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Un pomeriggio di novembre

| 17 marzo 2010 | 57 Comments

bec2Tutto accadde in uno di quei pomeriggi di novembre in cui spesso ti capita di cambiare programma, salire sul fuoristrada insieme al tuo fedele, inseparabile amico e poi…. via, via veloce nella direzione giusta, per l’atteso, sospirato incontro con la misteriosa “Regina”. Il richiamo, forte e struggente, mi suggeriva che non c’era tempo da perdere, poiché, pur disponendo di uno specialista della straordinaria classe di Jago, la pallida luce del cielo, andando incontro al tramonto, mi avrebbe, comunque, impedito di indugiare come al solito, nella ricerca della splendida creatura. Anche il motore del fuoristrada, capìta l’antifona, sembrava più brillante nell’affrontare le molteplici asperità del percorso che ci stava conducendo nel cuore della macchia. Un cuore che andava faticosamente alimentando i suoi battiti con i tiepidi raggi di un timidissimo sole novembrino. Le foglie tremanti, ingiallite dal tempo, erano ormai pronte a librarsi nell’aria come coriandoli lanciati da mani ignote a festeggiar “la Regina”. Al nostro arrivo, le fronde degli alberi sembrano pervase da un fremito, un sussulto improvviso che si perde, quasi subito, nella magica quiete del bosco. Una quiete destinata però ad essere ben presto profanata dal beeper di Jago, pronto a lanciarsi nella ennesima ricerca della sua mitica preda. E il mio impareggiabile campione non si fa assolutamente pregare; forte dei suoi cinque anni appena compiuti , sostenuto da un eccezionale temperamento e da uno spiccato senso del selvatico, questo splendido setter bianco arancio inizia subito a tracciare, sul terreno impervio, una delle pagine più belle della nostra comune vicenda venatoria. Con la sua andatura veloce e leggera, Jago sembra quasi sfiorare il morbido tappeto di foglie che la Regina del bosco puntualmente trova e ritrova ogni anno, per le sue pigre passeggiate giornaliere, lasciando cadere, qua e là, come fa sempre, i suoi inconfondibili biglietti da visita, “caso mai – come direbbe il nostro grande Piero Pieroni – qualcuno la cercasse”. Con il suo formidabile olfatto teso a dominare il vento, Jago non impiega molto ad intercettare l’emanazione che, di lì a poco, lo costringerà a rallentare bruscamente l’andatura, filando, tuttavia, deciso, verso il folto della macchia. Ancora qualche istante ed ecco che il beeper, ultimati i suoi rapidi, concitati arrangiamenti, va ad iniziare, in un crescendo travolgente di emozioni, la sua entusiasmante melodia. Un magico richiamo che mi giungeva da lontano, per segnalarmi, ancora una volta, che il mio campione era in ferma.

BeccacciaSeguendo, per quanto possibile e non senza fatica, il percorso di un sentiero parzialmente sfuggito all’abbraccio dei rovi, riesco ad inoltrarmi, con qualche difficoltà, nel folto della boscaglia, giungendo, dopo alcuni interminabili istanti, nei pressi del punto da dove le note ammiccanti del beeper mi segnalavano la presenza invisibile di Jago e l’imminenza dell’avverarsi possibile di un sogno.

Ancora pochi passi… ed ecco apparire, come in uno stupendo quadro d’autunno, l’immagine di Jago tutta protesa in avanti, ad inseguire l’effluvio della misteriosa creatura.

Letteralmente crollato sulle zampe posteriori e folgorato dalla nostra comune passione, il signore dell’aria era lì, inchiodato al terreno, nell’ansia spasmodica dell’attesa.

Trascorrono alcuni istanti e Jago, con l’affievolirsi dell’emanazione, decide subito di riaprire le ostilità.

E allora… ecco che striscia, si arresta, riparte, si ferma di nuovo, scarta fulmineo a sinistra, come a voler tagliare la strada alla beccaccia in fuga; si supera, rovesciandosi, in una ferma stupenda. Ringrazio il Cielo per lo spettacolo straordinario, prego il Signore affinché io possa concludere degnamente l’azione del mio campione; ma… la tensione è altissima, cerco di reprimere l’ansia che mi toglie il respiro, non ci riesco, ho il cuore in gola, le note del beeper scandiscono il tempo che sembra essersi fermato per sempre, ma… improvvisamente…ecco, un frullo improvviso, l’ansiosa ricerca della rivelazione che si materializza, saettante e come fa sempre, al di là di una piccola quercia; la velocissima stoccata che parte rabbiosa dal mio “vecchio trombone” e la nostra eroina che si eclissa oscillando tra le fronde, facendo “il verso” alla mia megagalattica padella.

Al grande senso di vuoto e di disperazione segue, subito dopo, una piccola, flebile speranza. Piccola come la piuma e flebile come il vento che, quella piuma, aveva teneramente raccolto e cullato nell’aria, lacerata dal colpo balordo della mia fucilata.

Accortosi della mia ignobile padella, Jago non si attarda, più di tanto, a cercare la Beccaccia sul luogo del misfatto, ma si esibisce subito, alla sua maniera, in un affondo perentorio, che mal si concilia con la mia pazienza e, soprattutto, con la logica di una azione insistita e circoscritta, tesa a concretizzare la speranza alimentata dalla rivelazione di quella piccola piuma.

beccacciaSordo ad ogni richiamo ed incurante delle mie disperate, irripetibili imprecazioni, Jago continua a spaziare nella macchia con frenetica avidità, alla ricerca della beffarda creatura, quando, improvvisamente, laggiù, in lontananza, sul versante opposto al mio punto di osservazione, vedo….anzi, no, forse credo di vedere….ma, no….che dico, mi sembra di udire….di immaginare Jago impegnato a “sintonizzare” convulsamente il beeper sulla frequenza della ferma, ma lui non è in ferma, si muove, cammina, avanza lentamente su per il sentiero, viene verso di me; non lo vedo, ma lo sento avvicinarsi accompagnato dalle note cadenzate del beeper; eccolo, finalmente, al di là del fossato, seminascosto dalla vegetazione; mi abbasso leggermente per cercare di dare immediata conferma alla mia sofferta,trepidante intuizione e la conferma, miracolosamente, si rivela subito dopo, con Jago che mi cede teneramente la sua preda. La prendo, con mano tremante, l’accarezzo, mi guarda smarrita. Vedo nei suoi occhi, velati di mistero, albe e tramonti di terre lontane, mentre Jago si distende, stremato, agitando, sornione, di quel tanto la coda, per cercare di farmi capire….capisco…. gli chiedo scusa; mi siedo accanto a lui, lo sollevo con tenerezza, lo stringo sul mio cuore impazzito; alzo gli occhi al cielo e sento scorrere la gioia di una lacrima, mentre le ultime ombre della sera scendono sulla valle per ricordare, alle misteriose creature della notte, ch’era il momento di accendere le stelle.

Diego Baccarelli


Category: .In Evidenza, Racconti

Comments (57)

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  1. Ezio scrive:

    A volte penso di essere proprio fortunato!

    Questo per molti sarà un racconto, uno splendido racconto ma “solo” quello…

    Per me è vita vissuta!! :D

    Complimenti a te ed a Jago!!
    Ezio.

  2. Fabio Guidi scrive:

    Poesia pura.
    Non c’e’ animalambientalista che possa minimamente sfiorare la grandezza di quanto descritto e del come.
    Solo un Cacciatore puo’ capire la profondita’ di tutto questo.
    Complimenti e riconoscenti saluti.

  3. Roberto Traica scrive:

    Be è vero se queste cose non si vivono non si possono capire .Molto bello .

  4. Giulio Usai scrive:

    “””Ancora qualche istante ed ecco che il beeper, ultimati i suoi rapidi, concitati arrangiamenti, va ad iniziare, in un crescendo travolgente di emozioni, la sua entusiasmante melodia.”””
    “””le note ammiccanti del beeper”””,
    “””a “sintonizzare” convulsamente il beeper sulla frequenza della ferma”””.
    __________________________________________________________________________

    Scusate, ma anche un racconto dal quale può trasparire la grande passione e l’emozione di momenti stupendi e irripetibili che accompagnano una giornata di caccia, può essere rovinato così amaramente da un particolare di non poca importanza come l’uso di quel maledetto marchingegno, tanto micidiale quanto orribile.
    Un suono elettronico, fastidioso, quasi irreale, che svilisce ogni azione del cacciatore e del suo ausiliare e che rompe in mille pezzi la poesia del bosco, dei suoi rumori discreti, che violenta la tranquillità di un ambiente i cui ritmi sono scanditi solo dalle stagioni, dalla notte e dal giorno, dalla pioggia e dal sole, dalle gocce della rugiada mattutina o da quelle della pioggia o dai raggi del sole che trafiggono le fronde.
    Un marchingegno terribile e tipico frutto della cultura urbana, lontano anni luce dalle tradizioni di una sana cultura rurale (a cui la caccia si deve richiamare), ma che – come spesso avviene – rende facile il compito del cacciatore azzerando le tante difficoltà che si hanno cacciando col “misero campano”.
    Un marchingegno che, in pratica, non offre quasi scampo alla Regina, se non a causa della padella del cacciatore o per la fortuna della beccaccia nel trovare un riparo che la celi quando si invola alla vista di chi l’apostrofa con una schioppettata.
    Lo so che molti mi criticheranno ma personalmente vieterei l’uso di quell’affare maledetto, che impedisce qualsiasi selezione consentendo di fare con profitto questa caccia anche al cacciatore mediocre o scadente e al bravo cacciatore di diventare infallibile.
    Io sono sempre del parere che la caccia deve mantenere quel minimo di competizione e che la beccaccia è un uccello troppo nobile per finire nella pentola di un postaiolo o di un disk-jockey del bosco.

    • giovanni b scrive:

      Verissimo tutto quello che dici caro Giulio, la modernità distrugge la bellezza della caccia, di qualsiasi caccia.
      Questa come tante altre sono le degenerazioni della caccia che ha portato il consumismo, aumentando a dismisura il divario di potenzialità tra cacciatore e preda, ed alla quale purtroppo la maggior parte dei cacciatori non sanno e non vogliono rinunciare. :cry:

      • Giulio Usai scrive:

        Caro Giovanni purtroppo le contraddizioni nella nostra categoria sono davvero tante e questa forse non è nemmeno la peggiore, anche se ne è di sicuro una dimostrazione palese.
        E’ chiaro che il Sig. Baccarelli sia un appassionato e sappia cogliere molti aspetti che rendono entusiasmante questa attività, ma la poesia che dovrebbe fare da contorno all’emozione di un’azione di caccia, a mio parere, ne risente in modo drammatico.
        Io faccio tutt’altra caccia, amo gli acquatici, e qui gli esempi di una poesia che è solo un ricordo lontano sono ancora più evidenti ed addirittura sono illegali: è ormai la normalità assistere all’uso sfacciato del richiamo elettronico da parte di molti che dicono di amare la caccia, ma che in realtà amano solo fare la “ciccia”. Un male che oltre tutto è ormai comune anche per tordi, allodole, quaglie, ecc.ecc… .
        Non me ne voglia l’autore dell’articolo se faccio riferimento ad un altro strumento che ha in comune col beeper solo il fatto di essere elettronico e che ripeto è un mezzo addirittura vietato, ma quella poesia a cui ci richiamiamo spesso per giustificare la nostra passione sta diventando davvero grottesca, perché va contro o peggio a volte calpesta la dignità dell’animale che si caccia e si priva di senso etico un’arte in cui non può e non deve mancare la competizione con il selvatico.
        Ma io ho il difetto di essere un romantico che crede ancora alla favola del cacciatore di cappuccetto rosso e a coloro i quali sostengono che la caccia può essere ancora un’ attività sostenibile che contribuisce alla gestione dell’ambiente.
        Un saluto.

    • Fabio Guidi scrive:

      Sono completamente d’accordo con te Giulio, vieterei il beeper come gli altri congegni elettronici ,
      parlando di etica e di rispetto verso tutti gli animali ma in particolare verso la beccaccia, sfondi una porta aperta.
      Mi sono soffermato solo sulla parte piu’ nobile del racconto senza approfondire troppo questa “sfumatura” e probabilmente ho sbagliato, se l’autore avesse usato il campano avrebbe
      dato al racconto una valenza maggiore.
      Grazie comunque a Baccarelli per le emozioni suscitate ed a te per il doveroso richiamo.
      Cordiali saluti

  5. renzo scrive:

    Bhe.. che dire. E’ un crescendo di emozioni che solo chi le ha vissute in un modo o nell’altro può capire fino i fondo. Persino l’aumentare dei giri del mezzo meccanico, il fuoristrada, se messi ad arte possono ricordare l’adrenalina di tutta un’azione venatoria. In questo racconto è stato descritto in maniera superba . Persino l’accordarsi delle stonate note del campano elettronico… rendono perfettamente l’idea. Elettronico o no
    Complimenti Diego

  6. Antonio Pinotti scrive:

    Caro Diego,

    ci conosciamo da molti anni, abbiamo collaborato ma certe volte è successo di “litigare”, sulle “cose” però, tenendo sempre distinte le persone. Anzi succedeva questo (oggi è una rarità), quando avevi ragione te la davo e tu facevi altrettanto. Poi con le tue trasmissioni “le nuove stagioni” hai concretamente legato la caccia all’agricoltura.

    Che dire del racconto ? Bellissimo.

  7. lucas scrive:

    Che orrore il “beeper”! Bei tempi quando nel sottobosco si sentivani i campanellini.

  8. pietro 2 scrive:

    Posso dissentire un attimo,senza attirarmi ” ire funeste”?Non nego che per molti,sarà giusto pensare che i “marchingegni” rovinino un tipo di caccia,ma così ragionando,dovremmo dare ragione a quanti potrebbero aver pensato:”va bene,ma usare cartucce non caricate con polvere nera,da’troppi vantaggi”;oppure:”è facile sparare con armi a retrocarica” o,ancora:”..e beh,certo,
    usare cartucce con polveri chimicamente fabbricate,invece che artigianalmente caricate,da’ poco scampo alla povera beccaccia,e troppi vantaggi al cacciatore”; e via dicendo,fino a tornare all’aucupio con le reti.Purtroppo,così come oggi abbiamo(percentualmente),cani migliori di ieri,il progresso lo troviamo anche nella cacccia e,non possiamo(da un punto di vista etico), se vogliamo non avere i vantaggi che quest’ultimo ci ha apportato, prendere dal progresso solo quello che ci fa’ comodo!

    • Giulio Usai scrive:

      Pietro per me hai ragione in parte, se si estremizza è chiaro che dovremmo tornare all’arco e alle frecce e abbandonare l’auto, ma questo oggettivamente non credo sia possibile.
      Il problema è che già disponendo di mezzi sempre migliori, si vuole anche annullare del tutto la competizione con l’animale ed è questo che non è giusto.
      In fin dei conti andiamo a caccia per vivere emozioni non perchè dobbiamo mangiare, almeno l’etica venatoria e la dignità dell’animale devono essere rispettati.
      Questo è solo il mio pensiero naturalmente.
      Un saluto.

      • pietro 2 scrive:

        E’ vero che.purtroppo,questo potrebbe essere un mio maledetto”viziaccio”(quello,cioè,di portare ad estreme conclusioni molti ragionamenti),ma il discorso,se approfondito,porterebbe troppo lontano.Io,volevo intendere l’animale avrà sempre delle chances(chiamiamole così),perchè,altrimenti,non solo verrebbe meno lo spirito della caccia,ma noi stessi,non praticheremmo più una attività che si dovrebbe chiamare in qualsiasi altro modo,tranne che con questo nome!

    • giovanni b scrive:

      Vedi Pietro, forse è propri quì il punto, tornare alle reti, darebbe al cacciatore la possibilità di praticare la caccia “NO KILL, con tutto quello che ne consegue a livello scentifico.
      Non bisogna dimenticarci che tolto il bisogno di alimentarsi non ci sono altre motivazioni se non la passione di catturare qualcosa che tenta di scappare da te, quanti cacciatori sarebbero in grado di sparare ad un uccello se questo gli si posa sulla spalla.

      • mauro andrea giuseppe scrive:

        Ah che bello un roccolo come quelli di tanti anni fa che ormai si vedono solo più nelle rappresentazioni grafiche e sulle tabelle dei parchi.
        Ti pendi solo gli animali che ti vuoi sbafare ed in più potresti portare figli o nipoti ed insegnare loro a riconoscerre le specie.
        Credo che solo a parlarne succederrebbe il finimondo, magari potrebbe anche essere un modo per iniziare a raccogliere un pò di dati sulla migratoria.
        Secondo voi l’idea del cacciatore inanellatore è una fesseria o potrebbe essere una buona base di partenza per fare degli studi seri sulla migratoria da contrapporre, anzi preferisco da confrontare con quelli della LIPU?

    • nero scrive:

      L’utilizzo del beeper ha aumentato gli avventori della caccia alla beccaccia,questo perchè cacciando solo col campano devi avere un cane veramente specialista collegato che caccia in modo perfetto,ora le macchie sono frequentate da chi ha cani velocissimi scollegati ecc.basta che fermino ed è facile seguire il bip,bip.

  9. SPRINGER scrive:

    Non e’ necessario ” tornare ” alle reti .
    La caccia ” no kill ” ( Flash Ball ) esiste gia’ e prende sempre piu’ piede ( Francia e Stati Uniti ) .
    :wink:

    • renzo scrive:

      Per favore mi spieghi cosa é e come si pratica ?

      • SPRINGER scrive:

        Scusa Renzo ma mi accorgo adesso della tua richiesta .
        Non ne so’ moltissimo . Quello che so e’ che si tratta di svolgere semplicemente tutta la normalissima azione di ricerca della preda solo che all’ involo o partenza del selvatico non gli si spara con i tradizionali pallini ma con palle di gomma che deformandosi non arrecano danni all’ animale in questione dando modo pero’ di capire se l’ animale e’ stato colpito o meno . E’ nato in Francia innanzitutto per la Beccaccia e si sta facendo strada anche per altre specie e in altre Nazioni .

        • Giulio Usai scrive:

          Confermo è come dice Springer, ho letto che il tiro deve essere molto ravvicinato altrimenti è poco “efficace” e che spesso non è facile stabilire se si è colpita la beccacia o no, anche se quando colpita pare faccia uno scarto innaturale.
          Io sono scettico, e anche con tutta la mia contrarietà al beeper al classico schioppo non so se sarei capace di rinunciare.

        • SPRINGER scrive:

          Per noi della nostra generazione e’ in effetti impensabile farlo , pero’ se qualcuno trova soddisfazione io sono contento lo faccia .
          In definitiva se al ” nonno ” dicevi che un giorno sarebbero andati a pescare e dopo essersi fatti il mazzo per catturare la specie ittica insidiata l’ avrebbero rilasciata con tutte le attenzioni del caso ( nel Carp Fishing addirittura usano disinfettare con appositi prodotti la ferita da amo prima del rilascio ) ti avrebbe preso per pazzo .
          Invece e’ adesso una pratica diffusissima e fra l’ altro uno dei motivi che spunta le armi agli animalisti nel richiedere la messa al bando della pesca sportiva .
          Quello che secondo me manca ancora e che potra’ davvero fare la differenza un domani se si riuscira’ davvero a realizzarlo , sara’ la possibilita’ di poter catturare materialmente la preda lasciandola pero’ viva . E non colpendola e basta come con il Flash Ball .
          Questo darebbe modo di andare a Caccia in maniera ” no kill ” per chi lo desiderera’ ( proprio come avviene oggi con la pesca ) godendo di tutto quello che e’ l’ azione di caccia , tiro compreso , entrando in contatto diretto con lei toccandola , osservandola da vicino , studiandola ( magari contrassegnandola ) per poi liberarla .
          Credo che a tutti sara’ capitato qualche volta e per i piu’ svariati motivi di provare il desiderio , una volta entratone in possesso , di ” ridar vita ” a quello appena catturato .
          Comunque la strada e’ stata tracciata e chi la perfezionera’ nel senso da me indicato , fra l’ altro , diventera’ sicuramente miliardario .
          Mannaggia …….. non riesco a farmi venire l’ idea giusta .

      • Ezio scrive:

        Renzo, è come mangiare una bistecca di gomma…

        La puoi riutilizzare…. 8O 8O :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Ezio scrive:

          Io ce l’ho sempre quel desiderio di cui parli…

          Però la setta a cui appartengo mi impedisce di farmi tutte ste masturbazioni mentali…

          Perciò caccio con il massimo impegno, se riesco sparo, se ho fortuna becco l’animale e poi me lo mangio…

          Magari con un bel gruppo di amici :D

        • SPRINGER scrive:

          Fai bene . Lo faccio anch’io pur non appartenendo alla tua setta .
          E questo fra l’ altro e’ un bene . Frequentare le sette sfracica cervello e’ infatti deleterio . Poi si comincia a vaneggiare di aver amici marziani , si soffre di fobie o manie di persecuzione , si vede animalisti dappertutto …….. :mrgreen:

  10. SPRINGER scrive:

    Volevo comunque lasciare anch’io un commento sul ” beeper ” .
    Non mi scandalizza piu’ di tanto e non credo sia da mettere al bando accusandolo di permettere piu’ catture . Sono talmente tante e troppe le varianti che comunque entrano in gioco che il saper dove in quel momento e’ il tuo cane percentualmente non incide per nulla sul numero di catture se il tuo cane non e’ corretto – se il selvatico non ti da tempo di arrivare – se disturbato dal suono non decide di andarsene prima – se tu comunque lo padelli .
    Non credo sia questo ( maggiori catture ) il motivo per cui ha raccolto tanto successo fra i cacciatori cinofili . Vorrei prenderla da un’ altra parte e porre l’ attenzione a quello che secondo me e’ il vero motivo del suo successo . La selezione dei cani da caccia odierni .
    Se e’ vero che le prestazioni atletiche e velocistiche sono molto migliorate rispetto al passato , e’ altrettanto vero che oggi tutte le razze , anche quelle che non dovrebbero non essendolo mai state , sono troppo veloci e troppo indipendenti . Tu sganci il cane e quello ti saluta sparendo nel bosco o all’ orizzonte lavorando ben al di la del ” campo di percezione uditiva ” del tradizionale campano . E con genealogie cosi’ spinte non c’e’ verso per un normale cacciatore riuscire a venirne a capo ridimensionando l’ ampiezza di cerca o il collegamento . Se a questo aggiungi che alla fine cadendo in ferma il campano non lo senti piu’ del tutto , questo ti fa capire come mai il Beeper lo abbia decisamente soppiantato . Percio’ direi piu’ la concausa di aver selezionato cani troppo indipendenti piu’ adatti alle gare o alle pianure polacche che alla caccia cacciata che ha indotto il cacciatore a utilizzare un metodo di localizzazione piu’ affidabile e sicuro rispetto al campano pena correre il rischio concreto di perdere l’ ausiliare .
    Chi ha il cane che lavora a distanze ” umane ” e non sul versante opposto del bosco o sul ” filo ” dell’ orizzonte , pur consapevole di qualche eccezzione , usa il campano e non il Beeper .

    • Giulio Usai scrive:

      Caro Springer,
      non sono del tutto d’accordo. Mettiamo via il discorso poetico che si va a fare bevnedire, ma capisco che non a tutti debba piacere la poesia e veniamo alla competizione con l’animale.
      Il fatto che il beeper consenta di usare cani “non umani” rende praticabile la caccia a questo selvatico anche da parte di chi una volta non poteva farlo (aumenta le catture), consente di identificare il cane anche a centinaia di metri di distanza, mentre con il campano se non stai attento a dove è il cane ogni secondo, quando va in ferma non sei in grado di localòizzarlo e perdi l’occasione (anche qui aumenta le catture), infine, il beeper continuando ad emettere il suono per tutta la durata della ferma consente al cacciatore di localizzare il cane con precisione millimetrica e di trovare la posizione migliore (a uno o più cacciatori, anche perchè ormai è sempre più frequente la caccia in gruppo) per il tiro, aumnetando le possibilità di abbattimento.
      In sostanza il beeper è micidiale e non solo per questo animale e del resto nessuno lo userebbe se non fosse questa la ragione.
      A parte sempre la poesia del campano!!!

      • SPRINGER scrive:

        Si Giulio , d’ accordissimo sulla poesia e su tutto il resto ma credimi che questo ” aggeggio ” con i cani del ” nonno ” non avrebbe avuto tutto questo successo perche’ non sarebbe stato necessario .
        In pochissimi avevano , contrariamente da adesso , il cane di ” allevamento ” avendo quasi tutti il figlio o la figlia del cane dell’ amico ” cosi’ bravo a Caccia ” . Adesso in tantissimi frequentano e si interessano di prove e vogliono la tal genealogia o il figlio del tal campione e le riviste , piene di annunci che pubblicizzano allevamenti che fanno del numero di Campioni di Lavoro il loro fiore all’ occhiello , gli mettono a disposizione indirizzi e tutto quello che gli serve per arrivarci . Tutti soggetti iper veloci – iper bramosi di selvaggina e per questo iper indipendenti di conseguenza iper difficili da addestrare e fuori dalla portata addestrativa della maggior parte dei comuni cacciatori . Soggetti che in mano a un professionista possono essere inquadrati , ma in mano al semplice cacciatore diventano ingestibili . Da qui la necessita’ dello stesso di tenerli sotto controllo ( uditivo ) con il Beeper . Per il resto con il ” collare elettrico ” . Altro aggeggio che deve a questo tipo di cani tutto il successo che ha avuto e che con quelli di ” prima ” non ne avrebbe avuto cosi’ tanto .
        Te lo posso dire con sufficiente sicurezza credimi bazzicando l’ ambiente cinofilo . La maggior parte di quelli che lo hanno , lo hanno per questo motivo e tranne quei pochi ( perche’ sono pochi ) che possono vantare cani corretti ( e soprattutto quando si parla di cani che ” allungano ” la correttezza e saper trattare con prudenza il selvatico da parte del cane dandoti modo di poter ” arrivare ” , diventano fondamentali ) tanti vantaggi dall’ aggeggio in questione non ne hanno . Piu’ delle volte sentono il cane fermo e poi sentono il cane che rompe la ferma o rincorre .
        E te lo dico da non utilizzatore di Beeper percio’ disinteressatamente .

        • Fabio Guidi scrive:

          scusa Springer ma sono d’accordo con Giulio, il beeper serve solo per aumentare le catture e viene usato anche perche’ lavori al posto tuo nella individuazione degli spostamenti e della ferma del cane .
          La caccia e’ una cosa seria, per andare a caccia si devono superare fior di esami ed e’ giusto cosi’, sarebbe altrettanto giusto che tutti tendessero ad una “formazione professionale” adeguata che permetta anche di saper influenzare le qualita’ del tuo cane, senza affidarti a marchingegni che sopperiscano a determinate mancanze.

          cordiali saluti

        • pietro 2 scrive:

          Intervengo non solo per dare ragione a Springer(infatti tra le conquiste del progresso,avevo messo anche la “bontà”dei cani),ma anche per precisare nuovamente che l’uso di diverse tecnologie non influisce se non minimamente sul risultao;è vero che il beeper facilita l’individuazione del cane,ma se poi:questo non regge,noi non siamo ottimi tiratori,lo raggiungiamo(perchè sono altre genealogie di cani e lavorano a distanza)dopo una affannata salita o corsa,
          o la beccaccia ormai si è scaltrita geneticamente(anche una volta le trote venivano pescate con il crine di cavallo,beh provate a prenderne una oggi così),a che cosa serve,rispetto a un tempo o al campano,il beeper?

        • Giulio Usai scrive:

          Io credo che se non si hanno i cani adatti per andare nel bosco si dovrebbe evitare di farlo. Cani da grande cerca nel bosco implicano necessariamente il fatto che si batta molto più terreno che con cani da “campano” e quindi anche in questo caso la possibilità di incontro con la “povera” beccaccia è molto superiore e quindi anche di mollargli una fucilata.
          Comunque con chiunque faccia questa caccia si parli la risposta che ottieni è sempre la stessa, “oggi :roll: senza beeper le beccacce quando le ammazzi?”.

  11. renzo scrive:

    Bellissima serie di elucubrazioni ( folli ) sull’uso del campano elettronico, del bubbolo meccanico, di quello del nonno, dei cani da corsa, dei campioni e delle schiappe che però ti fanno andare a caccia… e chi più ne ha più ne metta.
    Ma ,è un racconto ! E come racconto è stato scritto molto bene, regala emozioni, che poi l’autore abbia avuto il campano elettronico ( che io aborro ) legato attorno al collo del cane …che c’entra ?
    Allora cos’è, fuori discorso anche il rumore del motore diesel dell’auto ?
    Andiamo, si dovrebbe commentare un racconto che vi ha regalato qualcosa…. non campano si o campano no , beccacce furbe o sceme, cani gattopardo, o cani bolsi come i ciuchi ……
    Notare che non conosco l’autore ma rinnovo i miei complimenti

    Renzo

  12. SPRINGER scrive:

    Sarebbe giusto e auspicabile , ma non e’ cosi’ .
    Pero’ come faccio a farvi capire che non sono ” pro Beeper ” e che quello che scrivo non e’ per difenderlo ma solo per dare la giusta e equilibrata chiave di lettura di un fenomeno che scatena tante discussioni fra ” fans ” e ” oppositori ” ?
    Quello che dici e’ tutto estremamente condivisibile , ma entra un pochino di piu’ nel merito della questione senza fermarti alle prime considerazioni . Mi dici quanti hanno un cane che in assenza del padrone tiene e a lungo un comportamento corretto di ferma non forzando la selvaggina ?? Quanti sono i cacciatori che sono capaci di addestrare cani cosi’ indipendenti e avidi ?? Quanti sono i cani ( ” inglesi ” soprattutto ma ormai anche i ” continentali ” allungano troppo ) che hanno in dote una distanza di cerca non esasperata in modo tale che il Beeper diventi una cosa superflua ??
    Sono pochi e per i motivi che abbiamo detto prima perche’ ormai vengono selezionati tutti cosi’ .
    Io vado a caccia con gli Springer e mi girano a non piu’ di 20 30 metri e del Beeper non so che farmene . E anche del campano se non in eccezzionalissimi casi . Se dovessi farmi influenzare anch’io dalla pubblicita’ e comprassi un cane da ferma figlio o parente del tal Campione o proveniente dal tal Allevamento che sforna Campioni di Lavoro a getto continuo come un fornaio fa con il pane fresco durante la notte , pur non essendone a favore , pur non interessandomi far piu’ carniere , pur sapendo di essere mal visto dai ” puristi ” e di rompere abbondantemente le palle con quel suono ( a proposito , adesso lo fanno che tintinna come un vero campano ) , 90 su 100 per non passare ore a cercare il cane oppure , peggio ancora perderlo , sarei costretto a utilizzarlo anch’io . E cosi’ e’ PRINCIPALMENTE per questo motivo che tanti , non dico tutti , fanno .
    Puo’ esserci infatti anche l’ eccezzione , non dico di no , ma se hai un cane che ti gira a distanza di campano e gli metti il Beeper o sei un cretino oppure ti piace andar per boschi a passeggio chiacchierando del piu’ e del meno con l’ amico pensando ai fatti tuoi facendo un casino dell’ accidenti aspettando solo di sentir suonare il Beeper per andare a servire il cane . Ma non credo che uno cosi’ riuscirebbe a prendere tanta selvaggina .
    Poi , ed e’ la percentuale piu’ piccola , ci sono quelli che hanno un cane che allunga portandosi fuori portata uditiva di campano ma che vuoi per bravura del cacciatore che lo ha saputo ben addestrare , vuoi invece per doti insite nel soggetto stesso , aggancia la Beccaccia e la tiene inchiodata li finche’ non arrivi . A quel punto bisogna vedere se comunque la Beccaccia e’ disposta a rimanere li con un cane piantato davanti che suona piu’ di un ” juke box ” e nel caso dovesse farlo comunque rimarrebbe identico il discorso di ” prenderla” perche’ con campano o Beeper che sia , questo non e’ mai scontato e visto l’ ambiente anche alquanto difficile .
    Io a questa stregua e in astratto piu’ che chiedere l’ abolizione del Beeper ad esempio e facendone una questione di etica guarderei piu’ a chi va a caccia in due o tre con altrettanti , se non piu’ cani al seguito , ( magari senza Beeper e con campano ) con l’ intento , cosi’ dichiarato , di aumentare in maniera esponenziale le probabilita’ di cattura battendo piu’ terreno e circondando la macchia o la zona dove staziona la Beccaccia coprendogli qualsiasi via di fuga . Quello si che concorre ad ammazzare di piu’ .
    Molto ma molto di piu’ del cacciatore solitario con il suo solitario cane con al collo il suo chiassoso e poco tradizionale Beeper .

    • SPRINGER scrive:

      Sono ovviamente d’ accordo con Pietro 2 e questo commento e’ per Fabio Guidi .

      • Fabio Guidi scrive:

        concordo in parte con quello che dici Springer, ma resto dell’idea che un buon cane da beccacce sia in grado di mantenere una ferma stabile che permetta al buon cacciatore di beccacce di servirlo adeguatamente, naturalmente senza l’ausilio del beeper.
        Ho la fortuna di fare questa caccia da molti anni con una persona che “ci capisce” e che e’ sempre riuscito a tira su dei cani all’altezza di quanto ho detto prima, non facciamo mai gare, ed il cane, essendo un setter, si allarga il giusto,
        ma il beeper lo abbiamo sempre rifiutato a priori.
        Meno incontri, sicuramente, ma vuoi mettere ?

        • Giulio Usai scrive:

          Fabio, siete rimasti in pochissimi e per quanto mi riguarda mi levo tanto di cappello.

    • Giulio Usai scrive:

      Anche se sono sicuro che non lo fai per difendere il beeper, stavolta non mi hai convinto…
      Per me che il bosco lo frequento pochissimo, facendo un’altro tipo di caccia, quando mi capita di andarci trovo un cicaleccio generale di suoni che ti trapassano le orecchie. Il cane va per conto suo e il padrone dei cani e spessissimo relativi compagni di caccia che passeggiano comodamente su stradelli pulti o a bordo macchia aspettano di sentire il cane in ferma col suo infernale marchingegno; a quel punto basta fare un po di strada percorsa nel fitto, una o più schiopppettate e la beccaccia è nella cacciatora (Certo qualche volta capita che la beccaccia frulli prima, o anche la padella, ma è tutto sommato raro e solo a fine stagione). Vallo a fare con il campano questo giochetto? esci dalla macchia con la giacca a brandelli e i graffi pure dentro le mutande. L’occasione fa l’uomo ladro e quella del beeper è un’ottima occasione, purtroppo.

      • Fabio Guidi scrive:

        Grazie Giulio per la comprensione di quanto asserivo e per quanto scritto in quest’ultimo post che quoto in pieno.
        Sul fatto di essere rimasti in pochi, purtroppo lo so ma…..la speranza che la gente capisca e’ sempre l’ultima a morire.

        un saluto

  13. Ezio scrive:

    Amici cacciatori, non vi incaponite troppo sul beeper…Tanto alla fine la differenza la fa sempre il manico e l’imponderabile fattore “C”…

    Altrimenti bisognerà iniziare a discutere sui fucili e le munizioni moderne, sui fuoristrada, sulle strade asfaltate fino a 2500 metri, ecc ecc :roll:

    E ve lo dice “uno” che mette il campano ai suoi cani (solo per la bekka, per il “resto” nulla….) e come schioppo una doppietta cal 20.

    Un abbraccio.
    Ezio.

  14. Ezio scrive:

    La doppiettina ovviamente la uso io non i cani…. :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

  15. CARO GIULIO,
    IO NON SO A QUALE CLASSE DI FERRO TU APPARTIENI, CREDO COMUNQUE CHE, DA COME TI ESPRIMI, LA TUA DATA DI NASCITA NON DOVREBBE ESSERE MOLTO LONTANA DALLA MIA.
    IO, CARO GIULIO, HO SUPERATO DA POCO, PER LA TERZA, QUARTA VOLTA..BOOOH!!! QUELLA DEGLI…. “ANTA” E, NONOSTANTE TUTTO, ANCORA RIESCO A “CORRERE”, DIETRO AI MIEI SETTERS, DALL’ALBA AL TRAMONTO ( JAGO, PURTROPPO , NON C’E’ PIU’, SE NE E’ ANDATO CIRCA UN ANNO E MEZZO FA E CON LUI SE NE E’ ANDATA ANCHE UNA PARTE IMPORTANTE …MA CHE DICO… LA PARTE PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA LUNGA VICENDA VENATORIA. UNA STORIA BREVE E BELLISSIMA QUELLA DI JAGO, BREVE COME E’ LA VITA MALEDETTAMENTE EFFIMERA DI UN CANE E, COME TUTTE LE COSE BELLE DI QUESTO MONDO E’ VOLATA VIA TROPPO IN FRETTA), I SETTERS, COME TI DICEVO, CON I QUALI ORA VADO AD INSIDIARE LA “REGINA”, SONO JIMMY E DEVIL, RISPETTIVAMENTE FIGLIO E NEPOTE DI JAGO E, NONOSTANTE IL “FAMIGERATO” BEEPER, I RISULTATI FINORA OTTENUTI CON LORO SONO SCARSISSIMI, POICHE’, SULLA BECCACCIA, TUTTI E DUE NON VALGONO UN PELO DEL LORO STRAORDINARIO PROGENITORE( A FAGIANI SONO TUTT’ALTRA COSA!).
    BENE! CHE C’ENTRA TUTTO QUESTO CON LE OSSERVAZIONI DA TE ESPRESSE SUL RACCONTO(NON ARTICOLO) DI CACCIA “UN POMERIGGIO DI NOVEMBRE”?: CENTRA, CENTRA… E ADESSO, SE AVRAI LA BONTA’ DI LEGGERMI(SEI TROPPO SIGNORE PER NON FARLO), TI SPIEGHERO’ IL PERCHE’.
    ATTESO CHE IL RACCONTO E’ AUTENTICO E NON FRUTTO DELLA FANTASIA DELL’AUTORE, NE CONSEGUE CHE MAI E POI MAI AVREI POTUTO RACCONTARE COSA DIVERSA DAI FATTI COSI’ COME SI SONO SVOLTI E COSI’ COME SONO STATI DA ME INTENSAMENTE VISSUTI E, CONSENTIMI DI DIRE, SICURAMENTE VISSUTI, ATTIMO DOPO ATTIMO, ANCHE DAL MIO INDIMENTICABILE CAMPIONE.
    LA STORIA DEL BEEPER, COSI’ COME E’ STATA DA ME RACCONTATA, NEL BENE E NEL MALE, PUO’ ESSERE LA STORIA DI OGNUNO DI NOI E NON POTEVA ASSOLUTAMENTE ESSERE CENSURATA, NON FOSS’ALTRO PER L’EMOZIONE CHE E’ RIUSCITA A FARMI PROVARE IN QUEL “POMERIGGIO DI NOVEMBRE” E NON SOLO!!
    VEDI, GIULIO, IO HO INZIATO A FARE LA CORTE ALLA “REGINA”, RESPIRANDO I PROFUMI E ACCAREZZANDO I COLORI DEL BOSCO, CIRCA CINQUANTA ANNI FA, CON “BORA DELLE VALLATE”, LA MIA PRIMA SETTERINA BIANCONERA CHE MI HA INSEGNATO L’ARTE PER CONQUISTARE LA MISTERIOSA CREATURA.
    UNA CORTE ASSIDUA, INSTANCABILE, UNA “PIACEVOLE SOFFERENZA” CHE VENIVA ALLIETATA DALLE DELIZIOSE NOTE DEL “CAMPANO” E DAL SILENZIO IMPRESSIONANTE DEL BOSCO CHE, SUBITO DOPO, SEGUIVA L’AFFANNOSA RICERCA DEL CANE IN FERMA. CANE IN FERMA CHE, MOLTO SPESSO, RIUSCIVI A RITROVARE, ASCOLTANDO, CON UN PO’ DI FORTUNA, IL LEGGERISSIMO “TINTINNIO” DEL BUBBOLO, ALIMENTATO DAL RESPIRO AFFANNOSO DEL TUO CANE INCHIODATO SULLA FERMA NEL FOLTO DELLA MACCHIA.
    EBBENE, CARO GIULIO, SU QUESTO VERSANTE SFONDI UNA PORTA APERTA, PERCHE’ ANCHE IO E FORSE ANCORA PRIMA DI TE, HO AVUTO LA FORTUNA E IL PIACERE DI PROVARE QUESTA GRANDE EMOZIONE. OGGI, PERO’, NON MI E’ PIU’ POSSIBILE ASSAPORARE QUESTE STUPENDE SENSAZIONI, POICHE’ LA PERDITA DI ALCUNE FREQUENZE UDITIVE,MI IMPEDISCONO DI SENTIRE IL”CAMPANO” A OLTRE DIECI METRI DI DISTANZA. PER CUI, DELLE DUE, O, SE VOGLIAMO, DELLE TRE L’UNA:
    1°- CACCIO CON UN CANE CHE NON SI ALLONTANA PIU’ DI DIECI METRI DA ME E, IN QUESTO CASO,
    QUALCUNO MI DOVREBBE SPIEGARE A COSA SERVE IL CAMPANO;
    2°- RICORRO ALL’USO DEL FAMIGERATO MARCHINGEGNO ELETTRONICO;
    3°- DECIDO DI APPENDERE IL FUCILE AL CLASSICO CHIODO.
    IO, CARO GIULIO, NON POTENDO FARE ALTRIMENTI, HO DECISO, DA TEMPO, DI OPTARE PER LA SECONDA IPOTESI E, STANDO AGLI ONESTI RISULTATI FINORA CONSEGUITI CON I MIEI IRRINUNCIABILI E INSEPARABILI SETTERS, RITENGO SOSTANZIALMENTE INFONDATE LE CRITICHE RIVOLTE A QUESTO MODERNO STRUMENTO DI RICERCA DEL CANE. E LO DICO CON SUFFICIENTE COGNIZIONE DI CAUSA , AVENDO LA POSSIBILITA’ DI BASARE IL MIO GIUDIZIO SU OLTRE CINQUANT’ANNI DI ESPERIENZA VISSUTA ALLA CORTE DELLA REGINA. UN ESEMPIO? LE BECCACCE DI DICEMBRE E DI GENNAIO – LE COSIDDETTE “IMPAESATE” SANNO RICONOSCERE IL BEEPER A 200 METRI DI DISTANZA, LASCIANDO QUASI SEMPRE IL CANE CON UN PALMO DI NASO, IN FERMA “SULLA CALDA”. O, NOOO!!!
    ALTRA COSA, CARO GIULIO, IL RIFERIMENTO ALL’ETICA E ALLA SACRALITA’ DEL BOSCO, SULLE QUALI CONCORDO PIENAMENTE, MA CHE, PER LE RAGIONI ESPOSTE, NON MI FANNO CAMBIARE IDEA SULL’UTILIZZO PERSONALE DEL BEEPER.
    CONCLUDO DICENDO CHE, AL DI LA DELLE TUE SINCERE, RISPETTABILISSIME CONSIDERAZIONI, LA COSA CHE PIU’ MI ADDOLORA E ‘ QUELLA CON CUI HAI VOLUTO , FORSE INVOLONTARIAMENTE, DIPINGERE L’AUTORE DI “UN POMERIGGIO DI NOVEMBRE”, COME IL KILLER SPETATO, CHE USA MEZZI ADDIRITTURA PIU’ MICIDIALI DELLO STESSO FUCILE, NELLA CACCIA ALLA NOBILE CREATURA E QUESTO, FRANCAMENTE, CONOSCENDOMI, NON ME LO SAREI MAI ASPETTATO.
    GRAZIE COMUNQUE E SENZA RANCORE. DIEGO.
    P.S.: SONO BEN ALTRE LE CAUSE, CARO GIULIO, CHE METTONO SERIAMENTE A RISCHIO LA SPECIE BECCACCIA E TU SAI BENISSIMO QUALI SONO E SULLE QUALI CI POTREMO, ANZI, CI DOVREMO TORNARE AD INSISTERE.
    UN GRAZIE E UN PENSIERO AFFETTUOSO A TUTTI COLORO CHE HANNO VOLUTO EPRIMERE APPREZZAMENTI SUL MIO RACCONTO

    • Giulio Usai scrive:

      Caro Diego, permettimi di dire che se ho affrontato l’argomento in questo modo brutale è perché a volte per fare parlare di certe cose si è costretti alla provocazione.
      Premetto che ero sicuro che chi riesce a trovare le parole per tradurre le emozioni che derivano da questa meravigliosa passione, non poteva che essere un galant’Uomo e questa ne è la conferma.
      È vero anche che io non sono un ragazzino ma sono un ragazzotto che ha compiuto 34 anni di licenza, che ho conseguito dall’età di 16 e non ti nascondo che anche io quel cavolo di campano non riesco a sentirlo se non con i cani di Springer che viaggiano sotto i tacchi.
      Non era mia intenzione darTi del killer spietato, anche perché non mi sarei permesso di farlo con chi non conosco, ma ho solo voluto mettere l’accento su un aspetto di questa caccia che, con l’avvento del beeper, ha determinato uno stravolgimento di questa forma di caccia.
      Il beeper aiuta, e aiuta moltissimo, contribuendo a superare il problema dell’udito, quello del cane che caccia a 200 metri nel bosco, quello di localizzarlo quando è in ferma, quello di consentire una minore fatica non essendo costretti a rincorrere i cani per stare dietro al campano flebile e spesso difficile da localizzare, quello di facilitare il punto esatto in cui è in ferma il cane. E scusami ma non è poco.
      Io credo che come in tutte le cose la verità stia nel mezzo. Il beeper usato da chi è corretto, ha senso di responsabilità e rispetto per l’animale fa più danni del campano ma è accettabile. Se invece è in mano a certi soggetti più simili ai mercenari, che viaggiano in squadra, scendono dal fuoristrada fanno uscire il/i cane/i, si limitano a battere quei due o tre punti che devono e poi risalgono in macchina si spostano e ricominciano la tiritera e così via per tutta la mattinata/giornata, allora credo che le cose siano del tutto diverse e il beeper diventa uno “marchingegno micidiale”, consentendo di industrializzare un’attività.
      A proposito, spesso quei mercenari, sono gli stessi soggetti che la mattina appena arrivano fanno uno spollo ai “tordi” per iniziare bene la giornata. Ma questa fa parte dell’altra storia a cui fai riferimento e alla cui discussione sono contento di tornare.
      A questo punto vorrei dire che a Diego il beeper lo lascerei usare senza nessun timore di abusi, ma a quei soggetti che hanno le orecchie migliori delle nostre e un palmo di pelo sullo stomaco il beeper glielo legherei acceso al collo la sera quando vanno a dormire.
      Un carissimo saluto anche a Te e non me ne volere per questa mia testardaggine, dovuta al disgusto che provo a volte nel vedere certi colleghi tanto distanti dalla Caccia.
      Fortunatamente ce ne sono alcuni anche come Te.

      • renzo scrive:

        Uaoooooooo, bellissima risposta ! Mi è piaciuto specialmente l’accostamento ai mercenari industrializzati.
        Io caccio con un breton che conosce da pochissimo la bekka, ma mi affido solo alla sua fortuna/bravura,, e anche io passati i 50 il bubbolo classico…. boh ?
        Chi mi conosce può confermarlo

        • Giulio Usai scrive:

          Caro Renzo, io credo che una beccaccia incarnierata come fai tu ne valga 100 di quelle incarnierate “abusando” del beeper. Con la bekka la sfida deve essere aperta e, anche se siamo lontani dal 50 e 50 almeno qualche probabilità di filarsela la deve avere anche lei, che oltre tutto è Regina.
          Un saluto.

  16. Caro Giulio, scusami se solo ora posso dare riscontro alla tua puntuale, garbata replica.
    Una nutrita serie di impegni televisivi legati al mondo della pesca, della caccia e della cinofilia mi hanno impedito di farlo, costringendomi momentaneamente ad allontanarmi dalla tastiera e a girare con telecamera e operatore per la mia bella Umbria, in cerca di emozioni da vivere e poi da trasmettere, attraverso i teleschermi de “Le Nuove Stagioni”, ai miei amici telespettatori.
    L’altro Ieri ho trascorso una intera giornata ai laghi di Faldo, uno degli impianti di pesca sportiva più belli e suggestivi del nostro Paese, già prescelto come sede dei prossimi campionati mondiali del 2011. La trasmissione che ho realizzato con gli amici della Fipsas umbra, andrà in onda sabato prossimo 27 marzo alle ore 21 e la domenica alle 13,15 su Umbria TV e a diffusione nazionale,in chiaro, su Umbria Channel, canale 943 della piattaforma SKY. Ieri ho trascorso l’intera giornata con gli amici dello Springer Spaniel Club d’Italia e non ti dico la fatica a correre, con la telecamera in mano, dietro a quei simpaticissimi diavoletti scatenati di Springer spaniel. Fatica che però è stata ampiamente ripagata dal loro fantastico lavoro e dai tantissimi incontri che sono riuscito a…centrare con il mirino della telecamera per la gioia dei tantissimi appassionati della caccia al fagiano(autentico) e alla mitica orecchiona.
    Il resoconto televisivo di questa splendida giornata andrà in onda, negli stessi orari, sabato 1° e domenica 2 maggio. Se vorrai sintonizzarti sul 943 di Sky, Caro Giulio, avrai la possibilità di conoscere quel nonno terribile che, per necessità uditive, ma anche e, soprattutto, per la sua “verde” età, è costretto ad usare “quell’affare maledetto” per rintracciare il suo SETTER in ferma.
    Giulio, come vedi ho parlato di Setter con la S maiuscola, quello,cioè, che spazia e allunga nel bosco come deve fare un setter. Un setter che riesce a farti vivere emozioni come quelle che io ho cercato, in qualche modo, di descrivere nel mio racconto.
    Nel bosco ci si va con il “proprio” cane e solo con quello.
    Io, Caro Giulio, ho posseduto quattro Springer,.Non li ho mai portati a beccacce! E non credo Ti debba spiegare il perchè. Il perché, se vuoi, è tutto in quel “Pomeriggio di Novembre”.
    Ho notato, con grande piacere che, nel leggere la mia replica, hai perfettamente compreso il motivo o, se vogliamo, i motivi per i quali ho dovuto rinunciare all’emozione forte del campano tradizionale e te ne sono grato. Ma ti sono sinceramente e profondamente grato anche per le generosissime espressioni che hai voluto usare nei miei confronti ed anche, ma si..Caro Giulio, anche per….la licenza, che, con altrettanta generosità, hai voluto concedermi per l’uso condizionato del “marchingegno” elettronico. Grazie anche per tutte le precisazioni che hai riportato nella tua puntuale, bellissima replica. Precisazioni e osservazioni che condivido pienamente.
    Presto invierò al cacciatore.com un racconto dedicato alla memoria di mio cognato appassionato cacciatore scomparso qualche anno fa. Spero ti possa piacere. Anzi sono sicuro ti piacerà perchè, quando l’ho scritto, il mio “Mino” non cacciava con il beeper ma con il bubbolo.
    Saluti cari. Diego.

  17. Ezio scrive:

    Baccarelli “fa” televisione, Bruno Modugno pure, poi c’è Cretti ed altri…

    Il presentatore di Linea Verde alla trasmissione Porta a Porta si è dimostrato attento al nostro mondo…

    Persino Bruno Vespa, tenendo in mano costantemente un fucile da caccia, e per il suo comportamento “generale”, ha dato la dimostrazione che una certa simpatia per “noi” ce l’ha…

    POSSIBILE CHE NON SI RIESCA AD OTTENERE 10 MINUTI A SETTIMANA…AL MESE!!!!!….SU LINEA VERDE????!!!!!! 8O 8O

  18. Giulio Usai scrive:

    Caro Diego, mi fa piacere leggerti e ancora di più mi fa piacere che ci siamo chiariti vicendevolmente, anche perchè di cacciatori gentil’Uomini purtroppo, e lo dico davvero con un grande dispiacere, ce ne sono sempre meno.
    Mi ha fatto piacere conoscerne uno come Te.
    Cercherò di vedere i tuoi programmi, anche se io vivendo a Roma il fine settimana me ne vado nel mio “rifugio” in montagna nella bassa Sabina, dove riesco a immergermi appieno nella Natura (in nquesto caso del nostro Appennino), che amo come la Caccia.
    Un caro saluto. Giulio

  19. X EZIO, FABIO GUIDI, RENZO, ANTONIO PINOTTI, ANCORA RENZO E….TUTTI GLI ALTRI….
    UN GRAZIE MEGAGALATTICO PER GLI IMMERITATI APPREZZAMENTI CHE, IN QUALCHE MODO, CERCHERO’ DI NON DILAPIDARE CON I PROSSIMI RACCONTI (CON E SENZA BEEPER, COSI’ COME LI HO REALMENTE VISSUTI) ED ANCHE…. PERCHE’ NO? CON LA SPERANZA DI POTER CONTINUARE A FARE, CON “LE NUOVE STAGIONI”, UNA “BUONA TELEVISIONE” SULLA CACCIA, A DISPETTO, SOPRATTUTTO, DI CHI CI VUOLE MALE!!
    A PRESTO E UN CARO SALUTO A TUTTI. DIEGO.

  20. henri (radere igor) scrive:

    Questa mattina mi sono recato con Argo al campo addestramento cani della mia zona. Arrivo alle 7,00 ancora non c’è nessuno, sciolgo ugualmente tanto per fargli fare due corse. Corre il piccolo, batte tutto il terreno, trova una roggia con argini naturali, ad un tuffo non si rinuncia mai.
    7,30 arrivano i responsabili del campo, quattro chiacchiere un caffè, il lancio di una quaglia, l’involo, il richiamo, il guinzaglio e il ritorno alla baracca. Altro cacciatore con il suo cagnolino di nove mesi, venuto per far fare esperianza al cucciolo. Lancio delle quaglie, ecc.ecc. Decido di prendere due quaglie e,sfidando la legge liberarle in terreno libero, magari vicino a qualche roveto per far si che Argo non perda il vizio di rovistarli. lancio, seguita, involo, ribattuta, richiamo, guinzaglio. Decido che la legge l’abbiamo violata abbastanza. Si sono fatte le 9,30. Decido a ritornare a casa mi dirigo verso la macchina. Arrivo, apro il bagagliaio per far salire il cucciolo. Lui mi guarda con quegli occhioni che sembrano dire: solo 5 minuti, 5 minuti e poi andiamo. non so se erano i suoi occhi o la mia passione a parlare, fatto stà che lo risciolgo. Parte di corsa, rovista il roveto più vicino, lo chiamo per fargli perlustrare un pezzo di bosco. Arriva al galoppo, mi supera come una furia, passa, entra in emanazione. In un’attimo lo vedo passare dalla corsa all’arresto, si ferma gira la testa verso sinistra dove c’è un piccolo sporco a due metri. Un’attimo, il volo,lo stupore ,la meraviglia di quel volo, il volo di una regina.Emozione grandissima. Il cucciolo ha fatto il suo primo incontro con sua maestà. il richiamo, il guinzaglio, una carezza di ringraziamento lo sguardo che dice: ora possiamo andare.
    Questo mi è successo stamattina, volevo condividerlo con voi.
    Salutiamo.

    • fiore scrive:

      per era un’altra quglia truccata!!!!! se lo legge Giacomo ti da di bracconiere!!! si scherza, naturalmente mi associo a Giusti sono sempre belle emozioni…. (le bestie c’hanno sempre ragione!!!)

      • Giacomo scrive:

        Fiorello oggi solo saraghi e salpe una ventina ! Un sarago da 400 grammi, si voleva prendere per forza la canna ! La mia otto metri fissa ha messo il cimino in acqua e non c’è stato niente da fare………. dopo 10 minuti stava nel retino… :P

    • Giacomo scrive:

      Lei è il sig. Henri ? Prego favorisca i documenti ! Bracconaggio aggravato !!! Confisca del cane e un anno di sospensione licenza……. il cane non glielo do più. Arrivederci e grazie. :mrgreen: :P

  21. Giusti Giacomo scrive:

    Sempre bellissimo sapere certe cose e condividerle caro Igor.
    Ho letto volentieri.

    • Giacomo scrive:

      Sig. Giusti per lei è favoreggiamento e condivisione al bracconaggio. Confisca del marchingegno
      + tastiera per sempre, me li tengo di riserva……… :mrgreen: :P

  22. Giusti Giacomo scrive:

    Giacomo
    Porco mondo!!!!!
    Icche`tu ti sei messo a fare la gv lipu?
    Mi sono accorto ma………….Queste cose sono belline no?

  23. fedeli massimo scrive:

    Che facessero il referendum sti pagliacci, intanto fino a ieri sera solo il 47% aveva votato, pensate in caso di referendum non si arriverebbe al 25% . :lol: :P

  24. falco scrive:

    Leggendo questo racconto ho rivissuto la penultima regina che ho abbattuto col mio ausialiare e che poi è deceduto il giorno di befana e mi è scesa una lacrima.
    Bravo questa è la realtà.

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