1:05 pm - giovedì maggio 17, 2012
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Grosseto nasce la consulta della caccia

Grosseto: Nasce la Consulta della caccia
L’organo si riunirà ogni anno e potrà inoltrare proposte su calendario e regolamenti
Marras: “Mantenute le promesse per gestire meglio il territorio

GROSSETO – Gli 11mila cacciatori maremmani da oggi hanno a disposizione un nuovo strumento di partecipazione, attraverso il quale esprimere pareri e avanzare proposte concrete su gestione faunistica venatoria del territorio, salvaguardia del territorio, della natura e della fauna selvatica, la selezione e il miglioramento delle razze canine.

Si tratta della Consulta permanente per la caccia, istituita con voto unanime dal consiglio provinciale in occasione dell’ultima seduta. Un organismo del quale fanno parte i cacciatori, ma anche i rappresentanti delle associazioni agricole e di quelle ambientaliste. “Con l’istituzione della Consulta – spiega Leonardo Marras, presidente della Provincia – abbiamo dato attuazione a un impegno di mandato che avevamo preso con le associazioni venatorie, ma soprattutto abbiamo compiuto un passo in avanti in termini culturali sulla strada della cooperazione fra istituzioni e associazionismo e della responsabilizzazione rispetto alla programmazione e gestione faunistico venatoria. Dopo l’accordo che consente agli Atc di utilizzare con modalità più agili i ‘selettori’ per gli abbattimenti mirati, l’istituzione della Consulta costituisce una nuova tessera del mosaico che riassume la strategia di gestione di un territorio complesso come il nostro.
La sua fortissima connotazione rurale – conclude Marras – e la presenza massiccia di fauna selvatica, richiedono una vasta e complessa opera di ‘manutenzione’ da parte dell’uomo. E in questo senso il ruolo dei cacciatori è indispensabile al pari di quello degli agricoltori e degli ambientalisti. Non a caso tutti rappresentati nella Consulta”.
Secondo il regolamento di funzionamento, la Consulta potrà formulare proposte ed esprimere pareri relativamente al calendario venatorio e ai regolamenti di competenza della Provincia in materia di gestione faunistica del territorio e dell’attività venatoria, nonché in merito alla redazione del Piano faunistico provinciale venatorio (Pfvp), all’individuazione di nuove forme di immissione e ambientamento della fauna, all’istituzione delle Oasi e delle Zone di protezione lungo le rotte di migrazione dell`avifauna, all’individuazione di forme di gestione delle Zone di ripopolamento e cattura, di contenimenti nei territori interdetti alla caccia e nelle zone vocate e non vocate al cinghiale, nonché alla prevenzione e al controllo degli incendi sul territorio.
La Consulta è costituita da un’assemblea delle associazioni venatorie, ambientaliste e agricole regolarmente riconosciute, dai presidenti degli Atc provinciali, da un rappresentante dell’Enei (Ente nazionale della cinofilia Italiana), da due consiglieri provinciali (designati rispettivamente da maggioranza e minoranza). La Consulta sarà convocata almeno una volta l’anno per discutere sul programma generale dell’attività venatoria e della gestione del territorio e sarà presieduta da Marras o da un suo delegato.

CORRIERE DI MAREMMA

Tratto da http://www.provincia.grosseto.it

Filed in: .In Evidenza, Toscana

11 Risposte to “Grosseto nasce la consulta della caccia”

  1. SPRINGER
    19 marzo 2010 at 11:06 #

    E in questo senso il ruolo dei cacciatori è indispensabile al pari di quello degli agricoltori e degli ambientalisti. Non a caso tutti rappresentati nella Consulta”.

    __________________________________________________________________________

    L’ ingenuo marziano che crede nel dialogo e collaborazione fra cacciatori e ambientalisti forse tanto ingenuo non e’ . Oppure lo e’ ed e’ solo iniziata l’ invasione del pianeta Terra da parte di altri ingenui marziani che credono nella stessa cosa visto che cominciano a essere tantini quelli , ingenui come lui , che ci credono . Poco male se cosi’ fosse .
    Evviva i ” Visitors ” ( e ti metto anche la faccina verde thie’ ) :mrgreen: .

  2. Giusti Giacomo
    19 marzo 2010 at 11:22 #

    Ci sara`da ridere quando dovranno essere concessi abbattimenti!!!!
    Speriamo che siano sempre in minoranza!

  3. francescorm
    19 marzo 2010 at 15:18 #

    Questi volenterosi Amministratori pubblici hanno ricreato un doppione,senza valore,del Comitato di Gestione dell’ATC.Ma nelle province non dovrebbe esserci già il Comitato Tecnico Faunistico.

  4. SPRINGER
    19 marzo 2010 at 16:16 #

    Doppione non direi . Senza valore nemmeno visto che secondo il regolamento di funzionamento, la Consulta potrà formulare proposte ed esprimere pareri relativamente al calendario venatorio e ai regolamenti di competenza della Provincia in materia di gestione faunistica del territorio e dell’attività venatoria, nonché in merito alla redazione del Piano faunistico provinciale venatorio (Pfvp),
    Tutte cose che nessun ATC ha il potere di fare ma da adesso visto che i Presidenti di ATC ne fanno parte possono in qualche modo e di comune accordo fra le parti ” incidere ” su questi importanti aspetti dell’ attivita’ venatoria parlandone direttamente con il Presidente della Provincia .
    L’ idea non mi sembra male . Poi se si scannano uno con l’ altro e non raggiungono nessun accordo , oppure non producono nessuna idea o richiesta ” intelligente ” , e’ un altro paio di maniche .

  5. francescorm
    19 marzo 2010 at 16:50 #

    Evidentemente la Provincia di Grosseto manca di un organismo che per esempio le province laziali hanno e si occupano appunto di tutte quelle attività inerenti la gestione faunistica.

  6. fiore
    19 marzo 2010 at 19:00 #

    bene bis

  7. Giacomo
    19 marzo 2010 at 19:33 #

    Adesso hanno iniziato a capire che la gestione deve essere Provinciale tramite consulta, poi si accorgeranno che con questa consulta non ci sarà piu bisogno degli ATC e li toglieranno per risparmiare soldi ……. :mrgreen: Ed infine la gestione faunistica passerà alle Regioni perchè anche per queste consulte provinciali ci vogliono troppi soldi e sorgeranno molti litigi, per cui la gestione diventerà regionale con un unico ATC della regione ed una sola consulta. Unico sistema possibile per fare pulizia ambientale e sana ed economica gestione regionale della caccia. Salutiaaaamo.

    • francescorm
      19 marzo 2010 at 19:55 #

      Potresti pure aver ragione,ma per fare quello che auspichi bisogna abrogare qualche articolo della 157/92,mentre, pensa, la Regione Lazio ha appena emanato gli indirizzi per la stesura dei piani faunistici che indicano tra l’altro che gli ATC devono istitiure i comprensori intercomunali per aree omogenee.Mi raccomando non sono Onorevole.

  8. Ezio
    19 marzo 2010 at 20:15 #

    I consigli di gestione degli ATC, almeno in Piemonte, sono costituiti da rappresentanti delle AV, delle ass. agricole, ambientali, enti locali e probabilmente “qualcos’altro” che ora mi sfugge.

    Detti organismi fanno esattamente ciò che gli pare e piace…

    E così ogni atc ha metodi gestionali 8O e calendarietti venatori assolutamente “originali”… 8O 8O 8O

    Questo tipo di consulta a che dovrebbe servire in un sistema del genere???!!

    Grazie dal terrestre più terra terra che c’è…ormai…

    Ce la metto pure io vah … :mrgreen:

  9. SPRINGER
    19 marzo 2010 at 21:13 #

    Anche su ” Marte ” i Comitati di Gestione degli ATC sono composti come da voi terrestri :mrgreen:
    Comunque facezie a parte ……. Hai mai sentito di riunioni fra ATC dove ci si scambiano esperienze , si fanno programmi comuni , ci si confronta apertamente con un Presidente di Provincia ( tutti assieme e non singolarmente ) almeno una volta l’ anno su tematiche riguardanti l’attività venatoria e la gestione del territorio ?? Io no .
    Questo porterebbe forse a evitare proprio quello che succede da te , ma anche da me , dove ogni singolo ATC e’ un mondo a se e ” legifera ” e gestisce il territorio ( quando lo gestisce ) come gli pare . Questo spronerebbe i Comitati di Gestione per non fare figure ” del Kaiser ” davanti agli altri , a far veramente qualcosa per non presentarsi con un niente di fatto in mano a fine anno e ogni anno .
    Insomma mi sembra un buon modo di stimolare le iniziative togliendo l’ alibi all’ ATC di non fare niente ( o farlo male ) tanto nessuno ne verra’ a conoscenza se non il singolo cacciatore iscritto che nulla puo’ fare per cambiare lo stato di fatto delle cose e un modo per gestire in maniera omogenea il territorio di una Provincia tagliando le gambe a iniziative del singolo , estemporanee e slegate da quelle delle ” realta’ ” confinanti .

    A me non sembra una cattiva cosa . Detto cosi’ …… da marziano ( e ingenuo )

  10. Ezio
    20 marzo 2010 at 01:09 #

    Caro amico ancora marziano ma sempre meno ingenuo…. :mrgreen: e mi fa piacere….per fare ciò che dici tu che sarebbe cosa buona e giusta, sarebbe sufficiente, CREDO, che l’assessore regionale o provinciale alla caccia organizzasse, ogni tanto, una riunione con tutti i presidenti di atc per pianificare il lavoro degli stessi e per verificare se gestiscono ambiente e fauna o fanno altro con i NOSTRI soldini.

    Semplice no??

    O NO??!! :roll:

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