Lecco: litigano per una lepre, un cacciatore rimane ucciso
Lo sparatore già interrogato. Gli inquirenti dovranno stabilire se si tratta di omicidio volontario
LECCO – Una lite per la cattura di una lepre. È questa l’ipotesi attorno alla quale stanno lavorando gli investigatori per risalire all’esatta causa dell’uccisione di un cacciatore, L. M., 50 anni, di Lecco, avvenuto domenica nei boschi sopra il rione Germanedo di Lecco in località Carbonera, una zona alle pendici del Resegone, meta domenicale non solo di cacciatori ma anche di escursionisti e cercatori di funghi.
LA RICOSTRUZIONE – La vittima avrebbe avuto una discussione con due fratelli del posto a seguito della cattura di una lepre e in circostanze ancora tutte da accertare è partito il colpo di fucile che ha raggiunto il cinquantenne provocandone la morte. La tragedia è avvenuta poco prima delle 6 e la salma, riversa nell’erba, è stata recuperata dagli uomini del Soccorso alpino in una zona piuttosto impervia, intorno alle 9 del mattino. In giornata la polizia di Lecco ha confermato l’accaduto senza aggiungere altri particolari sulla effettiva causa e sulla dinamica dell’accaduto. Al centro delle indagini degli investigatori della Squadra mobile vi sarebbe la discussione scaturita dall’abbattimento di una lepre e sull’effettiva proprietà della preda.
LE INDAGINI – Secondo gli abitanti della zona, e degli esperti di caccia, non si è trattato di un caso tanto inconsueto. La caccia alla lepre da sempre e non solo in zona, causa accese dispute derivanti dal fatto che l’animale, secondo consuetudine, apparterrebbe al cacciatore i cui cani hanno fiutato la pista, indipendentemente da chi poi abbatte l’animale. Consuetudine che però non viene sempre rispettata dando origine a pericolose liti, se non altro per il fatto che i contendenti sono sempre armati. In serata, dalla questura non sono stati forniti altri dettagli sull’accaduto. Si sa solo che le persone coinvolte nell’omicidio sono state ascoltate nell’ambito dell’inchiesta che è stata immediatamente avviata e che viene coordinata dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso della Procura di Lecco. Gli inquirenti dovranno stabilire se l’omicidio sia volontario o preterintenzionale, ovvero, come si ipotizza, avvenuto nel corso di una lite durante la quale sarebbe partito il colpo di fucile da distanza ravvicinata che non ha lasciato scampo.


Indipendentemente delle raggioni è vergognoso arrivare a tanto, non bisogna mai litigare, particolarmente per un selvatico, comunque queste angosciose situazioni sono anche frutto del limitato territorio cacciabile, nel caso si avrebbe, come si spera, maggior territorio i cacciatori nn caccerebbero attaccati com’è capitato a costoro che hanno litigato, bisogna fare in fretta ad aprire ulteriori territori cacciabili.
Saluti Alfio. :x
Scusa Alfio, ma questo e’ un fatto allucinante e vergonoso, in cui il discorso dello scarso territorio c’entra ben poco.
ciao.
Alfio ha detto bene Daniele, il, territorio c’azzecca poco nello specifico. I motivi per cui si possa arrivare a tanto, proprio non riesco a concepirli e per ora non li commento. Attendiamo lo svolgimento delle indagini. Ciao.
Mi spiace per l’accaduto e mi unisco al dolore della famiglia. Non si dovrebbe mai litigare per nessun motivo, soprattutto a caccia o per essa!Bisogna fare un autosensibilizzazione all’uso delle armi ed alla loro pericolosità…ma soprattutto da chi le impugna.
Redazione: sul sito city c’è un’articolo che punta il dito verso il cacciatore e lo diffama. io gli ho già mandato una mail di proteste, per piacere intervenite anche voi, ovviamente, qualora lo riterriate opportuno.
Grazie.
A parte il disappunto per l’accaduto, ma chi scrive certi articoli sa cosa scrive? Ma come si fa a dire che il fatto è accaduto prima delle 6 ????????? quindi che la lepre è stata uccisa ancora al buio(???????) . O la notizia è farcita di una grossissima inesattezza (molto probabile) o l’uccisione non è avvenuta per motivi venatori.
su un’altro giornale è scritto alle 8. Cmq non è giusto a prescindere che ci puntino il dito contro….
Al di la del fatto increscioso e che preferisco non commentare a fondo, immagino già come ci ricameranno sopra i vari anticaccia, vedrete.
Resta il fatto che certi tristi episodi non dovrebbero accadere mai, eppure ogni tanto ci tocca leggerli e con rammarico anche.
Spero che quanto prima le autorità facciano piena luce e che se qualcuno deve pagare, paghi caro.:evil:
sono esterrefatto : litigare per una lepre, lo capirei se fosse l’ unica fonte di proteine disponibile….. se fossimo alla fame……. ma litigare per un fagiano o una lepre e’ semplicemente vergognoso!!
voglio sperare che il colpo sia partito accidentalmente. Comunque il problema e’ anche la continua deprivazione di territorio con la creazione di sempre piu’ -e sempre piu’ inutili- aree protette: siamo costretti a cacciare in fazzoletti di terreno come nei film di Fantozzi……… la provincia di Lucca -ATC 12 ne e un bell’ esempio!!!!!
Fabrizio
Si vabbè Fabrizio, ma che c’entra il territorio con certe azioni criminali?
Fabrizio, capisco il tuo sfogo, ma sei fuori linea…..non è una cosa normale sparare ad un’altro uomo, soprattutto per una lepre!!! ma ti rendi conto???!!! il fatto che dici tu….è una verità ma non centra niente con l’accaduto.
Che dei cacciatori (che sia cacciatori non sparatori) possano arrivare a tanto mi si consenta di nutrire forti dubbi. Poi tutto può essere possibile è anche un dato di fatto da tenere in debita considerazione. L’inchiesta giudiziaria chiarirà sicuramente come sono andanti realmente i fatti. Devo personalmente dire, tuttavia, che da buon ex appartenente alle forze dell’ordine, i fatti cosi come sommariamente esposti da tv e giornali non mi convingono molto, ho la netta sensazione che fra l’assassino e l’ucciso c’era qualche astio mai sopito ed è bastato un piccolo screzio per degenerare, ammesso ovviamente che sia trattato realmente di uccisione volontaria o preterintenzionale e non già di disgrazia. Comunque vale la pena di seguire gli sviluppi della questione. In ogni caso se si deve arrivare a tanto per un selvatico, allora siamo veramente alla frutta, non è questo lo spirito venatorio con cui si deve affrontare questa nobile e millenaria passione. Saluti a tutti.
Io lascerei partire le indagini, poi vedrete che tutto prendera un’altra piega, tutti gli organi di infomazione stanno cavalcando l’onda e noi poveretti ci stiamo rimettendo la faccia.
concordo pienamente. Anche con quello che ha detto Pietro.
non facciamo finta di nulla che le discussioni per l’abbattimento di un selvatico ci sono sempre state , e alcune degenerano e succede la disgrazia.
Prima di tutto, visto che mi considerate un anticaccia, io già ieri qui ho scritto che la caccia e i cacciatori non c’entravano con questa assurda vicenda. Quindi ricordatevi che la maggior parte degli ambientalisti sono persone intelligenti e a modo, che non arrivano a queste bassezze. Magari qualcuno lo farà pure ma significa che è dello stesso livello degli imbecilli che gravitano anche fra di voi. La stupidità non conosce ideologie o ceti.
Comunque i due cacciatori si conoscevano ed erano in pessimi rapporti da molto tempo, con varie denunce fatte uno contro l’altro. La storia della lepre è stata quindi solo il detonatore. Per chi scrive che il tutto è dipeso dal poco spazio a disposizione dei cacciatori, faccio notare che allora i pescatori – che spesso stanno lungo le rive a dieci metri di distanza o anche meno – dovrebbero passare il tempo a darsi frustate con le canne e strangolarsi con le lenze. No, non è questa la motivazione.
Comunque, inutile e inelegante attaccare la categoria dei cacciatori per questo fatto che ha rovinato due famiglie.
Non posso fare altro che darti merito Gianni. Hai postato la pura e sacrosanta verità.
Grazie comunque per la considerazione che hai del Cacciatore, degli imbecilli con lkicenza di caccia non ne parliamo, quelli purtroppo ci sono, ma spero che spariscano in fretta dalla nostra categoria.
Un saluto. Giovanni Aiello
Gianni com’è che fai a sapere delle denunce e dei precendti rapporti fra di loro?
E’ una tua supposizione o sono informazioni certe?
Finalmente posso farti un applauso.
Roberto Traica
Di la verità Gianni, qualcuno ti ha invitato a mangiare papardelle e selvaggina e tu gli dai un contentino!
Comunque, scherzi a parte..Bravo!
si però certi cacciatori si comportano male da sempre con i colleghi, io ieri mattina all’apertura ho evitato una discussione con un cacciatore, cèntra pure la mancanza di territorio oramai ristretto, è vado a spiegarmi, in quel posto io caccio da sempre i tordi, e mi capita di abbattare un paio di fagiani a stagione con il mio springer, ora ieri mattina mi apprestavo a fare la solita strada in mezzo a un terreno oramai incolto dove ci sono vigne e olivi a ridosso di un fosso, io naturalmente sono arrivato a giorno fatto visto che volevo farmi una camminata e cacciare un fagiano se l’avessi trovato, ebbene un gruppo nutrito di cacciatori già aveva circondato il fosso(chissa a che ora èrano arrivati )sicuramente a buio x fregare eventuali cacciatori come me che sanno che per cacciare i fagiani è meglio aspettare un momentino di più, io già avevo capito il tutto perchè avevo visto le auto parcheggiate più in là,ebbene quando mi ha visto spuntare e sentito il campano del mio cane subito si è affrettato ad avvisarmi che èro circondato e che èra pericoloso x me avvicinarmi, io gli ho risposto che stavo solo transitando e che me nè sarei andato più in là, è stato il fare minaccioso che mi ha dato fastidio, rimanendo nelle vicinanze non ho udito un colpo fino alle 8,30 l’unico fagiano che hanno trovato l”hanno mandato via, ancora certi cacciatori non capiscono che facendo baccano a buio gli animali si allertano è vanno via di pedina, specialmente nei grandi fossi con alberature, rogaie, scopeti, con il cane da ferma non ci fai nulla è inutile, infatti loro circondavano il fosso in 4 o 6 sperando in una sfrullata improbabile visto il casino che avevano armato a buio x fregarsi il posto, questa è la condizione attuale della caccia in italia .
Non chiamarli cacciatori Massimo, quella è gentaglia con in tasca la licenza, ricordalo sempre. Tu ti sei comportato in maniera intelligente, loro da cretini integrali.
Ciao.
Non chiamarli cacciatori Massimo, quella è solo gente meschina con licenza in tasca e purtroppo esiste nella categoria. Ciao
se non è stato un fatto accidentale, secondo me è impensabile che l’uccisione sia solo in dipendenza della proprietà del selvatico
questo fatto potrebbe essere stato l’occasione per vendette o ritorsioni per precedenti contrasti fra i protagonisti della vicenda
è comunque certo che se le indagini stabiliranno che è stata una disgrazia, tutti i media che adesso cavalcano la notizia, in seguito non preciseranno niente e così il fatto resterà così semplicisticamente qualificato e continuerà ad essere occasione per darci addosso
Prego, non disgrazia ma omicidio volontario. Ha confessato. Va bene essere bendisposto ma essere presi per stupidi no con frasi tipo “tutti i media che adesso cavalcano la notizia, in seguito non preciseranno niente e così il fatto resterà così semplicisticamente qualificato e continuerà ad essere occasione per darci addosso”.
Ripeto, ha confessato. Omicidio, e non colposo. Ha sparato per uccidere, colpendo al volto.
Te l’avevo già chiesto e te lo richiedo ora: ma tu come fai ad avere tutte queste “dettagliate” informazioni sul caso e anche sui precedenti rapporti difficili fra i protagonisti?
In merito al discorso sui media ho scritto SE LE INDAGINI STABILIRANNO CHE E’ STATA UNA DISGRAZIA
SE!
non dispongo dei dettaglie che tu dici di conoscere con certezza
C’è scritto sui giornali, come il Corriere della Sera e tanti altri e con tanto di virgolettato (dichiarazione/ confessione agli inquirenti del cacciatore)
Certo Gianni, sul corriere c’è scritto ma davanti c’è sempre scritto SEMBRA.
E c’è pure scritto che il “proiettile” ha raggiunto la vittima al volto. Forse la brava giornalista Anna Campaniello non sa che si usa la munizione spezzata per la lepre!
E io ci andrei piano con le ricostruzioni giornalistiche su fatti di cronaca come questo accaduti in luoghi che non sono esattamente l’area metropolitana milanese. Quando questi grandi quotidiani nazionali si occupano di fatti locali, non sempre sono precisi.
E poi
Sig. Gianni,
voglio innanzitutto scusarmi con Lei per i miei precedenti post , mai la voglia di gridare il proprio dissenso dovrebbe portare ad offendere qualcuno che fra l’altro non si conosce percui ancora mi scuso.
Per quello che riguarda ciò che è avvenuto posso solo provare compassione per le persone coinvolte.
Sono anche per fatti come questo che come Lei sostiene la caccia è destinata a scomparire, ed ora, dopo che si arriva ad uccidere un’altro essere umano per una lepre posso solo darle ragione, se queste sono le persone che si incontrano in giro meglio appendere il fucile al chiodo e darsi all’ippica.
Inutile scrivere sui siti che siamo una categoria di persone per bene con fedine penali pulite ecc. ecc. quando poi c’è il pazzo che gira armato.
La verità cari sig. cacciatori è che solo la minima parte di noi si può considerare tale, il resto pensa solo a sparare per vantarsi dei propri numeri al bar, e non venitemi ora a dire che sono casi isolati perchè allora vuol dire che sono tutti nella mia zona.
Un cordiale saluto sig. Gianni.
Non so di quali post debba scusarsi ma assolutamente non c’è nessun problema. Anche io mi comporto male spesso. Saluti.
Il nostro gruppo di cacciatori non riesce a commentare quest’assurda notizia, pensando alla disgrazia che ha colpito la famiglia.
Il gruppo porge le più sentite condoglianze alla famiglia e si sente vicino al loro dolore.
Il segretario
Gianni Matteuzzi
Invece di fare gli investigatori e i criminologi per trovare una scusa e lavarci la coscienza, non riflettiamo sui nostri comportamenti e cominciamo ad abbassare i toni dei nostri discorsi. Basta leggere molti commenti su tutti i siti venatori per accorgerci che stiamo andando oltre quella che dovrebbe essere la normale e corretta dialettica per capire le vere ragioni che muovono la nostra passione. Non dobbiamo fomentare i contrasti tra cacciatori per puro egoismo e scarsa conoscenza delle leggi dei regolamenti e delle tradizioni che governano la caccia. Basta con chiacchiere strumentali, andiamo a caccia e godiamo serenamente per una giornata trascorsa con amici a praticare quella che viene definita, e spero che non sia retorica, “Nobile Arte”.
Mio nonno diceva “mai litigare con nessuno quando si hanno le armi in mano” che è una vecchia regola dei vecchi cacciatori, più attuale che mai.
Il mondo è pieno di pazzi
la gente malata di testa si trova in ogni campo della nostra vita quotidiana e se è vero che il cacciatore è stato ucciso per il contendere di un selvatico la gistizia deve essere impietosa, devono mettere quel delinquente dietro le sbarre e buttare le chiavi.
Amici cacciatori: è triste! Triste ed inaudito!
Ma pazzie e disgrazie, purtroppo, si coniugano con l’esistenzialità.
Ma noi dobbiamo essere sempre I MIGLIORI, anche se a volte qualcuno “le cava dalle mani”.
Personalmente sono un commerciante che presta la sua faccia alla cultura venatoria, ma penso che ogni persona di buon senso non generalizza e non fa, come diciamo noi in Umbria di tal “Burino”, che uccide tutte le api perchè una lo ha punto.
E’ vero però, come afferma qualcuno, che “la miseria fa l’uomo ladro”. Voglio dire che la scarsezza di selvaggina, miseramente spalmata sul territorio a “caccia programmata”, costringe la presenza in “poche isole felici”, procurando di conseguenza gelosie e contrapposizioni.
Ecco perchè noi del Club, lottiamo per riportare la selvaggina su tutto il territorio, puntando decisamente verso il recupero della media ed alta collina. Proprio per recuperare territorio cacciabile.
SIA CHIARO! VOGLIAMO E LOTTIAMO PER AVERE A DISPOSIZIONE ALMENO IL 60% DI TERRITORIO AGROSILVOPASTORALE.
E laddove abbiamo “lavorato”, la presenza è stato soddisfacente!
P.S. Per “lavorato” intediamo aver contenuto l’invadenza dei predatori.
A questi atti criminali non ci sono scusanti.
Per me non c’entrano ne territori,ne selvaggina.
Non si spara a una persona cosi`,e per questo,a una persona non si spara mai,per nessuna causa,figuriamoci per una lepre,
Oraci sono 2 famiglie distrutte!
Ma per che cosa?
Quando capita di dover discutere con qualche babbeo,conviene scaricare lo schioppo e metterlo in terra .
Quello che ho scritto non e`riferito a te Mario,ma un po`a tutti quelli che cercano di capire quel gesto disgraziato.
Per il resto caro Bartoccini buon lavoro.
Io ieri sera ho sentito la notizia al TG 1 e mi sembra (scusate il mi sembra ma in quel momento in casa stavano parlando e forse non ho capito bene) che sia stato detto di precedenti dissapori tra la vittima e l’ assassino.
Comunque è sicuro che i giornalisti cavalcano l’ onda perche subito dopo nel servizio si parlava di caccia come un’ attività che attira pochi giovani, che è pericolosa ecc.
Sentite condoglianze alla famiglia della vittima.
Al di là delle più o meno giuste osservazioni rimane un punto fermo : il giorno dell’ apertura della caccia c’è stato un morto, anzi due !
Indipendentemente da tutto risuonerà la grancassa che “la caccia è pericolosa per chi la compie e per gli altri (?)”, che deve essere chiusa etc., etc, etc.
Poco importa che a parità di persone che la praticano e durata della stessa, rispetto ad altre “attività all’aperto” rimane comunque una delle discipline con il minor numero di feriti e/o morti.
Poco importa che, nello specifico, ogni giorno al Pronto Soccorso dei vari nosocomi nazionali finiscano persone che se le sono date di santa ragione (non solo con le sole mani) a seguito di una qualsivoglia discussione (il posto auto al parcheggio, il goal annullato o meno per questa o quella squadra …): qui si parla di CACCIA E CACCIATORI, per cui “tutto fà brodo” !!!
X Gianni : sicuramente anche tra gli AAA (Ambientalisti-Animalisti-Anticaccia) ci sarà qualche persona intelligente e corretta, ma a livello di “gruppo dirigente”, quale Associazione non utilizza “questa pubblicità” per portare avanti la battaglia per la chiusura della caccia?
Volevo segnalare che sempre ieri, a Imperia un anziano cacciatore è morto d’infarto. Natralmente c’è chi coglie l’occasione per manifestare la sua gioia al riguardo e istituire una macabra conta di simili disgrazie in un sito internet denominato: IL CONTATORE DEI CACCIAMORTI. I commenti è meglio risparmiarli.
Saluti
Argo
Beh, voglio pensare che per questo anziano cacciatore morire d’infarto durante la caccia sia stato l’appagamento di un sogno. Chi non vorrebbe morire così in un momento appassionante? Per me sarebbe come morire (a 80 anni!!!) d’infarto mentre sono a letto con Anna Falchi e Belen (facendo però bella figura, eh). Dove devo firmare per far sì che accada?
Porcellone……ma buongustaio
sarai anche anticaccia …ma ti piace la passera!
Gianni ci sono sempre i sexi shop datti da fare .hahahahahahaha
Scherzo naturalmente , anche per me rimane un’utopia Sabrina Ferilli .
Roberto Traica
Gianni
Allora che proponi sulla caccia dopo questa confessione?
In che senso?
L’incidente che` e`successo(se cosi` si puo`chiamare)
Cosa proponi per il futuro dell’attivita`?
Volevo sentire il tuo illuminato parere.
Mi sopravvaluti. Comunque, a mio parere occorrerebbe fare dei parchi della caccia, gestiti da cacciatori e sparsi per l’Italia (niente a che fare con le ATC). Solo in una piccola zona fra il Piacentino e il Parmense si potrebbe crearne una di 2000 chilometri quadrati, quasi disabitata e si potrebbe creare un “turismo venatorio” e cioè non solo di cacciatori. Lascia stare Wilderness e similari, lascia proprio perdere. Ma è troppo lunga e soprattutto ci vorrebbero troppe persone serie per farlo, che semplicemente nel vostro settore non ci sono a sufficienza. Tante sigle e tante associazioni, risultati zero, Carrozzoni.
Comunque, il vostro problema è l’età. Ovunque vedo persone in là con gli anni e pochi giovani. In tali casi l’estinzione è sicura.
E si Gianni, ci estingueremo da soli, lo dico da un pezzo. I giovani ormai non ci pensano nemmeno, loro hanno le discoteche e altro. Ciao
Ai giovani,però, bisogna dare degli esempi positivi come cacciatori,non raccontargli solo dell’adrenalina che ti assale quando sei dietro al cane in ferma o in seguita.
Insomma Gianni ,tu ci voi mettere in una riserva indiana per forza!
Se la risposta era per me,ti posso dire che in riserva ci siamo gia`.
Ma non risolve l’odio,e le speculazioni che fanno gli anti caccia sui morti.
è già successo recenteme, mi pare in liguria, che il cornuto ammazza l’amico della moglie e danno la colpa al cacciatore
:D A me non mi hanno mai preso hahahahahahahahahahah.
Ciao Alessio
Roberto Traica
Siamo difronte ad un morto, che al di la di tutti i distinguo senza senso, è sempre un essere umano che non c’è più e con due famiglie,probabilmente innocenti, distrutte. Non sarebbe più opportuno abbandonare questo clima aggressivo,che ci sta pervadendo in questi giorni e cominciare a praticare la cultura del rispetto? Scusate se uso il tono della predica, ma come cacciatore mi piacerebbe vivere le nostre giornate a caccia in un clima di amicizia e serenità, poi quello che vorranno fare le Istituzioni, in materia di leggi venatorie, possiamo sempre contestarlo civilmente distinguendoci da tante altre categorie,che comunque lottano per problemi assai più gravi della caccia.
Il tuo post è sacrosanto Francescorm, non aggiungo altro perchè hai detto tutto in poche parole. Un saluto
francescorm, mi ai anticipato , ragazzi oltre ad un morto ,che è una cosa gravissima, specialmente per la caccia,ci sono le famigli rovinate,che dovrebbe essere un divertimento , perchè solo noi cacciatori possiamo gustarla,questa passione, noi è solo noi possiamo rovinarla. Cosa cè di meglio del rispetto , io dico quella lepre, dovreva essere una preda per unirli, intendo dire potevano fare un pranzo è dimenticare tutti i vecchi rancori, ma purtroppo leggendo i giornali ci saranno stati tanti dissapori da tempo che gli ha fatto perdere la ragione in quell’attimo, a me dispiace per quella persona che ha schiacciato il grilletto apposta o no non lo posso dire di certo io , ma immaggino in che condizione possa essere quella persona, per carita’ non voglio nè difenderlo nè giustificarlo, ma non credo che era pazzo quello è stato un atto di ira.Quindi ragazzi divertiamoci a caccia rispettiamoci è godiamocela’ questa passione,un grosso saluti a tutti ciao.
quando si litiga e non si dovrebbe, ma accade spesso oggi, scaricate il fucile e discutete, poi se vola qualche pugno……..pazienza meglio un naso rotto che morire, o allontanatevi come faccio io.
Cari colleghi cacciatori e non ricordatevi quello che sto per dirvi. Noi cacciatori siamo una categoria molto strana. Uniti quando c’è da discutere al bar o con una tastiera, ma quando apre la caccia siamo gli uni contro gli altri, anche tra amici e non venitemi a dire che non è vero perchè io stesso sulla mia pelle ho veriicato tutto questo, si litiga per stupidaggini e non ci si saluta per diverso tempo. Voglio fare i miei complimenti a Gianni per il suo resoconto e dire che anche qui a Lucca diversi anni fa è accaduta una cosa simile nel giorno dell’apertura generale per l’abbattimento di un fagiano. C’era dell’attrito tra i due contendenti sembra per questioni di corna insomma uno scopava la moglie dell’altro ed il giorno in cui si sono ritovati davanti magari in compagnia di amici cacciatori che sapevano “certe particolarità” c’è scappato purtroppo il morto. La discussione iniziò su chi aveva abbattuto il fagiano per poi finire com finì indipendentemente su chi l’aveva abbattuto effettivamente. Io discussioni con un arma in mano non nè faccio sicuramente, preferisco passare da bischero (come si dice in Toscana), mi è capitato diverse volte di assisteree alitigate per un tordo o per un piccione sentendo frasi del tipo ……….se sei un uomo posa il fucile…….. e cose simili. Ricordiamoci che andiamo a caccia per divertimento, per passare qualche ora in spensieratezza e non per cercare sfogo o covare odio per qualcuno. Mai discussioni con un fucile in mano.
Per me queste spiacevoli cose non c’entrano nulla con la caccia, si può discute quanto si vuole ma per fare a fucilate bisogna non essere normali, Voglio immaginare che sia stato un incidente anzi sono sicuro che non può essere stato altrimenti.
o fiore alle sei è buio che lo carichi a fare il fucile?
…si ammazzano tra fratelli per 50euro di eredità o tra vicini per un diritto di passo…ma non per questo diciamo che tutti i fratelli sono pazzi e tutti i vicini sono dei delinquenti…. allora evidentemente anche nella nostra categoria ci scappa quello non degno di chiamarsi cacciatore…. prendiamolo come dato di fatto e andiamo avanti. Purtroppo questa volta c’è scappato il morto che magari non aveva nessuna intenzione di arrivare a tanto, un’arma in mano alla persona sbagliata è come una ferrari a un alcolizzato, non per questo non si producono più ferrari o non si rilasciano più patenti.
QUANTI RICAMI VERRANNO FATTI SU QUESTA INQUIETANTE NOTIZIA, TUTTE QUELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTICHE CHE CI REMANO CONTRO.MA, SI PUO’ ARRIVARE A TANTO A VOLTE CAPISCO I MIEI AMICI CHE NON VANNO PIU’ A CACCIA. :
Ma ! se è vero come citato nell’articolo che tutto è successo prima delle sei,mi chiedo visto che albeggia
verso le sei e venti,che hanno abbattuto la lepre a buio , non quadra c’è altro alla base del gesto.
In ogni caso c’è gente strana ,in provincia di Pistoia le guardie provinciali hanno beccato una persona a caccia senza licenza ,sequestrandogli il fucile e procedendo con denuncia penale
Chiedo lumi.
Se come sostiene qualcuno codeste persone avevano denunce in corso, perchè avevano ancora il porto d’armi?
Qualcuno mi può illuminare?
Ma non sai? in Italia dipende da dove si abita ,chi conosciamo e da chi fa il proprio dovere.
Mi è capitato di sedare assieme ad un’altro una lite tra due persone che conosco (non li chiamo cacciatori perchè non credo che basti avere una licenza di caccia e un fucile in mano per esserlo) uno armato di fucile scarico e tentava di caricarlo mentre il suo collega gli levava il fucile dalle mani io ho tenuto a bada il mio collega che però era disarmato, è una cosa troppo lunga per raccontare dettagliatamente, da allora non frequento ne queste persone ne i luoghi che abitualmente loro frequentano, vado a caccia per tanti motivi ma litigare no è certo uno di questi. Mi dispiace per quel che è successo a queste due persone, se è omicidio è un omicidio e basta non c’è differenza fra omicidio per una lite a caccia o una lite al bar o al parcheggio, sempre un omicidio è.
Salve a tutti.
Non ho mai smesso di leggere questo forum ma mi sono spesso trattenuto dallo scrivere perché mi rendo conto che certi argomenti vanno affrontati con un altra mentalità che non è la mia. Però su un argomento come questo penso di poter intervenire perché, come ha detto Fiore “..Per me queste spiacevoli cose non c’entrano nulla con la caccia, ..” Che i due fossero cacciatori è solo dovuto al fatto che avevano il fucile e il motivo del contendere era una lepre. Ci sono fatti e abitudini ben più gravi di quello che si legge superficialmente nella notizia.
Vorrei precisare che da notizie Ansa gli spari sono stati 2 in quanto anche lo sparatore è stato ferito. La cosa rende il fatto ancor più grave.
Il problema è nel territorio!!.
Ma state scherzando!!
Il problema, fosse anche il territorio, non si giustifica proprio in nessun modo l’uso delle armi per una simile contesa.
Purtroppo le notizie degli ultimi tempi sono sempre più assurde e l’uso delle armi per risolvere problemi sociali o personali fatto non solo da cacciatori si sta diffondendo in maniera preoccupante.
Mio nonno mi ha sempre detto (era capitano di cavalleria) non prendere mai un arma perché prima o poi, per motivi stupidi o per impulsi anche comprensivi, la usi.
Ci sono professioni e momenti che non possono giustificare un errore e nemmeno una svista. Questo si risolve con una maggiore educazione, controllo e responsabilizzazione di chi maneggia certe armi, che possono anche essere un bisturi per un chirurgo o un compasso per un ingegnere …. se usati male.
Non per fare polemica, assolutamente no, ma pensate cosa sarebbe successo se a fare questo fosse stato un animalista. Vi sareste sfogati con insulti e improperi come ho già potuto leggere altre volte.
Questa è la cultura del “nocivo”?
Se però si tratta di un uomo o di un cacciatore si arriva anche a cercare delle giustificazioni come ho letto in altre parti del sito parlando di bracconieri.
No!! la caccia non centra.
Un saluto a tutti i veri amici della pace dei boschi.
Buongiorno a tutti.Non vi meravigliate.Qui’ a Vico nel Lazio e’ successo e succedera’.Si son presi per la gola,hanno sparato ad un cane da guardia vicino ad una casa, denunciati,ancora vanno a caccia.Il fatto e’ successo l’anno scorso.Si vede che il proprietario avra’ ritirato la denuncia.Cio’ non toglie che a caccia non dovevano andarci piu’.Sempre in bocca al lupo.A quelli bravi.
Dal GIORNO.
La lepre non è stato il movente Dal fucile sono partiti due colpi
RESTA IN CARCERE Mauro Rota, l’uomo accusato dell’omicidio di Luigi Mazzoleni avvenuto domenica mattina. Le indagini della Squadra mobile della Questura di Lecco, gui…
RESTA IN CARCERE Mauro Rota, l’uomo accusato dell’omicidio di Luigi Mazzoleni avvenuto domenica mattina. Le indagini della Squadra mobile della Questura di Lecco, guidata da Silvio Esposito (nel riquadro), hanno permesso di chiarire i tantissimi lati oscuri di questa vicenda. Gli inquirenti mantengono la massima riservatezza attorno alla vicenda in cui ha perso la vita Luigi Mazzoleni, 50 anni, residente a Lecco e padre di due figli (di tre e nove anni). I dirigenti della Squadra Mobile sottolineano che «sono emerse alcune incongruenze nel racconto di Rota, in particolare relativamente al fatto che ha esploso due colpi durante la caduta accidentale e per quanto riguarda la mancanza di ferite in volto dove ha riferito di essere stato colpito dal calcio del fucile. Tutti elementi che hanno portato la Procura ad arrestare il Rota con l’accusa di omicidio volontario». Dalla Questura fanno sapere che l’episodio di domenica non ha avuto in alcun modo a che fare con la cattura di una lepre. Però da varie testimonianze raccolte nell’ambiente della caccia si è potuto scoprire che due anni fa, proprio a causa di alcune lepri, Rota e Mazzoleni si erano già scontrati e in quell’occasione Mazzoleni aveva colpito con un bastone Rota il quale poi però non aveva presentato denuncia.
DUE ANNI FA sembra che Rota stesse rilasciando delle lepri acquistate dalla Bulgaria per il ripopolamento quando in zona era arrivato Mazzoleni con il cane libero. Rota lo aveva invitato a tenere al guinzaglio il cane per evitare che prendesse le lepri. Mazzoleni dopo aver legato il suo cane aveva visto che i cani di Rota erano liberi: erano però cani per il recupero di uccelli quindi non sono addestrati per la caccia alla lepre. Da questo malinteso era scaturita una discussione finita con le bastonate a Rota. Da quell’episodio al tragico epilogo di domenica erano avvenute altre discussioni tra l’omicida e il morto ma nessuno si sarebbe atteso un così assurdo epilogo.
SECONDO LA TESTIMONIANZA di Mauro Rota – considerato da tutti una persona mite, padre di tre figli (due minorenni) – quanto accaduto domenica mattina sarebbe stato un incidente. Rota si trovava nella zona con il fratello appostato nei pressi di una staccionata vicino a una stalla. Dopo un po’ è giunto sul posto Mazzoleni e i due fratelli hanno cercato di allontanarsi mentre l’uomo poi ucciso li seguiva. Ad un certo punto Mazzoleni – secondo quanto avrebbe dichiarato Rota – gli avrebbe sparato vicino ai piedi. Poi si sarebbe avvicinato e lo avrebbe colpito con il calcio del fucile in faccia. Cadendo contro un cancello, Rota avrebbe sparato due colpi accidentalmente, colpendo con entrambe le scariche di pallini Mazzoleni nel petto. La morte di Mazzoleni è stata immediata. Gli inquirenti hanno ricostruito l’intera vicenda ascoltando anche due chiamate al 113 e le registrazioni della centrale operativa del 118.
LA PERIZIA BALISTICA sull’arma tende però a escludere che accidentalmente possano partire due colpi da quel tipo di fucile. Inoltre il medico dell’ospedale di Lecco che ha visitato Rota non ha riscontrato alcuna lesione al viso dell’uomo. Gli inquirenti non hanno quindi creduto alla versione fornita dall’arrestato. Risulta certo che il fucile del Mazzoleni abbia sparato: potrebbe darsi che il Rota, sentendosi minacciato abbia reagito. sia Rota sia suo fratello hanno mantenuto la versione dell’incidente non invocando la legittima difesa. Versione che il pm Paolo Del Grosso non ha ritenuto per nulla credibile grazie ai riscontri raccolti dalle indagini della Squadra Mobile e della Volante di Lecco.
Stefano Cassinelli
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