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Il modello Bergamo, per una caccia vincente

| 27 novembre 2009 | 8 Comments

cacciatoreUn risultato fantastico.
Abbiamo sentito l’esigenza di condividere l’iniziativa di azioni di tutela del mondo venatorio e abbiamo ritenuto che unendo le nostre forze, facendo una voce sola (e davvero grossa, quando ci sono sei sigle!), ci debbano ascoltare.
Abbiamo deciso di superare ogni possibile acredine personale o di associazione per il bene comune della Caccia. Quella sottoscrizione congiunta, dunque, vuole essere un segnale: un segnale per i cacciatori, che saranno difesi con più forza e incisività, e un segnale per chi tiene in scacco il mondo venatorio approfittando delle nostre divisioni. E vogliamo che questa unione diventi la prassi nell’affrontare le tematiche venatorie, quanto meno per il raggiungimento dei grossi obiettivi. Ci auguriamo che la nostra iniziativa sia un modello anche per le altre Province. E siamo convinti che il “Modello Bergamo” sia vincente per la Caccia.

Con viva cordialità,

Lorenzo Bertacchi
Presidente Provinciale Federcaccia Bergamo

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Comunicato stampa

Oggetto: Articoli pubblicati a pag. 1 e 5 del Giornale Di Bergamo del 19.11.2009

Spett.le Redazione,
a nome e per conto delle Associazioni venatorie Federcaccia, ACL Associazione Cacciatori Lombardi, ANUU Migratoristi, Enalcaccia, CPA Caccia Pesca Ambiente e Italcaccia, sono a stigmatizzare il contenuto e l’impostazione degli articoli apparsi a pagina 1 e 5 della Vs Spett.le Testata.
Nello specifico ci riferiamo all’articolo “Il 95 per cento è in regola. Rinaldo Mangili della Forestale fa il punto sul bracconaggio nella nostra provincia”, in cui la giornalista Ma.Be. sentenzi che “solo il 95% delle persone che svolgono attività venatoria può definirsi cacciatore. Il restante 5% è costituito da bracconieri, gente che usa mezzi vietati per catturare avifauna protetta”. Non è dato capire se tale affermazione sia anch’essa riconducibile a Rinaldo Mangili o sia una deduzione della giornalista ma.be.
Le Associazioni Venatorie sono da sempre in prima linea nella condanna del bracconaggio, bestialità lontana anni luce dall’attività venatoria, dalla Caccia, e non possiamo tollerare che, senza alcun fondamento, si affermi che solo il 95% dei cacciatori è in regola mentre il 5% sono bracconieri.
Bisogna tener ben distinti i cacciatori dai bracconieri: dall’impostazione dell’articolo traspare il messaggio che dei 13.250 cacciatori della Provincia di Bergamo iscritti alle Associazioni Venatorie, vi sia un 5% che, anziché esercitare la Caccia, si aggira per i boschi a posizionare reti e archetti. Tale messaggio è gravemente diffamatorio per l’intera categoria, volta che gli archetti in primo luogo sono forse lo strumento più efferato, che provoca la morte della piccola selvaggina migratoria tra atroci sofferenze.
I bracconieri menzionati nell’articolo non sono cacciatori, sono delinquenti, nel senso giuridico del termine, e non possono essere accostati alla nostra categoria, traendone peraltro cifre, percentuali e, quel che è peggio, affrettate conclusioni. Pubblicate per di più in maniera fuorviante.
Non possiamo che chiedere una pubblica smentita di quanto scritto ed in ogni caso un chiarimento su di chi sia la paternità dell’affermazione e del calcolo matematico sottostante: stando a quanto scritto, quest’anno la vigilanza addetta avrebbe dovuto identificare la bellezza di un migliaio di persone intente a piazzare reti e archetti. Diversamente non ci si spiega come si possa stabilire che vi sia un 5% di cacciatori-bracconieri!

Chiediamo con fermezza che queste nostre considerazioni trovino il dovuto spazio e risalto, che non potrà essere inferiore a quello concesso alle dichiarazioni di Rinaldo Mangili, nelle pagine della Cronaca della Vs Testata, accompagnate da una pubblica smentita. E ciò anche ai sensi dell’art. 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47.
Non possiamo poi che rilevare che, essendo il Vs servizio destinato all’informazione, allorché si tratti di argomenti accostati anche solo erroneamente, come in questo caso, alla caccia, sarebbe buona norma giornalistica, anche etica, di interpellare le Associazioni Venatorie, al fine di consentire alle stesse di dare opportuni chiarimenti.
Ci auguriamo che i nostri rilievi e le nostre richieste trovino tempestiva risposta in una delle prossime uscite, salva in ogni caso ogni azione di tutela, anche giudiziaria, laddove non venga posto rimedio alla gravissima diffamazione a mezzo stampa perpetrata ai danni di una categoria di onestissimi cittadini.

Con preghiera di urgente pubblicazione integrale.

Distinti saluti.
F.to avv. Lorenzo Bertacchi Pres. Prov. Federcaccia Bergamo

F.to dott. Fortunato Busana Coord. Regionale A.C.L.

F.to Stefano Gelmini Pres. Prov. A.N.U.U. Migratoristi

F.to Piero Brighenti Pres. Prov. Enalcaccia

F.to Angelo Bonzi Pres. Prov. C.P.A.

F.to Giuliano Legramandi Pres. Prov. Italcaccia

Inviato a
REDAZIONE CRONACA DEL GIORNALE DI BERGAMO
Via San Giorgio, 6
24122 – BERGAMO






 

Category: .In Evidenza, ACL, ANUU, CPA, Enalcaccia, Federcaccia, Italcaccia

Comments (8)

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  1. francescorm scrive:

    Noto con piacere che si sta uscendo a piccoli passi da quell’immobilismo al quale abbiamo assisto per anni anche se dalla base qualche richiamo partiva indirizzato ai nostri Dirigenti di AAVV. Queste iniziative sono importanti e danno il segnale che se si vuole si può anche cambiare rotta e far capire a tutti,opinione pubblica, organi di stampa, televisioni,istituzioni che la caccia e i cacciatori hanno gli stessi diritti e doveri di ogni altra categoria che usufruisce dell’ambiente con onestà,coscienza e rispetto delle leggi. Il bracconaggio esiste e noi per primi ne siamo consapevoli e ne subiamo le conseguenze,ma è un errore accumunare la caccia al bracconaggio tout court. Prima di scrivere e fornire dati su tale problema è giusto e doveroso informarsi,la correttezza è anche questo non solo criticare chi delinque,magari poi essere smentiti,perchè ho si hanno dati di verbali di contestazione del reato o la giornalista deve ammettere che sa perchè partecipa. Le Dirigenze Nazionali delle AAVV dovrebbero dare indicazione affinchè tutte le Rappresentanze provinciali intraprendano iniziative simili in presenza di un certo tipo di diffamazioni nei confronti di cacciatori onesti,fino a prova contraria,e che pagano annualmente concessioni onerose per esercitare un diritto sancito da leggi

  2. massimo zaratin scrive:

    Complimenti. Io lo faccio da svariati mesi ed anche oggi sto ribattendo ad un articolo apparso su un giornale che è veramente patetico. In provincia di Venezia non lascio sfuggire una notizia ed ho visto che man mano che contatto tutti i giornalisti (e finora mi hanno sempre pubblicato il contraddittorio), le cose stanno cambiando. Ora ci pensano due volte prima di scrivere cazzate. Io lo faccio per una associazione venatoria essendo il relativo responsabile Ufficio Stampa ma il mio sogno sarebbe quello di creare un unico ufficio stampa in difesa della caccia e dei cacciatori e che comprenda tutte le associazioni venatorie. Proporrò il Vostro modello anche nella mia Provincia.
    Saluti.

  3. Ezio scrive:

    Sono almeno 15 anni che “ribatto” a “destra” e “sinistra”…
    E’ come “sparare sulla Croce Rossa” tanto sono illogiche le tesi di chi ci denigra.
    Eppure han fatto una gran breccia nella massa…. in particolare in quella metropolitana, ovvio.
    Provate a chiedervi il perchè….

  4. Mario Bartoccini scrive:

    Evviva!!
    Evviva!! evviva! evviva!
    Plaudo al fatto che sono stati gettati al vento ancestrali sensi di colpa! Le insicurezze! Le divisioni arroganti e pretestuose! .. stop!

    Ora dobbiamo convincere i ns. Dirigenti – TUTTI – ad uscire di casa vestiti da cacciatore.
    Dimostrando orgoglio di essere tali. Dimostrando che le teorie del “soft” hanno solo “messo in croce” il mondo venatorio.
    Dimostrando orgoglio e determinazione, così come hanno fatto egregiamente i bravi Dirigenti di Bergamo.

    Come facciamo noi, Club “Le Torri”, dal 1985.
    Complimenti e .. avanti tuttaaaa!

    Buon lavoro! Saluti cordiali.

  5. woodsnipe scrive:

    Protestare è il minimo,far smentire è doveroso,denunciare per calunnia è LEGITTIMO!!!!!.Se le AA.vv.da tempo si muovevano in questa direzione gli ambientalisti nostrani e cotardi di natura,nascosti nella massa a tricerarsi dietro fantomatiche sigle,volevo vedere se le loro ipocrite e false idee li portavano avanti a rischio proprio.MA PROPRIO!!!!!!!!!!!!!!

  6. mario scrive:

    a Bergamo il primo tavolo delle Associazioni venatorie lotteremo assieme per la difesa del cacciatore e della vigilanza venatoria.

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