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Lasciamo che i panda si estinguono

| 28 settembre 2009 | 27 Comments

Proposta choc del naturalista Chris Packham
Provocazione dall’Inghilterra: lasciamo che i panda si estinguono
Gli ursidi bianchi e neri sarebbe entrato volontariamente in un cul de sac evolutivo fatto di alimentazione monotematica e difficolta’ riproduttive

pandaLondra – Panda in via di estinzione? Lasciamoli andare dignitosamente. Questa, in sostanza, la proposta choc che arriva dall’Inghilterra. Il responsabile è Chris Packham, naturalista e celebre conduttore di trasmissioni televisive a tema. Anche per questo potrebbe non trattarsi di un’esternazione irresponsabile. C’è del vero nella spiegazione di Packham, al di là del fiume di polemiche che ne è comprensibilmente scaturito.

Nel caso di molte specie animali è stato l’uomo a comprometterne habitat e possibilità si sopravvivenza. L’estinzione di molte di esse, anzi, è perfino parte di un problema ben più ampio. Le continue alterazioni antropiche degli ecosistemi, e del sistema mondo nel suo complesso, hanno di fatto messo a rischio la continuità della vita sul nostro pianeta. Secondo Packham, però, non sarebbe questo il caso dei panda.

“I soldi spesi per la conservazione di questa specie – spiega il naturalista – potrebbero essere impiegati meglio, i panda sono entrati volontariamente in un cul de sac evolutivo”. Ciò che si sta tentando da decenni con i panda sarebbe una sorta di accanimento terapeutico che non può servire a nessuno. Meglio, dunque, concentrare sforzi e risorse in altre direzioni. Sarebbe ipocrita fossilizzarsi sulla sopravvivenza a tutti i costi del simpatico orso bianconero simbolo del WWF. O almeno questa è l’opinione di Packham.

Ed ecco la spiegazione del cul de sac evolutivo. Per prima cosa i panda hanno sviluppato una dieta monotematica a base di solo bambù, quando sono dotati di un apparato digerente in grado di assorbire qualunque tipo di alimento. In altre parole si tratta di animali onnivori che hanno scelto di cibarsi di solo bambù. e proprio perchè è l’unico alimento di cui si nutrono, i panda ne mangiano 40 chili al giorno, il che ha pure ricadute negative sul processo di digestione.

Anche la riproduzione rappresenta un problema. Il panda diviene sessualmente adulto molto tardi, mentre la femmina è fertile per soli due giorni all’anno. Vista poi la pigrizia amorosa tipica di questo animale, non è affatto detto che l’accoppiamento si verifichi davvero. La gravidanza, inoltre, è particolarmente travagliata e soltanto una gestazione su tre si conclude con successo. Dulcis in fundo, se la madre partorisce più di un figlio, si occupa soltanto di uno abbandonando gli altri.
Tenuto conto di tutti questi aspetti, è effettivamente molto complicata la strada per scongiurare l’estinzione dei panda.

In natura sopravvivono attualmente 1600 esemplari circa. Dovunque, soprattutto in Cina, si sta provando di tutto per migliorare la situazione. Chi tenta la via della riproduzione in cattività, chi “inganna” le madri sottoponendo loro cuccioli diversi a ripetizione, chi addirittura prova a svegliare l’interesse per l’altro sesso con veri e propri film a luci rosse. Non è bastato, da qui le conclusioni di Packham. Ovvie le polemiche. Ma siamo certi che l’inglese non abbia ragione?

Francesco Carante
francesco.carante@voceditalia.it

http://www.voceditalia.it


Category: .In Evidenza, Curiosità

Comments (27)

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  1. peppol@ scrive:

    mahhhhh……..una cosa positiva potrebbe essere che il WWF debba spendere parecchi soldi per rifare il simbolo :-)

    peppol@

  2. Valerio scrive:

    Povero Fulco Pratesi,dovra’ricominciare tutto d’accapo. :twisted:

  3. massimo zaratin scrive:

    Chissà perchè ma questa storia dei panda in estinzione perchè hanno “deciso” per una dieta monotematica a base di solo bambù mi ricorda molto la scelta vegetariana degli umani. :mrgreen:

    • renzo scrive:

      Penso che se la Natura ha deciso di estinguere una specie lo fà e basta. A lei ( la natura ) non frega nulla se questo o quell’animale è ancora presente. Compreso l’uomo. Per cui sono convinto che sia una decisione presa per autodifesa contro qualcosa che noi poveri umani non riusciremo mai e poi mai a capire; scienziati o no . Va bene cercare di intervenire per salvare il salvabile, ma quando ci si rende conto che la battaglia è persa oppure è immane per la fatica intrapresa, soprattutto perchè non porta a risultati accettabili, certi fondi ( e sono una misura abnorme ) sarebbe meglio destinarli dove veramente se ne sente il bisogno . Non so se lo scienziato inglese abbia ragione o torto completo, ma ragionando terra /terra, vedo che di Panda se ne parla da tanti, troppi anni . Se questo è il suo destino lasciamolo andare dignitosamente . Anche se mi dispiace veramente per la sua perdita . :cry:
      Salute a tutti
      Renzo

      • massimo zaratin scrive:

        Tutto ciò che ha un “inizio” ha anche una “fine”. Panda e uomini compresi! Anche il nostro pianeta ha avuto un suo inizio 14 miliardi di anni fa quindi è abbastanza plausibile supporre che avrà una sua “fine”. L’uomo è apparso sulla terra qualche migliaio di anni fa ed io ho fatto la mia comparsa di “recente” e a “breve” andrò a fare esattamente le stesse cose che ho fatto nei 14 miliardi di anni precedenti la mia nascita. Idem per il panda, l’umanità intera ed il nostro pianeta fino a che nuove “esplosioni” di materia daranno vita ad un ciclo successivo…Nietzsche, parlando di eterno ritorno ipotizzava cicli identici in tutto e per tutto ai precedenti. Qual è il lato positivo della faccenda? Fortunatamente per noi, per i panda e per tutto ciò che è vivo ora, quei 14 miliardi di anni precedenti alla nostra esistenza son passati in un tempo infinitamente piccolo. :lol:

        • lucas scrive:

          Non posso esimermi dal complimentarmi con te per le riflessioni un po’ tristi, ma che condivido, riguardo i limiti dell’umana natura. :wink:

      • Gianni scrive:

        Renzo, giustissimo, la penso come te e come quello scienziato. Purtroppo il panda maggiore non ha più i “numeri”, la specie ha imboccato una strada di non ritorno. Capita anche e soprattutto in natura, che è bella ma crudele ed efficiente.

        Per gli altri che subito hanno detto che così il nuovo simbolo del wwf costerà tanto ai Verdastri… E’ vero, non ci avevo pensato. Mi sono fatto 4 risate!! Oh, ma come fanno a venirvi ste idee :wink: ?

      • Giusti Giacomo scrive:

        Sono d’accordo con te Renzo.
        Anche se quando si perde una specie e`sempre,un dramma,se la natura ha deciso cosi`non c’e`niente da fare,il panda se ne andra`.
        Dobbiamo,come esseri umani, tentarle tutte per salvarlo,come e`stato fatto,ma se cosi`dev’essere facciamolo andare dignitosamente.

  4. massimo fedeli scrive:

    Se scopano poco mica è colpa nostra? seguiranno l’esempio dei loro fans(i verdi) :P

  5. Mario Bartoccini scrive:

    Evidentemente c’è chi scopa e chi dà .. lo straccio!

    Noi, in ogni modo, abbiamo il dovere di difendere e possibilmente salvare ogni specie vivente che abbiano ereditato! Penso subito alla starna!

    Sono convinto, ogni giorno di più, che la presenza dell’uomo su questo pianeta ha favorito la vita di tante specie animali.

    Paesi come l’Italia, a fortissimo impatto antropico (si pensi alle invasioni del ns. Paese ed all’impatto “predatorio” di migliaia di uomini affamati), dimostrano che le quantità di specie animali sono più numerose che in altri paesi europei.

    Dimostrano, in sostanza, che l’azione dell’uomo ha contenuto le specie predatrici a sicuro vantaggio di specie animali di minori dimensioni.

    Le testimonianze da me raccolte in ottocento interviste, assicurano che il percorso è certo e veritiero.
    Ed è per questa ragione che dobbiamo tenere sotto stretto controllo le speci carnivore ed invadenti!

    ED E’ PER RAGIONE DI CIVILTA’ CHE DOBBIAMO FARE OGNI SFORZO PER SALVARE IL “PANDA” IN CARNE ED OSSA.

    Anche a costo di farlo “ricoprire” dall’anticaccia .. Berlusconi! ..o Della Seta!

  6. SPRINGER scrive:

    Gianni , questa volta non sono d’ accordo .
    Allora avremmo dovuto lasciar andare anche il Bisonte americano , l’ Elefante Pigmeo , la Tigre siberiana , il Gorilla di montagna e tutta quella miriade di specie che per vari motivi ( mancanza di habitat , bracconaggio e altro ) sono nella stessa identica condizione ( se non peggio ) del Panda Gigante . In definitiva pur riconoscendo come reali le considerazioni dello scienziato inglese sulla scarsa prolificita’ e ” particolarita’ ” di questa specie , gli sforzi fatti sono serviti a conservarla fino a oggi dando a tutti noi la possibilita’ di goderne l’ immagine bellissima .
    Sinceramente spero invece nel proseguo dell’ operazione Panda da parte del WWF.

    • Gianni scrive:

      Springer, ti spiego il mio punto di vista:
      Il bisonte americano (idem per l’europeo ma forse non vale per l’uro), la tigre siberiana, il gorilla di montagna ecc. sono specie vitali, nel senso che appena è iniziata la loro protezione sono – chi più chi meno – aumentate di numero. Hanno la forza “propulsiva” per andare avanti, uomo permettendo. Il mio parere è che invece il panda maggiore non ce l’abbia, anche se naturalmente spero che vivano per altri 100.000 anni. Considera allo stesso modo la ritina di Steller – simile al tricheco anche se parecchio più grande – che quando fu scoperta era già agli sgoccioli e che fu estinta in pochissimi decenni. Dall’uomo sì, ma erano già rimaste comunque pochissime. Perchè di trichechi ed elefanti marini, pur cacciati, ce ne sono ancora centinaia di migliaia, invece? Credo che l’estrema specializzazione del panda gigante sia stata, come tante altre, un corridoio per l’estinzione. Pensa se le formiche dovessero avere un tracollo, i formichieri si estinguerebbero subito, perchè sono troppo specializzati. L’orso tibetano, che pure mangia molte formiche e termiti, non si estinguerebbe perchè mangia di tutto. A volte una specie si estingue anche se le sue prede sono ancora numerosissime, come nel caso dello squalo megalodonte che si cibava di balene. Le balene non sono mai diminuite ma lui sì.
      Ovvio che gli sforzi per salvare il panda gigante debbano continuare, anche perchè così – salvaguardando quel territorio – si salvano anche le altre specie lì viventi, come il cane selvatico cuon alpinus, il leopardo e così via. Di sicuro in questo caso non si può accusare i cacciatori o i bracconieri, in quanto per chi uccide un panda gigante in Cina c’è la morte.

      P.S. A proposito, la Cina ha una storia di civiltà millenaria. Perchè non prendere esempio in questo da lei, per i bracconieri (altro che depenalizzazione… eh-eh-eh)?

      (Occio, che adesso si scatenano!). Ciao

      • massimo fedeli scrive:

        oggi sulla rivista del wwf chiamata panda, ho letto un apello del wwf ai contadini e agricoltori in cui si invitava quest’ultimi a combattere x vietare l’accesso ai cacciatori sui propri terreni invocando la modifica del famoso art. 842 del c.c. bravi voi del wwf elemosinate i soldi x combattere la caccia, è questa non è una novità x noi, mi dispiace solo che i verdi in europa si comportino in altro modo e i risultati si vedono mentre voi………… :? peccato perche potevamo essere alleati in molte battaglie…….. :|

      • SPRINGER scrive:

        Il problema principale del Panda e’ la specializzazione alimentare e l’ aumento della popolazione cinese con tutto quello che questa comporta .
        Le maggiori minacce per la sopravvivenza del Panda gigante sono la distruzione del suo habitat e il bracconaggio per esportarne la pelle. L’esame di immagini riprese da satelliti ha evidenziato che l’habitat adatto a questa specie è diminuito del 50% durante gli ultimi 15 anni, ed è ora ridotto a 11 mila kmq in sei aree isolate. La cattura accidentale in trappole poste per altri animali rappresenta un’altra importante minaccia.

        Un’ulteriore grave problema per il panda gigante è la fioritura dei bambù. A intervalli regolari (da 10 a 100 anni, a seconda della specie) le piante di bambù fioriscono tutte insieme su grandi aree, e poi muoiono. Ci vuole circa un anno prima che germoglino di nuovo dai semi, ma possono passare 20 anni prima che la foresta possa nuovamente dare rifugio e nutrimento ai panda. In questi casi gli animali devono trasferirsi in altre zone dove i bambù non sono fioriti. Nel passato ciò non era un grosso problema, ma con l’espansione delle popolazioni umane,( 1.330.000.000 cinesi nel 2008 ) vaste aree di foresta sono state tagliate per lo sfruttamento agricolo dei terreni e gli spostamenti dei panda sono diventati difficili o addirittura impossibili.
        I progetti in cantiere per la sua salvaguardia sono :
        creazione di 14 nuove riserve (in aggiunta alle 13 esistenti), che porterebbero alla protezione di 5 mila degli attuali 11 mila kmq di habitat ” adatto ” al Panda gigante;
        mantenimento o ristabilimento dei collegamenti fra le foreste abitate dagli animali (“corridoi”), ove possibile;
        rafforzamento e sviluppo delle attività rurali per ridurre la dipendenza delle popolazioni umane locali dalla raccolta dei prodotti delle foreste e dalla caccia nell’habitat dei panda giganti;
        riduzione del taglio di alberi e bambù nell’habitat dei panda giganti fuori delle riserve;
        rafforzamento dell’educazione alla conservazione e attività di informazione per il pubblico.

        Evviva il WWF ( cosi’ si scatenano di piu’ )
        :wink:

      • stefano scrive:

        peccato invece che l’orso tibetano sia in estinzioni, causa vostri colleghi cacciatori….

  7. Giacomo scrive:

    Il Panda deve vivere e riprodursi costi quel che costi ! Se magna tanto bambù vuol dire che glielo coltivano gli devono creare un habitat ricco di bambu. Se non gli piace molto la femmina ( questo è come l’uomo ombra ) :roll: vuol dire che gli fanno l’inseminazione artificiale.

    Se no se si trova qualche animalista di questo sito che glielo fa venir d@@o, ( si trova, si trova )
    meglio ancora si risparmia. :roll:

  8. fiore scrive:

    ho visto e sentito delle cose per facilitare la riproduzione dei panda al limite delle vergogna addirittura in cattività gli proiettano video hard con panda per stimolare l’eccitazione!!!!!!!! roba da manicomio…. poi siamo noi i pervertiti!!!!

  9. Mario Bartoccini scrive:

    Evidentemente c’è chi scopa e chi da lo ..straccio!

    Noi, in ogni modo, abbiamo il dovere di salvare dall’estinzione ogni specie vivente che abbiamo ereditato! penso subito alla starna!

    Sono convinto, ogni giorno di più, che la presenza dell’uomo su questo pianeta ha favorito la vita di tante specie animali.
    Paesi come l’Italia, a fortissimo impatto antropico (si pensi alle continue invasioni del ns. Paese ed all’impatto “predatorio” di migliaia di uomini affamati), dimostrano che le quantità di specie animali sono più numerose che in altri Paesi europei.

    Dimostrano, in sotanza, che l’azione dell’uomo ha contenuto le specie carnivore a sicuro vantaggio di animali di minori dimensioni.
    Le testimonianze da me raccolte attraverso ottocento interviste, assicurano che il percorso è certo e veritiero.

    Ed è per questa ragione che dobbiamo tenere sotto stretto controllo le specie carnivore ed invadenti!
    ED E’ PER RAGIONE DI CIVILTA’ CHE DOBBIAMO SALVARE IL “PANDA” IN CARNE ED OSSA!

    • Stefano Tacconi scrive:

      Se solo potessero farlo, lascerei la decisione ai quattro Panda rimasti e farei fare la vita da “Panda”,rinchiuso in gabbia, a chi con i Panda ha raccolto camion di contributi, donazioni e finanziamenti pubblici.

      • SPRINGER scrive:

        Sig. Tacconi …….. sono un po’ piu’ di quattro .
        Esattamente 1600 e tutti in liberta’ .
        Quello a cui lei allude sono quei pochi di cui si tenta la riproduzione in cattivita’ e si studia l’ etologia .
        :wink:

        • Stefano Tacconi scrive:

          Ho letto l’articolo prima di commentarlo e spesso provo a commentare i “commenti”, specialmente quelli dei naviganti che abitualmente forniscono le proprie ironiche versioni, comprensibili a pochi e incomprensibili a molti.
          Ciò non significa che chi coglie al volo le ironie sia dotato di intelletto superiore e chi le “padella” sia rincoglionito.
          La mia replica, Springer, compare su un commento postulato da chi impartisce sempre, o quasi, lezioni da scuole “alte”…vai indietro a controllare!!!

  10. Ennio scrive:

    Forse si sono messi ilpreservativo e non si ricordeno di toglierselo durante l’amplesso???? Il sig.Pratesi potrebbe andare a verificare con lae dovute cautele.

  11. Mario Bartoccini scrive:

    Chiedo scusa della ripetizione.

    Resta inteso che dobbiamo essere in grado di intuire le provocazioni, perchè abbiamo suffiziente buon senso per interpretare l’ecosistema e la “differenza” (i francesi gridano: “viva la differenza”!).

  12. Sololasipe scrive:

    Non è vero..!!!! Oggi,se rottami un ambientalista,ti danno un Panda ad un prezzo decente!!:wink:

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