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Umbria, rinviato piano faunistico

| 14 luglio 2009 | 10 Comments

PIANO FAUNISTICO: MANCA NUMERO LEGALE, VOTO RINVIATO IN UMBRIA
(AGI) – Perugia, 14 lug. – Sospeso e rinviato a martedi’ 21 luglio per mancanza del numero legale il Consiglio regionale dell’Umbria, ad un passo oggi dalla approvazione del Piano faunistico regionale. Alla seconda chiamata del presidente Fabrizio Bracco, dopo una sospensione dei lavori di 20 minuti, si sono ripresentati in aula solo in quindici, compreso il consigliere dell’Udc Enrico Melasecche, uno in meno del necessario per rendere valida la votazione. Sono risultati assenti, oltre all’intero Pdl che ha abbandonato l’aula proprio per evidenziare la mancanza del numero e alla presidente della Regione, i due rappresentanti di Sinistra unita, quello dei Comunisti italiani e di Sdi-uniti nell’Ulivo. Sull’atto che dovra’ essere votato nella prossima seduta era stato espresso un giudizio positivo dalla maggioranza e osservazioni non del tutto critiche da parte delle opposizioni che avevano esternato il loro orientamento verso l’astensione. Illustrando ai colleghi i contenuti del Piano faunistico, Enzo Ronca, relatore di maggioranza e presidente della terza Commissione che lo ha esaminato ha spiegato che “gli obiettivi piu’ importanti del documento sono incentrati sulla tutela e sulla gestione programmata della fauna, sia quella di interesse naturalistico che venatorio”.
Il Piano “ha il merito di calcolare per la prima volta in modo preciso e puntuale la superficie agro-silvo-pastorale sulla quale e’ possibile esercitare la caccia, escludendo le aree ricomprese nelle fasce adiacenti ai centri abitati, agli edifici e alle infrastrutture principali come strade statali, provinciali, comunali e ferrovie per una profondita’ che varia dai 100 ai duecento metri. Questo ha comportato che la superficie riservata alla caccia in effetti risulti diminuita”. “Il piano da’ particolare importanza – ha spiegato ancora Ronca – alla prevenzione ed al controllo dei danni provocati dalla fauna selvatica, in generale dal cinghiale e fissa il criterio del monitoraggio periodico e costante del territorio, anche con l’aiuto decisivo dell’Osservatorio faunistico, una struttura nata di recente necessaria a pianificare la gestione della selvaggina”. Per Aldo Tracchegiani (La Destra), relatore di minoranza “il Piano rivela la volonta’ di accogliere alcune esigenze del mondo venatorio, a cominciare dalla esatta determinazione della superficie cacciabile del territorio che ha confermato la diminuzione temuta da tempo dai cacciatori”. Su questo aspetto “siamo convinti che si possa compensare lo svantaggio per il mondo venatorio riducendo la superficie dei parchi naturalistici umbri – ha aggiunto Tracchegiani -, perche’ sono mal gestiti, sia dal punto di vista delle presenza di selvaggina che dall’incremento dei nocivi al loro interno”. Che i cacciatori siano scontenti – ha proseguito – lo dimostra il calo dal 1990 di circa diecimila licenze da caccia, scese da 45 a 35mila, “il mondo della caccia si batte per la reintroduzione della fauna autoctona creando un circuito virtuoso per la riproduzione naturale. Ma oggi solo uno dei tre Atc riesce a dare qualche risultato. E’ invece disastrosa la gestione dell’Atc numero tre. Sui danni prodotti dal cinghiale c’e’ stato un effettivo ritardo nella risposta della Regione ad un fenomeno che denunciamo da tanti anni. Vogliamo sperare che il Governo nazionale affronti il problema di revisione complessiva della legge quadro della caccia, la 157″.

http://www.agi.it

 


 

Category: Leggi/Politica, Umbria

Comments (10)

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  1. ilio scrive:

    Ma oggi solo uno dei tre Atc riesce a dare qualche risultato. E’ invece disastrosa la gestione dell’Atc numero tre.

    Sono anni che denunciamo che il territorio protetto ha superato di molto il famoso 30%, sono contento che se ne siano accorti anche chi tiene le leve del potere. I cacciatori sono persone responsabili e attendibili non come i politici, se denunciano qualcosa e segno che il problema esiste. Anche le denunce che l’atc Ternano è un deserto di selvaggina ma a sentire i gestori e un eden e per certi versi è vero l’eden dei nocivi di ogni genere. In tempi non sospetti dissi che non si trovava un selvatico mobile nemmeno se lo si comprava , oggi questo viene denunciato anche dai politici Regionali. Anche questa è una bella giornata non è mai troppo tardi provvedere ad una corretta produttiva e sana gestione del territorio cacciabile Umbro. L’unica speranza che non sia campagna per la prossima consultazione elettorale in vista delle amministrative Regionale che si terranno tra non molto.

  2. ANTONIO PINOTTI scrive:

    C’è da essere esterefatti. Ho sottomano la proposta del piano faunistico regionale (delib.G.R. n. 438 del 6 aprile 2009). Sono andato alla “partecipazione”, sono intervenuto a lungo, in maniera documentata, come è mio solito. Ma ho capito che ti “ascoltano” si,ma poi e come se nessuno avesse parlato.

    Ma andiamo per ordine. La cosa che più colpisce è il silenzio che segue dopo l’accertamento della superficie agro-silvo
    pastorale. Un passettino in avanti,ma a che serve tanta fatica,se nell’atto fondamentale di pianificazione venatoria si omette di dire se siamo “fuori” o “dentro” i parameri di cui alla legge 14/94 e 157/92 ? Per saperlo bisogna interpellare “Barbanera” l’astrologo i Foligno ? E come se un Dentista non avesse l’anastetico nel suo ambulatorio, o se il Droghiere fosse sprovvisto nel suo negozio, del pepe o della cannella !

    Poi sulle questioni del rapporto agricoltura e
    caccia,si è omesso di acquisire uno dei pochi documenti validi che sono stati in giro in questi ultimi anni, redatto dalla Provincia di Perugia, e presentato alla Conferenza venatoria di Bastia Umbra.

    Inoltre in Regione, qualcuno sà che con “l’HEALTH CHECK” della PAC (Bruxelles 19-20 Novembre 2009) il set-aside è in esaurimento?

    Spiace rilevare nella fase di partecipazione la quasi totale assenza delle FEDERAZIONI Venatorie. QUESTA è L’OCCASIONE NEL QUALE SI DEVONO FAR SENTIRE,

  3. ANTONIO PINOTTI scrive:

    e questi sono i momenti veri, in cui si decidono le questioni che interessano da vicino i cacciatori. La questione del rispetto delle superfici da destinare alla caccia, è uno dei momenti più importanti e decisivi.

    Contemporaneamente al varo del PIANO faunistico, si doveva contemporaneamente realizzare il percorso legislativo di adeguamento dei parametri delle superfici, mediante le dovute riperimetrazioni.

    Io comunque se rinasco mi “faccio frate”, cosi non peno, mangio bene,e non parlo di caccia.

    A proposito, ho incontrato decine di preti cacciatori, ma mai un “frate” !

  4. Stefano Tacconi scrive:

    Sono anni che intervengo a Consulte, Audizioni, Partecipazioni, compresi Congressi, Seminari e quant’altro…puoi fare tutte le proposte costruttive che vuoi, ma con i “sordi” della politica puoi anche urlare, il risultato è che l’orecchio del legislatore è orientato solo da una parte.
    Sulla S.A.S.V. puoi giocare la partita come vuoi, puoi produrre tutti i documenti che riesci a trovare, ma quando con Legge Regionale qualche “scienziato” si è inventato l’applicazione dei parametri da rispettare per “il protetto” capovolgendo i dettami della legge, la partita è stata già regalata.
    Non mi scoraggio di certo, ma alcune volte preferisco disertare volutamente le “parate” e starmene con i miei nipoti…tanto ci sono i più numerosi, i più forti ed i più “preparati” a tutelare (?) i nostri interessi.

  5. Traica Roberto scrive:

    Stefano , quali sarebbero i numerosi forti e preparati che ci dovrebbero difendere? Io ancora non ho visto niente di tutto ciò che si è detto .Sednto di questo e di quello ma nessuna concretezza. Scusa ma sono incazzato.UN abbraccio

    Roberto Traica

  6. Traica Roberto scrive:

    che si è detto e sentito .Scusa gli errori.

  7. BEN scrive:

    Cari sig.ri Pinotti e Tacconi, andavo alla riunione dell’Atc dove caccio io a Lucca, feci presente le cose che non andavano, lanciavo volontariamente i fagiani dell’Atc alzandomi alle 4 del mattino sino a mezzogiorno, il mangime ce lo dettero molti giorni dopo. Lo comprai con i miei soldi, mi dispiaceva lasciarli morire di fame, lo feci presente alla riunione, alla fine uscirono tutti, rimanemmo in 3. Quello che era il Dirigente ATC mi minacciò dicendomi di stare calmo, che sennò andava per vie legali, perchè aspettò che fossero usciti tutti??? andai giù e vidi il Presidente dell’Atc, gli raccontai tutto, ma non gliene fregò più di tanto, è stata la mia ultima riunione… Un saluto.

  8. Stefano Tacconi scrive:

    Ciao Roberto, approfitto del sito per invitarti venerdì 17 luglio, alle ore 11, presso la Sala Partecipazione della Provincia di Perugia, alla conferenza stampa con la quale illustreremo le modalità del blitz compiuto sul calendario venatorio umbro, gli ideatori, i mandanti e gli esecutori.

  9. Giusti Giacomo scrive:

    Ben
    sono solo dei carrozzoni mangia soldi e basta.
    Bel comportamento hanno avuto verso chi contribuisce a pagare i loro lauti stipendi di nulla facenti.

  10. Mario Bartoccini scrive:

    Carissimi Amici,
    i PFV (Piano Faunistico Venatorio) sono le regole d’indirizzo per la gestione del territorio, della fauna e della flora, ma sono sempre articolati per fare il solito esercizio della “pelle dei coglioni”.

    A questo si aggiunge la fregatura della superficie utile cacciabile, l’inefficenza dell’Osservatorio Fauistico Regionale (mancanza di paramentri certi sulla presenza dei predatori ponendo come base i paramentri di presenza storica, l’articolazione delle interconnessioni: soprattutto tra le specie a più forte impatto predatorio, etc. etc.).

    Ma la “carognata” più sconcertante riguarda gli uccelli da usare a scopo di ripopolamento.

    Il PFVR, infatti, autorizza di fatto l’uso di animali immatturi ed inetti alla riproduzione, affermando implicitamente che fagiani, starne e pernici sono validi riproduttori quando sono nati tra i mesi di APRILE / AGOSTO.

    Risulta questa una vergognosa sanatoria, considerato che il ns. Club anno scorso – febbraio 2008 – presentò alla Corte dei Conti “ESPOSTO – per accertare la qualità dei riproduttori e di conseguenza la veridicità del prezzo pagato dall’ATC Perugia n. 1″.

    Perchè è certo che animali nati dopo il mese di aprile ridardano la fase riproduttiva e, se nati nei mesi di luglio/agosto,
    NON SONO IN GRADO DI RIPRODURSI
    per evidente immaturità sessuale.

    NON SONO IN GRADO DI SOPRAVVIVERE PERCHE’ IMMATURI E QUINDI INCAPACI DI ALIMENTARSI.

    Ecco perchè a caccia aperta non ritroviamo nemmeno gli animali immessi!

    Altra vergognosa “innovazione” apportata dalla “truppa Bottini”: il divieto a cittadini ed Associazioni non riconosciute – venatorie – a livello nazionale
    DI EFFETTUARE RIPOPOLAMENTI.

    Associazioni di buona volontà, come il Club “Le Torri”, dovranno “prostituirsi” presso Associzioni riconosciute, che a loro volta dovranno “prostituirsi” presso gli ATC, per effettuare ripopolamenti di selveggina.

    CONSIDERATO CHE NEL TRATTAMENTO DEGLI ANIMALI D’ALLEVAMENTO: NESSUNO A MAI ADOTTATO LE AZIONI PREVIDENTI CHE ADOTTA IL CLUB
    (inanellamento dei nati ad aprile, ambientamento ed adeguamento dell’alimentazione da circa due mesi prima del rilascio – tanti quintali di insalate, ghiande raccolte direttamente da noi, cascame di olive raccolte direttamente da noi e granglie varie che ci regalano gli agricoltori ai quali curiamo le gabbie per la cattura delle specie dannose -.

    Grave è l’atto, anche nei confronti dei singoli cacciatori che si sono sempre organizzati per liberare in proprio migliaia e migliaia di capi in tutta la Regione.

    E’ certo che il Club risulta il solo che rispetta le indicazioni degli Uffici provinciali ed il dettato del PFVR.

    Altre “carognate” riguardano l’uso dei pallini di piombo, etc. etc.

    A ns. avviso è un Piano Funistico Venatorio Regionale da “abbattere”.
    Saluti .. vado a pranzo ..

    Mario Bartoccini – Club “Le Torri”.
    P.S. Rinnovo l’invito fatto dall’amici Stefano, ad intervenire alla conferenza stampa di venerdì 17, presso la sala Partecipazione della Provincia di Perugia.

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