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Lupo a rischio, per incroci con cani

| 11 dicembre 2009 | 22 Comments

AMBIENTE: LUPO A RISCHIO PER INCROCI CON CANI
Lupo(AGI) – Siena, 10 dic. – Uno dei fattori principali di minaccia per la conservazione del lupo nel nostro Paese e’ rappresentato dall’ibridazione con il cane domestico. Lo rilevano gli studiosi esperti in conservazione di fauna selvatica che oggi e domani discutono, in un convegno organizzato a Siena dalla Provincia, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Federparchi, gli effetti dell’incrocio, appunto l’ibridazione, sempre piu’ frequente tra le specie selvatiche e domestiche, un nuovo fenomeno che minaccia la biodiversita’.
Secondo gli esperti gli sviluppi recenti della genetica molecolare hanno permesso di evidenziare che questo fenomeno si sta diffondendo in molti gruppi animali, causando in alcuni casi l’estinzione delle specie selvatiche, o la perdita irrimediabile di adattamenti evoluti nel corso di milioni di anni. L’aumento dell’ibridazione e’ collegata sia all’introduzione di specie da parte dell’uomo, sia alla crescente diffusione negli ambienti naturali e semi-naturali di forme animali domestiche, interfeconde con le specie selvatiche da cui sono state selezionate. Oltre al lupo il problema interessa anche altre specie di animali. Si stima che almeno il 10% dei gatti selvatici presenti in Italia siano ibridi con la forma domestica. Inoltre, anche nel caso di specie diffuse e comuni come il cinghiale o il piccione torraiolo, l’incrocio con le forme domestiche ha concorso ad aggravare le problematiche gestionali connesse alla presenza di queste specie. (AGI) .

http://www.agi.it





 

Category: .In Evidenza, Varie

Comments (22)

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  1. massimo fedeli scrive:

    è storia vecchia , già dal lontano 1975 circa Luigi Boitani studiando il lupo italico in abbruzzo circa 200 esemplari, denuncio su un suo libro il fatto che già si èrano visti degli ibridi fra i lupi, la colpa e da attribbuire a l’abbandono o allalontaneamento dei cani da pastore abbruzzesi. :roll:

    • Ezio scrive:

      “….si èrano visti degli ibridi fra i lupi, la colpa e da attribbuire a l’abbandono o allalontaneamento dei cani da pastore abbruzzesi….”

      Ma come?? Le anime candide fanno na testa tanto a tutti perchè secondo loro l’unico strumento per salvare le greggi dai lupi è il pastore maremmano abruzzese e poi si scopre che invece “i due” se la intendono alla grande??!!

      Qui non siamo al capolinea ma molto molto molto oltre…. 8O :lol: :cry:

  2. massimo fedeli scrive:

    Scusate, dicasi allalontanamento. :?

    • Giovanni Aiello scrive:

      allalontanamento. :mrgreen: :mrgreen: A Massimooooooooooooooooo……..a che ora ti sei alzato? :lol:

      • massimo fedeli scrive:

        alle 6.30 non mi veniva………..porc :oops: :cry: accia m………

      • Traica Roberto scrive:

        A Giovà Massimo assume medicine scadute. :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

          No Roberto. Usa sostanze chimiche. G’ho sempre detto di comprà la coca da Marrazzo, ma lui duro. A mà la prossima volta ti do il cellulare del mio fornitore, con discrezione naturalmente, così nun te bruci i’ cervello consta robaccia. Comunque lo volete sapè. A me der lupo se s’incrocia nun me frega ‘n c@@@o. A Traica, le brutte parole nun se devono ripetere, ce semo capiti? E domani mattina alla faccia de chi me vo male vo a fà l’aspetto.

        • Traica Roberto scrive:

          A GIò anche qui fanno l’aspetto ma la sera , al pian di Massiano a zo@@@le :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

        • Traica Roberto scrive:

          E poi ho vedi GIò ….a Massimo nun gne viè. :mrgreen:

  3. francescorm scrive:

    .I Ministeri competenti,che hanno la responsabilità della tutela della fauna selvatica,dove stanno? Invece di seguire sulla strada sbagliata i talebani dell’ambientalismo e i salottieri dell’animalismo di convenienza, come hanno fatto per il nucleare,salvo tornare indietro quando i danni erano già fatti e oggi tutti ne paghiamo le conseguenze,perchè non seguono le indicazioni scientifiche di esperti di buon senso? Prima buttiamo soldi pubblici per la reintroduzione del lupo,si pagano danni agli allevatori,poi seguendo l’onda emotiva di persone imbottite di demagogia ambientale,lasciamo proliferare,senza escogitare nessun rimedio,l’abbandono del cane che una volta inselvatichito non ha nessun problema ad accoppiarsi con il lupo con i guasti genetici che oggi tutti denunciano.Cari governanti,non fatelo solo a parole cadendo nel ridicolo,ma è ora che le palle le tirate fuori veramente,ma per prendere decisioni serie ed importanti, senza piangere dopo sul latte versato

  4. Mario Bartoccini scrive:

    Cari Amici, c’è forse qualcuno di Voi che non si è accorto che gli animalisti le studiano tutte allo scopo di determinare la chiusura della caccia?

    Qualcuno di Voi non si è accorto che per determinare la fine della selvaggina – ma piuttosto quella di tutte le specie selvatiche – nelle vicinanze di alcune case di campagna si vedono orde di gatti? e branchi di cani liberi di razziare tutto l’anno? e urlanti “megere” .. e starnazzanti “fancazzisti” alla ricerca del sesso perduto insultare “il fucile e chi lo porta”?

    Come possiamo avere fiducia in persone che in meno di una generazione hanno affossato le proprie origini? come possiamo aver fiducia in coloro che “in nome del popolo e per il popolo” ci hanno gettato addosso colpe ed odio? usando e distruggendo la credibilità dei REFERENDUM?

    Il Prof. Boitani, con tutto rispetto, ha il dovere di “centellinare” la biologia del lupo, ma nel merito della popolazione italica di tale specie “la scienza” ha il dovere di dialogare con tutti coloro che in forma diversa devono sopportarne l’impatto e l’invadenza.

    Il Prof. Boitani e “la scienza” non possono più sfuggire alla gestione nel suo complesso delle specie predatrici tutte, perchè il mantenimento delle 462 specie animali passa attraverso la corretta interpretazioni delle interconnessioni.

    Perchè “maleddeti” incroci tra lupi e cani sono stati fatti da incoscienti ai fini reintroduttivi, mentre contemporaneamente succedevano aggressioni e sbranamenti di cani da parte dei veri lupi.

    E aggiungo modestamente: quale deve essere il ns. ruolo quando vogliamo e crediamo nella esistenzialità del lupo, di tutte le specie e nel mantenimento della selvaticità dei ceppi in generale??

    Possiamo forse ignorare che già da tanti anni c’è fuga dalle campagne per ragioni diverse?
    Che per quanto riguarda la produzione di carni dipendiamo sempre di più dall’estero?
    Che tante famiglie hanno abbandonato l’allevamento ovino e caprino in conseguenza della proliferazione del lupo?

    E’ c’è pure dispersione di ricchezza spontanea proprio per timore del lupo.
    Che laddove la pastorizia sopravvive si organizza, non importa come, per limitare i danni.
    Possiamo forse dimenticare che il lupo è stato portato sulla soglia dell’estinzione dall’autodifesa degli allevatori e dei contadini?

    Qual è, ed invito a discutere, la prospettiva più realistica e seria?

    SENZA OMBRA DI DUBBIO CONTENERE LA PRESENZA DEL LUPO ENTRO I PARCHI ESISTENTI:
    - invitando il Prof. Boitani e “Gli Amici del Lupo” a fare carnai nel cuore dei parchi;
    - abbattendo i lupi che invadono i territori circostanti i parchi;
    - pagando puntualmente i danni che aventualmente arrecano all’interno dei parchi.

    Non è forse vero che la lupa del Tezio (carnivoro facoltativo e necrofago) ha vissuto quattordici anni cibandosi di carni “necrofaghe”?
    Arrivederci!

    • Claudio Mangini scrive:

      Dalle “reintroduzioni” del Prof Boitani, arrivando ai saluti (passando alle tue proposte allucinanti proposte di “fare carnai nel cuore dei parchi”, “abbattendo i lupi che invadono i territori circostanti i parchi”) hai sparato tante di quelle c@@@e che non meriteresti nemmeno il mio commento, ma dal momento che parli di abbattimento mi sono sentito in dovere di dirti una cosa sola: “continua a sognare”.
      Un’altra cosa te la chiedo però: a gente come te hanno dato la possibilità di detenere armi e portarle in giro? Complimenti ai tuoi esaminatori.
      In certi casi è proprio vero: “‘un si butta via nulla”…basta qualche spicciolo per una tessera.
      Continua a sognare la morte dei lupi Mario…e sogni d’oro.

  5. Sololasipe scrive:

    No problem! Se il lupo dovesse incrociarsi con qualche animalista che raccoglie margherite sulle colline di montagna potremmo chiamarlo…LIPUZZIANO! :oops: :oops: :oops: :oops:

  6. henri (radere igor) scrive:

    Lupo Italiano
    Atlante delle razze di Cani
    Origine, classificazione e cenni storici
    Origine: Italia.
    Classificazione F.C.I.: RAZZA NON RICONOSCIUTA

    La storia del Lupo Italiano ha inizio nel 1966, da un cucciolo nato dall’incrocio tra un pastore tedesco e una lupa selvatica proveniente dall’Appennino dell’Alto Lazio. L’esemplare, che fu chiamato Zorro, è da ritenersi il capostipite della razza Lupo Italiano. In seguito, attraverso una severa programmazione genetica, le caratteristiche intermedie si sono fissate stabilmente e si sono trasmesse, in trent’anni, in maniera omogenea e costante.
    Nel caso di una razza come questa, nata da apporti genetici importanti da parte del lupo, è fondamentale che, oltre all’identità morfologica, ci sia equilibrio nelle caratteristiche psichiche ottenute e soprattutto che ci sia compatibilità con l’uomo.
    Il Lupo Italiano, razza protetta della quale sono vietate la commercializzazione e la riproduzione fuori dall’Ente di tutela, è allevato – senza fini di lucro – dall’Ente per la tutela Lupo Italiano (ETLI – Presidente Mario Messi) ed è affidato gratuitamente ad enti, associazioni e persone che si impegnano ad impiegarlo in soli scopi di protezione civile o comunque di interesse pubblico.
    Il Corpo forestale dello Stato utilizza principalmente questo cane, anche se qualche forestale si avvale ancora del Pastore tedesco. Il Lupo Italiano quando accompagna la pattuglia forestale è sempre sicuro e affidabile. Ha una spiccatissima attitudine ai compiti di soccorso in caso di valanga, sotto le macerie e in particolare per la ricerca di persone e anche animali dispersi. Sono poco più di 500 gli esemplari esistenti.
    Il cane di razza Lupo Italiano appare robusto, resistente alla fatica e dimostra notevole acutezza sensoriale: qualità che, assieme all’aspetto esteriore, lo avvicinano al lupo.

    Mi dovrebbero spiegare perchè allora gli incroci per i loro comodi vanno bene, mentre se succede in natura si grida alla catastrofe. Boooooooo.:mrgreen:
    Salutiamo.

    • Claudio Mangini scrive:

      Stanno estinguendo la razza da tempo e per averla è molto difficile.
      Non puoi comprarla, non ci sono allevamenti e, non per ultimo, si tratta di cani a tutti gli effetti; non di ibridi.
      Sono cani meravigliosi che hanno salvato decine di vite in Italia e non solo nel nostro Paese: un po’ di rispetto.
      L’ibrido nasce dall’accoppiamento di un lupo con un cane (in quel caso con il Pastore Tedesco) e viene chiamato “F1″.
      Questo “F1″ viene successivamente incrociato con un altro cane (sempre Pastore Tedesco) e così via per generazioni fino a che non vengono fissati gli standard di razza e diventano cani a tutti gli effetti, mantenendo però alcune caratteristiche peculiari del suo antenato: una su tutte il fiuto.
      Quelli che tu chiami “i loro comodi”, sono i “comodi della collettività” – e al prossimo terremoto potrebbero riguardare anche te (e non te lo auguro di certo).
      Tra tutti i tentativi al mondo di creare un cane da utilità che abbia solo le migliori caratteristiche (fiuto, udito, vista, versatilità, equilibrio) il Lupo Italiano è sicuramente la più riuscita.

      • henri (radere igor) scrive:

        Ringrazio per la delucidazione in materia.
        Una domanda però Le vorrei rivolgere se possibile. Il lupo non credo si accoppi con cani da caccia, al massimo con cani da pastore o randagi di qualche strana razza. Perchè allora con la Sua associazione non fà un’appello in TV come quando è andato a parlare della caccia? Perchè ora non va ad attaccare chi dichiarandosi animalista contribuisce abbandonando il proprio cane a creare queste situazioni? Ricodo che durante l’intervento sulla caccia Lei non si espresse in maniera totalmente contraria restando comunque sulle sue idee, ma ora, se è vero che questo grande predatore è in pericolo non crede sia il momento di alzare la voce con chi crede di sapere tutto di come si gestisce la natura? La mia non voleva essere una critica, solo volevo capire.
        Grazie ancora per l Sua illuminante delucidazione.
        Cordiali saluti.

        • Claudio Mangini scrive:

          I lupi non hanno preferenze particolari quando si tratta di riprodursi, non almeno in merito alla razza canina con cui vanno ad accoppiarsi – almeno non esistono dati in merito.
          L’incidenza dell’accoppiamento con cani da caccia credo – ma è una considerazione personale – che sia esigua per il semplice fatto che il cane venatorio stia al fianco del cacciatore durante le sue uscite, o in tutt’altro affaccendato (segugisti).
          Vedo molto più plausibile l’accoppiamento con “cani ferali” o con cani degli allevatori che restano abbandonati a se stessi e con le greggi per lunghi periodi in campo aperto.
          Di questi casi ce ne sono molti – uno su tutti la mitica Palù – un incrocio di pastore maremmano e lupo che ho visto l’ultima volta in una riserva del Monte Amiata e su cui ci sono anche dei video in rete.
          Il fenomeno degli abbandoni si può arginare solo facendo rispettare le leggi, le quali mi risulta si stiano inasprendo.
          Non credo – ma sempre di giudizio personale si tratta – sia appannaggio esclusivo del mondo venatorio o animalista, ma che faccia parte dell’inciviltà di molti individui a prescindere dall’idea che hanno e dalle attività che fanno.
          La mia associzione si preoccupa di tutelare il lupo in ogni suo aspetto e quando vengo invitato in trasmissioni TV non ho alcuna remora nel dichiarare apertamente il nostro pensiero, anche quando questo non sembra essere in linea con le idee degli ambientalisti.
          Io parto dal presupposto che il “muro contro muro” non aiuta e che bisogna sempre tenere presente le idee degli altri con rispetto ed educazione, cercando di contrastare chi se ne approfitta.
          Non posso essere ovviamente d’accordo con gli italiani che vanno in Romania, Slovenia e Bielorussia a sterminare i lupi, i quali restano fortunatamente un’esigua minoranza, ma preferisco rimanere equilibrato sulla questione – ed è un equilibrio dettato dal ragionamento e dal buon senso.
          Abbiamo fatto molte campagne stampa e TV a favore del lupo, ma credo che l’unica strada percorribile sia proporre una corretta informazione sulla specie. Alla vigilanza sul territorio e alla giustizia ci devono pensare gli Organi Preposti e una legislazione molto severa che deve inasprire le pene dal momento che la fauna selvatica – specie se è protetta da convenzioni internazionali – è di tutti.
          Un caro saluto

        • Ezio scrive:

          “Io parto dal presupposto che il “muro contro muro” non aiuta e che bisogna sempre tenere presente le idee degli altri con rispetto ed educazione…”

          Caro Sig. Claudio Mangini, al di la del fatto che, per quel poco che può valere mi sento di condividere gran parte di ciò che lei ha scritto, mi chiedo però inevitabilmente chi in questo Paese ha voluto ad ogni costo il “muro contro muro”??
          Sono forse i cacciatori, pur non tutti e ciascuno sempre santo e difendibile, fatto del resto che riguarda ogni “categoria” umana, ad aver iniziato ad INFANGARE gratuitamente gli ambientalisti e/o financo gli animalisti??
          Non mi risulta che questo “modus operandi” a senso unico a nostro discapito sia infine terminato e per rendersene conto è sufficiente “frequentare” qualche sito internet animalista.
          Ma ancor peggio sono le falsità e le approssimazioni tutte tendenti a sputtanare la nostra categoria, che troppo spesso arrivano da quelle associazioni che si AUTOdefiniscono ambientaliste nel vero senso della parola e che pertanto dovrebbero avere un giudizio distaccato ed imparziale di ciò che accade in natura e di ciò che serve veramente alla stessa.
          Invece noi, continuiamo ad essere il male del mondo e le false informazioni sul nostro mondo continuano a sprecarsi (mi sovviene, una su tutte, la cifra di 200MILIONI di selvatici abbattuti dai cacciatori italici in una stagione, secondo quanto pubblicato da LIPU 8O ) ed a nessuno di questi sedicenti amanti dell’ambiente è mai venuto in mente che con la nostra collaborazione si potrebbe fare molto per la reale salvaguardia degli habitat e dei loro abitanti.
          Il bello che la maggior parte di noi, ancora oggi a distanza di anni di PERSECUZIONE, siamo ancora li pronti a tender la mano… :roll:

          Cordiali saluti.
          Ezio.

  7. Claudio Mangini scrive:

    Venendo al tema del post:
    Il fenomeno delle ibridazioni è purtroppo un danno per l’ecosistema, su questo non c’è alcun dubbio (il problema dei gatti selvatici e delle ibridazioni di cinghiale con sottospecie non autoctone, almeno dai dati in possesso, sono forse quelli più evidenti), ma per quanto riguarda il lupo siamo attualmente intorno al 2%, dell’intera popolazione monitorata, quindi un dato abbastanza esiguo e dovuto a casi isolati rappresentati dalla necessità del predatore di sopravvivere all’estinzione. Quando il lupo era pressoché scomparso, le ibridazioni erano infatti molto più frequenti, ma una volta tornato a ripopolare i nostri boschi il problema è andato dissolvendosi, attestandosi sul dato che ho riportato. Il principale nemico del lupo resta sempre l’allevatore e non il randagismo, anche perché questo è più tipico delle aree urbane e delle periferie che non delle zone agricole o boschive. Come espresso in altri post, l’allevatore ha molti meno scrupoli dettati anche da una cattiva politica in materia di risarcimenti, ma ha anche le Associazioni di categoria che spingono sulle leggi deroga in sede Comunitaria per sterminare nuovamente il lupo. Il cacciatore, al contrario, ha un profondo rispetto di questo predatore e nessuna Associazione Venatoria – salvo Mario Bartoccini – ne ha mai rivendicato l’abbattimento. Ringraziando l’amico Daniele per l’ospitalità

  8. Mario Bartoccini scrive:

    Preso atto, signor Ezio, che la esposizione del Dr. Mangini è palesemente “ideologica”, Le assicuro che siamo perennemente a “manotesa” nel tentativo d’interpretare e difendere biodiversità ed ecosistema.

    Sono consapevole che gli equilibri faunistici che abbiamo ereditato – e parlo degli anni precedenti il 1960 – devono essere rivisti e reinterpretati in funzione del “bene comune”, ma l’ostinazione di alcuni scienziati sulla arbitrarietà dell’azione di contenimento e controllo
    E’ IMPROPRIA, ANTISTORICA E DANNOSA PER L’ESISTENZIALITA’ DI TANTE SPECIE SELVATICHE.

    Ciò che mi attiva, senza ombra di dubbio, è la preoccupazione di non dare continuità alle specie, vista la spirale del menefreghismo (da parte degli animalisti) e della primaria e concreta difesa del proprio reddito (allevatori, agricoltori, cacciatori, cercatori).

    Inutile ripetere che è sempre satato così, tanto da avere testimonianze letterarie del 1870, anche nella zona ovest di Perugia, cioè le “selve di Monte Malbe”.
    SE RICORDO BENE L’ENTE PUBBLICO VIETO’ .. MA I LUPI DOPO POCO TEMPO SCOMPARVERO DALLE “SELVE DI MONTE MALBE” (ma anche dal restante territorio, visto che a testimonianza di memoria orale, tra il 1905 ed il 1987 a nord/ovest di Perugia, non sono stati individuati lupi).

    Dico io: ma non è dovere di tutti mantenere e salvaguardare il reddito rurale?????
    Aggiungo: pensate che senza un preciso territorio che garantisca l’esitenza del lupo, la specie sopravviverà?????
    Pensate davvero che coloro che vivono di reddito cosi aleatorio, non si “ingegneranno” contro l’invadenza del lupo?????
    Vi assicuro che “voci” parlano di “peccati” senza aver individuato i “peccatori”.

    Prima che si facciano altri casini (vedi incroci, campagne d’odio, “abbatimenti fortuiti”), troviamo il modo realistico di gestire il lupo e tutto il territorio: in funzione esistenziale e produttiva.
    Anche allo scopo di avere prodotti alimentari a “chilometri zero”.

    Tormentato me sincero: saluti rispettosi.

  9. Claudio Mangini scrive:

    CITO: “Preso atto, signor Ezio, che la esposizione del Dr. Mangini è palesemente ideologica”
    RISPONDO: E’ falso ciò che dice, mi permetta. Se fossi davvero un idealista (ma poi chi di noi – cacciatori compresi – non lo è in un modo o nell’altro?) non sarei qui a scrivere in modo sereno e a confrontare gli argomenti.
    Ho detto più di una volta che il mondo rurale va salvato dalla catastrofe – la quale non è certo ascrivibile ai lupi, ma ad una volontà politica internazionale – e che l’unico strumento fattibile in Italia siano i risarcimenti agli allevatori colpiti dalle predazioni.
    C’è un problema però: lei ha a che fare con una categoria che proprio ai suoi vertici associativi chiede l’abbattimento dei lupi.
    Le Associazioni venatorie, al contrario, non hanno MAI proposto un’idiozia del genere.
    I risarcimenti esistono – basta stare alle regole.
    Quanto agli incroci, siamo punto e a capo. Non esistono – almeno non frutto di un programma di salvaguardia – se ne faccia una ragione e la smetta di fare disinformazione.
    I peggiori nemici dei lupi restano gli allevatori e i bracconieri. E’ una verità accertata e conclamata da anni sulla quale non ci sono scuse.
    Mettano in sicurezza gli armenti come prevede la legge, stiano alle regole e, da una parte vengono risarciti, dall’altra lasciano in pace un animale che ancora NON è uscito dalla soglia di estinzione nel nostro Paese.
    Cordialmente

  10. Claudio Mangini scrive:

    Carissimo Ezio
    CITO: “ed a nessuno di questi sedicenti amanti dell’ambiente è mai venuto in mente che con la nostra collaborazione si potrebbe fare molto per la reale salvaguardia degli habitat e dei loro abitanti.”
    RISPONDO: Come non essere d’accordo con lei? L’onorevole Berlato sa bene come la penso in merito, ma anche il Senatore Orsi.
    Io, ma parlo anche per i miei associati – visto che li rappresento in qualità di Presidente – guardo all’uomo, intendendo che dietro ad un animalista e ad un cacciatore c’è sempre un essere umano che non commette alcun reato o crimine – se non ideologico a seconda dei punti di vista.
    Il rispetto all’uomo non deve mai mancare; non c’è alcun dubbio. E questo vale soprattutto quando le ideologie sono ferocemente ancorate dentro alle coscienze o alle tradizioni.
    Provenendo dalla Maremma conosco moltissimi cacciatori, molti dei quali sono stati – e lo sono tutt’ora – degli amici preziosi insostituibili.
    Non me la sento di mettere il loro “essere cacciatori” al di sopra dell’affetto e dell’amicizia che ci unisce da moltissimi anni.
    Posso essere in disaccordo con loro, e loro con me, ma gli uomini si misurano con altro secondo il mio pensiero.
    Un caro saluto

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