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Verona, LAV: nutrie, sbagliato abbatterle

| 13 aprile 2010 | 27 Comments

«Le nutrie? Innocenti Sbagliato abbatterle»
ANIMALISTI. La replica della Lav alla richiesta di farle cacciare

Nutria

Nutria

La Lav (Lega antivivisezione) di Verona se ci sarà guerra alle nutrie, starà dalla parte delle nutrie. Lo annuncia prendendo spunto dalla cronaca del convegno di Gazzo della scorsa settimana, dove alcuni sindaci lanciavano l’allarme aprendo di fatto le ostilità contro i roditori. «Nulla di strano se si pensa che l’esercito ha da sempre la pessima tendenza a risolvere i problemi di convivenza ricorrendo all’uso delle armi, grave se si considera che viene auspicato l’intervento dei cacciatori in violazione delle norme nazionali e regionali sulla caccia», commenta la Lav, «perché si prefigura un intervento di palese violazione delle regole da parte dei Comuni che, al contrario, dovrebbero essere esempio per i cittadini di scrupoloso rispetto delle norme».
Secondo l’associazione animalista, «non vi è tuttora evidenza incontrovertibile e concreta che i danni denunciati agli argini e ai raccolti agricoli siano realmente ascrivibili alle nutrie». Un esempio documentato di quanto gli animalisti sostengono è ciò che successe un paio di anni fa, provincia di Padova, dopo un lungo periodo di piogge, quando cedettero gli argini del fiume Muson. Immediata da parte degli amministratori della zona l’accusa alle nutrie, additate quali responsabili dell’esondazione del fiume: ne avrebbero messo a rischio la stabilità idraulica a causa delle presunte gallerie scavate sugli argini. Ma poi gli stessi amministratori sono stati costretti a ritrattare davanti all’evidenza: il cedimento dell’argine era avvenuto in un punto dove un’azienda aveva lavorato, non a regola d’arte, per sistemare la difesa spondale.
Secondo la Lav, le testimonianze degli agricoltori che dichiarano di avere subito la distruzione del raccolto di interi campi di granturco sono prive di fondamento, «tuttavia, amministratori e agricoltori invocano la strage di questi animali. Ma le campagne di eliminazione delle nutrie in questi anni dovrebbero aver ampiamente dimostrato quanto siano inefficaci, perché uccidere animali selvatici significa liberare un areale che in brevissimo tempo viene ricolonizzato dai consimili provenienti dai territori vicini. Inoltre, uccidere un animale selvatico contribuisce a far aumentare il tasso di natalità della specie che diviene più prolifica per colmare le perdite indotte dagli interventi dell’uomo».
Per la Lav è un ragionamento semplice, condiviso dalle istituzioni scientifiche, «ma evidentemente troppo complesso per chi non vuol capire e preferisce invocare una pioggia di piombo nelle nostre campagne. La demonizzazione delle nutrie poggia sulla disinformazione: la realtà è che i cacciatori, uccidendo le volpi, eliminano gli unici predatori naturali delle nutrie presenti sul territorio, predatori che in qualche misura potrebbero contenere il numero di questi roditori». Quindi le soluzioni che propone per affrontare la situazione della presenza massiccia di nutrie e tenerne sotto controllo la popolazione sono l’immediata sospensione dell’uccisione delle volpi e l’avvio di un programma di sterilizzazione. «Lo stesso Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, massima autorità scientifica nazionale in materia di fauna selvatica, è consapevole che non si possa ormai pensare all’eradicazione della nutria dai nostri territori», conclude la Lav. V.Z.

Tratto da http://www.larena.it

Category: .In Evidenza, Generale, LAV, Veneto

Comments (27)

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  1. Gino Melfi scrive:

    Mai sentite tante stron…. tutte in una volta in vita mia. Quì non è da preoccuparsi il mondo della caccia ma l’intyera umanità. Gino Melfi

  2. Stefano Moggi scrive:

    E bravi! fate pure un progetto per ottenere finanziamenti per istituire centri di recupero e antiviolenza contro questi animali. sarebbe molto interessante……….
    (questa è veramente ossessione da subcultura animalista e antiumana come dice Fabrizio)

  3. Marco.m69 scrive:

    Aprite le porte di casa vostra ve le portiamo di persona. Se siete degli ambientalisti Veraci, adottatele tutte.

  4. Alessandro scrive:

    La soluzione è e sarebbe una soltanto, la stessa adottata dall’Inghilterra svariati anni fa…..ERADICAZIONE!!! Ma in questo paese è, purtroppo…..fantascienza!!! Saluti

  5. massimo zaratin scrive:

    L’altro giorno parlavo con un amico cacciatore che l’anno scorso si dedicava alla caccia alle nutrie con trappolaggio (ora non più per i motivi di seguito descritti).
    Un giorno ha avuto la sfortuna di posizionare delle gabbie vicino ad una abitazione di animalisti. Un pomeriggio, durante il giro di perlustrazione ha notato un ombrello sopra ad una gabbia che rinchiudeva la bella topolona. Ebbene, l’ombrello era stato posizionato dagli animalisti affinché la povera nutria non prendesse troppo sole e troppo caldo. L’amico in questione che si dedicava a questa “caccia” per spirito di protezione civile, spendendo soldi e perdendo tempo, è stato denunciato per maltrattamento di animali.
    Già lo scrissi qualche tempo fa…secondo il mio parere si rende necessaria l’immediata interruzione di qualsiasi forma di caccia alle nutrie da parte dei cacciatori affinché i diretti interessati al gravissimo problema non comincino ad impegnarsi seriamente a mezzo stampa per far chiarezza sui motivi e sulla necessità di ridurre questa specie e soprattutto sull’importante lavoro che svolgono i cacciatori volontari per il bene della collettività. Saluti.

    • pino56rm scrive:

      Io lo dico da una vita: come per i cinghiali, lasciate che a risolvere il problema ci pensino la lav, il wwf, la lac, ecc..
      Se poi le varie amministrazioni comunali o provinciali vogliono l’aiuto dei cacciatori, che paghino.
      p.s.
      Almeno stavolta gli pseudoamantidellanatura non possono dire che le nutrie sono state immesse sul territorio dai cacciatori.

    • Giusti Giacomo scrive:

      Quante volte anch’io ho scritto che non devono andare quando le amministrazioni li chiamano.
      E questo non solo per le nutrie.

      • renato scrive:

        Parole sante

      • lorenzo scrive:

        fiato sprecato amico mio anche da noi sono tutti a correre per l’abilitazione al 37 , la caccia è finita siamo stati declassati a spazzini di animali , io da Cacciatore non faccio parte a questa categoria di individui.

        • Giusti Giacomo scrive:

          lorenzo
          Cristian l’ho gia`avvertito,se lo chiamano e ci va,gli do`un cazzotto ni capo e l’addormento fino all’apertura! :D

  6. spartacus60 scrive:

    x Tutti gli Amici Cacciatori
    Mi rivolgo a quelli Veronesi e della vasta zona dove dimorano le nutrie: BEN VI STA HANNO RAGIONE GLI ANIMALISTI LASCIATE STARE LE NUTRIE.Guardate se potessi vi tirerei ben volentieri un calcio dove non batte il sole,ma è mai possibile che come “allocchi” imbracciate il fucile per andare ad ammazzare tali animali,lasciateli stare,non rispondete a nessun tipo di appello,nè delle Istituzioni,nè delle Associazioni,e nè dal piagnisteo degli Agricoltori.Sono problemi loro,d’altronte la Caccia riapre a settembre 2010,e comunque sia nemmeno allora dovete sparare alle Nutrie,il problema non vi tange,punto e basta.Salutoni :evil: :evil: :evil:

    • FlavioB scrive:

      Al di là dell’articolo demenziale, il problema nutrie è quello che ha fatto avvicinare di più il mondo agricolo ed alcune istituzioni al mondo venatorio, finalmente visto sotto il profilo che merita, per ora purtroppo solo per le emergenze. Contrariamente a quanto affermato, sia i sindaci interessati, ma soprattutto i consorzi di bonifica, contribuiscono (anche finanziariamente) al contenimento di questa specie. Ti assicuro che articoli come questo sono di aiuto nello smascherare questi falsi ambientalisti rendendoli poco credibili o addirittura ridicoli di fronte alla maggioranza dei lettori. L’unica cosa che purtroppo ci si può rimproverare è l’incapacità di rispondere, sullo stesso giornale, a queste assurdità snocciolando i numeri reali che dimostrano l’entità di questo problema e quanto la comunità intera risparmia in termini economici grazie al nostro intervento, ma speriamo di risolvere presto anche questo. Per quanto riguarda il calcio dove non batte il sole, se ti incontro spartacus, vedrò di rimanere a due passi di distanza… :D … Ciao.

      • massimo zaratin scrive:

        E’ corretto ciò che dici ma non analizzi a fondo la questione sul perché ci si deve rimproverare.
        Sai perché non è possibile replicare sullo stesso giornale a queste notizie? Perché nessuno (in particolare i diretti interessati al problema) si assume la briga di farlo! E lo sai perché nessuno lo fa? Perché quando la provincia progetta un piano di abbattimento trova moltissimi cacciatori dotati di “spirito civile”, pronti ad armarsi per partire. Gli agricoltori quindi hanno l’esercito assicurato mentre la provincia non ha nessun interesse a dar vita ad una querelle pubblica. Il problema è che i cacciatori volontari (direi però i loro dirigenti) non sfruttano l’opportunità del caso in quanto gli unici che possono contenere il problema sono proprio loro; abbiamo finalmente la possibilità di dimostrare cosa fanno i cacciatori e la stiamo sprecando in maniera sciocca. Da un bel po’ di tempo nella mia zona ci sono i caccianutrie e gli unici articoli che ho letto finora sui quotidiani locali riguardano i blitz serali che fanno i carabinieri contro questi cacciatori perché allertati dalla gente che si preoccupa per gli spari; L’ultimo articolo parlava addirittura di due caccianutrie costretti a seguire i carabinieri in caserma per i dovuti accertamenti….repliche della provincia? degli agricoltori? degli stessi caccianutrie? Nessuna! Eppure sarebbe piuttosto semplice esigere una integrazione nei progetti di abbattimento inserendo anche l’obbligo di una corretta informazione pubblica da parte della provincia e/o degli agricoltori prima di correre a sparare no? :roll:

  7. Franc scrive:

    Quindi le soluzioni che propone per affrontare la situazione della presenza massiccia di nutrie e tenerne sotto controllo la popolazione sono l’immediata sospensione dell’uccisione delle volpi e l’avvio di un programma di sterilizzazione.
    ——————————————-
    Vorrei proprio vedere i volontari della lav entrare in contatto con una nutria di 10-13 Kg, nel suo territorio, e andarle a proporre una semplice procedura di sterilizzazione.
    Mi sa che cambierebbero subito idea sulle modalità di intervento.

    Vista comunque la proposta di sterilizzazione……… al solo scopo di non sprecare soldi pubblici…….. si potrebbero vaccinare quelli della …….

  8. Pietro scrive:

    Parlano, parlano, parlano; dalle loro bocche esce solo aria fritta. Ma cosa fanno questi signori in concreto poer limitare i danni che questi graziosi animaletti procurano? Il nulla del nulla. Se poi si parla che ad abbatterle debbono concorrere anche i cacciatori, apriti cielo. Hanno nei nostri confronti un odio proprio profondo intrinseco e connaturato. Le bestie sono più umane.

  9. Roberto Traica scrive:

    Per la Lav è un ragionamento semplice, condiviso dalle istituzioni scientifiche, «ma evidentemente troppo complesso per chi non vuol capire e preferisce invocare una pioggia di piombo nelle nostre campagne.
    ——————————————————————————————————————————————–
    Berne è ora che ci pensate voi Senza spendere denaro pubblico che esce dalle nostre tasche.Aspetto con ansia il vostro intervento.VIA A LAVORAREEEEEEEEEEEE.

  10. fedeli massimo scrive:

    Magnatevele!!!!!!!!! :lol: :lol:

  11. Renzo scrive:

    Non c’è più scampo ! Ormai siamo in mano di menti deliranti. Ma accadrà qualcosa state certi, non è possibile che vada avanti così per troppo tempo. Ad ogni azione risponde una azione uguale e contraria . Nutrie che non si toccano = qualche disastro annunciato che porterà a qualche vittima.
    Spero di no ma ………

    E VOI LASCIATE STARE QUEI RATTONI ! CHE SE LA VEDANO QUELLI DEL CIGNO VERDE , DEL PANDA, EC..ECC. …. NEMMENO SE PAGANO !

  12. lucas scrive:

    Lasciatele stare, povere bestiole. :mrgreen:

  13. Alessandro Cannas scrive:

    L’areale originario della specie va da Brasile, Bolivia e Paraguay fino ad Argentina e Cile. A seguito della introduzione per lo sfruttamento commerciale della sua pelliccia (detta appunto pelliccia di castorino) la nutria si è naturalizzata in diversi paesi del Nord America, Asia, Africa ed Europa.

    A causa del fallimento degli allevamenti per la produzione della pelliccia di castorino, moltissimi individui sono stati liberati intenzionalmente per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Da queste immissioni volontarie, unite alle fughe accidentali, si è originata una numerosa popolazione di nutrie che ben si è adattata agli ambienti umidi europei, compresi quelli più inquinati. In taluni casi la diffusione di questa specie è stata tale da turbare gli equilibri ecologici delle aree in cui è stata introdotta ed è stato necessario adottare drastiche misure per il suo contenimento [2]. Nel 2000 si è stimato che, viste la riproduzione continua e l’assenza di predatori, 250 milioni di nutrie popolino l’Europa. Tuttavia, in alcuni ambienti la nutria è costretta a confrontarsi con diverse altre specie, come linci e aquile, che, cacciandola, permettono la limitazione della popolazione che si rivela a volte dannosa per l’equilibrio degli ecosistemi. Nelle aree (e sono la maggior parte) dove il controllo della nutria da parte dei predatori viene meno per scarsità di numero o totale assenza di questi ultimi, il conseguente sovrappopolamento del mammifero può arrecare ingenti danni economici alle coltivazioni agricole di cui si nutre. Inoltre, la nutria, prediligendo gli argini fluviali per la costruzione della propria tana è divenuta una delle maggiori cause di formazione di fontanazzi.

    In Italia la sua diffusione ha subito un notevole incremento negli ultimi anni espandendosi nella pianura padana, lungo la costa adriatica sino all’Abruzzo e sul versante tirrenico sino al Lazio [3]: non è raro osservarla presso laghi o acquitrini, come nelle risaie del Vercellese e nel Parco Agricolo Sud Milano, ma anche nei canali e nei fiumi, persino nei centri delle grandi città (come nel Tevere a Roma, nell’Arno a Firenze e a Pisa, nei canali della bonifica tipici della Pianura Pontina (Latina), nel Bisenzio a Prato, nei Navigli a Milano, nel torrente Parma a Parma o nel Piovego a Padova o nei parchi urbani di Forlì e di Perugia). Presenze puntiformi si hanno anche nell’Italia meridionale e in Sicilia e Sardegna [4] [5]. I danni provocati alle colture e agli argini dei corsi d’acqua hanno reso necessaria in talune aree la adozione di misure per il suo contenimento [6]

    Descrizione [modifica]
    Nutria in Francia. Esemplare di Nutria dalla pelliccia chiara.È un roditore di grossa taglia molto simile al castoro, da cui si differenzia per le minori dimensioni e per la forma della coda (cilindrica nella nutria, piatta nel castoro). Il corpo, lungo intorno a 60 cm, è tozzo e ricoperto da una fitta pelliccia di colore uniformemente marrone scuro, ad eccezione della regione ventrale che è leggermente più chiara. Il peso è compreso tra 5 e 10 kg. Le dimensioni del maschio sono maggiori di quelle della femmina (dimorfismo sessuale). La femmina presenta quattro paia di mammelle latero-dorsali, segni delle abitudini fortemente semiacquatiche di questo roditore. Le zampe posteriori presentano quattro dita palmate mentre il quinto dito è libero. Le zampe anteriori, più corte di quelle posteriori, sono pentadattili. La dentatura è caratterizzata da incisivi lunghi e affilati che sporgono dalla rima labiale. [7]

    Abitudini [modifica]
    Una nutria nuota in un canale. Cuccioli di nutria.Allo stato selvatico la nutria ha abitudini crepuscolari ed è un’abile nuotatrice.
    È un animale gregario che vive in gruppi di 2-10 esemplari guidati da una femmina dominante. Il maschio è errante.
    Costruisce le proprie tane in prossimità di fiumi o stagni, al riparo della vegetazione palustre.

    Alimentazione [modifica]
    A differenza del ratto, con cui viene talvolta confusa, la nutria è un animale prettamente erbivoro: la sua dieta si basa prevalentemente su alghe e piante acquatiche ma in caso di necessità si nutre di qualunque vegetale, comprese le specie coltivate (p.es. mais e barbabietola da zucchero).

    Riproduzione [modifica]
    La nutria raggiunge la maturità sessuale molto precocemente: già all’età di 6 mesi i maschi sono in grado di riprodursi. La stagione riproduttiva comprende tutto l’arco dell’anno, con un calo della attività nei mesi invernali. La gestazione dura in media 132 giorni e si conclude con la nascita di 3-6 piccoli. Ogni femmina può avere nel corso dell’anno da 2 a 3 gravidanze, a seconda delle condizioni ambientali e delle risorse trofiche a disposizione.

    Predatori [modifica]
    Nel suo habitat naturale il principale predatore è il caimano. Nelle aree in cui è stata introdotta mancano predatori naturali e soltanto i soggetti più giovani o in cattive condizioni fisiche possono essere in modesta misura predati da cani randagi, mustelidi, volpi, linci, felini selvatici, uccelli rapaci e ciconiformi.

  14. renzo scrive:

    Predatori [modifica]
    Nel suo habitat naturale il principale predatore è il caimano.

    Benissimo, caro CANNAS… diamogli questa idea a ” quelli ” così tra le rive avremo anche i CAIMANI.
    E speriamo !!!!!!!!!! ( scherzo ) :P

    • Alessandro Cannas scrive:

      Perche’ no, mica sarebbe male avere un po di caimani lungo le sponde del Tevere del Po’..Qui a Roma abbiamo colonie di pappagalli da anni..Perche’ noi i caimani, hai visto mai magari ci aiutano a tener a bada il numero dei verdi che andranno a censirli,a sterilizzarli,a mettergli la supposta per il raffreddore…..Gnam!!!!

  15. fabrizio scrive:

    sappiamo benissimo che per certa gente sarebbe meglio sterminare gli esseri umani per fare posto alle nutrie e agli altri animali………

    visto che -fino a prova contraria- sono esseri umani anche loro, PERCHE’ NON CI DANNO IL LORO PERSONALE BUON ESEMPIO?

    Fabrizio

  16. Anna scrive:

    Scusate però… non sono animalista ma biologa/ecologa, dovreste documentarvi sulla realtà dei fatti: esistono davvero motivazioni reali (e supportate da studi scientifici) che sanciscono l’impossibilità di eradicazione della nutria in Italia (dati ISPRA) e dimostrano l’inutilità dei piani di abbattimento. Addirittura ci sono studi che hanno dimostrato che abbattere le nutrie peggiora la situazione a medio-lungo termine. Non sono contro la caccia ma mi sembra doveroso distinguere quelli che sono dati scientifici da quelle che sono chiacchiere.

  17. Lucio Parodi scrive:

    La Convenzione di Berna, relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, è legge dello Stato italiano (n.503/1981) ed il suo Comitato permanente con la Raccomandation n°77 (1999) relativa all’eliminazione dei vertebrati terrestri non indigeni (alloctoni) elencati in numero di 11, compreso nutria e scoiattolo grigio, ne raccomanda il controllo e l’eliminazione delle popolazioni a difesa della biodiversità del nostro continente.

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