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Artizzu, scrive ai cacciatori sardi

| 18 febbraio 2010 | 34 Comments

ignazio-artizzuCari colleghi cacciatori;
in questi giorni di grande battaglia per ottenere la caccia a febbraio, ho ricevuto molte vostre mail e messaggi telefonici. Alcuni di sostegno, altri, come e’ inevitabile, di grande e comprensibile rimprovero, non essendo noi riusciti a ottenere l’apertura della Caccia, che ritengo un fatto possibile e doveroso, e per il quale mi sono impegnato con molti di voi in campagna elettorale
Dato che non e’ mia abitudine nascondermi o accampare patetiche scuse, e dato che in questa vicenda e’ giusto che ognuno si assuma pubblicamente le proprie responsabilita’, mi sembra doveroso e rispettoso presentarmi a voi e raccontare tutti gli eventi di questa storia, lasciando a voi le considerazioni e il diritto di valutare il mio operato e quello degli altri, come e’ giusto che sia e qualunque sia il vostro giudizio. Ma io non voglio rispondere se non delle mie colpe, se ne ho; le altre, le lascio agli altri.
Questi i fatti. Alla fine di gennaio, insieme ad altri colleghi consiglieri regionali, abbiamo iniziato la nostra pressione sull’Assessore all’Ambiente affinche’ predisponesse il decreto sulla base della normativa vigente, che non e’ fatta, come taluno sostiene, per vietare la caccia in deroga, ma, al contrario, per consentirla. Ne’ tantomeno tale normativa, mi riferisco alla LR 2 del 2004, e’ stata abrogata. Vi prego in proposito di leggere con attenzione i riferimenti normativi contenuti nella Mozione.
Abbiamo a tal fine chiesto e immediatamente ottenuto dall’Assessore all’Agricoltura Prato, che voglio pubblicamente ringraziare per la sua grande rapidita’ operativa e per il suo senso politico, una lettera al collega di Giunta nella quale si segnalava, vista la grande presenza di migratori, la opportunita’ di aprire la caccia in deroga. Vi ricordo infatti che il Decreto viene emesso dall’Assessore all’Ambiente, ma con il concerto di quello dell’Agricoltura. Detto, fatto.
Prato scrive a Uras il quale comunica di avere “avviato la procedura”.
Passano i giorni, e quella che sembrava una pura formalita’ si trasformava di ora in ora in un caos.
Di qui la necessita’ di una Mozione con la quale si impegnasse l’Assessore in modo formale, senza perdere altro tempo. Eccola.

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

MOZIONE Artizzu, Bardanzellu, Campus, Floris Rosanna, Ladu, Petrini, Pitea, Randazzo, Rassu, Sanjust, Sanna Paolo Terzo, Tocco, Zedda Alessandra, Piras Sisinnio, Stocchino, Sanna Matteo, Cherchi Oscar, Gallus, Murgioni, Rodin, Sanna Giacomo, Dedoni, Floris Mario, Cuccureddu, Mulas, Mula, Amadu, Meloni, Vargiu, Planetta, Solinas, Ben Amara, Sabatini, Manca, Cucca
Sulla predisposizione, nel corrente mese di febbraio 2010, della caccia in regime di deroga.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO CHE in data 31.1.2010 si e’ conclusa la stagione venatoria disciplinata dal Calendario Venatorio Regionale emesso dall’Assessore alla Difesa dell’Ambiente in data 30.6.2009
VERIFICATO CHE associazioni agricole, singoli imprenditori, associazioni venatorie, segnalano su tutto il territorio regionale una massiccia presenza di fauna migratoria, in particolare rappresentata dal tordo sassello, dal tordo bottaccio, dallo storno
CONSIDERATO CHE nessuna Regione Italiana ha un Calendario Venatorio restrittivo quanto quello della Sardegna, Regione nella quale le giornate di caccia sono consentite in numero inferiore del 50% rispetto alla media delle altre Regioni Italiane
CONSIDERATO CHE e’ in vigore la LR n.2 del 13.2.2004 che consente, in base a quanto stabilito dalla Direttiva CEE 79/409, la disciplina del prelievo venatorio in deroga ai Calendari Venatori
CONSIDERATO CHE infatti, al rigoroso regime vincolistico della citata Direttiva CEE, gli Stati membri possono derogare, e quindi consentire il prelievo venatorio, per le seguenti ragioni:
 per prevenire e contrastare danni alle colture
 per la protezione della flora
 per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura di determinate specie di uccelli;
le suddette deroghe, sempre a norma della Direttiva CEE, devono in ogni caso menzionare le specie che ne formano oggetto, i mezzi, gli impianti e i metodi di cattura, le circostanze di tempo in cui devono essere effettuate
CONSTATATO CHE il Legislatore Statale, al dichiarato fine di armonizzare la disciplina interna con l’art. 9 della Direttiva CEE 79/409, mediante l’art. 1 della Legge 3 Ottobre 20023, n. 221 ha introdotto l’art. 9 bis nella Legge-quadro nazionale 157 del 1992, stabilendo che le Regioni disciplinano l’esercizio della caccia in deroga confermando le prescrizioni previste nella Direttiva CEE nonche’ quelle indicate nella medesima Legge Nazionale. Quest’ultima chiarisce che le Regioni intenzionate ad applicare la caccia in deroga debbono acquisire il parere, non vincolante, dell’Istituto Nazionale della Fauna selvatica (INFS) e che tra le specie oggetto di prelievo in deroga non possono essere inserite quelle in grave pericolo di estinzione
CONSTATATO CHE il parere, che peraltro non sarebbe stato vincolante, dell’INFS non puo’ essere richiesto, in quanto il suddetto Istituto Nazionale della Fauna Selvatica e’ stato soppresso con la Legge n. 133 del 2008 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, e che per quanto attiene al divieto di cacciare in deroga specie in pericolo di estinzione tale prescrizione non puo’ certamente essere indirizzata al tordo e allo storno, specie le quali, ben lungi dall’essere in pericolo di estinzione, sono invece presenti in numero enorme su tutto il territorio sardo e nazionale e vengono cacciate in febbraio in molti paesi europei
CONSIDERATO CHE l’attuale sistema legislativo nazionale esprime la chiara intenzione di riconoscere alle Regioni ampia facolta’ discrezionale nell’applicazione della normativa sulla Caccia in deroga
CONSIDERATO CHE la Corte di Giustizia Europea, con sentenza 7 marzo 1996 ha stabilito che anche specie di uccelli oggetto di un regime generale di protezione secondo la Direttiva CEE, e non incluse in essa tra quelle cacciabili in deroga secondo quanto incluso nell’Allegato II, possano essere interessati da un regime di deroga per l’esercizio venatorio
CONSTATATO CHE tale interpretazione della Corte di Giustizia Europea ha trovato ampia eco in innumerevoli sentenze favorevoli alla applicazione della caccia in deroga, in Italia e all’estero
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
A porre in atto con sollecitudine gli atti amministrativi necessari per consentire l’immediata applicazione della caccia in deroga sul territorio della Regione Sardegna alle specie tordo sassello,tordo bottaccio e storno, per un adeguato numero di giornate entro il mese di febbraio 2010.

Passano i giorni, e ancora non succede nulla. Allora torniamo alla carica con una sollecitazione a mezzo stampa, sottoscritta da 18 Consiglieri regionali del PdL.

COMUNICATO STAMPA

Ribadiamo all’Assessore Regionale dell’Ambiente la nostra richiesta, formulata anche mediante una Mozione sostenuta da 35 Consiglieri Regionali di maggioranza e di opposizione, oltre che con numerose e reiterate richieste, di emanare il decreto per l’apertura della Caccia in deroga ad alcune specie migratorie per il corrente mese di febbraio.
Riteniamo che tale richiesta, oltre che essere supportata da adeguato e completo sostegno normativo, sia la fedele interpretazione di cio’ che legittimamente il mondo venatorio richiede dopo anni di mortificazioni e limitazioni subite nel corso della precedente Legislatura.
Non applicare la normativa sulla caccia in deroga significherebbe, oltre che deludere le legittime aspettative che 50 mila cittadini hanno riposto in noi, anche una mortificazione della nostra Autonomia, che non deve solo essere enunciata ma anche praticata con fatti concreti, cosi’ come il problema in questione ci consentirebbe.
Durante la campagna elettorale di un anno fa, molti di noi, anche a nome del PdL, hanno assunto impegni precisi con il mondo venatorio; oggi intendiamo rispettare tali impegni, e manifestare sensibilita’ nei confronti dei Cacciatori Sardi, che oltre a rappresentare una consistente forza sociale sono anche il motore di una potenzialita’ economica i cui benefici ricadono interamente sul debole tessuto regionale, sia attraverso il pagamento di pesanti tasse, sia con l’indotto economico che l’esercizio della caccia comporta.

I Consiglieri Regionali del Popolo della Liberta’:
Ignazio Artizzu, Gianfranco Bardanzellu, Gianvittorio Campus, Rosanna Floris, Silvestro Ladu, Onorio Petrini, Antonio Pitea, Alberto Randazzo, Nicola Rassu, Carlo Sanjust, Paolo Terzo Sanna, Edoardo Tocco, Matteo Sanna, Oscar Cherchi, Eugenio Murgioni, Salvatore Amadu, Angelo Stocchino, Teodoro Rodin.

Poi, con una lettera aperta, ci siamo appellati direttamente al Presidente della Regione Cappellacci.

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE
ON.LE UGO CAPPELLACCI

Caro Presidente;
chiediamo un Tuo autorevole e immediato intervento affinche’ sia riconosciuto ai cacciatori sardi il diritto di esercitare l’attivita’ venatoria in deroga, come previsto dalle attuali leggi Comunitarie, Nazionali e Regionali, nel corrente mese di febbraio.
Vista la situazione di stallo venutasi a creare nonostante i reiterati e motivati inviti rivolti in questo senso all’Assessore Regionale dell’Ambiente, Ti chiediamo di intervenire in prima persona per dare soluzione al problema, particolarmente sentito da una categoria composta da 50 mila cittadini sardi con i quali, un anno fa, durante la campagna elettorale, abbiamo assunto a nome del Popolo della Liberta’ precisi impegni che ora desideriamo onorare.
Nessuna Regione italiana, come a te e’ noto, ha un Calendario Venatorio restrittivo quanto quello della Sardegna, Regione nella quale le giornate di caccia sono consentite in numero inferiore del 50% rispetto alla media delle altre Regioni Italiane.
In Sardegna e’ in vigore la LR n.2 del 13.2.2004 che consente, in base a quanto stabilito dalla Direttiva CEE 79/409, la disciplina del prelievo venatorio in deroga ai Calendari Venatori, per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura di determinate specie di uccelli; nella fattispecie richiesta, il tordo e lo storno, in linea con quanto avviene in molti paesi europei quali la Spagna, la Francia, il Portogallo, il Regno Unito.
Riteniamo che tale nostra richiesta, supportata da adeguato e completo sostegno normativo, sia la fedele interpretazione di cio’ che legittimamente il mondo venatorio richiede dopo anni di mortificazioni e limitazioni subite nel corso della precedente Legislatura.
Ma non si tratta, caro Presidente, semplicemente di non deludere le legittime aspettative che i cacciatori sardi hanno riposto in noi; e’ in gioco a nostro avviso una buona occasione per affermare, con i fatti, il valore della nostra Autonomia, esercitando un diritto riconosciuto alla Regione Sarda dalle Leggi vigenti nonche’ dalla Riforma Costituzionale fino ad ora attuata.
Crediamo che l’Autonomia abbia forza se e quando si traforma in fatti che risolvono i problemi.
Vi e’ infine una questione puramente politica, non meno importante.
Abbiamo assunto impegni con il mondo venatorio, siglando un anno fa quello che abbiamo voluto definire il “Patto”tra il PdL e i Cacciatori Sardi. Patto che prevedeva un immediato utilizzo, in attesa di un nuovo quadro normativo, del regime venatorio in deroga.
Dimostrare ad un anno di distanza, e alla prima occasione utile, che ci siamo dimenticati degli impegni assunti su tutto il territorio regionale, sarebbe un elemento di grave entita’ nel rapporto che ci lega ai nostri elettori, ai quali abbiamo chiesto, e dai quali abbiamo ottenuto, una forte investitura popolare per noi stessi ma prima di tutto per il nostro Presidente.
Per questo chiediamo un diretto intervento del Capo dell’Esecutivo Regionale, teso a manifestare sensibilita’ nei confronti dei Cacciatori Sardi, che oltre a rappresentare una consistente forza sociale sono anche il motore di una potenzialita’ economica i cui benefici ricadono interamente sul debole tessuto regionale, sia attraverso il pagamento di pesanti tasse, sia con il notevole indotto economico che l’esercizio della caccia comporta.
Certi di un tuo interessamento, ti ringraziamo e salutiamo con amicizia.
I Consiglieri regionali del PdL
Ignazio Artizzu, Gianfranco Bardanzellu, Gianvittorio Campus, Rosanna Floris, Silvestro Ladu, Onorio Petrini, Antonio Pitea, Alberto Randazzo, Nicola Rassu, Carlo Sanjust, Paolo Terzo Sanna, Edoardo Tocco, Eugenio Murgioni, Oscar Cherchi, Angelo Stocchino, Salvatore Amadu.

E infine, il giorno 17, tutti i componenti la V Commissione Consiliare Agricoltura e Ambiente hanno nuovamente impegnato l’Assessore con la seguente Risoluzione.

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA
V COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE

RISOLUZIONE sulla applicazione della normativa sulla caccia in deroga nel mese di febbraio 2010

LA V COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO CHE in data 31.1.2010 si e’ conclusa la stagione venatoria disciplinata dal Calendario Venatorio Regionale emesso dall’Assessore alla Difesa dell’Ambiente in data 30.6.2009
VERIFICATO CHE associazioni agricole, singoli imprenditori, associazioni venatorie, segnalano su tutto il territorio regionale una massiccia presenza di fauna migratoria, in particolare rappresentata dal tordo sassello, dal tordo bottaccio, dallo storno
CONSIDERATO CHE nessuna Regione Italiana ha un Calendario Venatorio restrittivo quanto quello della Sardegna, Regione nella quale le giornate di caccia sono consentite in numero inferiore del 50% rispetto alla media delle altre Regioni Italiane
CONSIDERATO CHE e’ in vigore la LR n.2 del 13.2.2004 che consente, in base a quanto stabilito dalla Direttiva CEE 79/409, la disciplina del prelievo venatorio in deroga ai Calendari Venatori
CONSIDERATO CHE infatti, al rigoroso regime vincolistico della citata Direttiva CEE, gli Stati membri possono derogare, e quindi consentire il prelievo venatorio, per le seguenti ragioni:
 per prevenire e contrastare danni alle colture
 per la protezione della flora
 per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura di determinate specie di uccelli;
le suddette deroghe, sempre a norma della Direttiva CEE, devono in ogni caso menzionare le specie che ne formano oggetto, i mezzi, gli impianti e i metodi di cattura, le circostanze di tempo in cui devono essere effettuate
CONSTATATO CHE il Legislatore Statale, al dichiarato fine di armonizzare la disciplina interna con l’art. 9 della Direttiva CEE 79/409, mediante l’art. 1 della Legge 3 Ottobre 2002, n. 221 ha introdotto l’art. 9 bis nella Legge-quadro nazionale 157 del 1992, stabilendo che le Regioni disciplinano l’esercizio della caccia in deroga confermando le prescrizioni previste nella Direttiva CEE nonche’ quelle indicate nella medesima Legge Nazionale. Quest’ultima chiarisce che le Regioni intenzionate ad applicare la caccia in deroga debbono acquisire il parere, non vincolante, dell’Istituto Nazionale della Fauna selvatica (INFS) e che tra le specie oggetto di prelievo in deroga non possono essere inserite quelle in grave pericolo di estinzione
CONSTATATO CHE il parere, che peraltro non sarebbe stato vincolante, dell’INFS non puo’ essere richiesto, in quanto il suddetto Istituto Nazionale della Fauna Selvatica e’ stato soppresso con la Legge n. 133 del 2008 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, e che per quanto attiene al divieto di cacciare in deroga specie in pericolo di estinzione tale prescrizione non puo’ certamente essere indirizzata al tordo e allo storno, specie le quali, ben lungi dall’essere in pericolo di estinzione, sono invece presenti in numero enorme su tutto il territorio sardo e nazionale e vengono cacciate in febbraio in molti paesi europei
CONSIDERATO CHE l’attuale sistema legislativo nazionale esprime la chiara intenzione di riconoscere alle Regioni ampia facolta’ discrezionale nell’applicazione della normativa sulla Caccia in deroga
CONSIDERATO CHE la Corte di Giustizia Europea, con sentenza 7 marzo 1996 ha stabilito che anche specie di uccelli oggetto di un regime generale di protezione secondo la Direttiva CEE, e non incluse in essa tra quelle cacciabili in deroga secondo quanto incluso nell’Allegato II, possano essere interessati da un regime di deroga per l’esercizio venatorio
CONSTATATO CHE tale interpretazione della Corte di Giustizia Europea ha trovato ampia eco in innumerevoli sentenze favorevoli alla applicazione della caccia in deroga, in Italia e all’estero

CHIEDE ALL’ASSESSORE REGIONALE DELL’AMBIENTE
Di porre in atto con sollecitudine gli atti amministrativi necessari per consentire l’immediata applicazione della caccia in deroga sul territorio della Regione Sardegna alle specie tordo sassello,tordo bottaccio e storno, per un adeguato numero di giornate entro il mese di febbraio 2010.

Tutto questo non e’ servito ad aprire la caccia. Me ne dispiace, e lo considero un nostro grave errore politico. Ritengo che aprire la caccia a febbraio fosse possibile. Ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilita’: questo posso dirlo, in coscienza.
Per la mia parte, chiedo scusa ai colleghi cacciatori.

Ignazio Artizzu

Category: .In Evidenza, Leggi/Politica, Sardegna

Comments (34)

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  1. pierpaolo scrive:

    Il suo mandato allora non ha più ragione di proseguire dunque si dimetta e grazie lo stesso.( non può ,spero,negare che i suoi 11.000 voti circa non provengano dai cacciatori?)

    O forse dobbiamo aspettare ulteriormente e darle soldi e fiducia?

    Perchè non raccogliete le vostre firme e sfiduciate l’Assessore e lo stesso Presidente?

    Potrei continuare all’infinito ma intano la musica non cambia voi “delusi” e pagati,noi delusi e mazziati. :evil:

    • nino scrive:

      Carissimo Onorevole,

      la ringrazio per il suo impegno. Ne avessimo in Sicilia gente come Lei! Non si dimetta, non è Lei il responsabile. Però credo che abbiate i numeri per una mozione di sfiducia individuale nei confronti dell’Assessore All’Anbiente.

      Saluti

  2. Valerio scrive:

    Pierpaolo condivido il tuo commento. :twisted:

    • pierpaolo scrive:

      :( é ora di finirla con il gioco dello “scarcabarile”sulle spalle nostre,devono pagare tutti .
      Quando mi sono impegnato per l’attuale maggioranza di centro destra che governa la Regione portando un modesto contributo di voti non vendevo solo la loro faccia e il loro programma ma anche e sopratutto la mia.
      Provino a giustificarsi con quei poveri armieri ,e credimi quando dico poveri,che si sono indebitati acquistando cartucce sulla base di una promessa sicura e oggi non sanno come uscirne…….
      Questo fatto ha generato l’ennesimo strappo forse insanabile tra politici e Cacciatori che oramai sfiduciati da tutti ingrosseranno le già straripanti fila dei cittadini che non vanno a votare.

  3. DANIELE73A scrive:

    cari cacciatori è ora di muoverci di manifestare il nostro malcontento,,,basta le prese in giro,,, alle prossime elezioni manifestiamo e consegnamo le schede elettorali davanti alla regione,,, una domanda all’ Onorevole Artizzu? ….. per quali motivi lei non HA PRESO l’assessorato all’ambiente ? …. mi pare strano che con undicimila voti di noi cacciatori non abbia accettato l’incarico,,, Perke?… solo promesse elettorali vero?…. come recita un vecchio proverbio sardu: a su sardu du friganta una otta scetti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    DANIELE CAPOTERRA

  4. giannirm2 scrive:

    Tutta questa filippica serve solo a sciaquarsi la coscienza e prendere per c..o i cacciatori sardi, secondo me Artizzu sapeva dall’inizio che non si avverava, perchè si sarebbe andati contro le Direttive Europee quindi si andava in infrazione, come l’altra volta.
    Invece di scusarsi dovrebbe dimettersi, come dice Pierpaolo, che dice “la musica non cambia voi “delusi” e pagati,noi delusi e mazziati”.

    • Ciao giannirm2 era un pò che non ti leggevo sul sito, come và????Non mi sento ,visti i fatti di dare le colpe ad Artizzu(che oggettivamente si è impegnato), ma quello che mi ha deluso è il comportamento dell”UDC , che ha tenuto una posizione ambigua ,senza ufficialmente schierarsi col PROPRIO assessore per coerenza(LEGITTIMA) , o contro!!!!!!!!!!!!!!!!Infatti sono sicuro che lo stesso messo lì da personaggi dell”UDC molto potenti nella realtà sarda , se solo avessero voluto , l”assessore avrebbe firmato, quindi non c”era volontà da parte di tale schieramento , di farci andare a caccia !!!!!!! I cacciatori alle prossime elezioni ,sapranno come comportarsi in tal senso!!!!!!!!!!Giannirm2 , giusto per puntualizzare, nel 2004 siamo andati in deroga con lo stesso sistema e lo stato italiano ci ha assolto per questo, e siamo sotto infrazione della UE ,ma non PERCHé SIAMO ANDATI A CACCIA A FEBBRAIO,MA PERCHé NON ABBIAMO FORNITO DATI SU TALE OPERAZIONE, chiaro?????????????????Adieusu!!!!!!!!!!!!!!!! :roll: :lol: :wink:

  5. roberto scrive:

    Avevamo riposto tutte le nostre speranze nella giunta Cappellacci,che sono state regolarmente deluse.Arrivati a questo punto non riesco a capire se la nostra forza politica sia veramente accettata dai diversi schieramenti politici ,visto che abbiamo sempre preso schiaffi sia dalla sinistra che dalla destra,allora mi domando se sia davvero giunto il momento di rappresentarci da soli nelle istituzioni,capisco che è un passo veramente difficile ,ma forse per poter avere riconosciuti i nostri diritti è legittimo farlo,però stando attenti a farci rappresentare da una persona valida e rappresentativa.Porgo un cordiale saluto a tutti i colleghi cacciatori. :(

  6. pierpaolo scrive:

    FORSE NON HO LETTO BENE MA QUESTA DELIBERA DICE CHE LA CITATA LEGGE N.2 DEL 2004 è STATA ABROGATA,URGONO CHIARIMENTI ……GIUSTO PER CAPIRE.

    8O 8O 8O DELIBERAZIONE N. 56/51 DEL 29.12.2009
    —————
    Oggetto: DDL concernente “Disciplina del regime di deroga in
    attuazione della Direttiva
    79/409/CEE” relativa alla conservazione degli uccelli selvatici.
    L’Assessore della Difesa dell’Ambiente, con nota n. 2416/Gab. del
    23.12.2009, riferisce alla Giunta
    regionale che occorre adeguare e armonizzare la normativa regionale
    in materia di prelievo
    venatorio, la legge regionale 29 luglio 1998 n. 23, alla Direttiva
    79/409/CEE (cosiddetta Direttiva
    Uccelli). L’Assessore spiega che tale Direttiva, finalizzata alla
    conservazione di tutte le specie di
    uccelli selvatici viventi in territorio europeo, al fine di
    assicurarne la protezione, la gestione, la
    regolazione e disciplinarne lo sfruttamento, detta agli articoli 5,
    6, 7 e 8 prescrizioni rigorose e
    puntuali in materia di prelievo venatorio.
    A tale regime vincolistico, in base a quanto previsto al successivo
    art. 9, gli Stati membri possono
    derogare, solo ed esclusivamente nel caso in cui non sussistano altre
    soluzioni soddisfacenti, per
    le seguenti ragioni:
    a) nell’interesse della salute e sicurezza pubblica, della sicurezza
    aerea, per prevenire gravi danni
    alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque, per la
    protezione della flora e della
    fauna;
    b) ai fini della ricerca e dell’insegnamento, del ripopolamento e
    della riproduzione nonché per
    l’allevamento connesso a tali operazioni;
    c) per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo
    selettivo la cattura, la detenzione
    o altri impieghi misurati di determinati uccelli in “piccole
    quantità”.
    L’Assessore prosegue spiegando che, sempre secondo il dettato del
    citato art. 9 della Direttiva, le
    deroghe devono in ogni caso specificare le condizioni di rischio, le
    circostanze di luogo e i soggetti
    che sono autorizzati ad applicarle. Inoltre, la procedura predisposta
    per l’accertamento e la
    dichiarazione deve prevedere la consultazione obbligatoria di una
    autorità scientifica qualificata e
    occorre dimostrare di aver tenuto in debito conto l’esistenza di
    soluzioni alternative all’adozione
    della deroga stessa.
    DELIBERAZIONE N.
    DEL
    2/3
    L’Assessore ricorda che la Direttiva Uccelli è stata recepita dallo
    Stato Italiano con la legge 11
    febbraio 1992, n. 157, successivamente modificata e integrata dalla
    legge 3 ottobre 2002, n. 221.
    Il legislatore statale, con l’art. 1 della legge 3 ottobre 2002, n.
    221, al fine di armonizzare la
    disciplina interna con quanto disposto dalla direttiva, ha introdotto
    l’art. 19-bis della legge quadro n.
    157/1992, stabilendo che le Regioni disciplinano l’esercizio delle
    deroghe, conformandosi alle
    prescrizioni e alle finalità previsti nella stessa direttiva, nonché
    a quelle indicate nella medesima
    legge.
    Con tale modifica alla legge quadro, le Regioni sono pertanto
    legittimate a introdurre un regime
    derogatorio all’interno del preciso quadro tracciato dalla norma
    comunitaria e da quella statale.
    La Regione Sardegna ha attuato e recepito la direttiva 79/409/CEE con
    la legge 29 luglio 1998 n.
    23 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio
    della caccia in Sardegna”, e in
    relazione al regime delle deroghe sono state esitate due leggi
    regionali, la legge regionale del 7
    febbraio 2002 n. 5 dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale
    con la sentenza n. 536 del 18-20
    dicembre 2002 e la legge regionale del 13 febbraio 2004 n. 2, che non
    recependo compiutamente
    la normativa europea, ha dato luogo, nell’applicazione pratica a
    diverse problematiche.
    L’Assessore ritiene che, al fine di dotare la Regione Sardegna di una
    disciplina organica in materia
    di deroghe, occorra procedere sia all’abrogazione della legge
    regionale del 13 febbraio 2004 n. 2
    sia alla proposizione di un nuovo disegno di legge che regolamenti il
    prelievo in deroga in ambito
    regionale, in attuazione dell’articolo 9 comma 1, lettere a), b) e c)
    della direttiva 79/409/CEE.
    Precisa inoltre che il disegno di legge proposto tiene conto delle
    indicazioni della Commissione
    Europea in merito al superamento del contenzioso in essere e alle
    problematiche relative al
    contenimento delle popolazioni degli uccelli ittiofagi relativamente
    ai danni che gli stessi possono
    arrecare alle produzioni ittiche.
    La Giunta regionale, in accoglimento alla proposta dell’Assessore
    della Difesa dell’Ambiente,
    constatato che il Direttore generale ha espresso il parere favorevole
    di legittimità sulla proposta
    stessa, e constatato che sono state recepite le osservazioni dell’
    Area Legale
    DELIBERA
    di approvare l’allegato disegno di legge quale parte integrante alla
    presente deliberazione, relativo
    alla disciplina nella Regione Autonoma della Sardegna del prelievo in
    deroga ai sensi delle lettere
    a) b) e c), paragrafo 1), articolo 9 della direttiva 79/409/CEE e all’
    abrogazione della legge regionale
    del 13 febbraio 2004 n. 2.
    Il Direttore Generale Il Presidente
    Gabriella Massidda Ugo Cappellacci
    DELIBERAZIONE N.
    DEL
    3/3

  7. olati1961 scrive:

    come al solito riescono a prenderci per il c…..o-
    grazie egregi politici-
    alle prossime elezioni……
    cercatevi altre poltrone, magari quelle di casa vostra… baaa… che schifo :evil:

    • anto scrive:

      Cari amici cacciatotri di tutta la sardegna avete visto ci perndono solo per i fondelli ke solite promesse ma mai mantenute. Voi politici mirate solo alla poltrona, noi cacciatori oramai non miriamo più a niente anche perchè non ci date più la possibilità di sparare nei periodi dove la caccia deve essere aperta. Grazie lo stesso sono contento di una cosa che il mio voto elettorale non è mai andato a favore di questo governo regionale. A NDATE A CASA LE PROMESSE FATTE DAGLI UOMINI VANNO MANTENUTE COSTI QUEL CHE COSTI.GRAZIE ANCORA ABILI ILLUSIONISTI DEL C…O :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :evil: :twisted:

  8. Mauro Proietti scrive:

    un paio di considerazioni…
    1. dopo un anno di governo nessuno di voi ha fatto in modo che venisse nominato il nuovo comitato regionale faunistico
    2 la proroga ad alcune specie e con alcune modalità per febbraio andavano presentate almeno due mesi prima e scritte da persone competenti così da non incorrere in contestazioni
    Ora si cerca di rimettere i buoi nel recinto? ma quando c’era da farlo il recinto dove eravate??

  9. max68 scrive:

    grande, grandissima, e amara delusione, con relative conseguenze (perdita di credibilità etc..) :evil:
    che tristezza non ho parole.

  10. giovanni59 scrive:

    Ehi ragazzi, allora: vi abbiamo votato, ci siamo impegnati x raccogliere voti ci siamo spesi come meglio abbiamo potuto, abbiamo stravinto le elezioni, poi arriva uno neanche eletto e ce lo mette a tutti in c..o!!! beh questo signore se pur a malincuore merita tutti i miei complimenti. :evil:

  11. fiore scrive:

    INCAPACI!!!!! E BUGIARDI per giunta

    • Caro Fiore 2 miei amici sono da lunedi in Corsica ( io non potevo) , e stanno facendo fuoco a tutta birra, non ti dico i numeri per pudore…………………….si caccia tutti i giorni e anche se doveva chiudere il 20/02 , è stata prorogata fino al 28/2 vista la presenza eccezzionale di tordi(anche da noi è ZEPPO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) , e a noi rompono le PA@@E per tre giorni a febbraio !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! CI avete rotto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :( :x :cry: adieusu!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      • Diego scrive:

        Hai detto bene, CORSICA!
        Si dia il caso che qui invece siamo in Italia, dove esiste una legge quadro nazionale che prevede (anche per la Sardegna), al comma 1 dell’art.18, la chiusura della stagione di caccia al 31 gennaio…se non bastasse quello esistono anche i KC che non lasciano (almeno attualmente) nessuna possibilità di manovra riguardo ai turdidi (anzi…il 31 gennaio è già grasso che cola). M aqualcuno continua imperterrito a far finta che questo non esista…:roll:

        • EMy 74 scrive:

          Una piccola precisazione per Diego, ecco perchè vanno a caccia in spagna in molte zone anche dopo i periodi che i KC permetterebbero loro (se fai una ricerca noterai che tra i loro e i nostri c’è solo una decade di differenza ).
          Caccia per scopi ricreativi:
          Per quanto concerne la caccia ricreativa, sembrerebbe ragionevole ritenere che,
          in termini di fattori oggettivamente verificabili e considerazioni scientifiche e
          tecniche, sono attinenti le risultanze dell’analisi delle sovrapposizioni .
          È già stato rilevato dall’analisi delle sovrapposizioni che in alcuni Stati
          membri la caccia è permessa, in misura significativa, durante i periodi vietati
          ai sensi dell’art. 7, par. 4, rendendo necessarie in tal modo misure volte a
          garantire l’allineamento delle stagioni venatorie con i requisiti della direttiva.L’assenza di specie in particolari regioni nel corso dei normali periodi venatori
          a causa dei modelli migratori può anche essere un fattore da tenere in
          considerazione. Nella sua sentenza nella causa C-182/0289 la Corte non ha
          escluso la possibilità di cacciare facendo ricorso alla deroga, al di fuori dei
          normali periodi fissati a norma dell’articolo 7. Tale caccia potrebbe essere
          permessa in “territori” non frequentati dagli uccelli nel corso del normale
          periodo venatorio.
          La Spagna utilizza questo..Ovvero deroghe “eccezionali” e son molto abili nel produrre documentazioni di spessore per giustificarle.
          Questo è nquello che è uscito fuori da una discussione tra me e Cannas sul fatto che la spagna cacciasse oltre i limiti dei Ck e NON ha procedure di infrazione al riguardo.
          La direttiva permette anche questo il probblema è solo uno gli uomini che comandano!! :cry:
          Li devi avere al posto giusto e DEVONO essere preparati sulla materia. :D
          Ciao un saluto.

        • Caro Diego sono chiacchere, in Italia non andiamo perchè abbiamo permesso ai nostri nemici di fare e disfare come meglio hanno potuto , senza che le ns beneamate aavv, facessero nulla per contrastarli(complici????)!!!!!!!!!Se ci fosse volere si andrebbe a caccia, se ci può andare la Francia,la Grecia,laSpagna,ilPortogallo, se Malta va a quaglie ad Aprile…………………..ma ancora pensiamo alla UE quando il PROBLEMA per noi è in casa nostra !!!!!!!!!! :cry:

  12. giannirm2 scrive:

    Il prode Artizzu quando ha promesso e voi l’avete accontentato coi voti facendolo assessore, doveva però dire, se non riesco mi dimetto…..col cavolo che lo fà, lo sapeva bene che non sarebbe stato possibile prolungare i tempi a febbraio, non ci sono le condizioni legislative…se fosse stato recepito l’art. 38 che dilata i tempi era possibile, senza è impossibile… adesso piange, questo cari sardi è pianto di coccodrillo.

  13. sandro scrive:

    il caro Artizzu si dimentica di dire ai cacciatori Sardi che, con la sua opposizione(ha fatto ritirare il decreto che era condiviso da tutto il Consiglio Regionale), ha precluso ai cacciatori di avere 3 giornate a disposizione e la canna rigata ( come in tutta Italia )con la promessa di poter andare a febbraio, che puntualmente non si è verificata. Speriamo che anche per la prossima stagione non facciano( i cari politici, i tecnici e le”grandi” associazioni venatorie)il calendario piu’ restrittivo del Mondo anche se noi Sardi,purtroppo,siamo abituati a perdere CAPRA e CAVOLI!!!!! Tutti a ROMA il 9 marzo

  14. pietro scrive:

    IGNAZIO SEI TROPPO BUONO, ATTENTO AI VOLPONI CHE TI CIRCONDANO E CHE NON HANNO MAI AVUTO I CONSENSI CHE GLI ELETTORI SARDI TI HANNO DATO, QUESTO E’ UNO SGAMBETTO CHE POTREBBE DIRE FINE ALLA TUA AVVENTURA POLITICA.
    GRAZIE PER IL TUO IMPEGNO, CONTINUA A LOTTARE, HAI PERSO UNA BATTAGLIA E NON LA GUERRA, SCEGLI CON ACCORTEZZA GLI AMICI.

  15. emanuele farneti scrive:

    Posso capire la più che motivata amarezza,la delusiane, il girmento di … ed è giusto che sia cosi.
    Però non dobbiamo alimentare il tutto con continue bugie.
    Lasciamo parlare i fatti e non le promesse (questo e vero) ma impariamo ad analizzare i fatti con lucidità e senza alcun pregiudizio.
    Nei commenti ci sono alcune verità e tante bugie.
    Come dice qualcuno l’assessore sulla carta è un tecnico (della serie ha ricevuto nomina ma non e stato eletto direttamente) e ricopre un posto in mano alla forza politica UDC.
    Conoscendo un “minimo” la situazione politica sarda si fa in fretta a scoprire chi detta le direttive all’ ass. Uras …
    Cmq tralasciamo momentaneamente l?intreccio politico che ha portato a questa situazione del piffero.
    1) la LR N° 2 NON E STATA ABOLITA COME DICHIARATO DALL’ ASSESSORE MA SOLAMENTE MODIFICATA NEL 2006 CON L’INSERIMENTO DEL PARERE (NON VINCOLANTE) DELL’INFS(ORMAI DEFUNTO)
    2) Quanto accadde durante la scorsa legislatura come dice il sig. Sandro , non fu una sconfitta, ma una grossa vittoria in quanto dietro allo zuccherino terza giornata-canna rigata vi erano i piani faunistici con rela tivi ATC E VIA DICENDO
    3) PRETENDERE LE DIMISSIONI DI UN CONSIGLIERE REGIONALE-CACCIATORE NON PENSATE CHE SIA UN DOPPIO AUTOGOAL???
    A COSA PORTEREBBE?(sicuramente sarebbero contenti i suoi avversri politici ma il mondo della caccia ci guadagnerebbe qualcosa)
    Non pensate che l’intento dell’UDC (e non solo) sia stato quello di attaccare l’onorevole artizzu e di fargli perdere prte dei consensi ottenuti???
    Cmq …mettendo da parte considerazioni e ragionamenti …le nostre aspettative sono state tradite… e in tanti non hanno il coraggio di assumersi colpe e/o responsabilita…
    Penso che una bella mobilitazione magari a meta marzo sia necessaria non solo per rivendicare i nostri diritti e la nostra autonomia ma per ricordare che qualsiasi decisione va concordata e non puo cadere dall’ alto (vedi zps, perimetrazione dei parchi etc etc etc )

    • pierpaolo scrive:

      Caro Emanuele vorrei rispondere ai tuoi quesiti in maniera diretta come sempre ho fatto rivolgendo a te in veste di Cacciatore e non di politico altretante domande.
      1)Non avevano il tempo di approvare qualsiasi altra L.R che mettesse chiarezza e non fornisse alibi a chichessia.(hai visto cosa ha fatto Vanni ligasacchi in quest’ultimo anno)

      2)Concordo in pieno.

      3)Mi spieghi cosa ci sta a fare in una maggioranza che lo ha tradito facendogli perdere la faccia e l’onore?Perchè non raccolgono le firme depositando una vera e propria mozione di sfiducia?
      Ciao e buon lavoro.

  16. Marco Efisio Pisanu scrive:

    Ciao a tutti,
    quello che ha detto Gianluca e quello che pensano il 90 % dei cacciatori Sardi, a tal proposito voglio solo dirvi che a breve uscirà un comunicato ufficiale (spero condiviso anche dalle altre AA.VV.) in merito alle vicende che tutti i Sardi conoscono in riferimento alla caccia a Febbraio.
    Posso soltanto anticiparvi che da mercoledì 17, giorno della riunione “a cui ho preso parte” con l’Assessore Regionale all’Ambiente, ad oggi mi sono sentito con centinaia di persone da Nord a Sud, da Est a Ovest della Sardegna e vi posso garantire che SIAMO TUTTI INCAZZATI NERI e disposti a farci sentire in maniera CLAMOROSA. Stiamo programmando una serie di incontri in varie parti dell’isola, se siete interessati potete contattarmi ai seguenti recapiti: marco.pisanu@ibero.it cell. 333 27 17 220 abitazione 0783.91528.
    E’ ARRIVATA L’ORA DI DIRE BASTA ALLE CONTINUE PRESE PER IL C..O.
    A presto Marco Efisio Pisanu
    Presidente Regionale C.P.A Sardegna

  17. osg1959 scrive:

    A questo punto conviene guardare avanti e proporrei come gesto concreto in favore dei cacciatori sardi (da sempre sottoposti ad un calendario venatorio di inaudita restrittività (e non se ne è mai compreso il motivo) di inserire sin dal prossimo calendario venatorio la terza giornata di caccia alla migratoria, anche fissa (es. il sabato), come avviene per tutte le altre Regioni, dove peraltro la terza giornata è a scelta. Sarebbe una cosa assolutamente nei termini di legge, al riparo da ricorsi, interpretazioni, malintesi, ecc. ecc.
    Cordialità

  18. Mauro S.Gavino scrive:

    Carissimo Ignazio, capisco il rammarico che provi per non aver onorato gli impegni presi in campagna elettorale, capisco anche che non è facile lavorare e confrontarsi affianco ad una corrente politica influenzata dal Ministro dell’ambiente Prestigiacomo e il Ministro del Turispo Brambilla, tutte due contrarie a qualsiasi modifica della Legge 157. E’ per questi motivi che oggi più che mai bisogna far valere i nostri diritti di cittadini Europei e di Sardi. Tutti a Roma il 9 marzo per una grande manifestazione pacifica.

    Ignazio non abbassare la guardia e continua la tua battaglia coniugando la tua posizione politica e quella di un grandissimo cacciatore.
    Mauro.

    :?:

  19. emanuele farneti scrive:

    Pierpaolo hai detto cose piu che giuste…qui al sud lunedi iniziamo con le assemblee.
    Abbiam o stilato un documento congiunto è stiamo avviando le sottoscrizioni …nulla di che le solite cose condivise da tutti…tipo del documento nome cognome e numero di porto d’ armi.
    L’obiettivo e 20000 firme nella sola provincia di cagliari….
    Poi il tutto verra pacatamente consegnato ai nostri rappresentante.
    Per il resto a meta marzo vediamo di organizzare una bella manifestazione…inviteremo anche i politici e vedremo chi sara con noi chi contro.

    • pierpaolo scrive:

      Propongo di aggiungere oltre al nome,cognome,n. di Porto d’armi anche una copia della scheda elettorale.
      Cosa ne pensi?
      A presto.

  20. Caterina scrive:

    Salve,
    ricordo a tutti gli amici cacciatori che da più di un anno è sul mercato editoriale sardo una rivista mensile sulla caccia in Sardegna (OBIA) aperta a tutti coloro che vorranno avere voce in merito a qualsiasi argomentazione inerente. Mi preme sottolineare che OBIA non ha nessuna tessera, non ne vuole avere e mai ne avrà, sino a quando sarò io il direttore responsabile in carica. Per noi tutti i cacciatori sono uguali e provengono dallo stesso schieramento: quello dei cacciatori appunto. Il nostro intento è solo quello di parlare della vostra passione,darvi una mano ad affermare i vostri diritti e promuovere le vostre lotte, nel rispetto della legge, una legge adeguata, se fosse possibile come tutti auspichiamo. Colgo l’occasione per farvi avere l’indirizzo di posta elettronica a cui potrete inviare la vostra corrispondenza
    obiacaccia@libero.it

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