuabile se ci fosse la volontà politica ed un minimo di disponibilità economica. Gia altre regioni hanno attuato progetti di questo tipo. E’ sufficiente predisporre un regolamento a livello comunale o provinciale ed un semplice modulo di domanda: i coltivatori disposti a lasciare le fascie di confine incolte dovrebbero solo fare domanda di indennizzo per il mancato guadagno (ad esempio, 0,25 Euro ogni metro quadro).

        Per quanto riguarda le riserve autogestite, sono perfettamente d’accordo con Pietro da Arzachena. Occorre far rispettare l’obbligo di reinserire la selvaggina anche nel territorio libero. Tale obbligo va esteso anche alle aziende turistico/faunistico venatorie. Sarebbe opportuno anche quantificare il numero minimo di capi da reinserire in proporzione al territorio utilizzato (ad esempio una pernice ogni 4 ettari o una lepre ogni 10).

        Da ultimo vi segnalo che alcuni regolamenti delle Aziende Turistico/Faunistico Venatorie del Piemonte, obbligano i gestori delle aziende a concedere ai cacciatori residenti nei territori su cui gravita l’azienda delle quote di caccia gratuite o a prezzi agevolati.

        • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

          Perfetto. Concordo con te ci vogliono più controlli.
          Aggiungo che i controlli devono essere allargati ai porti sardi che vedono carovane di persone che senza tesserino regionale cacciano spesso impunemente e ritornato nella penisola con molta selvaggina (non ho gli elementi ma qualcuno si porta via anche specie non migratorie).
          La terza gionata non sono d’accordo ma se va concessa Ok a Dicembre e Gennaio ma non inserirei il martedi che per legge è giornata di silenzio venatorio. Suggerirei semmai il giovedi/sabato/domenca obbligatoriamente!
          Saluti

        • Quinnipak(???) sono d”accordo sul ripopolamento e ci mancherebbe,ma quello fatto negli ultimi 15 anni è deleterio per la pernice , perchè si è pensato solo a fare la cosa più semplice , lanciare gabbiarole a volte di provenienza dubbia (nella qualità)!!!!!!!!!Questo secondo me ha fatto un danno incredibile indebolendo il ceppi selvatici …………sopratutto le autogestite hanno dato un brutto esempio di autogestione,visto che hanno utilizzato anche loro questo veloce e pratico sistema,invece di utilizzare le pernici delle zone di rispetto(dopo adeguato censimento)!!!!Io caccio in una zona libera dove ci sono ancora tante pernici, per il territorio, la presenza di cibo variegato e prolungato, e perchè comunque vengono rispettate da quasi tutti(esclusi i soliti coglioni)!!!!!!!!!!!!!!!!!Per concludere ti volevo fare un esempio di un”autogestita di un comune confinante che fino a 5/6 anni fà era ricchissima di pernici(carnieri veramente ottimi), ora è in crisi totale per le scelte sbagliate nel ripopolamento……………………….lanci di pernici scarse,FAGIANI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!da prendere a calci in cu@o il presidente )risultato :2/3 anni che sono quasi a zero………………………la zona è vocata da quando esiste il mondo, e non venite a dirmi di cinghiali,bracconieri, ecc…………………………!!!!!!!!!!!!!!!!!!RITORNARE AL PI§ PRESTO ALLE ZRC!!Non ci sono altre soluzioni………….per il territorio che abbiamo, dovremo avere le pernici da prendere a calci, e credimi basterebbero 5/6 anni di corretta gestione !!!!!!!!!!!!!!Adieusu!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll: 8O :|

    • Marco Spano scrive:

      Per quinnipack.

      Finalmente qualcuno che dimostra di avere una visione globale del mondo venatorio. Credo che le tue osservazioni, da me assolutamente condivise in ogni punto, siano oggettivamente inoppugnabili. Che il concetto di caccia si sia evoluto in quello più moderno di ” conservazione e gestione della fauna selvatica”, è un fatto che non possiamo ignorare, e deve coinvolgere tutti i soggetti interessati, cacciatori, agricoltori, pastori. Il legislatore non può non tener conto dell’impatto che tutte le attività umane esercitano sull’ambiente, e non considerare solo l’attività venatoria ed il conseguente prelievo, come meritevole di una rigida regolamentazione. Chi non sa, per esempio, che nelle nostre pianure ( v. Campidano) la maggior parte delle quaglie e delle lepri finiscono triturate dalle imballatrici di foraggio ed erba medica? Is cabitzabis? Non esistono più, sostituiti dalle reticelle. Le stoppie?Rase al suolo dai ringhinatori. Randagismo e cani da pastore che cacciano in branco? Meglio non parlarne. Lotta ai corvidi? Inesistente. Controllo sul corretto uso di fitofarmaci? Stendiamo un velo pietoso. Non ci resta che andare a lezione dai francesi, che tutte queste problematiche le hanno affrontate e risolte da tempo. Da loro, la vigilanza ambientale non è solo una scritta su un fuoristrada, ed i cacciatori operano fianco a fianco con gli agricoltori, con gli allevatori, e con i veri ambientalisti che nulla hanno a che fare con gli zoticoni di casa nostra.
      Forza Paris.

  15. roberto scrive:

    Una proposta di legge per certi versi condivisibile e seria,con interessanti novità.Ma qualche passaggio mi lasci un pò perplesso.
    1) trovo che la chiusura della stanziale per un anno sia a dir poco inquietante,non si risolve il problema dell’ impoverimento del numero delle lepri e delle pernici,per il semplice motivo che esso non è dovuto alla pressione venatoria,siamo alcuni anni che usufruiamo delle mezze giornate,ma piuttosto alla crescita dei nocivi come volpi,cornacchie,cinghiali che saccheggiano nidiate e cove.
    Pertanto si dovrebbe prevedere un piano di limitazione di questi antagonisti tramite abbattimenti selettivi.
    2) Le tre giornate sarebbero le benvenute se seguite da attenti controlli da parte degli organi preposti
    perchè in caso contrario prevedo che chi ha pochi scrupoli( e sono parecchi) andrebbero a caccia sempre. Proporrei le due fisse più la terza dichiarata e registrata sul tesserino.
    3) La munizione spezzata in Sardegna è sempre stata usata , ma il numero di incidenti è cresciuto solo negli ultimi anni, segno questo che si sta perdendo la specializzazione della battuta,troppa improvvisazione da parte di capocaccia non esperti e postaioli dal grilletto facile. Si al vestiario ad alta visibilità e alla canna rigata a chi la vuole usare.
    4) Obbligo ai conduttori dei fondi agricoli a lasciare incolti i confini dei coltivi e destinare piccoli spazi alle colture a perdere dietro compenso.
    5)Divieto assoluto di espianto di macchia mediterranea per miglioramenti fondiari ad erbaio per pascolo.Penso che con queste poche correzzioni sia una legge veramente valida e conservativa per la fauna in Sardegna.Roberto da Carbonia :D :D 8O

    • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

      Ottimo punto di vista!!!Concordo pienamente! :D :D

    • Lasciamo stare i pallettoni……………….sono PERICOLOSI!!!!!!!!!!!!!!!!! é vero che da noi si sono sempre usati,ma (sono banditi dal 1990)prima si andava al cinghiale la metà delle gg di oggi, ci andava 1/3 dei cacciatori che ci vanno oggi(calcolo delle probabilità………………..), prima si faceva una sorta di purgatorio di 273 anni in “truva”,per poi passare alla posta!!!!!!!!!!!!!!Oggi ci sono persone che passano dal toro,colombo,alla posta al cinghiale , e li vedi che fanno delle leggerezze proprio legate all”inesperienza specifica …………………ho visto “balenteddos” caricare il fucile con pallettoni magnum ramati(18 pallettoni) come se dovessero ammazzare un “elefante …………………quando spari in mezzo alle rocce(E DA NOI ABBONDANO ) 3 colpi del genere ne senti granigla fischiare!!!!!!!!!!!!!!!!!Quindi mettiamoci l”animo in pace il cinghiale a palla, quando lo sbagliamo,pariamo i cani e va bene lo stesso, visto che oggi le occasioni per la rivincita sono molte!!!!!!!!!!!!!!!adieusu!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll:

  16. pietro3 scrive:

    CONCORDO CON ROBERTO ED AGGIUNGO CHE IL TERRITORIO NECESSITA DI UNA PIù ACCURATA GESTIONE, SAREBBE DOVEROSO UN ATTENTA ISTITUZIONE E GESTIONE DELLE ZONE DI RIPOPOLAMENTO E CATTURA, OGGI A DIR POCO VERGOGNOSA E MAL DISLOCATA TERRITORIALMENTE E QUANTITATIVAMENTE. GUAI CHIUDERE LA STANZIALE, SAREBBE LA FESTA DEI BRACCONIERI ANCHE SENZA FUCILE E SENZA LICENZA DI CACCIA.

  17. roberto scrive:

    una particolare attenzione per il legislatore dovrebbe essere riposta alle zone umide.Una volta la Sardegna era un’ Eden per gli acquatici,ora dopo uno scempio totale delle zone umide è rimasto ben poco,sono ridotte a delle pozze nauseabonde dopo le istituzioni di pescaculture ,saline di stato e via dicendo.Si parla tanto di salvaguardia del territorio, ma di concreto si fa ben poco. Sarebbe opportuno che parte dei nostri soldi versati in tasse vengano destinati ai ripristini del territorio sia esso montano,collinare,palustre,coinvolgendo i proprietari, i conduttori e le società di gestione di eventuali saline o itticoltura.:? :? .Roberto da Carbonia

  18. Roberto Cappuccinelli scrive:

    Finalmente una proposta concreta, io ritengo che se è proprio necessario aggiungere la terza giornata di caccia vada indicato un giorno fisso, il Sabato, anche se attualmente ritengo che noi abbiamo ancora abbondanza di selvaggina grazie anche alle due giornate fisse la settimana. per il restomi sembra una legge che finalmente vada incontro alle esigenze dei cacciatori, soprattutto per quanto riguarda l’istituzione dell’ambito unico regionale e della possibiltà di caccia a febbraio.
    Non sono un giurista (mi occupo di dinamiche di popolazione) ma ritengo che solo una maggioranza compatta sia in grado di far passare una legge come questa che scatenerà le ire di tutti i gruppi anticaccia possibili e immaginabili, in consiglio regionale i numeri ci sono, ora non ci sono più scuse, mi auguro che questa volta i nostri politici evitino altre figuracce come quella patetica fatta a febbraio.
    Roberto da Sassari

  19. Alessandro Cannas scrive:

    Hanno anche potenziato l’istituto privatistico della caccia,hanno allargato le maglie sulla caccia nelle aree protette…Siete dei folli se volete usare i pallettoni per il cinghiale..Ma folli, come pochi….Hanno tolto gli atc trasformandoli in gestione prettamente statale, regione e provincie,comuni… Di fatto state sotto botta dell’amministrazione pubblica in tutto! Su questo non sarete padroni in casa vostra….Avete forse recuperato la terza giornata….L’uso del rigato nel cinghiale,piu cal 12 a palla lo avrei reso coatto…..Hanno dato anche a noi la possibilita di venira a caccia in Sardegna annualmente…..:mrgreen:

    • gianluca scrive:

      MI SA CHE A TE LA CACCIA QUI DA NOI TI RESTERA’ “ARRESCIA” SI VENITE A CACCIA IN SARDEGNA MA DA CLANDESTINI, MA PRIMA O POI VI BECCANO E SPERIAMO IN CHE VI SANZIONINO PER BENE!!! IO SARO’ IL PRIMO CHE QUANDO SENTIRO’ UNA PARLATA CONTINENTALE CHIAMERO LA FORESTALE,
      STATENE PURE IN CONTINENTE!!!! :twisted:

      • Mario scrive:

        Speriamo che i sardi che lavorano in continente li mandino tutti a casa a cominciare dai pastori arroganti.

      • Alessandro Cannas scrive:

        Non credo..Proprio……Da Sardo, ho tutte le possibilita’ che voglio….

        • gianluca scrive:

          Ricordati che i sardi alla loro terra ci tengono e non parlano sicuramente come te , ma tu ormai sei “continentale”mi sembra di sentirti mentre cerchi di imitare l’accento… Certo che puoi venire in Sardegna ci mancherebbe altro l’importante che non faccia il figo come fa tanta gente che si porta gli amici e gli dice di non procuparsi e questi sparano a tutto. :twisted:

          Saluti Gianluca

        • Alessandro Cannas scrive:

          Son sempre venuto da solo,li ho seppellito tutti i miei nonni….Non imito nessun accento, mi piace il mio di Romano…E ho sempre avuto il massimo rispetto della mia terra….

        • Giulio Usai scrive:

          Caro Alessandro,
          i sardi hanno ragione ad avere il dente avvelenato contro quei continentali che hanno dimostrato più volte quanto sono arroganti e maleducati.
          Tuttavia, I sardi sono assurdi quando pensano che la loro terra debba restare interdetta ai cacciatori continentali, anche perchè hanno favorito in questo modo la costituzione delle AFV dove i continentali vanno a caccia eccome.
          Basterebbe solo un po di giudizio, che poi vale per tutte le cose, ma essere giudiziosi non fa comodo quando sono in gioco egoismi e gelosie.
          Saluti.

        • Alessandro Cannas scrive:

          Giulio, son Sardo di origini,e ho cacciato in Sardegna con mio Nonno e mio Padre, e conosco benissimo i problemi relativi ai continentali………Io son sempre stato trattato benissimo,anche da sconosciuti cacciatori, con cui ho scambiato esperienze,non ho stampato in faccia il cognome..Ma come ti poni con loro, che fa la differenza….E pensa che giravo con la macchina di Roma …… A volte faccio fatica a capirli fino in fondo…..Forse l’esser nato a Roma, e aver visto altro, mi ha fortemente influenzato…. Hanno delle sfaccettature tutte loro,come mio Padre e mio Nonno, Sardi doc….Tu pensa che quando scendo dalla nave, ho una strana sensazione,e come tornare a casa dopo giorni d’assenza ,e come se ci fossi sempre stato e fossi nato li, nell’isola….Non so se riesci a comprendere…

        • Giulio Usai scrive:

          Aessandro,
          io ti capisco al 100%, anche perchè è in buona parte quello che ho vissuto anche io.
          Ora sono parecchi anni che non torno a caccia in Sardegna e mi manca non poco, anche solo il profumo di quella Terra.
          Peccato il dover cogliere nelle parole di tanti questo astio rancoroso, che personalmente ritengo miope perchè generalizzato, tanto più quando viene esteso anche a chi in quella Terra ha le sue radici.
          Ma i cacciatori sono diventati per me – per una buona parte – una razza davvero criticabile e non solo quelli Sardi, tanto che a volte faccio fatica a riconoscermi in questa categoria.

  20. marcello scrive:

    x alessandro federighi-infatti parlavo di un numero chiuso di tesserini e solo per la migratoria,perche’ è giusto rispettare le vs lepri e pernici.a me le pernici sono volate spesso nella zona di oliena quando si poteva venire ma non mi sono mai permesso di sparare e vi prego di credermi perchè è vero che non siamo tutti uguali basta un giusto prelievo.un saluto

    • gianluca scrive:

      X Marcello,

      di persone come te ce ne sono veramente poche, e forse 2 giornaye all’anno forse si potrebbero concedere, ma devi capire che siamo scotatti quando ancora concedevano l’autorizazzione ai “continentali” mi riccordo le stragi che facevano e sai quante aquile hanno sparato nel Supromonte? Tantissime adiritura propio l’anno scorso sono stato a casa di amici vicino a Roma e un amico di amici andava fiero quando parla diquando aveva fatto fuori un aquila nel Supramonte di Urzulei e altre due sparate nella zona do Dorgali. Fatti ora tu un paio di conti!!!! Inoltre nei porti e aeroporti instituirei un controllo da parte della Forestale.

      Un Saluto Gianluca 8) 8)

      • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

        Come parte in causa ti dico: Sono un appartenente alla Polizia di Stato e precisamente alla Polizia di Frontiera di Olbia che comprende porto ed aeroporto. Ti posso dire che se lo scorso febbraio avessero aperto in proroga la stagione, molti cacciatori come sbarcavano dalla nave e anche prima dell’imbarco avrebbero trovato la sorpresa C.F.v.a.ad attenderli.
        Questo è un progetto che mano mano vorremmo far diventare prassi abituale per tutto il periodo venatorio.
        Di cacciatori che sbarcano dagli aeromobili ad oggi non ne ho visto anche perchè vengono a ritirare le armi da noi.
        Saluti :D

  21. gianluca scrive:

    X MARCO PISANU

    MA CHE FINE HA FATTO ALLORA CI RISPONDE QUANDO PREVEDE CHE SI RIUNIRA’ LA COMMISSIONE? MI SA CHE ALLORA HA PROPIO RAGIONE
    PIERPAOLO :lol: :lol:

    SALUTI GIANLUCA

    • Marco Efisio Pisanu-Pres. Reg. CPA Sardegna scrive:

      Un saluto a tutti,
      Caro gianluca, innanzitutto non fare la “voce grossa”, poi cerca di essere più gentile con le persone, per ultimo ma per questo non importante, rispetta i tempi delle persone che lavorano.
      Se vuoi sapere la risposta chiedilo al tuo referente, perchè ci deve pensare sempre Marco?
      Se tu fossi attento sapresti da solo perchè non ho risposto, vedi io sono una persona calma, gentile e disponibile, qualche volta faccio anche il tonto, però decido io quando.
      Scommetto che ci hai creduto che mi stavo incazz…o, dai Gianluca, ma secondo te l’Assessore ci ha convocato? Ma non leggi i giornali? Hai visto come sono incasinati in politica?
      Credo che in questo momento “i nostri politici” abbiano cose più importanti da fare.
      Però visto che mi hai stuzzicato adesso faccio un’affermazione che ti farà incavolare:
      Secondo me gli amici del continente dovrebbero avere la possibilità di venire a caccia in Sardegna, in maniera regolata, monitorata ma dovrebbero avere la possibilità di farlo. Il mio ragionamento è lo stesso che ho fatto io e tanti altri per l’ambito unico regionale.
      Si potrebbe utilizzare anche il sistema in vigore in alcune Autogestite: ogni socio ha un certo numero di inviti a disposizione da utilizzare durante la stagione venatoria.
      Non possiamo ragionare in una direzione solo quando ci fa comodo, io per coerenza e onestà la penso così.
      Spero di essere riuscito ad esprimere il mio concetto, dopo una dura giornata di lavoro la mente è un po’ annebbiata…
      Buonanotte, a tutti, Marco Efisio Pisanu

      • gianluca scrive:

        Caro Marco Pisanu io posso essere anche più gentile ma quando sento affermazioni SQUALLIDE come quelle di Alessandro Cannas che dice che per curarci dobbiamo andare in continente allora mi girano le@@@@@@, detto poi da un sardo che schiffo!!!!!!!!!!! E poi, se va a leggere i post precedenti vedrà che non sono il solo ad essere contrario che i continentali vengano in sardegna a caccia. E’ vero che i nostri politici sono impegnati,a leggere il giornale in consiglio, a spartirsi i voti delle prossime elezioni (Penso che i cacciatori quel giorno li staranno a casa se non tutti ma quasi!), a rispondere al cellure ecc.ecc.ecc. Ora sono io che faccio incavolare lei,io ci sono stato a San Nicolò d’Arcidano e sono andato via molto entusiasta,però ora devo pensare che le promesse fatte dal suo amico Assessore sia stata una manovra POLITICA!!! Io non ho presidenti e forse il mio Presidente avrei gradito fosse lei , ma dopo questa risposta almeno 100 punti li a persi; comunque rispetto ad altri mi sembra più presente e molto più partecipe. Continui così e buon lavoro ci tenga informati.
        La saluto Cordialmente Gianluca.

      • Giulio Usai scrive:

        Complimenti a Marco Efisio Pisanu per l’equilibrio delle sue idee e del suo intervento che lascia spazio a considerazioni pacate e non dettate da pregiudizio o gelosie.

  22. fiore scrive:

    Domandina a trabocchetto OFF TOPIC, qual’è il mese buono per i tordi in Sardegna??? occhio alla risposta!! perchè sennò….. mi tite che il ripasso comincia a Febbraio!!! o sbaglio!

    • Dimenticavo………….dipende dalla stagione:per esempio la passata è stata buona dal 10/01,la precedente scarsa in genere(per voi ottima), l”altra ancora eccellente ………..da novembre a fine gennaio c”erano tanti ,ma tanti tordi…………(non ti dò numeri……………..)!!!!!!!!!!!!!adieusu!!!!!!!!!!!!!!1 8O

  23. Caro fiore qui siamo in un altro mondo rispetto ol tuo……………..non ti voglio offendere ,ma i tordi che tu prendi in una stagione,io li prendo in un giorno anche se vado ormai 2/3 gg all”anno ,visto che preferisco altre cacce …………………..!!!!!!!!!!!!!!!!Da noi i tordi trovano da mangiare di tutto ( lentischio…..quello che preferiscono a tutto,poi l”olivastro,il mirto e il ginepro,per concludere con l”edera.Detto questo, quà si vedono dalla seconda settimana di ottobre, fino ad aprile ………………………secondo me iniziano la risalita a fine febbraio ……………………..questo lo sai anche tu,ma per presa di posizione non lo ammetti e tiri fuori le storie di non risparare ad un tordo 2 volte………………ecc., ecc, ……………..la caccia non incide su una specie e se lo fà in maniera molto,ma molto limitata…………(parere personale). Saluti a te caro Fiore!!!!!!!!!!!!!! :roll:

    • fiore scrive:

      Alessandro c’ho provato!!! conosco la sardegna negl’anni 80 ci venivo per le vacanze di Natale così c’erano più giorni per cacciare! mi ricordo che un giorno un signore per santo stefano ci voleva portare a casa sua a mangiare era meravigliato che gl’uomini della compagnia fossero a caccia e che avessero lasciato le donne e i bambini (io ero uno di quelli) soli un giorno di festa!! bei tempi!!! ricordo nei giorni che non si poteva cacciare mentre eravamo per olivete a guardar Nuraghe io e il vecchio si stava a vedere i tordi che rientravano fra gl’olivi e si facevano le pervisioni per il giorno dopo.. 2 anni fa sono stato in vacanza a Costa Rei facendo qualche chiacchera con Pisu il signore che mi aveva affittato la casa vien fuori che anche lui andava a caccia che però ha smesso da quando hanno chiuso febbraio, e mi diceva che lui per meno di 40 pezzi a mattina non c’andava e siccome febbraio era il mese migliore dove si possono fare dei bei mazzi lui ha smesso!!! ahhh magica Sardegna

      ADIEUS!!! spero di tornarci presto solo l’odore mi far star bene!!

  24. gianluca scrive:

    X Giulio Usai

    Belle le Agrituristico Venatorie do si spara tutto l’anno compreso febbraio alla migratoria qundo io ,lei e tutti i cacciatori al 31 Gennaio hanno riposto il fucile li con la scusa di sparare cinghiali,lepri e pernici sparano tordi ecc. ma penso che lei qeste cose le sappia…….!!!!

    Saluti

    • pierpaolo scrive:

      Ciao Gianluca sembra quasi di scoprire l’acqua calda quando si dicono cose stra-risapute…

      Adesso seguirà l’invito di qualche “disinteressato” a denunciare queste situazioni agli organi preposti…..scommettiamo?????’
      Per quanto riguarda le tue precedenti considerazioni sul comportamento dei politici l’unica cosa che posso dire è che non si pùò più accettare che chichessia li giustifichi nel loro NON FARE specie se questo lo fa un nostro rappresentante.:twisted: :twisted:

      • gianluca scrive:

        Hai ragione Pierpaolo e propio per questo che giustifica tutto e tutti, si siamo alle solite infatti da adesso in poi chiudo con le discussioni,se ce qualcosa da dire penso che risponderò solo ai tuoi post.

        saluti

    • Giulio Usai scrive:

      Caro Gianluca,
      purtroppo la legge sulle “belle Agrituristico Venatorie” ve la siete fatta voi e questa possibilità l’avete prevista voi. Se vuoi che ti dica che è un peccato ti dico che no, è molto peggio che un peccato per come sono gestite, anche se forse non varrà per tutte.
      Ma un’altro peccato, forse ancora peggiore, è già dietro l’angolo e ve lo fareste qualora fosse deciso di ampliare i giorni di caccia da due a tre: sarebbe un autogol che avrebbe effetti molto peggiori di dare qualche centinaio di tesserini a pochi continentali.
      Un saluto anche a te.

      • Adriano Piras scrive:

        Sig. Giulio concordo con lei, se dovessi segliere non avrei dubbi : meglio “regolare” ospitalità piuttosto che le tre gg.

  25. Marco Spano scrive:

    Per Alessandro Federighi.

    é da parecchio che ritengo non inutile ma deleterio il ripopolamento con pernici allevate in cattività (per la lepre è diverso) proprio per l’altissimo rischio di inquinamento genetico o l’introduzione di patologie contagiose ( per es: coccidiosi) che in breve tempo decimerebbero le popolazioni selvatiche. Dove si ha assoluta certezza della scomparsa di “alectoris barbara”, si può anche tentare la reintroduzione, ma occorre un lavoro lungo, dispendioso, e fatto da veri specialisti. Per il restante territorio l’unica strada da seguire è quella di una gestione scientifica degli habitat, con tutto quello chè è gia stato detto da altri. Voglio aggiungere solo una cosa: da circa quattro anni, e febbraio e marzo, vado con i cani in una zona di ripopolamento chiusa da quindici anni, perchè giustamente rinnovata ogni quinquennio. Habitat splendido ( grano, macchia, roveti, rocciai ). Dovrebbero esserci pernici a calci in culo: Bene, continuo invece ad alzare solo ed esclusivamente maschi isolati. Dove sono le volate? Io credo di saperlo, o comunque lo sospetto fortemente. Catturate abusivamente da chi ha allevamenti privati. In molti lo sanno e nessuno interviene. Capito la “vigilanza ambientale”?
    A cagai….a mari.

    • Marco Spano questo è un altro problema molto importante perchè crea danni grossi !!!!!!!!!!!Se per nostra disgrazia un giorno perderemo la pernice,quel giorno molto triste saremmo tutti noi un po più poveri, perchè la ns pernice è una dono unico che abbiamo dal cielo!!!!!!!!!!!!! detto questo ti faccio un altro esempio: presidenti o dirigenti di autogestite che contattano bracconieri patentati per acquistare pernici selvatiche(vive) prelevate da chissà dove!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!SIC!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Purtoppo queste cose insieme ad altre nell”imobilità generale stanno creando difficoltà a questa magnifica specie!!!!!!!!!!!!!!!!! :roll: :oops: :(

      • Adriano Piras scrive:

        Alessandro le soluzioni sono sotto il nostro naso, le tue elencate “sopra” sono tutte ottime, bisogna prepotentemente farle diventare attuabili convertendole in Legge.
        La Regione demandi alle Province, queste devono obbligare i Comuni a istituire i Comitati Faunistici Comunali e che da qui parta una collaborazione “Pianificata” con un unico scopo : il ripopolamento della fauna selvatica.

    • Adriano Piras scrive:

      E’ infatti caro Marco quello della Vigilaza Ambientale è un’altro problema. Il CFVA è sicuramente sotto “organico” , quando le brigate sono pressoche mature questi sono in piena campagna antincendio , si occupano di tutela paesagistica, di inquinamento, di pascolo abusivo, di stoppie da bruciare, ecc ecc un manicomio!! Sarebbe neccesario incrementare gli adetti e settoriare le competenze !!
      Ora dobbiamo fare una considerazione , quante valide soluzioni abbiamo letto qui sopra ?? sicuramente non poche, possibile che queste idee debbano rimanere inascoltate dai nostri politici ?? …………Tanta è la rabbia e la paura che rimanga tutto ancora inascoltato .
      Saluti.

      • gianluca scrive:

        Sig.Piras stavolta sono d’accordissimo con lei!!!!

      • Marco Spano scrive:

        Per Adriano Piras e Alessandro Federighi.

        Già Quinnipack ha enunciato in amaniera pù che esaustiva alcune problematiche relative alla prposta di modifica della L.R. n°23/98. Voglio solo aggiungere che giudico la proposta di chiudere la caccia alla pernice ed alla lepre per la prossima annata venatoria un’autentica bestialità, Significa, ancora una volta, ritenere il prelievo venatorio come causa primaria del depauperamento della fauna selvatica e din particolare della nobile stanziale.Io abito nel Medio Campidano, e vi posso dire che fino a non molto tempo fa le nostre campagne erano un’autentico regno per le pernici. Oggi, dove un tempo c’era la macchia, c’è una enorme distesa di eucaliptus, buona per i koala, non certo per le pernici. Dove c’era il grano, oggi ci sono le risaie ( circa 800 ettari ). In alcune zone, da millenni vocate per la stanziale, si è costruito in maniera vergogosa, e l’ambiente è stato completamente stravolto. Insomma, un saccheggio generale del territorio, e la scomparsa quasi totale di pernici e lepri.
        Quindi, gli incompetenti, piuttosto che chiudere la stanziale, dovrebbero chiudere la bocca.

        • Adriano Piras scrive:

          Gentile Marco no ho capito bene con chi te la stai prendendo, quello che è sucesso nel medio campidano (a proposito le risaie ??? dove sono) purtroppo e sucesso quasi ovunque, a parte che si può anche tentare di non sparale per un anno, senza per questo gridare allo scandalo , io no ricordo di averlo mai proposto. :?: :?: :?:

        • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

          Per Marco Spano
          Oltre agli eucaliptus ed alle risaie che comunque non ritengo siano il vero problema della scarsità delle pernici bisognerebbe vedere quanto incidono i nocivi in questi territori.
          Magari….dico magari potrebbero esserci troppe volpi in zona; oppure è pieno di corvidi che si sa sono onnivori e mangiano anche uova; oppure è pieno di ricci (che oltre a cibarsi di animali dannosi si nutrono di uova) ma quest’ultimo non si può catturare ne abbattere; il territorio è pressochè pianeggiante e le piogge potrebbero incidere sulle nascite.
          Queste analisi mancano in tutta la Sardegna ed è anche per questo che ci troviamo in questa situazione.
          Ma in questo periodo siamo in campagne elettorale per le provinciali e ai politici sardi oggi sono interessati ai voti e non alle pernici…………

    • quinnipack scrive:

      Mi fa piacere constatare che la discussione sulla tutela di pernici/lepri stia imboccando una strada razionale e scientifica.
      Siamo tutti d’accordo sul fatto che occorre far qualcosa. Abbiamo un patrimonio che tutta l’Italia (ed anche parte dell’Europa di invidia).
      E’ mai possibile che queste problematiche non siano percepite anche dalle istituzioni e dalle organizzazioni preposte alla tutela dell’ambiente?
      Perché l’assessorato alla Difesa dell’Ambiente, gli assessorati provinciali, le associazioni venatorie, l’Ente Foreste Regionale, l’Ente Regionale per l’Agricoltura non mostrano alcuna sensibilità a queste problematiche?

      Sarebbe sufficiente che i dirigenti ed i funzionari di questi Enti leggessero questa discussione, ed avrebbero parecchi spunti di riflessione.
      Mi meraviglia, in particolare, che, tranne il sig. Marco Efisio Pisanu di CPA, nessun’altra associazione venatoria partecipi attivamente e pubblicamente a questo dibattito. Come a lasciar intendere che i veri accordi vadano assunti “in separata sede” ed alla presenza di pochi ….

      Ho paura che la discussione politica, si voglia soffermare sulle questioni “palla si/palla no”, “canna rigata”, “caccia febbraio (max 10 giorni!)”, “tassa regionale 25 Euro”. I veri problemi sulla tutela globale degli habitat sembra passare in secondo piano.

      Alcune misure potrebbero essere intraprese subito, abbastanza facilmente, anche senza modificare la legge, servirebbe solo un po di volontà:
      - creazione dei comitati comunali dei cacciatori;
      - obbligo di lasciare una fascia di incolto a confine dei campi;
      - controllo dei nocivi e del randagismo;
      - divieto di bruciatura delle stoppie;
      - divieto di espianto della macchia (e finanziamenti per la sua ricostituzione)
      - limiti ai carnieri;
      - divieto di falciatura nei periodi di cova e accrescimento dei pulcini;
      - aumentare la vigilanza;
      - aumentare la tassa regionale e predisporre in anticipo un piano di spesa;
      - controllo sull’uso dei fitofarmaci in agricoltura;
      - gestione delle ZRC con prelievo dei riproduttori;
      - rilancio dei Centri Regionali di Produzione di Selvaggina a cui va affidato il monopolio della produzione dei capi da ripopolamento (sono dei centri di elevata professionalità, dove la produzione parte da dei capi veramente selvatici e geneticamente puri).

      Forza Paris

      • Adriano Piras scrive:

        Caro Quinn la questione delle AV puzza da oltre un quarto di secolo , complimenti per la lucidità delle tue proposte, devo aggiungere che sui punti dove coinvolgi gli agricoltori/allevatori (“cabizabis” e fitofarmaci) la cosa si fà abbastanza in salita, questione di motivazioni. Saluti. :roll:

      • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

        Sono d’accordo con te.
        Quando parli poi delle altre Associazioni Venatorie tengo a precisare che in ambito nazionale non si può fare affidamento per la FIDC che ormai si occupa di piattelli e cinofilia.
        Te lo dice un iscritto (fino ad oggi) alla FIDC che devo dire in ambito comunale e provinciale è propositivo.

  26. Pietro da Arzachena (SS) scrive:

    Marco Spano scrive:
    é da parecchio che ritengo non inutile ma deleterio il ripopolamento con pernici allevate in cattività (per la lepre è diverso) proprio per l’altissimo rischio di inquinamento genetico o l’introduzione di patologie contagiose ( per es: coccidiosi) che in breve tempo decimerebbero le popolazioni selvatiche. Dove si ha assoluta certezza della scomparsa di “alectoris barbara”, si può anche tentare la reintroduzione, ma occorre un lavoro lungo, dispendioso, e fatto da veri specialisti. Per il restante territorio l’unica strada da seguire è quella di una gestione scientifica degli habitat, con tutto quello chè è gia stato detto da altri.

    CONCORDO IN PIENO!!!

    Aggiungo un’altra cosa: dalle mie parti nel comune di Arzachena, le pernici sono in in forte numero nelle zone delle ville di porto cervo.
    Queste sarebbero ottime per il ripopolamento visto che sono nate e vivono in territori impervi (quindi sangue forte). Sarebbe opportuno che qualcuno inserisse la possibilità con la supervisione della forestale di prelevare queste pernici per il ripopolamento. Presumo che zone come quelle che ho descritto ve ne siamo in molte parti della Sardegna unitamente alle ZRC.

    • Marco Spano scrive:

      Per Pietro da Arzachena

      Caro Pietro,

      intanto ti confesso che ti invidio enormemente per il fatto che tu vivi in un autentico paradiso terrestre ( ed anche subacqueo). Sono stato ad Arzachena, quest’inverno, ospite nella compagnia di “Gianni Caccia e Pesca”, che credo tu conosca. Scenari unici, gente splendida, ma soprattutto con un grande senso sportivo neila pratica venatoria. Spero di tornarci qualche volta.
      Per quanto riguarda la gestione della pernice, e le Zone di Ripopolamento e Cattura, senti questa:
      da cinque o sei anni, in febbraio e marzo, porto il mio setter e il mio pointer, in una ZRC, chiusa da quindici anni, perchè, giustamente, rinnovata ogni quinquennio ( siamo in provincia di Oristano). Habitat formidabile ( grano, macchhia, rocciai, roveti ecc. ). Dovrebbero esserci le pernici a calci in culo.. Bene, in tutti questi anni ho sempre e solo alzato maschi isolati, raramente qualche coppia. Dove sono le volate degli anni precedenti? Forse la risposta la conosciamo tutti.

      Ciao, e salutami la tua splendida cittadina.

      • Pietro da Arzachena (SS) scrive:

        Per Marco Spano

        Caro Marco col fatto che qualcuno sta proponendo sempre più nuove costruzioni il paradiso terrestre (per ora non costruiscono sott’acqua) sta mano mano lasciando spazio a villaggi e ville isolate, quest’ultime che vengono abitate al massimo per 2 mesi all’anno in quanto i proprietari non sono mica sardi. E’ inutile dire a questi che cosi si crea solo speculazione edilizia e che i guadagni veri sono solo per pochi.
        Sono infatti contrario alle costruzioni isolate o a chi si appropria di svariati ettari di “agricolo” per costruire tante case quanti sono gli ettari disponibili magari costruendo sopra delle rocce stupende solo perche da li si vede il mare. Poi me lo spiegano che miglioramento fondiario si esegue sulle rocce……..
        Pertanto da Sardo amante di TUTTA l’isola dico che se non ci pensano altri, dovremo noi cacciatori fare la voce grossa in questo senso anche “solo” segnalando al CFVA gli abusi edilizi presenti o presunti di ogni comune d’appartenenza.
        Considera che tra abitato cittadino, frazioni più o meno grandi da aggiungere a Porto Cerco, Baja Sardinia e Cannigione, borghi e villaggi vari, noi cacciatori Arzachenesi dobbiamo convivere con le troppe ville sterminate sul territorio che ti fanno cambiare rotta quando stai per esempio cacciando le pernici. E’ calcolato infatti che il terriotrio libero suddiviso per gli “800″ si 800 cacciatori residenti nel comune è irrisorio nonostante il comune di Arzachena non sia piccolo.

        • Marco Spano scrive:

          Caro pietro,
          ho avuto modo di constatare l’aggressione speculativa consumata ai danni del tuo territorio, col pretesto della promozione turistica. Io credo che, comunque, una grossa parte di responsabilità l’abbiamo anche noi sardi: Ho sentito miei concittadini giustificare le costruzioni residenziali ( spesso seconde case) in campagna con frasi del tipo ” la campagna va vissuta”. Incredibile, razza di ignoranti imbecilli. Certo che la campagna va vissuta, ma dai contadini e dagli allevatori. Purtroppo molti nostri amministratori, per ignoranza o per calcolo, hanno permesso e continuano a permettere scempi di ogni genere. L’unica grande risorsa della Sardegna è ” l’ambiente”, e questo non si tutela certo controllando la data di scadenza del versamento del porto d’armi, o controllando se un cinghiale è stato abbattuto a palla o a pallettoni. Capisci sicuramente cosa voglio dire. Non dobbiamo essere noi cittadini a denunciare abusi che sono sotto gli occhi di tutti, ci sono gli organismi preposti a ciò. Una cosa erani gli stazzi galluresi, ben altra lo schifo di alveari anche costruiti con regolare licenza. Mah! L’importante è che scatenino contro di noi l’opinione pubblica, come è avvenuto anche di recente in occasione di quello schifo di modifica della legge comunitaria diffondendo la menzogna che i cacciatori vorrebbero andare a caccia tutto l’anno.

  27. gianluca scrive:

    X Pietro

    Parole sante effettivamente come posiamo notare già non si parla piu di dei famosi comitati tecnici che dovranno confrontarsi con L’ISPRA, ha ragione Pierpaolo le solite marchette pre elettorali :twisted: :twisted: ,ma stavolta si attaccano vedrete o perlomeno spero 8)

  28. Mario scrive:

    Salve, ma oggi mercoledì 5 maggio alle 10,30 si è riunita La Quinta commissione, presieduta da Mariano Contu per discutere l’esame del Testo unificato sulla caccia?? si sanno notizie??, sarei curioso di chemorte dovremo morire!! o magari tutto questo ambaradam di proposte di modifica erano pure illusioni per noi cacciatori..più va avanti il tempo e più si avvicinano i termini per emanare il calendario venatorio..eanche quest’anno sarà come dodici anni a questa parte…Saluti

  29. pietro3 scrive:

    Sig. Pisanu, a che punto siamo con le modifiche della 23 ? forse non si riesce a superare lo scoglio dell’ ambito unico ? perchè Cagliari vuol continuare a gestire i contributi versati dai cacciatori come ha sempre fatto?

  30. pietro3 scrive:

    Sig. Pisanu, come mai non risponde? forse è più interessato alle gare paesane che ai problemi della caccia ?

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