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Cacciatori, un esercito sempre più piccolo

| 14 ottobre 2009 | 123 Comments

corriere_della_seraErano un milione e mezzo, ora sono diventati 750 mila Età media: 70 anni. Polemiche per la legge in discussione.
Ha tra i 65 e i 75 anni di età, con punte fino agli 80, vive soprat tutto in Toscana (sono 110 mi la), in Lombardia (100 mila) e in Emilia Romagna (70 mila), ma anche in Pie monte (40 mila), Veneto (46 mila), Lazio (55 mila), Campania (45 mila), Sarde gna (46 mila) e Umbria (40 mila). Nel 1985, quasi 25 anni fa, erano oltre un mi lione e mezzo in tutta Italia. Oggi sono meno della metà, non superano i 750 mi la, un calo che si spiega soprattutto con l’assenza di ricambio generazionale.

Sono i cacciatori italiani, una «specie » quasi in via di estinzione. Ora sono in piena stagione di caccia e, con o senza cane, con o senza fischietto, al passo o da appostamento, hanno cominciato a sparare dalla terza settimana di settem bre, con molte deroghe temporali all’in­dietro fino ai primi di settembre, e appenderanno il fucile alla fine di gennaio. Crolla il numero dei cacciatori in Ita lia, nonostante la legislazione non sia particolarmente sfavorevole. Un fatto di cultura, probabilmente, un progressivo abbandono di quello che non è più riconosciuto come sport dal Coni e che tutta via riesce, soprattutto in ambito locale, con le elezioni amministrative, e anche con qualche incursione in Parlamento, a fare pressioni fortissime per ottenere di più. Tanto che al Senato si sta discutendo il ddl Orsi, che vuole riformare l’ormai vecchia legge del 1992 (la 157) con una serie di nuove norme che, tra le al tre cose, prevedono di abbassare il limite di età a 16 anni e di concedere alle Regioni di decidere in proprio i tempi in cui cacciare e le specie autorizzate. Un di­segno di legge, quello proposto dal sena tore del Pdl Franco Orsi, che ha già fatto protestare vivacemente le associazioni ambientaliste.

Sono sei le associazioni di cacciatori in Italia, la numero uno è la Federcaccia che raccoglie metà dei cacciatori, l’altra, vicina alla sinistra, è l’Arcicaccia, che ne raccoglie una fetta più piccola ma significativa. «Dal 1992 ad oggi non ci sono più stati interventi normativi — accusa il presidente di Federcaccia Gianluca Dal l’Olio —. In Francia, per fare un esempio negli ultimi 9 anni ci sono stati già quattro ritocchi alla normativa e non perché cambiano i cacciatori ma perché cambia l’ambiente e occorre adeguarsi. Sempre in Francia al ministero dell’Agricoltura esiste un ufficio venatorio che coordina, noi non l’abbiamo, nessuno si occupa della materia. La 157 ha fortemente re sponsabilizzato i cacciatori eppure in molte zone non è stata ancora del tutto applicata. Ci sono Regioni — continua Dall’Olio — come la Toscana e l’Emilia Romagna dove sono stati costituiti gli Atc, che devono essere sub-provinciali e fare gestione faunistica del territorio, e ci sono Regioni, come la Calabria, che li ha istituiti appena un anno fa, o Province, come Roma e Latina, che non ce l’hanno». L’Atc, Ambito territoriale di caccia, è l’area riservata all’attività venatoria. Mediamente ricopre il 70 per cento del terri torio, per il resto riservato ad aree protet te e parchi dove cacciare è vietato. Accanto alle Atc ci sono poi, nelle regioni montuose, i comprensori di caccia e le riserve alpine di caccia. «L’abbandono della campagna — continua Dall’Olio— ha fortemente modificato il territorio, gli ungulati sono in forte crescita, anche i cervidi sono a volte un vero problema. Prima agricoltura, caccia, ‘pulizia’ del territorio per abbassare il surplus fauni stico, erano tutt’uno. Ora non è più così e manca completamente un osservatorio nazionale, un ufficio che sappia coordinare e monitorare le attività e la popo lazione faunistica, che sappia, insomma, fare gestione».

Il presidente di Federcaccia ammette che con «ambientalisti e agricoltori il rapporto non sempre è facile ma spesso sono proprio gi agricoltori a chiedere aiuto perché vengano decisi abbattimenti di massa, soprattutto per i danni che cinghiali e altre specie fanno all’agricoltura di eccellenza». I cacciatori ogni anno sborsano 147 euro allo Stato per la tassa governativa, «soldi che non sono mai stati reinvestiti nell’ambiente, sia che il governo fosse di destra che di sinistra», dice Dall’Olio.

C’è poi il pagamento di una seconda tassa, agli Atc, dove cacciatori e enti loca li sono rappresentati ciascuno al 30 per cento e al 20 per cento agricoltori e am bientalisti. «Qui i soldi vanno al ripopolamento e per ripagare i coltivatori danneggiati. Ecco perché in alcune Regioni, come l’Emilia Romagna, si versano an che 250 euro all’anno, mentre in Calabria solo 8».

Ma com’è cambiata la caccia negli ulti mi 25 anni? «È cominciata a cambiare prima — spiega il presidente di Arcicac cia Osvaldo Veneziano —. Negli anni Sessanta è cominciato il progressivo ab bandono delle campagne, un’urbanizza zione sempre più di massa, la fine della mezzadria. Oggi la caccia non incontra più l’interesse dei giovani. La domenica mattina, quando all’alba vado a cacciare, incontro i ragazzi che tornano dalle discoteche » . Arcicaccia non condivide il ddl Orsi, anche se è disponibile ad una riforma della 157, «sempre però dentro i paletti della direttiva europea che vieta la cac cia alle specie protette e oltre i tempi sta biliti dal calendario venatorio nazionale. La 157 è stata frutto di una mediazione ma anche se ha chiuso, giustamente se­condo noi, l’epoca della libera caccia in libero territorio, prevede ambiti di dimensioni più grandi di quello che accade nel resto d’Europa. Con i giusti limiti, con paletti e regole condivise, il rapporto del cacciatore con il territorio deve essere non demonizzato ma, al contrario, valorizzato » .

Che cosa deve fare un buon cacciatore? «Essere responsabile, rispettare le leggi, stare attento alla sicurezza sua e degli altri, non fare bracconaggio», risponde Veneziano. E che cosa dovrebbe essere un buon Atc? «Avere come obiettivo la gestione della fauna di quel territorio, prevedere piani di prelievo adeguati, perché le specie protette troppo protette provocano danni e incidenti sulle strade», ribatte Dall’Olio di Federcaccia, che pur appoggiando le proposte del ddl Orsi, assicura che è disposto a cedere su alcuni punti, «ma che almeno facciano la governance nazionale».

Dove cacciano le nostre doppiette? «Al Centro-Sud esiste quasi esclusiva mente caccia agli uccelli migratori — spiega il presidente di Arcicaccia Veneziano — perché qui la gestione del terri torio è quasi inesistente» e, ammette Dall’Olio di Federcaccia, «negli anni passati è stato fatto un prelievo venatorio consumistico ed eccessivo che, senza ripopolamento, ha cancellato alcune specie » .

«Dall’Umbria a salire verso il Nord — continua Dall’Olio — oltre alla migratoria, sul litorale costiero c’è la caccia alla fauna stanziale, gli ungulati principal mente, cinghiali e caprioli ma anche lepri e fagiani. E nelle zone umide del delta del Po e della laguna veneta si pratica la caccia agli anatidi, germano reale, marzaiola, fischione. Qui gli Atc fanno gestione del territorio», anche se non mancano aree dove, spiega Veneziano «sbagliando, si immette la selvaggina apposta per la stagione venatoria e quando finisce si ricompra. Non è questa la caccia che ci piace praticare».
Mariolina Iossa
14 ottobre 2009

Tratto dal sito del “Corriere della Sera” http://www.corriere.it

Category: .In Evidenza, Arcicaccia, Federcaccia

Comments (123)

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  1. spartacus60 scrive:

    x Tutti gli Amici Cacciatori Ma è possibile sapere ad oggi quanto sono gli iscritti di Arcicaccia!! Come mai il Corriere della Sera intervista solo Dall’Olio e quel simpaticone di OSVALDONE!! Evidentemente gli altri PRESIDENTI,della CONFAVI,dell’ENALCACCIA,di CACCIA PESCA SPORT,di ITALCACCIA,di ANUU,di CACCIA AMBIENTE,ecc. ecc. non sono interpellati solo per il semplice fatto che non appartengono alla “SINISTRA” POLITICA ITALIANA. Bravi,e meno male che in tale periodo si parla solo e soltanto del Cavaliere che OSTACOLA la libertà di stampa. :twisted: :twisted:

    • Gianni scrive:

      No, il Corriere si è comportato correttamente, intervistando un pro (Federcaccia, che è la più grande associazione venatoria) e un contro (Arcicaccia) relativamente alla riforma della caccia. Il giornalismo corretto è questo.

      • Pier57 scrive:

        Non sono d’accordo.
        Il metodo da usare è quello di sentire i diretti interessati (i cacciatori in questo caso) attraverso le associazioni che li rappresentano.
        Arcicaccia con la caccia ha a che fare solo per il nome!
        Non mi pare che il sig.Veneziano sia tanto dalla parte dei cacciatori con il suo ostracismo e che tantomeno possa rappresentarci.

      • massimo fedeli scrive:

        GIANNI MA IN ITALIA PERCHè SI è MANIFESTATO CONTRO IL BAVAGLIO DELL’INFORMAZIONE? Cè QUALCUNO CHE IMPEDISCE DI SCRIVERE? IO DI BAGGIANATE CONTRO LA RIFORMA DELLA157/92 Nè HO LETTE MOLTE, CHE IL BAVAGLIO ALCUNI GIORNALISTI LHO VEDONO DOVE PARE A LORO’ :| COMUNQUE STAMANE SONO ENTRATI MOLTI TORDI NEL LAZIO :wink:

        • Gianni scrive:

          Hanno manifestato i giornalisti legati alla sinistra, quelli politicizzati. Per fortuna – o mia sfortuna – io non lo sono.
          I tordi sono entrati … ma sono anche usciti? Ma qualcuno almeno lo becchi?

  2. lorenzo scrive:

    ci anno ridotto ma non ci estinguamo, mi dispiace per i verdognoli.

    • Pier57 scrive:

      lorenzo, guarda che in merito al tuo ultimo post riferito all’operazione bracconaggio trento (per il quale non riesco più a inserire commento) hai capito male: rileggi quello che ho scritto, non sono io la guardia venatoria volontaria.
      E’ il sig.Gianni A, che in un precedente post a commento di altro articolo, si è dichiarato tale, come del resto ho riportato tra virgolette.
      Ciao

      • Pier57 scrive:

        Non Gianni A come ho scritto ma
        Giovanni A
        Ciao

        • lorenzo scrive:

          Pier ho sbagliato mi scuso con te ma quello che penso lo scrivo nsi anno chiuso il post perche erano in netta difficolta, quando si tratta di levare le cose inutili guai a chi letocca.

    • massimo fedeli scrive:

      5 tordi Gianni stanno in frigo, io mi accontento :wink:

  3. Ettore Zanon scrive:

    Cavolo, sul Corriere un articolo equilibrato sulla caccia!
    Direi che c’è da festeggiare… :D

    • francescorm scrive:

      Dott. Zanon, che cosa ha trovato di cosi equilibrato nel Corriere della Sera, forse il preambolo o le parole di due presidenti escludendo gli altri che comunque rappresentano circa l’altra metà dei cacciatori? Tutti e tre hanno solo ridetto quello che si dice da circa otto mesi senza niente di costruttivo e propositivo nei confronti di un Governo e un Parlamento che a noi cacciatori ha solo preso in giro con vane promesse. Bastava soltanto applicare quello che fanno gli altri stati in Europa e applicare la normativa del Parlamento Europeo,che se non applicata fa anche scattare procedure di infrazione e relative multe con danno alle casse dello stato. Questo un Giornale serio dovrebbe far conoscere agli italiani indicando quali ambienti e quali parlamentari ostacolano l’iter di una legge sulla caccia necessaria perchè non hanno il coraggio di dire pubblicamente che la caccia va chiusa perchè…………..;ce lo spiegassero una buona volta.
      Cordiali saluti da un suo assiduo lettore.

      • Ettore Zanon scrive:

        Caro Francesco, io faccio il paragone con la media degli articoli riguardanti la caccia che pubblicano i giornali. E questo è assai meglio della media.
        Non parla di bracconaggio, non demonizza e i toni sono equilibrati. E questo è già un buon risultato. Tutto qui.
        Le cose che tu “avresti voluto leggere” scendono nel dettaglio e intessano solo i cacciatori (che possono essere più o meno d’accordo). A me invece serve analizzare che impressione può dare l’articolo a un lettore “neutrale”.
        La cosa importante è che si parla di caccia con toni assai meno aggressivi del solito. Io mi accontento. :D

        • francescorm scrive:

          Dott. Zanon, mi permetto di replicare e mi scuso,perchè sono assiduo lettore dei suoi esaustivi articoli sulle riviste della CAFF. Io ritengo questo articolo subdolo e ipocrita; ma dove erano questi signori,di rispettabile età, negli anni di cui descrivono le nefandezze,e cosa hanno fatto quando hanno assunto cariche prestigiose nelle rispettive AAVV.Quello che lei dice è condivisibile e auspicabile e almeno,però,dovrebbe essere la base e la strategia di tutte le AAVV Italiane per comunicare tutti i giorni,sui maggiori quotidiani,chi sono e cosa chiedono i cacciatori,senza che qualche ambientalista ci prenda per i fondelli con la nostra età media;se i giovani,che dovrebbero abbassarla sono quelli che vediamo tutti i sabati e le domeniche,forse è meglio che facciano un altro mestiere.
          Cordiali saluti.

        • francescorm scrive:

          Dott Zanon, ha letto l’articolo del CORSERA pubblicato dal sito Bighunter? Sono subito tornati ad essere quello che ho sostenuto nei mie precedenti commenti.Prenda spunto da questi fatti e faccia un bell’articolo critico sulla comunicazione venatoria in Italia e sul disinteresse delle AAVV in questa materia che oggi è di vitale importanza.Se può ci spieghi anche come mai in Trentino i giovani cacciatori aumentano.
          Ringrazio e porgo cordiali saluti.

        • Ettore Zanon scrive:

          Commento con un post a parte, perché con questi incastri è difficile capire… :D

  4. woodsnipe scrive:

    Che i cacciatori diminuiscono,è un dato certo,ma per colpa di tante cattive abitudini,che di certo la caccia non dà,è che diminuiscono pure tanti giovani che sballati dalle droghe e dall’alcool all’uscita dalle discoteche,vanno a sbattere ovunque perdendo la cosa più bella:LA VITA,e che fanno gli ambientalisti?non vedono e non sentono,si informassero e scoprirebbero che i figli e i nipoti dei cacciatori la notte dormono per scoprire quanto è bella un alba e quanta è bella la natura.

  5. spartacus60 scrive:

    x Gianni
    Svegliati dal tuo torpore,sia Federcaccia (soprattutto in Toscana) che Arcicaccia sono (non velatamente) di “area partitica” della SINISTRA ITALIANA,in particolar modo del PD,nel quale si sono riciclati ad arte i “TROMBATI” di una frange dei VERDASTRI ITALICI,il Della Seta nè è un esempio ad hoc.Secondo il mio modesto parere,il Corriere della Sera aveva l’obbligo di dar voce anche alle altre Associazioni. :mrgreen:

  6. Valerio scrive:

    Amazza che obbiettivita’questo ambientalisa anticaccia talebano,e sempre il solito ,anzi e’peggiorato :mrgreen:

    Nemmeno con gli scritti ammettono la faziosita’ e l’odio sviscerato verso di noi :evil: Il giornalista che ha scritto questo intervento ha ascoltato un’associazione venatoria che se andiamo bene a vedere non ha piu’il 15cesimo di iscritti come prevede la legge per essere riconosciuta,rappresenta solo se stessa e il suo presidente,pero’perche’ e ‘ vicino alla sinistra del PD la fannonno apparire per quella che non e’,mentre le associazioni che rappresentano l’altra meta dei cacciatori italiani non vengono mai interpellatate.:twisted:

    Inoltre non e’vero che Federcaccia rappresenta la meta’dei cacciatori italiani,in questi due anni si e’molto ma molto ridimensionata, piu’ o meno 350mila iscritti,piu’meno che piu’8O

    Caro direttore del Corriere della Sera,l’articolo che avete pubblicato fa pieta’,la prossima volta fatelo scrivere ad un cacciatore giornalista che rappresenta l’altra metta dei cacciatori italiani che non siano Arcicaccia o Federcaccia se si vuole dare un informazione giusta e non di parte:cry:

  7. pino56rm scrive:

    ……nonostante la legislazione non sia particolarmente sfavorevole.
    Sarà al corrente il giornalista di come si caccia in altri stati europei?

    …….sempre però dentro i paletti della direttiva europea che vieta la caccia alle specie protette e oltre i tempi stabiliti dal calendario venatorio nazionale.
    La direttiva europea, permette la caccia allo storno, al piccione, all’oca granaiola,ecc. ecc. vietate però dalla legge italiana. Quali sono le specie protette dalla UE alle quali si vrrebbe sparare in Italia?
    La direttiva europea consente l’esercizio venatorio anche in periodi dell’anno diversi da quelli “italiani”; perchè non ci si attiene alla direttiva europea anche per questo?
    La 157/92 stabilisce la quota del territorio riservato ad aree protette a vario titolo pari al 30%, perchè in molte regioni non si è rimasti “dentro i paletti” imposti dalla legge?

  8. pietro 2 scrive:

    Per il Sig.Gianni: concordo totalmente con Spartacus.Come si fa a dire che si è comportato correttamente un giornale che:da’ spazio solo alle voci di due associazioni(una delle quali rappresenta una minoranza di cacciatori,rispetto alla totalità),afferma che la diminuzione del numero dei cacciatori è dovuta”probabilmente ad un fatto di cultura” e non gli balugina neanche lontanamente il pensiero(o meglio,forse,non se lo fa baluginare) che potrebbero esservi altre cause(come la mancanza di selvaggina e di territorio sottratto alla caccia) a far diminuire i seguaci di Diana;inizialmente e apoditticamente,ed io aggiungo artatamente,rivela che i cacciatori hanno una età tra”i 65 e i 75 con punte fino agli 80″,continuando con”nonostante la legislazione non sia particolarmente sfavorevole”(a quando le leggi razziali?).Come vede Sig.Gianni’quello sopra riportato non mi sembra proprio un esempio di giornalismo da lei definito “corretto”.Non me ne voglia per la puntualizzazione,ma se c’è un comportamento che disistimo è quello degli articoli che distruggono in modo peggiore dell’aperta opposizione,apparendo equdistanti.Sa’ le conclusioni che trae un “non addetto ai lavori”, dalla lettura di questo articolo?”M’anvedi ‘sti quattro rin@@@@@@@ti de’ cacciatori,m’ancora esistono?”

    • Gianni scrive:

      Gentile Pietro2, il giornale illustra le due posizioni, non tutte le sfaccettature, che non interessano il lettore. Anche nell’antichità, a prescindere dal numero delle forze in campo, i campioni scelti per i duelli erano solo due. Appunto rappresentanti di tutti. Vale anche oggi.
      Quando scrive che la selvaggina è diminuita (ma qui nel sito si legge l’opposto, cinghiali, caprioli, corvi, volpi, anatre, ecc. non sono selvaggina, cacciabile?) è quindi d’accordo con Dall’Olio che nell’articolo sopra dice «negli anni passati è stato fatto un prelievo venatorio consumistico ed eccessivo che, senza ripopolamento, ha cancellato alcune specie » . Quindi concorda che i cacciatori hanno fatto una strage e che ora ne pagano le conseguenze per colpa loro? Non lo affermo io, ma Dall’Olio. Saluti.

  9. SPRINGER scrive:

    “” Età media: 70 anni. “”

    ____________________________________________________________________________

    Continuate a beccarvi come i ” capponi ” dei Promessi Sposi non andando come al solito al ” cuore ” del problema .
    Questo dato : Età media: 70 anni. , non merita attenzione e commenti :?: :roll:
    Meglio parlare di questa o quell’ altra Associazione :?: :roll:
    Questo e’ il dato piu’ allarmante di tutti e che fara’ chiudere la Caccia nel giro di pochissimi anni .
    Continuate tranquillamente a ” beccarvi ” mentre la fine e’ dietro l’ angolo .

    • peppol@ scrive:

      bene così è giusto che i giovani crepino come mosche nel week end…il problema è che io temo per la mia incolumità

      peppol@

  10. maurizio franchi scrive:

    Gent.ma Mariolina Iossa,
    apprezzo molto lo sforzo di obiettività e capisco che per il suo giornale è il massimo “sindacale”.
    Mi piacerebbe sapere, però, dove ha preso i dati relativi all’età e perchè non si sia presa il disturbo di indagare sul livello di istruzione dei cacciatori italiani.
    La prego, inoltre, di usare termini appropriati!
    Non usi il termine esercito quando parla di caccia, nemmeno sotto metafora.
    I cacciatori sono una categoria sociale, che alimenta un fatto sociale patrimonio della nostra cultura!
    La caccia è tradizione, sacrificio, gestione, amore per la natura, strumento di studio, equilibrio è socialità.
    Carissima Iossa, visto che si interessa di caccia faccia uno sforzo ulteriore e vada a fondo sulle differenze e scelga interlocutori lontani dalla politica.
    Solo allora potrà avere un panorama chiaro sul fenomeno caccia e sui cacciatori italiani, che sono i più penalizzati d’Europa ma, l’Europa si sa è solo un fatto politico.
    Grazie per l’attenzione!
    Con viva cordialità
    Maurizio Franchi

    • SPRINGER scrive:

      Maurizio , e’ ovvio che non puo’ essere l’ eta’ media della categoria , ma si riferisce alla classe di eta’ piu’ rappresentative della categoria .
      E’ vero !!
      Io a 52 anni sono considerato dagli amici cacciatori della mia zona …….. UN GIOVANE :!:
      Ripeto , basta beccarsi fra Associazioni e associati . Bisogna urgentemente pensare a nuove strategie , diverse dalle attuali o recentemente pensate ( modifica alla 157 ) , per avvicinare giovani alla Caccia , perche’ ci stiamo avvicinando velocissimamente alla fine .
      Possibile non rendersene conto ??

      • maurizio franchi scrive:

        Il punto è la comunicazione??
        Quanti in Italia conoscono la caccia!
        Io credo che pochi, tranne gli “addetti ai lavori”, siano in grado di poter sorreggere, con costrutto, specifiche argomentazioni a riguardo.
        Springer, la verità è amarissima e tu lo sai più di me!!
        La caccia, almeno per l’esperienza che mi trovo a vivere, è solo politica, è merce di scambio, è possibilità di occupare cariche e/o ruoli all’interno dei soliti carrozzoni.
        Credimi, lo affermo con grande delusione ma, mi sembra di capire che la realtà non si discosti poi molto da questa mia impressione.
        Hai ragione, il perenne contraddittorio non giova a nessuno ma, nel nostro piccolo, si cerca di puntualizzare pacatamente, come nel caso in contesto, le ragioni di chi vede “al tappeto” la propria grande passione e non trova tanti motivi per giustificare attacchi così sistematici talvolta veementi e colmi d’odio, talvolta ben nascosti dal buonismo melenso, oppure da una dubbia obiettività.
        Forse, la linea da proporre è quella del basso profilo, della difesa dell’autenticità di persone e valori, comunque fare.
        L’immobilismo, l’arroccamento e l’ostinazione non porta da nessuna parte.
        Fare si può e si deve!
        Nulla nasce perfetto ma, sicuramente, è difficle migliorare ciò che non è mai nato.
        La legge attualmente in discussione è una piattaforma dalla quale ripartire e adesso, il mondo della caccia, ha bisogno di ripartire.
        Alla prova dei fatti vedremo come migliorare e dove ma, per favore, ripartiamo!
        Superiamo gli steccati, lavoriamo insieme per darci un domani e per darlo a chi vorrà proseguire la nostra opera, perseguiamo un processo di unificazione del mondo venatorio e facciamoci conoscere.
        Ciao!

  11. henry (radere igor) scrive:

    Copio ed incollo.

    con qualche incursione in Parlamento, a fare pressioni fortissime per ottenere di più.

    Hahahahahihihi.

  12. Ettore Zanon scrive:

    Per la cronaca e senza voler provocare… :D
    Guardate che la normativa italiana è veramente tra le più liberali d’Europa.
    Pensate solo al fatto che praticamente ovunque si paga, e profumatamente, il proprietario (privato o pubblico che sia) del territorio dove si caccia. I cacciatori europei le estensioni degli ATC (praticamente “a gratis” se raffrontate ai costi europei) se le sognano.
    E, malgrado alcune eccezioni, anche in quanto a specie cacciabili e calendari l’Italia è fra le più permissive.

    • lorenzo scrive:

      mi sa che vivi in un’altra Italia. quanto riguarda di pagare per quello che offre si paga stratroppo.

      • Ettore Zanon scrive:

        Mi sa… che ho verificato e confrontato le leggi, i costi, le specie cacciabili e le estensioni medie di terreno a cui accede il singolo cacciatore negli altri paesi europei. :wink:

      • SPRINGER scrive:

        Mi sa caro Lorenzo che se veramente ci si dovesse adeguare in tutto agli altri Paesi europei rivedresti immediatamente il tuo concetto di ” pagare stratroppo ” :mrgreen:

        • Giusti Giacomo scrive:

          In quanto a pagare ci risentiremo l’anno prossimo in Toscana.
          ATC tutti falliti o quasi,e allora si rincara e di parecchio il malloppo da dare per cercare di salvarli.
          Se non paghi vai a caccia tutta la stagione come se fosse Gennaio,

  13. fabrizio scrive:

    paghiamo troppo poco per cacciare?

    possiamo entrare nei fondi altrui senza permesso?

    ok ……..

    allora aboliamo le tasse regionali e la tassa governativa sulla licenza di caccia, poi potremo parlare di pagare i proprietari dei fondi, ramite accordi nazionali tra le AA.VV. piu’ rappresentative e le rappresentanze delle imprese agricole.

    Che la legge 157/92 sia piu’ permissiva delle altre leggi europee mi pare cosa assai campata in aria, dato che -per esempio- in quasi tutti i paesi CEE la caccia apre il 1 settembre e chiude il 28 febbraio.

    un saluto al popolo cacciatore

    fabrizio

    • SPRINGER scrive:

      Ti sbagli .
      Correggiti in : ALCUNI Paesi . Poi aggiungi quante specie in piu’ da noi sono consentite rispetto a molti Paesi ( e questo e’ reale ) . Somma il fatto che veramente con quattro soldi possiamo andare e fare quello che ci pare per piu’ di quattro mesi .
      P.S. Pochi giorni fa A.Cannas ha pubblicamente dichiarato che e’ iscritto a 3 ATC piu’ la Sardegna piu’ 20 giornate alla Migratoria da dividersi fra Toscana e Lazio . Pratica 2 forme di caccia e a diverse specie . Inizia a cacciare il il 1° settembre e finisce a fine Marzo .
      Di questo non ne teniamo conto ?? :mrgreen:

      • pino56rm scrive:

        Teniamo però anche conto che in alcuni paesi, se non tutti, non esiste il silenzio venatorio, che in alcuni paesi non esiste limite di carniere per alcune specie, che in alcuni paesi (vedi Irlanda o Scozia per i colombacci) puoi sparare tutto l’anno eccetto nei mesi di riproduzione,…….
        Per quanto scritto da Cannas, quanti di noi, lavoratori dipendenti, hanno la possibilità di lasciare il lavoro per poter sfruttare tutte le giornate in 3/4 atc più sardegna più caccia di selezione? Non si pensi solo a chi ha disponibilità di tempo e, perchè no, anche economiche, per effettuare tutti gli spostamenti necessari, si pensi anche a chi può praticare la caccia solo il sabato (quando libero) e la domenica.

        • SPRINGER scrive:

          Negli ” altri ” Paesi per fare quello che fa A . Cannas devi essere ( molto ? ) ricco perche’ paghi praticamente tutto e forse li non potrebbe fare quello che in Italia fa .
          Qui da noi e’ piu’ che altro legato SOLO alla disponibilita’ di tempo e non anche ECONOMICA .
          Poi se uno non ha tempo o non puo’ ” investire ” ( non credo che Cannas in totale spenda piu’ di mille euro ) per svolgere di piu’ e meglio la sua passione mi dispiace , ma questa e’ un’ altra cosa che nulla ha a che vedere con le effettive possibilita’ che la legge italiana offre .
          Ciao ! :wink:

      • francescorm scrive:

        Non credo che sia colpa dei cacciatori se qualche dato importante ci sfugge o non si conosce affatto. La colpa è solitamente delle AAVV che non fanno comunicazione,o meglio la fanno sui loro giornalini,inventano racconti di caccia che non appassionano e non interessano nessuno,pubblicità di articoli che non compra nessuno; pochissimo di gestione ambientale e politica venatoria e scarsissima informazione su quanto avviene nel mondo in materia di caccia. Se poi parliamo di cultura ed educazione venatoria,per avere la sensazione di quello che si fa,basta leggere alcuni commenti a difesa e sostegno di chi pratica la piaga del bracconaggio. A tutto questo ci aggiungiamo la contro informazione dei talebani dell’ambientalismo e della stampa nazionale che ci usa per purificarsi le coscienze ed i giochi sono fatti:la caccia in Italia finirà per auto estinzione dei praticanti. Mantenere il punto sulla licenza condizionata ai sedicenni,forse,era l’unico elemento innovativo per l’Italia;il resto forse è sufficiente applicare tutta la 157 e introdurre quanto stabilito dalle Direttive Comunit

      • Diego scrive:

        Springer, peccato che in Lombardia quello che fa il buon Alessandro è pura utopia!!!!!
        Prova a richiedere ed ottenere (a parte le solite raccomandazioni)un secondo atc in Lombardia se ne sei capace!!!!!
        Ah ma dimenticavo..la Lombardia è una delle poche Regioni ad aver applicato integralmente la 157/92 (che molti difendono ma che però non hanno provato integralmente sulla propria pelle).
        Naturalmente parlo per esperienza, visto che grazie alla 157 sono “condannato” alla forma esclusiva di caccia (appostamento fisso con richiami vivi) e quindi non posso ne muovermi ne ottenere altri atc in giro per il Paese.

        • SPRINGER scrive:

          Diego …….. io ne ho due ……. e mezzo .
          Uno in provincia di Milano e uno in provincia di Pavia piu’ il ” pacchetto ” di giornate alla sola migratoria di un terzo ATC sempre a Pavia .
          :wink:

      • Giusti Giacomo scrive:

        Io ho due ATC,e 10 di giornate in mobilita`,Non so` Alessandro come faccia ad avere tre ATC e20 giornate,

        • Alessandro Cannas scrive:

          Nel Lazio sono venti…Queste venti giornate posso dividerli tra lazio e toscana,Ma spesso mi avanzano,caccio prevalentemente a GR8 e Latina…….

  14. SPRINGER scrive:

    Maurizio comprendo lo spirito del tuo scritto pero’ chi ben comincia e’ a meta’ dell’ opera dicono da me e il nostro improvvido inizio ( la ripartenza che menzioni ) e’ stato quanto di piu’ sbagliato possa essere stato pensato/ideato . Non riconoscerlo vuol dire non rendersi conto di quello che ha successivamente scatenato e sugli scarsi effetti che apporterebbe al ” rilancio ” della Caccia . Ovviamente mi riferisco ( e penso che tu abbia fatto lo stesso ) alle proposte di modifica attualmente in esame che per essere veramente ” utili ” non devono essere rivolte come qualcuno ha recentemente riconosciuto ” a sanare alcune illogicita’ o situazioni attuali ” .
    Cosi’ facendo ci si limita solo a migliorarne in parte lo svolgimento a chi ADESSO la pratica , risultando perfettamente inutile , pensando a quanto sia necessario e importante rilanciarla invece nella societa’ , a dargli la legittimazione necessaria utile all’ avvicinamento di nuovi praticanti .
    Servono azioni decise , incisive e coraggiose ( copio e incollo per l’ ennesima volta quello detto tempo fa da Pinotti ) :
    “” occorre dell’altro, cioè non parlare più di una “blanda riforma” , ma di una fatto nuovo e cioè diciamolo con coraggio, di una nuova legge che pur traendo alcune linee ispiratrice dalla vecchia legge 157, sia veramente innnovativa con le attuali e moderne esigenze dell’attività faunistico venatoria ! “”
    Occorre una nuova legge !!
    Una nuova legge che tenga conto dopo averli analizzati trovandone la soluzione , degli insuccessi della gestione tramite ATC di Fauna e Ambiente rivedendo le modalita’ di gestione faunistica e ambientale e sotto alcuni aspetti anche di prelievo . Una nuova legge che assieme a modifiche a NOI utili ( tipo alcune di quelle attualmente proposte ) faccia percepire Caccia e cacciatore diversamente da quello che adesso e’ percepita e che e’ da ostacolo al naturale ricambio generazionale . Perche’ la realta’ e’ innegabilmente questa : nessuno oggi vuole diventare cacciatore . Neanche i figli di cacciatori lo vogliono !!
    Di questo non si puo’ darne sempre e solo colpa alle campagne anticaccia volte a screditarci , perche’ se avessimo uno straccio di BUON RISULTATO di gestione da presentare a nostro vantaggio lo faremmo . Il guaio e’ che tranne poche realta’ i risultati non ci sono stati e di risultati utili alla nostra causa e immagine da divulgare non ne abbiamo . Questa’ e’ la triste realta’ e questo e’ quello che la gente ha ben capito .
    Finche’ la figura del cacciatore non sara’ percepita dalla societa’ come quella dell’ attento gestore/creatore di Fauna e Ambiente che si differenzia dall’ ambientalista classico SOLO per l’ atto finale che lo contraddistingue : il prelievo legato unicamente alla gestione di UNA PARTE di quello che ha creato , i nostri problemi non finiranno mai e saranno sempre piu’ difficili e/o impossibili da risolvere , come sara’ sempre piu’ difficile parare i colpi che ci arrivano da tutte le parti e a cui non siamo in grado di rispondere perche’ non abbiamo ARGOMENTI O RISULTATI CON CUI RISPONDERE .
    Ecco perche’ ci vuole altro rispetto a quello attualmente in discussione e che va nel senso esattamente opposto a quello necessario e prioritario .
    Perche’ se dovesse essere mai preso in considerazione e approvato SOLO quello , non ci sara’ consentito nessun’ altra ” possibilita’ di movimento ” per i prossimi dieci anni e combinati come siamo combinati adesso , dieci anni non ce li possiamo permettere .
    Ciao :wink:

    • maurizio franchi scrive:

      Ciao springer,
      leggo solo stamattina la risposta che il Sig. Pinotti ti ha inviato sul taccuino “La Voce di Marcello”!!!
      Sono totalemente su quella linea!!
      Scusa per la risposta stringata ma, devo scappare!!!
      Un salutone, grazie e a presto!!!

  15. Diego scrive:

    Springer i casi sono 2….o sei un raccomandato..oppure hai avuto “fortuna” per non dire altro. Prova a richiedere ora un secondo atc in qualsiasi zona della Lombardia…e vedi cosa ti rispondono!!!!
    d’altronde penso che sarai a conoscenza delle varie battaglie legali, delle varie AA.VV, intentate contro tutti gli atc che cercano ogni anni di “far fuori” i non residenti, vero? non facciamo come gli struzzi…

    • SPRINGER scrive:

      Allora ti spiego . Non sono assolutamente un raccomandato e spero tu mi creda .
      L’ ATC in provincia di Milano e’ quello di residenza e a cui hai diritto ” cascasse il mondo ” .
      Quello in provincia di Pavia ce l’ ho da piu’ di 10 anni ( occhio e croce ) e ci sono entrato senza nessun problema dopo averne frequentati altri due ( uno in provincia di Pavia e uno in provincia di Lodi )
      Il pacchetto di giornate alla sola migratoria del terzo l’ ho ottenuto facendo una semplice domanda all’ ATC che me le ha concesse senza problema . Non avrei potuto per legge chiedere la ” classica ” iscrizione per Stanziale e Migratoria perche’ sarebbe stato il secondo ATC nella STESSA provincia e questo non e’ consentito .
      Ciao ! :wink:

      • Diego scrive:

        Quindi rientri nel caso 2 …scherzi a parte, come tu confermi la tua iscrizione al secondo atc risale a prima del 1999. Ti è andata di lusso…perchè dall’anno successivo è diventato praticamente IMPOSSIBILE accedere a un qualsiasi atc lombardo che non sia quello di residenza.

  16. lucas scrive:

    Se non si rivoluziona la normativa in materia venatoria, semplificando, sburocratizzando e depenalizzando la disciplina della caccia in Italia, i giovani, dopo aver appreso come funziona, continueranno a preferire altri passatempi, ben più economici e semplici che andarsi ad incartare in farraginose leggi nazionali, regionali, provinciali e regolamento di atc…. per non prendere un ca@@o. :-)

    • .Andre. scrive:

      d’accordissimo lucas! ho diversi amici sui vent’anni grandi appassionati di pesca ed amanti dell’ambiente che non appena si informano su tutte le pratiche che la caccia richiede per essere praticata demordono…

      • SPRINGER scrive:

        Le ” pratiche ” come tu le chiami in Italia sono di gran lunga inferiori a quelle estere .
        Vogliamo raffrontare cosa deve fare OGGI un giovane in Italia per diventare cacciatore rispetto a quello che deve fare per esempio uno svizzero ( dei Grigioni :mrgreen: ) per diventarlo :roll: ?
        Tu hai detto che lo ” svizzero ” deve sottostare a due anni di corso e 50 ore OBBLIGATORIE da dedicare a cura della Fauna e Ambiente per arrivare a sostenere l’ esame finale . L’ italiano cosa deve fare ? Un decimo di tutto questo . Ecco……… se questo decimo e’ quello che lo convince a NON andare a caccia vuol dire che NON e’ cacciatore ” dentro ” . Se sentisse il fuoco della passione ardere dentro non ci sarebbero ostacoli a frenarlo . Soprattutto ostacoli cosi’ piccoli e facilmente affrontabili e superabili come quelli italiani .
        E allora e’ meglio continui ad andare a pescare .
        :wink:

        • francescorm scrive:

          Caro Springer sono daccordissimo con te. E’ inutile fare tanti discorsi,se il fuoco non arde,tutte le scuse sono valide per criticare e non accettare qualche piccolo sacrificio.Nella vita per emergere bisogna continuamente accrescere il proprio bagaglio culturale,non si capisce perchè qusto non deve avvenire nel mondo della caccia;fa bene a noi stessi fa bene alla caccia e ci pone,agli occhi del cittadino non cacciatore, in una luce diversa e magari anche più disponibili ad ascoltare le nostre ragioni.
          Cordialmente.

    • lorenzo scrive:

      grande lucas un mito :mrgreen:

  17. pispola67 scrive:

    Come sempre Springer ha il coraggio di guardare la realtà: il dato più allarmante è il mancato ricambio generazionale, e non solo da parte dei diciottenni, quelli che vi piace immaginare TUTTI alcolizzati perchè non cacciatori, ma anche dei trentenni e quarantenni con famiglia. Questo è il dato che se non invertito porterà all’estinzione in giro di pochi anni. Altro che propaganda dei più tempi e più specie!

  18. Pinotti Antonio scrive:

    Buonasera a tutti.

    Non si può vivere in pace, ogni giorno un problema per noi !

    L’insieme delle notizie che ho sull’iter della riforma, questo editoriale del Corriere della Sera che assomiglia tanto ad un “epitaffio” e che si attaglia a raccogliere delle dichiarazioni di chi ingenuamente non ha capito che queste già nel preambolo sono disattese e confutate. Le dichiarazioni di Dall’Olio “al ribasso” tanto per portare a casa qualche cosa, l’attacco del wwff che considera due anomalie venatorie, quando loro stessi sono un’anomalia, impongono una “scatto di reni” e una decisa presa di posizione. SE DOVESSI SCEGLIERE QUALE SIA LA PREUCCUPAZIONE MAGGIORE RISPETTO A QUANTO CITATO, NON AVREI NESSUNA ESITAZIONE A DICHIARARE CHE MI ALLARMA DI PIU’ il silenzio del MPAFF e di Miniambiente, rispetto alle tante “banalità”, che non stanno ne in cielo ne in terra, scritte nei documenti sopracitati. Bene mettiamo tutto insieme e cercheremo di dare una modestissima ma puntigliosa risposta con il taccuino n.68 che venerdì consegnerò agli esclusivisti. Ritirando quello già pronto per l’invio.

    Ma chi si sarebbe mai sognato che questo sito fosse stato in grado di farmi lavorare così tanto!

  19. Pinotti Antonio scrive:

    Certo ho scaricato tutti gli interventi. ESSI DIMOSTRANO, NESSUNO ESCLUSO, DI CHE PASTA SONO fatti I CACCIATORI ITALIANI CHE COSTITUISCONO LA BASE VENATORIA (si la base venatoria).

  20. FRANCESCO scrive:

    NEL MIO PAESE,CIRCA 3000 AMIME, ERAVAMO 176 CACCIATORI DOPO LA 157/92 IL NUMERO DEI CACCIATORI SI E’ SEMPRE ABBASSATO FINO A RAGGIUNGERE IL MISERO NUMERO DI 20 CACCIATORI, NESSUNO DI QUESTI SI PONE LA DOMANDA DEL PERCHE’ DI QUESTA DRASTICA RIDUZIONE DEI CACCIATORI PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE TUTTI SANNO CHE LA 157/92 HA CREATO LE CONDIZIONI E I PRESUPPOSTI PER APPENDERE IL FUCILE AL CHIODO, W LA CACCIA ABBASSO LA 157/92. SALUTO TUTTI GLI AMICI CACIATORI, FRANCESCO DALLA PROVINCIA DI FOGGIA

  21. claudio di anzio scrive:

    Avanti Sig.Pinotti . Ci faccia saper come stanno le cose. Abbiamo capito tutti, credo, che la maggior parte ( non dei cacciatori) parla o per salvare il c… o per partito preso. Provi Lei a rispondere per le rime a quasti signori. Grazie ancora.

  22. duckhunter scrive:

    A proposito dell’eta’ media dei cacciatori citata nell’articolo , chiedo al sig. Gianni :

    le sembra veritiero quanto riportato ?

    Ha presente che cosa significa un ‘eta’ media di 70 anni ?

    Io credo che anche qui l’autore dell ‘ articolo , da perfetto ignorante della materia , si è affidato alle voci …… da bar dello sport

    Nel pavese dicono che da loro l’età media è 45*50 anni .

    Nella provincia di Modena l’età media è di 59 anni …….

    Andrea

    • SPRINGER scrive:

      Nel ” pavese ” dicono cazzate . Te lo posso garantire .
      :wink:

      • duckhunter scrive:

        Diranno anche cazzate nel pavese , ma pensi anche te che l’età media sia 70 anni ?

      • duckhunter scrive:

        Diranno anche cazzate nel pavese , ma pensi anche te che l’età media sia 70 anni ?

        Andrea

        • massimo fedeli scrive:

          hoi ma quello e prof…………… se lo dice lui………… :cry:

        • SPRINGER scrive:

          L’ avevo detto io diversi post fa , poi lo ha ribadito Lucas : Non e’ eta’ media , altrimenti ci dovrebbero essere un sacco di ultraottantenni a caccia .
          Probabilmente e’ da leggersi come classe di eta’ piu’ rappresentata . E’ vero e credo che onestamente non si possa dire il contrario .
          A Pavia dove vado a caccia ( ecco perche’ ne sono sicuro ) io , 52 anni , sono considerato un giovane e mentre piu’ giovani di me ne vedo pochissimi e lo sono comunque di poco ( 40 e piu’ anni ) , di piu’ ” vecchi ” di me e di parecchio ce ne sono tantissimi . All’ ultima riunione dei soci ATC guardandomi attorno m’e’ venuta la depressione dal gran numero di ” mummie ” :mrgreen: presenti ( e anche li ero il piu’ giovane ) .
          :wink:

    • lucas scrive:

      Non è “età media” (altrimenti ci sarebbero un sacco di arzilli 90enni in giro con l’automatico :mrgreen: ), ma suddividendo per classi d’età la fascia 70-80 anni è la più rappresentata.
      Ciò non cambia la sostanza dei fatti. Una volta smesso loro, per mancanza di forze o per “passaggio a miglior vita”, rimarremo veramente pochi e…facilmente spazzabili via.

      • duckhunter scrive:

        Lucas , nell’articolo del Corriere si parla di ” età media ” …. posso essere d’accordo che sia come dici tu , cioe’ che la fascia degli ultrasettantenni ( anche se qualche dubbio lo nutro ) sia maggioritaria , ma la mia domanda al sig. Gianni voleva mettere in risalto la superficialità della’utore dell’articolo e visto che anche lui è gionalista , volevo conoscere la sua opinione ….. sono sicuro che non appena leggerà il mio post , darà la sua risposta

        Andrea

    • Gianni scrive:

      A occhio l’età media non mi pare 70 anni, anche perchè trattandosi di media e sapendo che comunque – pochi – giovani ci sono, il range (per fare appunto la media di 70) dovrebbe essere da 25 a 140 anni, e francamente – anche augurandovelo di cuore – non credo possiate aspirare a tale età. Non so chi ha fornito tale dato alla giornalista o se ha preso un abbaglio, boh… Comunque sia, inutile gridare troppo allo scandalo, che i cacciatori siano soprattutto persone in là con gli anni – direi intorno alla sessantina, in media – è noto a tutti, anche a voi.

      • Gianni scrive:

        Ho sbagliato a scrivere, non 60 anni in media, ma 60 anni in maggioranza.

        • massimo fedeli scrive:

          io nè o qualcuno di meno, è siamo la parte più sana del paese, alla faccia di chi cè vò male :wink:

      • Traica Roberto scrive:

        Caro Sig. Gianni i dati non glie li fornisce nessuno e non ha neanche preso un abbaglio , lo fanno solamente apposta per rompere i cosidetti.Ormai è cosa vecchia. Saluti

        Roberto Traica

  23. duckhunter scrive:

    E’ incredibile come alcuni personaggi pubblici del giornalismo venatorio possano sostenere che questo articolo è equilibrato .

    L’autrice sostiene che l’abbandono dell’arte della caccia sia dovuto ad un fatto culturale …. il che vuol dire , in parole povere , che l ‘ ars venandi tanto ars non è ! Ed ancora … chi continua ad andare a caccia non ha cultura o ne ha poca …….

    Alla faccia dell’equilibrio ……….

    Ancora ….. ” Crolla il numero dei cacciatori in Ita lia, nonostante la legislazione non sia particolarmente sfavorevole ”

    Che il numero dei cacciatori crolli è un fatto incontrovertibile , che la legislazione venatoria non sia particolarmente sfavorevole è parziale e non veritiero . Certo , se si parla di ungulati forse si puo’ dire che la legislazione è favorevole , se si parla di migratoria non è così …..

    Tale affermazione è un ‘opinione dell’autrice , invece la diffonde come un fatto ….. questo mi sembra poco corretto ……. tutto cio’ rende l’idea per quanto concerne l’autorevolezza del Corriere .

    Andrea

    • francescorm scrive:

      X duckhunter, è tutta colpa della poca libertà di stampa!!!!!!!!!!!!!!

    • SPRINGER scrive:

      Certo . se per sfavorevole intendi non poter andare dove ti pare , quando ti pare , e prendere tutta la quantita’ di quello che ti pare …….. allora e’ sfavorevole . Se invece raffronti obbiettivamente le possibilita’ che da la caccia italiana alla migratoria assieme al costo e le dimensioni ( in ettari ) in cui a quel costo ti e’ consentito muoverti per esercitarla , vedrai che non e’ proprio cosi’ sfavorevole rispetto al resto d’ Europa .

    • massimo fedeli scrive:

      Sono giornalai non giornalisti basta guardare un tg , il vero giornalista prima di scrivere su un argomento si documenta,è poi si dice che in italia non cè libertà di stampa, ovvero alcuni lho dicono :roll: stanno a entra i tordi :wink:

    • Ettore scrive:

      Credo vadano approfondite le accezioni del termine culturale, cito (wiki): il termine cultura nella lingua italiana denota due significati principali sostanzialmente diversi:
      1 Una concezione umanistica o classica presenta la cultura come la formazione individuale, per la quale una persona può essere più o meno colta.
      2 Una concezione antropologica o moderna presenta la cultura come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. qui si usa il significato n. 2 :D

  24. Nino scrive:

    A proposito di tasse sulla caccia, il sottoscritto in liguria, per essere autorizzato ad uscire con il fucile a caccia, non ha pagato la tassa governativa 147 euro come enunciato nell’articolo ma bensì 174 euro a cui bisogna aggiungere 90 euro per il tesserino regionale e 80 euro per l’ATC SV3 zona di residenza che fanno un totale di 344 euro più l’assicurazione obbligatoria di 70 euro.
    Questa è solo una precisazione.
    Saluti a tutti

  25. Pinotti Antonio scrive:

    Buonasera a tutti. Oggi è avvenuto il “miracolo”: Il passo dei colombacci si è aperto. Forte migrazione al’Isola D’Elba, in provincia di Grosseto, Siena e Viterbo. Qualche accenno anche in UMBRIA. BISOGNA CHE DICA LA VERITA’. ALLE 8,45 HO REALIZZATO UN POSO PERFETTO, TUTTI HANNO FATTO IN MANIERA EGREGIA LA LORO PARTE: I VOLANTINI e gli azzichi. Meno il sottoscritto che ha fatto una padella grande come quella con la quale si cuoce il pesce a PASSIGNANO. Per fare la “coppiola” ho perso il pane ed il companatico. Dovrò chiedere l’indulgenza plenaria per rimettere i peccati commessi attraverso qualche imprecazione (diciamo cosi, ma si tratta di qualcosa di ben più grave).

    Ho scaricato tutti i vostri interventi.

    Cordiali saluti.

  26. Pinotti Antonio scrive:

    “all’Isola” e non ” al’Isola” mi scuso

  27. FRANCESCO scrive:

    CARO AMICO FRANCESCORM, VORREI AVERE UNA LEGGE AL PASSO CON QUELLA DEI NOSTRI CUGINI EUROPEI, ES. ABBROGARE IL SILENZIO VENATORIO DEPENALIZZARE LA MAGGIOR PARTE DEI REATI VENATORI AVERE LA CACCIA PER SPECIE ECC, ECC. MICA E’LGIUSTO CHE I CACCIATORI APPASSIONATI DI ANATRE NEL PERIODO DI MARZO NON POSSONO CACCIARE LE MARZAIOLE CHE FANNO IL PASSO DA NOI ATTRAVERSANDO TUTTA L’ITALIA PER PORTARSI IN ALTRI PAESI D’EUROPA COME LA FRANCIA LA DOVE VENGONO LOGICAMENTE CACCIATE ALLA FACCIA NOSTRA, CARO AMICO TI HO FATTO SOLO UN’ESEMPIO TI SALUTO E A PRESTO. VIVA LA CACCIA FRANCESCO DALLA PROVINCIA DI FOGGIA

  28. Alessandro Cannas scrive:

    Possiamo affermare, con molta prudenza, che per il giornale, affrontare un argomento spinoso,per loro,come la caccia e’ un passo avanti.Potremmo anche interpretarlo come uno smorzare i toni sull’eventuale e futura modifica della 157,che personalmente mi fa pensare che si potrebbe arrivare ad un dato oggettivo, con un risultato anche, che sicuramente non accontentera nessuno di noi, loro si!!! Ma se cerchiamo una risposte dei due CAPI supremi della caccia Italiana, ci accorgiamo tra le righe, che oltre ad esser politicamete identici,hanno lo stesso identico scopo ,la gestione della fauna e il rafforzamento della struttura semi-privata degli atc,incoragginado la creazione di sub-atc-provinciali con la conseguente idea che piu’ piccoli sono e piu’ facilmente sono gestibili,che per un certo verso e verissimo,ma dall’altro creano una situazione di stallo nella mobilita’.Anche avendo le 20 gg nella mia regione,le termino nel giro di due mesi..Con la conseguenza ovvia che mi vedo costretto ad acquistare piu’ di un atc…Nel tempo atc blindati, solo per i residenti, si vedranno costretti ad allargare le loro mire verso denaro fresco,liquido e forestiero..E una legge dell’economia ..Se non c’e’ dinamicita’ economica si arriva al fallimento della struttura chiusa….Non a caso la Toscana sta modificando la propria legge in questa direzione….

    E vero caccio in queklla maniera,e pur vero che il tempo lo ritagli d’estate facendomi solo 10 gg di ferie le restanto 20 le divido nell’arco temporale che va dall’autunno a gennaio..Ma ragazzi nella vita si fanno anche delle scelte..Certo se ti fai 20 gg al mare e’ ovvio che l’inverno a caccia non vai….

    XPino56rm,anche io sono un semplice dipendente, a stipendio fisso, come tanti altri,che fa sacrifici,paga il muto,pago le bollette,il condominio,e quant’altro serva alla gestione della famiglia,ovviamente faccio delle mie scelte, rinuncio, magari, alla macchina nuova ogni 4 anni le sfondo e le cambio dopo 12 anni,non vado a farmi viaggi all’estero,mi accontento della casetta al mare a Nettuno,le faccio li le ferio o al massimo a casa di mia suocera a Tropea,ma sempre 10 gg…
    Tornado all’articolo,leggo un silenzio che mi fa tremare sul documento Ornis,tremo all’idea che non venga modificato,e non modificandolo e spingendo nella direzione di sub-atc,che sono le mire dei Due Capi della caccia, vi garantisco che dopo aver terminato le 20 gg nei numerosi sub.provinciali ,tutti da dicembre, a correr dietro a cinghiali..Leggo con amarezza una leggera punta di disprezzo di Veneziano,affermando che nel centro sud si caccia ancora la migratoria come preda principale perche’ non esistono gli atc…Resto amareggiato da queste affermazioni..Non tiene presente che il centro sud e’ ricchissimo di linee di migrazione che rappresentano il piatto forte,e tradizione radicata, della caccia in Italia, sensa la quale al maiale nero nessuna dara’ la caccia, come alternativa..Da riocondurre tutto il pensiero di Venaziano alla spinta del sub-provinciale,alla non volonta’ di affronatre l’Ornis che chi chiude la migratoria a gennaio AMEN…..

    • Diego scrive:

      No ALssendro, la creazione dei cosidetti atc sub-provinciali ha un solo motivo….altro potere (cadreghe, gettoni di presenza, rimborsi spese, ecc) da spartirsi.

    • pino56rm scrive:

      la mio non voleva certo essere ne una critica ne un’accusa a chi fa determinate scelte. Volevo solo ricordare che c’è purtroppo un buon numero di persone, e non si pensi solo a chi scrive qui, che non può permettersi questo “lusso”, questo è quello che volevo dire.
      Per inciso anchi’io ho (fortunatamente) uno stipendio fisso, e pago il mutuo, le bollette, ecc. ecc…..

  29. Giusti Giacomo scrive:

    Meno male che sono pochi quelli che mi mettono addosso” l’angoscia”senno` mi verrebbe voglia di abbandonare il sito e impiegare i miei giorni di silenzio venatorio(accidenta a chi ce l’ha messi!!) a lavorare al mio capanno,dove c’e` da fare tutto l’anno per cacciare 40 giorni e che non mi fa spengere(o spegnere Springer?) il fuoco che mi arde dentro per smettere e andare a pescare.
    Qui si fa`all’italiana, si prendono a riferimento le cose altrui solo quando fa comodo.
    Il resto anche se applicabile, e applicato nel resto d’Europa,e`agli occhi ,(per fortunadi pochi pseudo cacciatori),uno scandalo.

    • Alessandro Cannas scrive:

      Abbi pazienza forse son stanco di due giorni caccia,ma non ho ben capito che vuoi dire…

      Ieri a Orbetello ho visto entrare una decina di punte di colonbe punte anche di 100 uccelli…

      • Giusti Giacomo scrive:

        Cannas
        Era una rispostaa Springer.
        Cioe` sulle pratiche per prendere la licenza di caccia,e sul fuoco che deve ardere dentro riguardo alle cose da fare e ai lavori da eseguire sempre per conseguirla.
        I ragazzi di oggi hanno passione e fuoco per altre cose,e siccome ogni popolo ha una sua cultura,iin Italia se non si semplifica, e sburocratizza il tutto tra un po`la caccia e morta.
        Un po` come le tradizioni venatorie Cannas,ognuno ha le sue,e andrebbero rispettate.
        In quanto ai colombacci ieri mi sono divertito a vederli passare e a scriverli su un libretto che poi spediro` a Progetto colombaccio.
        Ne sono passati tanti,Cannas,ma tanti,pero`tutti ad altezze impossibili,pensa che un branco di 200 li ho visti sul capo con il binocolo.
        Ecco ora ti ho fatto anche il resoconto della giornata .

  30. Ettore Zanon scrive:

    Dal mio modesto punto di vista, di cacciatore ma anche di “comunicatore”, le cose stanno, in sintesi, così…
    La comunicazione è un’attività strategica per il futuro della caccia. Lo dico e scrivo da quasi 20 anni. 8O Qualcuno l’ha capito, per esempio l’Associazione Cacciatori Trentini e i risultati, un po’ alla volta, arrivano.
    Bisogna comunicare, ma la comunicazione è efficace solo se parte da contenuti forti e validi.
    Per cui, prima di tutto, bisogna che la caccia sia esercitata in modo credibile, una fruizione delle risorse naturali compatibile con la loro conservazione.
    Cioè: se voglio che la “pubblicità” sia efficace, il mio “prodotto” deve essere almeno dignitoso.
    Nel variegato panorama Italiano ci sono realtà molto buone (poche), realtà mediocri, realtà impresentabili.
    Per cui la prima comunicazione va fatta all’interno del nostro mondo, per creare una cultura venatoria italiana (o regionale) che oggi purtroppo non esiste e promuova una reale crescita del nostro ambiente.
    Ci si azzuffa fra numerose associazioni venatorie (un’assurdità) dove diversi esponenti di spicco tendono a: mantenere i cacciatori nell’ignoranza (una vera tradizione!), farli sentire costantemente vessati ed assediati, sostenere le proposte più assurde pur di mantenere l’ambiente in tensione e spostare tesseramenti. Il tutto per usarli come bacino di voti e crearsi carriere politiche personali. Questo fa malissimo alla caccia.
    Per cui io sostengo sempre che: sfogare le proprie frustrazioni sui “verdognoli” o simili (che hanno anche “colpe”, ma non decidono nulla soprattutto oggi in Italia) è un’operazione inutile (ovvero utile a chi vuole distogliere l’attenzione dai problemi veri); è molto più importante guardare prima nel nostro ambiente, per fare ordine e, se serve, fare pulizia.
    I cacciatori dovrebbero essere talmente maturi da smetterla di farsi maneggiare e sfruttare ad altri fini, dovrebbero essere riuniti in un’associazione unica (io sono contrario al partito politico, per ragioni su cui non mi dilungo) che si occupi di caccia in modo serio, tecnico (non solo nella gestione faunistica) e apartitico. Un’associazione che “faccia politica” ma per la caccia, non per il centrodx o il centrosx e non per il signor tale o talaltro.
    La crescita culturale sta alla base di questi passaggi e di un “prodotto” serio e presentabile.
    Per questo la comunicazione “interna” è prioritaria.
    Quando il prodotto sarà migliorato potremo comunicarlo “venderlo” efficacemente all’esterno (basterà un minimo di competenza in materia, oggi non c’è nemmeno quella). Il prodotto attuale però è a volte “scaduto” o invendibile.
    Weidmannsheil! :D

    • SPRINGER scrive:

      Bravo Ettore .
      :wink:

    • Ettore Zanon scrive:

      Ah dimenticavo tanto per restare in tema… la settimana prossima c’è la 57° assemblea dell’AGJSO (una comunità di lavoro transfrontaliera delle Alpi orientali formata da associazioni venatorie italiane, austriache e slovene). Il tiolo è: “Conflitti e consensi verso il mondo della caccia: il ruolo della comunicazione”. :wink:

      • Giovanni A scrive:

        Grande Ettore, come sempre chiaro e conciso. Appena puoi dacci notizie su cosa hanno detto all’assemblea dell’AGJSO. Un saluto :lol:

    • francescorm scrive:

      Dott. Zanon,lei ha ragione ma io la comunicazione interna ed un minimo di crescita culturale la davo per scontata per non perdere altro tempo,in quasto particolare momento,magari seguendo l’esempio di chi è provatamente già avanti, per portare avanti strategie di comunicazione verso l’esterno,che, se daranno i frutti desiderati,potranno coinvolgere positivamente anche anche i cacciatori più riottosi. Per il fatto,poi, se è giusto o meno un partito dei cacciatori,se vogliamo, possiamo intenderlo come l’unica forma rimasta per dimostrare compiutamente il nostro distacco dalla politica e, come dice lei,per smetterla di essere maneggiati,ingannati e sfruttati per fini che con la caccia non hanno nulla a che vedere.Per quanto riguarda la crescita culturale è vero,c’è molto da fare,ma ripeto non deve esere la scusa,non riferito a lei,per perdere altro tempo:si cominci a pubblicizare convegni come quello dell’AGJSO per tempo,cosa rara, e poi,quantomeno, divulgare i resoconti.

      • Ettore scrive:

        Carissimo, dare per scontata la crescita culturale e “saltare” la comunicazione interna è un po’ come voler costruire una casa partendo dal tetto.
        L’annuncio dell’assemblea AGJSO è, per esempio, su questo sito da diversi giorni. Le visioni sono 476… i commenti 0!
        In ogni caso nell’ultimo anno è, vado a memoria, il 3. o 4. convegno sul tema caccia/comunicazione o dove comunque si tocca l’argomento. Partecipazione: addetti ai lavori molti, cacciatori pochi :? però finalmente se ne parla. :D

  31. massimo zaratin scrive:

    Condivido quanto scritto da Zanon ma a mio avviso non è ancora tutto! La caccia non può più fare solo la caccia! è necessario che entri a far parte di un mondo molto più vasto, quello delle attività rurali in genere, che finora non ha mai saputo valorizzare, passando all’opinione pubblica solo l’immagine del puro atto venatorio. La caccia deve sapersi inserire innanzitutto nel contesto ambientalista e dimostrare cosa sa fare grazie all’insegnamento di tradizioni millenarie.

    • Ettore Zanon scrive:

      Il problema dei rapporti con l’agricoltura e la gestione del territorio è il rovescio della medaglia dello status giuridico della fauna selvatica in Italia. Se si risolvesse quello avremmo quadrato il cerchio.
      Negli altri paesi (praticamente tutti) il diritto di caccia è legato alla proprietà del suolo, per cui la caccia è ovviamente un integrazione del reddito dell’agricoltura (essenziale nelle zone marginali) caccia e agricoltura sono in sintonia… perché il “titolare” delle due “cose” è lo stesso soggetto.
      Nell’ordinamento italiano è tutto molto più democratico, ma per forza di cose più complicato.

      • francescorm scrive:

        Da un punto di vista strettamente economico quello che lei dice è sacrosanto;ma come può essere applicato in Italia,specialmente al centro-sud, con la frammentazione della proprietà rurale che a volte è di poche centinaia di mq.

        • SPRINGER scrive:

          Se per il ” contadino ” diventa un ” reddito ” e non una semplice scocciatura o un danno ( come adesso ) vedrai che il modo lo trovano . La parola magica e’ ” reddito aggiuntivo ” .

        • francescorm scrive:

          Caro Springer invidio la tua cultura lombarda ma al sud è cosa molto difficile coinvolgere centinaia di migliaia di teste quando catastalmente le trovi(mi occupavo di espropri per una società di Milano)

      • Ettore Zanon scrive:

        Infatti il problema è enorme. Sulla questione dei danni all’agricoltura (che i segugisti stanno già strumentalizzando in modo irresponsabile, senza capire che giocano con la dinamite :roll: ) nel prossimo futuro si discuterà molto. Trovare un equilibrio fra le sacrosante (finché non sono strumentalizzate) pretese degli agricoltori, che ospitano la fauna come puro costo e le aspettative dei cacciatori (abituati ad essere molto liberi, a costo zero o quasi, sul terreno altrui) sarà indispensabile.
        Bisogna farlo prima che la situazione degeneri e, salvo miracoli, costerà qualcosa (in termini di soldi) ai cacciatori.
        Se non si fa nulla (cosa oltremodo probabile in Italia) i contadini potrebbero alzare il tiro e interessarsi più da vicino al valore economico della fauna selvatica (che c’è, è preciso ed elevato, anche se in Italia non è quasi percepito… la famosa res nullius) allora saranno c@@@i amari, soprattutto per noi cacciatori. 8O
        Non sono un profeta e spero di sbagliarmi… ma…

  32. Ezio scrive:

    Caro Massimo, tanto non “ci” ascolta nessuno….

    • massimo zaratin scrive:

      …e noi insistiamo! :roll:

    • Ettore Zanon scrive:

      Nella comunicazione: se tu parli e l’interlocutore non ti ascolta… l’errore è tuo.
      Sei tu (se hai interesse ad essere ascoltato) che devi analizzare la tua comunicazione, capirne i punti deboli e adeguarla.
      I cacciatori (un po’ vittimisti, un po’ pigri e persino psicologicamente “perdenti”) tendono a dare la colpa all’interlocutore, che è la cosa più comoda, anche per questo non ne vengono mai fuori. 8)
      Più che lamentarsi, bisogna rimboccarsi le maniche (tutti). Serve il cervello, non il bastone. :wink:

      • massimo fedeli scrive:

        serve carota e bastone, er tortore cia pure i nodoli fà troppo male, sig. Zanon l’interlocutore deve avere un cervello è dubito che abbiano abbastanza corteccia celebrale :roll:

        • Ettore Zanon scrive:

          Dare la colpa all’interlocutore: posizione debole = perdente
          nessuna voglia di mettersi in discussione = perdente
          la carota deve essere perfetta e di coltivazione biologica
          tralascio sul bastone, che fra persone civili è perdente per definizione (pls non rispondere che sono i “verdi” gli incivili)

      • francescorm scrive:

        La comunicazione la fanno gli altri (verdognoli), noi,se ci consentissero di comunicare, potremmo anche analizzarla,approfondirla,renderla comprensibile e privarla di ogni spunto polemico e di rivalsa nei confronti di chi usa la comunicazione solo per denigrare offendere e divulgare menzogne contro la caccia.

        • Ettore Zanon scrive:

          ABC della comunicazione
          La comunicazione: o la fai o la subisci.
          Non ti lamentare se subisci quella altrui: è colpa tua.

      • massimo zaratin scrive:

        Per una buona comunicazione è essenziale aver qualcosa di buono da comunicare…e francamente, fintantochè il cacciatore non diventerà (e tutto sommato già lo è) un ambientalista, poco ci vedo!

      • fiore scrive:

        Giusto giusto giusto!!! Quoto quoto e riquoto

  33. Ezio scrive:

    Infatti le nostre AV hanno sottovalutato incredibilmente questo aspetto…
    Proprio oggi …ed anzi è già da un pezzo a dire il vero…che TUTTO è comunicazione…
    Qualcuno è pure riuscito a dire “ne parlino bene di me o ne parlino male purchè ne parlino”…
    Visto che di chi parla male di noi siamo già abbondantemente forniti direi ce seppure il nostro “mondo” possa essere estremamente affascinante, se nessuno all’”esterno” lo conosce per ben che vada è come se non esistesse…

    • fiore scrive:

      è proprio questo il guaio, l’informazone che ci riguarda è fatta da persone che a dir poco non ne sa nulla della caccia, al massimo si limitano a parlare del fagiano di Mina o ai bamby da portare dal Piemonte alla Calabria, vero è che a nessuno interesserebbe un trattato sulla caccia al tordo, apparte i cacciatori,ma qualcosa bisogna escogitare per far si che non si sia continuamente bistrattati da primo giornalista che si vuol ritagliare un pò d’attenzione, e scrive un articolo contro i caciatori.

      Saluti

      • Ettore Zanon scrive:

        Il ragionamento va completamente invertito: non devi attenderti nulla dal giornalista, ma devi essere tu cacciatore ad essere propositivo. E nel modo efficace.

        • fiore scrive:

          difatti è quello che nel mio piccolo cerco sempre di fare!! forse mi sono espresso male ma quello che ho scritto sopra per me è la realta della situazione odierna.

        • francescorm scrive:

          Scusa Ettore ma a sto punto possiamo darci del tu?
          Forse quando tu dici “è il cacciatore …” ,ti riferisci a chi istituzionalmente nel nostro ambiente può fare comunicazione? Se cosi è, hai pienamente ragione e per di più,come dice Zarattini il cacciatore qualche timido passo verso l’emancipazione ambientalista lo ha fatto. Basterebbe, allora, iniziare a sfruttare meglio certe situazioni e cominciare a far risaltare questa nuova immagine del cacciatore. A noi spettano i comportamenti,impegnandoci sempre di più a migliorarli, ma, mi dispiace contraddirti, noi,come tutti i comuni mortali, la comunicazione la subiamo e spesso ci condiziona;quindi chi è addetto alla comunicazione ha il dovere di informare,di non raccontare menzogne per scopi di potere e di far crescere le coscienze dei cittadini anche con analisi critiche ma confortate dalla verità.
          Saluti

  34. Ezio scrive:

    La triste realtà è che ormai, dopo 20 anni di disinformazione dei professionisti animalist-anticaccia-pacifistasensounico, per la “massa” ignorante in materia, noi siamo solo dei menomati mentali col fucile…che si divertono ad ammazzare gli uccellini….
    Se mi metto dall’altra parte, ovvero da quella del metropolitano cresciuto a merendine, hamburger e bibite gasate, perchè non dovrei credere ciecamente a quelle bionde ed ammiccanti e dolci conduttrici televisive che mi parlano del cacciatore come ad un individuo bruttto e cattivo che va in giro col fucilone ad ammazzare sogghignando uccelletti vari??
    Il problema reale è che non c’è mai stato alcun contraddittorio vero e proprio.
    E nel frattempo le falsità e i luoghi comuni sono diventati verità assolute.
    Siamo al punto che quando si parla di caccia o anche solo di natura a nessuno viene in mente di interpellare chi rappresenta ii cacciatori.
    Non esistono altre verità se non quella della lac del wwf della lipu….e PURTROPPO non solo a riguardo della materia “caccia” …
    Ad onor del vero bisogna dire che sono stati proprio bravi, oppure chi ci ha rappresentato finora è stato n’anticchia…. inadeguato.

    • Ettore scrive:

      Insisto: le cose che dici sono (in generale) vere. Il problema è che la COLPA di questa situazione è FONDAMENTALMENTE DEI CACCIATORI (meglio, delle associazioni venatorie). che non hanno capito (se vogliamo essere buoni) come cambiava la società l’importanza di certe cose: e parlo di 20 anni fa.
      Adesso è logicamente tutto più difficile.
      In ogni caso non ha senso prendersela con l’avversario… perché gioca meglio la partita.
      Basta vittimismo inconcludente: al lavoro! :D

  35. Andreas Bossi scrive:

    Scusate l’intervento ma questo post è sicuramente uno di quelli che più mi permette di riassumere tutti gli interventi che avrei voluto fare nel vostro sito.
    La mia non è una posizione critica disfattista ma un invito alla analisi e allo studio per poter raggiungere un livello di discussione possibile tra tutte le parti.
    Chiunque voglia interpretarlo diversamente o parta, da subito, con preconcett, non LO LEGGA.

    “Il fine giustifica i mezzi” questo è da tenere in giusta considerazione sia per le parole di Levi che per quelle della giornalista.
    Usare una metafora è un sistema classico e semplice per presentare il proprio pensiero, soprattutto se questo è di difficile comprensione per un non addetto ai lavori. Questo è stato con certezza il modo che Levi ha usato per presentare i concetti che avrebbe sviluppato ma non per presentare la caccia.
    Che la caccia sia stata, agli albori dell’uomo, uno strumento di sopravvivenza e che, quindi, lo abbia portato ad usare la ragione e l’ingegno per procurarsi la preda nel modo più razionale ed efficiente, è un dato di fatto ma è altrettanto vero che la stessa ragione ha portato l’uomo a considerare i vantaggi, poi, dell’allevamento e della razionalizzazione nella ricerca di un alimentazione più completa e facile. Questo per ottimizzare i propri sforzi fino a rendere la caccia un attività del tutto secondaria ed inutile, come fonte di cibo, come è oggi (tranne che per alcune popolazioni come i lapponi, alcune popolazioni africane o gli indios dell’America).
    Che i cacciatori siano una minoranza nel mondo odierno è un altrettando inconfutabile dato di fatto esattamente come la loro presenza sia una costrizione per chi non desidera averli nelle proprie proprietà. Che nascano difficili convivenze lo dimostrano i fatti, innumerevoli già nei primi giorni di apertura, con “incidenti” come quello occorso l’altro ieri a quella signora che è stata ferita al volto ed al braccio dal cacciatore che si era avvicinato troppo alla casa per abbattere un merlo. Molti si domandano, ed io con loro, che bisogno c’è di avvicinarsi così alle case avendo aree boschive così vaste e lontane dai centri abitati. Forse perché ci sono più merli? Quindi è più facile vederli e colpirli visto che sono più abituati alla presenza degli uomini? Ma allora è più semplice andare ad un tiro al piattello (o più difficile?).
    Sono considerazioni che la gente commune fa e dalle quali non è possibile prescindere.
    E’ scritto – … Non si aspetti più un minuto, a rendere visibile attraverso una forte e massiccia manifestazione nazionale il disagio della base venatoria. La richiesta è sacrosanta….- Attenzione che questo spingerà ancora di più la controparte a presentarsi e a prendere una posizione più visibile. Per controparte metto anche i non iscritti alle varie associazioni che già lo fanno.Una attenzione che, forse, è già stata adottata in altri momenti alle varie associazioni venatorie in maniera strategica. Se prima non c’è un vero comportamento etico dei cacciatori non ci potranno essere argomenti sicuri e certi per controbattere.
    Scrivi – …Non può essere consentito a nessuno di ledere la dignità, di oltre 700.000 cittadini italiani. Gente onesta, che lavora sodo e produce al pari degli altri, ricchezza per il paese…. – Dati dell’ISTAT dicono che Il numero dei residenti in Italia ha superato i 60 milioni. Rimangono quindi 5.930.000 cittadini che hanno la stessa voce in capitolo e che devono essere rispettati secondo i priincipi democratici esattamente come gli altri 700.000 onesti cacciatori.
    Penso che si dovrà, per forza, arrivare ad un compromesso che rispetti i numeri.
    Con questo non voglio difendere gli arroganti e presuntuosi che ci sono da entrambe le parti.
    Nemmeno la disinformazione che è ugualmene presente in maniera massiccia.
    In tutto l’articolo (post) si parla di cacciatori come di un numero di persone che si possano rappresentare con personaggi e interlocutori ad un dibattito per raggiungere chiarimenti e giuste rivendicazioni. Ma, leggendo non solo in questo sito, mi sembra di individuare con difficoltà, tra le innumerevoli sigle che vi rappresentano, una che possa parlare per tutti. Vi agrappate con supplichevole dichiarazione di fede a un paio di rappresentanti del mondo politico che vi usano come proprio trampolino di lancio pubblicitario. Quanti conoscevano il sig. Orsi prima del suo progetto di legge? Pochissimi e solo nel suo comune di residenza.
    Scrivi – …Celebrano un triduo per risolvere i loro problemi, o scendono in piazza per manifestare? Perché i cacciatori non dovrebbero farlo? Pochi anni orsono due milioni di seguaci di Diana con gli agricoltori uniti, sfilarono per chiedere il rispetto dei propri diritti a Parigi, dall’Arco di Trionfo fino ai Campi Elisi. …- Questo è accaduto in Francia ma …. siete sicuri che la situazione sia paragonabile? I cacciatori francesi sono rappresentati in maniera molto più rappresentativa e univoca e poi …. sono francesi! Quando fanno uno sciopero è veramente uno SCIOPERO!!.
    Se si indicesse uno sciopero dei cacciatori italiani, in coscienza, quanti aderirebbero? Quanti appenderebbero il fucile fino ad una risoluzione che vi dia soddisfazione?. A questa domanda io non posso rispondere ma … ho una mia idea.
    Scrivi – …Meglio mandare in soffitta la legge 157/92, progettare di sana pianta una nuova normativa, che assimili in tutto e per tutto la caccia Italiana a quella Europea. Punto e basta. … – Questo porterà di certo ad una nuova normativa che vi toglierà alcuni vantaggi e privilegi di oggi. Si passerà ad una caccia su territori specifici o a pagamento, si dovranno tenere in considerazione un palese aumento dei costi e questo non credo sia di aiuto alla diffusione in Italia della vosta attività che voi già lamentate essere costosa. Questo non favorirà l’interessamento dei giovani che voi vedete, in maniera assolutistica, tutti drogati e persi. Convincere un giovane che la caccia ad un tordo sia più bella e stimolante di quella ad una “Torda” in discoteca è già una battaglia persa. Convincerlo che 480€ spesi per la caccia con compagni che hanno un età media di 50 anni siano meglio di quelli spesi per stare in compagnia di coetanei e coetanee è un altra battaglia persa.
    Scrivi – … Il primo passo è questo. I dirigenti venatori, siano altruisti, e comprendano che non vi è una via d’uscita, per arginare la crisi, se non quella di percorrere la strada dell’unità operativa. Poi il programma. Si crei una struttura comune per la sua elaborazione. ..- Ma come si può pensare che i dirigenti, posti da organi politici e con velleità politiche, possano capire quello che la base chiede senza rispondere prima al ricatto politico? Se poi questi sono in numero superiore a tre la cosa si risolve solo in un enorme confusione e perdita di tempo.
    Scrivi – .. Significa, in primo luogo, che occorre attivare progetti concreti diretti ai giovani studenti delle scuole Italiane ..- Per fare questo bisogna prima ridare una figura credibile al cacciatore. Un iscritto a questo forum (Ettore Zanon) in un altro post (Cacciatori, un esercito sempre più piccolo) ha dato delle direttive e strategie che dovrebbero essere prese in considerazione con molta attenzione. Credo di aver capito che è uno che di pubblicità e immagine ne sappia di più. Fino ad oggi, mi sembra, che sia stata data troppa libertà all’improvvisazione di piccoli gruppi e a dirigenti che hanno dimostrato in più occasioni di rimangiarsi le proprie “strategie” e idee. Presentare un manifesto per poi ritirarlo ammettendo di non aver valutato certe interpretazioni non ha niente di professionale. Il più inesperto pubblicitario del mondo avrebbe segnalato la cosa subitissimo.
    Condivido il post in molte sue parti e mi piace considerare questa voce come una di quelle possibili ad una base di incontro tra le parti.
    Un saluto a tutti gli amanti del bosco e dei suoi abitanti, animali, uomini, fate e folletti.

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