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Storni, la Coldiretti dalla parte dei cacciatori

| 26 settembre 2009 | 26 Comments

Coldiretti coi cacciatori: “Storni costano 1,2 milioni di danni alle colture”
StornoBOLOGNA – Coldiretti dalla parte dei cacciatori, dopo che le associazioni ambientaliste hanno impugnato al tar la delibera regionale che prevede maglie più larghe per la caccia agli storni. “Negli ultimi cinque anni l’Emilia Romagna ha attinto dalle tasche dei cittadini oltre un milione e 200 mila euro per far fronte ai gravissimi danni causati alle produzioni agricole dagli storni”, rileva l’associazione di categoria degli agricoltori.

Per questo Coldiretti ha deciso di fare opposizione al ricorso presentato al Tar di Bologna da Lav (lega Antivivisezione,) Lac (lega Anticaccia) ed Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) che chiedono di bloccare la delibera della Regione che consente la caccia in deroga a questi volatili.Nel solo 2007, secondo i dati della Regione, dalle casse pubbliche sono usciti 437 mila euro per risarcire poco più del 50% dei danni riconosciuti dagli enti pubblici alle aziende agricole. Secondo stime Coldiretti, basati sui rilevamenti ufficiali, nel 2008 gli storni hanno danneggiato l’agricoltura per oltre un milione di euro.

“Abbiamo deciso – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – di sostenere la delibera della Regione sulla caccia in deroga per tutelare i redditi delle imprese. Non possiamo accettare che gli imprenditori agricoli continuino a vedersi decimare i loro raccolti e i loro redditi per tutelare un uccello che è in espansione e che può diventare dannoso per tutto l’ambiente”.
Coldiretti ha anche de
ciso di chiedere alla Regione Emilia Romagna un fondo apposito per i danni da storno perché “non è possibile – ha detto Tonello – che l’imprenditore agricolo si accolli tutti i costi delle perdite aziendali. Se la fauna selvatica è un bene per tutta la collettività non può essere un costo che pesa solo sulle spalle degli agricoltori”.

Il problema della caccia allo storno – spiega Coldiretti – scaturisce da un direttiva comunitaria che lo inserisce tra le specie in estinzione in alcune parti d’Europa. E’ un provvedimento che comprende anche l’Italia, dove però lo storno non solo non è a rischio, ma è in costante

crescita, al punto da mettere a rischio la biodiversità, proprio a causa dei danni ambientali che sta provocando. Tra l’altro questo volatile – afferma Coldiretti – colpisce in particolare colture ad alto valore aggiunto e ad alta manodopera, come i frutteti, mettendo a rischio il reddito delle imprese e l’occupazione.
Su due milioni e 650 mila Euro di danni all’agricoltura emiliano romagnola rilevati nel 2007, i 437 mila euro a carico della storno rappresentano il 16,4%. E’ la percentuale più alta di danni da selvaggina a carico dell’ente pubblico, maggiore ai 333 mila euro della lepre (12,5%) e ai 304 mila euro del cinghiale (11,4%). L’ente pubblico – ricorda Coldiretti – risarcisce i danni da animali selvatici protetti o i danni provocati all’interno di aree protette (parchi, oasi), mentre un’altra parte di danni, pari a circa un terzo dei danni a carico del pubblico, viene risarcita dagli Atc (Ambiti territoriali di caccia).

Danni da storno nelle varie province dell’Emilia Romagna

Provincia € danni
Bologna 37.962,05
Ferrara 20.536,50
Forlì-Cesena 38.091,20
Modena 25.478,00
Parma 86.809,00
Piacenza 6.307,58
Ravenna 92.634,50
Reggio Emilia 122.829,40
Rimini 6.807,20
Totale Regionale 437.455,43

http://www.romagnaoggi.it

Category: .In Evidenza, Ambientalisti, Emilia Romagna

Comments (26)

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  1. BEN scrive:

    Già scritto su queste colonne, il 20 di Ottobre in Toscana mi toccherà smettere di tirare agli storni perchè non ho l’uliveto con olive sopra, mi riempiranno il pioppo come al solito e dovrò guardarli che mi sfottono dalle cime, tutto questo grazie all’incapacità di coloro che legiferano, perchè i “miei” storni, poi andranno a “sbranarsi” uliveti interi sulle colline!!! Ma finchè a legiferare, ci sarà gente incompetente, dovremo sorbirci queste deroghe assurde. Un saluto.
    :twisted:

  2. Pietro scrive:

    I fatti e i numeri parlano chiaro, lo storno non è assolutamente una specie a rischio, anzi. Le chiacchere degli amimalisti sono solo aria fritta, quello che sconcerta tuttavia è il fatto che anche chi di dovere crede “all’aria fritta” che quei signori sbandierano in ogni dove. Forse questa volta topperanno al Tar perchè il Tribunale non può non tenere conto dei numeri che sono tutti lì, incontrovertibilmente.

  3. Argo scrive:

    Vorrei capire perché un terzo dei danni provocati, nella fattispecie dallo storno, li devo pagare io come cacciatore e i rimanenti due terzi come cittadino comune ( nelle dovute proporzioni, naturalmente ) e poi non posso limitarne i danni cacciandolo, visto che le varie sigle ambierntaliste si oppongono con argomenti quantomeno puerili e con il non meno colpevole tacito consenso delle nostre associazioni venatorie.

    Saluti
    Argo

  4. cla scrive:

    mi piacerebbe sapere il parere del pd con chi sta con i suoi amici empa lipu ecc o con gli agricoltori mah

    • Marcello48 scrive:

      Basta con questo modo di essere talebano, perchè non ti chiedi con chi stanno gli ambientalisti/animalisti del PDL che sono il 50% o forse anche più. Chiediamoci perchè siamo cosi divisi mentre abbiamo tutti noi letto l’ intervista del presidente della federcaccia francese, 1.400.000 associati UNA SOLA ASSOCIAZIONE !!! :x

  5. nicola scrive:

    chiuque passeggi per le città italiane vede questi miliardi di uccelli che volteggiano e scagazzono ovunque, solo i verdi catarro hanno il coraggio di dire che sono in via di estinzione….. Ma possibile che quel manico di sanguisughe che ci governa non sia in grado di dare una botta di coglioni a sta gente? Basterebbe documentarsi……. BRANCO ONNIVIRO DI INCOMPETENTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. nicola scrive:

    errore………ONNIVORO

  7. fra.. mox scrive:

    devono farlo rientrare tra le specie cacciabili oppure se li paghino loro i signori ambientalisti i danni che provocano di tasca loroooooooooo

    • massimo fedeli scrive:

      il fatto è che hanno confuso lo storno nero che vive solo al sud in particolare in sicilia, con lo sturnus vulgaris che oramai ha invaso tutta l’europa, pensa che tecnici faunistici che abbiamo, che ornitologi del c…………. vedete che ci vuole anche la riforma della scuola? :x :evil:

      • rudi4x4 scrive:

        Credo non sia mai stata fatta confusione …specialmente dagli animalisti……è stato fatto di proposito….i nostri hanno dormito quando hanno fatto la legge comunitaria “uccelli”……..
        da quella gente nulla è lasciato al caso!!!!!

  8. FRANCESCO scrive:

    MA DA QUANDO GLI STORNI FANNO DEI DANNI!! MA DAI LASCIATELI VOLARE E CHE SELA SBRIGANO GLI AMBIENDALISTI :twisted:

  9. massimo fedeli scrive:

    qui intorno Roma a 10 minuti da casa ho visto che le olive sono quasi mature, l’anno scorso vidi una scenetta deliziosa, mentre i contadini raccoglievano le olive su una pianta più in là ci pensavano gli storni che per niente impauriti gareggiavano con i contadini x la raccolta, e noi cacciavamo 100mt. più in là, io nè abbatei uno che aveva ancora un oliva nel becco, la regione ancora non si esprime tanto meno la provincia, aspetteranno come lo scorso anno al 1 novembre x la deroga, così le olive le avranno raccolte e addio storni. :|

  10. fiore scrive:

    X Pietro della cena alla Sambuca, e della riserva degl’ortacci.

    per caso conoscevi il mi babbo? solo una curiosità

    saluti

  11. vico scrive:

    non so come si chiamava,ma può essere che ci siamo incontrati.Il mondo è assai piccolo.

  12. cele scrive:

    Non è vero che la Direttiva Comunitaria ritiene lo storno in via d’estinzione…solamente che quando bisognava inserirlo nell’allegato II° 2,quindi spece cacciabile,…se richiesta dallo Stato Membro (Italia) dove i nostri rappresentanti non si sono nemmeno degnati di presentarsi…

  13. pino56rm scrive:

    ma l’on. Zaia non aveva detto che ci avrebbe pensato lui a far reinserire lo storno fra le specie cacciabili? Che ne è stato della richiesta alla U.E.? Qualcuno ne ha più sentito parlare?

  14. claudio lorenzini scrive:

    Bisogna smettere di cacciare storni e cinghiali almeno la coldiretti sarebbe servita con gli stessi usi di come si comporta con noi cacciatori, in Toscana hanno coltrato anche le strade, è tutto un deserto, mentre dentro le riserve hanno lasciato i campi ad erba e stoppia, ma gli accordi fra cacciatori ed agricoltori dove sono andati e poi vogliano i resargimenti dei danni. Ma a noi i danni che non ci sono più i fagiani, non si ferma più una allodola, chi ce li paga? Ragazzi svegliamoci, vogliono solo prenderci i soldi sottoforme di squadre del cinghiale, corsi da prese in giro, ed altri balzelli varii. Bisogna smettere tutti tre anni di cacciare qualsiasi spece, poi dopo i calendari si fanno noi se vogliono che si ricacci. Saluti

  15. lucas scrive:

    Ma che fine ha fatto il ministro consigliato dal bravo giornalista turista venatorio? :-)

  16. DAVIDE scrive:

    Prodi e Pecoraro Scanio,Berlusconi e Zaia.Io non riesco a trovare differenze.Cercando di parlare sopra le parti,siamo passati dalla padella alla brace.Alla prossima tornata elettorale,non abbocchiamo ai canti delle sirene,facciamo un esame di coscienza e scegliamo bene i nostri rappresentanti

  17. Mario Bartoccini scrive:

    Saluti a tutti.

    Argomenti calzanti ma le promesse .. “son di marinaio”!

    Resta inteso, in ogni modo, che l’impatto maggiore dello storno sull’ambiente è
    LA SOTTRAZIONE DI RISORSE ALIMENTARI ADI ALTRI UCCELLI.

    E’ facile capire che milioni di storni sottraggono insetti a milioni di altri uccelli, cioè specie che si erano acclimatate da secoli sui ns. territorio.

    Ecco perchè noi del Club rivendichiamo lo studio – serio e rispondente – delle INTERCONNESSIONI (per intenderci il rapporto di compatibilità tra specie e specie)

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