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Orsi, ora si gioca d’attacco

| 12 aprile 2010 | 52 Comments

 

Franco Orsi e Innocenzo Gorlani - BresciaOggi

La legge sulla caccia? «Ora si gioca d’attacco»
Incontro col senatore Franco Orsi, relatore della nuova normativa venatoria
«Per troppo tempo il nostro mondo è stato fermo su posizioni di difesa dai tanti attacchi subiti: serve un intervento rapido e non ideologico»

Poche idee chiare per una riforma complessiva dell’attività venatoria in Italia, anche alla luce delle direttive europee. Ha un obiettivo preciso il senatore Franco Orsi (Pdl), relatore della riforma della caccia (legge 157 del 1992), presente ieri alla prima giornata di Exa in un incontro con la stampa moderato dall’avvocato Innocenzo Gorlani. Dall’ultima riforma sono passati 18 anni. Era il 1992. «Un altro mondo, che non esiste più – ha spiegato ieri nel lungo dialogo a Brixia Expo il senatore -. Fu una buona legge frutto di una mediazione d’alto livello, ma gli anacronismi vanno ora affrontati e corretti».
L’intervento vede qualche malumore anche nella maggioranza, con i distinguo di nomi importanti fra cui Frattini, Prestigiacomo, Brambilla.
Esiste una componente significativa nel Pdl che non condivide il processo di riforma: è un pluralismo che se fosse generalizzato potrebbe produrre un confronto migliore. Purtroppo l’opposizione, a partire dal Pd ha alzato le barricate nonostante in parallelo la Toscana a livello regionale abbia approvato provvedimenti che allargano le maglie della 157 oltremodo, mentre in Piemonte questo muro contro muro è stato tra le componenti determinanti della sconfitta di Mercedes Bresso.
Servirà anche questa volta una mediazione non facile, anche per il tema delicato in questione. Come pensate di affrontarlo?
Sappiamo soprattutto che in questo momento c’è la necessità di accelerare i tempi. Magari affrontare qualche notturna per far passare alcuni articoli, l’oltranza è la risposta all’ostruzionismo, ma c’è la convinzione di una necessità di svolta sui temi centrali, non escludo un cambio di strategia, non una riforma ma interventi su temi cruciali.
Ma chi sono, oggi, i nemici del mondo venatorio?
In Italia fronteggiamo una becera lobby ambientalista che gioca sugli eccessi pur non avendo il peso di ben più autorevoli interlocutori verdi come quelli francesi o tedeschi. Ma dobbiamo essere sinceri: dal 1992 il mondo venatorio si è preoccupato più di difendersi che di agire nel confronto della società. E questo ha determinato una perdita di identità, a volte anche di unità, che dimostra che il primo nemico spesso siamo stati noi stessi. Ma ora è tempo di invertire la tendenza e attaccare puntando al risultato. Da politici lavoriamo per la migliore riforma possibile: in quest’ottica l’unità d’intenti delle associazioni dell’estate scorsa è un bel passo avanti.
Nello specifico vi è grande attenzione alla questione dei calendari e delle specie.
Ma la posta in gioco non va confusa. L’articolo 18 non è la gran parte della riforma, ma solo il tema di grande scontro tra le parti. Serve un superamento dell’arco temporale adeguando i periodi alle normative Ue, ma è una montagna che rischia di partorire un topolino. Una battaglia chiave, invece, sarà quella sul ruolo dell’Ispra, che se passerà come vincolante diverrà un ostacolo vero allo sviluppo dell’attività venatoria.
Tra le modifiche pare ambiguo l’inserimento delle esigenze «turistiche» fra quelle da considerare determinanti per le attività venatorie e la loro regolamentazione.
È una forzatura voluta in particolare dal ministro Brambilla. Un passaggio politico che abbiamo dovuto accettare ma che è inserito in un quadro composito. Parte come limite, ma se pensiamo a tante zone d’Italia dove la caccia è ostentazione (come in tante strutture del Trentino che espongono gli animali in maniera molto naturale) possiamo capire la doppia valenza di un passaggio che può addirittura divenire funzionale allo sviluppo turistico di certe aree.
Giovanni Armanini

Tratto da http://www.bresciaoggi.it

Category: .In Evidenza

Comments (52)

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  1. Claudio .s scrive:

    L’ultimo testo dell’articolo 43 mi pare possa portare piu’ problemi che benefici alla caccia.Bisogna assolutamente evitare il parere vincolante dell’ispra e le esigenze turistiche. Non si devono accettare compromessi che sono peggiorativi della situazione attuale.Meglio allora stralciare l’articolo.

  2. Anche l’Inter gioca sempre all’attacco e non è più prima in classifica. Senatore diciamoci le cose come stanno. Non cambierà mai niente.

    • francescorm scrive:

      Caro gionni io sabato ero a Brscia e per quello che posso capire da come si sono espressi credo che tutto si farà con un compromesso politico-AAVV che sarà peggio di quello che abbiamo ora,d’altronde i frutti dei compromessi nascono già marci e tengono conto soltanto di interessi di parte non certa della collettività.Dovevi sentire Dall’olio,stando protetto nel suo ambiente,sembra un pazzo scatenato contro poi quelli che aveva difronte a Porta a Porta per avergli ostacolato la Governance della caccia.Un saluto.

      • Caro Francesco i compromessi non mi sono mai piaciuti e Federcaccia meno che mai. Se nella vita li avessi accettati a quest’ora avrei avuto tantissime cose in più ma sono contento così, in pace con me stesso. Dall’Olio non mi è mai piaciuto, ritengo che la materia caccia la conosca fino ad un certo punto. Si dovrebbe vergognare dell’associazione che rappresenta responsabile di aver decimato in un ventennio il numero dei cacciatori italiani. Mi auguro che molto presto raccolgano i frutti delle loro magagne e non è deto che non accada.

      • henri (radere igor) scrive:

        Forte con i deboli ,e debole con i forti.

  3. lucas scrive:

    La legge 157/92…”fu una buona legge frutto di una mediazione d’alto livello”..? :mrgreen:
    Che risate che mi sono fatto. La legge 157/92 è stato un imbroglio che ha distrutto il mondo venatorio italiano, altro che “buona legge”.
    E poi alla fine che confusione…non si capisce per quale motivo accettare un ulteriore compromesso al ribasso, con parere vincolante dell’Ispra legato alle “esigenze turistiche” possa addirittura divenire “funzionale allo sviluppo turistico di certe aree”. Boh…

    • valentino88 scrive:

      Sta bene anche alla maggioranza questo compromesso anzi e proprio lei che lo vuole,se deve passare così meglio stralciarlo.

    • Peruzzi Aldo scrive:

      Cos’altro avrebbe potuto dire Orsi con a fianco colui (l’avv. Gorlani) che stilò la 157/92 per conto dell’allora presidente nazionale di FIDC (l’on. Rosini) ed al quale ancora la stessa associazione venatoria alcuni mesi fa ha chiesto un parere sulla validità attuale della stessa legge?
      Prova ad indovinare quale è stata la risposta dell’ avvocato. :( :( :(

      • Cosa doveva dire? Doveva dirgli chiaro e tondo in faccia che la legge faceva schifo. Orta anche per il Senatore in questione la 157 è un ‘ottima legge. Mi viene da vomitare, cosa non si farebbe per mantenere il seggiolone e pensare che a Roma il 9 Marzo gli ho pure dato la mano. “Giocondor pensaci tu” recitava un carosello di tanti anni fa.

    • vasco scrive:

      Perfetto speriamo non si caschi nel trabocchetto dell’ISPRA.

  4. SPRINGER scrive:

    Una battaglia chiave, invece, sarà quella sul ruolo dell’Ispra, che se passerà come vincolante diverrà un ostacolo vero allo sviluppo dell’attività venatoria.

    _____________________________________________________________________________

    Incredibile …….
    Definire ” battaglia chiave ” l’ estromissione dell’ ISPRA equivale dire :
    Al di la di quello che diciamo ( caccia secondo scienza ) , vogliamo cacciare secondo le nostre personali indicazioni . Di fatto offrendo il ” la ” a chi dice che si vuol cacciare senza supporto scientifico di quello che e’ l’ unico Istituto a cui si rivolge lo Stato italiano per ricevere pareri e indicazioni in materia ambientale e faunistica .
    Un altro calcio nel sedere a quella che e’ l’ immagine della Caccia e del cacciatore .

    • Claudio .s scrive:

      Leggiti il parere ispra sul calendario venatorio siciliano e i suggerimenti per la caccia migratoria e poi dimmi se non sono basati su presupposti inconsistenti e ridicoli, affermazioni e deduzioni assurde .Di scientifico non ce’ proprio niente.Se in futuro dipenderemo dai loro pareri saremo finiti.

      • SPRINGER scrive:

        E su quali pareri scientifici si deve fondare la Caccia …… sui nostri ??
        Cioe’ ce la ” suoniamo e cantiamo fra noi ” ?? Suvvia Claudio …… siamo seri . Se vogliamo essere credibili e’ la strada piu’ sbagliata da percorrere .
        Si deve cercare la strada del dialogo e i pareri si possono confutare mettendone in campo altri che dimostrino il contrario . Non cercando di estromettere un Istituto Nazionale che da sempre e’ organo di riferimento in materia .

        • Claudio .s scrive:

          Non si tratta di estromettere l’ispra ma di evitarne il parere vincolante. Quali altri pareri vorresti confutare ,da parte di chi,senza una valenza giuridica non sarebbero presi in considerazione.Io comunque rimango dell’ opinione che e’ meglio niente che non i pareri scientifici dell’ispra .Se proprio non se ne puo’ fare a meno,io proporrei che siano previsti solo per i periodi di caccia in aggiunta a quello che va dal 1 settembre al 31 gennaio.

      • Claudio .s scrive:

        I suggerimenti dell’ispra sulla caccia vagante soprattutto con l’uso del cane….

    • henri (radere igor) scrive:

      Solo avendo im ogni regione un’osservatorio, e facendo confluire tutti i dati raccolti dentro la struttura dell’ispra, potremmo anche avere pareri veritieri da parte di questo ente. Viceversa affidarsi di un’unico osservatorio nazionale che come dati prendono gl’avvistamenti che fanno quando al mattino aprono le finestre del centro di milano, il loro parere risulterà sempre fazioso e falsato da dati approsimativi.

      p.s. Ieri prima garetta di Argo su fagiano lanciato. Il piccolo si è meritato la qualifica di molto buono.

      Ciao.

      • SPRINGER scrive:

        Bravo Henri ( per te e Argo ) .
        Non mi trovi invece d accordo sull’ ISPRA . Non e’ giusto ne rende merito a tecnici che ritengo preparati definirli ” avvistatori da finestra in centro ” . I loro studi , per quello che gli e’ permesso ( leggi : FINANZIATO e ORGANICO ) li fanno e traggono le deduzioni che questi gli permettono di trarre .
        Sono invece ASSOLUTAMENTE d’ accordo quando dici che dovrebbero servire da centro raccolta e elaborazione dati di molteplici altri ” osservatori ” regionali ( ma anche ” nostri ” ) con metodi di ricerca e analisi standardizzati e concordati fra tutti . Anche a livello europeo .
        Sarebbe sicuramente meglio perche’ si avrebbe una migliore e piu’ ampia prospettiva della situazione faunistica italiana ma anche ” generale ” e credo sia quello da richiedere ASSOLUTAMENTE in futuro .
        La costante delegittimazione dell’ ISPRA da parte nostra e’ un ” puntare il dito ” nella direzione sbagliata addossandogli colpe che secondo me non ha .

        • henri (radere igor) scrive:

          Appunto, come possono effettuare ricerche se non gli danno i mezzi? Da qui la mia battuta sulle finestre in centro. E’ come il discorso del processo breve. Invece di aumentare le risorse per poter avere persone e mezzi che lavorano con efficienza si impongono tempi e modi. Diano all’ ispra i finanziamenti pubblici che danno alle varie ass. venatorie e animalambientaliste, così almeno potranno avere i mezzi per lavorare.

        • Giusti Giacomo scrive:

          Springer
          senza voler estromettere nessuno(a parte che l’hanno gia`tagliato fuori,perche`non hanno soldi) a te i pareri dati fino ad oggi dall’ispra ti sembrano attendibili?
          L’idea di osservatori regionali i cui dati far confluire nell’istituto sarebbe buona,ma prima bisogna finaziarlo,e renderlo efficente,facendo saltare anche qualche testa,che secondo me e`di parte.

        • SPRINGER scrive:

          G.G. , io , te e tanti altri non abbiamo le competenze necessarie per stabilire se sono o no analisi e pareri ” giusti ” quelli dati dall’ ISPRA . Eppure sento dire costantemente e da tutti che sono pareri sbagliati e di parte . Sbaglaiti perche’ e di quale parte NESSUNO e’ comunque stato capace di spiegarlo .
          Quello che dico e’ che definire ” battaglia chiave ” quella contro l’ ISPRA e’ darsi la zappa sui piedi visto che ci si riferisce a quello che e’ l’ Istituto riconosciuto dallo Stato italiano deputato rilasciare pareri in ambito faunistico-ambientale . Inoltre limitarsi/limitarci a definire costantemente faziosi e di parte i suoi pareri o conclusioni e’ inutile oltre che dannoso alla nostra immagine se vogliamo farci passare per quelli che cacciano secondo dati e regole scientifiche . I dati ISPRA se non li riteniamo sufficentemente corretti si confutano con altri dati e con la mediazione e il dialogo non con sterili accuse o disconoscendo quello che per molti e’ visto come un ” avversario ” da battere , o meglio da ABBATTERE . Tenendo comunque ben a mente che sara’ sempre lui ( l’ ISPRA ) e non noi a dover rilasciare un parere . Vincolante o non !!
          E poi il malcostume prettamente italiano di plaudire solo quando c’e’ da prendere o le cose ci sono favorevoli e lamentarsi quando invece c’e’ da dare o qualcosa ci viene contro e’ un malcostume che deve essere definitivamente sconfitto .

        • Giusti Giacomo scrive:

          Springer
          Scusa ma ti ho riscritto qualcosa anche ……..in fondo.
          Non avevo letto la tua risposta. :D :D

  5. Alfio scrive:

    La battaglia non si può chiudere solo sulla modifica alla 157/92, con il sopravvenuto parere vincolante dell’ISPRA , bisogna rivedere le comunicazioni di base, le verifiche delle realtà locali e le associazioni incaricate a dette operazioni per stabilire lo stato della presenza dei selvatici e le relative migrazioni e nidificazioni, diversamente potremmo avere dei pareri non veritieri banalizzando la modifica della legge.
    Saluti Alfio.

  6. fedeli massimo scrive:

    Dovete mettervi in testa che senza il parere dell’ISPRA non si può cacciare, il governo e il ministero ovviamente si muoverà secondo parere ISPRA e questo mi pare ovvio, e penso che se vogliamo continuare a cacciare ci conviene non osteggiare un parere sientifico, così anche noi avremo delle giustificazioni da sbattere in faccia agli anti caccia :roll: :wink:

    • lucas scrive:

      Un parere scientifico? Ma sei sicuro che l’Ispra abbia i mezzi per dare certi pareri?
      Ti rammento che l’Infs era nell’elenco degli enti inutili…

      • fedeli massimo scrive:

        Ma hai letto il parere ispra sul calendario venatorio siculo ?Hai letta l’intervista al direttore dell’ispra? Ebbene lui parlava dei cacciatori in modo positivo rendendosi conto della nostra utilità x l’ambiente, dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco. 8O :?:

        • vasco scrive:

          Ogni regione ha il suo osservatorio faunistico e sui dati di tali organi si deve legiferare, in considerazione delle diverse popolazioni faunistiche. Uno per tutti non può raccogliere le esigenze così geograficamente e faunisticamente frammentate.

    • henri (radere igor) scrive:

      Solo avendo in ogni regione un’osservatorio, e facendo confluire tutti i dati raccolti dentro la struttura dell’ispra, potremmo anche avere pareri veritieri da parte di questo ente. Viceversa affidarsi di un’unico osservatorio nazionale che come dati prendono gl’avvistamenti che fanno quando al mattino aprono le finestre del centro di milano, il loro parere risulterà sempre fazioso e falsato da dati approsimativi

      • Giusti Giacomo scrive:

        Henri scusa
        Nel mio post sopra ho riportato la tua idea sugli osservatori regionali,e i dati farli confluireall’ispra,pero’ non ho scritto il tuo nome. :D

    • Michele scrive:

      L’ispra dovrebbe rivedere il sistema scentifico,anche collaborando sempre con il mondo venatorio,che puo’ abbreviare i tempi e i modi solo cosi’ uscira’ una vero dato scentifico per luoghi e tempi,annullando molti dati della loro preistoria.

    • Quando mai l’INFS ora ISPRA ha espresso pareri? E se eventualmente li avesse espressi siamo sicuri che siano a favore? Massimo più giorni passano e più mi fa schifo continuare a vivere in questo paese. Delle volte mi chiedo se non siamo peggio dei marocchini, albanesi e rumeni e di tutti gli stranieri che vivono in questo paese. Siamo sicuri che LORO non siano meglio di noi? Mi dispiace ammetterlo ma il male dell’Italia siamo noi italiani. Arriverà il giorno in cui me nè andrò anche se mi dispiacerà lasciare figli ed amici, ma questo paese non è più a mia misura, tantomeno per la caccia.

      • lucas scrive:

        Gionni, mi sa che ti seguo a ruota. Dove pensavi di andare? Romania? :mrgreen:

        • Lucas penso che tutti siano a conoscenza del fatto che convivo con una donna rumena. Sono in procinto di ripartire, spero quanto prima, in quanto devo sistemare proprio alcune cose per vedere di partire in grande stile con la prossima stagione venatoria grazie anche all’aiuto di qualche amico che scrive su questo sito. Certo che essere costretti ad emigrare per poter continuare a godere di un dirittto che giorno dopo giorno questo governo di falsi amici 8Giudei escoriati) sta tentando di smantellare è proprio assurdo. Ci adegueremo di conseguenza, io lo farò, non so se gli altri avranno il coraggio di farlo e metteranno fine con anticipo ad una fine che si avvicina inesorabile giorno dopo giorno. Mi viene rabbia quando leggo articoli tipo che il SWenatore Orsi è pronto a gettare la spugna se entro pochi mesi la normativa non dovesse cambiare e che per veder accettati certi compromessi siamo costretti ad accettarne altri da parte di questo governo come non mi è piaciuto per niente un nuovo riassetto della proprosta a suo tempo presentata dall’On. Berlato. Qui a forza ti tirare giù le braghe ci fanno un culo come un paiolo. Io sdico solo che è arrivato il momento di dire basta. Mi auguro chew quanto prima chi sa usare i cosiddetti testicoli appronti qualcosa di9 veramente efficace per ridicolizzare tutti quei politici ed associazioni venatorie che vogliono una modifica soolo nelle parole e non nei fatti.

  7. fabrizio scrive:

    cari amici, qui il pessimismo induce taluni a buttare via il bambino con l’ acqua sporca.

    certamente nel mondo venatorio sta emergendo un’ idea chiara e realistica: che se stai sempre sulla difensiva e non entri mai nella meta’ campo dell’ avversario, sei comunque destinato a perdere!!!

    se non fosse per Orsi, Berlato, Carrara, Rossi ed altri politici di polso, di riforma della 157 non se ne parlerebbe nemmeno.

    i nostrri nemici sono come le ombre cinesi…… sui mass-media sembrano la maggioranza schiacciante, nella realta’ dei fatti sono una minoranza meno che infima che sta perdendo ogni credibilita’ presso gli italiani, nonostante i soldi di cui dispongono e la pletora di giornalisti al loro esclusivo servizio.

    credete che i politici piu’ accorti e intelligenti questo non lo abbiano notato?

    il male ce lo siamo fatto da soli, con queste inutili polemiche e queste guerre continue tra AA.VV.

    Che pretendevate da Gorlani ? che facesse hara-hiri pubblicamente? lui e’ uno di quelli che la legge 157 l’ hanno scritta, e si tratta di una legge i cui principi portanti sono giusti.

    L’ Avv. Gorlani ha avuto l’ onesta’ intellettuale di riconoscere che la 157 va riformata e adeguata ai tempi, e questo mi pare gia’ un grosso passo avanti.

    Non solo, il presidente Dall’ Olio ha apertamente dichiarato inaccettabile la proposta di modifica dell’ art. 43 della comunitaria sostenuta dagli animalisti del PDL , e anche questa netta presa di posizione mi pare un passo non di poco conto.

    Non esiste la bacchetta magica per risolvere i problemi esistenti tra le AA.VV. ma un pizzico di buona volonta’ puo’ dare grandi frutti.

    Sperare di sopravvivere sul “cadavere” di federcaccia mi pare illusorio e controproducente per gli interessi dei cacciatori: una federcaccia annichilita e alllo sbando non servirebbe a nessuno SE NON AI NOSTRI COMUNI NEMICI !!.

    Se il “figliol prodigo” ritorna a casa bisogna ammazzare il vitello grasso, non cacciarlo fuori dalla porta a pedate!!!

    CHE ESEMPIO DI SOLIDARIETA’ STANNO DANDO AI CACCIATORI LE ASSOCIAZIONI VENATORIE SEMPRE IN GUERRA FRA LORO???

    PERCHE’ QUESTA E’ LA STRADA MAESTRA: SOLIDARIETA’ SOLIDARIETA’ SOLIDARIETA’ …….

    Fabrizio Bonuccelli
    vice presidente federcaccia camaiore

    • Luca scrive:

      Caro Fabrizio, come quasi sempre mi trovo in accordo con quanto hai scritto soprattutto quando concludi con “PERCHE’ QUESTA E’ LA STRADA MAESTRA: SOLIDARIETA’ SOLIDARIETA’ SOLIDARIETA’ “….ora la mia riflessione e’ la seguente…se e’ vero come e’ vero che se non siamo uniti nn raggiungeremo mai niente di positivo, forse sarebbe l’ora di smetterla di inserire sempre e comunque la politica nell’ attivita’ venatoria!?!….se vogliamo ottenere qualcosa per il futuro bisogna rendersi conto che tutti i cacciatori, a qualunque associazione appartengano, devono remare nella medesima direzione infischiandose della politica!!!… tanto siamo visti male e abbiamo estimatori sia a destra che a sinistra …NOI SIAMO LA CACCIA, NON IL PDL O IL PD E SIAMO NOI CHE DOBBIAMO FAR VALERE LA NOSTRA FORZA QUALUNQUE SIA LA MAGGIORANZA DI GOVERNO PERCHE LA CACCIA NON HA COLORE!!! :twisted:

      Saluti

      Luca Gentili

    • Caro Fabrizio il male è che se nè parla e basta e nessuno questo l’ha ancora capito. Basta con le parole sparse nel vento. Hanno capito i nostri parlamentari che noi parliamo e non facciamo dei fatti, altrimenti dopo quasi venti anni di discussione avremmo dovuto pur avere un risultato. Mi sono rotto le palle dei vari Orsi e compagnia cantante come dei presidenti delle varie associazioni che sistematicamente escono allo scoperto solo per far credere che vogliono dei cambimenti. Non do nessuna colpa di questa situazione ad Arcicaccia in quanto ha sempre sostenuto il proprio pensiero non indietreggiando di un solo passo ma Federcaccia che un giorno dice una cosa ed il giorno dopo si sconfessa questo non lo posso sopportare. Classifca mentalità dell’individuo anguilloide italiano che vuole accontentare tutti e stare seduto su tutte le poltrone. Io non ci sto più!. A me questa caccia fa schifo ed ancor di più i dirigenti dell’associazione che rappresenti che continuano a prendere per il culo il mondo venatorio italiano. Non me nè volere, ma la chiarezza fa parte el mio carattere. Non ci sarà mai nessun cambiamento perchè tanti cacciatori possono continuare la loro attività venatoria nelle aziende faunistiche venatorie sparse nel nostro E’ arrivata l’ora di dire basta ma di dirlo ,in tutti i sensi. Ed il governo queste cose cose le sa. Oppure la legge vige solo nel Nord ed in una piccolissima parte del centro mentre nel resto dell’Italia compresa quella insulare vengono applicate le leggi vigenti nel continente africano?

  8. fabrizio scrive:

    cari amici cacciatori,

    per quanto riguarda l’ ISPRA, una cosa e’ la validazione dei dati scientifici (indis pensabile per la caccia) altra cosa e’ la correttezza scientifica del lavoro dei tecnici ISPRA (che io personalmente non ho la competenza per discutere).

    Di tutto si puo’ discutere -magari con l’ ausilio di tecnici e scienziati esterni- MA HA RAGIONE FEDELI : non si puo’ pretendere di cacciare per specie e per periodi se manca un avallo scientifico.

    Fabrizio

  9. Alessandro Cannas scrive:

    Ci vuole un secchio de vasellina sto giro belli!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  10. Claudio .s scrive:

    Ma avete letto il parere ispra sul calendario venatorio siciliano dove suggerisce di limitare la caccia vagante ,soprattutto con l’ausilio del cane a non oltre il mese di dicembre ? Le giustificazioni per tale provvedimento sono un insieme di ca…… immani. E noi dovremmo sottostare ai pareri scientifici di questo istituto. Contenti voi.

    • lucas scrive:

      E’ quello che cercavo di dire sopra. Senza mezzi, senza dati, il cosiddetto “parere scientifico” diventa una parere campato in aria e, quel che è peggio, senza possibilità di contraddittorio.

    • SPRINGER scrive:

      Non le ho lette . Puoi fare un riassunto veloce di tali conclusioni in modo da poterle analizzare e discutere ?
      Per quello che siamo in grado di fare ovviamente visto che i ricercatori sono loro e non noi .

      • Claudio .s scrive:

        E’ piu’ semplice se vai sempre dal sito il cacciatore sull’argomento-Sicilia,bozza del calendario venatorio-poi clicchi su parere ispra e se vuoi leggi tutto oppure la parte a cui mi riferivo e’ verso la fine nel tema -Forme di caccia-.

      • Pietro scrive:

        Si Spinger, ha ragione Claudio, ci sono pareri che non hanno nè testa nè coda. Hanno ridotto a 2 o 3 specie le cacciabili ad inizio stagione e poi, per di più, consigliano di limitare al massimo l’impatto dei cacciatori all’apertura. Ma di che cosa stiamo parlando, da un lato riducono e dall’altro limitino l’attività, quantitativi e modi di caccia. In queste condizioni l’ISPRA non serve a niente, è solo un ente burocratico, la sua natura scientifica è di la da venire.

  11. Giusti Giacomo scrive:

    Springer
    Leggendo il post di Claudio.s tu puoi analizzare e discutere tutto quello che vuoi,gli”scenziati”sono loro,ci mancherebbe,ma io resto del mio parere che senza quattrini,(e ce ne vogliono tanti per fare ricerche serie in tutta Italia)si sparacchiano bischerate solo per far vedere che si esiste,che si ha potere, e dire anche noi la nostra,naturalmente contro.
    Parere G.G………..naturalmente.

    • Luca Davide Enna scrive:

      INFATI L’ISPRA E’ UN ISTITUTO ASSOLUTAMENTE INUTILE E, COSI’ COM’E’ : E’ DA ABOLIRE !
      L’UNICO SISTEMA EQUO SAREBBE QUELLO DI CREARE ISTITUTI REGIONALI PE RLA FAUNA SELVATICA CHE SI OCCUPASSERO DI STUDIARE I BIOTOPI DELLA REGIONE ED I PASSI DELLA SELVAGGINA. IN TALI ISTITUTI, PERO’, E’ NECESSARIO CHE INTERVENGANO ( ENTRINO A FARNE PARTE) TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CACCIATORI, POICHE’ POTREBBE ESSERE RISCHIOSO AFFIDARE TALI ISTITUZIONI NELLE MANI DI TECNICI O BUROCRATI (SI SONO GIA’ VISTE DIVERSE INTERPRETAZIONI QUANTOMENO “ANOMALE” DA PARTE DI TECNICI O BUROCRATI NEGLI ASSESSORATI PROVINCIALI ALLA DIFESA DELL’AMBIENTE E , “CASUALMENTE”, TALI INTERPRETAZIONI SONO SOLITAMENTE VINCOLANTI O QUANTOMENO RESTRITTIVE RISPETTO ALLE NORME VIGENTI).

  12. Giacomo scrive:

    L’Istituto nazionale per la fauna selvatica ha il compito di censire il patrimonio ambientale costituito dalla fauna selvatica, di studiarne lo stato, l’evoluzione ed i rapporti con le altre componenti ambientali, di elaborare progetti di intervento ricostitutivo o migliorativo sia delle comunità animali sia degli ambienti al fine della riqualificazione faunistica del territorio nazionale, di effettuare e di coordinare l’attività di inanellamento a scopo scientifico sull’intero territorio italiano, di collaborare con gli organismi stranieri ed in particolare con quelli dei Paesi della Comunità economica europea aventi analoghi compiti e finalità, di collaborare con le università e gli altri organismi di ricerca nazionali, di controllare e valutare gli interventi faunistici operati dalle regioni e dalle province autonome, di esprimere i pareri tecnico-scientifici richiesti dallo Stato, dalle regioni e dalle province autonome.
    —————————————————————————————————————————————-
    Questo è quello che dice la 157/92 pert quanto riguarda il compito dell’ISPRA ex INFS

    Uno di questi compiti è – di elaborare progetti di intervento ricostitutivo o migliorativo sia delle comunità animali sia degli ambienti al fine della riqualificazione faunistica del territorio nazionale -

    Mi piacerebbe sapere quanti progetti hanno fatto per il miglioramento ambientale e per quali territori
    se noi in Italia versiamo in una condizione ambientale per il ripopolamento della fauna quanto meno
    in stato di precarietà. Vedasi le zone umide delle pianure meridionali, SCOMPARSE !!! La starna in Italia come la coturnice sta scomparendo proprio perche habitat ideali per la loro sopravvivenza non ce ne sono più. Anche perchè molto territorio e stato tolto ai cacciatori facendo parchi, ma che fino ad ora ancora devono dimostrare cosa hanno fatto per questi selvatici, e quanti ce ne sono esistenti sul territorio Italiano.

    Un’altro di questi compiti è – di collaborare con gli organismi stranieri ed in particolare con quelli dei Paesi della Comunità economica europea aventi analoghi compiti e finalità, -

    Ci si dimostri a noi cacciatori che sosteniamo con le nostre tasse queti Istituti scientifici, quando, come e con quali paesi della comunità hanno collaborato per avere notizie o per andare a scoprire sul campo di questi territori esteri il tasso di popolazione esistente per quanto riguarda la selvaggina che maggiormente interessa la migrazione del nostro paese, tenendo conto dei paesi che da qualche anno sono entrati a far parte della comunità Europea e che hanno un elevato contingente di migratori.

    Vorrei dire a questi signori che non è solo in Italia che un istituto addetto anche alla selvaggina migratoria e che da consigli tutt’ora sui calendari venatori regionali deve operare per lo studio di questi selvatici. Ci dimostrino che in Italia abbiamo l’habitat in condizioni ideali per ospitare quaglie e beccacce, e che negli altri paesi la selvaggina e in diminuzione per cui è salvaguardata come nel nostro paese, e poi possono pure dare consigli che da noi tutti credo saranno ben accettati.

    Vorrei sapere con quali cognizioni di causa si possano dare suggerimenti che si può aprire la caccia alla quaglia al 19 settembre se già alla fine di Agosto con venti favorevoli da Nord- Est moltissime quaglie iniziano la migrazione, cosi come anche le tortore.
    Per quanto riguarda i piccoli di quaglie pur ammesso che alla fine di Agosto ce ne siano ancora……..
    io in trenta anni di caccia alla quaglia quelle rarissime volte che ho potuto constatare la levata davanti al cane di quaglie di ridotte dimensioni che possono far pensare a quelle delle ultime nidiate, queste volano già benissimo e altrettanto non sono facilmente intercettate dal cane e molto difficili da mettere in ala……… Quasi sempre invece mi sono trovato con vento favorevoli ai primi di settembre con quaglie di passo, riconoscibili perchè molto grasse.
    Per non dire poi che molti agricoltori incominciano ad incendiare la ristoppia già nei primi giorni di Agosto mentre se non sbaglio si dovrebbe iniziare alla fine di settembre che pure è ancora presto perchè le quaglie sono ancora in migrazione ed hanno bisogno ancora di questi grani falciati.

    Per non dire delle ZPS dove regnano incontrastate corvi taccole e gazze che di nidi fanno strage, e questo mi sembra dovrebbe far parte del progetto di miglioramento e ricostituzione del territorio. Ma è stato fatto ? Booo !! Salutiaaaamo uagliò.

    • Luca Davide Enna scrive:

      Bisognerebbe spiegare le stesse cose ai signori dell’ISPRA poiché dal 1980( da quando si chiamava Istituto Nazionale di Biologia della Selvaggina) ad oggi vi è stata una rapida involuzione dell’istituto. Non si può e non si deve piegare la scienz all’ideologia, poiché già la scienza non è esatta (tranne la matematica) se poi flettiamo le varie brache scientifiche ai nostri desiderata, roviniamo l’ecosistema ( è ciò che accade in Italia).

      • Luca Davide Enna scrive:

        Naturalmente volevo scrivere “flettiamo le varie braNche”…Poiché le “brache”, diversi scienziati, se le sono già calate davanti ai politici di turno… :lol: :lol: :lol:

  13. diego scrive:

    Praticamente parlando x la mia regione (veneto)se passa la legge con ispra vincolante addio deroghe….meglio che mi prepari a liberare tutti i finchi e montani in gabbia=caccia in veneto finita

  14. sololasipe scrive:

    Qualcuno di noi saprebbe dirmi di quale corrente politica sia composta l’Ispra? Perchè in Italia tutti i baracconi sono rifugio abituale di politicanti trombati e soprattutto ignoranti della materia di cui fanno finta di occuparsi. Gionni ed io…. la pensiamo nello stesso modo…Te’ saluto Gionni!

  15. francobarca scrive:

    non siete solo voi due….
    Saluti.

  16. cele scrive:

    Ci siamo già dimenticati della gestione IMPS….in mano al Pecoraro??…sempre pareri negativi o al massimo inesistenti…il fatto che la sede sia a Bologna la dice lunga sul colore politico…ci vogliono pareri regionali dove possano contrastare la centralità …inoltre ricordo che ci sono sentenze la dove il parere ISPRA non può mai essere vincolante

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