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Siena: Arcicaccia, rilanciare caccia al fagiano

| 15 febbraio 2010 | 44 Comments

csaa-arcicacciaARCI CACCIA – C.S.A.A.
FEDERAZIONE PROVINCIALE DI SIENA
Comunicato stampa n. 4 del 13 febbraio 2010

In un documento le linee guida su caccia e tutela del territorio
Arcicaccia: rilanciamo la caccia al fagiano e alla piccola selvaggina nobile stanziale

Rilanciare la caccia alla piccola selvaggina nobile stanziale, rilanciare in particolare la gestione del fagiano, per anni trascurato in favore di altre specie. È questo l’aspetto principale che emerge da un documento di Arcicaccia Siena, nel quale si individuano le linee di indirizzo dell’associazione nel medio periodo.

Interventi ed iniziative per rilanciare la caccia al fagiano. “Negli ultimi anni – si legge nel documento – siamo stati assorbiti troppo dai problemi creati da specie selvatiche in sovrannumero, soprattutto cinghiale e capriolo. Il rilancio di una specie come il fagiano, di primaria importanza per il mondo venatorio, è per noi fondamentale. Serve innanzitutto un monitoraggio della popolazione dei fagiani nel territorio e un’attenta analisi delle difficoltà che sta incontrando questa specie negli ultimi anni a questo proposito segnaliamo un interessante progetto attualmente allo studio da parte dell’Ambito territoriale di caccia 19. Dobbiamo potenziare da subito il sistema di controllo dei predatori, ed inoltre stiamo promuovendo un convegno per studiare ed approfondire le caratteristiche alimentari, territoriali e sanitarie del fagiano, utili al rilancio di questa specie”.

I danni causati da cinghiali e caprioli. “L’aumento delle specie antagoniste alla piccola selvaggina – prosegue il documento – in particolare cinghiale e capriolo, è causa non solo di gravi danni agricoli, ma anche di ingenti danni faunistici, soprattutto nei periodi della riproduzione. L’azione di contenimento e mantenimento entro densità accettabili di queste specie soprattutto all’interno di strutture pubbliche di ripopolamento , quindi, è utile anche per un corretto equilibrio tra specie di fauna selvatica ed è soprattutto il fagiano che potrebbe beneficiarne. Anche per queste necessità di gestione faunistica oltre che per i frequenti incidenti stradali e le sollecitazioni continue da parte degli agricoltori danneggiati, non possiamo restare inermi di fronte a ricorsi al Tar e conseguenti sospensive, come accaduto in passato”.

Contro il bracconaggio più coordinamento con i volontari. “Dobbiamo dare un segnale anche nel versante della tutela e del controllo delle nostre strutture di ripopolamento e cattura contro il bracconaggio - prosegue il documento – fenomeno purtroppo in aumento anche nel nostro territorio. Serve una nuova sinergia tra la Polizia provinciale e la vigilanza volontaria che le associazioni venatorie possono mettere in campo. A questo proposito la nuova convenzione siglata con l’Amministrazione provinciale va proprio nella direzione di valorizzare il contributo e la preparazione delle guardie volontarie”.

Altri interventi importanti per il territorio e la caccia. “In generale è necessario uno sforzo per assicurare, nonostante il progressivo diminuire delle risorse economiche disponibili e quindi degli operatori, una serie di interventi importanti per il territorio , a cominciare dal controllo costante delle strutture. Diverse zone di ripopolamento e cattura e di rispetto venatorio presentano, negli ultimi anni, evidenti segni di stagnazione e criticità. Occorre infine promuovere ed incentivare azioni di salvaguardia della fauna come il recupero delle uova, l’utilizzo delle barre di involo durante gli sfalci, è indispensabile inoltre la collaborazione con gli agricoltori, dobbiamo ripartire con i miglioramenti ambientali il mantenimento o ripristino di siepi campestri, boschetti e cespugliati, che sono in continua diminuzione”.

I prossimi mesi vedranno sicuramente impegnata la nostra associazione in questo non facile ma entusiasmante progetto di rilancio, al quale vorremmo coinvolgere anche le altre associazioni venatorie ed agricole presenti nel nostro territorio.

Category: .In Evidenza, Arcicaccia, Toscana

Comments (44)

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  1. massimo fedeli scrive:

    Tutto ottimo e condivisibile, però ci sono anche altre regioni e province che stanno peggio di quella di Siena, che anzi è un paradiso terrestre venatico, vorrei chiedere, ma la starna? perche non cercare di rilanciare questo magnifico gallinaceo, nel Lazio sono anni che non si caccia , e i risultati? certo gli ambienti oramai sono devastati per la starna, ma in certe zone del viterbese e del reatino il rilancio della specie si potrebbe attuare.

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      Massimo io l’articolo l’avrei impostato in questo modo: Siena, Arcicaccia rilanciare la caccia al pollo colorato d’allevamento. Questo è il primo passo per creare ulteriori reciinti a pagamento dove ognuno avrà a disposizione la selvaggina “nobile” stanziale allevata con mangimi ogm. Gradirei sapere dall’Arcicaccia stessa cosa c’è rimasto di nobile in questa selvaggima quando è tutta roba nata in allevamento. Questo è il passo finale per rinchiudere il cacciatore nelle riserrve, come gli yankee fecero due secoli fa con gli amerindi (popolazioni originarie dell’America del Nord), dare la possibilità a tutti di trovare sul territorio selvaggina pronta caccia ed abbandonare così la vera caccia, quella alla selvaggina migratoria.

      • Giuseppe Gesuale scrive:

        Ma cosa stai dicendo? Ma la conosci la realtà di Siena? Da questi interventi si capisce solo che c’è pretestuosità e null’altro. A Siena non un solo fagiano che è uno viene dalla voliera. Gli animali (fagiani e lepri) si riproducono naturalmente nelle zone chiuse alla caccia (ZRV e ZRC) e successivamente vengono immessi in territorio libero grazie al lavoro di tanti cacciatori volontari che a te e a chi la pensa come te è del tutto sconosciuto.

        • fiore scrive:

          ti adoro dillo e scrivilo forte, qui c’è qualcuno che qualcuno che parla perchè c’ha la bocca, o meglio scrive perchè c’ha la tastiera. DIGLIELO COME SONO I FAGIANI E LE LEPRI!!!! non sono come quelle che lancia federcaccia in cambio di un coltellino, mezzi moiano la notte stessa e mezzi non gli spari nemmeno perchè te li piglia il cane!!!

          GRAZIE SIGNORE DI AVER MANDATO A SCRIVERE QUI
          Giuseppe Gesuale

        • Gianni scrive:

          Da cacciatore del lazio ATC LT 2 ma con secondo ATC SI 17 devo ammettere che i cacciatori di questi ATC toscani possono essere orgogliosi della gestione del territorio e dovrebbero essere presi ad esempio da tanti altri ATC d’Italia. Sicuramente c’è da migliorare anche là, ma comunque sono molto avanti e non credo che i risultati siano per le bandiere venatorie, ma soprattutto per come i cacciatori toscani sentono il loro territorio e la caccia.
          MI RACCOMANDO STASERA TUTTI AL TELEVOTO DI PORTA A PORTA.
          Gianni Matteuzzi

  2. lucas scrive:

    Diciamo pure che la caccia al pollo colorato (rigorosamente made in voliera :mrgreen: ) è l’unico tipo di “caccia” ai volatili che ormai concepite, al fine di non urtare la suscettibilità dei vostri compagni seduti al tavolo dei portatori dei casi vostri.
    Comunque 10 in comicità: l’aggettivo “nobile” riferito a certi gallinacei fa veramente ridere… :mrgreen:

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      Cosa credevi di aspettarti……………………….dai Compagni della Natura? La natura non è nata con l’immissione sui territorio di polli colorati (fagiani, starne e pernici) perchè la natura stessa aveva provveduto ad immetterli e mantenerli. Ed io dovrei cacciare questa selvaggina e vantarmi del mio carniere?

      Per Massimo: ora abbiamo scoperto il tuo punto debole. Sei tutto culòo e camicia ……………con i compagni della natura.

      • massimo fedeli scrive:

        Ma che dici? a me piace il selvatico e l’ambiente x il selvatico, ripeto bisogna fare di più per la starna, ciao. :wink:

        • fiore scrive:

          la starna non ci campa deciodere o la starna o il fagiano insieme nisba!! nel Grossetano 3 anni fa si trovò una brigata poi mai più trovato niente, ma credo che continui il tentativo di produzione

  3. ritz scrive:

    L’iniziativa è buona.Basta con questa caccia agli ungulati e riguardiamoci indietro, quando imparammo la CACCIA con il cane mentre altri andavano a mettersi a sedere, al riparo di qualche frasca, e aspettare qualcosa che avesse le ali. A ognuno la sua CACCIA ma sentir dire “fagiano = pollo” vuol dire che questi piccoli cacciatori difendono il loro mondo e se fregano di tutto quello che la CACCIA significa. Affermare che solo la migratoria E’ CACCIA e che il fagiano è animale da allevamento e non vale la pena sciupare una cartuccia. Ma chi sono questi che la pensano così?
    Mi par di capire che sono i cosidetti “sparatori” a cui piace sfogarsi andando a caccia all’estero e avere sempre il pensiero di dover battere il record personale di “capi abbattuti”. Altro che 20 capi e poi smettere!
    All’ ARCICACCIA chiedo: che bisogno c’è di fare il solito CONVEGNO? o Non ci sono i cacciatori che conoscono il fagiano? Non c’è mica bisogno di studiosi per capire che le Z.R.C. oramai sono vecchie di oltre cinquant’anni e che i cartell sono incorporati nella corteccia delle quercie? Vanno fatte ruotare a periodi più stretti. Ma che fine hanno fatto i famosi ” volerioni” onore e vanto delle A.V. senesi? Giusto ridurre cinghiali e caprioli che distruggon covate intere, giusto potenziare con meno vinccoli l’abbattimento selettivo di volpi, gazze, cornacchie etc.,giusto rivalorizzare le ZRC e catturare in base alla loro produttività. E poi basta con ZRC infnite (vedi Val d’Orcia) con migliaia di ettari di solo zolle e pecore, prive di qualsiasi altra forma di vita. Lì i fagiani non ci stanno più. Sentir parlare poi di starne da uno che spara alla migratoria fa ridere. La starna non potrà più esistere,è come per i dinosauri, il passero solitario, lo strillozzo, e fra poco anche per LA BECCACCIA, il tordo e la lodola sinchè saranno consentiti i richiami e la caccia all’estero. E allora si tornerà indietro, al fagiano, che ha salvato la CACCIA CON IL CANE.
    Roberto Vannuccini

  4. SPRINGER scrive:

    In effetti l’ ennesimo ” Convegno ” serve a poco . Adesso serve l’ agire nella direzione auspicata di rilanciare la caccia a tutta la ” stanziale ” ( non solo al Fagiano ) dando modo ai possessori di cani da ferma – cerca – seguita di poter svolgere al meglio e con soddisfazione la loro passione . Questa soddisfazione non deve necessariamente passare per il numero piu’ o meno cospicuo delle catture , anzi e’ il contrario , semmai per quello della qualita’ della selvaggina abbattuta preferendo la cattura di pochi capi ma buoni piuttosto che a cospicui ” pronta caccia ” . E’ la mentalita’ del cacciatore che deve cambiare di pari passo agli sforzi profusi per ” dar vita ” a questo progetto .
    Non sono d’accordo sul fatto che la Starna non possa piu’ esistere in Italia . Certo l’ ambiente – il territorio e l’ agricoltura in molte zone sono profondamente cambiati , ma ancora zone adatte alla sua reintroduzione e sopravvivenza esistono . Tutta sta a individuarle e a mettere in pratica tutti quegli accorgimenti che possano far ” attecchire ” questa specie sul territorio prescelto . Tutti pero’ e ben fatti altrimenti non essendo specie adattabile e ” rustica ” come il Fagiano i risultati non arriverebbero .
    Il prelievo poi dovra’ essere assolutamente adattato alla ” fragilita’ ” di questa specie , percio’ fatto solo nel momento in cui si dovesse riscontrare una loro sufficiente presenza numerica che lo renda ” sostenibile ” e in numero di capi limitatissimo . Altrimenti tutto il lavoro fatto e l’ impegno profuso verra’ in brevissimo tempo ( anche solo una stagione di caccia ) inficiato .
    Se questa sufficiente ” densita’ numerica ” non venisse raggiunta , sara’ bello ugualmente ammirarle senza cacciarle con la consapevolezza di rispettare un selvatico con una popolazione non sufficientemente ” forte ” a sostenere il prelievo venatorio in aggiunta a quello ” naturale ” e l’ orgoglio di aver re-introdotto NOI una specie che solo grazie al NOSTRO impegno e rispetto ha ancora modo di esistere libera in Natura per essere ammirata da tutti . Ambientalisti compresi .
    Ci vuole un progetto – il tempo necessario a metterlo in pratica e l’ impegno alla protezione assoluta da parte dei cacciatori . Del resto in ” America ” ci hanno impiegato 60 anni prima di poter riaprire la caccia al Tacchino selvatico partendo da una manciata di esemplari superstiti . Non per questo hanno desistito dal farlo catalogandolo come ” impossibile ” . E il tempo e gli sforzi profusi da tutti , cacciatori compresi , gli hanno dato ragione .

  5. massimo fedeli scrive:

    Fagiano e starna non condividono gli stessi territori, è difficile che dove prosperi il fagiano esista anche la starna, nun sè ponno vedè. :roll:

  6. paolo scrive:

    Io credo che l’arci dovrebbe rilanciare i cacciatori,e la legge in corso di approvazione,e lasciare da parte queste cose publicitarie.
    Siate coerenti non pensate solo a VOI stessi.

    • fiore scrive:

      questa non è pubblicità questo è rispetto della caccia e dei cacciatori e una prova concreta che se il lavoro viene fatto con passione e esperienza i risultati si vedono.

  7. Luca C.P.A.L aderente CONFAVI scrive:

    stasera a porta a porta ce orsi e ci sara’ il tele voto bisogna tutti innondare di voti perche’ sicuramente gli ambientalisti faranno lo stesso fate girare la notizia

  8. SPRINGER scrive:

    Bhe’ certo …….. parlare di selvaggina e’ in effetti fuori luogo e ” cosa pubblicitaria ” che non ha da farsi . In fondo che ‘cce frega a noi cacciatori della selvaggina .
    Molto meglio parlare di politica – partiti politici – uomini politici – Associazioni legate alla politica – elezioni politiche – manifestazioni politiche – ecc. ecc. ecc………….. :mrgreen:

  9. Giacomo scrive:

    dobbiamo ripartire con i miglioramenti ambientali il mantenimento o ripristino di siepi campestri, boschetti e cespugliati, che sono in continua diminuzione”.
    —————————————————————————————————————————————–
    Questo bosogna fare innanzitutto altrimenti è tutto vano. Non si può prescindere assolutamente dall’iniziare con il recupero degli habitat. Mi piacerebbe sapere come farete :twisted:
    Non basta venire a dire che volete riabilitare il fagiano, che comunque è un’ammissione che fino ad ora (e sono 18 anni) lo avete trascurato come avete trascurata la starna e la coturnice che non ho sentito nominare. La 157 è un fallimento non solo per la migratoria ma anche per la stanziale da penna, adesso lo avete ammesso ? Mah… ! Non sarà mica anche questa una bufala elettorale ? O forse è perchè state perdendo colpi ?
    Comunque non è mai troppo tardi per riparare agli errori per cui incominciate a rimboccarvi le maniche !! E tanto per iniziare incominciate a venire alla manifestazione a Roma e poi raccomandando ai vostri di far approvare l’articolo in discussione alla Camere. Poi possiamo anche sotterrare l’ascia di guerra visto che ci trattate come gli indiani e parlare di aggiustare questo mondo bistrattato della caccia. Io che sono cacciatore di bosco bevo solo acqua chiara di fonte all’ombra di querce e di ginestre…….. Salutiaaaamo :roll:

  10. Ezio scrive:

    “I prossimi mesi vedranno sicuramente impegnata la nostra associazione in questo non facile ma entusiasmante progetto di rilancio, al quale vorremmo coinvolgere anche le altre associazioni venatorie ed agricole presenti nel nostro territorio.”

    Il miei più sinceri “in bocca al lupo”!!

    Ezio.

  11. vincenzo scrive:

    Chissà perchè quando si parla di progetti ed idee per la caccia su cui c’è da “discutere e soprattutto lavorare” dobbiamo sempre ridurre il tutto a progetti e campagne elettorali. Le idee per salvare la caccia in questo paese sono poche anche tra gli addetti ai lavori ed almeno a chi fa progetti e considera il fagiano un selvatico com’é e come dovrebbe essere se gestito correttamente, diamo il nostro apprezzamento e non continuiamo nelle solite, eterne,sterili rivedicazioni basate sul nulla o sulla polemica di parte che nulla hanno a che fare con una visione della caccia vissuta con realismo e responsabilità

  12. sergio 55 scrive:

    x ritz senon posso cacciare la migratoria con i richiami allora anche tu vai a fagiani senza il cane.

  13. Ezio scrive:

    “….e fra poco anche per LA BECCACCIA….”

    Sai anche dirmi fra quanto poco???!!…

    Giusto per regolarmi…perchè dalle mie parti non ho mai trovato tante beccacce come negli ultimi 10 anni…. :roll:

  14. henri (radere igor) scrive:

    Stanzialisti e migratoristi.
    Ma quanti stanzialisti se gli passa un tordo spra la testa non gli spara?
    E quanti migratoristi se alzano un fagiano coi piedi non gli sparano?
    Io caccio con lo springer la stanziale, ma se mi parte un tordo o un merlo che faccio, lo fo andare?
    Ma te posino. Vuole dire essere sparatore? Allora lo sono.
    Vi saluto.

    • fiore scrive:

      Figurati io che non c’ho nemmeno il cane!!! ognimodo che fa la penna con il cane da penna i tordi non li guarda nemmeno magari ci va senza cane sennò addio

      • henri (radere igor) scrive:

        Fiore, lo pringer trova e riporta tutto.
        Lo ho preso apposta. Se volevo un cane solo per la penna mi prendevo un setter. Chi sostiene da una parte o dall’altra che non fa quello che io ho ammesso di fare o è un santo o è un furbetto. Di santi non ne conosco per cui….
        Ti saluto.

        • fiore scrive:

          Henri io e la mia banda si fa come te infati si caccia con un cocker e una meticcia breton setter e si tira a quello che vola ma ti posso assicurare che chi va con i setter o i pointer ma anche con lo springer in certi casi va solo per fagiani o beccacce sennò il cane lo sciupi o quella o quell’altra magari anche i setter puntano i merli ma non gli sparano

        • Giacomo scrive:

          Chi va con il cane da ferma alla penna non si sognerebbe mai di sparare ad un tordo o qualsiasi selvatico che non vive razzolando per terra, tranne se non ha un cane talmente addestrato che possa capire quando sta a beccacce, fagiani ecc o quando il padrone spara in aria e deve solo riportare.

          Molti cani da ferma sono stati rovinati per sparare in aria ad un tordo o un merlo in un bosco, e vi dico il perchè anche per far capire a chi non vuole fare distinzione e fa tutta l’erba un fascio. Se in special modo si spara ad un merlo su un cane giovane per la caccia alla beccacia è la fine ! Perchè il cane capisce che si vuole sparare anche al merlo, per cui alle prossime pasture di merlo (che e un uccello che se la fa anche nella bassa macchia e nei rovi) lo fermerà. A questo punto se ci si trova su terreno in pendenza per fare quei 100 m per raggiungere il cane ti scende la lingua nei calzini perchè credi che tiene davanti una beccaccia, ed invece vola un merlo. Questo è un esempio che il sottoscritto ha potuto constatare con il cane di un amico che per recuperarlo ha dovuto faticare non poco. Un vero beccacciaio non fa la posta alla beccaccia figuriamoci se spara ad un tordo o ad un merlo……….
          Chiaro caro Henri (Radere Igor ). :wink: Salutiamo

        • henri (radere igor) scrive:

          Giacomo,
          per il cane da ferma ok, ma per un cane da cerca la cosa è diversa. Se ti riferisci al fatto che ho detto che chi fa la stanziale spara anche merli e tordi col cane da ferma, credo siano ben pochi quelli che fanno come te.
          Ciao.

        • fiore scrive:

          Henri hai fatto indiavolare Giacomo selo tocchi nel vivo ti bacchetta occhio

          bona a tutte due

        • henri (radere igor) scrive:

          Azz…. :oops: :wink:

      • massimo fedeli scrive:

        E no , caro Fiore io ai tordi ci vò col cane, a penna ci vò col cane , avendo un cane da cerca, da riporto, riporto in acqua…………SPRINGER il cane x la caccia di oggi :wink:

        • massimo fedeli scrive:

          lo vedi quello nella foto è BRED, prima beccaccia a 8 mesi :wink:

        • fiore scrive:

          occapito ma se vuoi fare il fagiano come dio comanda lo devi fermare sennò finisce la poesia, non ho detto che è vietato lo fo anch’io il cane a caccia serve fra una cosa o l’altra ti fa fare ilcarniere doppio

        • henri (radere igor) scrive:

          Fiore, dove caccio è pieno di roveti, hai voglia a fermarli certi fagiani, se non hai il cane che entra senza paura te lo lasci dove stà. Più di una volta anche quest’anno quando arrivavo e c’erano i cani in ferma mi chiedevano se gli facevo la cortesia di chiamare lo springerino perchè era da mezzora che stavano li e non concludevano nulla. Arriva,sente,entra,invola e se spari diritto riporta tutto.
          Ciao.

        • fiore scrive:

          Henri, non voglio fare discussione anche perchè non sono pratico di caccia con il cane da ferma, e conosco le qualità e la passione che lo springer a, un mio amico ne ha due che fanno paura entrano dappertutto, però si può ovviare al problema dei rovi uscendo con il setter non la mattina presto ma sul mezzo del giorno quando con la calma e con la fame il fagiano è più facile trovarlo alla pastura ed è meno probabile trovarlo nei rovai, poi anche i setter quando vogliono entrano certo non come lo springer ma entrano.

        • henri (radere igor) scrive:

          Diciamo la stessa cosa in maniera diversa.
          Ciao.

        • fiore scrive:

          a volte un ci si capisce, solo per la foga di sostenere le nostre idee non si capiscono bene quelle degl’altri,

          ciao

      • Giacomo scrive:

        Fiorello cerco solo per quello che ne posso sapere per vita vissuta sul campo di dare il mio apporto alla discussione………… niente altro :?

    • Ezio scrive:

      Dalle mie parti chi caccia col cane da ferma non spara ai tordi….

      I segugisti manco ai fagiani ed alle pernici …

      Poi ci sono le eccezioni, ovvio ma tali rimangono.

  15. cialluk scrive:

    Ma l’arci,fino ad ora, dove era? Perchè queste cose non le ha dette e sostenute da sempre?
    Perché dopo queste affermazioni non convoca i suoi pochi iscritti rimasti e li manda a Roma?
    Se oggi la caccia è ridotta così,lo dobbiamo ad arci e fidc che continuano a difendere la vecchia 157 e non ci permettono di entrare in Europa usufruendo di quei benefici di cui già godono gli altri cacciatori europei.Nell’atc19 si (bilancio 2009),parlano di un progetto sul fagiano,progetto che non ha dato alcun risultato.Va anche ricordato che l’atc19 si ha un saldo passivo di Euro 69.768,43.
    Come è possibile con queste cifre continuare a fare progetti; perchè lamentarsi di stagnazione e criticità di zrc e zrv quando i compagni di arci sono quegli ambientalisti che quotidianamente ricorrono contro l’abbattimento di caprioli,cinghiali e nocivi contribuendo così ad un ulteriore decadimento della caccia,dei suoi equilibri e dei rapporti tra agricoltori e cacciatori ed anche,cosa ancora peggiore, tra gli stessi cacciatori.
    In materia di caccia,dall’arci non abbiamo niente da imparare e, parte dei suggerimenti che propone, molti cacciatori ed agricoltori,coscienziosi ed amanti della caccia e della natura,già da tempo li stanno mettendo in pratica(atc 19 si).
    Questo è solo un ultimo disperato tentativo, visto la moria di tessere, ma, come dice il proverbio,chiudono la stalla quando i buoi sono già scappati.
    Un saluto ai veri cacciatori.

  16. ritz scrive:

    per Giusti ed altri: sono stato un pò duro sulla migratoria, ma sentir dire che il fagiano è un pollo colorato, facile da trovare ed abbattere, mi si altera l’animo. Capisco che chi va con il cane da cerca per sparare a tutto, dal tordo. al merlo, fagiano o beccaccia, ogni animale è uguale. Non per me e tanti altri che tutto l’anno vanno a caccia con cani da ferma (da ferma) per fagiani e beccacce, lasciando ad altri tutta la migratoria. Ho oltre cinquant’anni di Caccia e vorrei continuare ad andare con cane da ferma alla selvaggina nobile, purtroppo ogni anno è peggio da quando fu abrogata la Legge 968 e sostituita dalla 157/92 e con essa furono distrutte le Riserve Private intorno alle quali si cacciava tutto l’anno. E questo fu merito sopratutto dell’Arcicaccia, se non vado errato.
    Roberto Vannuccini

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