Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

Al via il progetto Wolfnet

| 9 febbraio 2010 | 14 Comments

AL VIA IL PROGETTO «WOLFNET» PER IL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE DI TUTELA DELLA SPECIE
Il ritorno del lupo, ora non fa più paura
Si ripopolano i branchi nel Parco della Majella. Merito dell’intesa con gli allevatori e della lotta al bracconaggio

LupoMILANO – Il problema, per certi versi, è Cappuccetto Rosso, la prima fiaba che si impara da bambini. Lì dentro, nelle parole raccontate da Perrault e dai fratelli Grimm, il lupo è decisamente cattivo. Anzi, è il cattivo per antonomasia, le ha tutte lui: subdolo, crudele, perfido, insaziabile. Tutto forse parte da lì. E da credenze e falsi miti attorno a questo predatore che si sono tramandati nel tempo. Ma il lupo, fuori dalle favole, è anche e soprattutto un anello importante della catena alimentare di diverse regioni italiane e l’immagine negativa che si è portato appresso per tanti, troppi, anni ha fatto sì che nella storia sia stato spesso considerato una minaccia, per l’uomo e per il suo bestiame. E di conseguenza da eliminare. In alcuni casi lo sterminio è riuscito e in diverse aree la sua scomparsa ha provocato uno sviluppo incontrollato di quelle che sono sempre state le sue prede, con uno squilibro che ha poi avuto ripercussioni anche sulla vita dell’uomo.
Tempo da lupi

INVERSIONE DI TENDENZA – A volte, però, ci sono anche le notizie positive. E in questo 2010 anno dedicato dall’Onu alla difesa della biodiversità, dal Parco nazionale della Majella, in Abruzzo, arriva l’annuncio che lascia ben sperare: il lupo è tornato. Nella riserva abruzzese sono stati censiti dodici branchi per un totale di un’ottantina di lupi. Tra i primi in Italia a mettere in atto un sistema di sorveglianza sanitaria sulla fauna selvatica, il Parco della Majella ha lavorato negli ultimi anni per raggiungere l’obiettivo di una serena convivenza tra i lupi e le popolazioni locali. «Nei 75 mila ettari del suo territorio protetto, negli ultimi 7-8 anni il conflitto con il settore zootecnico si è trasformato in gestione collaborativa del rapporto uomo-lupo – spiegano dalla sede di Badia Morronese, presso Sulmona -. Indennizzi economici, incentivi per l’adozione di misure di prevenzione, attività investigativa sul controllo delle morti illegali, sistemi di controllo e monitoraggio del lupo altamente tecnologici come la radiotelemetria satellitare hanno permesso di abbattere la mortalità del bestiame e di migliorare il rapporto tra lupi e allevatori». I radiocollari consentono di seguire gli spostamenti dei lupi fino a 12 volte al giorno e di intervenire in caso di un loro avvicinamento eccessivo alle mandrie.

TUTELA E CONTROLLO – Il parco della Majella, assieme a quello delle Foreste Casentinesi e a quello del Pollino e ad una serie di altri enti territoriali, sta promuovendo anche un progetto Life (che usufruisce del sostegno dell’Unione Europea) per il coordinamento delle misure di monitoraggio del lupo sugli Appennini. «Wolfnet», così si chiama, sarà presentato venerdì a Sulmona in occasione del workshop che darà il via all’iniziativa. L’operazione mira a tutelare da un lato la sopravvivenza della specie (ad esempio con interventi contro il bracconaggio o con una maggiore protezione dei territori in cui vivono nei periodi riproduttivi e alle diverse fasi del ciclo biologico della specie), dall’altro alla messa a punto di di politiche di controllo e di contenimento che rendano sempre più compatibile la convivenza al fianco di realtà urbanizzate.

MODELLO DA ESPORTARE – L’obiettivo è inoltre quello di esportare un modello di gestione, sostenibile sul lungo termine e rimodulato sulle caratteristiche locali ecologiche e socio-economiche, all’interno di altre aree protette e territori non protetti della rete Appennino Parco d’Europa. Per realizzare il progetto, che ha un costo complessivo di un milione e 600 mila euro di cui un milione finanziati da Bruxelles, saranno tra l’altro sviluppate nuove procedure di accertamento dei danni causati dai lupi agli allevamenti e creati gruppi operativi specialistici composti anche da veterinari che avranno il compito di effettuare attività diagnostiche e medico-legali e attività investigative di contrasto alla persecuzione illegale nei confronti del lupo. «I danni causati al bestiame domestico sono uno dei motivi principali per i quali i grandi carnivori, orsi e lupi in particolare, sono stati perseguitati per secoli. L’approvazione del progetto Life Wolfnet – spiega il direttore del parco Nicola Cimini – rappresenta il coronamento delle attività intraprese negli ultimi anni dal Parco nazionale della Majella con impegno e professionalità sulle problematiche della coesistenza lupo-uomo».

Al. S.

Tratto da http://www.corriere.it

LA SCHEDA – Il lupo appenninico nel Parco della Majella

Category: .In Evidenza, Abruzzo, Curiosità

Comments (14)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. massimo fedeli scrive:

    Attenti al lupo!!!!!!!!!! 8O quanti euro da Bruxelles ma non potevano servire x il ripristino ambientale? il lupo oramai gode di ottima salute l’altra notte mio cugino nè ha avviastati altri due, nevicava e se li è trovati davanti al fuoristrada, mentre svalicava a 1100mt. x rientrare al paesello.

  2. Sololasipe scrive:

    Bocca mia statte zitta….! Questi bestialisti si nascondono sempre dietro termini amerikanofili.
    Wolf vuol dire “lupo” e “net” vuol dire rete.Il progetto si chiama “Life wolfnet” ….me’cojoni…!!! Ma la realtà è ben altra! Molti di questi “wolves” son, già da tempo, incrociati con cani da pastore ed affini e procurano danni che sono rimborsati, dalla Regione, in tempi lunghissimi e dopo lunghe e costose perizie pagate da Pantalone. Il rimborso pro-pecora è assolutamente inadeguato,per cui i pastori risolvono il problema a modo loro :roll: Amen

    • Claudio Mangini scrive:

      solo nella misura del 5% si osservano le ibridazioni…accertate e documentate. Un po’ pochino per un allarme… Cordialità

  3. massimo fedeli scrive:

    20 euro a pecora quando va bene, cioè devi ritrovare almeno la testa con i cotrassegni ( le targhette poste sugli orecchi) cosa giusta, ma a volte non ritrovi neanche quella, e gli allevatori ricorrono al fai da te, come dice sololasipe :roll:

    • Claudio Mangini scrive:

      Ciao Massimo, non è proprio così. I risarcimenti – molto più alti rispetto al dato che citi – sono disciplinati da una legge “preventiva/assicurativa” – lo sappiamo tutti. Se per assumere un operaio si devono seguire delle regole nel campo antinfortunistico (come per ogni lavoro, anche e soprattutto agricolo), non vedo perché gli allevatori debbano esserne esenti in merito alla sicurezza delle greggi.

  4. lucas scrive:

    La presenza del lupo è incompatibile con l’attività di allevamento del bestiame.
    Per questo motivo fu eradicato nel passato e per lo stesso motivo, dopo le scellerate immissioni degli ultimi anni, lo sarà anche in futuro.
    La gente delle montagne, abbandonata a se stessa, si regolerà alla solita maniera.

    • Claudio Mangini scrive:

      “La presenza del lupo è incompatibile con l’attività di allevamento del bestiame.”
      Quindi secondo lei questa è una giustificazione accettabile nel 2010? Sterminare ogni cosa sia in conflitto con le attività umane?
      Oppure crede che si debba cercare una forma di convivenza tranquilla, unitamente a progetti seri che migliorino la qualità della vita di chi lavora nelle montagne?
      Io lavoro sulla seconda ipotesi, ed abbiamo dimostrato in alcune occasioni che il lupo può essere un valore aggiunto – e una risorsa – nei territori montani del centro Italia ormai in via di spopolamento e abbandono.

      • massimo fedeli scrive:

        Sono d’accordo con lei sig. Claudio, il lupo deve essere una risorsa x l’ambiente, certo che è un nostro competitore, ma essendo cacciatore come me……………….il lupo merita rispetto, gli allevatori si devono adeguare, non possono pretendere di lasciare incustodite le greggi, basta poco x convivere al meglio, la saluto cordialmente :wink:

      • lucas scrive:

        Un “valore aggiunto”? E per chi? Non certo per chi in quei posti ci vive.
        Stiamo parlando di un animale pericoloso anche per l’uomo, specie quando gira in branchi, per non parlare del danno che fa agli allevamenti.
        Ma comunque, come dicevo, la gente del posto sa adattarsi a tutto…

        • Claudio Mangini scrive:

          La “gente del posto” deve rispettare le leggi come tutti noi. Il “valore aggiunto” a cui mi riferisco è stato sperimentato da più parti e da varie associazioni. Il lupo ha procurato turismo verde, turismo ambientale, e per aree sperdute tra i monti è un punto di forza su cui poter contare senza ricorrere all’assistenzialismo.
          Il lupo non è pericoloso per l’uomo, è solo un competitore naturale e un predatore.

  5. SPRINGER scrive:

    Ma li leggete gli articoli prima di commentarli o date fiato alle trombe solo perche’ il buon Dio ( sbagliando ) ve le ha date in dote ??

  6. Giacomo scrive:

    Per una convivenza tranquilla l’unico rimedio sono le recinzioni di grandi aree ! Ma soprattutto per la pace di chi continua a pagare per i danni fatti agli allevatori di bestiame. Salutiamo

Leave a Reply

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.