TACCUINO ITALIANO DELLA CACCIA,DELL’AMBIENTE,DELLA TERRA E DELLE TRADIZIONI
(un’ esclusiva ilcacciatore.com, Corriere dell’Umbria (Perugia) e iltamtam.it (Todi))
N. 83 del 29 Gennaio 2010. S. Costanzo Patrono di Perugia.
GIORNATA DELLA MEMORIA : Una volta tanto, abbiamo ascoltato con vero piacere, la commemorazione fatta della “Shoah”, alla Camera dei Deputati dal Presidente della Repubblica e dal Presidente della Camera. Ma soprattutto, siamo stati percorsi da una forte commozione, quando il Premio Nobel Elie Weisel ha ricordato il suo compagno di baracca, Primo Levi, nel campo di concentramento di Buchenwald, una località della regione della Turingia in Germania orientale.
L’onore concesso a Weisel, di parlare nell’aula di Montecitorio, è stato concesso in passato solo a tre persone : al leader dell’Olp Yasser Arfat (1982), al Re di Spagna Juan Carlos (1998), ed al Papa Giovanni Paolo II° nel 2002.
Primo Levi, uno dei maggiori scrittori italiani. Autore di una delle opere più conosciute della letteratura moderna Italiana: “Se questo è un uomo”. Un giorno ebbe a dire : “Per conto mio ho in sospetto tutte le assenze della ragione. Per questo considero salutari i mestieri che esercitano la ragione, e il mio è uno di questi. Non a caso, in questo libro, ho costantemente equiparato il mio mestiere alla caccia. L’uomo è diventato uomo cacciando, cioè esercitando la ragione” (1).
SPIGOLATURE : Mongolia,valli degli Altai,usanze Kazake. ” Un inseguimento al galoppo, tra le valli innevate degli Altai. Il cavaliere che insegue è una donna, il cavaliere che scappa è suo marito. Lei lo affranca a grande velocità, estrae una frusta e comincia a percuoterlo, con tutta la forza che ha. Oggi, solo oggi, può. Anzi, deve. Si celebra la festa delle aquile, qui a ridosso del monte Tavanbogd, paesaggio fiabesco non lontano da Olgii, capoluogo della remota regione di Bayan-Olgii.Non c’è distinzione di sesso quando, per il proprio bene e per quello delle mandrie, si deve lottare contro un clima glaciale, cacciando e spostando gli accampamenti. Ma l’uomo, almeno per principio, resta “colui che comanda”. Così la tradizione concede alla donna, un solo giorno per sfogare la rabbia contro il marito, prendendolo addirittura a frustate.” (2)
ELEZIONI REGIONALI : QUINDICI RACCOMANDAZIONI
Le elezioni regionali si avvicinano. Le macchine dei candidati sono ormai ai nastri di partenza, alcuni scaldano il motore ,altri sono in procinto di farlo. Primarie e non, in quasi tutte le regioni i vari raggruppamenti politici hanno reso noto i nomi dei designati a competere per l’incarico di Presidente della Giunta Regionale. Fra non molto arriveranno i “listini” dei “predestinati” per un posto sicuro di consigliere regionale, nel caso di affermazione della propria maggioranza, senza che gli elettori possano incidere alcunché. Poi le liste, degli aspiranti candidati. I manifesti formato gigante, slogan a go-go, cose dette e ridette, imparate a memoria nel corso degli anni.
A prima vista, il nostro ragionamento,potrebbe trarre in inganno, proprio perché qualche malevolo lettore interessato, potrebbe, “muto-proprio” catalogare le nostre parole ed assimilarle ad una sorta di velato “qualunquismo”. Non abbiamo una formazione culturale di tal guisa, crediamo nell’analisi delle cose e delle questioni. Per essere chiari “non facciamo mai di ogni erba un fascio” e sappiamo distinguere tra una sana discussione democratica, ed un “abbaiare alla luna” senza senso e costrutto.
Sarà senz’altro la nostra una sensazione sbagliata, ma ci pare di accertare, immergendoci giornalmente nel profondo dell’informazione quotidiana, che viene fornita dai mass-media e dalla carta stampata, che di fatto il cittadino è costretto a porsi una sola ed un’unica domanda. Egli infatti comprende l’asfittica costrizione a cui è costretto. Votare solo “Per chi” e non “Per chi” e “Per che cosa”.
Il cacciatore dopo essere un cittadino e prima di essere cacciatore che cosa è ? Un operaio della Fiat alla prese con le due settimane di cassa integrazione obbligatoria annunciata per il prossimo mese di Febbraio ? O un lavoratore della stessa azienda che lotta per il mantenimento del posto di lavoro a Termini Imerese o a Pomigliano D’Arco ? Forse un artigiano ? O un agricoltore ? Un professionista ? O meglio un impiegato ? Un conduttore di mezzi di trasporto pubblico, o un medico ? Ed non è forse legittimo che tali persone s’interroghino su quale è il livello dei servizi che le amministrazioni regionali che si sono succedute nel tempo hanno approntato, per ciò che concerne la sanità ,i trasporti, le politiche abitative, la tutela ambientale e la salvaguardia e la tutela delle fasce più deboli della quale alcuni di loro fanno parte ?
E illusorio pensare che in una competizione elettorale (e noi, sia ben chiaro, non facciamo e non faremo mai propaganda elettorale per nessuno) il problema della caccia assurga ad un valore assoluto e dirimente. E una cosa che non sta in cielo ed in terra. Ed è giusto che sia così. Il giudizio che l’elettore si precostituisce , è basato su dati di fatto, che alle volte possono sembrare empirici, ma che viceversa, in realtà, sono sempre dotati di un’analisi generale dei problemi che sono sul tappeto. Le analisi, del resto ognuno le fa per così dire sulla propria pelle. Certo nella formazione delle motivazioni elettorali, ognuno trasferisce anche le sensazioni che provengono dal blocco sociale di cui è componente. Un agricoltore giudica la politica agricola portata avanti dalla Regione in cui risiede. Un artigiano, un commerciante, o un titolare di una piccola e media impresa fa altrettanto per il suo settore! E perché un cacciatore non dovrebbe farlo?
Le forze politiche forniranno dei programmi in materia ? Prenderanno degli impegni circostanziati? Se tanto ci da tanto, non nutriamo soverchie speranze. Ed allora cerchiamo noi di dare un contributo programmatico. Quindici raccomandazioni. Sembrano tante. E che ci possiamo fare ? Esse nascono sul campo, dall’esperienza accumulata in tanti anni di “trincea”. Non abbiamo inventato nulla, ne ci sogniamo di dimostrare che una bicicletta può camminare senza le ruote. Per carità nessun obbligo, nessuna imposizione. Ma non sarebbe male che prima della consultazione elettorale qualche candidato alla carica di Presidente di una Giunta Regionale o di Consigliere regionale si esprimesse in merito. Del resto la caccia Italiana ricomprende un “blocco” elettorale che interessa direttamente o indirettamente fra praticanti, famigliari, ed addetti al comparto produttivo, quasi due milioni d’Italiani.
- LA PRIMA
- Le Regioni che avevano già dalla legge 157/92 vasti e consolidati poteri in materia faunistica venatoria, hanno consolidato ulteriormente tali attribuzioni attraverso la legge costituzionale 18 0ttobre 2001, n.3 (modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). Salvo lodevoli eccezioni che riguardano prime fra tutte la Regione Veneto, nella totalità dei casi l’esercizio della delega ha lasciato molto a desiderare. Anche il coraggioso tentativo della Regione Lombardia sulle cacce in deroga, si è ripiegato su se stesso. Qualche luce fra le ombre ? Forse la possibilità prevista da un recente provvedimento della Regione Toscana che consente ai cacciatori di vendere la selvaggina in occasione di sagre e fiere gastronomiche ? Ma non scherziamo ! Del resto non appena è apparso all’orizzonte un timido tentativo di riforma della legge nazionale sulla caccia, portato avanti dal Sen. Orsi, la Conferenza Stato Regioni, non ha esitato un minuto, bocciando tutto, a tagliare l’erba sotto i piedi della proposta. Ed anche in questo caso onore alla Regione Veneto che si è distinta nella votazione. Regioni di destra, di centro, e di sinistra, tutte contro, insieme ed appassionatamente.
- LA SECONDA
- Sul piano delle semplificazioni delle procedure di carattere burocratico-venatorio siamo all’anno zero. Ne del resto il buon esempio è arrivato dal Governo Nazionale, che attraverso il Ministero della Semplificazione diretto dall’amabile Ministro Calderoli, ribattezzato recentemente da Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, “Ministero della complicazione”, non ha fatto seguire alcunché di concreto agli annuncia roboanti e pieni di enfasi. Dunque la questione centrale è e resta quella di rendere la vita burocratica dei cittadini, meno assillante possibile. Tale necessità non solo si pone come ineludibile per una miriade di attività che legano il cittadino alla pubblica amministrazione, ma per quel che riguarda la caccia, essa appare più che mai necessaria,a fronte dei “lacci” ed i “laccioli” presenti nelle varie Regioni Italiane.
- LA TERZA
- I cacciatori possono contribuire a pieno titolo in un’azione di “volontariato ambientale”. La legge nazionale sul volontariato 11 agosto 1991,n.266 e le singole leggi regionali di applicazione consentono la creazione della “Sentinella Ambientale” da realizzarsi con chi volontariamente s’impegna nella tutela della salute dell’ecosistema al fine di favorire la cultura della prevenzione, attraverso un’attività di responsabilità civica. Prevenzione e segnalazione incendi; interventi di bonifica dei rifiuti in determinate aree boschive ; tutela del paesaggio e delle aree boschive e rurali ; monitoraggio del territorio ai fini della salvaguardia idraulica e geologica; protezione e salvaguardia della fauna selvatica; rilevazione dell’agibilità della viabilità minore e dei sentieri principali all’interno delle aree boscate; ripristini ambientali.
- LA QUARTA
- Se da un lato le Regioni hanno il diritto di avere dal Governo le quote di compartecipazione erariale (impegno sin qui disatteso) le stesse debbono impegnarsi con atti formali, a ristornare alle attività venatorie ed alle azioni complementare, almeno l’80% delle risorse, che i cacciatori al momento del rinnovo della licenza, versano nelle casse Regionali.
- LA QUINTA
- Favorire la formazione tecnico-scientifica di chi è o si appresta a diventare cacciatore, mediante l’apporto delle conoscenze riferite ai problemi dell’ambiente ed a quelle legate alla biodiversità, all’etologia, alla fenologia e alla biologia della fauna selvatica. Si propone quindi l’istituzione di una “Scuola della cultura rurale, della caccia, della flora e della fauna” aperta non solo ai cacciatori ma a tutti i cittadini sulla base di una analoga iniziativa che ha sede in Spagna nel Castillejo De Robleto (Soria). Le Regioni dovrebbero provvedere alla pratica strutturazione della “scuola”, stabilendo i criteri per la gestione, che potrebbero far capo ad una delle Amministrazioni Provinciali, che hanno a disposizione una struttura idonea allo scopo. Dovranno certamente essere coinvolte le associazioni venatorie ed agricole. Naturalmente la frequenza agli stage ed ai corsi comporterà per i partecipanti un costo d’iscrizione. Parimenti le strutture della scuola stessa potranno essere predisposte in locali idonei per la ristorazione ed il pernottamento. Per il personale insegnante, si provvederà in larga parte, con l’utilizzo di quello già in servizio presso gli Enti Locali o con delle convenzioni con le Università.
- LA SESTA
- Occorre mettere gli occhi sullo stato di gestione dei Parchi e delle Aree Protette Regionali. E per fare questo gli Statuti Regionali contemplano l’istituzione di Commissioni ad “hoc” per singole indagini conoscitive.
- LA SETTIMA
- Non sono più rinviabili le procedure per la riperimetrazione – ex novo – sulla effettiva destinazione ed utilizzo del territorio regionale, nell’ambito delle percentuali di cui all’art.10 della legge 157/92,fra il quoziente di territorio da destinare per legge alla caccia e la parte restante nella quale si ricomprendono le superfici destinate a parchi, a riserve naturali, aree protette, demanio, fondi chiusi, rifugi faunistici destinati a favorire la sosta della selvaggina stanziale e migratoria, corsi d’acqua, viabilità statale, regionale e provinciale, strade ferrate, ecc.
- L’OTTAVA
- Gli ATC. Questo eterno dilemma che minimamente ci appassiona. Non vogliamo essere contrari per partito preso. Anche perché conosciamo realtà Italiane pienamente efficienti. Ma una rondine non fa primavera. Vorremmo ragionare. La Conferenza Stato Regioni o l’UPI (Unione delle Province Italiane) potrebbero attraverso dati regionali aggregati su scala nazionale far conoscere alcuni dati. Il loro numero, e quello dei componenti degli organismi di gestione. Quanto denaro viene speso per i ripopolamenti, per i ripristini ambientali, per le consulenze e per il personale. Quali sono i dati dei censimenti annuali della selvaggia immessa. Perché non si commissiona ad un istituto specializzato un indagine a campione, per ascoltare il parere dei cacciatori invece che ripararsi il più delle volte, in un atteggiamento, che assomiglia più ad una difesa d’ufficio che ad una effettiva e concreta realtà di fatto?
- LA NONA
- Preferiremmo parlare della “nona sinfonia” di Beethoven che dei “calendari arlecchino” sin qui propinati dalle Regioni. Li abbiamo sottomano per gli ultimi tre anni. Uno diverso dall’altro. Aperture anticipate e non, una serie di norme e di vincoli che di fatto rendono problematica, quando addirittura impossibile la migrazione dei cacciatori in altre regioni. Che si reclamino protocolli d’intesa fra regioni limitrofe o appartenenti alle quattro aree geografiche Italiane (Nord-centro- sud ed Isole) è il minimo che si può chiedere.
- LA DECIMA
- La promozione di iniziative legislative (proposta di legge dei Consigli Regionali alle Camere) che consentano di assecondare la richiesta, che da più parti si sente ineludibile e necessaria, per una revisione della legge sulle aree protette n. 394/91.
- L’UNDICESIMA
- Una legge regionale per la lotta ai predatori : corvo (corvus frugilugus, cornacchia nera (curvus corone) e gazza (Pica Pica).
- LA DODICESIMA
- Una legge regionale sui ripopolamenti di capi di fauna stanziale da prelevare dai parchi e dalle aree protette regionali , da immettere prima, per un ambientamento, nelle zone di ripopolamento e cattura e successivamente nel territorio libero.
- LA TREDICESIMA
- Una legge regionale per la salvaguardia della cultura rurale e delle cacce tradizionali.
- LA QUATTORDICESIMA
- Una legge regionale che preveda azioni ed incentivi su caccia, ruralità e territorio. Si tratterebbe di promuovere il coinvolgimento degli agricoltori per una effettiva integrazione tra imprese agricole ed attività venatoria. A tal fine potranno essere concessi contributi per incentivare le coltivazioni a perdere su terreni aperti o su fasce perimetrali a ridosso delle aree boscate, incolte o cespugliose. Favorire nelle zone collinari e di montagna la realizzazione di punti di abbeveraggio per incentivare e consolidare la stanzialità della fauna selvatica. Promuovere la possibilità di praticare sul territorio un’agricoltura più sostenibile e con minore impatto ambientale e faunistico, privilegiando l’aspetto biologico, per ricreare nelle zone più compromesse dal punto di vista dell’intensità colturale aree più idonee alla sosta, al rifugio ed all’alimentazione della selvaggina. Assecondare la pratica di avvicendamento delle colture,per realizzare sul territorio, aree con differenti produzioni e con epoche di raccolta diverse, tali da favorire la permanenza della selvaggina sul territorio. I finanziamenti saranno concessi fronte di un vincolo quinquennale che impegna gli agricoltori rispetto ad un piano di colture precostituite. Sostenere il nuovo impianto di barriere vegetali e delle siepi, quali strumenti necessari ed insostituibili per migliorare l’ecosistema agrario e per consentire il ricovero della selvaggina migratoria e stanziale.
- LA QUINDICESIMA
- Una legge regionale che istituisca nel territorio un osservatorio ornitologico e bioacustico.
ANTONIO PINOTTI
(1) Da Selvaggia dilettanza -Saggi Marsilio-Pag.9.
(2) da Meridiani n. 185, pag.133












mi basta solo questa parola LACCIOLI scritta come l’ha scritta Lei.
Ma è mai possibile che non ti rendi conto che questi laccioli,tengono viva l’unica speranza di caccia tradizionale al nord…altrimenti come nel resto d’Italia ci estingueremo,e diventeremo un numero talmente esiguo che davvero ci chiuderanno nelle riserve…
Errata corrige : non “complementare” ma “complementari” ; non ” concessi fronte” ma “concessi a fronte”
Mi scuso.
Consulti sig. Fiore il vocabolario Zingarelli 1998 a pag.942 “Lacciolo” o “lacciuolo” si può dire in tutte e due i modi. Il plurale è “laccioli” o “lacciuoli”. Mi dispiace per Lei.
Sig, PINOTTI
ci siamo fraintesi, io apprezzo il suo modo di scriverlo perchè LACCIUOLO lo dice un personaggio che è al capo del governo e non dico altro anzi è il solito che dice GIUOCO e non GIOCO come piace a me … le assicuro che io preferisco di gran lunga il suo!!!
O Fiore!!!
Ma te tu c’hai un chiodo fisso!!!!!!
Ma icche`t’ha fatto qui poer’omo?
Errata corrige : non “agli annuncia” ma “agli annunci”. Chiedo scusa.
COMPLIMENTI, Signor Pinotti, dalla Sua esperienza sono nate quindici raccomandazioni tutte ampiamente condivisibili.
Su tutte il “volontariato ambientale”, che dovrebbe rappresentare per il cacciatore un impegno deontologico; la difesa-valorizzazione delle cacce tradizionali e della cultura rurale; l’opportunità di “favorire la formazione tecnico-scientifica di chi è o si appresta a diventare cacciatore…”; l’importanza della manutenzione e ripristino delle siepi e di un’agricoltura più sostenibile; la maggiore attenzione sulla gestione delle aree protette e loro riperimetrazione laddove necessario, riconsiderandone anche le finalità…
A quanto suesposto si potrebbe coniugare l’obbligo di destinare una parte delle risorse versate dai cacciatori al rinnovo della licenza anche per il ripristino-conservazione ambientale e per la tutela delle specie a rischio di estinzione; l’aggiunta, nell’elenco dei predatori in esubero da controllare, della ghiandaia, un corvide che danneggia alcune colture ed esercita una notevole pressione sui piccoli uccelli silvani e, per questo stesso motivo, della faina; la definizione, relativamente alle azioni ed incentivi su caccia, ruralità e territorio, anche di norme finalizzate ad arginare il drammatico esodo rurale (penso a sgravi fiscali o altre forme di incentivi…), fenomeno anch’esso esiziale per l’ambiente.
Ancora grazie per l’impegno profuso e un cordiale saluto. Angelo Galzerano
Abbiamo mille ragioni in più x scendere a Roma, in primis contro le falsità che si leggono sui giornali e si vedono in tv, in seconda perchè la legge e l’art.38 verranno discussi dopo le elezioni alla camera, quindi? Comunque penso che i nostri denigratori con queste falsità si facciano male da soli, spero che i deputati passato il momento leggano attentamente quell’emendamento , lo studino, ci ragionino, e passato questo momento di emozione tutta negativa fomentata dalla solita stampa menzoniera ……. insommma io sono fiducioso perchè abbiamo la ragione dalla nostra parte……..
Antonio sempre al TOP!! :D
Amici Cacciatori
VOTATE COMPATTI IL SONDAGGIO PRESENTE SU VIRGILIO RIGUARDO “L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA”
http://notizie.virgilio.it/community/dilatua/risultato.html?1883
Amici Cacciatori
VOTATE COMPATTI IL SONDAGGIO PRESENTE SU VIRGILIO RIGUARDO “L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA”
http://notizie.virgilio.it/community/dilatua/risultato.html?1883
OK ! fatto pierpaolo, con il mio NO, le percentuali sono al momento : 44% per l’abolizione, 55 % per il non. Pertanto si evince che alla faccia di chi ci vuole disintegrare, mi sembra che la massa non vuole l’abolizione della Caccia.
Un grazie al sig. Pinotti per il taccuino.
Salutoni a tutti
Marcello
FATTO.
Fatto, e grazie per il suggerimento, Pierpaolo.
Saluti. Angelo Galzerano
Egr sig. Pinotti,
ben tornato, felice di poterla rileggere. (se si vuole toccare).
Condivisibili tutte le 15 proposte ma a parer mio per una caccia al passo con i tempi moderni,
sostenibile e tenga conto dell’effettiva possibilità che la nostra passionaccia continui non si può prescindere dalla n.15. Finchè non potremo controbattere ai nostri avversari con numeri certi e certificati (scusi il gioco di parole) saremo sempe quelli che fanno il male. Visto che tutti i nostri detrattori quando vengono interpellati si presentano con numeri, verio falsi che siano, dobbiamo arrivare ad avere dati precisi per poterli sbugiardare. Questo sarà possibile solo quando ogni Regione potrà disporre di uno o più osservatori faunistici, i quali si devono comunque riunire in un’unico corpo quale potrebbe essere benissimo l’ISPRA. Le altre di conseguenza.
Così la vedo io.
Cordiali saluti.
cari amici cacciatori,
io penso che basti una sola raccomandazione: NON VOTARE QUEI PARTITI CHE CANDIDANO ANIMALISTI O PERSONAGGI AMBIGUI CHE NON PARLANO CHIARAMENTE.
occorre fare uno screening dei candidati, e sapere se sono amici o nemici.
in alcune regioni sara’ presente anche CACCIA AMBIENTE e mi pare sarebbe preferibile far convergere sul nostro partito i nostri voti.
poi…..ognuno rimane libero di fare come vuole……..io manifesto la mia modesta opinione.
un saluto al popolo cacciatore
Fabrizio
Fabrizio l’unico partito votabile è Caccia e Ambiente…
Se persino la Lega nord ha al suo interno gente come la Martini, siamo appposto….
Ezio in tutti i partiti ci sono i pro e i contro, o Caccia Ambiente ,altrimenti il voto ai verdi non lo puoi mai dare, ameno che per far dispetto alla moglie iltizio si taglio il …………..
Sig.Pierpaolo, grazie dell’indicazione ed ho provveduto. Confesso che con questo clima, determinato da un attacco virulento senza precedenti, che in parte ci siamo voluti, culminato con l’articolo sul Corriere Della Sera di ieri del Prof. Veronesi, accertare le percentuali tuttora favorevoli alla caccia rappresenta una felice e straordinaria sorpresa. I pifferai magici della disinformazione, non hanno ancora capito, che gran parte dei cittadini Italiani considera ancora la caccia come autentico ed attuale rettaggio delle tradizioni popolari e della cultura legata alla civiltà rurale. Republica oggi è costretta ad ammettere che sul proprio sito sono arrivati anche consistenti messaggi a favore dell’attività venatoria. (pag.24).
Complimenti sig. Pinotti. Possiamo solo dire le parole della canzone del Gaber “meno male che c’è il Riccardo”. Salutoni. :-) :-) :-)
Buonasera.
Torno sull’articolo del prof. Veronesi. Sono tanti anni che abbiamo le mani “in pasta” e capiamo l’insidia. Un conto è Repubblica chè diventa sempre un “partito contro” , una volta Berlusconi, adesso la caccia, una volta la “No Tav”. Un giornale militante, che produce politica, che fa politica, che tutela interessi economici e di potere, che condiziona, che indirizza.
Un conto se parla uno scienziato ed unoncologo di fama mondiale. L’inventore del “linfonodo sentinella” che ha rivoluzionato l’interevento chirurgico per il tumore alla mammella delle donne, che ha permesso di salvare tante vite umane e di rendere meno invasivo l’intervento.
Mica si puo rispondere al Prof. Veronesi usando i termini adoperati per Tozzi o Cianciulli ! Eppure dovremo rispondere studiando e pensando bene. Cercando aiuto nella cultura e soprattutto tentare d’insidiare le argomentazioni del prof. Veronesi su altre terreni, quali gli OGM, dove anche lui mostra una certa vulnerabilità. Non si può difendere la Biodiversità,l’eden degli animali, la natura incontaminata,e additare la caccia quale fattore di degrado, e allo stesso tempo essere prò OGM, quando tanti studi di eminenti scienziati dimostrano i gravi danni per la salute che le colture trattate comportano.
Non “unoncologo” ma ” un oncologo” non “puo” ma “può” mi scuso.
Ti prego Antonio! Non cadere nel tranello…
Non ti devi spaccare troppo la testa.
Avrà pure trovato la “sentinella” ma sul “fronte” animalismo, Veronesi è come tutti li altri animalisti…
Non coerente, non credibile, inconsistente.
Prof o non Prof…
Un abbraccio.
Ezio. :D
Un oncologo come Veronesi merita il massimo rispetto per Tutte quelle persone che ha salvato, lavorando e studiando più degli altri nel suo campo.
Non sò cosa abbia detto, ma per quello che dice Pinotti credo che un professore di tale portata prima di pronunciarsi su altre materie come la caccia l’ambiente e la ruralità dovrebbe prima praticare su questi tre malati uno studio approfondito e poi pronunciarsi.
Chisà se ha il tempo di farlo ! Ma mi piacerebbe sapere che dieta usa e che dieta ci consiglia !!
TE stai a sbaglia caro Giacomo, Veronesi ha fatto i milioni di euro con l’aiuto dei collaboratori, lui non ha fatto una mazza , lui è il barone che firma tutte le ricerche che gli altri fanno, ho testimonianze dirette fin da 30 anni fà, per lui i pazienti èrano numeri, 500mila a visita ,ti parlo di 30 anni fà, e poi i poveretti morivano ugualmente, ora in vecchiaia si è intenerito e fà pure l’animalista, intanto i congressi degli oncologi venivano fatti nelle varie isole del pacifico, nei paradisi terrestri, poi la ricerca ha fatto passi da gigante con le donazioni degli italiani, lui ha imparato dai giovani ricercatori italiani, che vista l’aria se sò dati all’estero, troppa baronia, sti tizii si sono appropriati di tutte le ricerche………..e non vi dico altro
L’Etica di Veronesi è quella di essere vegetariano per cui a contro la vivisezione e l’uccisione di qualsiasi animale sia selvatico che domestico per alimentazione. Per questo asserisce che la dieta vegetariana è contro i tumori.
A questo punto quando un pensiero e le azioni fanno parte dell’etica di una persona è inutile insistere nel farci capire il proprio punto di vista, l’uomo mangia carne dalla notte dei tempi ed è sopravvissuto al cancro. Io continuerò a mangiare carne di selvaggina e mi dispiace per Veronesi che morirà senza assaggiare un bel piatto di tordi con pancetta e contorno di patate. Comunque quando si parla di queste cose la mia mano automaticamente va ai miei satelliti anti malocchio, e consiglio Pinotti di fare altrettanto compreso Massimo e tutti quelli che leggeranno. Salutiamo
Dimenticavo ! Uno studioso di cuoio capelluto per la caduta dei capelli ha scoperto che i capelli cadono maggiormente a tutti quelli che fanno una dieta vegetariana.
Buonissimi e succulenti i tordi con pancetta e patate. Quello non sa cosa si perde. Saluti.
Toccato con mano—– nel 2006, mia cognata dopo una raccomandazione autorevole è riuscita ad avere un colloquio (PRECISO COLLOQUIO) durato 8/10 minuti per sentirsi diagnosticare quello che già gli era stato diagnosticato nell’ospedale della sua città Umbra, senza essere visitata, solo per visionare analisi ,tac, ecc.si è beccato 300€ , (il seguito lo lascio alla vostra immaginazione, altro che etica di sx) Operata da un professore in Umbria è bella pimpante, sfoggia il suo bellissimo seno e vota sempre più convinta a dx
X Signor Fedeli: tò ..chiappa su .. (ovvero: il miracolo non c’è! resta comunque la stima per lo scienziato).
Notizie OGM:
- “Il Consiglio di Stato apre la possibilità delle coltivazioni anche senza l’ok delle regioni”.
- “Scontro sulle semine OGM”.
- Zaia: “Contro la volontà dei cittadini” – Divise le associazioni.
- “Il ministero delle Politiche agricole dovrà autorizzare entro 90 giorni l’avvio delle coltivazioni Ogm anche in assenza di norme specifiche da parte delle Regioni ..omissis”.
LE POSIZIONI: “Accolto il ricorso di un gruppo di coltivatori in Friuli. Coldiretti pronta a chiedere un referendum per dire “no”. Soddisfatta Confagricoltura”.
“L’Italia importa il 90% di soia destinata alla filira zootecnica” (puntualmente Ogm).
“Dal prossimo maggio, dunque, scatteranno le prime semine di mais Ogm?” Per Zaia non sarà così. Da “Il Sole/24 ore” 30 gennaio.
Un pò come l’energia ellettrica da “atomico”?
Salutoni a tutti. Salutissimo ad Antonio.
Ecco qui…dalla Dea della Caccia…così vi fate un’idea…
Poi io sarò pure fatto male però, più le fesserie le dice uno che sta in “alto” e più mi girano e…. viceversa….
Postato il 29 Gennaio 2010 da lddc
“Personalmente sono a favore dell’abolizione totale della caccia per questione di principio: sono un non violento e un pacifista e non posso concepire che uccidere esseri viventi ignari e indifesi possa essere definito un divertimento o addirittura uno sport“. Questa la posizione del noto medico Umberto Veronesi che afferma: “Sono un animalista convinto sono vegetariano per motivi etici e mi batto da sempre per il rispetto della vita“. Fin qui la legittima opinione di un eminente cittadino italiano, ma sorprende che proprio un famoso scienziato affermi, come fa Veronesi, che per lo svago dei cacciatori si rischia l’equilibrio ambientale, ignorando totalmente quello che sostengono gli addetti ai lavori: e cioè che la pressione venatoria non influisce sulla consistenza delle specie, minacciate invece dal nostro stile di vita, dall’inquinamento e dalla distruzione degli habitat. È curioso che affermi di battersi da sempre “per il rispetto ed il mantenimento degli equilibri della natura” affermando poi che l’uccisione degli animali rappresenta “un danno all’ecosistema”, senza considerare che la caccia stessa è ritenuta dalla scienza uno degli strumenti più adatti al mantenimento dell’equilibrio tra le specie. Per il bene dell’ambiente le opinioni non andrebbero confuse con la scienza.”
Ma ancora chiamate scienziato quell’essere? M a perchè fuggono i cervelli in italia? perchè ci sono i baroni, sono loro che sfruttano la ricerca degli altri, si prendono meriti che non hanno……..
:?
Poer’omo!!!!
Va capito!
Ormai comincia adavere una certa eta`
Buongiorno a tutti.
Una sorta di comunicazione di servizio. Il prossimo numero del taccuino sarà dedicato all’art.38 della Comunitaria approvato al Senato. Ho già studiato in lungo e largo la questione con il testo del nuovo art.18 che ne viene fuori. Con i “key concpts document” che hanno già il parere favorevole del Comitato Ornis si può spostare la chiusura : Fischione terza decade di Febbraio, Porciglione idem, Gallinella d’acqua prima decade di marzo, Colombaccio terza decade di Febbraio, allodola terza decade di Febbraio. Nulla da fare per Tordo e sassello (occorre rinegoziare la banca dati presso la U:E). Quando gli ambientalisti parlano di 36 specie a rischio, sarebbe bene che consultino i documenti, prima di sparare frottole e bugie.
Per le preaperture occorre il parere dell’Ispra. (Quaglia eTortora)
Si però il problema è politico, alla Camera le sensibilità venatorie sono diverse. Il Governo (Prestigiacomo e Ronchi) non hanno mica applaudito. Dunque tutto è sospeso. Intanto si vota……….. ed intanto………..
Dalle mie parti c’è un proverbio : “Passata la festa…..gabbato il Santo…..) Ma io non voglio portare iella!
Caro Pinotti io credo che alla camera nella discussione che ci sarà si dovrà decidere innanzitutto se l’approvazione di questa legge serve a non farci prendere una sanzione dalla CEE in materia di caccia o se viceversa servirà a farci penalizzare per via della eliminazione della parte che riguarda la caccia.
Secondo me una volta chiarito questo, nel caso della prima ipotesi cioè che serve a non farci prendere una sanzione in EURI ( che non saranno pochi ), vorrei sapere come faranno quelli che si oppongono alla approvazione della parte che riguarda la caccia, a dimostrare a tutti i cittadini Italiani di aver fatto una cosa buona e giusta…………. Si dovranno prendere le loro responsabilità nei confronti degli elettori e credo che sotto le elezioni su queste cose non bisogna scherzare.
Anche se noi non possiamo farlo sapere perché non abbiamo voce in capitolo sui giornali prima o poi i cittadini lo sapranno, per cui chi ha sbagliato pagherà non credi ? Non so se sono stato chiaro ! Salutiamo signor Pinotti e non si affatichi troppo.
Contracambio i saluti di Mario Bartoccini, un vero combattente !
PERCHE’ VOGLIO IL VOTO DI PREFERENZA. Alcuni paventano che il voto di preferenza possa alimentare la corruzione e il voto di scambio come metodi a cui alcuni candidati potrebbero ricorrere per prevalere sugli altri. In realtà, in regime di liste bloccate, essendo la scelta di chi dovrà essere eletto, compiuta unicamente dalle segreterie dei partiti, per l’eventuale candidato “corruttore”, sarà sufficiente “corrompere” solo la segreteria del partito, anziché un numero ben più ampio di elettori. Il voto di preferenza resta ancora quello che conferisce all’elettore un maggiore potere di scelta, permettendogli di scegliere non solo la lista, ma anche le persone da eleggere all’interno della lista stessa. Anche nei sistemi elettorali maggioritari, nei quali vengono eletti tutti i candidati della lista vincente, il voto di preferenza è quello di consente al partito di capire chi sia all’interno della lista, il candidato che riceve maggiori consensi. Pur condividendo ciascun candidato l’opinione del partito di appartenenza su temi generici, ognuno di essi ha opinioni differenti su temi specifici (ciò avviene ovunque, anche in movimenti come la Lega che non lo danno a vedere), e perciò le preferenze possono aiutare a delineare quale sia la linea del partito maggiormente gradita dagli elettori, anche su temi che pur non essendo di interesse generale possono contribuire in modo sostanziale a spostare il voto. Anche alla luce dei risultati delle appena passate elezioni europee, ci si chiede se candidati come Francesca Martini o Michela Vittoria Brambilla sarebbero stati eletti con il voto di preferenza. Un Sergio Berlato sicuramente si: lui le preferenze le ha ottenute e incrementate, ma una Gabriella Giammanco farebbe altrettanto? E anche in ipotetiche liste di partito, elette col maggioritario, riceverebbe più preferenza un Berlato o una Brambilla? Un Gianluca Pini o una Martini?…
Buongiorno. Ore 9,27 – Uno mattinaT.V.Finalmente la caccia in un certo senso si riscatta. Il presidente di Fare Ambiente Dott.Pepe si dimostra un ottimo comunicatore. Argomento la Comunitaria. Nel merito però, e ci dispiace dirlo, non si hanno presente ancora i termini giuridici e tecnici della questione. Non si riesce ancora a studiare e capire bene che il prolungamento a febbraio è possibile, dopo il varo della norma al Senato solo per alcune specie grazie ai Key Concepets . Nente per le altre specie se l’ISPRA non dà l’autorizzazione e se il Governo non rinegozia i dati base ornis alla U.E.
Antonio Pinotti
Nente per le altre specie se l’ISPRA non dà l’autorizzazione e se il Governo non rinegozia i dati base ornis alla U.E.
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l’ ISPRA a meno che faccia un clamoroso dietrofront rispetto a quanto detto in passato rinnegando le sue stesse conclusioni non dara’ l’ autorizzazione e il ” Governo ” stante la posizione assunta da sempre sia quando navigava a destra che quando stava a sinistra e oggi piu’ che mai , non rinegoziera’ i dati ORNIS .
Io invece di allungare al limite anticiperei alcune specie che di fatto e’ quasi impossibile da noi cacciare ma accorcerei per altre . Ad esempio e’ piu’ di un mese che dall’ appostamento a fiume si abbattono coppie gia’ formate di Germano Reale . Non e’ giusto sotto il profilo etico sia permesso farlo INDIPENDENTEMENTE dal fatto se la specie versa in ottimo stato di salute , come e’ nella realta’ per il Germano , o meno .
Per apparire credibili agli occhi dell’ opinione pubblica queste sono regole comportamentali che dovremmo essere NOI E NON ALTRI ad autoimporci . E’ da noi che dovrebbero partire , invece qui si sta’ a fare la cresta o chiedere l’ elemosina sulla decade in piu’ o in meno come fosse , dopo quattro e passa mesi di caccia , di vitale importanza farlo .
Ma dai su …….. !!
il problema non è del mese o del giorno. …il problema è quello di uscire dall’ottica ormai anacronistica di “stagione venatoria”. Quanti sono i Paesi dove ci sono specie cacciabili tutto l’anno? Molti! e in quei Paesi ci sono anche specie da noi cacciate che non si cacciano assolutamente e specie che si cacciano in periodi e quantità più limitate che non da noi…. Sono pienamente d’accordo sulle “regole comportamentali che dovremmo essere NOI E NON ALTRI ad autoimporci”, ma è anche vero che in Italia questa possibilità ci è negata dal fatto che tutto, gestione compresa, è solo limitatamente in mano a tecnici e per lo più filtrato dalla politica… Date un’occhiata alla votazione del Senato: maggioranza quasi compatta da una parte e opposizione quasi compatta dall’altra. Sono tutti cacciatori gli uni e tutti anticaccia gli altri? Tutti hanno letto l’emendamento e quindi ponderato il loro voto su basi tecniche? Assolutamente NO! questo è il problema….
il problema è semplice, basterebbe che ci diano le due giornate agli estatini, perchè come è adesso è una presa x il culo, poi x quanta riguarda gennaio come chiusura potrebbe andar bene, ma dico io dare la possibilità a gennaio di cacciare corvi e cornacchie in genere, più le volpi, per poi procedere con i famosi ripopolamenti, qui nel lazio nella provincia di roma hanno lanciato più di 6000 fagiani ad aprile 2009, chi la visti? prima cosa alla fine di aprile è tardi, visto che le femmine già portano le uova nelle ovaie nei primi di marzo, ma senza lotta ai nocivi sono soldi buttati, dove sono questi esperti? a già dimenticavo!! ci sono le zac gestite dalle aavv, quindi ?meno selvaggina in giro , più soldi alle zac, 2 + 2= 4 di che parliamo?
max
il problema non è del mese o del giorno. …il problema è quello di uscire dall’ottica ormai anacronistica di “stagione venatoria”.
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Su questo non ci piove . La mia era una considerazione fatta in base a quello che sento sul sito e genericamente fra i cacciatori .
Interessa solo la settimana o il mese in piu’ , benissimo farlo se possibile o necessario , e guai a parlare di settimana o mese in meno . Anche se per alcune specie stante le attuali date di apertura e chiusura e’ un ‘evidenza di cui tanti sono a conoscenza .
henri (radere igor)
Posted on 30 gennaio 2010 at 14:12
Egr sig. Pinotti,
ben tornato, felice di poterla rileggere. (se si vuole toccare).
Condivisibili tutte le 15 proposte ma a parer mio per una caccia al passo con i tempi moderni,
sostenibile e tenga conto dell’effettiva possibilità che la nostra passionaccia continui non si può prescindere dalla n.15. Finchè non potremo controbattere ai nostri avversari con numeri certi e certificati (scusi il gioco di parole) saremo sempe quelli che fanno il male. Visto che tutti i nostri detrattori quando vengono interpellati si presentano con numeri, verio falsi che siano, dobbiamo arrivare ad avere dati precisi per poterli sbugiardare. Questo sarà possibile solo quando ogni Regione potrà disporre di uno o più osservatori faunistici, i quali si devono comunque riunire in un’unico corpo quale potrebbe essere benissimo l’ISPRA. Le altre di conseguenza.
Così la vedo io.
Cordiali saluti.
Te lo riposto anche qui. Finchè non avremo dati certi e inconfutabili tutto il resto rimarra pura utopia.
Ciao
Non “Nente” ma “Niente”mi scuso.
buon giorno Sig. Pinotti.
approfitto per farle gli auguri (sempre in ritardo ma sinceri comunque) per le vicessitudini “sanitarie”.
è sempre piacevole leggerla per ricchezza d’argomenti e d’espossizione, mi permetta di dissentire su un punto del suo scritto. quello dove afferma :l’esercizio della delega ha lasciato molto a desiderare. Anche il coraggioso tentativo della Regione Lombardia sulle cacce in deroga, si è ripiegato su se stesso. .
non è propio come dice Sig. pinotti. durante la seduta consigliare del 22/12 scorso l’approvazione di un ordine del giorno a mia firma dei di fatto ha riaperto le speranze per gli anni a venire, ottenendo l’istituzione di una commissione che entro 90 giorni fornirà al Consiglio regionale la soluzione normativa per le prossime stagioni venatorie.(il testo integrale lo si puo trovare sul mio sito), lei fu fra l’altro uno dei primi a dare la sua diaspnibilità. e la ringrazio.
vedrà Pinotti che non ci faranno ripiegare su noi stessi…..sono in regione per quello.
Buonasera sig. Ligasacchi,
premettiamo una cosa, a livello personale se io dovessi scegliere un consigliere da additare ad esempio, sul piano del coraggio e della combattività, non esitere un attimo ad accomunarLa insieme all’ass. Donezzan, fra coloro che nelle legislatura ormai al termine, hanno più di altri portato avanti con maggiore vigore ed incisività la tematica delle cacce in deroga nel nostro Paese. Tutte le altre regioni hanno brillato per l’assenza. Di fatto hanno l’abbandonato ogni forma d’iniziativa al riguardo. Io so bene della Commissione, e sin d’ora mi consideri a disposizione, anche perchè considero la questione, sin troppo importante per i riflessi trà L’Italia e L’Europa ai fini della tutela dell’attività Venatoria. Riesca la Regione Lombardia a fare quello che non riuscì nel 2004 al titolare del MPAAF del tempo (On.Alemanno) ed al silenzioso Ministro attuale. Coinvolga il MPAFF e MINIAMBIENTE ed apra un tavolo di trattativa con la Direzione Generale Ambiente della Commissione U.E, sulla base dei risultati del lavoro della propria Commissione, deliberata, come Lei, giustamente ha ricordato dal Consiglio Regionale della Lombardia. In largo, in lungo, di mattina, e di sera, ho modestamente dimostrato quali dovrebbero essere gli aggiustamenti legislativi di carattere nazionale e locale.
Ma Lei dirà, allora “il ripiegarsi su se stesso” ? Era una presa d’atto senza addossare una qualsivoglia assunzione di responsabilità. Del resto l’atto di ritiro della legge Lei non lo ha votato.E su questo piano, non con Lei, ma con la maggioranza politica che sostiene la Regione, ci sarebbe da discutere all’infinito.
Spero di averLe fornito le spiegazioni necessarie, che Lei giustamente ed a ragione ha invocato. E spero pure che Lei continui a rappresentare i cacciatori Lombardi all’interno del futuro Consiglio Regionale.
Spero di rivederLa presto. La saluta con molta cordialità.
Errata corrige : non “l’abbandonato” ma ” abbandonato” mi scuso.
Comunicazione di servizio : Il Taccuino di cui sopra è stato pubblicato oggi sul Corriere dell’Umbria a pagina 2 con il titolo “Idee per le Regionali”.