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Toscana, ricca di biodiversita’

| 15 giugno 2009 | 50 Comments

La biodiversità toscana tra le più ricche del Mediterraneo
Tante aree di grande valore, dall’Arcipelago alle Apuane, con la sorpresa Montignoso. Ecco gl i ambienti da preservare e le specie più significative
di Tiziano Carradori.
In Toscana ci sono ben 74 habitat di interesse comunitario che ci permettono di essere, con 914 specie di flora e fauna di elevato valore conservazionistico, una delle aree più ricche di biodiversità dell’intero bacino del Mediterraneo.
Eccellenti in biodiversità. Queste presenze costituiscono gli elementi di eccellenza della nostra biodiversità, in una Regione che ospita ben 3.250 specie di flora, 84 di mammiferi, 421 di uccelli, 19 di anfibi, 22 di rettili, oltre 60 di pesci ed un ricchissimo patrimonio di invertebrati.
Quali sono le eccellenze… Le aree della Toscana più ricche di biodiversità sono l’Arcipelago Toscano e le Alpi Apuane, ma anche tratti del crinale appenninico, dalla Lunigiana al Pistoiese, al Parco della Maremma a quello di Migliarino&ndash ;San Rossore–Massaciuccoli, alla Laguna di Orbetello, al Monte Argentario, al Padule di Fucecchio, ai Monti della Calvana, al lago di Burano, all’Alpe della Luna, al Sasso di Simone e Simoncello (AR), alla Val del Merse e al Monte Labbro, sull’Amiata grossetana.
… e chi è al top. Secondo una recente rilevazione statistica l’area toscana ampia circa 10 chilometri quadrati più ricca di biodiversità è però una superficie situata a cavallo tra le province di Massa Carrara e di Lucca, che comprende il lago di Porta a sud e le pendici delle Apuane a nord. Quella che si può definire una sorta di arca della Toscana, conta infatti ben 139 specie diverse. Altre (come ad esempio l’Argentario) la seguono a breve distanza, ma al momento quella che guida questa specie di classifica toscana è localizzabile intorno a Montignoso.
Gli habitat terrestri da salvare… Il progetto congiunto Regione-Ww f ha portato all’individuazione 12 ambienti e 3 aree terrestri rappresentativi della biodiversità toscana e quindi da tutelare. Si tratta delle coste sabbiose e rocciose, delle aree umide, degli ecosistemi fluviali e dei sistemi delle pozze, degli ambienti agricoli, di quelli rocciosi, di praterie naturali e seminaturali, degli stadi di ricolonizzazione arbustiva, di macchie, ambienti forestali, sistemi ipogei, sorgenti e falde. Le tre aree sono l’Arcipelago toscano, le Alpi apuane e l’Appennino tosco emiliano.
… e quelli marini. In questo caso si tratta di 14 habitat e di 1 area. Gli habitat sono il sistema spiaggia-duna, le sabbie ad anfiosso, le foci dei corsi d’acqua, le lagune, il sistema di battigie su fondi duri, quello pelagico, le praterie di poseidonie, le sabbie detritiche batiali, il sistema coralligeno, le grotte, i fondio a rodoliti e i popolamenti di frangia e circalitorali a cytoseira. L’area è quella dell’intero Arcipela go toscano.
Le specie terrestri più significative… Tra le specie animali e vegetali cosiddette “bandiera” particolarmente significative degli ambienti da preservare, significative indicatrici dello stato di salute della biodiversità toscana e quindi maggiormente all’attenzione degli studiosi, figurano il fratino, un piccolo uccello presente negli ambienti costieri sabbiosi, il ferro di cavallo maggiore, un pipistrello che abita alcune grotte, il limnantemio, una ninfea che popola le aree umide costiere e quelle interne, la rosalia, un coleottero che si trova nelle foreste di latifoglie, la primula dell’Appennino, il parnassio, una farfalla che vola in ambienti aperti collinari e montani, ma anche il frassino, il gatto selvatico e il gracchio corallino un corvide presente nella fascia appenninica.
… e quelle marine. In questo caso si va dal corallo rosso, che si trova dentro le grotte, al delfino che nuota in mare aperto, ma ci sono anche la pulce di mare, diffusa sulle spiagge meno popolate, la comunissima patella e l’anguilla.
Il pericolo uomo. Tra le cause che mettono a serio rischio la biodiversità, la maggior parte, ben 19, sono di origine antropica. Il principale dei comportamenti errati è la gestione idraulica, che mette in pericolo ben 255 specie, dalla flora agli insetti, dai molluschi agli uccelli. I vari tipi di inquinamento figurano invece al secondo posto, con 196 specie minacciate, mentre al terzo le pratiche forestali con 165. Nella lista nera anche gli incendi, le pratiche agricole, l’urbanizzazione, la realizzazione di infrastrutture, la caccia, la pesca, il prelievo idrico, la riduzione del pascolo, il turismo, le attività sportive.
Salvare anche i muri a secco. Tra le azioni che è necessario intraprendere per la difesa della biodiversità, figurano l’adozione di regole per l’attraversamento degli habitat dunali da parte dei bagnanti, la pulizia delle spiagge, la realizzazione di nuove aree umide costiere e la salvaguardia di quelle esistenti, ma anche la manutenzione e il recupero di elementi di territorio di interesse ecologico e paesaggistico, utili all atutela e alla conservazione della biodiversità animale e vegetale. Insomma per salvare animali e piante è necessario preservare prima di tutto i muretti a secco, le siepi, i laghetti, le pozze artificiali, ecc. Il resto può farlo la natura.
Il sistema delle aree protette toscane. E’ costituito da 136 aree, che rappresentano ben il 17,6% del totale delle 772 aree protette italiane. Si tratta di 3 parchi nazionali, 3 parchi regionali, 3 parchi provinciali, 28 riserve naturali dello Stato non comprese nei parchi, 42 riserve naturali provinciali e 57 Anpil, Aree naturali protette di interesse locale. La superficie delle 136 aree corrisponde al 7,8% della superficie nazionale protetta.
Occhio alle minacce. In questo momento l’attenzione degli esperti è rivolta all’identificazione delle minacce dirette, prodotte da cause naturali, da attività umane o da politiche di settore, e anche alla conservazione dei target ed alla tutela della biodiversità toscana. Ciò per progettare successivamente azioni e politiche in grado di affrontare con successo queste minacce.

http://www.intoscana.it

Category: Toscana

Comments (50)

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  1. Giusti Giacomo scrive:

    O icche`c’e`di tanto bello in Calvana?(esclusa la parte che guarda a est,nel comune di Calenzano) dove c’e`una bella foresta,poi non capisco cosa ci sia di tanto interessante,esclusi sasi e paleo.

    Comunque,se in Toscana si va avanti con il vietare solo la caccia,tra un po`non resteranno nemmeno i sassi,e il paleo della calvana.

  2. Gianni scrive:

    “Il sistema delle aree protette toscane. E’ costituito da 136 aree, che rappresentano ben il 17,6% del totale delle 772 aree protette italiane. Si tratta di 3 parchi nazionali, 3 parchi regionali, 3 parchi provinciali, 28 riserve naturali dello Stato non comprese nei parchi, 42 riserve naturali provinciali e 57 Anpil, Aree naturali protette di interesse locale. La superficie delle 136 aree corrisponde al 7,8% della superficie nazionale protetta.”

    SOLO IL 7,8% !!! Ovviamente nessuno di voi si lamenta, eh? Tutti zitti!!

    IL TERRITORIO PROTETTO DEV’ESSERE IL 30% ANCHE IN TOSCANA !!! (o mi mandate una congrua scorta di selvaggina a gratis oppure giuro faccio un casino e faccia fare in Toscana altri 6 parchi nazionali!!!)

  3. massimo fedeli scrive:

    sig. Gianni lei non calcola strade, autosrade, ferrovie, centri urbani, fabbriche ecc.ecc.non è così che si fanno i calcoli, e le afv, è gli agroturismo? io credo che la strtegia e non solo degli animalisti o ambientalisti sia precludere tutto alla libera caccia, così da chiuderla x mancanza di spazi, è cosi sia.

  4. Giusti Giacomo scrive:

    Gianni
    Non importa che tu scateni un casino per farle fare le fanno da se!!!!
    Nella sassaia impaleata che ho citato prima e` gia`un pezzo che vogliono farci un parco.
    Probabilmente non hanno il coraggio di proteggere (per far dispetto a qualcuno)anche le sassaie.
    Ma ancora non e`detto…….le palle le un son ferme!!

  5. Gianni scrive:

    Ma che è ‘sta sassaia impaleata? Una cava di inerti?

  6. Fabrizio Arena scrive:

    Gianni…”La superficie delle 136 aree corrisponde al 7,8% della superficie NAZIONALE protetta.” NELLA SOLA TOSCANA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    saprai anche scrivere…ma leggere un po meno!

  7. ilio scrive:

    Caro Giusti-.——–Lasciamoli strare che facciano tutti i parchi che vogliono, quando le città saranno invase da animali di ogni specie non saranno certo gli ambientalisti che le libereranno, diventeremo preziosi come gli idraulici elettricisti ecc ecc..che si fanno pagare prima la chiamata e poi l’intervento. Lasciamo che si mangiano anche le persone tanto ci sono 57 milioni di anticaccia, non il fucile per difenderci la possediamo il peggio è per loro.

  8. Fabrizio Arena scrive:

    Quindi o la Toscana, da sola, copre circa l’ 8% di tutte le aree protette d’Italia(inclusi parchi nazionali , osai e chi più ne ha più ne metta!) e quindi siamo ben oltre il limite massimo del 30% regionale ( o provinciale) richiesto e stabilito dalla 157, oppure la Toscana è diventata una nazione a se stante (magari!!) e non me ne sono accorto. temo, purtroppo, che sia la prima che ho scritto!

  9. Giusti Giacomo scrive:

    Gianni la”sassaia impaleata”E`un modo ironico di dire che la zona e`piena di sassi e erbacce.
    In Calvana non c’e`altro che erbaccia, sassi e rovi.
    non c’e`un albero, solo radi quercioli, alti si e no due metri.
    Ma e`una zona ottima per la caccia,tordi,lepri,fagiani,e ora anche qualche lupo richiamato(probabilmente)dalle tante greggi dei pastori sardi.

  10. robi1960 scrive:

    x Gianni

    Il sistema delle aree protette toscane. E’ costituito da 136 aree. La superficie delle 136 aree corrisponde al 7,8% della superficie nazionale protetta.

    136 AREE TOSCANE = 7,8% NAZIONALE

    Hai dato del lavavetri in un altro post a un cacciatore, cosa dai a te stesso per questo ?

  11. spartacus60 scrive:

    x Gianni
    Esimio con i “soldi dei Grulli” (fondi pubblici) tutti noi saremo in grado di fare i Signori,in special modo voi Ambientalisti siete dei Maestri. Attualmente con la crisi economica in atto,in piena recessione industriale,e alla luce dei contenimenti degli sprechi pubblici,Lei vuol farsi promotore di altri “Poltronifici Politici”!! Piuttosto,alla luce di quelli attualmente in essere,cerchiamo di dargli una regolata in termini di redditività,si faccia un’analisi seria dei Costi ,Ricavi,e Benefici sull’indotto locale. Lei è un ottimo oratore,infatti mica a Lei gli viene espropriato il diritto di godersi la propria proprietà privata!! Questo è quello che succede quando viene istituito un parco:un esproprio coatto,per nulla indennizzato,anzi sottoposto ad una miriade di restrizioni,la cui non osservazione si tramuta quasi sempre in un reato penale. In modo del tutto sincero,spero che la sua affermazione del suo post “IL TERRITORIO PROTETTO DEV’ESSERE IL 30% ANCHE IN TOSCANA !!! (o mi mandate una congrua scorta di selvaggina a gratis oppure giuro faccio un casino e faccia fare in Toscana altri 6 parchi nazionali) sia una sua affermazione goliardica,infatti un qualcuno potrebbe ravvisare i seguenti reati : art.612 c.p. minaccia,art.317 c.p. concussione,art.416 bis c.p. associazione a delinquere. Sinceramente,cerchiamo di restare nell’ambito dello scambio dell’idee,e della battuta di spirito,le quali il più delle volte risultano anche divertenti. Distinti saluti

  12. stiv scrive:

    Il problema in Toscana almeno la zona che frequento io è che in questi ultimi anni una marea di proprietà agricole con annessi poderi diventati residenze di lusso esclusive sono state recintate ,strade poderali sbarrate , strade che dalla notte dei tempi sono sempre state di libero passaggio ,ma starnamente nessuno dice nulla e così anche il paesaggio si sta trasformando cancelli, reti ,recinzioni non appartengono a questo territorio ma nessuno dice nulla è tutto molto strano.

  13. robi1960 scrive:

    X Gianni

    (o mi mandate una congrua scorta di selvaggina a gratis oppure giuro faccio un casino e faccia fare in Toscana altri 6 parchi nazionali!!!)

    Non c’è problema quando riapre la caccia ti forniamo tutta la selvaggina che vuoi, da parte mia ti posso dare un pò di fagiani, un’altro amico cacciatore si era già offerto in altro post di rifornirtene, becche e roba da spiedo però mi dispiace ma quelli me li tengo per me e per gli amici.

  14. Gianni scrive:

    Fabrizio Arena e gli altri.

    Guarda che l’avevo capito, era solo per provocarvi un po’, come la storia della cacciagione a gratis!!!

  15. Fabrizio Arena scrive:

    Stiv
    è vero…e considera che la maggior parte di quelle recinzioni, cancelli ecc. ecc. non sono legali. Purtroppo se noi cacciatori per primi non chiamiamo la Polizia Provinciale ogni qualvolta troviamo un terreno recintato o una cancellata nuova per verificare che siano stati eretti in regola (ricordiamoci che per recintare un terreno con pali e quant’altro è necessaria addirittura la D.I.A.) non saremo nemmeno in grado di contrastare l’abusivismo edilizio che pian piano ci sta mangiando ettari di territorio! non molto tempo fa, sulle colline di Fiesole, è stata scoperta all’interno di un terreno illegalmente recintato, la costruzione di una villa di circa 500 mq con annessi vari resede, piscina e quant’altro. Il tutto, ovviamente, senza alcun permesso edilizio. Se quando siamo a caccia ci capita di trovare una recinzione nuova…cerchiamo di capire innanzitutto perchè è stata tirata su!!

  16. Fabrizio Arena scrive:

    Gianni…certo, certo. Non preoccuparti.

  17. segugio scrive:

    A Gianni “ma che avevi capito” non cè provà!!!

  18. spartacus60 scrive:

    x Gianni
    Esimio sei sempre il benvenuto,un piatto di pappardelle con sugo di cinghiale (Salernitano) non si nega a nessuno,mai,nemmeno agli Ambientalisti/Animalisti/Ecologisti.La decenza civica è un parametro insito nel nostro modo di fare gruppo,essa è l’amalgma della nostra coesione.Salutoni

  19. Fiore scrive:

    @ Gianni,

    ma che credi che si sia presi a diavolaccio!?

    c’è anche da aggiungere tutte le aree ZRC più nel solo comune di Firenze la caccia è Vietata.
    Più c’è da considerare tutto l’ambaradam di case strade fondi chiusi centri abitati ferrovie stabilimenti balneari aree minerarie aree dove ci sono centrali alimentate calore (soffioni)evvia evvia mi sa che alla fine di conti bisognerà sdoganare qualche parco!!

  20. Gianni scrive:

    Segugio, c’è solo la sacra e inviolabile parola di un ambientalista.

  21. Gianni scrive:

    Vediamo se si scatena la canizza (saprete certo cos’è, la muta latrante di cani all’inseguimento)…

  22. ilio scrive:

    In ogni caso queste recinzione se non accessibili per il cacciatore (fermo restando i 150 metri di rispetto dall’abitazioni e annessi) devono essere inserite nel 30% del territorio riservato alle aree interdette alla caccia.

  23. robi1960 scrive:

    Canizza ……. scomponiamo la parola
    Ca ….. in bresciano uguale cane
    Nizza …. la città

    Ci sono sono i cani di Nizza

    Ho un dubbio i cani di Nizza Monferrato o Nizza in Francia, qualcuno mi illumina

  24. Gianni scrive:

    Allora animalista significa lista delle anime, nel senso che in loro (io non sono animalista)albergano più anime piè. E voi che li accusate, poverelli…

  25. Giacomo scrive:

    copio e incollo :

    IL TERRITORIO PROTETTO DEV’ESSERE IL 30% ANCHE IN TOSCANA !!!

    Perche in toscana quale sarebbe la percentuale di territorio protetto ?

    Chi lo sa dire ?

  26. robi1960 scrive:

    No, scomponiamo

    Ani
    Mali
    Sta

    Invertiamo i fattori e il risultato cambia

    Sta male di a..

  27. Giacomo scrive:

    No ! significa l’anime de li mort..ci…lo.o !!

  28. Gianni scrive:

    Non so a quale data si riferiscano i dati

    Toscana
    6,46% 148.524 ettari

  29. Fabrizio Arena scrive:

    Gianni
    come può essere il 6,46 del territorio regionale e il 7,80 di quello nazionale? mmmm…..la matematica non è un opinione: qui qualcuno “gratta”, come si dice dalle mie parti!!! e nemmeno di poco !!!!

  30. Gianni scrive:

    Fabrizio, ecco qua (ripeto, non so l’anno, prima che mi crocifiggiate…)

    Superficie protetta in Italia

    (3.174.000 Ha circa – 10,5% circa del territorio)

    Abruzzo 28,04% 302.769 ettari
    Campania 24,94% 339.073
    Lombardia 21,33% 508.839
    Trentino A.A. 20,90% 284.469
    Calabria 13,10% 197.586
    Valle d’Aosta 12,63% 41.232
    Basilicata 12,10% 121.620
    Liguria 11,05% 59.879
    Lazio 10,52% 181.009
    Marche 8,94% 86.630
    Sicilia 8,84% 227.161
    Piemonte 7,73% 196.306
    Umbria 7,03% 59.484
    Friuli V.G.% 6,82 53.509
    Puglia 6,66% 128.905
    Toscana 6,46% 148.524
    Emilia R. 5,68% 125.658
    Veneto 5,06% 92.914
    Molise 1,41% 6.246
    Sardegna 0,51% 12.361

  31. vico scrive:

    X Fabrizio Arena & Gianni.Ma vi divertite con i numeri o non avete nulla da fare ? Fabrizio,secondo i dati da te fornitomi e pubblicati, nella prov. di Firenze il 20,15 del territorio( agro silvo pastorale)è vietato alla caccia.

  32. Gianni scrive:

    Firenze è solo una delle province toscane, benché importante. Forse ciò significa che per compensazione a Prato e nelle altre province si può cacciare anche all’interno dei musei naturalistici e degli zoo.

  33. vico scrive:

    X Gianni & c l’equivoco nasce dal considerare i territori protetti con quelli a divieto di caccia.Sono dati diversi.Non tutti quelli a divieto di caccia sono considerati protetti.
    Evita battute sulla caccia nei musei e negli zoo,altrimenti il minimo che ti puoi aspettare è essere mandato a ….

  34. Giacomo scrive:

    A me sembra che la 157 dice che il territorio protetto in ogni regione deve essere dal 20 al 30% ! Specifica,territori Regionali !!!
    Se in Campania siamo oltre il 60% da dove viene fuori quel 24,94 %

    Gianni questi dati sono secondo me da prima che uscisse la legge 157 cioè 20 anni fa.

    Io volevo sapere la Toscana che percentuale regionale ha di aree protette, chi me lo sa dire ?

  35. Ezio scrive:

    Se per “protette” in Italia si intende interdette alla caccia allora ci si siamo tutti d’accordo…Tutti nel senso “noi” cacciatori, o almeno credo ….

    Se “protette” invece significa zone in cui si ha una particolare attenzione all’ambiente, alla bio diversità ed a tutte un sacco di altre belle cose che però per mantenerle costa soprattutto un sacco di fatica, prima ancora che di soldi, allora mi sa che di queste ce ne sono veramente pochine, pochine…

    Forse qualche Zona di ripopolamento e cattura nell’alessandrino, e nell’Italia centro settentrionale….

    Ciao.
    Ezio.

  36. Fiore scrive:

    i parchi sono dati a 5%

  37. massimo fedeli scrive:

    allora il Gianni non vuol capire la differenza tra area protetta , area vietata, area interdetta, o le cime dei monti sui 1500 mt. tolga ripeto, strade ,ferrovie, aereoporti, fabbriche, centri commerciali fuori città, afv,noi s’intende terreno libero cacciabile, e non arriva al 20%, si accettano scommesse.

  38. Gianni scrive:

    Mica li ho calcolati io quei dati. Sono su Internet così come ve li ho postati. Saluti.

  39. x Gianni

    il fatto Gianni è che volete tirare il carro nella sola maniere che conoscete e far credere i dati solo come volete voi, ma in realta’ sono ben diversi come o gia’ scritto altre volte, verra’ il giorno in qui rideremo bene delle vostre falsita’ dette in tutti questi anni.

  40. Fiore scrive:

    @ Gianni,

    non ho parlato di provincia ma di comune!!

  41. Ezio scrive:

    “Offriamo un servizio personalizzato nei vari Parchi Naturali e Riserva di Caccia per la vostra famiglia mentre voi siete a caccia.”

    Ecco cosa si legge in un sito internet dedicato alla caccia.

    Naturalmente si tratta di un sito che tratta caccia all’”estero”, dove da sempre il pragmatismo supera il falso ed inutile pietismo…

    Infatti i soldi dei cacciatori vengono utilizzati per la conservazione dell’habitat e conseguentemente per la crescita delle specie selvatiche…

  42. ilio scrive:

    Ma ancora non si è capito che questi dati sono fittizi? È chiaro che nessuno si è preso la briga di censire realmente il territorio, se si denunciassero alle autorità tutti quelli che erano preposti alla suddivisione del territorio e si denunciassero per abuso di potere , falso, omissione, e si procedesse alla loro incriminazione vedrete come ritornano subito i conti solo che in questo bel paese iniziando dagli uscieri ai governatori sono tutti degli intoccabili vanno in galera solo i rubamele.

  43. Giusti Giacomo scrive:

    Animalista?
    Per me e`una lista di “animali”Con tutto il rispetto per gli animali.
    A Prato il territorio di caccia per fortuna e`ancora tanto,nella maggior parte di pianura ma il territorio ancora c’e`.
    Il comune di Firenze invece e`tutto interdetto alla caccia,e da molto tempo caro Gianni.

  44. lucas scrive:

    La Toscana è famosa anche per ospitare gli ultimi esemplari di Compagnus coi Paraocchis, una specie ormai rarissima in altre regioni d’Italia in quanto estinta quasi ovunque, ma che trova il suo habitat naturale e le condizioni giuste per riprodursi proprio in questa terra.

    Potete osservare il Compagnus coi Paraocchis in tutti i centri di aggregazione e di gestione del potere, dove trova il perfetto humus necessario alla sua sopravvivenza, compresi gli ATC, dove si rifugiano gli esemplari che hanno avuto la peggio nella lotta per accaparrarsi i posti migliori.

  45. lorenzo scrive:

    giusto lucas approvo in pieno, siamo al ridicolo. in calvana un ce piu nemmeno i grilli , in un posto dove si chiama cantagrillo , e loro vedono la biodiversita ma forse parlano di zecche di quelle ce ne sono varie specie.

  46. vico scrive:

    x chi interessa.Dati ricavati dal piano faunistico regione Toscana.Percentuale territori a divieto di caccia,divisi per provincia rispetto alla S.A.F (superficie agraria forestale)
    AR 22,34
    FI 23,55
    GR 20,44
    LI 35,40
    LU 25,57
    MS 22,05
    PI 25,20
    PO 38,48
    PT 22,12
    SI 28,88

  47. Fabrizio Arena scrive:

    Vico,
    per curiosità:
    in queste percentuali sono comprese distanze da case,strade,autostrade,ferrovie ecc. ecc. eventuali fondi chiusi e altre amenità varie?

  48. vico scrive:

    Non credo,perchè anche il terreno che confina con le strade fa parte della SAF.Ma non ne sono certo al 100%,mentre i fondi chiusi sono compresi nei divieti, solo se superano i 150 ettari ( cito a memoria)

  49. Fabrizio Arena scrive:

    Vico,
    quindi, dati alla mano, è logico supporre che la superficie a divieto di caccia supera abbondantemente anche il massimo di quanto previsto dalla legge, anche perchè (e qui cito io a memoria) solo il 30% ca. dei fondi chiusi supera i 150 ettari…molto spesso si tratta di poche decine di ettari..che però, moltiplicati per centinaia o migliaia….
    Grazie mille.
    Ricordati che ci dobbiamo vedere appena torno dalle ferie.
    A presto.
    (p.s. ricordati di prepararmi quel “piccolo elenco” di argomenti)

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