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Taccuino: “NEMORINO”

| 27 giugno 2009 | 44 Comments

TACCUINO ITALIANO DELLA CACCIA,DELL’AMBIENTE,DELLA TERRA E DELLE TRADIZIONI
(un’ esclusiva ilcacciatore.comCorriere dell’Umbria (Perugia) e iltamtam.it (Todi))

N.54 del  25 giugno 2009. San Prospero.
LA BUONA ITALIA : Questa volta accendiamo le luci  della ribalta su di una donna lavoratrice, la Sig.ra Mirella Magni SIMONI, premiata il 1° maggio 2008  con  la “STELLA AL MERITO DEL LAVORO” . L’Onorificenza  le è stata consegnata nel giorno della festa del Lavoro, dal Prefetto di Perugia Dott. Enrico Laudanna, alla presenza del Sindaco della città di TODI e delle massime Autorità Regionali e Provinciali.  La motivazione riassume il grande impegno, la correttezza, la puntualità, la riservatezza e l’alta professionalità della signora Mirella, che presta servizio da quasi trenta anni presso l’Agricola Todini s.r.l. di Todi . Queste sono le donne da ammirare,  che lavorano sodo ed in silenzio, e che non anno nulla a che vedere, grazie a  Dio, con quelle che ogni giorno sui giornali contribuiscono al “gossip” effimero e fastidioso.

QUINDICI RIGHE SUI TEMI AMBIENTALI : “ I grandi soloni dell’ambientalismo politicamente corretto, le cassandre verdi del catastrofismo, coloro che con fare snob chiedono di limitare le nascite, aumentare le tasse verdi e ridurre i consumi, perché altrimenti il modo andrebbe in fumo, questa volta hanno reagito in maniera isterica ad una mozione, firmata da 37  Senatori del PDL tra cui i Presidenti delle Commissioni Ambiente, Industria e Beni Culturali del Senato. La mozione impegna il Governo ad intervenire con urgenza presso la Commissione Europea ed anticipatamente anche nei confronti dei  Paesi partecipanti al G8 per ridiscutere le cause e soprattutto gli impegni derivanti dal Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto accordo “20 – 20 – 20”.

Nella mozione, approvata dal Senato, i 37 firmatari segnalano come “una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non creda  che la causa principale del modesto riscaldamento dell’atmosfera terrestre al suolo finora osservato ( compreso fra 0,7 e 0,8 °C ) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente  all’anidride carbonica di origine antropica”” (1). Contrariamente al disappunto ed al forte malcontento, che proviamo nei confronti di gruppi politici presenti in Senato, per la lentezza nell’affrontare la legge di riforma della caccia Italiana, diamo atto della bontà dell’iniziativa  condividendo in pieno le tesi della Mozione approvata.

In questo numero del  “Taccuino” lasciamo “riposare” gli argomenti “dotti” e “pesanti”, le parole inglesi, le citazioni, l’Eneide, il Maestro Puccini (lui tanto è felice perchè riposa in cielo fra i grandi artisti), i Ministri, e quanti sono “sopra di noi” e riparliamo delle Tradizioni, non di tante ma di una, si di una sola. D’ora in avanti “illumineremo” un mestiere: “ il barbiere” ,” il falegname”, “ l’arrotino”, “lo spazzacamino”,  “il Fabbro”, il “calzolaio”, ed  “ il sarto”.  Ho scritto tanti racconti e novelle in questi anni, quelle “colte”  (si fa per dire)  pubblicate su vari giornali, ad uso di un pubblico “raffinato”. Poi ad un certo punto però, ho capito che quella non era la strada giusta, e tutto in una volta ,mi sono riappropriato del linguaggio comune, ed ho ripreso a parlare con parole semplici , delle persone semplici, semplici come me, come noi tutti. Un artigiano e la quintessenza della semplicità. Ne ho cercati tanti ed ho scritto di tanti.

Allora parliamo di un “Barbiere”. Ho dovuto usare un nome di comodo, chiamandolo “Nemorino” (il personaggio principale dell’opera Lirica “ L’Elisir d’amore” di Donizzetti) in omaggio alla sua passione per il canto. Recentemente ho saputo che il mio “barbiere” è passato a miglior vita. Mi è dispiaciuto non poco ed potuto solo dire “ Che Dio lo abbia in Cielo”. Il luogo invece lo svelo : la mia amatissima “Toscana”, il paese: “Vagliagli” un borgo incantevole a  quattro passi da Siena, nel Comune di Castelnuovo Berardenga, ad un tiro di schioppo da Pianella e Pievasciata.

In ogni caso con i prossimi  due numeri del “Taccuino”  torneremo nell’ ”arena” e affronteremo nell’ordine: per prima cosa le questioni della riforma della 157/92,  tenendo presenti i fatti “non avvenuti” , quelli che dovrebbero avvenire e non avvengono mai, e per ultimo il comunicato  “evangelico” di Federcaccia, che sembra (sembra) assomigliare a “Paolo” sulla via di Damasco. Sul tema avanzeremo una proposta operativa per il breve e medio periodo. In seconda battuta  avvieremo una riflessione nazionale attorno alla questione del prelievo degli ungulati, che provocano danni alle colture agricole, accompagnata come al solito, da concrete proposte operative.   E’ molto probabile questa volta, secondo le voci “ufficiose” che arrivano all’estensore del “Taccuino” che qualcuno, attraverso la voce ( “The voice”) di Frank Sinatra,  “canterà” con noi.

“NEMORINO”

Un piccolo borgo. Uno come tanti ne esistono in questo nostro paese. Le case sono aggraziate e severe. Quasi tutte costruite con la pietra serena, inframezzate qua e là, dai mattoni rossi fatti a mano. Attorno ci sono le vigne e i boschi. I muri  che reggono la terra ai limiti delle strade, sono murati “a secco” con la stessa pietra grigia delle case. Poi gli ulivi, che formano a volte dei piccoli viali. Rino un pensionato, e NEMORINO, il Barbiere, sono le due persone più rappresentative e caratteristiche di questo luogo. RINO è un uomo piccolo e sanguigno e da molti anni è vedovo. Una sera mi mostrò la carta d’identità della sua povera moglie. Un documento sgualcito, emesso nel 1946. Lo stemma della Monarchia è stato cancellato con delle righe sottili. La fotografia di Giuseppina è a sinistra. Una donna dai lineamenti gentili e accattivanti. Mi diceva Rino “ La tengo qui sempre nel portafoglio, non l’ho mai lasciata”.

NEMORINO il barbiere, quando l’ho conosciuto aveva ottantotto anni. Piccolo, asciutto ed arzillo. Si muoveva a passi svelti ed indossava sempre una tuta da lavoro color celeste. Era un tipo veramente in gamba, il tuttofare del paese. Parrucchiere e barbiere per donne ed uomini fino 40 anni, poi per soli maschi fino ai settantacinque. Un giorno entrai nel piccolo locale adibito a barbieria. Un incanto : le vecchie sedie, gli specchi di una volta, le forbici ormai arrugginite, ma soprattutto ti si spezzava il cuore quando guardavi nella parete un vecchio calendario con i foglietti bianchi e rossi. Quell’ultimo giorno del suo lavoro di barbiere segnato lì per la memoria. Mi parlava ripetutamente con una certa intensità che c’era un periodo dell’anno che più di tutti lo rendeva felice. E questo era il periodo natalizio.

Preparava i piccoli calendari da dare in omaggio ai clienti, ornati esternamente con un filo dorato ed un piccolo nodo rosso. Su di essi, al centro, una volta faceva stampare le ballerine con le gambe nude, un altro anno riproduceva le foto delle attrici del tempo : Marlene Dietrich nelle sembianze di “Lola Lola” nell’ “Angelo Azzurro” ; Greta Garbo bella e sensuale insieme a Ramon Navarro interprete del film “Mata Hari”del 1932. Un altro anno ancora riproduceva i volti dei cantanti lirici più famosi del tempo : Enrico Caruso, che interpretava Federico nell’ “Arlesiana” di Francesco Cilea ; Beniamino Gigli protagonista del “Mefistofele di ArrIgo Boito.

NEMORINO aveva una bella voce. Una voce da tenore. Sempre nel periodo di Natale, si univa al coro della Parrocchia, ma a fronte delle sue qualità canore, quelle esibizioni gli apparivano sempre più frustanti ed inutili. Conosceva molte opere liriche, e di queste cantava in solitudine le arie più famose. Un giorno mi racconto una storia vera che io ebbi modo di verificare con alcune persone del posto.

Mi disse : ” un anno, come al solito, la notte della vigilia di Natale lavorai fino a tardi. Tutti a radersi, a tagliarsi i capelli, chi all’ “Umberta”, chi alla “ Rodolfo Valentino” , chi con lo scrimo a sinistra, chi con i capelli tutti rivolti all’indietro tenuti ben fermi dalla brillantina solida “Linetti”.

Alle tre di mattina uscii dalla bottega. Da qualche piccola finestra si intravedevano le luci degli alberi di Natale addobbati con le luminarie. Quella della vigilia di Natale, prosegui, è una notte speciale : ognuno di noi chiede o sogna qualche cosa. Non sfuggii a questa tentazione. Conoscevo bene l’opera lirica “ L‘elisir d’amore” di Donizzetti e dunque sognando di essere a quell’ora il vero “Nemorino” il pretendente a lungo respinto da Adina, mi misi a cantare nella piccola piazza l’aria musicale “….. Quanto è bella quanto è cara…..”. Svegliai quasi tutti, in molti si affacciarono dalle finestre e mi applaudirono.

Ciao NEMORINO,  dapprima giovane parrucchiere per signore, che tagliavi i capelli alle donne “alla maschietta” o alla “bebè”, con la frangetta davanti alla fronte e che quando  arrivò più tardi la “permanente” e la “messa in piega” fosti costretto a diventare il solo barbiere degli uomini  di Vagliagli.

Quando si arriva in questo piccolo paese c’è una piccola croce sulla sinistra. Nella piccola targa d’ottone c’è scritto che è stata restaurata da NEMORINO, una volta il tuttofare di questo luogo. E’ di ferro e ci guarda.
antonio_pinotti1.jpg

ANTONIO PINOTTI

(1) da Greenwatch News- ann XVI n.6 del 15 aprile 2009.

Category: Taccuino

Comments (44)

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  1. Fiore scrive:

    Sig. PINOTTI

    Vagliagli, la strada che vi ci porta da Radda in chianti quella sterrata che fa da confine degl’ATC SI 17 e SI 18 da dicembre in poi la battiamo spesso e volentieri, su entrabi i lati ci sono dei posti spettacolari per i sasselli e quando è l’anno anche per le gazzine, per non parlare dei colombacci vicino a San. Fedele. Altrimeti si passa dalla Firenze Siena si esce alla seconda o terza ora non ricordo e si prende per Pianella, si trova un bivio e si va a destra si costeggia la riserva di Rentenano se non sbaglio e s’arriva a monti di sotto, poco prima dell’inizio del paese sulla sinistra c’è un vignone che confina in basso con un fosso e un purtroppo pezzo di tagliato sopra invece c’è ancora bosco bono con in cima un vecchio appostamento fisso, dove la vigna la una specie di punta parte un terrazzato vecchio con ancora piante d’olivo ormai rinselvatichite e ginepri con in mezzo tre o quattro piante di querciolo e andando ancora verso il paese che rimane di fronte si trova un laghetto che confina con una strada poderale che passa sopra la macia d’un’altra vigna.

    Non ci si capisce nulla ma quattro anni fà gl’ultimi due fine settimana di dicembre ci siamo proprio divertiti, la mia parata naturalmente era a dieci metri dalle tre querciole.

    saluti

  2. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Sig.Fiore

    Si sale, si passa dentro Monti di sotto, e più avanti si arriva a Brolio :Il castello, le cantine, i funghi che nascono in ottobre nelle aiole del castello (è aperto al pubblico). Ma Vagliagli è da un’altra parte : da Pianella si sale fino a Pievasciata (strada bianca) e si prosegue fino a Vagliagli. Per vent’anni ho avuto l’appostamento a Monteropoli vicino a Pievasciata. Adesso sono vicino a Brolio in località “Corbina” a 500 metri da s. Felice (il borgo trasformato totalmente in albergo).Se si scende si trova il castello di Bossi, poi girando a sinistra s’incontra S.Gusmè. Cara e dolce Toscana, quanti ricordi in più di 40 anni !

  3. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Facciamo tornare i conti : gli altri 20 prima alle Campore vicino a s. Geminiano, poi a Cetica sotto Pratomagno.

  4. massimo fedeli scrive:

    X Fiore, un mio amico fruttarolo cacciatore e fungarolo, domenica scorsa nell’aquilano vicino a Pizzoli ha trovato 3 porcini di dimensioni esagerate uno pesava kg 1,8 da non credere , è lì tutti i pomeriggi piove, ciao.

  5. Fiore scrive:

    Sig. PINOTTI,

    nopn ci posso credere anche Cetica conosce!! Bagni di Cetica appena s’arriva al bivio della strada del crinale che dalla secchieta porta al pratomagno poche centinaia di metri sulla sinistra sotto strada c’è un capanno per i colombi tra i faggi che prende tutto il canalone che da cetica viene su fino al crinale se non sbaglio dovrebbe essere il varco di gastra.

    Allora penso che avrà avuto l’occasione di mangiare i tortelli di patate (patate del casentino) con qualsiasi condimento, perchè il buono sono le patate.

  6. Fiore scrive:

    @ Massimo Fedeli,

    da noi l’acqua è stata troppa e il freddo ha fermato la nascita, na se si rimette al bello ai faggi ci vole la zappa per sbarbarli.

  7. ANTONIO PINOTTI scrive:

    SIG.Fiore l’appostamento era quasi sotto Prato Magno. (1970).Siamo dovuti venir via dalla disperazione. Ogni giorno di più saliva la “controaerea” delle fucilate ed a noi occorreva il silenzio…. quindi via…per un’altro posto. E COME SE UNO CAMBIA CASA. LO SA CHE SIGNIFICA? SOLO UNA PERSONA PUO’ SPIEGARLO MEGLIO DI ME : GIOVANNI B. “IL GENERALE DELLA ROVERE” Vedrà che se legge si fa vivo ! Devi smontare i capanni, i tubi innocenti,ecc. ecc. E’ come se smonti te stesso per la nostalgia di lasciare dei luoghi,delle immagini della natura, che ormai per te sono diventate famigliari.

    Quando fai l’avvisatore, passi ore ed ore a guardare, 5 secondi la testa dei volantini i veri radar delle palombe, poi alzi gli occhi e guardi lontano. Trovi sempre una linea di confine visiva sempre più irraggiungibile. Un oggetto diventa un simbolo, una casa ti fa compagnia, anche il rumure di una motosega ti allieta.

    E’ così, purtroppo è così !

  8. Fiore scrive:

    Sig. PINOTTI

    Il capanno che dico io è ancora attivo ogni tanto quando sono a giro ci faccio una capatina, ci salgo sopra (tanto è sempre aperto) e m’immagino a ottobre i colombi che salgono su dalla gola fra due dei contrafforti che sorreggono il pratomagno che proprio all’altezza del capanno quasi s’uniscono in un pianoro prima dell’ultimo scalino per valicare.

    Penso che l’emozione che da un branco di colombacci che ti punta dritto, e noi fermi ad aspettare che siano entrati per sperare di far coppiola o addirittura terzina..mai. (siamo tordaioli e si spara al volo) ti tremano le gambe e in due secondi finisce tutto sembra impossibile come facciano alla svelta a svirgolare appena sentono il click del grilletto con due colpi d’ala spariscano in un batter d’occhio, ancora il cascare a vite sbattendo di quelli colpiti non li a condannati a finire a terra in un punto che mai avrebbero voluto, il branco s’è gia riunito 200 metri dietro.
    Bellissimo animale.

  9. Giusti Giacomo scrive:

    X Fiore e il grande Pinotti

    hihihihihihi
    Tutti posti che conosco quasi come le mi tasche!!!!
    Specie le zone intorno a Bossi.

    Non mi parlate di colombacci perche`senno`entro in fibrillazione.

  10. ANTONIO PINOTTI scrive:

    sig.Fiore, le emozioni che contano durano poco.

    Pensi allo spettacolo più bello della tradizione italiana : “Il Palio di Siena”. Tutto si consuma in due minuti e chiunque guarda trattiene il fiato. Certo quando stai per far posare un brancone di palombe e ci riesci, sei contento. Ma quando prendono, stanno per venire, e una tua mossa sbagliata le far andar via,tu imprechi la malasorte. Ma nessuno dei tuoi soci, ci crede. Anzi COMINCIANO a rimproverarti: Hai grillato troppo, hai rimandato via i volantini e sono andate via… Quando si posano nessuno ti dice bravo…salvo il solito (senza parole) che certe volte
    spara per fare il furbo all’inizio del secondo cu…..(PER FARSI PERDONARE).

    Saluti e buongiorno a tutti i lettori del taccuino.

  11. giovanni b scrive:

    Caro Antonio, caro Fiore,

    “il Silenzio”

    l’ho voluto scrivere maiuscolo per l’importanza assoluta, che gli danno tutti i cacciatori di palombe a fermo, in particolar modo io.

    Solo chi si è abituato a cacciare nel silenzio, può capire cosa sia veramente la caccia prima di quel clik, che spaventa tutto e tutti.

    Solo chi come me, abituato a cacciare spesso da solo, si può rifiutare di sparare ad una palomba, preferendo di ammirarla nei suoi comportamenti in quell’ambiente che è il suo e dove tu ti senti un intruso a casa d’altri.

    Quel silenzio che ti fà preferire di passare una giornata, senza aver aperto bocca se non per mangiare o sbadigliare, piuttosto che scambiare due parole con un cacciatore di beccacce, che magari si trova a passare sotto il tuo capanno.

    Quel silenzio che ti fà sperare, che fino a dove arriva il tuo udito, ci sia solo tu ad ascoltare il canto della vita del bosco, che nessuno deve permettersi di interrompere.

    Quante paure e trepidazioni mi ha dato questo benedetto silenzio, quando magari qualche mattina arrivava l’eco delle fucilate, che sembravano essere ogni colpo più vicine, facendomi tornare ogni volta la paura, che forse bisognava già cercare di nuovo un posto più tranquillo, rifare tutto daccapo, proprio ora che dopo qualche anno di lavoro, ero riuscito a creare un posto adatto alle mie esigenze di caccia.

    Quanti capanni per palombe ho costruito nella mia breve vita, per me e per gli amici (107), molti di questi per colpa di questo amato silenzio.

    Un abbraccio.

  12. Fiore scrive:

    Buongiorno,

    @ Giovanni B.

    Il silenzio, forse oggi è una parola che stride con tutto il baccano che a tutte l’ore si può trovare, per me poi è una chimera che mai più potro avere il piacere di sentire, è già da 20 anni che c’ho un acufeme bilaterale, un pò come il fischi negl’orecchi d’una fucilata sparara da un amico un pò troppo vicino.
    Comunque la caccia è imparare dagl’altri predatori, ed io non ho mai visto un ghepardo avvicinare una gazzela con trombette e bandierine, certo nelle battute la confusione ci vuole per indirizzare le prede, ma i colombacci no! loro gli devi attirare li devi invogliare e ingannare che le querci o i faggi intorno altuo capanno siano i posatoi migliori, e in questo caso tutto deve rimanere come incantato solo le palle degl’occhi hanno il permesso di muoversi.

  13. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Cari amici cacciatori,

    che il “cacciatore” sia una persona speciale,è risaputo, anche se dobbiamo mettercela tutta per far capire che la caccia è una cultura. Farlo capire ai giovani,soprattutto, coinvolgendo le scuole, come noi anche quest’anno, con Zefiro, stiamo facendo con le Scuole di ogni ordine e grado, con il progetto “Gli alberi e la vita- adotta la natura” “Trees and Life – adopt nature”.(Todi 21 novembre 2009)

    Che il cacciatore sia una persona speciale, è dimostrato dalla magnifica lettera di Giovanni b. “Il Generale Della Rovere” delle palombe, braccio destro e anche di più di Zefiro.

  14. D.N.65 scrive:

    intervengo per la prima volta su questo sito. In realtà sono un pescatore professionista con la “mosca” di trote nelle acque dolci dell’Appennino Centrale. Ma sono anche un cacciatore, al punto tale, che non riesco più a distinguere quale sia per me la passione più importante tra la pesca e la caccia.
    La molla che ha fatto scattare in me il desiderio di intervenire su questo sito, che considero il migliore, è stata determinata, dal leggere, non solo i contenuti
    dei taccuini, ma sopratutto per gli argomenti che di volta in volta appaiono nei vari post.

    Rivolgo un appello al Responsabile del sito, affinché il sito stesso, possa aprirsi anche ai pescatori italiani che sono anche cacciatori.

    La pesca e la caccia sono figlie di un’ unica madre: la natura.

    Ringrazio per l’attenzione ed invio un cordiale saluto a tutti i frequentatori del sito.

  15. giovanni b scrive:

    Caro D.N65,

    io credo che non serva aprire assolutamente niente per la pesca, credo che tutti gli altri siano daccordo con me compreso Daniele che noi consideriamo il Capo,perchè se anche il nome del sito fa riferimento alla caccia, credo che la pesca non sia da meno, lo dice un ex pescatore che per motivi di tempo è stato costretto a scegliere, per cui ritengo che i pescatori, non debbano far altro che intervenire con i loro argomenti, in questo sito, anche perchè ho costatato che molti di noi sono pescatori, perche la passione della cattura che sia pesce o uccello, è nell’uomo da sempre, quindi è la passione per la cattura che ci rende uguali.

    Visto che condividiamo la stessa passione ben vengano i pescatori e tutti quelli che vivono le passioni della natura dai funghi ai tartufi e quantaltro, ma senza pregiudizi nei confronti deli altri.

  16. Federighi Alessandro scrive:

    @ Tutti:mi scuso col sig.Pinotti se uso il suo post per dare una notizia di ieri sera :il c.f.r. ha deliberato il calendario Sardegna ,con il risultato che anche da questa parte politica che ci ha promesso tanto in campagna elettorale,non è cambiato nulla se non 2 MEZZE gg alla tortora(non capisco il perchè su un migratore in buona salute),e 4 MEZZE gg (unico posto al mondo dove viene usata tale limitazione)alla pernice e lepre,quindi una in meno rispetto alla tanto criticata giunta Soru!!!! Il discorso è questo, la mezza alla stanziale,può avere come giustificazione,la protezione di questi selvatici in difficoltà, ma la mezza gg alla tortora non la concepisco ,mi sà di presa per il c.lo averso noi cacciatori!!! Aspetto commenti dai vari presidenti d”associazione,ma so già quali saranno le loro scuse,dare la colpa agli altri!saluti

  17. Giacomo scrive:

    x DN 65 :

    Per la pesca in mare sulla costa Amalfitana inzio Giugno belle pescate, con il cambiamento del tempo e calata di molto,solo cefali sotto misura ributtati. Ma io non demordo vado comunque, canna fissa sempre pronta e pane
    con pastura al formaggio.

    I cefali prima o poi dovranno venire sotto, mi devono dire se è buono il pane che gli ho preparato, io poi gli dirò come vengono buoni alla brace. Un saluto e ben venuto sul nostro sito.

  18. massimo fedeli scrive:

    a Giacomo daglie er formaggio bono!!!

  19. Giacomo scrive:

    Sempre quello bono ! La parte migliore del formaggio.

    Parmigiano Reggiano e sanno cosa mangiano !!

    LE BUCCE GRATTUGGIATE !

  20. massimo fedeli scrive:

    a Giacomo cè vole er pecorino romano un po morbido, i muggini ciucciano e se non è di loro gradimento la ferrata va a vuoto, sono padelle!!

  21. D.N.65 scrive:

    X Giacomo…..questi di inizio luglio e per tutto il mese di agosto sono dei mesi diciamo “transitori” per la pesca alla fario in torrente; i mesi migliori li ho lasciati alle spalle, aprile e maggio, mesi in cui per le abbondanti ” schiuse” di insetti le trote erano in piena attività…..ora aspetterò settembre, mese in cui c’e’ piu’ fresco ed i pesci che si rifuggiavano dietro le grosse pietre a riparo dal sole caldo e incessante, tornano volentieri a “bollare” sul filo della corrente….

  22. Giacomo scrive:

    Massiomo io uso la pastura già preconfezionata al formaggio, le buste da un Kg.
    Le mescolo con il pane grattuggiato o pan carrè.

    Quando vengono sotto gli faccio il c..o ! E non solo ai cefali, mangia un po di tutto.

    Sulla ferrata certo che si può anche padellare.
    Ma tu fai la stessa pesca ?

  23. Fiore scrive:

    @ Giacomo,

    vieni formaggio!!!!

    oggi orata e ombrina!!!! vaia muggine

  24. Fiore scrive:

    D.N 65

    Vai, un c’è problema caccia pesca funghi asparagi basta stare in mezzo alla natura,

    la mosca, e quasi come la caccia, io sono autodidatta, qualche fario la levo, mi divertivo con i cavedani ma ora se li son mangiati i cormorani,, purtroppo.

  25. Giacomo scrive:

    O Fiore !! i che tu dici ! Un ciò mia capito un c…ooo !

    Giusti mi sta facenso imparare a scrivere Toscano.

  26. D.N.65 scrive:

    X Fiore, innanzitutto ringrazio Lei, il Sig. Giacomo e Giovanni B. per avermi risposto.
    E’ dall’età di 10 anni che frequento i corsi d’acqua ed avendone adesso 45 è abbastanza tempo che pesco le trote. Ho affinato le tecniche con tanta passione e pazienza.
    All’inizio puntavo alla quantità, poi alla grandezza delle trote, ora cerco di catturare solo quelle più difficili.

    Certo la caccia mi appasiona come la pesca: postarolo all’ orecchiona, fermo come le Guardie Svizzere del Papa, occhi immobili ed orecchie attente.

    Sul palco delle palombe…..con qualche padella.

    Domattina nel bosco alla ricerca del porcino di S.Giuseppe…….che da un po’ è passato…

  27. Fiore scrive:

    @ Giacomo,

    allora si scrive ICCHE’, ieri surfcasting, a principina a mare (gr) dal sole m’è toccato fare una capanna sennò non ci stavo ( ero senza ombrellone) posto spettacolare, vai a vederlo su google Heart (foce ombrone)

  28. massimo fedeli scrive:

    No Giacomo io ho smesso 20 anni fà, facevo un pò tutte le pesche, lago fiume mare, mi mancava il torrente, ma da Roma èra troppo lontano, è poi ci vuole un’attrezzatura particolare x le fario, io sono un fumatore e la nicotina sulle esche ha un effetto repellente specialmente sulle scaltre fario, ciao. Comunque la roba preconfezionata non è mai come la fresca.

  29. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Buona domenica a tutti i frequentatori del sito ed a tutti i famigliari. Con tantissimi ringraziamenti ai lettori del taccuino.

    Sig.FEDELI,Giacomo, Fiore, Giusti,Federighi,Giovanni b. ecc.
    QUALE MODO MIGLIORE, di passare un giorno di festa nel bosco. Dovevo “rasare” la caccia, ma era bagnato. Ho aspettato che asciugasse e con mio figlio abbiamo cercato i funghi, non molti,ma ci accontentiamo. Dimenticavo di dirvi una cosa,abbiamo respirato un “profumo” particolare e piacevole a causa delle abbondandi piogge della notte, da fare invidia a quelli che usano le donne (Gucci,Balestra,Capucci) Il sole penetrando con i suoi raggi fra i rami dei cerri e delle quercie,
    riscalda il sottostrato, in modo tale che un vapore leggero sale dalla terra, disegnando forme incantevoli e variopinte. UNA PALOMBA ha “rugolato” a lungo. Il verso del maschio con il “cu” finale corto e stretto quasi inesistente,dopo due ritornelli,vuole significare ( mi diceva sempre un vecchio cacciatore) che la femmina è in cova e stanno per nascere i palombini. Ho “rugolato” a lungo anch’io , illudendomi come sempre mi succede di saper imitare alla perfezione (dopo tanti anni) il canto. Due volte mi ha risposto, poi ha capito “chi ero” (è un eufemismo) e si è azzittato. Mio figlio mi ha detto”diventi vecchio” e non non “rugoli” più tanto bene ! Puo darsi gli ho risposto, ma che ci posso fare !

    Altri segnali dal bosco : Il fringuello maschio “crecchia” ed è segno del secondo o del terzo nido ; La pica perde le penne ed è segno che viene un caldo torrido a Settembre, il “traulo” fischia due volte ai bordi del bosco che è vicino a due piante di fichi prossimi alla maturazione. Da una strada interna ho individuato il nido di una tortora. Come ho fatto ? Per deduzione, vedendo il maschio che tela sopra alla pianta con giri concentrici, con le ali che grillano più veloci del solito.

    Carissimi saluti.

  30. Fiore scrive:

    e pensare che a molti “moderni” il bosco mette paura, mah!!!

  31. Giusti Giacomo scrive:

    Giacomo
    l’ho visto!!
    Stai imparando,sai che a praticare lo zoppo si impara a zoppicare!
    Non vorrei che tu imparassi…….qualcos’altro.

    DN65
    Sono anch’io un pescatore ,ho cominciato a 6 anni,scappando in bicicletta alla mamma.
    Ora anch’io ho ridotto di molto l’attivita` alieutica,perche`faccio una caccia molto impegnativa,devo allevare, allenare e selezionare piccioni per la caccia da palco, ma credimi se metto insieme tutti i KM che ho fatto,prima in bici,poi in treno,e a (patente presa),in macchina,non so in che punto dell’universo arrivo.
    La mia pesca era ed e`alla passata,con bachi di sego,formicoloni, mais,bacocci,(crisalidi del baco da seta lessate,un profumo che non ti dico)e al suo tempo frutta(sanbuco, fichi,uva.

  32. Fiore scrive:

    Giusti,

    il formicolone di febbraio con l’acqua gelata per il cavedano o il sambuco e a settembre l’uva, una volta da ragazzi si fece una cibatura alla pescaia dell’ellera in Arno con l’albicocche si mettevano i pezzetti all’amo con un capio a bomber.

    anch’io le prime uscite le facevo in bici, altro che PC.

  33. Giusti Giacomo scrive:

    Fiore
    Hai detto proprio bene!!
    Altro che PC!!!!
    Il formicolone,lho usato anche fine settembre,primi di Ottobre,un po`in tutti i posti.
    Ma,mi ricordo a Pontassieve,proprio dove la Sieve sfocia in Arno,non ti dico come funzionavano,ho preso anche dei bei barbi.
    Mi ricordo che una volta c’era la caccia aperta(da poco),e mi casco`un fagiano a 10 metri dalla punta della canna e se ne ando`con la corrente.Erano i primi anni 70.
    Altro che PC!!!!

  34. Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

    Ciao Massimo come va? Sono allo Studio ha fare qualche Unico, la scadenza del 16 è vicina e devo ancora cominciare i 770 che scadono il 31 di Luglio. Venerdì prossimo riparto per Galati (Romania) insieme a Mariana per anadare a visionare i posti di caccia per le tortore e le anatre che apre il 1 Settembre. Devo far costruire qualche palchetto per la caccia agli anatidi per chi non vuole stare nella botte o con gli stivali dentro l’acqua. La caccia nella foce delDanubio comincia il 15 Settembre quindi prima bisogna arrangiarsi negli stagni, nei laghi e negli altri corsi d’acqua. Ritorno il 13, dopo una settimana. Mi farò vivo sul sito dal Romania appena sarà possibile per farti sapere le cose. Salutami Roberto quando lo senti, poi alla fine di Luglio si rifà una mangiata di tagliolini alla tinca affumicata.

    Un saluto

    Gionni

    P.S. Un saluto anche al Sig. Pinotti. Mamaliga cu porumbel. (Polenta con gli uccelli)

  35. Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

    Ho messo una h di troppo.

    Gionni

  36. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Buona sera sig. Bagnolesi, anzi quasi buona notte. Ritorno a casa a quest’ora così tarda ormai per me. Sono stato invitato in una piccola frazione ad ascoltare una compagnia di prosa popolare. Sono contentissimo, ho applaudito gli attori, che con estrema bravura hanno rinverdito le vere tradizioni di un tempo. Mi hanno fatto dire due parole : ho parlato della terra e dei suoi valori. Mi pare che in molti hanno applaudito. (Pinotti stai calmo, non ti montare la testa che non sei nessuno) mi sono detto. Ed è la verità.

    Galati,il triangolo di confine tra Moldavia ed Ucraina, il DANUBIO,IL DELTA DEL DANUBIO,Tulcea,Il battello che solca il Sulina,Braila. I pellicani,le barche del delta costruite a Sfauntu Gheorghe,la sgargiante orchidea del delta “Dactylorhiza majalis”.

    Sig.Bagnolesi la ringrazio, perchè ogni tanto mi induce a ricordare delle cose buone e vere che fanno e faranno parte per sempre degli anni che mi restano da vivere.

    Buonanotte a Lei, ed a tutti gli amici del sito.

  37. massimo fedeli scrive:

    buongiorno Gionni, qui a Roma oggi è festa, buongiorno sigPinotti, io qui di animali posso osservare solo storni, una coppia di tortore africane che sicuramente a nidificato nell’adiacente parco dell’appia, cornacchie, e ieri portando il cane a spasso , una volpe in pieno giorno, qui stanno tranquille,Gionni ho sentito ieri roberto è in pieno trasloco, buon lavoro, a risentirci a presto.Oggi mi sento un pò rincoglionito due giorni chiuso in casa.

  38. luigi scrive:

    Sig.Pinotti non conosco tutti quei comportamenti relativi ai versi della palomba, del fringuello, la pica e la tortora. Magari ci sono tante altre cose che non conosco, perchè non scrivere un libro su tutte queste conoscenze, magari può raccogliere anche tutti i “Taccuino”: per lei potrebbe essere propizio dal lato commerciale, per i fruitori dal lato culturale in quanto nozioni che non riscontrabili altrove. Mi chiedo: dove ha appreso tutto questo? Le è stato tramandato da persone, magari vecchi cacciatori, familiari, o lo ha appreso direttamente per esperienza personale: in genere sono nozioni che si tramandano e sono per lo più il nonno, il papà ad inculcarlo ai nipoti, ai figli. Comunque a prescindere da dove e come lo ha appreso , penso che le sue conoscenze devono essere raccolte in un testo per restarle ai noi tutti e ai posteri.Voglio ringraziarla del suo sapere che mette a disposizione a me e ai lettori del sito. Un saluto.

  39. Sololasipe scrive:

    Sig. Pinotti,ella non descrive…dipinge!
    Questo dono di natura è alla portata di pochissimi eletti. Abbiamo una passione in comune…Frank Sinatra! I miei più cordiali saluti.

  40. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Sig.Luigi, Buongiorno,

    posso risponderLe, in quanto oggi devo lavorare sul “marchingegno”. Considero queste interlocuzioni con i frequentatori del sito, ben più importanti di ogni altra cosa. Ognuno di noi ha la sua “cultura”, e lo scambio di opinioni arricchisce noi tutti.

    Lei naturalmente mi sopravvaluta, e la mia mi creda non è una “falsa modestia”.

    Mettiamola così, per dirla con le parole del Senatore a vita Andreotti (uno che di queste cose se ne intende) prununciate questa mattina in un intervista al Corriere della
    Sera.

    “Cherubini e diavoli” (Belzebù aggiungerei io)
    ho incontrato nel corso della mia vita. Ed ha ragione, vale per lui che una persona “importante” e vale per noi che non siamo nessuno.

    Caro signor Luigi,c’è un’eccezione,ed è quando ci accorgiamo che il nostro sapere deriva dalle cose che conosciamo, che abbiamo vissuto, che abbiamo amato.

    Molte di queste cose sono alimentate dai ricordi, ma molte altre non sono state lette sui libri, bensì sono state tramandate attraverso i colloqui numerossisimi con le persone più anziane. Altre sono state accertate nella vera “palestra” della natura, nel quale, la terra e la caccia, giocano un ruolo primario ed insostituibile.

    La terra, la caccia,le tradizioni vivono di quest’ultime cose, cioè della tradizione “orale” che passa da una generazione all’altra. Tutto però piano,piano si affievolisce. La colpa è della “modernità” e dei Preti, che una volta erano i veri custodi delle tradizioni popolari, e che oggi oltre alla “Tonaca” si dimenticano del ruolo che i loro precedessori svolgevano nella vita quotidiana, su questi temi.

    Tutto quello che ho scritto e scriverò (se Dio lo vorrà) lo lascio a mio figlio. Ma i “Diavoli” non sono interessati a chi sà qualcosa, ma a chi sà poco, in modo tale che loro, i Diavoli, possano sempre comandare.

    Dirà Lei, ma ci sono i “Cherubini” ! Ma ci sono ? E si ci sono sono pochi e messi all’angolo !

    La saluto con viva cordialità.

  41. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Buongiorno Solosipe.

    Se dovessi assegnare un premio all’originalità sui “pseudomini” usati su questo sito, non esiterei un attimo ad assegnarle “l’alloro” della vittoria. Vedo però che ieri è sopraggiunto un visitatore che usa la dicitura di D.N.65. E qui mi trovo in imbarazzo, nell’assegnarle la palma del vincitore.

    Per un vero cacciatore che “caricava” o “carica” ancora le cartuccie, la polvere costituisce la base di tutto. Acapinia, sport, Universale, Fonda, M.B:,la sua SIPE, anigrina,S4,GP, La speciale di Giovanni Sticchini di Roma. Paro e paro con le granulari, e con le lamellari la bilancetta :1,8o- 32, 1,90- 33.Quattro o 5 lamelle per l’accenzione,vicino al tubetto,per Universale e sport.

    Adesso La saluto, perchè devo lavorare.

    Buona giornata a tutti.

  42. Sololasipe scrive:

    Sig. Pinotti, mi perdoni l’ardire,ma la palma dell’originalità che ella mi assegna e di cui la ringrazio,con un certo imbarazzo, dovrebbe spettare solo al primo …in quanto il secondo è solo il clone del primo ( sono polemico quanto basta..). Mi piacerebbe moltissimo conoscerla e…a proposito,gradirei
    approfondire il discorso su Sinatra che ebbi la fortuna di ascoltare in un concerto dal vivo nel 1980 insieme a Dean Martin a Lake Tahoe nel Nevada. Grazie ancora e buona giornata!

  43. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Sig.Solasipe, interrompo volentieri il lavoro, che MI causa in questo momento una forte arrabbiatura interna, per la ricostruzione scritta del mio intervento fatto al convegno di Collazzone, nei confronti di Dal’Olio e dell.on.Rossi presenti alla riunione, e della quale darò conto nel taccuino n.55, che sarà consegnato agli esclusivisti il 3 luglio p.v.

    Certo Lei ha ragione sull’imprimatur del brevetto “Solosipe”. A pensarci bene è una cosa originalissima.

    Parlare di “THE VOICE” (la voce)e cioè di Francis Albert Sinatra,(Frank Sinatra) e come dire ad uno: per sapere di lui devi leggere una settimana.

    Cantante, attore e conduttore, Oscar COME migliore attore non protagonista nel 1954 con il film “Da quì all’eternità” di Freed Zinnemann.

    Lo slogan di Obama “I have dreamed” (io ho un sogno” non è altro che il titolo di una sua canzone del 1963.

    “My Way” ” a modo mio” è il titolo, come Lei sà di una delle più celebri canzoni di Sinatra.
    Infatti nel tomba dove riposa in un piccolo cimitero di Palm Springs, è incisa la frase ” “The best is yet to come” “Il meglio deve ancora venire”, titolo di una delle sue canzoni più celebri,

    Che sia anche per noi così cioè “che il meglio deve amcora venire” . DA VIVI S’INTENDE !

    I migliori saluti.

  44. Sololasipe scrive:

    Sig. Pinotti,crede che i giovani d’oggi possano rivalutare, un giorno, mostri sacri della musica come Sinatra,Ella Fitzgerald,Tony Bennet ecc.ecc. …penso proprio di no! “Chi avute avute avute e chi ha date,ha date,ha date..”
    cantano i napoletani!
    Ho ricevuto una telefonata in questo momento in cui mi informano che Dall’Olio domani sera incontrerà i cacciatori di Genzano.
    La corsa alle tessere è partita!!!
    Complimenti ancora e..buona serata!

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