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Una Regina troppo furba

| 23 ottobre 2009 | 15 Comments

beccacciaStagione 2009/2010 Giovedì 15 Ottobre
A volte capita.
A volte capita che aspettando tordi ,al coperto nella parata di frasche, o quella più tecnologica fatta di telo mimetico , tra il chiaro scuro dell’alba, di vedersi passare sulla testa un uccello che arriva dal nulla, e nel nulla pare andare. Silenzioso, sembra deridere chi con il naso all’insù attende che passi una freccia zirlante.
E’ lei, la beccaccia. Quella che chiamiamo la Regina.
Pare svanire nel nulla una volta avvistata; inutile il più delle volte marcarne, o cercare di farlo, la rimessa.
E’ capitato e ne sono stato testimone divertito

Era una di quelle mattine perfette sotto l’aspetto meteorologico. Freddo quanto basta, un venticello non troppo potente di tramontana, il cielo appena velato qua e là da piccole e sottili nuvolaglie che lasciavano intravedere le ultime stelle visibili, in attesa del sorgere del sole .
Una parata perfetta sotto ogni aspetto: frasche secche intervallate da alcune sempreverdi, ben piantate ed incastrate tra loro in maniera sapiente; alte quanto basta per non far uscire allo scoperto tutta la testa se non mettendosi in punta di piedi .Un ramo trasversale altezza vita per appoggiare lo schioppo, sì da non doverlo tenere sempre in mano.
Altre frasche un poco più alte dietro la schiena per evitare che le orecchie si congelino alla tramontana della notte, specialmente nei minuti immediatamente precedenti all’alba; notoriamente più freddi. Le parate più belle hanno anche il “pavimento ” in legno per evitare di calpestare la fredda terra .
bec2Ebbene in una di queste accoglienti postazioni aspettavamo, Mario ed io, i tordi che dovevano venirci incontro, se ne fossero passati, attendendo pazienti e scambiandoci a bassa voce chiacchiere su svariati argomenti. Ad un certo punto, mentre anche l’ultima stella stava scomparendo alla vista cancellata dal primissimo timido chiarore, una beccaccia ci sorvolò silenziosa e veloce. Ci accorgemmo di lei solo perche in quel momento guardavamo proprio nella direzione giusta, avendo avvistato una poiana che prese il volo dall’albero più in basso. . Confesso che l’istinto sarebbe stato quello di afferrare il fucile, ma , a parte l’etica che ce lo impedisce, legge o meno, sarebbe stato inutile visto l’apparizione tanto fugace.
Un cane adatto alla bisogna l’avevamo, ma ora se ne stava accoccolato sul tavolato di assi legnose in attesa di recuperare qualche bel tordo. Quello doveva essere il suo compito quel giorno; anche per questo ,commenti a parte, la cosa fini per passare nel dimenticatoio. La beccaccia ci risvegliò definitivamente dal torpore che ancora ci avvolgeva , visto l’alzataccia e ci fece anche sperare in una giornatina niente male nella caccia al tordo di passo .
Invece… visto che gli unici sei, dico sei, tordi che avvistammo quel giorno pareva avessero doppie ali vista la velocità di volo e la maschera dell’ossigeno vista l’altezza , e non volevamo capitolare in una disfatta annunciata, decidemmo quasi a metà mattina di battere un poco di bosco alla ricerca di quella specie di fantasma alato che avvistammo a buio.

Forse il cane ,poco o punto abituato all’immobilità della parata , voleva sgranchirsi bene le zampe, fatto sta che al comando pareva avesse ben in mente le nostre intenzioni e partì, lancia in resta proprio nella direzione in cui pensavamo si fosse rimessa la regina. Forse l’aveva notata pure lui.

BeccacciaCominciammo a battere lentamente ma sistematicamente ogni metro al limitare del bosco di castani che era dietro le nostre spalle per poi addentrarci sempre più, cercando di non trascurare il benché minimo pezzo di terreno
La caccia è un’attività che se fa parlare fa anche tacere nello stesso momento; anche se ne ero già consapevole, in quella mattina ne ebbi la certezza definitiva.
Il cane, il mio amico Breton di 5 anni , ad un certo punto si bloccò in ferma guardando e tirando di naso in direzione di un castano, staccato dal resto della vegetazione di qualche metro. Tre, quattro minuti in quella posizione, poi abbassato e strisciante come una serpe si fece avanti, noi appostati come da manuale e pronti a porre fine alle ostilità.
Invece…. sentimmo un frullo delicato ma potente, ne intravedemmo la sagoma tra i rami e Lei sparì un’altra volta.
–Ma da dove è uscita? Non l’hai nemmeno vista oppure non hai sparato per paura di colpire me ? —
Domandai stizzito, proprio io che al momento dell’involo nemmeno sarei stato pronto a puntare l’arma .
—E da dove vuoi che sia uscita? Non hai capito che andava via a piedi e ci ha fregato tutti a tre come fessi? Aveva ragione , io non ero pronto, distratto da chissà cosa, lui non era nella posizione migliore. Riguardo al cane che poteva fare ? Lui non ne ha colpa.

La caccia riprese, fummo convinti di capire dove la Regina fosse atterrata, ad avemmo ragione se a distanza di mezz’ora il cane la riprese e la puntò deciso, fermandosi in posa in un bel praticello; proprio al centro.
A questo punto direte che la fine della beccaccia è imminente se si fa sorprendere accovacciata al centro di un prato e non nell’intrigo del bosco; alla stregua di una semplice quaglia d’agosto Nulla di più errato. E vi spiego il perché

Non sono cacciatore assiduo di beccacce, però mi piace tutto di lei, dai colori del suo splendido piumaggio alle sue forme , dalla letteratura che la dipinge regale, al modo che ha per sottrarsi furbescamente al suo predatore. Ma la caccio saltuariamente, solo con il cane s’intende, e non certo ne faccio carnieri da raccontare. Una o due, forse tre all’anno se mi va bene, questa è la mia caccia alla signora lungobeccuta.
Mi sento un cacciatore corretto, che da sempre più di una possibilità al selvatico, ma mai avrei detto che rinunciare al tiro facile, anzi banale, mi avrebbe fatto felice.
Come dicevo, il cane fermo al centro di un’apertura nel bosco di castani; un piccolo prato di pochi metri quadrati.
Mario appostato al limitare degli alberi in faccia all’animale, io dietro alla sua piccola coda, intorno a noi solo fitti alberi di castano.
L’adrenalina ora scorreva nelle vene e nessuno era distratto da altre cose, pareva che persino il canto degli altri uccelli si fosse fermato. La beccaccia era nostra.
Ma, il cane piegò la testa a lato di pochi gradi, tanto da farci capire che l’uccello si era mosso. Attendemmo ancora qualche secondo e poi , incitai il breton che con uno scatto con le sole zampe anteriori fece l’atto di attaccare. Nessun involo seguì questo movimento e noi impietriti e delusi pensavamo già ad un ‘odiosa ferma in bianco. Ma Lei, si alzò , qualche secondo dopo, a perfetta candela dietro alle mie spalle. Come c’era arrivata senza che nessuno se ne accorgesse ? .
Puntai il fucile, troppo semplice era il tiro. Rifiutai di premere il grilletto. Doveva vivere.
E Mario ? Non ebbe nemmeno lui il coraggio di dire una sola parola. Ci guardammo in faccia senza parlare e ad un tratto capimmo del perché si siano usati quintali di carta e chili di inchiostro, e quanti se ne useranno, per esaltare la bellezza di un uccello che a ragione viene definito la Regina del Bosco.
Ci aveva girato attorno, a me ed al cane, forse lasciando il suo odore nel punto di partenza, per poi involarsi libera alle mie spalle. (Su questo lascio parlare gli esperti) In un atto di scherno, che ci siamo cercati, si alzò a candela guardandoci dall’alto con quei suoi occhi enormi, neri. E non è nemmeno detto che sarebbe stato un tiro facile .
Non l’abbiamo più cercata, credetemi.

Renzo Stella

Category: Racconti

Comments (15)

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  1. Giovanni A scrive:

    Non è che niente niente caro Renzo stai diventando animalista?…..Hahahahaha……A parte la battuta, ti conosco troppo bene ormai, sei un grande e un ottimo Cacciatore.

    Comunque la prossima volta vedi di dare a Baloo la gloria dell’abbattimento della Regina. Bravo Renzo, leggo sempre con piacere i tuoi racconti di caccia. :lol:

  2. woodsnipe scrive:

    Lascerei leggere queste note che suonano di poesia,quelle dell’amico Renzo a tanti pseudoambientalisti,che della natura e della vita non han mai capito un c…….,per fargli capire che i cacciatori quelli veri e sono la maggior parte,non sono dei semplici possessori di fucili che van sparando a destra e manca,ma persone con cuore e sopratutto anima che rispettano il selvatico ed il suo ruolo,la caccia non è distruzione,ma l’equilibrio che la natura ha deciso nei secoli e non cambierà mai nonostante tutto.

  3. SPRINGER scrive:

    Vero ( in parte ) .
    Peccato che esiste una ” fetta ” abbastanza consistente di cacciatori che e’ lontana anni luce dai concetti da te enunciati e leggendo le belle parole di renzo , gli avranno dato automaticamente del cretino . E questi oltre alla Beccaccia ” lasciata vivere ” di Renzo se possono ne prenderebbero altre 100 al giorno e cosi’ fanno con tutto quello che gli viene a tiro infischiandosene altamente se specie protette o no e limiti di carniere . E se non ce la fanno in Italia , se ne vanno all’ estero nei posti dove PAGANDO questo glielo consentono e poi si fanno la fotografia accanto alla ” catasta ” di cadaveri orgogliosi della loro impresa . Le mandano ai giornali , le ” pubblicano su Internet , rendendolne partecipi milioni e milioni di non cacciatori .
    Questi sono quelli che ci rovinano .
    Basta uno solo di questi a rovinare l’ immagine che da del cacciatore e la poesia che lo accompagna a Caccia , di 1.000 ” Renzo ” .

    • francescorm scrive:

      Caro Spriger hai perfettamente ragione.Io detesto,quando vedo certi filmati, vedere quie “tableau” di selvaggina abbattuta a pagamento che a volte ti fanno vedere anche stramazzare,perchè colpita in posti non vitali.Se si rendessero minimamente conto del male che fanno alla nostra immagine forse eviterebbero la loro divulgazione.L’Etica,quella vera, non dovrebbe prescindere da questi principi.Il rispetto dell’animale abbattuto non è solo mettigli l’ultimo pasto in bocca dopo morto.Cordialmente.

    • Renzo scrive:

      Caro Springer, io nella caccia ci metto l’anima. chi mi conosce lo può confermare. Farò anche la figura del cretino e me la merito, ma preferisco essere in pace con me stesso.Tanto se è destino la becca la ritrovo, lei o un’altra. Per quanto riguarda la caccia estera a pagamento ….. QUOTO TUTTO QUANTO HAI DETTO ! L’ho gia detto, ci sono stato e posso confermare che è uno schifo senza regole .
      Grazie delle parole
      Renzo

  4. Diego scrive:

    E poi magari proprio da quei giornali di “settore” ,dove vengono pubblicate tali foto con tanto di reportage + pubblicità varia sui viaggi venatori all’estero, partono editoriali “etici” contro certe categorie di cacciatori italiani :roll: :roll:

    • robi1960 scrive:

      Diego mio fratello ieri pomeriggio è uscito a fare un giro in campagna ci sono ancora parecchi tordi

      • Diego scrive:

        Ottima notizia in vista di domani allora :wink:

      • Pier57 scrive:

        ieri pomeriggio cioè il 22 ottobre
        oggi è il 23
        domani il 24 ottobre
        I TORDI DEL 22 OTTOBRE SONO PERLOMENO GIA’ IN COSTA AZZURRA

        • Diego scrive:

          Hai ragione Pier…il mio è stato un lapsus, nella fretta del leggere avevo capito che si riferisse ad oggi pomeriggio :lol:

        • robi1960 scrive:

          Erano pasturati nelle macchie di verzì(uva dei tordi), credo che domani siano ancora li ad ingozzarsi, buono per me che vado allo schizzo per voi al capanno un po meno.

  5. Diego scrive:

    Robi domani lascia stare i tordi e dedicati ai fagianacci…oggi se non sbaglio c’è il lancio dell’atc :lol: :lol:

    • robi1960 scrive:

      se vuoi ti presto il cane e ci vai tu, io preferisco correre dietro ai tordi e alle allodole e alle sguisete, i fagianacci di lancio non è che mi piacciano molto e a dir la verità neanche al mio cane, non so se lo fa apposta ma me li lascia sempre indietro

  6. Federighi Alessandro scrive:

    Bravo Renzo :roll: !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Per la caccia all”estero , concordo con Sringer .. :wink: …………adieusu !!!!!!!!!

  7. fiore scrive:

    Complimenti Renzo,

    è proprio vero che se la caccia è una sfida con l’animale a volte bisogna riconoscergli l’onore che merita!

    saluti

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