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Cosi’ muore un parco nazionale

| 25 maggio 2009 | 43 Comments

Secondo dossier del Codacons Campania
Abusi edilizi e turismo di massa: così muore il Parco nazionale del Cilento
Le responsabilità delle amministrazioni locali: «Era più intatto prima che diventasse area protetta»
SALERNO – Gli abusi edilizi e un distruttivo turismo di massa stanno danneggiando il Parco nazionale del Cilento. È l’accusa formulata nel Secondo dossier Cilento, redatto dal CodaconsCampania e pubblicato sul sito web dell’associazione con le molteplici violazioni denunciate.
VIOLAZIONI – Il parco è stato istituito nel 1991 e grazie ai suoi 180 mila ettari è il secondo parco nazionale più grande d’Italia. Nello stesso anno è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco e dal 1997 la stessa agenzia dell’Onu l’ha riconosciuto riserva di biosfera. Ricco di aree protette e di significativi siti storico-culturali (tra i più famosi i templi di Paestum e la Certosa di Padula), a vigilare sull’integrità del territorio e tutelarne le qualità culturali e naturali è l’Ente parco. Secondo il Codacons, però, nel corso degli ultimi anni si sono protratte «sistematiche violazioni delle leggi» che hanno determinato «numerosissime sofferenze ambientali e paesaggistiche» in tutto il territorio protetto. Dal dossier si deduce che le principali responsabilità dell’emergenza ambientale del Parco nazionale vanno ricercate nelle amministrazioni locali, troppo spesso pronte a «svendere legalità per acquistare consenso». Lo stesso l’Ente parco, in numerose occasioni, ha dimostrato inerzia e incapacità a svolgere un’effettiva azione di tutela dell’ambiente e del paesaggio. Alla fine il documento constata, non senza amarezza, che «il Cilento era più intatto prima che diventasse un’area protetta».

ABUSI EDILIZI – L’abusivismo edilizio è una delle piaghe maggiori che si registrano nel parco nazionale. Nel 2005 i carabinieri hanno accertato cento casi di abuso edilizio, ma il fenomeno è in netta crescita. Il Codacons afferma che sia la popolazione sia le istituzioni tollerano questo costume tanto da «non applicare le misure di contrasto e di repressione previste dalla legge». L’Ente parco, nel corso della sua quasi ventennale esistenza, ha emesso solo quattro ordinanze di demolizione, mentre non ha promosso azioni effettive nei confronti dei ripetuti abusi edilizi. Il caso più eclatante è quello di Montecorice, nei pressi della riserva di Punta Licosa, dove manufatti di cemento che devono essere abbattuti da oltre 20 anni sono ancora in piedi malgrado le sentenze passate in giudicato. Scheletri di cemento che deturpano una meravigliosa collina che si affaccia sulla baia di Punta Licosa.

ECOMOSTRI CON I FONDI EUROPEI – Càpita anche che in un’area protetta siano costruiti improbabili e maestosi edifici con finanziamenti europei. È il caso di due singolari progetti: il Centro internazionale per lo studio delle migrazioni e il Museo del fiume e dell’area faunistica della lontra. Il primo è stato portato a termine nel Comune di Centola con una spesa di circa 1.290.000 euro di fondi europei. Il secondo è stato edificato nel Comune di Aquara e ha comportato un esborso di oltre 500 mila euro. Oggi queste strutture non sono attive e secondo il Codacons la loro costruzione ha prodotto «una devastazione paesaggistica di un’intera area, prima di allora pregiatissima». «È incredibile», afferma l’avvocato Pierluigi Morena, dell’ufficio legale del Codacons, «come si sperperi il denaro pubblico per creare eco-mostri in aree sensibili». Il dossier denuncia che il Centro internazionale per lo studio delle migrazioni non è stato costruito con «materiali ecologici, compatibili e facilmente mimetizzati con l’ambiente circostante», ma è stata innalzata in posizione dominante e con calcestruzzo «una vera palazzina di tre piani, a forma di fungo circolare».

CEMENTIFICAZIONE E TURISMO DI MASSA – L’area del Cilento vive soprattutto di turismo. Località come Palinuro, Agropoli, Acciaroli ospitano decine di migliaia di villeggianti nei mesi estivi. Spesso le amministrazioni locali, pur di incrementare l’afflusso dei turisti, approvano progetti di dubbio impatto ambientale. È il caso della cementificazione del porto turistico di Pisciotta, cittadina a pochi chilometri da Palinuro (i lavori sono attualmente fermi dopo l’intervento della Sopraintendenza che ha constatato «la completa asportazione della scogliera preesistente, nonché il salpamento di parte della scogliera a sud del porto»). O ancora del progetto di costruzione di circa 40 villini da parte della cooperativa Sea Village in un’area protetta in località Lacco di Pisciotta, a pochi metri dal mare. Quest’ultimo progetto ha dato luogo a una vicenda giudiziaria con risvolti penali che ha visto coinvolti anche amministratori locali. Naturalmente il litorale costiero è quello che soffre di più la minaccia del turismo di massa. Il Codacons denuncia «le crescenti concessioni agli stabilimenti balneari nell’area dunale» sul pregiato litorale di Marina di Camerota. Il carico degli stabilimenti danneggerebbe l’intero territorio, «con pregiudizio anche per le specie di uccelli (gabbiano reale e gabbiano corso) che nidificano sulle falesie rocciose lì presenti». L’attività umana avrebbe tra l’altro provocato «gravi perdite di specie autoctone sulla spiaggia di cala del Cefalo».

IL KARTODROMO E LA GALLERIA – La fantasia degli amministratori locali non conosce limiti. Il Comune di Torraca vuole portare a termine la costruzione di un kartodromo e di una centrale eolica sulla montagna di Casalbuono, sul golfo di Policastro, «zona ritenuta dall’Autorità di bacino molto fragile per la sua natura carsica, quindi inadatta a ogni attività umana». Dopo la denuncia del Codacons sarà l’autorità giudiziaria a stabilire se effettivamente è possibile costruire una pista di kart su una montagna carsica. Ma forse il progetto più incredibile è quello denominato Interconnessione degli schemi idrici Sele–Alento, presentato nel luglio 2008 dal Consorzio Velia per la bonifica dell’Alento. Il piano prevedeva la deviazione del fiume Calore, nel tratto delle note gole, e la costruzione di una galleria di 2,5 km che avrebbe permesso alle acque di confluire nel bacino dell’Alento, lago artificiale e importante fonte di approvvigionamento idrico per il territorio. Lo scopo del progetto era aumentare l’acqua a disposizione per fini domestici e combattere «la tropicalizzazione del clima nel sud Italia». Sulla questione è intervenuto anche il Wwf Italia che, attraverso il presidente Enzo Venini, ha sostenuto che se il progetto fosse stato attuato «avrebbe causato la scomparsa del fiume Calore, tra i più vitali e meno inquinati del sud Italia, con la conseguente distruzione dell’ecosistema legato al fiume». Il Codacons su questa vicenda aveva avviato una campagna di tutela intitolata Salviamo il fiume Calore. «Quella campagna», sostiene il presidente del Codacons Campania, professore Marchetti, «ha dato un contributo decisivo per fermare un progetto faraonico, inutile e dannoso».

ABBATTIMENTO – Il direttore dell’Ente parco, Angelo De Vita, non nasconde i numerosi problemi che affliggono il Parco nazionale, ma pone l’accento anche sulle tante attività intraprese: «Nel corso degli ultimi anni abbiamo portato a termine numerose iniziative che hanno fatto conoscere i nostri territori anche al di fuori dell’Italia. Gli abusi edilizi sono un problema grave. Spesso però gli abbattimenti non sono portati a termine per mancanza di fondi. Infine ci sono i soliti problemi burocratici con i singoli Comuni. Non voglio certo scaricare le colpe sugli amministratori locali, ma nell’immediato futuro cercheremo di trovare un’intesa con loro e abbatteremo quelle costruzioni che da anni sono state dichiarate illecite».

Francesco Tortora
http://www.corriere.it

Category: Campania, Curiosità, Generale

Comments (43)

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  1. nino scrive:

    Il Parco nazionale del Cilento,purtroppo, non è il solo, ma molti altri parchi nazionali sono diventati centri di smistamento di rifiuti tossici e talvolta letali, depositi di materiali contenenti fibre di amianto (vedi eternit) residui di lavorazioni di conceria, abuso edilizio e quanto altro, come è avvenuto ed avviene nel parco nazionale dell’alta Murgia in Puglia dove, prima che diventasse parco nazionale, era un enorme polmone per la sosta dei migratori alati, del rifugio di selvaggina stanziale, il regno del Calandrone che vive e si riproduce soltanto sulla murgia, mi correggo, viveva e si riproduceva.

    Il parco nazionale dell’alta Murgia, prima di esserlo, è stato oggetto di scempio da parte ei latifondisti che, con i potenti mezzi meccanici, hanno “macinato” circa il 70% della murgia prevalentemente pietrosa ed incolta, per trasformarla in area destinata alla produzione foraggiera a vastissima estensione con il bene placido delle autorità locali e degli “ambientalisti”. Poi, terminato lo scempio, eccola diventata parco nazionale. Risultato: gli uccelli migratori non sostano più, la selvaggina stanziale ha abbandonato quei luoghi, il Calandrone è pressoché estinto.

    Oggi la Murgia è diventata il contenitore dei rifiuti di talune regioni che nottetempo, nonostante le numerose segnalazioni e denunce presentate (anche da emittenti televisive locali) scaricano immense quantità di rifiuti tossici e letali, è diventata la tomba di quei pochi migratori alati che, stanchi si fermano per un meritato e dovuto breve riposo che invece diventa quasi sempre eterno.

    Naturalmente c’è il divieto di pascolo e raccolta funghi, di qualsiasi modifica edilizia (demolizione e/o costruzione), raccolta di qualsiasi prodotto erbaceo spontaneo ecc. ecc.
    Ebbene l’unico divieto che è fatto rispettare, e con estrema severità e accanimento, è quello della caccia. Mi disse una guardia forestale di una pattuglia di servizio al quale mi ero rivolto per chieder come mai non intervenivano sulla marea di persone che raccoglievano funghi “siamo qui per controllare che non si eserciti la caccia”

    Questo, cari amici cacciatori è il vero motivo per i quali i cosiddetti “ambientalisti” hanno voluto, e continuano a farlo, il “parchi” a tutti i livelli (nazionali, regionali, comunali) : chiudere quante più aree all’esercizio venatorio. Tutto il resto, è tollerato e permesso.

    Ciao a tutti. Nino

  2. Attilio Ariano scrive:

    E che dire del parco Regionale dei Monti Picentini?.
    E’ stato anche classificato,come sito, zps e sic.
    Eppure, la Regione Campania, all’unanimità(quindi anche con l’apporto dei verdi), ha approvato il passaggio, di un doppio elettrodotto da 380.000 KW con palificazione di oltre 70 mt., nel cuore del Parco, dove non si può intervenire nemmeno a piantare uno spillo.
    Inoltre ha anche approvato la realizzazione di un metanodotto, idem come per l’elettrodotto.
    Ma il Parco, allora, serve solo per “succhiare” soldi Europei, a limitare l’attività agricola e, soprattutto, a vietare la caccia? Perchè, per il resto è tutto lecito, anche se questo comporta, di fatto, la distruzione dell’habitat e un ostacolo alle rotte degli uccelli migratori.
    Nessuno parla.
    saluti.

  3. valentino88 scrive:

    Certe persone tra cui anche i politici sono diventati ambientalisti non perchè vogliono il bene della natura ma solo per fare i propri interessi e guarda caso guadagnano sulle attività illecite.
    Siete lo scarto della società.

  4. Giovanni A. scrive:

    In poche parole siamo un paese da terzo mondo e basta.

    Abbiamo “animalambientalisti” gente che vale tanto quanto pesa, ossia nulla.
    Che schifo.

  5. Springer scrive:

    X Nino
    Oddio mio ci risiamo con i luoghi comuni . Cosa c’entrano gli ambientalisti con le discariche abusive o gli abusi edilizi all’ interno di un Parco . Secondo te sono loro che devono demolire o rimuovere oppure dopo aver denunciato il fatto alle autorita’ competenti sono queste che devono intervenire ? Il fatto che queste cose succedono e vengono tollerate , non dipende dal fatto che sono favorite dall’ essere ” Parco ” ma dalla complicita’ delle amministrazioni locali ( lo dice chiaramente anche l’ articolo ) e dallo scarso senso civico di quelli che commettono questi abusi .
    Il fatto che sia Parco da qualche speranza in piu’ che questi prima o poi vengano contrastati piu’ efficacemente . In territorio libero un bel condono e ……. ale’ .
    Se le guardie controllano solo che non si cacci e chiudono gli occhi su tutto il resto la colpa e’ degli ambientalisti oppure di chi e’ pagato per fare opera di controllo ( su tutto ) e non lo fa ?
    Il fatto che un territorio sia degradato deriva dal senso civico di tutti quelli che lo frequentano . Purtroppo pochi di quelli che vivono la natura ci entrano in punta di piedi rispettandola , la maggior parte la vedono come una cosa ” non loro ” percio’ degna di ogni nefandezza o tipo di sfruttamento e piu’ si scende lungo lo ” Stivale ” e peggio e’ e ci si rende conto di quanto sia vero . Gli italiani sono per la maggior parte cosi’ perche’ quello che succede da noi difficilmente lo ritrovi da altre parti . Per altre parti intendo paesi al nostro stesso livello di sviluppo culturale e economico . Girati tutti i Parchi Nazionali di questi paesi e vedrai che mi darai ragione . Percio’ e’ una questione di educazione civica nonche’ violazione della legge e non derivante dal fatto che il territorio sia Parco Nazionale , Regionale o altro .
    Ciao !

  6. francescorm scrive:

    Per carità, chi vuole dare colpe agli ambientalisti, povere verginelle indifese!!!!!!!

    Agli ambientalisti chiediamo solo di utilizzare un pò delle loro energie e del loro tempo per denunciare tutto gii altri scempi ecologici che accadono in Italia, lasciando in pace i cacciatori,perchè amiamo la natura e l’ambiente forse più voi,e lasciate fuori dai discorsi,anche voi, i luoghi comuni contro i cacciatori.

  7. Springer scrive:

    Problemino…….. sono anch’ io cacciatore come te .Questo non vuol dire scagliarsi sempre e comunque contro gli ambientalisti per spirito ” di corpo ” . Quando e’ giusto lo faccio altrimenti no . E questa volta su queste cose non mi sembrava proprio il caso . Forse sarebbe meglio spendere qualche parola condannando chi sfregia la natura in quel modo e non contro un’ istituzione che tenta di salvarlo . Siamo monotoni sempre con i soliti triti e ritriti discorsi . E’ possibile non riuscire ad andare un pochino oltre le solite banalita’ ?
    Ciao !

  8. Giovanni A. scrive:

    Nello specifico cari amici Springer e Francescorm, la colpa è di tutti. In primis dei soggetti citati da Springer che da controllori non fanno il loro dovere, nonchè dello scarso senso civico di chi fabbrica abusivamente e bla bla bla.

    Gli “ambientalisti”, lo sappiamo tutti, non sprecano energie per queste cose, sono troppo forti per loro i nemici da combattere. Quindi meglio combattere la caccia, settore debole e diviso al suo interno, manovrato da politicanti di ogni sorta che sguazzano nel mostro mondo ridendoci alle spalle, che pena!!!

  9. the boss scrive:

    giusto! giovanni A.
    quoto in pieno le tue parole…
    che pena!!!

  10. Gianni scrive:

    Concordo con Springer. Tutti devono intervenire denunciando, ambientalisti, cacciatori e altri. A criticare solo a parole si lascia il tempo che si trova. Vi ricordo che personalmente, da ambientalista (non contro la caccia fatta di regole e rispettate), contattai il ministro Brunetta (la mail inviatagli la pubblicai in questo sito, risposta inclusa) consigliandogli di fare dei controlli sui Parchi e sull’Ispra (ex Infs). Come saprete, l’ISPRA è poi finita nei guai con Brunetta, e magari io qualcosina l’ho dunque fatta. E così altri ambientalisti. Spetta anche a voi, ora, fare lo stesso, non a parole ma con i fatti.

  11. Renzo scrive:

    Ma che “fatti” dobbiamo usare ? Caro Giovanni b ?
    Dammi un esempio ,che non sia la mail al solito politico conosciuto. La maggioranza di noi non conosce personalmente politici a cui rivolgersi. E anche se li conoscesse…..non credo troverebbero risultati.
    Che faccio ? Mi apposto e rompo la testa a sberle a chi rovescia una camionata di spazzatura nel bosco solo perchè ha rinnovato i mobili di casa e non sa donve buttare quelli vecchi, perche COSTA?
    Oppure faccio la caccia serrata a quei gitanti della domenica che imbrattano il prato ? Mi metto a litigare? così vado davanti al giudice a addio porto d’armi ? ( anche se ho ragione )
    O ancora raggruppo qualche persona e ne faccio una squadraccia che cala cattiva sui vandali ?
    Lo farei certo, anche contro i cacciatori che dopo la sosta di mezzogiorno lasciano la carta del panino o la bottiglia vuota a terra. Stai sicuro, state sicuri.
    E di tutto questo sopra posso portare addirittura le foto !
    Avete letto benissimo CACCIATORI COMPRESI
    E’ la mentalità delle persone che è necessario cambiare, rieducare, plasmare.
    La colpa degli ambientalisti( ? ) , non ce la vedo in questo contesto ma…. loro pensano solo ad attaccare chi ha un fucile e dietro le spalle una petroliera spalma schifezze intorno… ma è molto difficile anche solo cercare di fermarla . Non vi pare ?
    Saluti affettuosi
    Ciao da Renzo
    P.s. Spero ti ricorderai della tua promessa di invitarmi a Palombe, un giorno solo magari, e anche solo con la macchina da presa. Non me la sento di perdermi uno spettacolo simile .
    Ringrazio già da ora .

  12. Renzo scrive:

    Chiedo scusa ! Veramente ! Sono stanchissimo nonostante l’ora.
    Ho scambiato Gianni con Giovanni b
    Chiedo scusa a tutti e due …
    Che cantonata bestiale. Rido da solo….
    Ma la storia non cambia
    Scusate ancora
    Dopo una notte insonne con la febbre a 38…. minimo…..
    Ciao a tutti
    Renzo

  13. Gianni scrive:

    Renzo, non scusarti, che problema c’è? L’importante è il concetto espresso. Comunque per le denunce ci sono gli organismi competenti (anche solo per gli esposti “contro ignoti”, così non ci vai di mezzo). Oppure i giornalisti (pare strano, eh?) e persino Striscia la Notizia (manda segnalazioni a gabibbo@mediaset.it oppure telefona allo 02 20021 – vado a memoria, controlla, Mediaset). Ti passano una segreteria telefonica alla quale puoi fare segnalazioni per interventi. E lo fanno). Ciao.

  14. Renzo scrive:

    Bhe che devo dire…. grazie
    Renzo

  15. ettore1158 scrive:

    Buonasera,quello dei parchi e’ divenuta ormai una precisa strategia pseudo-ambientalista a volte con la compiacenza di autonomie locali del posto.Tutto e’ iniziato circa venti anni fa,quando dopo gli innumerevoli ,inutili e dispendiosi referendum(pagati anche da noi cacciatori) i soliti noti si sono resi conto che non c’e’ l’avrebbero fatta in nessun modo per abolire la caccia e da allora e’ iniziata questa fine strategia subdola che consentira’ sicuramente l’abrogazione dell’attivita’ venatoria da qui a 4/5 anni facendola morire piano piano per mancanza di territori. Ora quello che mi chiedo e’ questo: e’ mai possibile che questa storia che dura da 20 anni noi cacciatori lo abbiamo capito ma le associazioni che ci dovrebbero tutelare non se ne sono rese conto? Ora si parla dell’eventuale modifica alla 157/92 e dei suoi risvolti ma ancora si continua a sbagliare non dando la priorita’ a questo grandissimo problema dei pseudo parchi, e mentre noi continuiamo a parlare c’e’ qualcuno che ancora ha in mente l’istituzione di nuove aree protette.Ho letto la modifica della 157/92 e si parla anche di aree protette ,ma bisogna tener conto che gia’ adesso c’e’ una legge che obbliga le varie Regioni a non superare la percentuale del 30% massimo ,ma questo obbligo e’ solo di facciata in quanto come noi tutti sappiamo non viene rispettato da nessuno e tant’e’ vero che ci sono delle Regioni che addirittura hanno raggiunto la soglia massima del 60%.Tutto questo e’ inaccettabile e credo anche illegale ,pero’ la cosa strana che mi fa pensare e’ che nessuno degli addetti ai lavori fa qualcosa per impedirla ,come mai ? forse bisognera’ andare a spulciare in qualche armadio per trovare qualcosa che assomigli ad un scheletro ? spero di no e voglio credere che non sia cosi.Comunque secondo me se la caccia cessera’ di vivere sara’ soltanto per mancanza di spazi, spero che qualcuno finalmente lo capisca prima che sia troppo tardi. Un saluto .

  16. Giusti Giacomo scrive:

    Ci sono i cartelli con il divieto di caccia?

    Se ci sono siamo a posto!
    Il resto non conta,

  17. Fiore scrive:

    perchè non andate a vedè dov’ha buttato la nettezza papi!!

    ci sarebbe da ridere.

  18. Giusti Giacomo scrive:

    Springer
    Scusa,ma chi lo gestiscie il parco?
    Chi e` che deve denunciare e opporsi agli sciempi che vengono fatti al loro interno?
    Quanti parchi sono gestiti da ambientalisti,wwf in primis,e sono uno scandalo tra sudiciumi,e incuria?

    Gianni
    I cacciatori nei parchi non entrano,se lo fanno ,entrano da comuni cittadini come altri.
    Solo se parli di denunciare i misfatti all’interno ti do ragione.

  19. Giusti Giacomo scrive:

    Fiore
    Ma papi(come tu lo chiami te,io non ho aggettivi)Mi pare che abbia aperto delle discariche.

  20. Fiore scrive:

    Giusti,

    si le discariche gestite da chi sò io!!!

    tanto fra non molto a dà venì fori ognicosa!!

    si leggerà sui giornali

  21. Giusti Giacomo scrive:

    Fiore
    dimmi te cosa non e` gestito da chi…….dici te laggiu`.

  22. Giacomo scrive:

    Finalmente si dice la verità sul parco del cilento ! Io ne voglio dire una sola e che vale per tutto. E’ un Feudo !!!

  23. spartacus60 scrive:

    x Tutti gli Amici Cacciatori
    Secondo il mio modesto parere per quanto concerne la gestione dei Parchi di ogni ordine e grado,può sembrare un’azzardo ma nel loro direttivo dovrebbero confluirci tutte (e dico tutte) le associazioni dei cacciatori presenti sul quel territorio tramite i loro presidenti.Forse con tale strategia e con ulteriori sinergie (cacciatori esperti del luogo)si possono apportare ulteriori migliorie,nonchè stroncare “manovre di sottobanco” con i fondi statali.Ecco quale iniziativa a mio parere si devono battere le nostre associazioni,è inutile spararsi addosso con Ambientalisti ed Ecologisti,d’altronte in comune abbiamo il solo interesse di salvaguardare l’ecosistema.Ecco come la penso in materia di tutela dei Parchi.Medidate in merito esimii Presidenti delle ASSOCIAZIONI VENATORIE.

  24. SPRINGER scrive:

    X Giusti Giacomo
    Il Parco ha limitati poteri per evitare tutto questo . E’ l’ incivilta’ e la criminalita’ che fanno si che queste cose possono accadere . Di chi le attua , come di chi le tollera , di chi le vede e non le denuncia , come di chi fa poco e niente per risolverle . Se poi aggiungi la proverbiale solerzia tipicamente italiana nel venirne a capo , ecco che e’ tutto spiegabile e in un certo modo ” logico ” . Ti ripeto : solo da noi in Italia accadono certe cose e la colpa e’ degli italiani e della loro mentalita’ che porta a vedere solo le cose di proprieta’ meritevoli di essere curate e trattate ” bene ” . Il resto , tutto quello che si trova appena dopo l’ uscio di casa , e’ terra di nessuno e in quanto tale ci si puo’ fare di tutto fedeli all’ italico detto “” ma che ‘mme frega , tanto non e’ roba mia “”.
    X Spartacus
    Se non siamo all’ interno dei Comitati di Gestione dei Parchi e’ perche’ non ci vogliono .
    Per arrivarci dobbiamo prima darci una bella ripulita all’ interno , poi dare dimostrazione pratica di saper gestire veramente Fauna e Ambiente ( qualche progettino nostro non sarebbe male , ma non ne abbiamo )e poi prenderanno in considerazione , perche’ a quel punto legittimati , l’ idea di renderci partecipi alla gestione . Adesso cosa gli dici ? Quali sono le nostre credenziali ? Cosa possiamo portare oggettivamente che dimostri nei fatti che meritiamo questo ? Perche’ non basta dire ” noi siamo amanti di fauna e ambiente come voi ” e poi vai a vedere e dietro alle belle parole ci trovi solo il deserto .
    Ci vorranno parecchi anni prima di riuscirci e questo dipende solamente da noi , dalla nostra volonta’ di evolverci da semplici sparatori raccoglitori , quali adesso siamo in maggior parte , a attenti gestori conoscitori di questi temi che , se vogliamo che la nostra passione abbia seguito nelle generazioni future, dobbiamo saper trattare in maniera adeguata e alla pari . Altrimenti la fine che ci aspetta e’…… quella che ci meritiamo .
    Ciao !

  25. Giusti Giacomo scrive:

    Springer
    Se condo me non ci vogliono perche`altrimenti si mette il naso in loschi affari,e mala gestione.
    In quanto a saper gestire io sono convinto che come cacciatori,siamo molto piu`preparati in fatto di saper gestire,basta vedere nei laghi gestiti dai cacciatori,quanta piu`selvaggina acquatica si trova.
    Viene fatto il ricambio dell’acqua,vengono fatti i chiari con il tagliodelle cannucce,viene fatta una pulizia del luogo capillare,ecc.
    Se nelle ZRC,venissero fatte cacciate ai nocivi, renderebbero il doppio di quello che danno attualmente in selvaggina ottima.
    Ci sarebbero altri esempi di come sanno gestire i cacciatori,ma loro non ci vogliono,eppure li dentro non si spara,percio`il mio dubbio sul perche` resta,e non e`sicuramente quello del non saper gestire.
    Ciao

  26. massimo fedeli scrive:

    la monnezza cè la produciamo noi, quindi o si butta nelle discariche o deve essere incenerita è usata come combustibile,Fiore la tua di monnezza te la tieni in casa? è un grosso problema, e la colpa fino a ora è stata degli ambientalisti beceri e da certa sx, che non proponeva alternative, criticare è facile il difficile è risolvere i problemi, una città come Roma crea tonnellate di spazzatura tutti i giorni ,la soluzione?

  27. nino scrive:

    Caro Springer, ma quali luoghi comuni!. Andiamo per ordine: Non ho detto nel mio commento che la colpa è degli Ambientalisti, né l’ho mai detto e sostenuto in alcun caso. Ho, detto che i parchi sono stati voluti dagli anticaccia travestiti da ambientalisti (il che è molto, ma molto diverso e lo sappiamo bene tutti); d’altronde ho sempre sostenuto e lo sosterrò sempre che gli Ambientalisti (quelli veri, quelli tipo AIW, Fare Ambiente ecc. quelli che scrivo con la A maiuscola) sono necessari se non indispensabili per il bene della Natura e con essi è assolutamente indispensabile che ci sia una reciproca collaborazione. Al contrario sono estremamente dannosi i falsi ambientalisti, quelli che hanno voluto i parchi e proibitone la Caccia con i risultati che tutti ben sappiamo e che chi sa quanto ci vorrà per porvi rimedio, se ci sarà!

    Inoltre non ho detto che è colpa degli Ambientalisti se i parchi sono diventati ricettacoli di scarti e rifiuti tossici se non letali, sia per l’uomo che per gli animali, la colpa, semmai, è di coloro, tipo gestori parchi, tipo guardie forestali, che non effettuano i dovuti e costanti controlli, e che sono tolleranti con tutti tranne che con i Cacciatori, che comunque se ne guardano bene di esercitare la Caccia nei parchi.
    Per tutto il resto che hai scritto sono essenzialmente d’accordo, infatti il popolo italiano, e non solo i cacciatori, sono per lo più incivili, non conoscono e non amano al Natura, anzi ne fanno scempio: basta andare in un bosco, in una pineta e nei vari parchi dopo il lunedì di pasqua, dopo il ferragosto o dopo una domenica in tutto l’anno (forse un po’ meno in inverno) per vedere tutto il porcaio che trovi, abbandonato da questi incivili e strafottenti inquinatori della Natura.

    Comunque volevo anche precisare che i parchi, purché fatti con tutti i dogmi dovuti (specialmente per quanto riguarda l’estensione), con i continui e costanti controlli con tolleranza zero verso tutti, sono necessari e, comunque, prima che diventassero parchi, non erano affatto il giganteschi bidoni della spazzatura industriale e non, perché esercitando la Caccia, vi era anche un costante e continuo controllo da parte delle Guardie Provinciali (sai bene che nei parchi le Guardie Provinciali non sono autorizzate ad effettuare controlli di nessun genere!), notte e giorno, si, con lo scopo di colpire i bracconieri ed i cacciatori inosservanti delle leggi venatorie, ma comunque erano un deterrente molto forte.

    Quindi, caro amico Springer, come vedi, non solo non sono I soliti luoghi comuni, ma se analizzi bene, vedrai che siamo in perfetta sintonia in quanto d’accordo almeno per il 90% . Un acaro saluto. Nino

  28. SPRINGER scrive:

    X Giacomo Giusti
    Non credo sia per quello che non ci vogliono anche se tutto e’ possibile visto l’ andazzo generale . Preferirei dipendesse da quello che penso sia il vero motivo , non foss’ altro per poter aver modo di risolverlo traendone tutti vantaggio .
    La gestione di Fauna e Ambiente deve essere vista in maniera piu’ ampia di quella a cui fai riferimento tu . Quelle sono cose oggettive ( e soggettive ) che nessuno mette in dubbio esistano al nostro interno . Ma poi c’ e’ anche tutto il resto di cui tener conto .
    Perche’ essere all’ interno di un Comitato di Gestione di un Parco vuol dire ammettere la possibilita’ di cacciare all’ interno di un Parco , perche’ non credo che una volta li ci si limiti a consigliare agli ambientalisti come meglio pulire i chiari o contenere gli animali ” opportunisti ” o dare una mano a pulire i sentieri , ma si chieda di intervenire in prima persona e nella maniera che a noi sta a cuore . Con la caccia . Ma finche’ la maggior parte di noi dimostra di non avere la ” mentalita’ ” giusta per farlo e’ impossibile che questo avvenga . Vado a caccia da 30 anni e posso dire in tutta onesta’ di aver conosciuto pochissimi cacciatori a cui puoi dire : vai li e in mezzo a tanta selvaggina limitati a prendere ad esempio 1 Anatra , o 1 Beccaccia o 1 Lepre o un Cervo con la certezza che si limiti ai patti precedentemente pattuiti senza sgarrare . Alla maggior parte di noi , che poi sono la nostra rovina , interessa solo sparare . Punto e basta . E se li metti in un posto che di selvaggina ne contiene parecchia o li fai scortare e sorvegliare come i detenuti di Guantanamo o nel giro di poco ti fanno fuori tutto . Anche quelli che amorevolmente e con sapienza curano il loro appostamento . Di questi e da me in pochi rispettano i limiti di carniere o le giornate disponibili . Per la stanziale stesso ragionamento . Perche’ dopo essersi fatti il ” mazzo ” per tirar su un po’ di selvaggina la si stermina nel giro di qualche settimana e si deve ricorrere ai lanci pronta caccia ? Non e’ un bell’ esempio di gestione questo . Perche’ gestire vuol dire , oltre a curare il posto per attrarre a se o far crescere i selvatici , rispettarli se non sono cacciabili , prelevarne solo una parte il surplus lasciando sul territorio il resto e sapere quando e’ il caso di dire ” basta , adesso questi per un po’ non si cacciano piu’ “. Ma al momento e’ inutile pensarci ……non ne siamo capaci .
    Questo aspetto importante va a inficiare tutto quello di buono , che alcuni di noi fanno e sono . Bisogna guardare a tutta la categoria e non ai pochi e la maggioranza e’ ancora insufficentemente preparata e culturalmente arretrata ( sotto questi aspetti ovviamente ) per poter pretendere di trattare alla pari con chi , anche se a noi da’ fastidio ammetterlo , bene o male il suo compito riesce a svolgerlo .
    Ciao !

  29. nino scrive:

    X ettore1158 Parole sante le tue, ma incomprensibili per i più: cacciatori e AA VV in primis. L’analisi da te fatta, circa la politica adottata dagli anticaccia, la vado predicando sin dagli anni settanta, ossia sin da quando ci tolsero la prima cosa: le cacce primaverili. Invano mi sono spolmonato per far capire, prima alle AA VV e poi ai singoli cacciatori, che se non agivamo subito e con fermezza contro questi anticaccia, un po’ alla volta ci avrebbero tolto tutto. E così è stato. Proprio come dici tu. Il loro lavoro, quelli, lo sanno fare e bene e lo sfruttano al massimo, siamo noi che non sappiamo difenderci in modo adeguato e ci limitiamo a fare sterili polemiche che fanno solo il loro gioco, perché loro fanno i fatti, e sfruttano i finanziamenti egli enti locali e dello stato. Inoltre, a proposito delle petroliere che loro non vedono, così come gli inquinamenti dell’atmosfera, dei fiumi, dei laghi, dei mare e delle città, perché questi anticaccia arrivano, per il vile denaro, ad essere persino autolesionisti, non li vedono perché i maggiori loro finanziatori sono, soprattutto, proprio i petrolieri e le multinazionali chimiche. Questi colossi dell’inquinamento, pagano i miserabili anticaccia al fine di far distrarre l’opinione pubblica dai loro misfatti, e contemporaneamente additare i cacciatori, come capri espiatori, quali nemici e distruttori della Natura.
    Ma vedi, caro ettore1158, anche se parrebbe assurdo, tanti, troppi cacciatori e quasi tutte le AA VV non lo capiscono ed invece di unirci su un unico fronte per combatte il nemico, di sbraniamo tra noi come cani randagi.
    Certo, è con tanta amarezza che faccio queste considerazioni, perché, nonostante mi sforzi per farlo capire, sento e leggo : “si, ma quando si apre la caccia? Là si può andare o è parco, e lì so che è ZPS” e così via.
    Ti prego, ettore1158, aiutami a trovare una soluzione che possa fare capire quello che io non riesco a far capire.
    Una stretta di mano. Nino

  30. Gianni scrive:

    “Inoltre, a proposito delle petroliere che loro non vedono, così come gli inquinamenti dell’atmosfera, dei fiumi, dei laghi, dei mare e delle città, perché questi anticaccia arrivano, per il vile denaro, ad essere persino autolesionisti, non li vedono…”

    Toh, è vero che c’è sempre da imparare. Non sapevo che il WWF e specialmente Greenpeace fossero dei cacciatori… Perchè delle due l’una: o le “battaglie” che fa per esempio Greenpeace in mare per salvarlo non esistono, oppure le fanno ma non sono ambientalisti. Sono cacciatori che si danno da fare sulle barchette.

    Facile scrivere chiudendo gli occhi e contando storielle. Diciamo la verità: le associazioni ambientaliste fanno, altroché, voi invece no.Ma quando vi vedrò all’opera con altrettanto impegno sarò pronto ad ammetterlo. Chissà quando, però…

  31. Ezio scrive:

    X Gianni

    E’ sufficiente che ti fai un giro in un ZRC dell’alessandrino o emiliana, gestite pressochè esclusivamente da cacciatori nel loro tempo libero e vedrai tanti animali…anche non cacciabili…. che manco in metà dei parchi italiani messi insieme riusciresti a vedere…

    Poi vorrei avere, se è possibile e per cortesia ovvio, una risposta da te che sei del “settore” …Ovvero con QUANTI e QUALI…nel senso di CHI…. soldi si finanziano tutte queste benemerite associazioni ambientaliste??

    Grazie.
    Ciao.
    Ezio.

  32. Alessandro Cannas scrive:

    Ezio bello se vuoi te lo dico io chi finanzia le associazioni ambientaliste…

  33. Ezio scrive:

    Grazie Ale… lo so già. Certo non con i “vuovi” di Pasqua…..come dice il mio più piccolo…. con dentro la tessera con il panda disegnato sopra….

    Stavo solo stuzzicando Gianni… Lui lo fa con noi ed io replico…

    Ogni tanto gli scatta la vena animalist-ambientalista e bisogna cercare di farlo tornare in se ;-) ;-) ;-)

    Ciaooo.
    Ezio.

  34. Alessandro Cannas scrive:

    Si che lo sa il Gianni..Eccome se lo sa… fa’ orecchie da mercante…Per farlo tornare in se deve fare il grande salto con Noi…..E cacciare anatre e beccacce,non cani! E nutrirsene come facciamo Noi….Allora sara’ veramente sopra le parti…hihihi

  35. Gianni scrive:

    Alessandro, prepara un arrosto di selvaggina bello abbondante e ti faccio vedere io se gli ambientalisti non mangiano carne. Cacciarla io? Solo se fossi messo alle strette, tanto a questo ci pensate voi, no?
    Ezio, guarda che io ho seguito l’ufficio stampa di Alessandria e conosco bene la zona. Idem per l’Emiliano, avendo seguito sempre l’ufficio stampa di tutta la zona che va da Berceto, Bardi, Compiano, Borgotaro e la zona adiacente Pontremoli. So che gli animali ci sono, ma soprattutto grazie alle zone impervie e poco battute (anche se si caccia bene). Anzi, sapevi che l’Oasi dei Ghilardi, a Borgotaro, vedeva la collaborazione diretta di WWF e Ass. Cacciatori locali? E funzionava.

    Per quanto riguarda gli introiti delle ass. ambientaliste, 5×1000, anche contributi pubblici a progetto e soprattutto iscrizioni. Per esempio il WWF Italia – di cui io non faccio parte – introita circa 9 milioni di euro l’anno, tutti versati da privati.

  36. Ezio scrive:

    Gianni se mi dici ste cose mi fai venire l’ansia veramente! ;-)

    Se il WWF Italia riesce a fare tutte ste cose, gestire oasi, essere sempre in televisione, centri di recupero fauna, pubblicazione riviste, ecc ecc ecc con poco più di 9milioni di euro, allora solo Federcaccia che ha 400mila iscritti a 70 euro l’uno di tessere fa 28MILIONI di euro…e manco si sa che esiste, per la gente “comune” intendo…. Miiii …c’è qualcosina che non mi torna ;-)

    Ciao giornalista.
    Ezio.
    P.S.: Comunque di una cosa sono assolutamente certo…è una delle poche… se cacciatori ed ambientalisti (NON ANIMALISTI) la smettessero di farsi la guerra, ora sarebbero la prima potenza mondiale… e l’ONU si dovrebbe preoccupare di loro non della Korea del Nord ;-) ;-) ;-)

  37. stiv scrive:

    VOLETE CONOSCERE IL VERO VOLTO DEL WWF DIGITATE : ” WWF UNA STORIA POCO NOBILE”, POI DOPO AVER LETTO ATTENTAMENTE ESPRIMETE UNA OPINIONE LIBERA DA PRECONCETTI ,ANCHE TU GIANNI.

  38. stiv scrive:

    SE poi volete conoscere qualche cosa di più su GREENPEACE c’è inganno ambientalista che ne parla!
    Molti faranno parte di queste ass. in buona fede convinti di salvare il mondo poi però dietro i proclami c’è molto che pochi sanno!

  39. Giusti Giacomo scrive:

    Eeeeh!!Gianni Gianni!!!
    Ha ragione Ezio!
    Ogni tanto ti scatta la vena animalambientalista!
    Ciao caro!

  40. Gianni scrive:

    Stiv, è vero ma che ci puoi fare. Ci sono stati e ci sono preti pedofili, papi con amanti ufficiali e figli, carabinieri rapinatori, giornalisti truffatori, cacciatori bracconieri ambientalisti ladri. Ma questo non significa che tutti siano così, per fortuna. Lo schifo c’è ovunque.
    Ezio, dici il vero. Che ci fa la Federcaccia e le altre associazioni con tutti ‘sti soldi? Boh…

  41. Gianni scrive:

    Giacomo e tutti gli altri. Se io diventassi cacciatore di colpo vi farei una concorrenza eccessiva, lo faccio per voi. Cervi da 700 chili, beccacce da 2 chili e i sedili della macchina, cruscotto incluso, in pelle di volpe. Non divento cacciatore, perchè se no…

  42. stiv scrive:

    Bravo GIANNI hai ragione e io concordo pienamente con te sulla debolezza dell’essere quindi sono convinto che in tutte le ass. che ci sono di qualunque settore siano e con i migliori propositi nascano di sicuro tra di loro c’è la mela marcia ! Ma qui viene fuori in modo chiaro che la base funziona sono i vertici che hanno modi di operare poco chiari e “amicizie” alquanto scomode!Quindi questo dimostra che con tali vertici non si può credere nella buonafede di certe campagne e operazioni che vengono intraprese ma si può solo pensare che ogni cosa sia finalizzata a scopi diversi da quelli dichiarati!

  43. Ezio scrive:

    X Stiv

    Se ci pensi un attimino vedrai che il problema “vertici” in Italia non riguarda solo la gestione caccia… :-(
    Io ne avrei un tot di esempi ma poi come al solito uscirei “fuori tema”…

    X Gianni
    Per i cervi da 700 kg nulla da ridire …pure fossero na tonnellata, tanto non mi interessano…
    Ma le becche da 2 KG …quelle no eh!!!!
    E quando si alzerebbero da terra???!!!
    Io ho bisogno di insidiare fantasmi, folletti imprendibili che fanno la gimcana tra rami e foglie, devo tribolare al massimo e così i miei cani, le “cose” semplici non mi/ci interessano…. ;-)

    Ciao futuro cacciatore.
    Ezio.
    P.S.: Pensate che colpo!! Grazie al “sito” Fiore diventerà presidente del WWF e Gianni presidente dell’unica AV italiana…. Miiii che ridere!!

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