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Taccuino: Si o No?

TACCUINO ITALIANO DELLA CACCIA, DELL’AMBIENTE, DELLA TERRA E DELLE TRADIZIONI
In esclusiva “il cacciatore.com” – “il tamtam” – Corriere dell’Umbria-Perugia

N.90 del  19 marzo 2010.  S.Giuseppe sposo della Vergine Maria.

L’ITALIA CHE SI FA ONORE : Anna Prouse 40 anni capo  del Provincial Reconstruction Team a Nassirya (Iraq). Un giornalista della televisione Americana Nbc, l’ha assimilata a “Gertrude Bell” la celebre esploratrice inglese, che all’inizio del 900, segnò la storia del paese. Ha alle  dipendenze del Prt (Gruppo di ricostruzione Provinciale) italiano,  (l’unico dei 18 che esistono in Iraq che non sia diretto da un ufficiale Usa) 7 connazionali, circa 250 americani, 45 civili iracheni e 30 contractors della compagnia di guardie del corpo britannico “Aegis”.

“L’Italia degli Innovatori”. All’Expo di Shanghai di quest’estate, saranno 265 le invenzioni, che selezionate su iniziativa del Governo, rappresenteranno l’Italia. Tra queste: un  robot spazzino che dotato di Gps e Laser pulisce da solo i marciapiedi, una scarpa per il football senza lacci ed una piccola centrale elettrica che cattura l’energia eolica a circa mille metri di altezza.

SI  O  NO ?

Pur non essendo soggetti al regime della “Par Condicio”, ci teniamo questa settimana, essendo imminente la consultazione elettorale per le Regionali, alla larga dai ragionamenti, che seppure inconsapevolmente, potrebbero far scaturire  delle considerazioni che potrebbero portare acqua ad un mulino politico, rispetto ad un altro. Diciamo solo che si andrà a votare solo “per chì” e non “perché cosa”. A livello nazionale ( eccetto il nostro taccuino n.83 e le valutazioni del Partito di Caccia Ambiente )  sono apparsi, qua e là, solo timidi richiami ai temi venatori che dovrebbero essere inclusi , al pari di altre cose, nei programmi di attività dei futuri Presidenti delle Giunte e dei  singoli Consiglieri regionali.

Ma siccome il “lavoro” alle volte (certo non sempre per carità) manca a chi non ha voglia di lavorare, e noi non soffriamo nel modo più assoluto di questa malattia, cercheremo di trattare in questo editoriale del taccuino, un argomento molto delicato, che è come una rosa che ha pochi petali  e tante spine. Lo facciamo in maniera aperta e problematica, tanto per sollecitare un sondaggio da parte della  base venatoria, con l’avvertenza che proprio anche chi scrive non è proprio sicuro se sia meglio rispondere di  SI o di  NO !

Allora la domanda è questa : E’ utile e conveniente per il mondo venatorio confezionare una proposta che possa dar luogo, anche in Italia, ad una “Grenelle dell’Environnement” (Accordo sull’Ambiente) così come è avvenuto nel 2008 in Francia con la partecipazione dei cacciatori, degli agricoltori e degli ambientalisti ?  E’ utile il perpetuarsi della “diaspora” e dare l’alibi alla politica per non fare niente a nostro favore?  Dicono infatti i politici di noi: “che possiamo fare” sono divisi tra di loro, hanno idee diverse più del numero delle loro Associazioni , l’una alle volte in contrasto con l’altra. Poi, sempre gli stessi,  guardano agli ambientalisti, che di idee ne hanno poche, ma le poche che hanno le  sanno ben veicolarle nel circuito mediatico, tali da apparire ben più consistenti e numerosi di quelli che sono.  Ed ecco ancora un altro alibi per i partiti, che tendono solo ad accaparrarsi i voti,  con la prassi ormai antica, oliata, collaudata e conosciuta dei cosiddetti “due forni”, prendo un po’ di qua,e un po’ di là  e pace sia ! ( Finchè dura !)

La domanda vera allora che dobbiamo rivolgerci tutti quanti è questa: conviene a mantenere in piedi questo “alibi” ? O è utile smontare “ il giocattolo” in modo che non sussistano più giustificazioni di sorta ?  O viceversa occorre proseguire all’infinito la “lotta” “pura e dura” ?  (Per quel che ci riguarda, e non abbiamo nessun timore  nel dichiararlo, abbiamo sempre optato, nell’ ormai oltre cinquantennale interesse per le cose venatorie, per quest’ultima prassi) E possiamo continuare all’infinito se la maggioranza della base venatoria sceglierà questa strada. Non abbiamo timore e paura di niente in quanto non siamo i  “Domenichini” (1) di nessuno ! Infatti non  permetteremo (è un invito amabile – ma non tanto) che altri possano pensare o  dire:  bene allora adesso avete voglia di calarvi le “brache” ! Questo avvertenza serve per  parlare in modo chiaro ,onde evitare speculazioni oltremodo fastidiose da parte di chicchessia!

cacciatoreMa il problema esiste, ed è ineludibile, e come tutti i problemi complicati non si commette nessun peccato mortale se se  ne parla. Figuriamoci,  i Governi di due Stati,hanno aperto alcuni anni orsono una trattativa sotterranea, con organizzazioni, che solo con un certa dose di eufemismo potevano essere considerate pacifiche (ETA ed IRA) ;  “Due Popoli e Due Stati” e la base della nuova “road map”  (Negoziato) fra Istraele e Palestina ;  molti conflitti Italiani hanno trovato nel negoziato una soluzione, altri no. Ma tutt’ora se si guarda bene all’evolversi di quest’ultimi,  alla loro  perniciosa amplificazione, si può ben dire che  gli svantaggi per le parti in conflitto, si sono dimostrati ben maggiori dei profitti.  L’unica consolazione è nella ridottissima proporzione delle nostre cose rispetto agli esempi che ci siamo permessi di rappresentare.

Eppure un rapporto c’è, e se qualcuno ha trovato irrituale gli accostamenti, sarà costretto da qui a poco a ricredersi. La prima  “Grenelle “  (accordo) Francese fu promossa dal Presidente De Gaulle e dal Primo Ministro Pompidou nel maggio del 1968 presso il Ministero del Lavoro la cui sede si trovava proprio a “Rue de Granelle” a Parigi e realizzò lo storico accordo fra il Governo,  i sindacati dei lavoratori e  gli Industriali.

La “Grenelle dell’Environnement”  (Accordo sull’Ambiente) è stata promossa dal Presidente della Repubblica Nicolas SARKOZY. Il Ministro di Stato Jean Luis BORLOO ed il Segretario di Stato Nathalie KOSCUISCO-MORIZET hanno incaricato formalmente il Deputato della “Somme”,Jerome BIGNON,  di costituire un Negoziato presso il Conservatoire du Littoral di Parigi, mediante incontri  che si sono protratti dal 5 maggio al 24 luglio 2008. Gli attori principali sono stati i cacciatori in partnership con gli agricoltori e gli ambientalisti, i rappresentanti della scienza e del Museum National d’Historie Naturelle, il responsabile dell’Office Nationale de la Chasse et de la Faune SDC10071Sauvage, ed altri soggetti  interessati alla gestione dello spazio naturale e rurale. L’accordo firmato, da tutti i partecipanti, il 26 luglio 2008, tiene conto dei seguenti titoli : La Governance scientifica; la gestione dei territori; la gestione delle specie . Contiene infine un “Follow-up di  valutazione” per dei precisi adempimenti da compiere nel breve e medio periodo. L’accordo fra le altre cose ha consentito l’apertura della caccia dal primo giorno della terza decade d’agosto ad alcune specie di uccelli acquatici.

Certo l’Italia non è la Francia potrebbe dire qualcuno. Ma è riduttivo. Ormai solo “volando alto”(non lo diciamo per noi) si può salvare la caccia italiana.  Certo gli ambientalisti Italiani sono una “brutta copia” di quelli Francesi guidati da Cohen Bendit che hanno raccolto con “Europa Ecologia”  il 12,3% dei consensi, collocandosi come terzo partito del paese.  Con un programma, che abbiamo letto, e che ha come principali obbiettivi: “Una Bruxelles del lavoro” ; “un’agricoltura contadina ed un’alimentazione sana” ; “una protezione sociale europea”; “la salvaguardia della biodiversità”. Non una parola contro la caccia se non un riferimento alla Rete Natura 2000 (ci mancherebbe altro).Hanno mai riflettuto i nostri più accaniti oppositori e cioè gli ambientalisti nostrani che il no a tutto non paga ? Il  no alla caccia, il  no alla TAV, il  no al nucleare ed il  no ai rigassificatori,  che cosa ha prodotto in termini di consensi per le loro formazioni politiche ? Nulla o poco più. Solo in Italia ed in altri due o tre paesi Europei  i verdi sono fuori dalle aule Parlamentari.  Certo occorrerebbe che il Governo batta “un colpo” su quanto abbiamo detto e  che l’interesse nazionale di tutte le parti in causa,noi compresi, prevalga sui propri legittimi interessi. Che sono legittimi o ci paiono tali,  però,  fino a che ci sono. Il difficile è mantenerli. Al buon intenditor….poche parole!

ANTONIO PINOTTI

(1) Domenichini : coloro che la Domenica facevano compagnia ai nobili, accompagnandoli a debita distanza e con modi ossequiosi, durante la  passeggiata lungo la via principale del paese.

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120 Commenti

  1. SPRINGER

    Giulio Usai
    Posted on 21 marzo 2010 at 18:43

    ……….. crescere verso una forma di accordo da istituzionalizzare, sul modello di quello francese.
    Sia chiaro che non è facile, a partire dalla capacità anche del mondo venatorio di riuscire a esprimere una sola voce, ma sono convinto che la risposta al quesito di Pjnotti sia SI.
    Occorre però esere anche capaci di fare qualche passo indietro quando serve e accantonare protagonismi che di fatto ostacolerebbero questo importante progetto.

    ______________________________________________________________________

    Sempre molto chiari e equilibrati i tuoi interventi Giulio .
    Bravo ! :wink:

  2. SPRINGER

    Giulio Usai
    Posted on 21 marzo 2010 at 18:43
    ……..verso una forma di accordo da istituzionalizzare, sul modello di quello francese.
    Sia chiaro che non è facile, a partire dalla capacità anche del mondo venatorio di riuscire a esprimere una sola voce, ma sono convinto che la risposta al quesito di Pjnotti sia SI.
    Occorre però esere anche capaci di fare qualche passo indietro quando serve e accantonare protagonismi che di fatto ostacolerebbero questo importante progetto.

    ______________________________________________________________________

    Sempre molto chiari e equilibrati i tuoi interventi Giulio .
    Bravo ! :wink:

  3. Antonio Pinotti

    Sig,Sergio 55 Buonasera.

    Scusi se non Le ho risposto prima ma oggi sono andato a fare i lavori agricoli. Per un rispetto nei confronti del sig. Daniele, io preferisco che sia lui ad annunciare sul sito la cosa. Anche perchè occorre fare delle verifiche che lui stà compiendo. Poi vedrà, se la cosa sarà fattibile, ed abbordabile servirà l’aiuto di tutti.
    La saluto con molta cordialità.

  4. Antonio Pinotti

    Sig,Sergio 55 Buonasera.

    Scusi se non Le ho risposto prima ma oggi sono andato a fare i lavori agricoli. Per un rispetto nei confronti del sig. Daniele, io preferisco che sia lui ad annunciare sul sito la cosa. Anche perchè occorre fare delle verifiche che lui stà compiendo. Poi vedrà, se la cosa sarà fattibile, ed abbordabile servirà l’aiuto di tutti.

    Salutissimi.

  5. Ezio

    E’ giusto molto di quello che dici Springer ma se , come dici tu, vogliamo essere intellettualmente onesti WWF & C, invece di andarsene dagli atc come han fatto dalle “mie” parti, se gli sta veramente a cuore l’ambiente e non sono semplicemente animalisti anticaccia, dovrebbero collaborare ed unirsi ai cacciatori seri per farsi sentire affinchè finiscano le porcate che vengono fatte oggi.

    Non chiedere SEMPLICEMENTE di ABOLIRE la caccia!!!

    O NO??!!

  6. sergio55

    Sig. Pinotti va bene cosi grazie la saluto sergio.

  7. Antonio Pinotti

    Sig.Giovanni 59, buonasera

    Non ho nessuna paura del Referendum. Il si ed il no del taccuino ha il solo scopo di sondare la base venatoria. Per me l’onestà, la serieta, ed avere la faccia pulita viene prima di ogni altra cosa. Nel 1990 ero a Roma sul palco della manifestazione con il caro amico Mengozzi (allora c’erà l’unavi) e partecipai a tutta la campagna referendaria facendo tanti comizi (non quelli politici) in Umbria ed in varie parti d’Italia.E sarei in prima fila di nuovo. Ho solo paura sig.Giovanni della salute, di quella si, veramente.

    Un caro saluto.

  8. Giovanni59

    La salute prima di tutto sig. Pinotti x il resto dei problemi si possono avere idee e soluzioni più o meno condivise, quello che conta è che siamo 2 cacciatori, abbiamo la stessa passione e ne condividiamo gioie e dolori.La saluto caramente e su….. un po di ottimismo! Dalle mie parti diciamo “avvidecci sani”. a presto. :wink:

  9. BON GIORNO,IL SIG SEMPRE MOLTO BRAVO.CON I SOI RACONTI.BOCA LUPO PER TUTTI ITALIANI PER LEZIONI.VI AUGURO DA LONTANO CE VA TUTO MEIO PER TUTTI. BONA GIURNATA :P :-) :D

  10. ilio

    Ragazza con li ali Buon giorno anche a te e buona giornata colma di felicità e amore :wink: :wink: :lol: :lol: :lol:

  11. Giulio Usai

    Copio e incollo un interessante articolo apparso oggi sul sito de Il Giornale.it. Sarebbe bello sapere cosa hanno detto i rappresentatnti delle varie organizzazioni presenti. Comunque il quesito lanciato da Pinotti riceve anche in questo caso una risposta affermativa:

    martedì 23 marzo 2010

    Caccia e ambiente: il modello francese per la gestione del territorio
    di Claudio Pompei

    All’assemblea nazionale di Parigi è stato firmato uno storico accordo tra cacciatori, ambientalisti, organizzazioni agricole e istituzioni. Il presidente Bignon interviene a un convegno organizzato dall’Intergruppo parlamentare italiano Amici del tiro

    Salvaguardare l’equilibrio ambientale e tutelare il patrimonio faunistico garantendo, nel contempo, un futuro per la caccia e un’attenzione costante ai problemi dell’agricoltura e alla protezione delle biodiversità. Un’aperta contraddizione? Una palese utopia? Niente di tutto ciò. Tutte queste esigenze possono davvero conciliarsi tra loro se si riesce a impostare un dialogo sereno e senza pregiudizi tra le varie – e spesso contrapposte – componenti interessate che, dopo il momento del confronto, dovranno essere coinvolte nella gestione pratica del territorio. In fondo era proprio questo l’intento della legge 157 del 1992, cioè l’ultima riforma della caccia che istituì gli Atc (ambiti territoriali di caccia) per coinvolgere ambientalisti, cacciatori, agricoltori ed enti locali nella gestione del territorio. A giudicare dai risultati, con un minimo di obiettività e dopo oltre 16 anni di sperimentazione, non si può certo parlare di «successo» della riforma. Eppure nuove speranze sta suscitando la positiva esperienza francese della quale si è parlato ieri nel corso di un convegno svoltosi nella Sala delle Colonne della Camera dei deputati su iniziativa dell’«Intergruppo parlamentare amici del tiro, della caccia e della pesca», presieduto da Luciano Rossi. Ospite d’onore il deputato francese Jerome Bignon, presidente del «Gruppo di studio sulla Caccia» presso l’Assemblea nazionale di Parigi. Bignon ha illustrato, in un appassionato intervento, l’iter che ha portato alla creazione in Francia, per volontà dal ministro transalpino per l’Ambiente, su incarico del premier Sarkozy, di una “Table ronde” tra ecologisti, cacciatori, organizzazioni rurali e pubblica amministrazione, della quale è stato nominato presidente. Dopo numerosi mesi di lavoro e di confronti accesi, alla fine dello scorso mese di luglio è stato siglato uno storico accordo tra le parti sulla gestione del territorio che potrebbe essere un esempio da seguire anche nel nostro Paese o diventare, addirittura, un “modello” a livello europeo. Bignon ha confermato le aspettative e le speranze di quanti hanno a cuore sia l’attività venatoria, sia l’agricoltura e la salvaguardia dell’ambiente, spiegando appunto che il modello francese può essere esportato anche in Italia, se si riesce a trovare una condivisione di tutte le forze in campo e se il mondo politico riuscirà ad avere una visione trasversale e globale del problema. Luciano Rossi (Pdl), animatore dell’Intergruppo e presidente della Federazione italiana tiro a volo ha ringraziato gli ospiti francesi e i numerosissimi colleghi italiani presenti al convegno, e ha auspicato un ulteriore passo in avanti per favorire il dialogo tra tutti gli attori coinvolti e la nascita di importanti riflessioni per una politica trasversale di gestione della caccia e dell’ambiente. Tra i parlamentari presenti, gli onorevoli Valducci, Girlanda, Martinello, Bonino, Bellotti, Berardi, Ceroni, Laffranco, Pizzolante, Orsi e la senatrice Urbani. Hanno effettuato interventi il signor Coste (lobbista e rappresentante dell’Associazione francese dei cacciatori), il presidente dell’Arcicaccia Osvaldo Veneziano, Sara Fioravanti del Wwf, il presidente dell’Anuu-Migratoristi Giovanni Bana, Stefano Masini, responsabile Ambiente e territorio della Coldiretti, Annamaria Procacci, il vicepresidente della Federcaccia Gian Luca Dall’Olio, Antonio Morabito di Legambiente, la dottoressa Anna Maria Bianchi del Mipaf, Danilo Selvaggi della Lipu, il vicepresidente dell’Enalcaccia Roberto Cicognani e il presidente della Libera Caccia Paolo Sparvoli. Ha chiuso il convegno un intervento del presidente della commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo.

    • francescorm

      Caro Giulio, bellissima iniziativa,un pò tardiva e un pò “carbonara” da parte di un Gruppo di Amici della Caccaia presenti in Parlamento e trasversale agli schieramenti.Non era più giusto dare un risalto pubblico del Copnvegno prima dell’inizio e poi fare articoli sui Quotidiani nazionali per spiegarne i contenuti ed i risultati invece di relegarlo sul sito internet di un GIORNALE che spesso ci tratta da criminali? Come al solito ogni qualvolta si fa una iniziativa,anche ad alto livello,coinvolgendo amici Europei che portano esperienze positive e praticabili anche in Italia,si ha paura di concedere spazi all’informazione pubblica e nazionale perchè si parla di caccia. Questo succede anche a livello locale,e queste elezioni lo stanno dimostrando,si contano su una mano i candidati che hanno parlato o scritto qualcosa sulla caccia nei loro programmii.Un salutone.

      • SPRINGER

        Francesco , l’ iniziativa non e’ tardiva …… e’ dell’ anno scorso . Sta’ comunque a dimostrare che 170 Deputati ( tanti sono quelli dell’ intergruppo ) possono appoggiare tale iniziativa o idea e non osteggiarla . Poi e’ ovvio che ci vuole che dall’ ” altra parte ” ( ambientalisti ) ci sia uguale volonta’ e dimostrazione di maturita’ . Ma mi chiedo : Se questa non dovesse esserci a noi rispetto a oggi cosa cambia ?? Nulla . Se non prenderne DEFINITIVAMENTE atto e metterci una pietra sopra . Almeno fin quando non ci sia un cambio di mentalita’ pari alla nostra nei vertici di tali Associazioni , perche’ il dialogo fra le due parti non deve mai essere chiuso per sempre ma semmai SOLO RIMANDATO a tempi migliori .

        • Giulio Usai

          Sono d’accrodo con te occorre che intanto inziamo noi a dimostrare che abbiamo voglia di perseguire questo cambio di mentalità, se non dovessimo riuscire allora si vedrà.

        • francescorm

          E’ stata fatta in autunno se non ricordo male nel chiuso delle stanze Parlamentari e nessuno ne ha parlato con il dovuto risalto ed oggi appare sul sito internet de Il Giornale.Perchè?

      • Giulio Usai

        Caro Francesco anche io penso che la forza delle elezioni smuove il mondo e l’articolo apparso su il Giornale l’ho ripostato solo come esempio per dire che se si vuole il dialogo si può trovare.
        Logico che lontani dalle elezioni le cose siano diverse, ma non dimentichiamo che è partita positivamente l’iniziativa del Coordinamento rurale che rappresenta una base a mio parere molto importante per andare avanti su questa strada.
        Un caro saluto anche a te.

  12. ilio

    Ottimo vediamo gli sviluppi di questo congresso dopo le elezioni se porterà frutti acerbi o maturi, ma l’essere preconcetto come sono stato giudicato mi porta a pensare che qualcuno abbia sentito pazza di bruciato e sta correndo ai ripari in vista di elezioni. Strano che la notizia sia stata riportata e messa in risalto dal Giornale organo che non ha certo lesinato a spararci fango in più occasioni.

  13. Giulio Usai

    Caro Ilio io credo che sia solo questo il glimaldello che può portare a modificare a nostro favore rapporti di forza, percezioni e pregiudizi.
    Una strada difficile ma che di sicuro è l’unica che alla fine può pagare.

    • ilio

      Caro Giulio me lo auguro di tutto cuore anche se la strada e tortuosa. Speriamo che gli animalisti Italiano (solo cosi attualmente li posso definire) abbiano inparato qualcosa dai nostri cugini d’oltre Alpi e ne traggano i dovuti insegnamenti per riscattarsi della loro medicrità sui temi dell’ambiente e il rapporto con la caccia e cacciatori

  14. Giusti Giacomo

    I miei dubbi nascono dalla presenza (sempre loro)di quelle ass.animaliste che non saranno mai comegli ambientalisti francesi.
    Come mai non c’erano quelle vere?
    Come mai non sono state invitate?
    Poi mi e`venuto da ridere quando ho letto il nome, Anna Maria Procacci!!!!
    Oh!!!!! Quella la un molla mai!!!!!

    • Giulio Usai

      Caro Giacomo,
      quelli sono come la gramigna, ci vorrebbe un po di diserbante di quello giusto così si secceherebbero una volta per tutte, ma io credo il modo migliore sia aprire il confronto con chi ci sta e poi gli altri o si aggregano o restano isolati. Tutto sta nel partire….

      • Giusti Giacomo

        Giulio
        Ben venga il confronto,io sono d’accordo,m e`proprio quella gramigna che mi preoccupa.
        Sono diffidente perche`in tanti anni abbiamo preso delle mazzolate tremende da quella gramigna.
        Cambieranno atteggiamento?
        Per ora i miei dubbi rimangono.

    • Alessandro Cannas

      Aria fritta,ripassata in padella con aglio e peperoncino….Come puoi aprire un tavolo su un eventuale dialogo,con la Fioravanti,la Procacci,Selvaggi,Morabito, Bonino….Certo se si spalmano proposte nella loro unica direzione,allora riesci a farli sedere..Ma se tenti un recepimento integrale della direttiva uccelli integrandola alla 157 stai tranquillo che saltano i pezzi in aria…. :mrgreen: :mrgreen: E solo una perdita di tempo se non si cambiano gli attori…

  15. Giulio Usai

    Alessandro,
    anche io credo che non siano quelli gli interlocutori, ma oggi mi pare ci siano anche altre voci dell’ambientalismo che si pongono in modo diverso. A questi dobbiamo rivolgerci in via prioritaria adesso perchè è l’unico modo che c’è per spezzare un fronte fino da ora compatto e che oggi invece inizia ad avere una visione non più monolitica in materia ambientale/caccia.
    Anche io sono certo che sarà dura, ma anche che è l’unica via su cui vale la pena concentrare uno sforzo, se vogliamo uscire dal nostro angolo. Ripeto anche che il Tavolo di coordinamento può essere una palestra importante ed è un segnale incoraggiante.

    • Alessandro Cannas

      E vero Giulio ci son altre voci oggi,ma e’ un dato di fatto, che appaiono sempre le solite..
      Le nuove devono imporsi con determinazione e disfare le vecchie come cenere al vento….

  16. fedeli massimo

    L’importante e taglio corto, è che nel Lazio non vinca la Bonino, Bonelli e Zaratti sono come la grandine x noi. :?

  17. Giusti Giacomo

    Giulio
    Era proprio a quelle voci dell’ambientalismo che si pone in modo diverso che mi riferivo.
    Come mai non sono state invitate?

    • Giulio Usai

      Non lo so ma è certo che chi esce dal coro non sempre è visto come interlocutore preferenziale. Evidente che chiamare sigle o nomi dei soliti noti fa più “fico”…
      E’ un problema a mio parere di comunicazione ed è, anche questo, un’altro aspetto su cui dobbiamo lavorare per promuovere e valorizzare questo nuovo – per l’Italia – modo di fare ambientalismo.
      Siamo agli inizi e la strada è in salita, perciò dobbiamo pedalare, ma io sono sicuro che ne valga la pena.

  18. SPRINGER

    Rispondo a Ilio e Ezio

    Comunque era per ricordare che vedere l’ ambientalista come un alieno e’ sbagliato visto che il piu’ importante movimento ambientalista mondiale e’ nato grazie anche a cacciatori che accortisi di come stava ” girando il mondo ” hanno pensato bene e per primi di metterci una pezza . In America Duck Unlimited che ha riqualificato – acquistato attraverso donazioni – gestisce milioni di ettari di ambienti umidi fra i piu’ importanti del Nord America in alcuni casi anche ” integralmente ” ( divieto di Caccia ) ed e’ una delle piu’ ascoltate e richieste voci accreditate presso il governo americano , e’ un’ Associazione di circa 700.000 mila cacciatori e non di ” ambientalisti ” . Io stesso mi riconosco in pieno in quella veste . Eppure a Caccia ci vado e uccidere uccido .
    Per quanto riguarda la ” gestione della Caccia ” facevo riferimento piu’ che altro a quella ” passata ” . Con questo non dico che quella odierna sia un gioiello e credo ve ne siate resi conto dall’ estrema critica che esprimo sempre quando ne parlo . Ma se in passato non fosse stata cosi’ schifosa FORSE le cose sarebbero andate diversamente . Dico ” forse ” e non sicuramente . Questo sta’ a indicare che comunque sono ben conscio della ” qualita’ ” degli interlocutori , ma nello stesso tempo mi rendo conto che non e’ con Wilderness & C. che OGGI dobbiamo confrontarci cercando il modo di riportare il dialogo su livelli almeno decenti . Loro sono una bellissima realta’ e novita’ che dobbiamo tenerci stretta e coltivare ( e aiutare a crescere ) ma al momento ancora troppo poco ” importanti e influenti ” percio’ poco ascoltati . E poi ci sono gia’ favorevoli .
    E’ con gli altri , i ” tradizionali ” che si deve tentare il dialogo . Non credo che fra loro ci siano solo integralisti anticaccia come sembrano o sembra essere ma , come da noi , al loro interno convivano piu’ anime . Quelli disposti ad ascoltare e quelli che nemmeno vogliono sentirci . Ed e’ con i primi che si dovrebbe cercare l’ approccio su temi intermedi che stiano bene a tutti .
    Per esempio perche’ non collaborare assieme nella ricerca unendo risorse e sforzi ?? Sapere e conoscere e’ importante sia per loro che per noi .
    Perche’ non partecipare assieme ( come dice Pinotti ) a diffondere questi risultati nelle scuole oppure partecipare assieme ( chiedendolo assieme ) alla creazione delle ” Scuole ” su modello spagnolo ?? La natura nella sua interezza , complessita’ e fruibilita’ interessa loro come interessa noi .
    Ma ce ne sarebbero cosi’ di cose da poter fare insieme prima di dividersi sul rispettivo ” fine percorso ” . Per loro la protezione e non uccisione – per noi il prelievo sostenibile .
    Sara’ follia ma credo sia doveroso almeno provarci da parte nostra . Male che vada per noi cambierebbe nulla perche’ il principio che deve ispirare questo tentativo non e’ quello delle concessioni ulteriori ma del dialogo . Se lo capiscono e sono veramente disposti …. bene . Altrimenti :roll: ………

  19. Antonio Pinotti

    Sig. Cannas, buongiorno.

    E’ tanto che non ci sentiamo e mi dispiace. Vede, su un punto solo le dò ragione (in questo caso s’intende) : occorrono nuovi attori. Dei leader che sanno le case soprattutto e che antepongano gli ideali alla poltrona.. Finora i tanti “Domenichini” (il significato lo può trovare in fondo al Taccuino), gli imbonitori a “libro paga”, i liberi pensatori venatori, che cosa hanno fatto ? Niente anzi meno di niente. Non facciamo Accademia, e diciamo pane al pane e vino al vino, abbiamo perso un milione di praticanti ? E allora? La colpa è della base venatoria o di chi ci ha diretto (nessuno escluso).

    Che fare? Un triduo? La base dei cacciatori deve riappropriarsi dei propri diritti che ha delegato ad altri, e discutere sul futuro. La domanda del Taccuino: (si o no) è volutamente interrogativa. E’ un sondaggio, perchè è difficile nei momenti di crisi risalire la china. Ma non occorre, non è giusto, e non è produttivo liquidare in maniera sb

    • Alessandro Cannas

      Sig Pinotti..Sono abbastanza disincanto,e abbastanza scaltro,e istruito, e conoscitore dell’omo pensante,nonche’ dell’ omo politico italico.Da non comprendere che non c’e’ via d’uscita a questa situazione, se non proponendo una voce forte,nostra, politica, che ci rappresenti in quel cinematografo tutto Italico, a cui spesso mi vergogno d’appartenere.
      Tavoli con pellegrini animalisti consunti dal decadentismo nostrano, relazionarsi con crepuscolari personaggi, della dirigenza venatoria italica, e’ solo aria fritta……Mi creda….. solo aria fritta….

      P.S.
      Il problema e’ solo Politico e null’altro…

  20. Antonio Pinotti

    sbrigativa i vari pareri e gli apporti che vengono evidenziati.

    Le invio i più calorosi saluti.

  21. Antonio Pinotti

    “cose” e non “case” c’è una bella differenza!

  22. francescorm

    Bravo Antonio,dobbiamo riappropriarci dei nostri diritti,di uomini e cacciatori,e questo è un concetto sacrosanto valido per tutti. Basta con le deleghe,specialmente quelle in bianco,che questi soloni,con i loro accoliti,in nome della democrazia rappresentativa,usano a loro piacimento prendendo anche le distanze dalla base che li ha eletti.Discutiamo noi del nostro futuro ed al momento opportuno invitiamo tutti gli attori interessati,senza preferenze e/o condizionamenti,a discutere con noi.Chi avrà coraggio parteciperà senza dettare l’agenda e le regole,come presumo, ed è mia opinione personale, sia accaduto con gli Amici della Caccia,del Tiro e della Pesca.Dovrà essere un’iniziativa dei cacciatori, all’unisono senza se e senza me,dando sostegno e voce a chi si assumerà l’onere di portarci fuori da questo pantano,ed al momento opportuno uscire con una piattaforma di lavoro condivisa da discutere con quanti sapranno riconoscersi in un dialogo serio e costruttivo su tutte le tematiche atte a tutelare una caccia sostenibile nell’equilibrio scientifico della natura.Un affettuoso saluto.

  23. Antonio Pinotti

    Gentile “Ragazza con le Ali” , buon pomeriggio.

    Intanto un primato lei lo ha ottenuto. E’ l’unica persona che visita questo blog da una paese europeo. La ringraziamo di questo, compiacendoci non poco del fatto, e ciò si intuisce dai suoi brevi interventi, che seppure in maniera fugace, Lei è al corrente di alcune cose Italiane.

    Sappiamo che Lei ci scrive dalla Romania, un paese civilissimo che tanto ha dato alla cultura Europea e
    Mondiale.

    Quest’anno Elie Wiesel nato a Seghetu, l’anima vivente della “Shoa” ha parlato con grande dignità e dirittura morale di fronte a tutti i componenti del Parlamento Italiano ed in presenza del Presidente della Repubblica.

    Costantin Brancusi (1876-1957) è stato uno degli sculturi più rappresentativi del novecento. Un artista che ha influenzato Picasso, Modigliani, Moore e Arp.

    Poi la natura, le città e le tradizioni : Sucevita il gioello verde della Bucovina, Bucarest con il Palazzo del Parlamento (uno dei più grandi del mondo), il delta del Danubio, il cimitero “allegro” del villaggio di Sapanta, Sibiu capitale della cultura europea (2007), Nadia Comaneci la più grande ginnasta di tutti i tempi (due ori e due argenti alle olimpiadi di Mosca), Bram Stoker (1847-1912 autore di “Dracula” che è vissuto tra la leggenda e la superstizione popolare, le chiese di legno di Maramures, le belle ragazze con il fazzolettone in testa di Barsana, i Carpazi da dove partono le palombe per l’Italia, le foreste immacolate della Transilvania, i monasteri con gli affreschi più belli del mondo in Bucovina, le spiagge del Mar Nero.

    I cibi prelibati : il cozonac pane dolce alle mandorle, i “mititei” polpettine di carne di origine turca, la mamaliga (polenta), il tochitura(stufato di maiale). Poi da bere: ” la tuica” e la “palincà” (grappa).

    Le feste : una su tutte : La “Fiera delle Ragazze” cioè la “Tàrgul de fete” sul Monte Gaina in Transilvania. In origine serviva ai pastori per conoscere una ragazza da sposare. Oggi è un’allegra festa in cui si danza, si mangia, si beve e si sfoggiano i costumi tradizionali. Ma qualche matrimonio ci scappa ancora…..

    Vede anche noi conosciamo qualche cosa del suo paese o per aver letto o per esserci stati. (non le sveleremo mai il segreto).

    Grazie ancora. Cogliamo l’occasione per salutarLa con molta stima.

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