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Bozza manifesto in difesa della cultura rurale

| 26 febbraio 2010 | 71 Comments

Carissimi, com’è nostra abitudine, riteniamo che il popolo del web e tutte le categorie economiche e sociali interessate, possano sapere in anticipo quali sono i progetti ai cui stiamo lavorando, chiedendo loro di fornire suggerimenti e valutazioni sulle bozze dei nostri documenti in modo da poterli arricchire e completare prima che diventino documenti ufficiali.
Ecco la bozza del Manifesto per la difesa e la promozione della cultura rurale che è stata sottoposta a tutte le categorie economiche e sociali che aderiscono al Coordinamento nazionale e che, una volta approvato nella versione definitiva, verrà sottoposto alla sottoscrizione di tutte le realtà istituzionali, politiche, economiche, sociali, culturali, del nostro Paese.

Accetteremo di buon grado i Vostri graditi suggerimenti.
Grazie per il contributo di idee che vorrete fornire per arricchire e completare questo Manifesto.

Cordiali saluti

on. Sergio Berlato

Vicenza, lì 26 febbraio 2010


BOZZA DI MANIFESTO PER LA DIFESA E LA PROMOZIONE DELLA CULTURA RURALE

Considerata la società come l’insieme di tutti gli individui che la compongono e la cultura come l’insieme del sapere, dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali, dei diritti e delle abitudini di questi individui in quanto membri di detta società, il presente Manifesto riconosce nella Cultura Rurale una identità fondamentale e particolare e ne valorizza tutti i suoi aspetti.

La Cultura Rurale è frutto delle tradizioni legate al territorio, degli insegnamenti della natura, dei valori fondamentali della vita in generale, dei profondi legami che esistono tra l’uomo e l’ambiente e del processo storico che ha definito l’uomo come parte ed assieme, custode del Creato. Tale Cultura che rappresenta la totalità dell’ambiente sociale delle campagne e di tutte le realtà che in esso affondano le proprie radici, unisce tra loro le persone tramite i principi già enunciati nella Costituzione Italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Essi considerano il riconoscimento della dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, come il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; pretendono che nessun individuo possa essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione; vogliono garantito, oltre al diritto al lavoro, anche quello alla libera scelta dell’impiego o dello svago; vogliono che nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno debba essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e della libertà degli altri uomini.

È in base a tali principi che il Coordinamento per la Difesa e la Promozione della Cultura Rurale, attraverso tutti gli individui che in tale Cultura si riconoscono, avendo essi un rapporto diretto con la natura o esercitando le attività umane che da sempre accompagnano l’uomo e valorizzano la natura stessa, oltre che la persona,
SOSTIENE

  • il riconoscimento del valore sociale della Cultura Rurale e di tutte le attività umane tradizionali che in essa si riconoscono, da ottenersi anche tramite la concertazione tra Istituzioni e chi esercita tali attività, in tutte le fasi di elaborazione, costruzione ed emanazione dei provvedimenti che le riguardano;
  • la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, coinvolgendo attivamente tutti i soggetti interessati, secondo il concetto ecologico che vede l’uomo e le sue attività legate alla natura, all’agricoltura e agli animali, in un’ottica di sviluppo sostenibile, al centro del sistema ambiente, piuttosto che una natura ad uso consumistico;
  • la salvaguardia degli animali, non secondo ideologie fuorvianti che vorrebbero umanizzare l’animale, ma su basi scientifiche secondo il principio naturale che persegue la conservazione, non del singolo, ma delle specie, in un’ottica più ampia di tutela della biodiversità;
  • il rispetto del diritto di tutti i cittadini, ad una corretta informazione, anche garantendo a tutti il contraddittorio sui media, in eguale spazio e visibilità.

CONDANNA

  • in modo incondizionato qualsiasi atto o attività, anche solo propagandistica, ad opera di qualsiasi tipo di organizzazione, ente, gruppo o lobby, che esprima sentimenti contrari ai principi ed ai valori sopra enunciati di cui la Cultura Rurale è portatrice o che miri alla limitazione o alla prevaricazione dei diritti e delle libertà dell’uomo.

Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale

Category: .In Evidenza, Generale

Comments (71)

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  1. renzo scrive:

    Mi domando solo una cosa : PERCHE SOLO ADESSO E NON TRENTA NNI FA ?

    • duckhunter scrive:

      Chi è Sergio Berlato?
      Nato a Marano Vicentino (VI) il 27 luglio del 1959 .

      Perche’ Berlato 30 anni fa , aveva 21 anni …….

      Ciao

  2. massimo zaratin scrive:

    :D :D :mrgreen:

  3. max scrive:

    AVANTI TUTTA!!!

  4. giancarlo d'aniello scrive:

    questa è la vera partecipazione democratica!

  5. robin scrive:

    sembra scritto da della seta, realacci e dalla cenni …il classico esempio di documento generalista nel quale tutti si possono ritrovare. Bravo, ottimo lavoro
    ps sulla caccia scriviamo la prossima volta, evidentemente

    • max scrive:

      leggi bene robin! si parla di caccia! solo “non si usa la parola caccia”!…. Se è per quello non si usa nemmeno la parola “allevamento”…. Si parla “della Cultura Rurale e di TUTTE le attività umane tradizionali che in essa si riconoscono”, non ti basta?

    • Giacomo scrive:

      La caccia è compresa nella ruralità come tradizione, sei ignorante in materia di ruralità !! Cerca di studiare. :wink:

    • Giusti Giacomo scrive:

      Ma non e`una manifestazione di cacciatori?
      Quindi e`logico che ci sia anche la caccia nel mezzo no?

      • lorenzo scrive:

        mi sa che da buon politico che è Sergio il tutto gira attorno alla cultura rurale la caccia ne è facente parte , Giacomo e le scritto in politichese va bene cosi.

  6. mauro andrea giuseppe scrive:

    ammazza robin, sei abbastanza incazzato che devi fare pure tu una rettoscopia :mrgreen:
    Però e vero, della caccia non si parla esplicitamente….. aspetta che rileggo

  7. robin scrive:

    non si parla di caccia perchè quelli che sono disposti a firmare il manifesto e che non sono organizzazioni legate alla caccia avrebbero difficoltà a farlo nei modi e nei linguaggi che voi conoscete e appoggiate. Tanto meglio un documento generico e generalista che non impegna nessuno mel nerito delle questioni venatorie che presentarsi con sostegni limitati e di valore circoscritto

  8. peppe scrive:

    Premesso che sono arcifavorevole alla manifestazione del 9 marzo ( tanto che qui nei castelli romani stiamo facendo come i testimoni di geova per informare i cacciatori ) mi sono chiesto e le ho gia chiesto in altri blog ….. ma quali sono le sigle del mondo Rurale che hanno aderito alla manifestazione indetta il 9 marzo?

  9. SPRINGER scrive:

    Io ho aspettato a commentare per vedere cosa ne pensavano altri . Vedo che almeno uno la pensa come me : un documento molto ( ma molto ) generico che dice tutto e niente nello stesso tempo . Si puo’ pensare possa essere questo il ” manifesto ” che spieghi il perche’ della manifestazione ?
    Non credo .
    Vero e’ il fatto che e’ una ” bozza ” che si dichiara di voler integrare anche con idee di altri .
    Mettetevi all’ opera ” base ” . Questa e’ la vostra manifestazione ( almeno cosi’ vi e’ stato detto ) percio’ l’ occasione da non perdere ………. e vediamo cosa ne viene fuori .

  10. max scrive:

    e leggendolo bene, non è poi nemmeno tanto generico: “il riconoscimento del valore sociale…di tutte le attività umane tradizionali” ; “l’uomo e le sue attività legate alla natura, all’agricoltura e agli animali…al centro del sistema ambiente” ; “conservazione, non del singolo, ma delle specie” ; ecc. La caccia è attività umane tradizionale, vede l’uomo al centro del sistema ambiente e il concetto di “gestione” equivale proprio a conservare le specie prelevando il singolo soggetto… Quelli dell’uccellino poverino hanno finito!

    • mauro andrea giuseppe scrive:

      se l’uccellino l’è poverino tanto vale impagliarlo, per lo meno rimane duro e può essere utilizato a scopo didattico :mrgreen:

    • SPRINGER scrive:

      Innanzitutto mi piacerebbe alla fine capire per che cosa manifesterete perche’ ancora non si e’ capito . Lo stesso manifesto che pubblicizza la manifestazione del 9 Marzo dice per la modifica alla 157 pero’ si fa vedere lo striscione con su scritto ” in difesa cultura rurale ” . Altri parlano di ” nuovo ambientalismo ” . Insomma una grande ” macedonia ” e come tutte le ” macedonie ” non ha un sapore ben definito . Adesso questo manifesto che voler definire asettico e insapore come la predetta macedonia e’ dir poco .
      Io penso che visto che e’ stato sbandierato ai quattro venti che questa e’ la manifestazione della base , dove questa possa dar sfogo a tutte le sue frustrazioni e possa rivendicare tutto quello che ritiene giusto dover rivendicare sia questa a dover integrare il suddetto manifesto con quello che e’ il ” suo ” sentore .
      A me cosi’ com’e’ francamente dice poco e niente . Alla ” base ” dovrebbe dire ancor di meno .

      • Giacomo scrive:

        8O 8O Non vedo la pastocchia da te fatta tra il manifesto e la manifestazione a Roma. Il manifesto sta a chiarire a chi vuole sapere cosa si propone il Coordinamento Nazionale della Ruralità e cosa condanna, in modo che chi vuole aderire sa cosa sta accettando.

        La manifestazione a Roma è per la caccia e per la modifica alla 157, punto e basta ! :| Ma poichè essa è anche una tradizione contenuta nel Coordinamento Nazionale della Ruralità a Roma si manifesta anche per far conoscere questo nuovo coordinamento che non mi sembra politico.
        E’ chiaro o non è chiaro ? Spiegalo anche a Cannas e ad arci. :mrgreen: Te capì Lumbard de l’ostia. :P :P :P

        • SPRINGER scrive:

          Mi ho capi’ ….. te se ti che t’ha capi’ nient !
          Questa dovrebbe essere la risposta data alla richiesta del sig . Pinotti di avere un ” manifesto ” che chiarisca cosa si va a rivendicare a Roma . Tu cosa rivendichi ?? Cosa reputi necessario alla ” Caccia ” in generale o a te cacciatore in particolare ?? Ti basta e avanza quello scritto in questa bozza e non hai nessuna idea o richiesta diversa da fare ?
          Senza scrivere eresie per favore del tipo Referendum antiparchi o cose similari .

  11. Antonio Pinotti scrive:

    Carissimo Onorevole Buongiorno,

    fa piacere il fatto che ha seguito di un’auspicio che abbiamo formulato nella giornata di ieri, si possa accertare che il desiderio, si concretizzi con un qualcosa di concreto.

    Per carità, Lei ci conosce bene, ed è lungi da noi, il vezzo di atteggiarsi, in guisa tale da apparire come delle persone che vogliono apparire a tutti i costi sulla scena.

    Ma l’invito deve essere accolto, soprattutto per non essere in contraddizione con l’auspicio che abbiamo formulato.

    Dunque consideri il nostro apporto alla stegua di chi porta del materiale in un cantiere aperto ove si sta costruendo un edificio, un manufatto, una casa o che dir si voglia.

    Man mano nel corso di oggi e di domani ci permettermo di dare qualche contributo.

    A caldo, possiamo dire che occorrerrebbe fare un riferimento ai giovani, alla scuola, ed ai programmi didattici che dovrebbero tener conto della ruralità.

    Poi gli strumenti. Va bene l’aspetto ideologico, ma l’ideologia deve avere le gambe per camminare. Che cosa può fare lo Stato, le Regioni, e l’insieme delle altre autonomie locali? La Spagna ha risposto con una Scuola della terra,della caccia, della flora e delle tradizioni. Noi lo abbiamo proposto da tempo anche in Italia.

    Non sarebbe male accennare alla progressione che la cultura rurale ha avuto nel corso degli anni, alle difficoltà che la storia avara e matrigna ha riservato a coloro che lavorando la terra erano considerati
    gli ultimi.

    ” E Michele pazientemente gli spiegò la nostra idea : ” In capo a tutti c’è Dio,padrone del cielo, questo ognuno lo sa. Poi viene il Principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del Principe.Poi vengono i cani delle guardie del Principe. Poi nulla. Poi ancora nulla.Poi vengono i cafoni.” (da Fontamara di Ignazio Silone-edit. Mondadori -pag.47).

    Perdoni la citazione, essa non vuole avere nessun intento per così di carattere politico o ideologico, ma evidenzia bene che la “cultura rurale” ha una sua storia, e non c’è nessuna storia che vale la pena di raccontare, se è essa è priva dei doveri e dei diritti che sono stati concquistati e che pariementi sono bene evidenziati nella bozza del manifesto nel momento in cui si fa riferimento alla Costituzione ed alla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.

    Legherei poi alcune argomentazioni ad un disegno più ampio, che possa coinvolgere gli stati Europei nel suo conplesso.

    E chi meglio di Lei può farlo, vista la sua ormai decennale presenza

    • SPRINGER scrive:

      Signor Pinotti , non mi ha deluso .
      Poteva far riferimento a tante cose vedo che ha fatto riferimento alla ” cultura ” e specificatamente alla Scuola della terra,della caccia, della flora e delle tradizioni realizzazione che reputo importante promuovere . Necessaria a noi ma non solo a noi che darebbe a tutti una diversa idea di noi e del rapporto con la Natura .
      Le mando , ma non si monti la testa pero’ o non si faccia venire strane idee sul mio conto , un bacio ” virtuale ” . Smack !!
      :wink:
      P.S. Io ” voto ” per inserire questa richiesta nel manifesto .

  12. Antonio Pinotti scrive:

    nella specifica Commissione del Parlamento Europeo.

    La ringrazio per l’attenzione ed arrivederci a Roma.

  13. Antonio Pinotti scrive:

    Non “pariementi” ma “parimenti”. Mi scuso

  14. Giacomo scrive:

    pretendono che nessun individuo possa essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione; vogliono garantito, oltre al diritto al lavoro, anche quello alla libera scelta dell’impiego o dello svago; vogliono che nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà,
    ——————————————————————————————————————————–

    Caro Onorevole, credo che nel manifesto ci sia un errore, mi scusi se lo faccio presente ma non vorrei che fosse motivo di……………… :roll:

    La frase che ho copiato sopra andrebbe corretta scrivendo :

    pretendono che nessun individuo possa essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella loro vita privata, nella loro famiglia, nella loro casa, nella loro corrispondenza, né a lesioni del loro onore e della loro reputazione; vogliono garantito, oltre al diritto al lavoro, anche quello alla libera scelta dell’impiego o dello svago; vogliono che nell’esercizio dei loro diritti e delle loro libertà,

    Almeno grammaticalmente deve essere così, poi fate voi. :?:

    Mi meraviglio come mai un “professore” :mrgreen: di questo sito non se ne sia accorto ! Gli piace fare caccia agli errori solo con gli altri, eppure questo, non l’ha visto, chisa se è di una cultura limitata (licenza scuola media) o è la rabbia che gli sta portando il sangue agli occhi. Salutiaaaaaamo :mrgreen:

    • SPRINGER scrive:

      Ho seguito prima le lezioni in TV di ” Non e’ mai troppo tardi ” poi mi sono diplomato per corrispondenza alla ” Scuola Radio Elettra ” di Torino . Nonostante tutto mi chiamano il ” Professore ” . Ammazza quanto siete messi male …….. :mrgreen:
      P.S. Ma adesso ci sei tu a correggere e possiamo stare tutti tranquilli 8) .
      :wink:

    • francescorm scrive:

      Non sono professore,ma se lasci “individuo” al singolare è giusto scrivere “sua/suo” o sbaglio,magari correggetemi cosi imparo un’altra cosa.

      • Giacomo scrive:

        francescorm sulla prima parte hai ragione perchè individuo è singolare. ma sulla seconda parte che inizia con : – vogliono che nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà- andrebbe corretta come ho indicato io, perchè vogliono è plurale. Salutiamo :wink:

        • SPRINGER scrive:

          Peccato l’ abbiano chiusa da anni se no ti ci iscrivevo anche te alla ” Radio Elettra ” .
          Allora , vediamo se riesco a spiegartelo :
          Se ti leggi TUTTA la frase dall’ inizio e non solo un pezzo come fai tu ( cosi’ facendo ti sfugge il senso completo ) noterai che a e’ scritto questo :
          ESSI ( plurale inteso come ” gruppo di persone che difendono e promuovono la Cultura Rurale ) considerano il riconoscimento della dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, come il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; pretendono ( sempre gli ” ESSI ” ) che nessun INDIVIDUO ( singolare ) possa essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata ( sua del ” singolo individuo ” ) , nella sua famiglia ( del ” singolo individuo ” ) , nella sua casa ( del ” singolo individuo ) , nella sua corrispondenza ( idem ) , né a lesioni del suo onore e della sua reputazione ( idem con ” patatibus ) e; vogliono ( gli ” ESSI ” ) garantito, oltre al diritto al lavoro, anche quello alla libera scelta dell’impiego o dello svago; vogliono ( gli ” ESSI ” ) che nell’esercizio dei suoi diritti ( del SINGOLO ) e delle sue libertà ( sempre del SINGOLO ) , ognuno debba essere sottoposto ……. ecc.ecc.
          Hai capito adesso :roll: ???
          Se non hai capito e/o non ne sei convinto , posso chiederti sulla fiducia di credermi che ti stai sbagliando e che va bene come e’ stato scritto ??

    • francescorm scrive:

      Non sono professore,ma se lasci “individuo” al singolare è giusto scrivere “sua/suo” o sbaglio,magari correggetemi cosi imparo un’altra cosa.

  15. segugio scrive:

    Egr. Sig. Pinotti, alcuni giorni fa, su un suo post o su uno dei suoi “taccuino”, parlava già di manifesto. Pronti via ecco pronto il manifesto fatto dall’On. Personalmente mi avrebbe fatto molto piacere aderire su un manifesto rivendicativo fatto da lei ma nessuno glie lo ha chiesto…chissà perchè?…hai visto mai il “popolino” è in grado di camminare da solo. Sig. Pinotti lei è un gran signore e il suo post è una conferma ulteriore della sua signorilità. Che succede ? all’improvviso scompare la parola caccia dalle rivendicazioni? Alla manifestazione cosa portiamo la bandiera gialla della coldiretti?

  16. Ezio scrive:

    “la salvaguardia degli animali, non secondo ideologie fuorvianti che vorrebbero umanizzare l’animale, ma su basi scientifiche secondo il principio naturale che persegue la conservazione, non del singolo, ma delle specie, in un’ottica più ampia di tutela della biodiversità…”

    Per me questo basta e avanza!

    Sarà perchè sono abituato da sempre ad ottimizzare le risorse e, almeno alla fine della fiera, mi piace vedere la “sostanza”…

    Grazie. Ciao.
    Ezio.

  17. Antonio Pinotti scrive:

    Sig.Segugio,

    mi creda io non ho di questi problemi. Anzi il suo intervento mi stimola ad una ulteriore considerazione. L’iniziativa è buona solo se uscirà da uno stretto cerchio di addetti, e riuscirà a coinvolgere i veri attori della cultura rurale, cioè chi lavora la terra. Chiamerò il mio amico Marini Presidente di Coldiretti, (umbro) con la quale mi onoro di avere una solida amicizia, e lo inviterò a considerare la necessità di partecipare alla manifestazione. Signor Segugio nel 199o il rferendum è stato a noi favorevole, perchè gli agricoltori Italiani ed i coltivatori diretti furono nostri alleati.

    Poi senta, le debbo confessare una cosa, cosi riprendiamo fiato e scherziamo un pò. Io ho una piccola casa paterna a Gualdo Cattaneo dove ho esposto all’esterno, in bella vista, tre bandiere. Quella Italiana, quella dei coltivatori diretti e quella del rione alla quale appartengo (di colore bianco e verde).

    Un abbraccio.

    • segugio scrive:

      nulla contro la coldiretti….anzi tanto di rispetto a tutti gli agricoltori e orgoglioso della mia estrazione contadina ( i miei genitori come i miei nonni sono della loc. biricocca, posti che lei conosce bene credo, come Sant’ Arnaldo, il tiro a volo di Sistoni ) bellissima campagna, come potri essere contro a chi mi ha fatto innamorare della caccia, la mia era solo una battuta per rimarcare alcune considerazioni che avevo fatto. Saluti

  18. Antonio Pinotti scrive:

    Sig.Springer, grazie.

  19. lorenzo scrive:

    ma sulla bandiera ci scriverei VOGLIAMO UNA CACCIA EUROPEA.

  20. Giulio Usai scrive:

    Gentile Onorevole,
    premesso che l’adozione di un manifesto è un’iniziativa fondamentale e necessaria per delineare in modo concreto l’ambito e le priorità all’interno delle quali il Coordinamento svolge il proprio ruolo e ispira la sua attività, vorrei esprimere solo alcune considerazioni su quattro aspetti che, a mio parere, mancano e – se condivisi – potrebbero trovare spazio in questo importante documento.

    Mi riferisco in modo particolare alla parte relativa a ciò che con il manifesto si SOSTIENE, ed in particolare:

    - al secondo e al terzo punto viene indicata solo la salvaguardia, rispettivamente dell’ambiente e degli animali, ma dovrebbe essere fatto esplicito riferimento anche alla “flora”;

    - sempre con riferimento ai due punti di cui sopra, accanto al concetto di salvaguardia, credo sia opportuno richiamare anche un impegno più proattivo menzionando specificamente la promozione di iniziative volte al “miglioramento” di ambiente, fauna e flora, per la riqualificazione, il recupero e in molti casi per il ripristino di habitat naturali (aree umide, boschi, ecc.) in molto casi deturpati o addirittura cancellati e per proporre programmi di reintroduzione di fauna autoctona non più presente o la cui consistenza appaia precaria;

    - con riguardo al punto relativo alla tutela della biodiversità, occorrerebbe un riferimento specifico alla salvaguardia delle “specie autoctone”, che devono essere preservate dai pericoli che possono derivargli dalla incontrollata diffusione di specie alloctone (v. nutria, pappagalli, scoiattolo grigio, ecc.),

    - dovrebbe essere inserito un punto appositamente dedicato alla “ricerca”, che è attività essenziale e imprescindibile per accrescere la conoscenza ma anche per supportare azioni di cui sopra e per rintuzzare iniziative che possano entrare in conflitto con l’oggetto del Coordinamento.

    Spero possano essere spunti utili e che possano trovare accoglimento.
    Giulio Usai

    • SPRINGER scrive:

      Bravissimo Giulio !!! Sottoscrivo anche i tuoi considerandoli come la ” cultura ” FONDAMENTALI alla formazione di una nuova figura di cacciatore di conseguenza alla nostra immagine e alla ” percezione ” che di noi avra’ la gente .
      Tutti veramente ottimi , in particolare mi e’ ” piaciuto ” questo : promozione di iniziative volte al “miglioramento” di ambiente, fauna e flora, per la riqualificazione, il recupero e in molti casi per il ripristino di habitat naturali (aree umide, boschi, ecc.) . Mi ricorda da vicino la mia tanto amata ” Duck Unlimited “

      • Giulio Usai scrive:

        Caro Springer,
        io credo che se riusciremo a coinvolgere i cacciatori, riqualificandone l’immagine e rendendoli più consapevoli della necessità di un appproccio più proattivo e responsabile, credo che anche la caccia potrà avere un futuro migliore.
        Speriamo bene…
        Comunque vedi che l’iniziativa di Berlato alla fine è un’ottima cosa e soprattutto un gran bel punto di partrenza?
        Credo che se tutti diamo un contributo può uscirne una buona cosa…
        Ciao

  21. angelo galzerano scrive:

    Onorevole,
    tra i quattro punti riportati nella bozza del manifesto, proverei ad inserire il VALORE ETICO della cultura rurale, ma anche l’IMPEGNO DEONTOLOGICO a conservare la natura e tutte le tradizionali attività in essa vissute quale prezioso patrimonio da trasmettere alle future generazioni. Concetti fondanti su cui costruire un nuovo approccio culturale alla ruralità.

    Non compare la parola CACCIA? Rientra a pieno titolo fra le “…tradizioni legate al territorio…”, fra le “…attività umane tradizionali…”, ecc… più volte citate nel testo!!!

    Il NUOVO AMBIENTALISMO???
    “Il riconoscimento del valore sociale della Cultura Rurale e di tutte le attività umane tradizionali che in essa si riconoscono, da ottenersi anche tramite la concertazione tra Istituzioni e chi esercita tali attività, in tutte le fasi di elaborazione, costruzione ed emanazione dei provvedimenti che le riguardano;
    la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, coinvolgendo attivamente tutti i soggetti interessati, secondo il concetto ecologico che vede l’uomo e le sue attività legate alla natura, all’agricoltura e agli animali, in un’ottica di sviluppo sostenibile, al centro del sistema ambiente, piuttosto che una natura ad uso consumistico;
    la salvaguardia degli animali, non secondo ideologie fuorvianti che vorrebbero umanizzare l’animale, ma su basi scientifiche secondo il principio naturale che persegue la conservazione, non del singolo, ma delle specie, in un’ottica più ampia di tutela della biodiversità;”
    ECCOLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Certamente mi sto ripetendo, ma penso che i CACCIATORI debbano responsabilizzarsi, maturare una nuova COSCIENZA VENATORIA che li renda realmente protagonisti di un NEOAMBIENTALISMO che tuteli la NATURA, preservi la CACCIA e valorizzi le nostre immense COMPETENZE!

    “il rispetto del diritto di tutti i cittadini, ad una corretta informazione, anche garantendo a tutti il contraddittorio sui media, in eguale spazio e visibilità.”
    Perfetto: bisogna al più presto avviare una puntuale e concreta campagna informativa, oltre che culturale, che trasmetta all’opinione pubblica le nostre ragioni e una realistica immagine della CACCIA!

    Complimenti!!!
    Saluti. Angelo Galzerano.

  22. Trego scrive:

    Grande Berlato come sempre vai pure che va bene

  23. fiore scrive:

    ma che bella letterina!!!

    come dire PACE AMORE E SALVAGUARDIA TUTTI D’ACCORDO

    poi con le parole……..incollo dal post◦*******la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, coinvolgendo attivamente tutti i soggetti interessati, secondo il concetto ecologico che vede l’uomo e le sue attività legate alla natura, all’agricoltura e agli animali, in un’ottica di sviluppo sostenibile, al centro del sistema ambiente, piuttosto che una natura ad uso consumistico*******
    Questo è stato copiato da uno scritto di Veneziano e di ARCICACCIA sicuramente!!!

    che cambio di rotta solo pochi mesi fà sentivo parlare di MARCIA SU ROMA, FUOCO AMICO, LE NOSTRE BORDATE, PREPARIAMO LA BATTAGLIA!!! su tutto c’ha un limite datevi pace

    • massimo fedeli scrive:

      I veri cacciatori vanno a Roma, tù Fiore non vieni solo perchè ciai da lavurà :wink:

      • fiore scrive:

        no no io proprio non ci vengo PER PRICIPIO non spingo la mano di chi vuol pugnalarmi!! voi fate come vi pare io mi dissocio come da un pezzo a questa parte, quando proporrete cose SENSATE E DI PUBBLICA UTILITA’ saro il primo non dubitare

      • MARCO scrive:

        i veri cacciatori vanno a caccia e… di sicuro senza indossare qualche bella giacca bavarese di lana cotta con tanto di cappellino tirolese con annessa piuma ( falsa ) di forcello. Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse che cosa va a manifestare… magari a braccetto con questi ” campioni” ( come quello che ha scritto questo articolo) di saggezza … oppure con quell’altro signore che vorrebbe costituire la nuova ass. nel Lazio ( la confavi… sic??) ed intanto crede di essere tornato ai ” bei tempi” ( olio di ricino). A me non piace e non è nel mio costume insultare nessuno, ma credo che alla luce dei fatti un tantino di vergogna dovreste averne o quanto meno provarne.
        cordiali saluti – Marco Rossetti
        ps
        per favore non mi si chieda ancora quanto percepisco di parcella poichè io non sono sulla lista paga di nessuno e soprattutto non devo rendere conto a nessuno di quello che penso o scrivo.

        • SPRINGER scrive:

          Ammazza ….. stai incazzato peggio di me con la manifestazione .
          Il che e’ tutto dire ….. :mrgreen:

        • Luca C.P.A.L scrive:

          contento te contenti tutti :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Giacomo scrive:

          Se non sei sula lista paga vuol dire che teli prendi in nero ? :P :P :P

        • fiore scrive:

          l’onorevole lo dice a tutti ancora non ha capito che ci sono altri sistemi oltre ai suoi per fortuna ancora c’è qualcuno che il suo cervello lo usa e non l’ha depositato in quello di un’altro
          saluti

          ps menomale non fai ROSETTI di cognome!!!

  24. Giacomo scrive:

    Io alla voce sostiene aggiungerei :

    SOSTIENE

    La comunicazione e la collaborazione nel merito delle sue varie attività con tutti gli altri paesi non solo della CEE ma di tutto il continente Europeo per una più ampia visione dello stato di conservazione, per concratizzare efficacemente ed in modo tempestivo scelte prioritarie ove si riscontrassero delle anomalie per l’ambiente la flora e la fauna. :wink: Salutiamo

    • SPRINGER scrive:

      Volevi dire :
      Sostiene la Comunicazione e Collaborazione fra tutti i Paesi della Comunita’ Europea al fine di ottenere/avere una piu’ ampia visione dello stato di conservazione delle specie migratrici cacciabili ” E NON CACCIABILI ” allo scopo di sollecitare interventi urgenti e concordati su piu’ ampia scala qualora se ne ravvisasse la necessita’ a salvaguardia delle stesse .

      OTTIMO !!! Bravo Giacomo

  25. francescorm scrive:

    Al fine di avere un quadro completo,oltre a quanto suggerito dal sig Antonio Pinotti e Giulio Usai,sarebbe opportuno,senza stravolgere l’essenza del Manifesto,evidenziare il concetto dell’opportunità di inserire il cacciatore in un processo di ottimizzazione culturale sia ambientale che venatorio con opportuni stage da parte di Enti o AAVV.
    Altro aspetto da mettere in risalto è la collaborazione tra mondo agricolo,venatorio e ambientalista(sano) per una corretta gestione di tutte le risorse naturali rinnovabili.
    Per quanto attiene la ricerca si potrebbe istituire un fondo speciale,prelevando 1 euro dalle concessioni governative,da evolvere annualmente a studi scientifici per i miglioramenti ambientali e sulla reintroduzioni di fauna selvatica autoctona.

    • angelo galzerano scrive:

      Francesco, toglimi una curiosità: perchè continuiamo a distinguere CACCIATORI ed AMBIENTALISTI? Non pensi che con un po’ di sano realismo ed un indispensabile salto culturale i cacciatori possano diventare VERI ambientalisti? Capisco che, considerati i tempi e le indubbie contrapposizioni (frutto avvelenato di un ambientalismo radicale ma anche, dobbiamo ammetterlo, di un certo disinteresse del mondo venatorio per l’ambiente), possa apparire una nuova rivoluzione copernicana o, per molti, addirittura un’utopia. Non pensi, tuttavia, che abbiamo almeno l’obbligo morale di tentare questo salto, di fondere due figure che hanno in comune l’amore per la natura?
      Saluti. Angelo Galzerano.

      • SPRINGER scrive:

        Angelo , mi intrometto un attimo poi lascio posto e spazio alla risposta di Francesco . E’ auspicabile questo avvenga al piu’ presto e non ne vedo personalmente l’ ora , ma in Italia non siamo ancora pronti . Bisogna per il momento e credimi e’ gia’ testimonianza di un salto culturale non indifferente , apprendere con soddisfazione che da parte di sempre piu’ cacciatori , almeno in questo sito e’ cosi’ grazie all’ impegno e costanza di alcuni nell’ aver iniziato a parlare – promuovere – sponsorizzare questo argomento , si accosti alla parola Caccia anche quella COLLABORAZIONE con Associazioni Ambientaliste . Prima credimi era assolutamente tabu’ e se ne facevi cenno ” te magnavano vivo ” :mrgreen: .
        Percio’ constatare questo e’ gia’ un bel passo avanti che da speranza per in futuro avvenga quello da te auspicato .
        Sai quando se ne avra’ certezza ……. Quando anche da noi come in USA nascera’ a opera di cacciatori un’ Associazione sul modello di Duck International che fa del vero ambientalismo coniugato anche ( ma non solo ) al prelievo venatorio . Che fra i suoi iscritti conta piu’ del 20% di ” normali cittadini non cacciatori ” ( che per un’ Associazione di cacciatori e’ tantissimo ) . Che raccoglie fondi – promuove progetti e iniziative a salvaguardia o recupero delle zone umide americane anche PROTEGGENDOLE non solo a fini venatori spendendo il 90 e passa % di quello che raccoglie ( milioni di dollari ) in quella direzione DOCUMENTANDO tutto fino all’ ultimo centesimo . Che e’ diventata una delle piu’ AUTOREVOLI e ASCOLTATE Associazioni accreditate presso il Governo americano in fatto di Fauna acquatica e relativi ambienti umidi a cui sempre e’ richiesto un parere o si ascoltano le idee e richieste .
        Ecco , quando anche da noi qualche ” illuminato ” riuscira’ a dare vita a tutto questo vuol dire che ce l’ abbiamo fatta , che il cacciatore e’ finalmente e veramente cambiato e che la Caccia e’ DEFINITIVAMENTE fuori pericolo .
        :wink:

        • massimo zaratin scrive:

          Credici…perchè sta arrivando anche qui! :wink: Basta solo convincere gli ultimi titubanti come te e Cannas! :D

        • SPRINGER scrive:

          Battutona alla Berlato :roll: o cazzata alla cacciatora ??

        • angelo galzerano scrive:

          Springer (anche se preferirei chiamarti con il tuo nome), meglio non parlare degli insulti ricevuti quando, oltre quindici anni fa, ho iniziato a parlare con i cacciatori (e con Amici-cacciatori) di ambientalismo e di filosofia Wilderness; gli stessi che ricevevo dagli ambientalisti radicali e dagli animalisti quando parlavo di caccia. Sinceramente, soffrivo più per i primi, tanto da sentirmi spesso un sognatore, disilluso da atteggiamenti che capivo ma non riuscivo a giustificare.
          Forse oggi qualcosa sta cambiando. Forse i cacciatori più accorti, lungimiranti, stanno cambiando, stanno gradualmente rendendosi conto che solo coniugando Caccia e conservazione ambientale si potrà ancora garantire un futuro alla nostra immensa passione.
          Perchè allora non provare a fare con la Wilderness quello che negli Stati Uniti fa la Duck International? Non delegando agli Ambientalisti di questa Associazione la tutela dei nostri interessi (caccia e conservazionismo), ma entrando in essa e diventando Protagonisti di un neoambientalismo, rivoluzionario per i contenuti quanto tollerante e solidale per le strategie adottate.
          Proviamo a farlo senza polemiche o secondi fini, uniti nel conseguimento di un comune obiettivo: difendere la CACCIA!
          Saluti. Angelo Galzerano

        • francescorm scrive:

          Scusa il ritardo ma ero a sostenere,con la mia presenza,l’ottima candidata a Governatore del Lazio RENATA POLVERINI,che ci ridarà la dignità e la moralità che Marrazzo ci ha tolto con i suoi comportamenti e con l’immobilismo amministrativo. Per quanto concerne la risposta accetto quello che scive springer,anche perchè è tardi e sono stanco,aggiungo soltanto che per adesso la distinzioneè d’obbligo e forse anche utile,poi se sapremo integrarci con la filosofia ambientalista sana potremo fare un’unica associazione el’assicurazione venatoria con chi ci pare.Buona notte.

  26. Massimo Paneni scrive:

    Condivido quanto suggerito dai sig.ri Giulio Usai e Angelo Galzerano.

    Mi permetto di segnalere che nel “manifesto” dovrebbe essere inserito un richiamo forte e chiaro all’art. 42 della Costituzione Italiane (…lo stato garantisce…la proprietà pubblica e privata,… ma ne determina i limiti… al fine che essa svolga la sua funzione sociale … e sia accessibile a tutti.). Ovvero deve essere chiaro che và garantita la libera fruizione del territorio da parte di tutti i cittadini, indipendentemente che si trovino in campagna per cacciare, passeggiare o raccogliere i frutti spontanei del bosco. Deve essere chiaro che le recinzioni chilometriche e/o le tabellazioni selvagge (di centinaia e centinaia di ettari) con la scritta “divieto di ingresso” non possono far parte della “civile società Italiana”!

    Massimo Paneni (coordinatore del “Comitato per l’art. 42″ – Perugia)

    • fiore scrive:

      Deve essere chiaro che le recinzioni chilometriche e/o le tabellazioni selvagge (di centinaia e centinaia di ettari) con la scritta “divieto di ingresso” non possono far parte della “civile società Italiana”!

      orca l’oca a questo puntano delle belle riserve a pagamento per gl’ultimi cacciatori quattrinai che faranno rimanere in itaglia continuando con questi sistemi

  27. Massimo Paneni scrive:

    x Fiore

    Chiedo scusa ma non sono sicuro di aver colto il significato delle Sue parole. Potrebbe essere più esplicito?

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