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Gruppo lince italia

| 17 maggio 2009 | 53 Comments

logog.pngSorto nel 1993 nell’ambito del Progetto Biodiversità, in un’epoca in cui persino nominare il misterioso Felino poteva apparire un’eresia, il Gruppo Lince Italia ha raccolto da oltre un decennio le migliori energie di quanti davvero volevano conoscere la verità su questo magnifico animale.
Dopo un triennio di difficoltà contingenti, dovute alla drammatica crisi del Parco Nazionale d’Abruzzo presso il quale operava, il Gruppo si è riorganizzato nel Centro Studi-Comitato Parchi di Civitella Alfedena, e sta ora riprendendo la propria attività con forza, chiarezza e determinazione. Ha già raccolto una cospicua documentazione storica, nonché circa un migliaio di segnalazioni attuali e recenti per l’Appennino (prevalentemente centrale, ma anche meridionale e settentrionale). Tutti elementi ritenuti attendibili, o comunque molto interessanti. Si ripromette di appoggiare studi, ricerche, tesi e pubblicazioni sull’argomento, e di favorire il completamento del Centro Lince nel villaggio pilota del Parco, incoraggiando anche la creazione di analoghi Centri nel Mezzogiorno d’Italia, anzitutto al Pollino e in Aspromonte.
Ha presentato una nota ufficiale al Convegno di Internazionale sulla Fauna Euromediterranea e sta ora approfondendo le indagini sulle popolazioni meridionali di Lince, non soltanto in Italia. Si chiede la collaborazione dei cacciatori italiani in questa ricerca, soprattutto di quelli dall’Emilia Romagna fino alla Sicilia compresa.
Chi ha notizie della lince, felino chiamato localmente “lonza”, “gattopardo” o “lupo cerviero” nel Centro e Sud Italia? Ci sono avvistamenti, ritrovamenti di carcasse o animali predati (caprioli e altre prede morse alla gola, con segni di artigli, divorati spesso a cominciare dalla zona anale), racconti anche di epoche passate, degli scorsi decenni o anche attuali?
La lince meridionale, senz’altro vissuta in Italia in quanto sono documentati abbattimenti certi nel XVIII secolo, era (oppure è) simile a un grande gatto di circa 8-15 kg. (più piccola della lince delle Alpi), alta e grande come un cane breton o poco più, coda corta, ciuffi di peli sulla punta delle orecchie, pelo bruno chiaro con macchie più scure o nere. Da non confondere con il gatto selvatico, che è poco più grande di un gatto domestico, è bruno con strische scure sulla schiena e ha la coda molto lunga e folta. Se la lince meridionale è ancora presente, è rarissima.
Si chiede la collaborazione di tutti i cacciatori in questa ricerca.

Category: Generale

Comments (53)

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  1. Mario Bartoccini scrive:

    Informo che in Umbria le amministrazioni pubbliche si stracciano le vesti in direzione di percorsi “appenninici”, “francescani”, “fluviali” e “verdi” in genere, sperperando milioni di €uro appunto per aprire detti “sentieri”: soltanto come “belletto”.
    Noi cerchiamo di far capire che la cura delle strade vicinali costa meno e garantisce lo stesso effetto di fruizione.
    X signor Vico: cordialità.
    Mario Bartoccini.

  2. Ezio scrive:

    X Ilio e chi interessa

    Su http://www.lazampa.it c’è la foto di una lince, presumo, nostrana…così puoi farti un’idea…

    Essendo un sito animalista l’articolo dice tutto ed il contrario di tutto….ovvero ed in sostanza che molti animali sono in espansione nonostante il bracconaggio, l’urbanizzazione, ecc….

    Cioè, seguendo la logica di base, vuol dire che le tanto demonizzate attività umane non c’entrano nulla con le dinamiche naturali….

    Boh, valli a capire sti ambientalisti da salotto!!

    Comunque, la foto della “bestia” è bella ;-)

    Ciao.
    Ezio.

  3. Gianni scrive:

    Ezio, quel sito mi sa che dice un po’ di fesserie. Quella della foto non è una lince europea, come quella vivente anche da noi sulle Alpi, ma una lince iberica (la lince meridionale italiana veniva descritta più simile a questa che a quella alpina). Pensa che sul sito dice anche che ci sono i castori sulle Alpi occidentali!!! (estinti in Italia in epoca storica e in fase di reintroduzione in alcuni Paesi europei, ma non in Italia), forse li hanno confusi con nutrie o marmotte.
    Comunque la fauna in Italia è, fortunatamente, in forte aumento. Basti pensare che le lontre (meridione) da circa 70 sono passate a circa 300 (comunque in forte pericolo di estinzione).

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