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Sentieri, intervista a Veneziano

| 28 maggio 2009 | 73 Comments

L’intervista
La parola a Osvaldo Veneziano, presidente Arcicaccia Nazionale
a cura della redazione di Sentieri di Caccia (maggio 2009)

Continuiamo la carrellata di interviste ai principali rappresentanti del mondo venatorio, interpellati sui temi più scottanti che in questo periodo stanno infiammando il popolo dei cacciatori. Questa volta la parola passa a Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia Nazionale.

Nel dibattito nato intorno alla proposta di modifica della legge 157/92, come presidente di Arcicaccia ha dichiarato che la sua associazione non è assolutamente interessata a quanto finora proposto. Quali sono i punti più critici, secondo Arcicaccia, del documento messo a punto dal senatore Orsi?
Se dovessi dare ascolto alla passione venatoria, dovrei proporre una nuova legge senza vincoli, divieti, tesserini ecc. Sono però consapevole che questo sarebbe soltanto un bel sogno, un’utopia, riproporre un passato lontano e non più riproponibile.
Per i cacciatori che guardano al futuro e vogliono orgogliosamente avere un ruolo da protagonisti questo è il tempo di un realismo produttivo e positivo. Il che significa perseguire due obiettivi chiari e prioritari. Il primo è motivare la propria passione per la caccia come un arricchimento della politica di produzione di ambienti e di conservazione della fauna; questo è possibile con il supporto indispensabile della scienza. Il secondo è destinare risorse dei cacciatori – sia economiche, sia attraverso il volontariato – alle politiche sopra richiamate, bandendo demagogiche pratiche “pronta caccia” e coinvolgendo gli agricoltori nella produzione faunistica. Occorre assicurare loro un impegno fattivo nel controllo di quelle specie che arrecano più danni alle colture agricole e impegnarci a non immettere mai più in Italia “specie” che per il solo piacere del cacciatore costituiscono poi un grave problema per gli agricoltori.
Se è vero, come è vero, che sempre meno i giovani si interessano alla caccia, non ci sono scorciatoie per essere riconosciuti. Noi possiamo essere una categoria interessante per la società e le nuove generazioni a condizione di saper valorizzare il nostro lavoro negli ATC e nei CA, ma anche nelle aziende faunistiche al fine di concorrere insieme alle aree protette all’arricchimento del patrimonio faunistico, che è proprietà degli italiani tutti, non dimentichiamolo mai, e a mantenere il giusto equilibrio tra specie selvatiche e produzioni agricole al netto di strumentalizzazioni degli uni e degli altri.
Se questa prospettiva si ritiene non realizzabile e conseguentemente si rinuncia alla caccia sociale e conservativa, secondo me drammaticamente, di conseguenza si apre una dinamica “europea” del mercato della fauna selvatica. A smettere di cacciare allora saranno come sempre i pensionati, i lavoratori a reddito fisso ecc.
La proposta Orsi ad oggi ha prodotto come primo negativo risultato un’aggressione dei media impressionante, che ci riporta al clima di criminalizzazione della caccia antecedente al ’92. Mai da allora la stampa era stata così critica con la caccia, determinando un aggravamento dell’atteggiamento negativo dei cittadini sulla nostra “passione”. La stessa questione dell’età del rilascio della licenza poteva essere migliorata in altro modo, senza precostruire le condizioni per una denigrazione di ministri o opinionisti che da anni erano in… letargo.
Per ora la critica giustamente è più contro i politici che contro i cacciatori. La base di partenza della proposta del senatore Orsi sono le varie leggi depositate ed erano state già giudicate eversive dalla più grande associazione venatoria italiana, la FIDC.
Il perché di questo clima è nel metodo nel quale la proposta è maturata, fuori dalla concertazione tra le categorie più interessate e senza supporti del mondo scientifico.
Anche volendo essere cacciatori che se ne infischiano del resto del mondo, dovremmo comunque dire che il testo è anche pieno di complicazioni burocratiche e molto attento in gran parte agli interessi più commerciali della caccia. Non pare convinca neppure la maggioranza politica, viste le critiche di autorevoli esponenti del Governo, di Fondazioni vicine al presidente della Camera e del proliferare di altri disegni di legge del centro-destra nell’altro ramo del Parlamento, la Camera dei Deputati.
Alcuni esempi delle “restrizioni venatorie” che si vorrebbe introdurre: serviranno otto licenze di caccia per praticare la stessa caccia che oggi si fa con una; gli ATC diventeranno fondazioni (??), la mobilità sarà assai più complicata della tanto aborrita teleprenotazione. A quale cacciatore giova l’immagine di uno che solo perché paga nelle agrituristiche insegue un fagiano sulla neve? Perché dovrebbe un cacciatore fare tassidermia da solo? A cosa serve avere un numero illimitato di “richiami”?
Tutte cose che non risultano richieste diffuse tra i cacciatori, ma che hanno il pregio di farci “sparare”contro da gran parte dei cittadini.

Quali sono i punti principali che Arcicaccia ritiene necessari per adeguare la 157 ai cambiamenti politici, culturali, sociali e soprattutto legati all’ambiente e alla composizione faunistica avvenuti dall’anno della sua nascita (il 1992)?
Rivedere la legge è opportuno per applicarla in tutte le Regioni che ancora non fanno “gestione”, per permettere agli ATC e ai CA di avere regolarmente, come la legge prevede, le risorse delle tasse di concessione governative per utilizzare quelle risorse in ripristini ambientali e, se necessario, anche a sostegno delle imprese agricole che si impegnano  nella produzione di fauna. Occorre mettere le Regioni nelle migliori condizioni di intervenire con il supporto della scienza nel contenimento di tutte quelle specie che arrecano danno alle colture. Nella legislazione attuale non ci sono strumenti di governo e concertazione tra le categorie interessate, oggi indispensabile a livello nazionale e nelle stesse Regioni: troppe opportunità di ricorso derivano dalla mancanza di chiarezza delle competenze tra Stato e Regioni. Si può e bisogna sburocratizzare: per esempio, superare le opzioni di caccia così come impostate nella 157/92.
Tutto ciò è possibile senza riaprire uno scontro nella società attraverso un lavoro di sintesi che sarebbe tanto più facile se finalmente il Governo fornisse gli elementi di conoscenza che deriverebbero dalla raccolta dei dati sullo stato di applicazione della legge 157/92, ma anche della 394/91 (legge quadro sulle aree protette), tenuto conto che la gestione faunistica non ha limiti di tabelle. Migliorare tutto quanto possibile senza creare le condizioni per un nuovo referendum contro la caccia o per lasciare la caccia solo a chi ha i soldi.

Arcicaccia, Federcaccia e le principali associazioni agricole e ambientaliste hanno aderito al tavolo degli Stakeholders con l’intento di produrre una proposta di modifica della 157 basata, grazie alla collaborazione tra ambientalisti, agricoltori, mondo venatorio e mondo scientifico, su soluzioni condivise nell’interesse prioritario della tutela dell’ambiente, della sicurezza delle persone, della conservazione delle specie selvatiche, proponendo un modello di attività venatoria sostenibile, fondato su indicazioni e parametri scientifici. Ciò non è avvenuto, anzi, Federcaccia ha reso pubblica una propria proposta di modifica, pur non ritirando ufficialmente la sua adesione al gruppo di lavoro. Questa nuova posizione di Federcaccia mette dunque in reale pericolo il raggiungimento degli obiettivi che i partecipanti al tavolo intendono raggiungere?
Il Tavolo degli interessi è la scoperta dell’acqua calda nel resto d’Europa. E’ dal 2004 che FACE, dove si ritrova una gran parte dei cacciatori italiani (non noi), e Birdlife (LIPU) in Italia hanno firmato un accordo molto significativo a loro dire in materia di caccia sostenibile. Ne richiamiamo alcuni contenuti che altri hanno richiesto: divieto di uso del piombo nelle zone umide (tutte), adeguamento alle normative europee per la tutela delle specie migratrici, una chiara politica di conservazione. I sottoscriventi, il famoso fatto e la politica hanno fatto tanto in chiacchiere che siamo stati rinviati a giudizio in materia dalla Comunità Europea. E ora speriamo di non pagare tutti. Ricordo a noi tutti che quell’accordo ha visto protagonisti anche gli attuali rappresentanti del mondo venatorio italiano e di quello ambientalista. E inoltre: in Francia hanno ripreso quell’esperienza di accordo allargando il “Tavolo” agli agricoltori.
In Italia, Italcaccia, Federcaccia, Arcicaccia hanno riproposto lo stesso metodo che pare l’unico che dia risultati in tutto il mondo evoluto. Il lavoro del Tavolo era andato molto avanti. Poi la Federcaccia ha ritenuto di presentare una sua proposta per rispondere a tensioni interne a quanto si intuisce, anche se contemporaneamente si dichiara  disponibile (sempre a quanto pare dalla lettera inviata al Tavolo) e pronta a proseguire il lavoro comune. Si ripropone una difficoltà che sembra storica per la Federcaccia, che è quella stessa del 2004, quando questa associazione, con le altre associazioni di FACE, ha firmato il soprarichiamato accordo che FACE vuole condividere con la LIPU. Purtroppo anche le ultime vicende suscitano l’impressione, per non dire testimoniano, che talvolta il Tavolo non è il luogo ove si lavora a migliorare la caccia, dando più l’idea di un… tavolo da gioco. Una volta si raccolgono le firme, insieme su una legge, poi c’è il Tavolo FACE, poi il Tavolo con agricoltori e ambientalisti, poi a tavola si sta da soli e via così…
Sembra che si cerchi il tavolo da gioco dove la “dea bendata” ci porti fortuna. Andrà anche bene nei Casinò però, per avere un ruolo credibile, duraturo, che convinca quanti nella società guardano alle prospettive dell’attività venatoria non possiamo solo cambiare “roulette”. Prima o poi si rischia la “roulette russa” come è già accaduto.

Come risponde Arcicaccia a quella parte del mondo venatorio che l’accusa di essere un’associazione ambientalista, per di più schierata al fianco di quei sodalizi che da sempre avversano, talvolta in modo puramente demagogico, il mondo venatorio?
Credo che i fatti sopra riportati facciano da soli giustizia – senza bisogno di ulteriori commenti – del tentativo di scaricare le contraddizioni che altri hanno per denigrare la coerenza di comportamenti e l’onestà intellettuale che contraddistingue l’Arciaccia nel suo lavoro per affermare la buona caccia quale pratica utile al miglioramento della qualità ambientale del nostro Paese.

veneziano.jpgChi è Osvaldo Veneziano
Osvaldo Veneziano è nato a Roma il 31 ottobre del 1952 e vive a Cetona (SI).
Durante gli studi universitari ha espresso un forte impegno nel volontariato cattolico, successivamente nel movimento studentesco per giungere all’associazionismo democratico nell’Arci.
Quale dirigente dell’Arci di Roma, ha contribuito all’organizzazione dell’indimenticabile Estate romana. Sempre a Roma, è stato partecipe dell’organizzazione delle manifestazioni dell’Uisp denominate Corri per il verde, quando il rapporto fra ambiente e sport e, ancor meglio, l’impegno dello sport per impedire la selvaggia distruzione dell’ambiente, nelle periferie e attorno alle città, costituiva un’esperienza minoritaria.
Risale a quegli anni il suo impegno nell’organizzazione e direzione dell’Arcicaccia di Roma, quindi a livello regionale e nazionale. Osvaldo Veneziano, oltre a essere dirigente nazionale di Arcicaccia, accompagna l’esperienza venatoria con quella di membro della direzione nazionale dell’Arci, impegnata per la pace, i diritti civili, la solidarietà, contro l’emarginazione.
Nel 1982 è vice presidente nazionale di Arcicaccia, della quale, nel 1997 viene eletto Presidente nazionale. Nel 1999, in occasione del 30° anniversario della costituzione di Arcicaccia, promuove l’organizzazione di un’importante manifestazione nazionale, culturale e gastronomica, denominata Caccia a tavola.
Il suo obiettivo primario è rendere possibile e consolidare irreversibilmente l’unità fra i cacciatori che condividono le finalità sopra esposte e l’incontro con gli agricoltori e gli ambientalisti non fondamentalisti.

fucile1.jpg

 

Le interviste precedenti:

Category: Arcicaccia, Libri/Riviste

Comments (73)

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  1. Gino Melfi scrive:

    Veneziano, Lei è come la maggior parte della rappresentanza venatoria Italiana, vecchia inutile ed obsoleta. tornatevene a casa tutti che per noi è meglio non avervi.

  2. francescorm scrive:

    X Roberto e Gianni
    il 18 giugno può andare bene, ma non posso pernottare, magari tiro fino a tardi.
    Saluti, Francesco

  3. Fiore scrive:

    @ Alessandro Cannas

    qui si finisce il fiato per nulla a volte mi sconcerto!!

    è proprio vero ognuno c’ha quel che si merita

  4. Luca Davide Enna scrive:

    Giacomo Giusti,
    hai fatto una disamina onesta e puntuale. Se quella parte avesse lasciato in pace l’ambiente e la caccia, ora non ci troverebbe qui a scornarci tra noi e non si avrebbero due soli partitoni e un ministro degli esteri e una ministra del turismo animalisti…
    Alessandro Cannas;
    Ale, vabbè che sei in vena di outing, ma adesso calmati con le lodi al venezianopensiero, altrimenti ci fai scendere le lacrime (per non parlare del latte alle ginocchia) :-)))
    Gionni Bagnolesi,
    tranquillo Gionni che loro sono pochi e fanno molto chiasso, noi siamo molti ma non rimarremo disuniti e disorganizzati ancora per molto…
    X Tutti,
    il Veneziano ha detto la sua, coerentemente, come sempre, fermo sulle sue posizioni, con idee che vanno ben al di là del semplice associazionismo. Io non condivido una ruiga di ciò che dice e non l’ho mai condiviso, così come sono certo che è grazie alle loro idee se siamo ridotti a questo punto, però mi sento di dire che dall’altra parte la “povertà di pensiero” ci ha aiutato ben poco. Se è vero che l’unione fa la forza e siamo cento a uno, non capisco come mai siamo ancora alla mercè di questi maestri del pensiero “pilotato” (più che forte). Ritengo che quelli siano i “cattivi maestri” dell’associazionismo venatorio, ma sono sempre meglio (parlo della loro compattezza e della loro forza di pensiero)dei “maestri invisibili” che vorrebbero rappresentarci e invece pensano alle loro logiche spartitorie interassociazionistiche

  5. Fiore scrive:

    Giusti,

    C’ho i testimoni le foto qualcuno l’ho seccato e qualcuno e ancora nel tegame!!

    il Veneziano capisce quand’è il momento di dire le cose come veramante stanno!!

    eppoi mi fai meravigliare ci se stato nel bosco? ecco fatti un giro a Santa Brigida (quasi finiti) villore (poca roba ancora è presto) Monte Giovi (mercoledì in due ore assai)

  6. Fabrizio scrive:

    Fiore…..

    …… e tu saresti quello che non ha nulla a che vedere con la dirigenza arcicaccia/anticaccia????

    una cosa utile la puoi fare: uscire da
    arcicaccia.

    sempre meglio che stare qui a gufare e cercare di svilire gli animi degli altri cacciatori.

    se la destra ci prende in giro, la sinistra fa vomitare (in senso politico naturalmente).

    fabrizio

  7. adri scrive:

    eppure una volta la gente vi votava perchè eravate il partito degli operai ora siete il partito dei verdi c’è un però i verdi i voti li prendono dai loro sostenitori ed è giusto voi invece dai cacciatori i cacciatori non vi riconoscono piu e non vi votano piu………

  8. Fiore scrive:

    Adri

    aggiornati!! non farti infinocchiare, dai luoghi ormai comuni

  9. Fiore scrive:

    @ Fabrizio,

    puoi controllare, il fatto sta che la vedo più come loro che come altri. Arregola c’ho la mente dissociata che ti devo dire.

  10. Giusti Giacomo scrive:

    Alessandro Cannas
    La mia critica e`solamente veatoria,il resto non mi importa.Le aavv,le ho criticate tutte,escluso il CPA(e infatti il buon Tacconi mi ha ripreso piu volte,ed era giusto che lo facesse)Non gli perdono quel modo di restare a dialogare per forza con lipu,wwf,lac,enpa e compagnia bella.
    Con quelli non si otterra`mai nulla!
    Hai letto del ricorso al TAR,sul ddl Prestigiacomo?
    A me non pareva fatto assolutamente…..dalla lobby dei cacciaori.
    E allora con quelli non si dialoga,si chiude la caccia e addio.

  11. adri scrive:

    x fiore io sono aggiornato veneziano x mè come si comporta ora è verde, non le và bene niente della legge orsi come della seta che è se non sbaglio presidente di lega ambiente

  12. fabrizio scrive:

    caro Fiore

    ….. molla arcicaccia !! da retta a un bischero…..

    la destra non fa nulla…. ma la sinistra politica e venatoria ci ha fatto solo del male e ci vuole male.

    ciao

    fabrizio

  13. Valerio scrive:

    Fabrizio,
    molla Federcaccia dai retta a uno che ti consiglia bene.

    Non sei ancora stanco di essere preso in giro?

    Hanno fregato Cocchi per continuare sulla strada sbagliata ,se nn vuotate il sacco sara’sempre peggio.

    bay Valerio

  14. Giusti Giacomo scrive:

    Fiore
    sono stato stasera al capanno,che si trova a 2 km in linea d’aria da monte Giovi,ti posso garantire che pareva di essere nel deserto del Sahara.Ma te che vai a annaffiallo di notte?
    Poi con un tramontano come tira stasera domani e`ancora peggio.

  15. Giacomo scrive:

    Caro Fabrizio a sinistra non ci sono solo gli animalisti c’è anche il PD che significa FIDC,
    per cui non abbiamo avuto nessun male da questa sinistra, visto che resteremo con la stessa legge se la Fidc con Dall’Olio non cercherà di modificarla.
    E’ inutile fare castelli in aria e dobbiamo ringraziare il PDL se ce ne verrà anche peggio,
    vedi i KC.

  16. Giacomo scrive:

    Giusti ma allora Fiorello dice bugie ! Lo fa per vantarsi con noi ? Se tu dici che è tutto secco come fa a trovare i porcini ? Non avrà mica un supermercato segreto ?

  17. Valerio scrive:

    Giacomo ,
    ti dovrai ricredere delle parole che hai detto perche’la legge malgrado tutto il PDL la modifichera’.

  18. fiore scrive:

    Giusti,

    ti dico che qualcosa c’è! la luna la tira anche se è secco! poi guarda a bacìo dove risorte l’acqua.
    alle saloiole mercoledì ne ha trovati 1 kilo e mezzo una signora che non dice cazzate, in due mercoledì a monte giovi 25 pedani

    o che ti dico bischerate vai tranquillo

  19. Giusti Giacomo scrive:

    Fiore
    se tu me lo dici cosi`,ti credo!

  20. Giusti Giacomo scrive:

    Giacomo
    Non lo so,che ti devo dire?
    Ma nel modo in cui me l’ha detto nel post sopra,gli credo.
    Ciao

  21. fiore scrive:

    Giusti, domattina vo a mandri, croce a mori

    di caccia è possibile che ci capisca poco, ma di funghi vo su il sicuro ho finito due macchine a forza dandà sue e giù dall’abetone alla maremma

  22. Roberto Traica per me andrebbe bene il 20 ed il 21 giugno. Questo ponte ho impegbi già fissati da tanto.

    Gionni

  23. roberto scrive:

    L’intervista a Veneziano è solo TEMPO SPRECATO……………….. lui ubidisce a sx

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