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SOS Pavoncella

| 12 gennaio 2010 | 53 Comments

Pavoncella2Entro il 2011 il mondo venatorio deve produrre dati affidabili sulla specie per legittimare la continuazione della caccia alla pavoncella

ABBIAMO BISOGNO DI ENTRARE IN CONTATTO URGENTE CON:

Cacciatori specialisti di pavoncelle di tutta Italia che dispongono dei dati di prelievo compiuti in stagioni di caccia consecutive (ad esempio da 4-5 stagioni di caccia indietro fino a quella in corso).
Cacciatori di appostamenti fissi agli acquatici di tutta Italia nei quali si cacciano anche le pavoncelle e dispongono dei prelievi ottenuti nel corso di almeno 475 stagioni di caccia trascorse.
Cacciatori non specialisti, ma che abbattono pavoncelle con regolarità durante la stagione di caccia e dispongono dei dati di prelievo ottenuti

Tutti sono invitati a mettersi

in contatto urgente con: dr. Michele Sorrenti

Ufficio Avifauna Migratoria Fidc

Tel 348 3110560

E-mail:silvia.falena@fidc.it

michele.sorrenti@fidc.it

E’ FONDAMENTALE CHE TUTTI I CACCIATORI SOPRA DESCRITTI DIANO LA LORO COLLABORAZIONE

LA SOPRAVVIVENZA DI QUESTA CACCIA E’ NELLE VOSTRE MANI

http://www.federcaccia.org





 

Category: .In Evidenza, Federcaccia

Comments (53)

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  1. Argo scrive:

    Addio pavoncella, anche perchè suppongo sarà difficile tornare indietro di 475 stagioni di caccia trascorse ( è chiaro che è un errore di battitura ). Rimane il fatto che con una scusa o con l’altra si coglie l’occasione per limitare ulteriormente le specie cacciabili, così lo storno non si può cacciare, forse perchè troppo numeroso e la pavoncella perchè in pericolo.
    Se lasciamo correre questa, il prossimo passo sarà quello di chiudere un altra specie e poi un’altra ancora fino alla chiusura totale della caccia.
    Il 9 Marzo sarò a Roma. Spero che fra le tante rivendicazioni sia posta anche questa.

    Saluti
    Argo

  2. SPRINGER scrive:

    Non ho mai praticato in forma esclusiva o preferenziale la caccia alla Pavoncella ma frequento da sempre ambienti fluviali ( fiume Po ) o di pianura irrigua ( marcite ) che la vedevano nel periodo giusto protagonista numerosa . Devo dire che via via negli anni la sua presenza e’ costantemente diminuita fino a diventare sporadica ed estremamente rara . Per esempio , quest’ anno , a oggi , dall’ appostamento a anatre a fiume ne avro’ viste passare non piu’ di una cinquantina in totale . Cosa che invece fino a anni fa ( almeno una decina ) era la costante di almeno una cinquantina ” A VOLO ” con piu’ voli avvistati . Percio’ da parte mia non posso che confermare la rarefazione della specie .
    Il motivo spetta ai ricercatori stabilirlo .
    :wink:

    • Federighi Alessandro scrive:

      Non ho dubbi su chi metteranno alla gogna:i cacciatori!!!!!!!!!!!!!!!!! in 25 anni di porto d”armi ne avrò ucciso si e no 4/5 !!!!!!!!!! “Sa Pibiena” così si chiama in sardo, è calata, ma non so perchè, ma non credo che si colpa nostra :twisted: :oops: :roll:

      • Ezio scrive:

        In Piemonte è vietata alla caccia da una vita eppure se ne vedono poche e perlopiù in periodo riproduttivo, almeno nella pianura cuneese.
        E comunque qui non è mai stata oggetto di particolari attenzioni venatorie.
        Un po come i dinosauri.
        Erano protetti dalle doppiette, eppure si sono estinti lo stesso… :mrgreen:

        Ciao Ale.
        Mi dicono che in certe zone della Sicilia fanno a botte con le bekke e da voi??!! Nulla??

        • Federighi Alessandro scrive:

          Fa molto freddo e si sono spostate più a sud , giovedi riprovo, vadiamo ; poco fà sono uscito in giardino e ho sentito 7/8 zirli di tordo come quando è il periodo del passo, c”è neve anche a bassa quota e quindi gli uccelli sono in movimento!!!!!!!!! Non è stata una stagione come le altre ,ma bisogna accontentarsi (e io mi accontento), e ti dirò che ne ho visto di meglio,ma me ne ricordo di peggio!!!!!!!!!!!! Adieusu!!!!!!! :wink: :roll: :oops:

  3. vincenzo scrive:

    Da persone civili e responsabili dobbiamo far passare questa della pavoncella o oltre specie in pericolo di estinzione ed essere INRANSIGENTI con altre specie…..storno incluso!!per il 9 marzo farò di tutto per essere presente!!

  4. BEN scrive:

    Onestamente non ho visto una pavoncella quest’anno, però mi ha detto un amico cacciatore che nei suoi campi, di sotto al mio capanno e dove la caccia è chiusa, ne ha viste un brancone da oltre 200 unità quando ha nevicato la prima volta.
    La pavoncella, in origine, si cacciava a febbraio – marzo qui da noi, al momento del ripasso ce ne erano molte ed a branchi, ora in quel periodo, abbiamo il fucile appeso al chiodo…. . Un saluto. :D

  5. fiore scrive:

    poche pavoncelle !!! niente caccia

    tante pavoncelle!!! si caccia

    tutto nella norma del buonsenso!!!

  6. egisto.bersani scrive:

    Per il sig. Fiore :

    Poche pavoncelle non si caccia

    tante pavoncelle non si caccia

    scusa vale anche per gli storniiii ? ? ? ?

    Ciao , Bersani

    • fiore scrive:

      certo sempre detto regole certe e veloci da applicare un anno ci sono gli storni si caccia gli storni da subito un anno non ci sono pavoncelle si sta tre anni senza cacciarle oppure se l’anno dopo ci sono in buon numero si ricacciano subito

      buonsenso e velocità nell’appliocazione delle regole

      • Giusti Giacomo scrive:

        Fiore
        Iio andrei a ricercare anche il perche`,della diminuzione di una specie,la chiusura dei due o tre anni non porta a nulla,la caccia incide veramente poco sulla consistenza di una specie,conta di piu` quello che e`successo all’ambiente dove si riproduce.
        Che ne dici?

        • fiore scrive:

          Giusto Giusti questo dovrebbe essere la prima preoccupazione, ma vedi il resto è tutto tollerato e l’unica cosa che si può fare a meno è la caccia, l’inquinamento vai a fermarlo ci si sta avvelenando e non si ferma per i cristiani figurati per gl’animali, di conseguenza tutti i mali del mondo ci vengono scaricati sulle spalle a noi, perchè visto che ci sono i supermercati la caccia è anacronistica, il discorso non fa una grinza per chi non ha la nostra passione!!! purtroppo per noi.

        • Ezio scrive:

          Ragazzi, chiudere la caccia è la strada più facile è più ad effetto.

          Ed anche la più INUTILE!!!

          Solo l’habitat influisce sul destino di una specie, nel bene e nel male…

          La storia del mondo lo dovrebbe insegnare bene, però….

  7. Giusti Giacomo scrive:

    Farebbe molto comodo(secondo me) un progetto pavoncella,come noi amanti del mitico uccello blu`,abbiamo un progetto colombaccio.
    Sicuramente il dr Michele Sorrenti sa di cosa parlo,e se potrebbe essere utile per la pavoncella.

  8. Michele Sorrenti scrive:

    La pavoncella ha ridotto in modo drastico il suo svernamento in Italia settentrionale a causa della scomparsa dei prati stabili e delle marcite. Di conseguenza anche il passaggio migratorio su queste aree è diminuito (Lombardia in particolare). Invece è aumentato negli anni il contingente nidificante in Italia settentrionale ed infatti da alcuni anni le pavoncelle si trovano anche all’apertura ed a inizio ottobre.Tuttavia la demografia di una specie deve essere valutata nel suo areale complessivo, o per grandi macro aree. Resistono buone presenze invernali in EMilia Romagna, Lazio, Puglia e alcune aree della Campania. Quindi la pavoncella potrebbe avere semplicemente cambiato il proprio areale di svernamento. Dati relativi ai censimenti invernali nelle zone umide dimostrano un aumento significativo fino al 2000 e stabilità con fluttuazioni fino al 2005. Dati internazionali sempre delle pavoncelle svernanti nelle aree umide dimostrano un aumento. Studi sui luoghi di nidificazione dimostrano che la predazione e la distruzione degli habitat limitano il successo riproduttivo. In questo scenario vietare la caccia non serve a niente se non alle volontà degli anticaccia. Per questo l’Unione Europea ha accolto la proposta FACE, sostenuta anche dai dati ACMA-FIDC, ed ha CANCELLATO la proposta di diveto di caccia per 5 anni negli stati membri, che era presente nella bozza del Piano di Gestione Internazionale. Ma in cambio chiede al mondo venatorio di fornire dati attendibili sui carnieri: per questo si chiede la collaborazione. Tutti i lettori che praticano questa caccia hanno la possibilità di aiutare la sopravvivenza della caccia alla specie.

    Saluti

    Michele Sorrenti

    • Ezio scrive:

      I più sinceri complimenti per l’estrema chiarezza e competenza.
      Ezio.

    • SPRINGER scrive:

      Le mie osservazioni sulla rarefazione della Pavoncella erano riferiti proprio alla Lombardia . Esattamente alla provincia di Milano e quella di Pavia . Vedo che non era solo una mia impressione ma un dato suffragato anche dalle vostre ricerche .
      D’accordo con lei che comunque la demografia di una specie deve essere valutata nel suo areale complessivo, o per grandi macro aree . Concetto molto importante i cui dati/risultati sono poi assolutamente da divulgare facendo sentire anche la nostra voce in capitolo .
      Ecco l’ importanza della ” ricerca ” legata alla Caccia ; o della Caccia che fornisce dati alla ” ricerca ” .
      :wink:

    • Federighi Alessandro scrive:

      Complimenti per l”impegno!!!!!!!! Da noi al nord Sardegna si vedevano a migliaia, poi hanno incominciato a vedersi meno, ma tutto sommato, nelle zone dove le vedevo,non è cambiato nulla:pascoli naturali allagati, con rigagnoli e pozze allettanti per tali uccelli; quest”anno ne ho viste,ma (facendo il rappresentante giro molto) sinceramente ogni anno molto meno!!!!!!!!!!! Spero che “sa Pibiena” ,che tra l”altro è il simbolo delle ceramiche sarde, ritorni a solcare i cielid”inverno delle nostre campagne !!!!!!!!!adieusu!!!!!!!!!! :roll:

  9. SPRINGER scrive:

    Michele Sorrenti

    Ma in cambio chiede al mondo venatorio di fornire dati attendibili sui carnieri .

    ______________________________________________________________________________

    Dottor Sorrenti ……….
    Se per tenere in vita la caccia alla Pavoncella servono dati VERITIERI sul numero cospicuo degli abbattimenti stiamo freschi ……. Ne avessi conosciuto uno in trent’anni di Caccia che segna TUTTI i capi abbattuti .
    In questo caso e’ una ” furbata ” che ci si ritorce contro .
    C’ e’ necessita’ di ISTRUIRE i cacciatori facendogli capire che compilare il tesserino non e’ solo un dovere imposto per legge o un modo per tenerli sotto controllo o ” spiarli ” da parte degli ” ambientalisti anticaccia ” , ma un metodo utile a stabilire , assieme a altro tipo di ricerche e con buona approssimazione , lo stato di salute di una specie ( piu’ abbattimenti di una specie ci sono , piu’ vuol dire che la specie e’ in salute e numerosi sono i soggetti che la compongono ) . Cio’ anche a legittimarne , come nel caso in questione , la permanenza in calendario venatorio fra le specie cacciabili oltre a dare del mondo della caccia quella valenza che NECESSARIAMENTE sempre piu’ deve essere legata alla RICERCA e ai dati da questa raccolti per continuare ad esistere e non essere criminalizzata Percio’ uno strumento ESTREMAMENTE UTILE al cacciatore , non da guardare con diffidenza o come una ” scocciatura ” obbligatoria da espletare .
    Ma vaglielo a far capire …….

  10. Pietro scrive:

    Non posso fornire dati precisi perchè negli anni passati non ne ho tenuto il conto, ma posso assicurare che nel tarantito da qualche anno a questa parte le pavoncelle si sono viste eccome dalla metà di dicembre in poi. Quest’anno poi in abbondanza. Prenderle però è come fare un terno al lotto, se non ci si organizza per bene si fanno fischi e fiaschi a non finire. Sono purtroppo gli hatitat che continuano a diminuire per questa specie. Se non ci si dà veramente un taglio alle coltivazioni intensive a perdere e non si lasciano le cosidette “marcite”, rischiamo che questo splendido volatile andrà a svernare in altri lidi e per noi resterà solo il ricordo.

    • valentino88 scrive:

      Non ne parliamo,da me in provincia di salerno abbiamo l’85% del territorio chiuso alla caccia e nel restante 15% abbiamo migliaia di ettari coltivati a finocchi,scarola,insalata,cavolfiori,carciofi,ecc e quei pochi posti dove c’e l’erba medica tagliata trovi decine di cacciatori.Ma questi poveri ucceli dove si devono mettere e cosa si devono mangiare,se non si interviene anche su questo problema possono fare le migliori leggi sulla caccia,la nostra passione morirà a priori.
      Vogliamo che lo stato invogli gli agricoltori a mettere coltivazioni a perdere facendogli guadagnare un bel gruzzoletto di soldi,prelevandoli sulle nostre tasse che paghiamo per esercitare l’attività venatoria.

  11. peppola scrive:

    i motivi della diminuzione vanno ricercati in olanda….non qua

  12. Traica Roberto scrive:

    Sai Pietro io gli animali li segno sempre sul tesserino e come d’incanto l’anno dopo ritorna l’abitat dove cera una casa ritorna una marcita, delle case costruite nel bosco tornano i marugheti le rogaie ,sembra di tornare indietro nel tempo. Ma vaglielo a far capire…………….

  13. ilio scrive:

    Certo che è estremamente utile peccato che alle Provincie non gliene po fregar di meno.
    Solo per citarne una, Roma e Provincia conta 62.783 cacciatori, e chi si prende la briga di spulciare 62.783 tesserini e rilevare per specie i selvatici abbattuti e comunicare all’ispra i risultati, senza contare i prelievi fatti da cacciatori provenienti da altre realtà extra ragionale magari distanti 600/700 Km che cacciano occasionalmente nel Lazio.
    Con i tempi biblici degli apparati pubblici italiani ci vorrebbero anni per censire circa 800.000 tesserini e trasmettere dati dettagliati a chi di dovere. Se specialmente certi dati dovessero servire per chiudere o riaprire una determinata specie di selvatico per l’anno successivo i selvatici in oggetto avrebbero tempo di estinguersi o proliferare in modo invasivo prima che i dati siano pubblicati. :D :D :D :D :D

    • Ezio scrive:

      Infatti Ilio i tesserini non li controlla nessuno… O meglio non li controllano per ciò che sarebbe utile alla gestione selvatici.
      Qui ogni tanto lo fanno “a campione” e il risultato è quello di fott…ehm fregare qualche distratto o ingenuo o fesso che ha sbagliato a mettere qualche crocetta ….

  14. BEN scrive:

    Oggi vi avevo segnalato il branco di pavoncelle di oltre 200 unità passate dalla Versilia alla prima nevicata, poi mi sono ricordato che in padule a Capannori, mi dicono di sentirle alzarsi la mattina presto quando vanno ai capanni, senza vederle. Pasturano la notte e poi probabilmente si spostano nelle oasi, un cacciatore ne aveva abbattuta una sola. Saluti :D

  15. Michele Sorrenti scrive:

    La nostra iniziativa si sta svolgendo su più fronti, inclusa la richiesta alle province e regioni dei dati derivanti dai tesserini. So bene che l’affidabilità di questi è scarsa tuttavia se si considera costante negli anni il grado di “compilazione corretta”, allora anche da questi dati si può valutare una tendenza delle presenze.
    I dati che richiediamo ai cacciatori non sono però quelli dei tesserini, ma i diari di caccia personali, che sono pi la verità. Da molti anni svolgendo ricerche sugli abbattimenti degli anatidi ho constatato che a noi i cacciatori dicono la verità perchè si fidano di un ente di ricerca di cacciatori, che quindi fa il loro (e nostro) interesse, ovviamente in onestà e buona fede.
    Possono essere utili anche segnalazioni di gruppi di pavoncelle svernanti in questi giorni (fino a fine mese) in aree di campagna (non zone umide) perchè li inseriamo nei censimenti invernali della pavoncella e pivieri dorati in aree di terra.

    Saluti e grazie per la collaborazione

    Michele Sorrenti

  16. Federighi Alessandro scrive:

    Le ho riviste la setimana passata in concomitanza dell”abbassamento delle temperature,dopo un periodo di calma!!!!!!!!! Un branco di trenta circa,in un pascolo naturale dove le vedo ogni anno, il secondo circa dieci, in un prato selvatico dove ero anni(5/6)che non ne avvistavo!!!!!!!!!!Quest”anno le ho viste un pò in ritardo rispetto al solito(metà novembre le prime),ma sarà dovuto alla stagione tutto sommato mite(?????????) saluti !!!!!! :oops: :roll: 8O

  17. alessandro fulcheris scrive:

    Dottor Sorrenti,
    Complimenti per l’iniziativa. Ho tutta la tesa alle pavoncelle ma la uso soltanto quando è molto freddo, perchè qui sulla costa tra San Vincenzo (LI) e Follonica (GR) si vedono soltanto in occasione di grandi freddi e gelate, è sempre stato così,. per cui se non gela mai, qua ne vedi ben poche. In occasione del recente repentino calo della temperatura avvistati diversi branchi in località Riotorto e zone limitrofe, subito spariti con il rialzo dei valori termici. Attualmente un branchetto di una ventina staziona nell’oasi Orti-Bottagone a ridosso della centrale Enel di Piombino, e un’altra ventina nelle pratine tra Suvereto e Monterotondo in vicinanza ai greggi delle pecore. Miei abbattimenti?? Da ridere: una l’anno scorso e zero per ora quest’anno.

  18. El Tega scrive:

    Per Springer;
    in Veneto sono anni, almeno 15 ma forse più, che si segnano i capi abbattuti appena recuperati, e non a fine giornata. E’ quindi “conveniente” non dimenticarsene, visto che i controlli sono assidui (quest’anno un provinciale ha trovato da ridire sul fatto che avevo segnato un tordo abbattuto al mattino, ma non lo avevo con me al pomeriggio, avendolo depositato a casa all’ora di pranzo).
    Ti dirò di più: qualche volta mi vergogno del mio tesserino, in bianco in più giornate, e aggiungo qua e là quache capo, in modo da “giustificare” qualche uscita.
    Per le pavoncelle…una in 22 anni, e fà bella mostra nella mia collezione di uccelli imbalsamati; ma le mie zone non fanno testo.
    Magari fosse vero quello scritto da Fiore (a proposito: è perchè sei particolarmente inc…avolato o sei nero sul serio come nella foto??? attento che ti scambiano per un cinghialotto…): decisioni veloci, nell’uno o nell’altro caso. Ma la realtà è che se qualcosa ti tolgono, non te la renderanno mai più, storno e fringuello docet.

    • SPRINGER scrive:

      El Tega rispondo prima a te poi a Ezio .
      Io invece segno quello che so che prendono altri che magari non segnano , con la speranza che prima o poi qualcuno utilizzi i dati per studi scentifici . E se ben ricordo poco tempo fa a ” livello europeo ” qualcuno ha proposto proprio l’ utilizzo dei dati estrapolati dai nostri tesserini , essendo l’ unico Paese , se non sbaglio , dove e’ obbligatorio farlo , utilizzandoli per studiare …….. non mi ricordo quale/i specie .
      Sicuramente il Dottor Sorrenti sapra’ indicarlo .
      Comunque credo sia UTILE a noi segnare TUTTO quello che si prende visto che difficilmente si ” sfora ” il limite consentito .
      Puo’ davvero aiutare a considerare se una specie sta bene oppure no e dovrebbe essere nostro dovere e impegno cercare di determinarlo . Se un domani , come sembra , si dovessero utilizzare i nostri dati a livello scentifico e vista la cattiva abitudine di molti di non segnare gli abbattimenti , chiuderanno o lasceranno aperta la Caccia a una determinata specie in base all’ equazione :
      tanti abbattimenti = tanti soggetti ” incontrati ” = specie in salute da poter cacciare .
      pochi abbattimenti = pochi soggetti incontrati = specie in diminuzione da proteggere .
      E’ una provocazione , forse neanche tanto , e comunque in Italia ……. non si sa mai :mrgreen: .

      X Ezio

      E’ vero che non li controlla nessuno , ma se fossero compilati seriamente potrebbero per esempio essere controllati dai ricercatori ACMA che stanno cercando dati sul numero di Pavoncelle abbattute negli ultimi 4/5 anni . Cosa che invece non possono fare ( e non fanno ) perche’ sanno che non sarebbero dati veritieri della situazione . Come detto all’ inizio : una furbata che in questo caso ci si ritorce contro .
      :wink:

      • Giacomo scrive:

        Certo Springer sono d’accordo sull’equazione, ma bisogna specificare dopo quanti anni di ricerca puoi dire che il dato in diminuzione o in salute è attendibile.
        Non si può mica dire che con un anno di ricerca e di spulciamento di tesserini si può mettere limiti e protezione………… Un pò come è successo per le beccacce, che in Francia danno dati di buona salute per la specie ed in Italia si continua a mettere limi di giorni e di carniere. :roll:

        • SPRINGER scrive:

          Credo che il limite sia quello indicato dal Dottor Sorrenti :
          4/5 anni .
          Se ogni 4/5 anni si facesse una seria indagine sugli abbattimenti a LIVELLO EUROPEO e si unissero questi ai dati sui censimenti , sempre a LIVELLO EUROPEO , si potrebbe avere una chiara ideA se una specie e’ in buona salute – stabile – in regresso ( e se si se piu’ o meno marcato ) . E non e’ detto che questo debba per forza venirci contro ma potrebbe magari portare ad introdurre una nuova specie in calendario e non solo a toglierla . O nel caso di una specie in difficolta’ visto il minor numero di abbattimenti cercare di capirne le cause denunciandole e cercando di ovviare al problema PRIMA che questa venga tolta dall’ elenco delle specie cacciabili .
          :wink:

  19. Giacomo scrive:

    copio e incollo

    Possono essere utili anche segnalazioni di gruppi di pavoncelle svernanti in questi giorni (fino a fine mese) in aree di campagna (non zone umide) perchè li inseriamo nei censimenti invernali della pavoncella e pivieri dorati in aree di terra.

    Chiedo scusa a Sorrenti ma non ho capito bene cosa volesse dire – in aree di campagna- e – in aree di terra- se potesse chiarire ? Grazie. :roll:

    • SPRINGER scrive:

      Zone umide = Laghi , Paludi , Stagni , Lagune , Fiumi .
      Aree di campagna = Prati stabili , marcite , campi coltivati o no ecc . che non abbiano in comune o nelle immediatissime vicinanze ” zone umide ” .

      • Giacomo scrive:

        Grazie Springer sei sempre molto gentile e tempestivo ! Alla distinzione tra zone umide e aree di campagna ci arrivo da me, io volevo sapere se con aree di campagne e aree di terra si volesse intendere la stessa cosa.

        Per esempio aree di campagna è chiaro che si intende aree di pianura, ma aree di terra si potrebbe intendere anche aree collinari o di montagna, e non mi sembra che queste ultime sono adatte alla pavoncella…..

        • SPRINGER scrive:

          Giacomo , e’ ovvio che si riferiva a zone dove e’ possibile incontrare la Pavoncella .
          Non credo si riferisse ai pascoli alpini o appenninici :mrgreen: .

  20. ilio scrive:

    Giacomo la filiera più corta sarebbe quella di obbligare ogni sezione di rilevare i dati dei propri iscritti e tempestivamente comunicarli alla Provincia che a sua volta invia all’ ispra o ancor meglio inviarli direttamente all’ACNA, UCIM ecc. sempre sperando sull’onesta dei presidenti di sezione nel rilevare i dati. La Provincia dopo pochi mese,quando attraverso lo carte che attestano la quantità emessa e quella rientrata i tesserini vanno all’inceneritore con buona pace di tutti immagina se li tengono giacenti per 5/6 anni per fare ricerche e valutazioni. Gli unici dati attendibili sono solo quelli di cacciatori responsabili che comunicano i loro prelievi a istituzioni private di cui sopra e impianti di monitoraggio.

  21. Giacomo scrive:

    Sono d’accordo caro Ilio, ma se vogliamo considerare che lo spulciamento dei tesserini è cosa necessaria come crado io per tutte le specie di uccelli, e le persone non sono affidabili, allora si potrebbe creare un tesserino elettronico in modo che con un programma computerizzato si potrebbe velocizzare di molto la cosa.

    Come si puo fare non lo so ! Perchè sono cose che dovrebbero proggettare tecnici elettronici di informatica ma sarebbe la cosa migliore da fare. La regione ci potrebbe fare anche un “pensierino”
    mettendo mano alla tasca nostra, e usare i soldi per cose importanti come queste. non ti sembra ? :wink:

  22. ilio scrive:

    Giacomo–Non so se la tua idea sia realizzabile, comunque non è per nulla da sottovalutare perché ora il tesserino serve solo per controllare le giornate di caccia e come dice Ezio per verbalizzarti se hai sbagliato a fare la croce. Immagina che una volta un solerte vigilantes di una nota aa.vv. (la più grande tanto per non fare nome) mi voleva contravvenzionare perché avendo scordato la penna indelebile in auto, avevo bucato il giorno e il mese con la brace della sigaretta e secondo lui questo era irregolare tenendo presente che in Umbria la selvaggina prelevata va segnata a fine mattinata e la sera dopo l’orario consentito e non prima dell’abbandono della parata e per questo la penna non è indispensabile averla con se è possibile segnarla prima di riporre il fucile in custodia. Anche se il prelievo di stanziale va segnato subito avrei usato la stesso sistema sulla casella apposita ma questo pericolo non l’avrei corso, quando la trovi selvaggina stanziale da noi. Forse quello che gli aveva dato alla testa non era tanto il non aver usato la penna piuttosto il porta patente che in bella vista c’era lo stemma CPA Sport con la scritta IN DIFESA DEI NOSTRI DIRITTI.

  23. Michele Sorrenti scrive:

    Giacomo come ha detto Springer si intende aree di campagna sia pianura che collina (difficilmente la pavoncella sosta in aree superiori ai 200 msl) per distinguerle dalle zone umide, perche in queste ultime si svolge già il censimento invernale degli uccelli acquatici in cui si conteggiano le pavoncelle. Il nostro censimento ACMA-FIDC riguarda le aree di terra perchè quello nelle zone umide è incompleto, ovviamente moltissime pavoncelle svernano fuori dalle zone umide.

    Saluti

    Michele Sorrenti

    • Giacomo scrive:

      Caro Dott. Sorrenti nel ringraziarti del chiarimento ti auguro un buon lavoro a favore dell’ambiente e della caccia. Un cordiale saluto.

  24. Giulio Usai scrive:

    Caro Michele,
    innanzi tutto mi fa piacere salutari visto che sono molti anni che non ci si vede e sente.
    Io comunque continuo a cacciare in maremma ai confini tra Lazio e Toscana, in una zona particolarlmente frequentata dalle pavoncelle negli anni passati.
    Premesso che dal mio appostamento fisso non mi dedico quasi mai a questo selvatico, che molto spesso nemmeno sparo, devo purtroppo confermarti per questi ultimi anni un notevolissimo calo della presenza sia di pavoncelle che di pivieri (per i quali peraltro la caccia è già chiusa da molto tempo).
    Gli abbattimenti nel mio caso non sono indicativi perché, come detto sopra, spesso non le sparo e pertanto non rispecchiamo la reale presenza di questi uccelli, ma posso asserire con certezza che le pavoncelle sono in netto e costante calo già da almeno una decina di anni.
    Con particolare riferimento all’annata in corso, sono stata praticamente quasi del tutto assenti fino alla metà di dicembre, data dalla quale ho registrato un costante aumento degli avvistamenti che in questa prima decina del mese di gennaio fanno rilevare un contingente svernante leggermente superiore a quello degli scorsi anni. Si tratta tuttavia di una controtendenza su cui non so quanto influisca la situazione metereologica che sta interesando da un po di tempo non solo l’Italia ma tutto il nord e centro Europa, ma che personalmente credo comunque sia da mettere in relazione con queste condizioni meteo particolari.
    Un caro saluto e sempre buon lavoro.
    Giulio

  25. Michele Sorrenti scrive:

    Ciao Giulio, se penso a quanti anni sono passati da quando ci siamo visti……mi vengono i brividi per la schiena….
    Meglio guardare avanti…..comunque anche per me è un piacere salutarti, ricevo sempre tramite Stefano Simeoni le tue schede sugli abbattimenti e ti ringrazio per la collaborazione.
    I dati sullo svernamento della pavoncella sono discordanti in Italia, si passa da un calo deciso nella Lombardia e Piemonte ad un certa tenuta in Emilia Romagna ed a variazioni importanti in Puglia.
    Il delegato ACMA della provincia di Roma censisce da anni alcune zone di questa provincia e , con alcune fluttuazioni, non si vede un calo ma più o meno una costanza di presenze. La specie è molto sensibile ai cambiamenti di temperatura ed alle condizioni dei terreni quindi cambia facilmente le aree di sosta e svernamento e anche quelle di nidificazione. La pavoncella non è per nella filopatrica, ovvero non ritorna per forza a nidificare nelle stesse aree dove è nata o dove lo ha già fatto a differenza delle anatre. Quindi abbiamo a che fare con un uccello molto “dispersivo” e per questo ancor più difficile da conoscere, relativamente alla sua demografia. Credo comunque che con molti dati di cacciatori e di serie annuali si arrivi ad una tendenza che io ritengo rispecchi la situazione delle fluttuazioni ma non di decremento, almeno negli ultimi 5-6 anni.

    Ciao ed a vederci un giorno…se ci riconosceremo

    Michele Sorrenti

    • Giulio Usai scrive:

      Caro Michele,
      è comunque un piacere risentirci e spero anche che riusciremo a rivederci.
      Aggiungo una nota sulla questione pavoncelle: un mio amico ha una azienda incorporata in una azienda faunistica venatoria nella zona nord-ovest di Roma – esiste da tantissimi anni ed era prima riserva di caccia – e il territorio in questa circostanza è rimasto inalterato rispetto a tanti anni fa. Tuttavia la presenza di pavoncelle anche in questa zona è calato in modo impressionanate, tanto che da un branco svernante negli anni passati di circa 500/600 individui, oggi ce ne sono al massimo una trentina e la loro presenza è diventata saltuaria. questa situazione per la verità riguarda tutta questa zona (che comprende altre due aziende faunistico venatorie e dove peraltro le pavoncelle non sono oggetto quasi mai di disturbo).
      Aggiungo un’altra nota che riguarda la zona di Ponte Galeria, a me molto cara perchè ci ho passato tutta la mia gioventù e spesso ci rimetto il naso per il gusto di ammalarmi di malinconia: anche in questo caso la presenza di pavoncelle appare molto variabile di anno in anno, ma con una tendenza negli ultimi 10 anni almeno a una riduzione sensibile del contingente svernante (non parliamo poi dei pivieri del tutto o quasi assenti). In questo caso va detto che una modifica dell’habitat vi è stata ma non particolarmente forte e che tutta l’area ricade ormai da tempo nel Parco del Litorale Laziale. Ciò nonostante la sitiuazione è questa!
      Spero siano indicazioni utili ma se occorre ci sentimao quando vuoi.
      Un caro saluto.
      Giulio

  26. massimo fedeli scrive:

    Dott. Sorrenti quest’anno di pavoncelle nè ho viste pochissime, sia nella zona settebagni fiano romano, piana del tevere, che nella zona ardeatino appia, io di solito le avevo dietro casa zona tor carbone, e l’anno scorso 2008 portando il cane dal veterinario zona tenuta san cesareo tra ardeatina (ex dazio) e gra, avvistato branco di circa 150 esemplari che volteggiava portato da un forte vento al di sopra di un grande maneggio, e lì è una zona di pastura dove tutti gli anni si possono osservare, anche in auto dall’ardeatina all’altezza del vivaio san Placido, ripeto quest’anno quasi nulle .

  27. Federighi Alessandro scrive:

    Sig.Sorrenti,se può interessarla, oggi nella Nurra (Porto Torres)ci sono le pavoncelle a centinaia………………senza esagerare!!!!!!!!!!!!Saranno uccelli che hanno iniziato una prima risalita ,oppure sono in movimento sfuggendo alle basse temperature che ci sono state in nord europa?????qui c”è un clima mite di 12-15°……………..spero che tali segnalazioni servano per il suo impegnativo progetto che farà sicuramente bene alla pavoncella e alla categoria !!!!!!!!!!saluti :roll:

  28. Michele Sorrenti scrive:

    Sig. Federighi, mi interessano i dati relativi a Porto Torres ma se può dovrebbe eseguire un conteggio accurato o una stima attendibile del numero totale di pavoncelle presenti, perchè le inseriamo nel censimento ACMA fatto sui terreni non zone umide.
    Se vuole mi invii una mail anche in privato ad acma_ricerche@yahoo.com, con la giornata in cui ha effettuato i conteggi e la zona che ha censito (con una possibile stima degli ettari).

    La ringrazio per la collaborazione

    Michele Sorrenti

  29. Federighi Alessandro scrive:

    Quel branco poteva contare 400/500 uccelli, ma non ho avuto possibilità di vedrere se e quanto hanno sostato !!!!!!!!Comunque si stanno vedendo :ieri a campu lazzaru(comune di ploaghe)ho visto un branco su erbaio di una 20 esemplari;oggi nella piana di Tula(zona da sempre vocata) ho visto un branco di almeno 50/70 uccelli su prato naturale allagato!!!!!!!!!Tenga presente che le ho viste mentre guidavo,ma sono sicuro che in quella zona se esplorata ,se ne vedono di più e durante tutto l”inverno ,fino a primavera!!!!!!!!!!!!!saluti

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