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Fasano (Br): Delimitare confini parco

| 22 settembre 2009 | 1 Comment

Fasano (Br): URGE DELIMITARE I CONFINI DEL PARCO REGIONALE DELLE ‘DUNE COSTIERE’
E’ quello che chiedono a gran voce i cacciatori per non incorrere in guai seri.

FASANO – Delimitare le zone dove vige il divieto di caccia per evitare sconfinamenti involontari dei cacciatori, con tutti i rischi conseguenti. È quanto chiedono a gran voce numerosi cacciatori fasanesi relativamente soprattutto alle zone del Parco regionale delle “Dune costiere” compreso tra Torre Canne, in agro di Fasano, e Torre San Leonardo, in agro di Ostuni.
Il Parco istituito già da qualche anno comprende numerose zone dove, prima della legge regionale istitutiva dell’area, si poteva cacciare tranquillamente. Ora con i nuovi vincoli, apposti proprio con la istituzione del parco regionale, nell’area naturale protetta sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat. In particolare è vietato, tra l’altro, esercitare l’attività venatoria.
Questo i cacciatori lo sanno benissimo, però, a causa della mancanza di cartelli che delimitano le aree, in molti a volte sconfinano andando a cacciare involontariamente in aree ricadenti nel parco regionale. È quello che è accaduto l’anno scorso ad un cacciatore di Pezze di Greco che, mentre cacciava, aveva sconfinato di poche decine di metri nel parco e fu bloccato dal Corpo forestale dello Stato e denunciato penalmente per esercizio della caccia in area protetta, con il sequestro del fucile e tutta una serie di sanzioni amministrative.
Quest’anno con la riapertura della caccia che si potrà effettuare sino al 31 gennaio 2010 nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, il problema si ripropone, senza che la Provincia di Brindisi abbia nel frattempo provveduto a delimitare il confine del parco. In base a quanto previsto dalla legge istitutiva del parco regionale (la legge regionale n° 31 del 27 ottobre 2006), infatti, i confini del parco devono essere resi visibili “mediante apposita tabellazione, da eseguirsi fino all’insediamento dell’Ente di gestione, a cura dell’Amministrazione provinciale di Brindisi, con finanziamento della Regione”.
Siccome l’ente di gestione del parco non si è ancora insediato, dunque, la apposizione delle tabelle indicanti i confini del parco deve essere effettuata dalla Provincia di Brindisi che, tra l’altro, in base a quanto sostenuto da alcune associazioni di cacciatori, pare abbia già ricevuto un finanziamento dalla Regione Puglia di 25 mila euro, da destinare proprio alla tabellazione dei confini.
È, ora, quindi che si proceda a delimitare i confini del parco regionale in modo da permettere ai cacciatori di esercitare la caccia in zone consentite senza rischiare di sconfinare, involontariamente, in aree dove vige il divieto, con tutti i rischi possibili e immaginabili.

http://www.gofasano.it

Category: .In Evidenza, Puglia

Comments (1)

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  1. Giacomo scrive:

    Mi piacerebbe sapere perchè non si debba tabellare un’area destinata a parco ! O perche prima bisogna togliere i fucili al malcapitato cacciatore che davanti a tabelle ben messe non ci entrerebbe mai, e poi incominciare a pensare forse è meglio che tabelliamo.

    Come è successo con il parco dei monti Lattari a Salerno, che dopo la sentenza di abolizione hanno incominciato a tabellarlo. Cose dell’altro mondo.

    Quà urgono delle risposte serie perche si sta aprofittando delle brave persone e se cosi non fosse della loro dignità. Mi dovete spiegare adesso perche in tutte le citta d’Italia e paesi e paesini e frazioni si mette la dovuta segnaletica per quanto riguarda il codice stradale, ( se non posso entrare in una strada trovo il divieto ), e non lo si fa per il codice sulla caccia.

    Forse gli automobilisti pagano la tassa al governo e noi andiamo a caccia esenti da tasse. Sono appena quattro le tasse che paghiamo ma forse sono ancora poche ! Ci vuole la tassa sulle tabelle. 8O

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