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Parco Gravine, cacciatori vincono il ricorso

| 5 febbraio 2010 | 14 Comments

Taranto, Parco delle Gravine, i cacciatori vincono il ricorso
Andare a caccia nel Parco delle Gravine è reato ma il cacciatore come fa a sapere di trovarsi all’inter no dell’area protetta visto che non ci sono le pur previste tabelle?
La giustificazione spesso e per molti versi giustamente addotta dagli amanti della doppietta «beccati» in fuorigioco dagli agenti del corpo forestale o della polizia provinciale viene fatta propria, con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, dalla terza sezione penale della Corte di Cassazione che, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Giancarlo Catapano per conto di un cacciatore di 33anni di Palagianello, ricorda che la legge regionale del 20 dicembre del 2005 con la quale fu istituito il Parco delle Gravine, disponeva che «i confini saranno resi visibili mediante apposita tabellazione realizzata dall’ente di gestione con fondi propri e trasferiti dalla Regione Puglia».

Secondo la Suprema Corte, ciò significa che «per espressa disposizione del legislatore regionale, condizione necessaria per l’operatività del parco regionale Terra delle Gravine è che i suoi confini siano resi visibili da apposita tabellazione. In altri termini i diviti di esercizio venatorio e di ingresso con armi all’interno dell’a re a protetta in tanto hanno efficacia e possono essere opposti ai privati in quanto l’area stessa sia perimetrata da apposita tabellazione che renda visibili i suoi confini».

Alla Cassazione l’avvocato aveva fatto ricorso dopo che prima il pm Enrico Bruschi, poi il gip Patrizia Todisco, quindi il tribunale del riesame aveva confermato il sequestro del fucile ai danni del cacciatore di Palagianello, sequestro compiuto in quanto sorpreso a esercitare l’attività venatoria in area protetta pur se il cacciatore non sapeva, né poteva saperlo, di aver sconfinato.
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza emessa dal tribunale del riesame il 15 maggio del 2009, in quanto i magistrati «applicando erroneamente un principio di diritto che riguarda la diversa fattispecie dei parchi nazionali, ha ritenuto superfluo l’accertamento in concreto della esistenza o meno di apposita ed idonea tabellazione che renda operativo il parco regionale nell’area in cui gli agenti del corpo forestale sorpreso il ricorrente. Tale accertamento – si legge nella sentenza – è invece indispensabile perché, qualora effettivamente, come sostiene la difesa, non vi fosse prova dell’esi – stenza di una regolare tabellazione, mancherebbe il fumus del reato ipotizzato e non vi sarebbero i presupposti per mantenere il sequestro probatorio».

Il caso torna ora all’attenzione di un’altra sezione del tribunale del riesame di Taranto ma le motivazioni addotte dalla Cassazione non potranno non essere tenute in debito conto considerando che non solo il Parco delle Gravine non è mai stato delimitato, ma non è stato mai, a cinque anni dall’istituzione dell’area protetta, creato l’ente di gestione.
di MIMMO MAZZA

Tratto da http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Category: .In Evidenza, Generale, Puglia

Comments (14)

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  1. giuseppe c scrive:

    finalmente giustizia è fatta!

  2. renzo scrive:

    questa sindrome la chiamano PARCOMANIA e ingrassa e di non poco le tasche delle varie asoiazioni a noi tanto carucce…..

  3. renzo scrive:

    e va bhe… aggingete una C

  4. Giacomo scrive:

    Ma questo che significa ? Che se non ci sono tabelle a distanza regolare possiamo entrare liberamente nei parchi ? Senza nessuna conseguenza ? I parchi inutili li devono togliere è un abuso che si fà sul territorio rovinando la fauna e la flora e portando solo spese al cittadino ! :mrgreen:

  5. pino scrive:

    ed io che mi sono “fatto” letteralmente addosso ogni volta che vedevo qualcuno con una divisa avvicinarsi…….” mio Dio sono nel Parco o non sono nel Parco”

    Ogni tanto una buona notizia

  6. Pietro scrive:

    Con questo caiser di parco della malora a noi cacciatori tarantini ci hammo messo alla gogna. Intorno al 50% del territorio agro-silvo-pastorale si son preso, ma non basta, hanno fatto rientrare nel parco anche il ciufetto di alberi isolato, una vera vergogna. Ma i sinistroidi tacciono (è ovvio tutto lo sconquasso l’ha creto l’amministrazione attuale vendoliana), le aa.vv. che dovrebbero quantomeno impugnare la legge regionale di istituzione del parco per manifesta discrepanza con quanto stablito dalla 157 circa l’estensione delle aree protette, cosa fanno? Niente, non ci pensano nemmeno a portare certi provvedimenti davanti alle sedi opportune. Inizialmente in questo parco dovevano rientrare solo le “gravine”; successivamente invece lo chiamarono “terra delle gravine” e, così facendo, hanno fatto rientrare di tutto e di più. E io pago, diceva il fu principe De Curtis. Spero solo e vivamente che alle prossime elezioni questi signorotti attualmente in carica vadano a casa e possibilmente in modo definitivo con la speranza che possiamo avere una classe dirigente regionale non dico seria, ma giusta. :x :x :x

  7. Michele scrive:

    Finalmente un po’ di giustizia pura nei confronti di noi Cacciatori Tarantini,visto che la regione e la provincia di taranto hanno costituito questo parco delle “gravine” con i piedi e non con un proggetto studiato,vista la perimetrazione non uniforme e non tabellata peraltro gli adetti alla vigilanza venatoria si scagliano contro i cacciatori verbalizzandoli, anzichè ribellarsi contro la propria amministrazione, che cosi come si presenta il territorio del parco privo di riferimenti “TABELLE” non si puo’ operare,SIA PER I Cacciatori che per le guardie venatorie.Saluti a tutti Michele Frascella

  8. luigi le noci scrive:

    Fate attenzione ai parchi, perche’ quando e’ stato gia’ tabellato e poi per incivilta’ dell’essere umano vengono tolte i segnali del parco, la legge non ammette scuse.
    Nel caso del nostro collega è andato tutto bene perche’ da quando e’ stato istituito il parco non e’ mai stata fatta la tabellazione.

  9. Giovanni59 scrive:

    Bisognerebbe raccogliere le stramaledette firme X l’abolizione dei parchi così come s’intendono in Italia, altro che tabelle,non importa quello che accadrà poi, ciò che importa è che in pochissimo tempo riusciremo a raccoglierne almeno il doppio del dovuto, e questo a i sig. che contano i voti importa eccome.

    • Giacomo scrive:

      Bravo Giovanni59 !!!! Sei dei nostri ! Io lo sto dicendo da un anno ma da quest’orecchio nessuno ci sente. :wink: Ciao.

      • Traica Roberto scrive:

        Anche io la penso come te Giacomo ,e se lo fanno sai quante firme raccolgo ? La volta precedente da solo ne ho raccolte piu’ di 100 e ti giuro che se indiranno il referendum per i parchi mi ci vorrà una cartiera di fogli.A presto a Roma .Ciao Giacomo. :wink:

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