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Legambiente – Tradate: Strage di germani

| 26 ottobre 2009 | 95 Comments

legambienteVarese: “E’ strage di anatre in Valle Olona”

Legambiente Tradate lancia l’appello ai sindaci per regolamentare la caccia ai germani: centinaia e centinaia di esemplari uccisi ogni anno.

TRADATE – “Legambiente vuole fare un appello ai sindaci ed ai cacciatori stessi perché si fermi questo massacro”. Parte dalla sezione cittadina di Tradate l’appello dell’associazione ambientalista, che oggi abbraccia con forza la causa dei germani, meglio conosciuti come anitre selvatiche. Questi bellissimi uccelli da alcuni anni popolano numerosi la Valle dell’Olona ma, secondo i dati raccolti da Legambiente, se dovesse perdurare lo stato attuale delle cose la loro permanenza durerà ancora per poco. “In questo periodo di caccia stiamo assistendo a qualcosa che sembra incredibile – spiega Maurizio Alberti, di Legambiente Tradate -. Decine e decine di germani che si posano e nidificano lungo l’Olona divengono preda di cacciatori.

GemanoUno di loro ha dichiarato di averne uccisi in questo mese già trenta”. Un’anatra al giorno: la caccia a questi animali non è certo vietata, ma secondo Legambiente sarebbero fin troppo facili prede per i cacciatori: “I germani sono tornati a vivere in mezzo a noi e hanno fiducia nell’uomo – continua Aberti -. Quante volte vediamo lungo le sponde di laghi e fiumi questi splendidi uccelli, che giungono fino alla riva per prendere cibo dai bambini? Sono ormai diventati parte del nostro paesaggio, perché ucciderli?” Già, perché ucciderli? I germani però non sono certo aironi cinerini o poiane: non sono quindi, al momento, delle specie protette. La loro presenza è diventata massiva in Valle Olona, dopo che negli anni passati, a causa del fortissimo inquinamento che aveva interessato il fiume, era diventato sempre più difficile vederli nidificare così da vicino. E’ passato del tempo e molti sforzi sono stati fatti, da parte di Enti, Comuni e associazioni, per far sì che la Valle tornasse ad essere una riserva naturale di pregio: “La Valle Olona sta rinascendo dal punto di vista naturale e turistico – dice Maurizio Alberti -. Grandi sforzi ha fatto la Provincia di Varese per costruire una pista ciclabile che porterà turisti lungo il fiume, mentre i depuratori stanno man mano disinquinando quello che è stato negli anni Sessanta il fiume più inquinato d’Europa. La stessa Legambiente Tradate ha organizzato diverse discese in canoa e, a detta dei canoisti che lo hanno percorso, il fiume ha ripreso il suo aspetto naturale e presenta scorci di forte bellissima naturalità. Sono tornati i pesci e nidificano lungo il fiume sia gli aironi sia i germani, oltre a tante altre specie”. “Proprio la presenza di germani e aironi – spiega ancora il portavoce di Legambiente Tradate – indica il ritorno della natura, il ciclo ecologico che rinasce. Esistono le premesse per iniziare a parlare di un unico Parco dell’Olona che preservi e rilanci dal punto di vista naturalistico e di fruizione compatibile tutta la Valle. Uccidere centinaia di germani ogni anno significa distruggere ciò che con tanta fatica ha appena iniziato a rinascere”. Per questo l’associazione tradatese lancia un appello ai sindaci dei paesi confinanti con il fiume, che fanno parte dei vari Parchi di Interesse Sovracomunale: “Perché i primi cittadini emanino un provvedimento urgente, che arresti questa strage in nome del ripristino ambientale dell’Olona“. Un altro appello è invece rivolto a loro, ai cacciatori che frequentano la Valle: “I cacciatori hanno mostrato a volte sensibilità ambientale per difendere il verde dal dilagare del cemento e dell’inquinamento – dice Alberti -. Vi chiediamo, indipendentemente dai provvedimenti che i sindaci prenderanno, di arrestare la caccia al germano nella Valle Olona. I germani sono un simbolo di bellezza della natura, sono comparsi da poco in Valle Olona, perché fare una strage? Tra l’altro ci poniamo una domanda: i germani si nutrono di vegetali che crescono nel fiume che è ancora molto inquinato. Con che coraggio li mangiate?“.
Alessandra Latini

Tratto da http://www.sateliosnews.it

Category: .In Evidenza, Legambiente, Lombardia

Comments (95)

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  1. SPRINGER scrive:

    i germani si nutrono di vegetali che crescono nel fiume che è ancora molto inquinato. Con che coraggio li mangiate?“.

    _________________________________________________________________________

    Su questo hanno ragione . Il coraggio di mangiarne uno che li vive non lo avrei mai .
    Io ricordo le acque dell’ Olona di anni fa ( peggio ma molto peggio di quelle di fogna perche’ sature di scarichi industriali illegali ) .
    Se adesso sono tornati a viverci i pesci , vuol dire che la qualita’ e’ decisamente migliorata , comunque , memore di quello che era/e’ stato fino a poco tempo fa , prudentemente non li mangerei .

  2. lucas scrive:

    Tutto il solito repertorio anticaccia di legambiente, comprese le contraddizioni del caso e la fatidica domanda “i germani si nutrono di vegetali che crescono nel fiume che è ancora molto inquinato. Con che coraggio li mangiate”? :mrgreen:
    Questi sono quelli con cui qualcuno vorrebbe intavolare una discussione per concertare le modifiche da apportare alla legge 157/92… :mrgreen:

  3. massimo fedeli scrive:

    se fosse x qualcuno avrebbero ragione sempre :| adesso pure i germani e domani? :cry:

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      A Massimo, so amici tua questi. Come li purgherei volentieri. Salutami Roberto, so che viene a Roma da te qualche giorno. L’ho sentito ieri all’ora di pranzo, mi raccomando digli che le brutte parole non si devono ripetere. Però m’hai rotto er c….. a forza di mettermelo sempre in mente.
      Ciao amico mio.

      Gionni

  4. SPRINGER scrive:

    Approposito di Germani 8) .
    Stamattina grande mattina di Caccia . Quindici maschi e quattro femmine di Germano e un maschio di Moriglione . Piu’ otto Pavoncelle . Poi si doveva andare a lavorare e abbiamo ” smontato ” il capanno :( .

  5. Giusti Giacomo scrive:

    Non ho parole suquella persona!!!!
    Si dicevadi Fiore,poero Fiore!!!
    Maquesto e`peggio,molto ma molto peggio.

  6. massimo zaratin scrive:

    Si vede però che l’appello è stato strutturato da sapienti mani ambientaliste…questo qui sa veramente tutto sui germani! Cosa opporre alla proterva intemperanza di cotanto saper biologico?
    I dati che dicono di aver raccolto parlano chiaro: il cibo vegetale dei germani (conosciuti meglio con il nome di “ANITRE” selvatiche), i bimbetti che portano il pane a questa facile preda quotidiana, gli aironi compagni delle ANITRE che nidificano allegramente in compagnia, la necessità di fermare questa strage che porterà inesorabilmente alla completa sparizione di questa ANITRA…eh si! innanzi a così tante nuove scoperte biologiche mi chiedo proprio cos’ho studiato a fare per tanti lunghi anni questa specie..o SPECE? ..o spiecie? :oops:

  7. Giacomo scrive:

    Avevo già detto in un’altro post che il numero degli acquatici abbattibili è troppo alto !! :twisted: nella mia regione Campania il numero di 15 capi al giorno è eccessivo !!! :roll: anche perchè non è giusto che per uccelli come la beccaccia, quaglie, colombacci il numero massimo ammesso è di soli 5 capi. Eppure secondo gli esperti questi ultimi non sono in diminuzione come gli acquatici, dove da appostamento fisso fanno strage fanbno strage ogni giorno.

    Ma ci pensate ogni giorno 15 capi per 12 giornate di caccia sono 180 capi, moltiplicato per 800.000 mila cacciatori sono uguali a 144,000,000 milioni di germani. Legambiente ha ragione ! :mrgreen:

    Io dico a questi di legambiente: perchè non barattiamo questa diminuzione del numero di capi per gli acquatici (solo tre) al giorno, con il numero delle 30 giornate libere su tutto il territorio nazionale alla migratoria chieste nella proposta Orsi ?

    Mi sembra un baratto più che giusto è conveniente per tutti anche perchè si adeguerebbe il numero dei Germani da abbattere a quello degli altri elencati sopra.

    • Giacomo scrive:

      Voglio precisare ! Sono 144.000.000 milioni al mese di germani, fate il conto per un anno !!!! :mrgreen:

      • massimo zaratin scrive:

        Scusami ma devo ancora capire se stai scherzando o fai sul serio! :oops:

      • Pier57 scrive:

        x Giacomo
        180 x 799.999 = 143.999.820
        iin quanto io non caccio i germani!
        Sottoscrivo il post di Zaratin: stai parlando seriamente?

        • Giacomo scrive:

          Perche per voi è giusto che si debbano prendere 3 Beccacce ( uccello migratorio ) carniere giornaliero non in diminuzione, mentre per il germano e altri acquatici ( uccelli migratori ) 15 capi carniere giornaliero ? Così si permettono stragi giustamente come dice legambiente in spercial modo dagli appostamenti fissi.

          Ma chi parla contro la legge Orsi scherza o fa sul serio ?

      • Renzo scrive:

        :oops: Giacomo, ma spiegami… tutti i cacciatori d’Italia cacciano anatre ? Non credo. E allora tutti questi numeri ? E le natre che mangiano il pane dalle mani dei bambini cosa srebbero ? Selvatiche ? …. lasciamo stare va. Forse sono io che non ho capito nulla .

  8. massimo zaratin scrive:

    Faccio finta allora che tu abbia scritto seriamente…vado a caccia in laguna di Venezia ed ho modo di rapportarmi anche con altri cacciatori italiani circa questa forma di caccia!…a parte qualche “eletto” che caccia nelle riserve (il cui limite ulteriore non gli sarebbe affatto un problema) io non conosco nessuno che supera normalmente il limite attuale perchè solitamente i 25 capi si fanno in un anno, e non in un giorno. La tua proposta è quindi “non-sense”…come se qui in Italia si elevasse il numero di beccacce a 100 capi al giorno!…ma chi li fa?…avrebbe senso?

    • Giacomo scrive:

      copio e incollo :

      100 capi al giorno!…ma chi li fa?…avrebbe senso?

      Per cui se come dico io si possono barattare con le trenta giornate della legge Orsi come dicevo sopra non c’è alcun problema, non ti sembra ?

      Si toglie maggiormente solo la possibilità a quegli eletti che cacciano in riserva di fare abuso.

      • Alessandro Cannas scrive:

        Io non baratto una mazza….Si sta parlando di una specie opportunistica in espanzione numerica, e che gode di eccellente salute….Non vedo perche’ diminuirne il carniere… troppe tre beccacce al di, troppe..direi una sola al di…Non credi?

        • Giacomo scrive:

          Cannas mi fai il favore di non replicare ai miei post ? Io sono allergico alla tua scrittura mi viene l’orticaria al compiuter. Rispondi per fatti tuoi !! Grazie

        • Giacomo scrive:

          Tu sei solo un macellaio…..

    • SPRINGER scrive:

      Massimo ……… in laguna 25 capi all’ anno ????’
      Dai per favore …… :!:

      • massimo zaratin scrive:

        Guarda…ieri ho portato a casa il mio primo germano reale! anche supponendo di essere un caso isolato, se ci si dedica completamente a questa caccia normalmente non si arriva sopra i 100…pensi forse che cacciare palmipedi sia come andare a storni?

        • Alessandro Cannas scrive:

          Non sono in laguna pero’ di germani ne ho gia’ accoppati, alla faccia di Giacomo, svariati….

        • SPRINGER scrive:

          Bhe’ ……… 100 non e’ ” forse 25 ” ed e’ ( un pochino ) piu’ credibile .
          :wink:

    • Giacomo scrive:

      Potrei anche dire caro Alessandro perchè allora non mettere 15 beccacce come carniere giornaliero, ma non voglio infierire !!!

      • Alessandro Cannas scrive:

        Perche’ la beccaccia comunque non e’ un germano ed e’ una specie molto senibile alla pressione venatoria. Ti cito due dati recenti. Sai che i francesi da anni fanno importanti studi sulla beccaccia, fra cui ne inanellano tantissime. Quelle inanellate in divieto di caccia hanno una sopravvivenza (confermata anche a Castelporziano in Italia) di oltre il 90%, cioè su 100 beccacce in inverno ne muoiono 10 per cause naturali; in terreno libero alla caccia la mortalità per i giovani è del 66% e per gli adulti del 56%. Qual’ è il fattore che riduce così tanto la sopravvivenza? Inequivocabilmente la caccia. E non lo dico io, lo dicono Ferrand e Fadat, cioè i due massimi esperti europei,e per giunta cacciatori… :wink:

        • Giusti Giacomo scrive:

          Cannas
          Mettiamo le mani anche sull’estero,come carniere, modi e tempi di caccia,senno`si risolve poco o nulla.

        • Giacomo scrive:

          Non sono abituato a discutere con chi non è cacciatore ma solo un beccaio con licenza…….. Ma solo per informare tutti… anche chi per forza vuole evere ragione pur di fare della caccia il proprio interesse ; copio e incollo quello che ha detto Il Dott. Sorrenti non molto tenmpo fa.

          1. Michele Sorrenti, on Febbraio 1st, 2009 at 01:22 Said:
          In relazione alla beccaccia ed alle stime di popolazione ed alle tendenze demografiche è utile precisare che l’ente BirdLifeInternational NON si può ritenere attendibile in moltissimi casi poichè raccoglie dati in modo non standardizzato infatti, proprio sulla beccaccia, i suoi dati sono smentiti da Wetlands International che facendo un’analisi più completa della letteratura e degli studi pubblicati stabilisce che la specie è STABILE con una popolazione compresa fra 10.000.000 e 25.000.000 di soggetti.
          Questo per la beccaccia, poi vi sono tanti altri esempi di altre specie che BirdLifeInternational valuta erroneamente o in declino oppure con stime inattendibili per difetto.
          Una delle lotte più importanti è infatti confutare e smentire i dati di questo ente, che, guarda caso, in Italia ha come referente la LIPU. BirdLifeInternational è quindi un ente di ispirazione ambientalista ed anticaccia, è molto pericoloso citarlo come fonte di informazioni sulle specie di avifauna oggetto di caccia.
          In molti casi i dati dei censimenti invernali degli uccelli acquatici (Wetlands International) dimostrano un aumento o stabilità delle popolazioni delle stesse specie che BirdLife dichiarava essere in declino, e i suoi dati sono sui nidificanti sui quali è molto spesso impossibile compiere ricerche attendibili data la dispersione su territori immensi.

          Mi sembra che beccacce e acquatici stanno allo stesso livello. Se poi avete la faccia di smentire anche Sorrenti…. :!: :mrgreen:

      • Alessandro Cannas scrive:

        Gioia, te le sogni le mie cacciate,e da come stuzzichi, l’ividia fa da padrone nell tuo intimo..Che tenero che sei..

        Comunque visto che insiti e non ha ben compreso il vero spunto,e lo studio, di Ferrand e Fadat,ovvero l’incidenza della pressione venatoria su una specie nobile,come la beccaccia,finalizzata alla sua futura gestione,e sfruttamento..Ma tant’e’ ..Che insisti con ste scemenze sulle anatre….Ciao Ni’.

        • Giacomo scrive:

          Ah ! Ah ! Ah ! E’ cosa c’è da invidiare la licenza di uccidere animali a tradimento. Gli ungulati per me si dovrebbero cacciare con i segugi devono avere la possibilità anche di salvarsi. Io da cacciatore così la vedo. E’ dove starebbe la tua bravura ? Sarebbe quella di comprarsi un buon cannocchiale e fucili di precisione ? Ma va va….. questo lo sanno fare tutti anche i bambini. A te interessa la bistecca a risparmio. Per parlare con il sottoscritto dovresti essere cacciatore di beccacce ma non alla posta….. Salutiamo :mrgreen:

      • Alessandro Cannas scrive:

        Ecco appunto, neanche sai leggere cio’ che afferma il Dott.Sorrenti,e continui con le tue amenita’ sulle riduzioni dei carnieri delle anatre…..
        Che brutta bestia e’ l’invidia..
        Ciao Ni’

  9. Pier57 scrive:

    x Giacomo
    Premesso che non c’è ancora nessuna legge Orsi e forse, con questo andazzo, non ci sarà neanche dopo e che la beccaccia sia un migratore “non in diminuzione” è tutto da stabilire.
    Il limite giornaliero dei 15 acquatici è paragonabile a quello dei 30 capi di migratoria giornalieri.
    Se tu mi trovi un cacciatore (ma, nel caso lo definirei con altro sostantivo) che abbatte 30 capi di migratoria al giorno per le 65 giornate di caccia (massimo consentito lombardia) che fanno 1.950 l’anno e moltiplichi il tutto per 800.000, allora se così fosse, ti dico che la caccia, o meglio, questa mattanza, è meglio chiuderla per sempre.
    Ma siccome non è così e tu stai solo scherzando, la caccia deve rimanere aperta e il limite delle 3 beccaccie rimanere.
    Ciao

    .
    una nuova legge non sarà

    • Giacomo scrive:

      Caro Pierino 57 io sono d’accordo con il limite delle tre beccacce perche sono cacciatore cosciente e sensibile alla non estinzione dei selvatici. Io ritengo di avere la licenza di cacciatore non la licenza di uccidere come i selecontrollori, è chiaro ?

      Ma i capi degli anatidi si devono ridurre perchè nessuno puo essere certo di quanti capi si abbattono.
      E poi le zone paludose e gli acquitrini sono in forte diminuzione.

      Tuute le pianure che in Italia stanno sul mare una volta eranno paludose adesso sono solo terre a coltivazione unica.

      Tre capi di ogni specie di anitra è più che giusto e parlo molto seriamente come quei tre o quattro che su questo sito parlano contro la modifica Orsi. :mrgreen:

      • massimo zaratin scrive:

        3 capi ogni uscita per una media di 2 uscite la settimana fanno 114 anatidi in un anno…ci metterei la firma! :roll:

      • Pier57 scrive:

        Caro Giacomino, che fa rima col Pierino, cosa vuol dire
        “Ma i capi degli anatidi si devono ridurre perchè nessuno puo essere certo di quanti capi si abbattono”?
        Alla stessa stregua anche per gli altri selvatici è la stessa cosa, o no?
        Tu ti definisci “cacciatore cosciente e sensibile..” e perchè non ce ne possono essere anche fra quelli che cacciano gli acquatici da appost.fisso?
        Forse la tua intolleranza verso altri tipi di caccia è il male principale che genera la disgraziata divisione fra i cacciatori italiani.

        • Giacomo scrive:

          Certo che è la stessa cosa, solo che con la beccaccia le quaglie ed i colomci e le tortore lo hanno gia fatto ! ( di ridurre il numero ) :mrgreen: Mancano gli acquatici !! La mia intolleranza è sulla disparità delle varie cacce, cerca di chiarirti le idee quando leggi e prima di scrivere !! :wink: Salutiamo

        • Pier57 scrive:

          Scusami Giacomo,
          mi ero scordato che le idee chiare le avevi solo tu!
          (come dice Springer)

  10. lorenzo scrive:

    giusti ma che ci fai a casa non sei sul palco?

    • Giusti Giacomo scrive:

      Lorenzo
      Prova a indovinare!!!
      Anche stamani mi e`toccato mandare la ciurma!
      C’ho du pa**e che un me le tiro piu`dietro,e tu sai il perche`
      Ciao!

  11. duckhunter scrive:

    Per Springer

    dici che hai iniziato a fare la caccia agli acquatici , ma sei ancora un po’ acerbo !

    Come puoi chiamare germani quelle anatre domestiche che ” prendono il cibo dalle mani dei bambini ” ( tratto dall’articolo ) . Per te quelli sono germani ? O anche germani mezzi bastardi ? Quelli che prendono cibo dalle mani sono anatre domestiche ! E dai loro anche ragione ?

    Nei chiari fiorentini ( Agliana ) cacciavano con oltre 300/400 anatre germanate sciolte nel chiaro e quando sparavano ai germani a buio li riconoscevano sempre perche’ i germani ( ma anche i germani mezzo selvatici ) hanno un comportamento diverso dalle “nane”

    Andrea

    • SPRINGER scrive:

      Duck …… porca miseria ( ma il termine sarebbe un altro ) …….. cominci anche tu a non leggere quello che scrivo ……. Allora e’ un Virus questo :!:
      Dove cavolo ho scritto quello che dici . Ho solamente sottolineato una frase dell’ articolo e detto che mi guarderei bene dal MANGIARE anatre ( di qualsiasi spece ) che vivono e si nutrono sul/nel Fiume Olona . Tu non sai che cosa era fino a qualche hanno fa questo fiume . Se lo avessi visto saresti assolutamente d’accordo con me nel non farlo .

      • SPRINGER scrive:

        Non farmi incavolare che poi salta fuori il ” fenomeno ” a cazziarmi perche’ ho scritto ” anno ” con l’ acca davanti :mrgreen: .

        • Pier57 scrive:

          hanno senza h!
          dal fenomeno.
          Ciao prof

        • duckhunter scrive:

          Ho letto quello che hai scritto , ma ti volevo far notare la premessa …… cioe’ quella di considerare selvatici quelle anatre ….. su questo non hai detto niente e questo è alla base della contestazione di quell’articolo …… poi sul mangiare questi animali possono avere tutte le ragioni di questo mondi …. anch’io non mangerei mai i pesci pescati in Arno ……..

          Andrea

        • SPRINGER scrive:

          Se non dico niente non vuol dire essere d’ accordo con l’ articolo .
          Ho sottolineato fra le tante ca….volate scritte e ben evidenziate da voi , l’ unica che in realta’ non lo era . Personalmente , da cacciatore conoscitore del posto , non mi passerebbe mai per la testa di ” appostarmi ” ad anatre sull’ Olona per sparare a animali molto probabilmente ” inquinati ” per poi doverli buttare via .
          .

  12. fabrizio 82 scrive:

    Non ho parole! Il germano reale come tutti i cacciatori capiranno è l’anatra più schiva e diffidente. Vorrei portare questo tipo in botte nel mese di Dicembre e Gennaio a vedere cosa sono capaci di fare i poveri germani pur di non arrivare a tiro. Quando leggo queste cose sono sempre più fiero di andare a caccia e di avere la fortuna di vivere veramente la natura, non come questi ignoranti e patetici animalisti.

  13. alessio bitossi scrive:

    TUTTI A FARE UNA BELLA MANIFESTAZIONE MI RACCOMANDO, MANO NELLA MANO FAREMO UN BEL GIROTONDO ALLA “MORETTI”

    • Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

      Alessio sono arrivate le cesene in Romania, la metà di novembre parto. Ho smarrito il tuo biglietto da visita, potresti madarmelo contattando Roberto o Massimo anche se Roberto presumo che sia andato a Roma dal cognato per qualche giorno di caccia.

  14. Giacomo scrive:

    x Legambiente :

    avete la possibilità per quanto stiamo dicendo, che il vostro punto di vista espresso sopra di ridurre il numero dei capi da abbattere delle anitre, possa essere preso in considerazione da noi cacciatori ( veri cacciatori ) per formulare un accordo sulla proposta di modifica Orsi in discussione al senato.

    Si può come dicevo, barattare il numero dei capi (Acquatici) da abbattere al giorno, con il numero di giornate libere alla migratoria su tutto il territorio nazionale e la caccia fino a febbraio solo migratoria. Cosa MOLTO IMPORTANTE per noi cacciatori migratoristi !!

    Credo che in questo modo si potrebbe ovviare alla perdita di tempo di tante discussioni inutili al senato sulla legge Orsi, e che sia una proposta equa sia per voi animalisti che per noi cacciatori.

    Un detto recita che : una mano si lava con l’altra e tutte e due lavano la faccia. Spero in una risposta.

    PS. Dimenticavo : per quanto riguarda il territorio che avete preso in più con i parchi , ce la giochiamo con i referendum SUI PARCHI INUTILI !! Salutiamo :wink:

    • Pier57 scrive:

      Nessuno scambio o baratto con questa gente!

      • duckhunter scrive:

        Bravo Pier57

        il baratto di specie e tempi è uno dei fattori che ha dato inizio alla decadenza della caccia in Italia.

        Andrea

        • Giacomo scrive:

          Quale baratto ? Quello delle vostre AAVV arci ecc. del 92 ? Io sto parlando della modifica Orsi, il che è ben diverso. E’ chiaro che per voi che difendete la botte non tutte le cacce hanno pari dignita e rispetto. :mrgreen:

        • Pier57 scrive:

          Ma come si fa a barattare un qualcosa di una legge che non c’è e della quale non conosciamo altro che qualche bozza?
          Nessuno scambio!
          Prima, se sarà mai possibile, portiamo a casa e poi, se ci saranno le condizioni, concederemo!

      • lorenzo scrive:

        quoto in toto.

    • Diego scrive:

      Giacomo oggi sei in vena di burle vero? oppure hai esagerato un pochino a pranzo? :roll:

      • Giacomo scrive:

        Non sapevo che per te uno che difende la modifica alla legge Orsi facendo delle proproste fattibili viene preso per uno che ha bevuto (se è questo che vuoi dire ).

        Caro Diego se io oggi sono ubriaco quà ce gente che è caduta nella botte !! GLU ! GLU ! GLU ! . :mrgreen:

      • Pier57 scrive:

        lasel stà.
        oggi ha mangiato pesante!

  15. pispola67 scrive:

    X Duckhunter

    Scusa, ma Agliana è in provincia di Pistoia, i chiari fiorentini sono quelli della piana che comprende i comuni di Sesto F.no, Campi Bisenzio, Signa e un tempo pure Prato. la porzione di piana ricadente sul comune di Firenze è interdetta alla caccia da anni, e presto sara cementificata (quasi) completamente da varie strutture, compreso il nuovo stadio e la “cittadella” per la Fiorentina. I germani e i pivieri li sono solo un ricordo. Alè Viola……

    • duckhunter scrive:

      Hai ragione , mi scuso ……. ho lavorato per un anno a Agliana e in pausa pranzo andavo a vedere un chiaro che era vicino alla fabbrica e il qualche centinaio di anatre libere nel chiaro ….

      Andrea

  16. SPRINGER scrive:

    A proposito di baratti ho una proposta da fare : Barattiamo lo scambio di dieci ” 100% animalisti ” qua sul Blog in cambio loro si prendono Giacomo :?: :mrgreen: . Ci guadagneremmo sicuramente :mrgreen: .
    Pero’ dobbiamo mettere la clausola ” assolutamente non restituibile ” perche’ altrimenti dopo un paio di settimane ce lo ridanno indietro .
    :wink:

    • Giacomo scrive:

      Lo so che sono la tua discrazia !! Ma non ci posso fare niente…….. Devo difendere la caccia ! Perche sono cacciatore, ma tu non puoi capire….. Puoi solo lusingare qualche pivello con le tue chiacchiere e con l’aiuto dell’arci Palo ! Siete solo in due.

      PS. Io non ti scambierei con nessuno…. con te mi diverto troppo :!: :mrgreen:

  17. sololasipe scrive:

    Si parla tanto della spesa pubblica decisamente assurda per una nazione come la nostra,ma nessuno vuole rimboccarsi le maniche ed iniziare a tagliare grosse fette di spese parassitarie come,per esempio,i contributi alle associazioni ambientaliste,alle testate giornalistiche inutili e lottizzate,alle emittenti radio che potrebbero essere trasformate in refettori e dormitori per italiani indigenti……macchè!!! Si continua invece a navigare su verdi golette ed usare macchine blu per incontri vomitevoli e contro natura!! Però,in compenso,si punta il dito sull’anatra che qualche fortunato cacciatore sia riuscito ad abbattere.Bleah!! :!: :!: :!:

  18. alex scrive:

    Sig. Alberti Maurizio e Alessandra Latini di Legambiente se non erro, vi voglio raccontare una storia visto che avete iniziato a parlare bene “INQUINAMENTO” l’unico responsabile di tutti i problemi Eco-Ambientali del pianeta terra. Abbiamo chi combattere, siccome siamo “vigliacchi” in un certo senso, andiamo a combattere i fantasmi che fanno parte della vita e non danneggiano nessuno e niente. :( nella nostra citta Manfredonia FG esisteva una importante riserva di caccia “DUNIA RISI” ed era la seconda riserva più importante d’europa fino agli anni 80. Questa, era un paradiso, nel vero senso della parola, nei periodi consentiti si sparava, si tagliavano le canne, si cambiava l’acqua, si metteva mangime per la selvaggina, si vigilava costantemente, svernavano migliaia di tipi di uccelli, dal punto di vista economico era anche una risorsa per il nostro paese. Questo è tutto dimostrabile… :( nel 1992 il parco nazionale del gargano include la “EX DAUNIA RISI” nel parco, e la rinomina “LAGO SALSO” questo doveva portare ancora miglioria a questo già paradiso, invece….? :cry: non posso raccontarvi tutto, ma se venite da queste parti, nel gargano, vi mettiamo una guida a disposizione per constatare il tutto….!!!!! :oops: :oops: :cry:

    • Giovanni A scrive:

      Lo sanno bene Alex, eccome se lo sanno. Ma siccome è più facile combattere la caccia, ecco perchè si accaniscono così contro di noi.

      Ma una domanda vorrei fare a quella gente di legambiente, ma per sparare cazzate così enormi, avete fatto un corso speciale? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      • Alessandro Cannas scrive:

        Se dimostrato che la caccia e la forte motivazione nel ripristino e mantenimento di derminate zone,si mette in discussione la loro esistenza politica-economica.L’arma del vietare la caccia fa si che mediaticamente le gente senta la loro benevolenza sull’animale, ma non ne comprende il danno nefasto sulla mancata gestione del sito che ne tempo lo rende sterile.

    • Leggo ora la Sua risposta al mio articolo qui riportato. Vorrei solo precisare che io non appartengo a Legambiente: scrivo per Sateliosnews e mi sono limitata a riportare il pensiero di Legambiente Tradate. Se qualcuno dei cacciatori della Valle Olona volesse fare una chiacchierata con me, sarei disponibilissima a riportare anche il vostro pensiero: vi lascio la mia mai, alessandralatini [chiocciola] yahoo [punto] it. Grazie! Alessandra Latini.

  19. bekea scrive:

    Ma che problemi si fanno questi ignorantoni di legambiente per quattro anatre germanate nate in cattività ed immesse nel fiume più inquinato d’Italia .Se fossero veri germani selvatici col cavolo che nidificherebbero in ambienti così degradati ed inquinati e a contatto con l’uomo .IGNORANTONI , non sapete distinguere un animale sevatico da uno fatto nascere in cattività e liberato nei fiumi per la gioia dei poveri ambientalisti . E voi sareste i veri salvatori e conoscitori della natura e dell’ambiente, ma andate in bagno ed usate tanta carta igienica ,quello è il vostro posto piu consono . :evil: :evil: :evil:

  20. massimiliano@54 scrive:

    ilnumero massimo tra palmipedi e trampolieri in lombardia è di 10 capi quelle del olona sono anatre germanate semi domestiche come quelle che si possono nei vedere porticioli del lago maggiore che vanno a prendere il pane o i coni di gelato che gli buttano la gente di selvatico mi pare abbiano poco.aquelli di lega ambiente consiglio di visitare le zone umide protette della provincia di varese e gestite dai loro amici di lipu e wwf anzi consiglierei a tutti di visitarle per poter trarre conclusioni e aggiungo come mai se anche fossero germani reali preferiscono stare nell olona a prendere fucilate quando avrebbero a disposizione quelle fantastiche zone di rifugio a pochi minuti di volo ?. io abito in questa provincia da quando sono nato e da 35 anni pratico la caccia solo agli anatidi da appostamento fisso i cacciatori di lago li conosco tutti e vi posso assicurare che i 10 capi giornalieri sono un sogno per tutti.

  21. duckhunter scrive:

    Per bekea e massimiliano

    era questo che volevo far capire a Springer ; non sono selvatici ma anatre germanate .

    Inoltre : in veneto il limite credo sia 25 capi al giorno , in Toscana i capi sono 8 .

    Anche da noi raggiungere la quota è difficile ….. certo puo’ capitare che in una stagione vi sia quel giorno che si supera ( anche se questa succedeva quando avevamo piu’ moriglioni e morette e alla tesa arrivavano i branchi ……. ) ma normalmente ci sono tanti zeri o un capo o due .

    Andrea

  22. Giacomo scrive:

    In questi ultimi anni gli organismi internazionali hanno propinguato con finanziamenti il mantenimento e recupero delle zone umide. Vorrei ricordare il progetto LIFE- International, i programmi PHARE e TACIS per l’europa centrale,ACP (Africa, Caraibi ). A sostegno di questi la comunità Europea ha approvato direttive importanti come la 409/79 sulla conservazione degli uccelli, la 43/92 sulla conservazione degli habitat naturali della flora e fauna. Il risultato di tutto questo che in Italia sono scomparse zone umide su tutte le piane confinanti con il mare, come per esempio la piana di Salerno dove di zone umide sono rimasti solo i canali di irrigazione cementati e senza alberi.. C’è da dire che seondo la convenzione di Ramsar per zone umide sono intese quelle in cui sono presenti paludi, specchi d’acqua naturali permanenti o temporanei, ivi comprese acque salmastre correnti. Questi ambienti sono particolarmente idonei per la sosta degli acquatici perche producono specie vegetali e animali come cibo per gli uccelli che vi sostano e vi nidificano.

    Cari ambientalisti queste zone vanno ripristinate dove sono scomparse !! Non è solo con il divieto di caccia che si possono incrementare le specie selvatiche, e particolarmente quelle acquatiche che necessitano di zone umide. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Salutiamo

  23. MARRACCI MASSIMO scrive:

    Quanto scritto da Legambiente di Tradate sui germani reali della Valle Olona, nel Varesotto, è talmente paradossale da sembrare uno scherzo. Purtroppo, non è così e tale articolo ci dà la misura non soltanto del quoziente di intelligenza di certuni esponenti ambientalisti, bensì anche di quanto sia insensato credere ancora di poter instaurare un dialogo serio con costoro, che si appigliano a ogni pretesto oppure, come in questo frangente, se lo inventano di sana pianta. Si tratta di un articolo basato su: totale mancanza di conoscenza tecnica del tema che viene trattato; visione disneyana della natura, tale per cui le anatre non sono belle o interessanti di per sé, ma solo nella misura in cui si fanno avvicinare e nutrire dai passanti; piena malafede nel chiedere un intervento dei Sindaci, in quanto è notissimo che i Comuni non hanno alcuna competenza in materia venatoria, che spetta soltanto a Regioni e Province; altrettanta malafede nell’evocare i Parchi locali di interesse sovracomunale (detti PLIS), all’interno dei quali l’attività venatoria è perfettamente lecita in quanto non si tratta di aree naturali protette ma di territori nei quali vigono esclusivamente vincoli in materia urbanistica; vacuità delle argomentazioni, che porta a richiedere di limitare o vietare la caccia a una delle specie (ammettendo che siano germani e non anatre germanate, come qualcuno correttamente ha osservato) in assoluto più diffuse, comuni e ubiquitarie in tutta la regione paleartica occidentale, pur essendo ovunque cacciata. Interventi di questo genere non meriterebbero nemmeno la (limitata) perdita di tempo necessaria per smontarli, ma viste le reazioni suscitate valeva la pena di scrivere due righe. Ciò che, invece, mi ha più sorpreso è la discussione tra cacciatori che se ne è generata sui carnieri consentiti o conseguiti, sui “cacciatori veri” e sui “cacciatori macellai”, sulla solita “rivalità” tra praticanti forme di caccia differenti. Tante parole, teorie strampalate, accuse reciproche, ma dati concreti ben pochi o niente del tutto. Chi legge, come ho fatto io, capirà subito perché il mondo venatorio italiano è ridotto nelle condizioni attuali. Forse, più umiltà, buon senso e ragionevolezza da parte di tutti i cacciatori sarebbero i benvenuti: altrimenti, il passo da qui al ridursi nelle pietose condizioni mentali di Legambiente di Tradate, sarà veramente breve….
    Massimo Marracci

    • massimo zaratin scrive:

      Quoto al 100% :D

      • massimo zaratin scrive:

        …anche se le richieste di limitazione dei carnieri erano delle chiare provocazioni solo per qualcuno di noi :lol:

        • Pier57 scrive:

          a conferma di quanto avevo scritto al “tenero Giacomo” ieri e che qui riporto

          Caro Giacomino, che fa rima col Pierino, cosa vuol dire
          “Ma i capi degli anatidi si devono ridurre perchè nessuno puo essere certo di quanti capi si abbattono”?
          Alla stessa stregua anche per gli altri selvatici è la stessa cosa, o no?
          Tu ti definisci “cacciatore cosciente e sensibile..” e perchè non ce ne possono essere anche fra quelli che cacciano gli acquatici da appost.fisso?
          Forse la tua intolleranza verso altri tipi di caccia è il male principale che genera la disgraziata divisione fra i cacciatori italiani.

        • Giacomo scrive:

          8O Massimo ! Mi sa che tu ad occhio e croce devi avere un quoziente di intelligenza molto superiore alla media.
          La media sarei io……..Modestamente. :lol:

    • Giovanni A scrive:

      Scusa Marracci, se posso darti del tu, non chiamiamo ambientalisti certa gente, ma solo anticaccia, così tanto per non recare offesa ai Veri Ambientalisti, cioè come quelli di Wilderness che del dialogo costruttivo e intelligente, hanno fatto la loro bandiera.

      Il loro articolo sui “germani”, è la classica dimostrazione di come danno informazioni al pubblico ignorante in materia. Loro, gli anticaccia di legambiente e company, sanno come aizzarci contro la pubblica opinione. Peccato che vengono, diciamo “smentiti”, solo su codesto sito che tra l’altro è letto solo da una parte di cacciatori, tanti, troppi, non sanno nemmeno esista ilcacciatore.com.

      Dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere cura delle aa.vv. contrastare la disinformazione degli anticaccia, invece come sempre latitano, TUTTE, senza toglierne una. :evil:

      Un cordiale saluto, Giovanni Aiello

    • Giacomo scrive:

      Caro presidente peccato che preferisci più il sito di Big Hunter, dovresti stare un po anche con noi su questo sito così impariamo qualcosa anche dal tuo sapere.

      Come mai non hai risposto al post – In piazza , uniti per la nostra pasione – ? Credo che un presidente dovrebbe dare delle risposte in questi casi, qualsiasi sia il suo punto di vista. Anche perchè tutte le AAVV se ne stanno impippando. Un consiglio da presidente non si riufiuta mai. Un cordiale saluto da chi litiga per il bene della caccia popolare.

      • Giacomo scrive:

        Chiedo scusa al presidente dimenticavo !! Quà facciamo tutto gratis ! Le cose buone è quelle sbagliate. Di nuovo saluti.

  24. Mario Bartoccini scrive:

    Che dire di uno sprovveduto che parla a vanvera di un problema che non è certamente tale??
    Che farfuglia senza pudore ne esperienza di vita.

    E’ certo che non ha mai visto dove vivevano abitualmente le anatre domestiche, ne le galline, porci e via dicendo, cioè nelle “troscie” e nelle acque dei letamai, ma sempre in cerca d’insetti ed invertebrati e non certo d’insalatine anti scorbuto poco nutrienti.
    EPPURE, QUEI ANIMALI “DA CORTILE”, ERANO CORROBORANTI E PREVIVANO LA TRISTEMENTE NOTA PELLAGRA.

    Le “insalitine” di essenze diverse erano decisamente curative ( non è forse vero che gli animali selvatici sanno curarsi da soli?) e come i coloni che mangiavano il “macco di ghiande”, lenivano soltanto i morsi della fame e “sdradicavano” l’intestino.

    Ma la caccia, e propongo una riflessione anche a SPRINGER, è più impattante dei gabbiani che nei corsi d’acqua, e soprattutto sul Trasimeno, divorano migliaia di uova e eventualmente migliaia di “anatroccoli”????? e poi le gazze, le nutrie, i gatti, le volpi (soprattutto vicino ai corsi d’acqua), etc. etc.

    Nel corso degli anni ho censito tantissime nidiate di germani reali indifferentemente nei prati, nei boschi, nei campi seminati e in ogni modo ben lontano dai corsi d’acqua.

    Il signor Marracci ha ragione! A mio avviso ha ragione quasi su tutto, meno che sulla impropria constatazione che i cacciatori si parlano addosso.
    C’è una visione a volte impropria delle problematiche tecniche, ma dico io, cosa hanno fatto le Associazioni venatorie nel corso degli anni per far maturare le conoscenze, attraverso il gusto dell’impegno diretto e del confronto sereno???

    Non ci hanno forse redarguito e pure espulso dall’Associazione, perchè forzavamo il contesto in direzione dell’impegno diretto???
    Non ci hanno forse ostacolato, dicendo “voi andate a caccia che al resto ci pensiamo noi”???

    Con stima e seria considerazione, signor Marracci, ci dia l’opportunità di confrontarci e, come nel caso, anche di scherzare e di fare estemporanee.
    Cordiali saluti.

    • Giacomo scrive:

      Caro Bartoccini non è da tutti individuare nei nostri discorsi la parte migliore, così come sa fare un vero appassionato di caccia quale tu sei ! A volte leggere con superficialità quello che si scrive su questo sito porta a fare dichiarazioni molto azzardate e di basso rilievo.
      Intanto il nostro fine è sempre quello di discutere la caccia in tutti i modi anche arrivando a quello che può sembrare un duro confronto, per far comprendere meglio a chi ci legge senza infamia e da prevenuto, cosa è le vera caccia e come andrebbe gestita. Ma soprattutto che al contrario di come la vedono molti capi indiani, che non siamo dei co@@@@ni, cosa che molti hanno capito nel momento in cui sono scesi in mezzo a noi frequentando questo sito con la mala intenzione di venire ad inculcare la propria legge ( fate quello che vi dico e non fate quello che faccio a comodo mio).

      Chi ci legge deve constatare con i fatti che noi sappiamo fare senza interessi di parte, ma col solo scopo di far vivere nel tempo la nostra passione, che la pratica è le pratica e le esperienze di anni sul campo sono quelle che vengono prima di ogni cosa, da cui deve trarne profitto anche la scienza. Questo In tutti i campi, sia ben chiaro.

      Forse qualcuno ancora non ha capito o vuole nascondersi dietro a un dito, che il male della caccia attuale sono solo le AAVV e i relativi dirigenti. Un cordiale saluto.

  25. Mario Bartoccini scrive:

    Chiedo scusa, mi correggo: “ERANO CORROBORANTI E PREVENIVANO LA TRISTEMENTE NOTA PELLAGRA”.

  26. Pinotti Antonio scrive:

    Buonasera,

    Ero un pò triste per via della salute (cose temporanee) e così per riposarmi sono andato a leggere questo post. Non mi và di parlare “difficile” e quindi classificherei l’intervento di Legambiente con l’epiteto che si rifà ad una trasmissione televisiva : dilettanti allo sbaraglio” cioè una sorta di Corrida televisiva.

    Nel merito invece di parlare di “loro” “parlo di noi”. Se dovessi ancora trovare un motivo per osteggiare gli ATC l’avrei ulteriormente trovato. Ma l’atc competente non dice nulla ? Ma è possibile che in Italia si concepiscano tali strutture come strumenti meramente burocratici, che servono ha lanciare qualche pollo colorato, assicurare le indennità, o il lavoro di assegnazione delle zone per il cinghiale ? Quello dovrebbe essere il posto ove si dovrebbero contestare a livello scientifico, le campagne denigratorie nei nostri confronti. Negli ACCA francesi non ci sono politici riciclati, mezze cartuccie del sapere venatorio. Un terzo dei componenti ha competenze scientifiche. E tutto il lavoro è volontario ! (capito ?) Se nasce un problema, esso viene contestato non con i luoghi comuni come spesso viene fatto da noi a tutti i livelli. In Francia a livello centrale esistono delle strutture che fanno capo al Ministro dell’Ecologia ed alle due Assiociazioni Venatorie, preparate sul piano
    della conoscenza e della tutela della fauna, Queste strutture trasmettono in tempo reale le informazioni alle strutture periferiche.

    Con questo che si vuol dire ? Si vuol dire che fa sorridere parlare di un fatto circoscritto quale è quello di Tradate ove con il “patos” si cerca di far piangere qualcuno.

    I dati Francesi, possono servire all’Europa, e infatti l’Ispra ne ha tratto alcuni elementi nel rapporto che recententemente ha consegnato in sede di “audizione” alla Commissione Ambiente del Senato. Sarebbe bene che questi dati vengano studiati non tanto da Legambiente, ma da “noi”. E così si accerterebbe lo stato di conservazione del Germano o del colombaccio ,due delle specie che non sono in “sofferenza”. Si tratta di questioni da ricondurre alla demografia dele popolazioni selvatiche cosi come magistralmente ha relazionato a Montesilvano (Pescara) durante il Convegno Euring, il prof. Dominique Lebreton del Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs) di Montpellier) E così qualcuno potrebbe a livello di atc o nei quartieri alti ,controbattere non con i soliti argomenti, e dire noi “bravi” e gli ambientalisti “somari”, ma con dati di fatto, con lo studio e con la preparazione. Abbaiare alla luna e dire sempre “dai all’untore” serve più a poco e può diventare un cosa stantia.

    In Austria in Germania e nella svizzera tedesca fanno girare da tempo un adesivo verde, e noi essendo stati sul
    posto ne abbiamo prelevato uno, con scritto un sempice slogan “Ohne jagd Kein Wild” che tradotto significa che senza la caccia non c’è nemmeno la fauna selvatica.

    Buona notte.

  27. MASSIMO MARRACCI scrive:

    Ho letto con interesse i post seguiti al mio intervento di ieri su questa ridicola vicenda dei “germani reali” della Valle Olona. Non mi tiro certo indietro e aggiungo ancora qualcosina in merito, divagando un po’ dal tema iniziale. Innanzitutto, nessuno può certo rimproverare né al sottoscritto né all’ANUU (cui mi onoro di aderire sin dalla mia prima licenza di caccia, nel 1986) di non aver mai denunciato l’inerzia, la litigiosità, l’impreparazione e l’irresponsabilità di molte associazioni venatorie (anzi, a tratti anche di tutte quante) che si logorano nelle dispute per il tesseramento mentre la Caccia va a ramengo. La mia ricetta (che è anche quella della dirigenza nazionale ANUU) l’ho già illustrata non molto tempo fa proprio su questo sito – che leggo ogni dì, così come faccio con tutti gli altri siti che parlano di caccia – dove trattavo dell’unica associazione dei cacciatori italiani, il solo approdo che ci permetterà non soltanto di sopravvivere, ma soprattutto di prenderci qualche rivincita di peso. Quindi, su questo non mi intrattengo più. Ciò fortemente ribadito, è veramente puerile continuare a gettare addosso alle sole associazioni venatorie ogni responsabilità del degrado attuale: basta partecipare a un’assemblea di ATC o CA in ogni parte d’Italia, o semplicemente a un’assemblea di cacciatori di una sezione comunale o provinciale, per sentirne di tutti i colori proprio dai cacciatori “semplici”, cioè da quelli che non hanno cariche o incarichi (ma che votano e che se magari stessero più attenti nel farlo, avrebbero qualche dirigente migliore di molti degli attuali…). Inutile ripercorrere ora le richieste che si sentono in tali sedi (se partecipate, dovreste conoscerle), tutte o quasi tese a limitare gli altri credendo così di svolgere meglio la propria forma di caccia preferita: un suicidio di massa, mi si passi il termine. Diciamo che la cosiddetta “caccia programmata” ha dato voce e spazio, purtroppo, a molte rivalità e pregiudizi appartenenti all’uomo cacciatore. In terzo luogo, pur comprendendo lo spirito battagliero che a volte conduce sopra le righe, quando si ama il gusto della polemica di per se stessa, non si può pensare che gli altri si dispongano a un confronto, anzi l’effetto sarà esattamente il contrario: ma probabilmente, chi ama la sterile polemica non ha in effetti alcun interesse a maturare e crescere in un gruppo, bensì vuole morire nell’esclusivo, piccolo e tranquillizzante giardinetto di casa nel quale è nato. In quarto luogo, non posso ovviamente che convenire sulla necessità che si esca dalla nostra ristretta cerchia e si vada a contattare la gente comune che di Caccia non capisce un’acca ma che viene sapientemente indottrinata dai media. Da tempo qualcuno lo fa o tenta di farlo, ma con ben scarsi risultati. Ci vuole un’azione coordinata e programmata, con professionisti che si pongano al servizio della Caccia: non possiamo infatti continuare a lavorare in maniera artigianale, basandoci solo sul nostro volontariato, che non basta più. All’estero, come abbiamo sovente scritto, le associazioni venatorie si avvalgono di tecnici e professionisti nei diversi settori, stipendiati affinché lavorino per la Caccia così come lavorerebbero per qualunque altro committente. Dov’è il problema? E’ anche per questo motivo che una sola associazione sarebbe la benvenuta, accentrando su di sé le risorse e dunque le possibilità di assumere e destinare incarichi a soggetti preparati. Infine, sull’andare in piazza, uniti per la nostra passione, non sarebbe certo la prima volta che si organizza una manifestazione nazionale per la Caccia – e temo che non sarà nemmeno l’ultima – e tuttavia concordo pienamente con le motivazioni che la sospingono: soprattutto, ricordare a tutti che ci siamo e che siamo cittadini come ogni altro, con diritti e doveri, troppo spesso presi per i fondelli e utilizzati come merce di scambio.

    Saluti a tutti

    Massimo Marracci

  28. Alessandro Cannas scrive:

    Condivisibile,anche se ritengo l’impresa ardua.
    Le associazioni venatorie non hanno nessun interesse a fondersi sotto un’unica bandiere,e questa e’ gia’ una loro grave colpa.
    Non hanno nessun interesse nel creare un organismo con struttura tacnico-scientifica,mediatica e legale, dai costi elevati, altrimenti gia’ sarebbe nata! Lo sfondare il viedo e’ una meta che ad oggi non ha interessato nessuna associazione o perlomento non si e’mai dato lo spazio necessario alla nostra legittima difesa.
    Sono argomenti che non e’ la prima volta che vengono affrontati.
    Ma ad oggi non c’e’ stato nussun stimolo associativo ad unificare gli indirizzi venatori in una unica associazione.
    Lei chiede dove’ il problema?
    La sua associazione ha ,o avrebbe il coraggio di cercare una strada del genere cionvolgendo tutte le associazioni nella creazione di una struttura unica?
    Le altre avranno il coraggio di perdere la loro identita?

  29. SPRINGER scrive:

    E visto che la risposta e’ alquanto scontata ( mi riferisco alla seconda domanda ) , ecco perche’ la Caccia sta allegramente andando a farsi benedire .
    P.S. A ggiungerei a quello scritto dal sig. Pinotti anche un esame di avvicinamento alla Caccia di gran lunga piu’ formativo di quello odierno in modo da rendere chiaro e accettabile il concetto e valore intrinseco di alcune parole che OGGI e nella stragrande maggioranza dei casi sono quasi del tutto sconosciute al cacciatore : vera Gestione faunistica e ambientale , Etica , Conservazione , Prelievo sostenibile , Ricerca applicata alla Caccia , tutte parole ai piu’ sconosciute a eccezione dell’ unica e sola che interessa : Prelievo …… e basta . La formazione del cacciatore e’ di estrema importanza se si vuole poter cambiare qualcosa ( anche a livello di immagine ) e quella del cacciatore italiano e’ attualmente insufficente e non in linea a quella di altri Paesi europei . Ecco perche’ diventa poi tutto piu’ difficile quando si vuole proporre o toccare certi argomenti che nel migliore dei casi non interessano nessuno e nel peggiore sono causa di contestazione e ribellione della ” base ” .

  30. ALESSANDRO CANNAS scrive:

    Le ripongo la domanda,la Sua associazione ha il coraqggio d’esser la punta di diamante in questa situazione di stallo?
    Lei crede veramente che in caso di unificazione delle stesse, si otterra’ un risultato tangibile??
    Lei crede veramete che i Politici, possano in caso di un indirizzo uniforme, darci quello spazio mediatico che noi ad alta voce ad oggi chiediamo?

    Personalmente io sono profondamente scettico su questo…

    Ci vuole un coraggio che ad oggi sinceramente manca..Fa comodo a tutti che resti cosi….

    Mi convica del contrario…..

  31. Massimo Paneni scrive:

    E così siamo partiti da una serie di ca**ate sostenute, come sempre, da ADA (AutoDefinentesiAmbientalisti), per poi passare ad affermazioni (non ho ancora capito se serie o ironiche) di Giacomo, di Bagnolesi (che, come tanti altri và, PROBABILMENTE, a compiere un’inutile, incomprensibile e assurda mattanza di migratori all’estero – e poi, magari, ha anche il coraggio di lamentarsi dello scarso flusso di migratori nel nostro paese -) e siamo arrivati a (ri)proporre l’Associazione Venatoria Unica.
    In realtà l’ipotesi del’unica A.V. non sarebbe male, ma, come già altre volte osservato, i dirigenti da dove verrebbero “pescati”? Voi pensate che ottimi cervelli (per quello che emerge dalle pagine di questo sito) tipo Marracci, Zaratin, Bartoccini ….(e l’elenco potrebbe continuare a lungo) avrebbero qualche speranza di “superare” le lobbies di potere venutesi a creare all’interno del mondo venatorio? Voi pensate che gli intrighi di tipo mafioso che si sono venuti a creare tra il mondo politico locale e i dirigenti (di ATC, Venatori…) locali possa essere superato con il metodo della “democratica votazione”???
    Sarò grato a chi saprà fornire esaurienti risposte a queste domande! un saluto a voi tutti.

  32. Massimo Paneni scrive:

    x Alessandro Cannas

    Io non credo che siano i politici a “doverci dare quello spazio mediatico …” di cui Lei parla.
    Lo spazio mediatico, ovvero la CONTROINFORMAZIONE alle falsità (anche scientifiche) degli ADA (vedi sopra) debba venire ORA dalle AA.VV.
    I soldi delle AA.VV. a questo dovrebbero servire, mentre i soldi degli ATC dovrebbero servire a tutti gli annessi e connessi riguardanti i ripopolamenti e la gestione del territortio ai fini (anche) faunistici.
    un cordiale saluto.

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