Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

La caccia? Ora è un lusso

| 21 settembre 2009 | 7 Comments

cacciatore acquatici«La caccia? La pratico da 60 anni, ma sta diventando un lusso. Solo in permessi e assicurazioni se ne vanno 400 euro». Angelo Celle, 76 anni, è affascinato dalla caccia da quand’era un ragazzino. É uno dei decani delle doppiette del Levante e racconta com’è cambiata l’attività ven atoria, la cui stagione parte oggi in tutto il territorio della provincia.

«Avevo 16 anni, quando ho imbracciato il fucile per la prima volta ed ero maggiorenne quando sono andato a caccia – spiega –- Per molti anni ho praticato nell’entroterra del golfo Paradiso. Ma cacciare è diventato, anno dopo anno, sempre più difficile». Oggi è presidente dell’associazione Libera Caccia per il comprensorio e ancora non si è stancato di usare la doppietta: «Faccio parte di quel gruppo, sempre più sparuto, che si dedica alla caccia con i cani da ferma, sparando a fagiani e pernici, che secondo me è la vera caccia. Anche se è sempre più complicato praticarla – racconta – in ogni caso l’attività venatoria in questi 50 anni è cambiata sempre in peggio. Un colpo mortale è stato dato all’inizio degli anni Settanta, quando è stato tolto il nomadismo. Prima si poteva cacciare ovunque, oggi il cacciatore è legato a un determinato territorio, come gli ambiti. Certo si può anche cacciare in altri ambiti, ma solo se si viene accettati dai cacciatori del posto». E l’immagine poetica del cacciatore con i suoi cani, nella luce dell’alba? «La poesia esiste sempre e i cacciatori lo sanno bene. Così come resta il fatto che noi siamo rimasti gli unici a conoscere il territorio e a rispettarlo. Il problema è che continuiamo a essere visti come dei killer di animali e non come persone che amano i boschi e le vallate. Purtroppo, attorno a questa passione ci sono troppa retorica e luoghi comuni. Io rispetto la natura molto più di quanto fanno tanti frequentatori dei boschi; con altri amici abbiamo creato voliere in tutto il levante e alleviamo volatili che immettiamo nel bosco, trattiamo i nostri cani come fossero nostri figli, siamo sempre in prima fila quando c’è un’emergenza. Ma per qualcuno siamo ancora degli assassini. Per un pensionato, poi, la caccia è diventata un lusso, visto che solo per avere permessi e assicurazioni si pagano 400 euro».

Si sentono come i pellerossa nelle riserve indiane, ma non sanno rinunciare alla loro passione. I cacciatori che da quest’oggi potranno imbracciare la doppietta, sono molto diversi da come erano i loro padri e i loro nonni. Sono sempre di meno coloro che praticano la caccia alla selvaggina (uno su cinque) e sono sempre di più quelli che si dedicano alla “caccia grossa”, ovvero all’abbattimento dei cinghiali (il rimanente 80 per cento). Del resto il calendario faunistico viene fissato proprio tenendo conto della presenza degli ungulati e del loro numero. L’ultimo appunto di Celle è per i cinghialisti: «Secondo me – dice – aprire all’attività venatoria già oggi è troppo presto. Comunque, è vero che i cinghiali sono troppi e vanni abbattuti». Lui, comunque, ha già scelto dove andare quest’anno: «Punterò sulle aziende venatorie, dove non ci sono problemi. Certo è come pescare in un laghetto artificiale, ma dopo tanti anni voglio solo stare tranquillo». Da un cacciatore tradizionalista a un altro. A Chiavari, nel cuore del centro storico, c’è da un secolo l’armeria Lanata: «I problemi n on mancano – dice Giuseppe Lanata – resiste la caccia al cinghiale che interessa l’80 per cento di chi ha il fucile. Quelle classica con cani, i richiami e la cacciagione è in estinzione, perché è diventato troppo difficile e costosa. Siamo passati dalla civiltà contadina a quella di Internet, con i cacciatori più giovani che conoscono regole e animali perché hanno viaggiato in rete, ma non sanno nulla di come si cammina in un bosco, come ci si apposta come si rispetta l’ambiente. Il cacciatore onesto ha rispetto e in giro ce ne sono ancora molti. Ma se la caccia è stata criminalizzata, devo ammetterlo, è anche colpa delle associazioni che in anni passati non hanno saputo eliminare le mele marce, i bracconieri, le persone che non rispettano le regole».

Edoardo Meoli
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com

Category: .In Evidenza, Varie

Comments (7)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. giovanni scrive:

    Provate ad andare a leggere i commenti che seguono questo articolo ed anche gli altri che parlano dell’apertura usciti sulle edizioni di Imperia, Spezia, Levante e Savona del Secolo XIX.

    Forse qualcuno che ci rappresenta potrebbe trovarci anche gli estremi per una denuncia.
    Personalmente qualcosina ho scritto.

    Da notare un tale Vittorio T. che di fronte a un morto per infarto mentre si recava a caccia ha scritto: “meno uno, avanti un’altro”.
    Credo che di questa gente ci sia veramente da aver paura. Altro che materiale per gli psichiatri.

    • Lester scrive:

      Forse tutti i torti non li hanno, Giovanni.

      :( Apertura stagionale della caccia con il thrilling. Un albergatore ha raccontato l’accaduto ai carabinieri che stanno indagando
      Nello Spezzino, apertura stagionale della caccia con il thriller.

      «Prima hanno sparato un colpo in aria, poi altri tre quasi ad altezza d’uomo, abbassando i loro fucili. Sono scappato cercando riparo di nuovo tra le mura di casa. Ho pensato seriamente di rischiare la vita. Ma può accadere una cosa del genere ?».

      Questo il racconto, che ieri mattina Matteo Cavazzuti e Donata De Rinaldis, gestori del Bed & Breakfast “La Casa di Nonna Anna” in località Cà del Sale, a fianco di via Alta, nel comune di Ameglia – uno dei luoghi frequentati dai cacciatori- supportati da tre testimoni oculari, hanno reso di fronte ai carabinieri della stazione di Ameglia, formulando la denuncia contro ignoti.

      La coppia, racconta con angoscia e sorpresa quanto accaduto.

      «Verso le sette del mattino di ieri- dicono De Rinaldis e Cavazzuti – abbiamo cominciato a sentire gli spari, sempre più numerosi e frequenti. Soprattutto vicinissimi alla nostra abitazione e al Bed & Breakfast, dove avevamo ospite una coppia che è rimasta impressionata e impaurita».

      Una situazione che i due albergatori vivono ormai da anni e la clientela – pur avvisata che in questo periodo, fin dalle prime luci dell’alba i cacciatori si vengono a trovare a pochi passi dalle abitazioni – non vive certo sonni tranquilli. E ieri sarebbero stati – a loro avviso – almeno una cinquantina i cacciatori che occupavano una superficie di poco più di un chilometro quadrato. Con le case (e i loro occupanti) a portata delle “doppiette”. Molti dei residenti descrivono “l’ambientino” che vivono durante la stagione venatoria quasi con disperazione: «Sembra davvero di essere nel mezzo di una sparatoria di guerra, con colpi a ripetizione», è il racconto.

      Cavazzuti è uscito di casa, cercando di avere un colloquio con i cacciatori.

      «Mi sono avvicinato ad un gruppo di tre persone – prosegue Cavazzuti – dicendo che si erano avvicinati troppo a casa nostra. Ma in cambio ho ricevuto, diciamo così, soltanto atteggiamenti di derisione. Prima mi hanno minacciato fisicamente con il calcio del fucile, e io sono indietreggiato, poi uno di loro ha esploso un colpo in aria, e insieme hanno imbracciato il fucile nella maniera classica, abbassandolo pericolosamente».

      E’ stato a questo punto che l’albergatore è scappato cercando di riguadagnare nel più breve tempo possibile la porta di casa, mentre i cacciatori, prima di far perdere le loro tracce, hanno esploso altri tre colpi più bassi, che hanno sibilato nell’aria senza fortunatamente ferire nessuno.

      Immediatamente dopo, insieme alla coppia di clienti e a una vicina di casa, Cavazzuti e De Rinaldis hanno chiamato i carabinieri, sporgendo la denuncia.

      «Ogni anno la stessa storia – concludono – ma quello che è accaduto oggi ha davvero dell’incredibile».

      Sarà difficile – ma non impossibile – che i tre cacciatori siano identificati, anche perchè potrebbero “vantarsi” dell’accaduto al bar. Per il prossimo fine settimana i carabinieri elaboreranno un servizio di vigilanza ancora maggiore di quello effettuato in questi due giorni di apertura. Perché episodi del genere non capitino più.

  2. Nino scrive:

    Non sono assolutamente d’accordo sull’estinzione del cacciatore con il cane da ferma, forse la conformità del territorio dove abita il Signor Celle non permette adeguatamente lo svolgimento di tale pratica venatoria, i fattit dimostrarno ad esempio che le iscrizioni di setter inglese (ossia cucciolate) sono superiori di quasi dieci volte ai segugi di qualsiasi razza, che tanti cacciatori stanno abbandonando la caccia al cinghiale stufi di una caccia statica e che le squadre di cinghialisti sono nella maggior parte composte di gente anziana che ha problemi di deambulazione, inoltre stanno crescendo i cacciatori che si dedicano alla migratoria rinforzati dai cinghialisti che nei giorni di chiusura della loro caccia si dedicano a tutte le altre.
    Amo tutti i tipi di caccia e difendo tutta la caccia in generale la mia è solo una precisazione e dai segnali che vedo e percepisco non sarei tanto pessimista come il Sig. Celle sull’avvenire della stessa, inoltre per quanto riguarda la spesa la passione vale il sacrificio.
    Cordialità a tutti.

  3. Alfio scrive:

    Certo che i costi dell’attività venatoria sono alle stelle nonostante il condizionamento territoriale, a mio avviso i costi sono saltati grazie ad una politica di posti atti al condizionamento, un tempo si pagava la tassa per lo stato, oggi si devono pagare oltre la tassa dello stato abbastanza esosa, altre spese per mantenere un apparato spesso politichese.
    Saluti Alfio.

  4. luigi scrive:

    Forse i cacciatori con il cane da ferma che praticano questo tipo di caccia sono lo zoccolo duro dei cacciatori rimasti mentre è venuto meno il cacciatore sparatore che era poi quello che in realtà andava a caccia senza del cane; anzi venuti un pò meno i piccoli uccelli ( tordi e tanti altri piccoli uccelli come il fringuello che è vietato ), alcuni di questi cacciatori che praticavano queste cacce si sono rivolti alla caccia con il cane da ferma ed oggi, a differenza di ieri, i cacciatori con il cane da ferma sono tutti informati e più preparati ( per lo meno teoricamente ) dei cacciatori di una volta, perchè oggi il cacciatore con i mezzi di comunicazione, tra i quali internet, viene a conoscenza in tempo reale delle novità e quindi anche del cane campione, della genealogia migliore etc., per cui possiede cani che ieri il cacciatore o non poteva permetterselo o addirittutra non era a conoscenza delle varie genealogie da lavoro o addirittura esse ( le genealogie ) non erano così numerose come oggi. Oggi il cacciatore con il cane da ferma, così come negli altri settori, vuole la firma per cui tutti o la maggior parte sono dotati di cani importanti, quindi anche in questo sta la differenza tra ieri e oggi tra. L’unica differenza a vantaggio del cacciatore di ieri sta nel fatto che oggi la selvaggina si è rarefatta e ciò comporta una differenza sostanziale tra i cacciatori di ieri e quelli di oggi: l’esperienza; infatti è ben noto che solo sul campo si prepara sia l’ausiliare che il cacciatore!!! Sono d’accordo invece su tutto il resto dell’articolo.

    • Giacomo scrive:

      8O Caro Luigi non sono d’accordo su tutto quello che hai scritto ! La parte dove specifichi che la differenza tra i cacciatori di ieri e di oggi consiste, parole tue, ( che oggi la selvaggina si è rarefatta ) non mi sembra sia esatta :roll:

      E da tempo che ne stiamo parlando e ad oggi siamo giunti alla conclusione che è la mancanza di habitat la ragione di mancanza di selvaggina e dei terreni vietati alla caccia che hanno superato
      e in alcuni casi raddoppiati la percentuale che impone la legge. :?

      Mi dovresti dire altrimenti perche stiamo lottando per il prolungamento della stagione venatoria da Agosto a Febbraio i quali sono altri due fattori che ci proibiscono di incarnierare selvaggina migratoria. Questo deve essere chiaro a tutti caro Luigi, altrimenti chi ci è contro prende la palla al balzo e dice che noi siamo quelli che hanno causato la mancanza di selvaggina, non so se sei d’accordo. :wink:.

      Riguardo ai cani sono d’accordo sul fatto che adesso chi vuole prendere un cane bada alla genealogia di campioni perche hanno tutte le qualità di un buon cane da caccia. Ma credo che bisogna sempre vedere dove si va a spendere e quanto si spende per un cane.

      Molti cacciatori prendono cuccioli figli di campioni ( ammesso che lo sia ) credendo di aver fatto tutto e immaginando carnieri favolosi e dopo averselo portato a casa lo trasformano in figlio di nessuno rendendolo addirittura inutilizzabile. Esempi di questo ne ho visti parecchi. E poi adesso un cane dove lo porti a caccia ? In special modo da noi in Campania nel territorio ATC ? Che è il territorio più schifoso che ci hanno concesso per farci andare a caccia !!! . :-) Un saluto.

  5. luigi scrive:

    Giacomo, quando ho scritto” rarefatta” non intendevo dire che sul Pianeta Terra gli uccelli selvatici di interesse venatorio sono in via di estinzione. Il mio riferimento riguarda quei selvatici che trenta-quaranta anni addietro in Italia erano numerosissimi, per esempio i tordi, ma le stesse quaglie; mi raccontano i cacciatori di una certa età che si involavano davanti ai piedi, quando si mieteva con la falce pedinavano davanti ai mietitori!!! quindi il mio riferimento è rispetto a quegli anni, di conseguenza relativo all’habitat di quegli anni ( agricoltura primitiva, assenza di strade, natura incontaminata ). Certo se vai nei Paesi dove questi criteri sono ancora rispettati ( vedi per es. Paesi ex URSS, dove l’agricoltura è ancora quella che stava da noi quaranta anni fa, dove le auto non sono così numerose come da noi, dove insomma l’uomo vive ancora secondo natura nell’esplicare le attivitè umane ) di selvatici del tipo indicato sopra ce ne sono eccome!!! Gli incontri che si facevano trenta quaranta anni fa in Italia fanno parte dei ricordi, a questo alludevo quando ho scritto “rarefatta” e mi sembra che su questo non ci siano dubbi. Così come non ci sono dubbi sul fatto che se è vero ciò, deve essere pur vera la conseguenza di ciò e cioè se si deve dressare un cane occorre selvaggina: mi sapresti dire come si fa a dressare un cane quando per trovare una quaglia devi usare il phonofil?, perchè tale selvatico non si ferma più nel nostro tanto amato ma anche tanto bistrattato territorio ( Campania )? Per quanto riguarda i cani, oggi le certificazioni e soprattutto la dichiarazione di monta da parte del proprietario della cagna deve essere comunicata all’ENCI e fatta in presenza di un suo rappresentante, per cui il tutto è documentato e quindi gli allevatori seri non possono permettersi di metterci la faccia o addirittura il nome davanti ad un mistificazione di una cucciolata, per cui se si va comprare il cucciolo presso allevatori degni di questo nome, per lo meno dal punto di vista del sangue ( genealogia ) si dovrebbe essere sicuri; certo tutto ciò non ti garantisce al cento per cento la totale riuscita venatoria del cucciolo: ci vuole un dressaggio corretto che in parte deriva dalla presenza del selvatico sul territorio e in parte deriva dalla bravura del dresseur. ” Il cane fa il cacciatore”, ma prima di questo ci sta il “cacciatore deve fare il cane” o mi sbaglio? Ti saluto.

Leave a Reply


5 + = 13

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.