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Taccuino: Commedia all’Italiana

| 25 aprile 2009 | 110 Comments

TACCUINO ITALIANO DELLA CACCIA,DELL’AMBIENTE,DELLA TERRA E DELLE TRADIZIONI
(un’ esclusiva ilcacciatore.comCorriere dell’Umbria (Perugia) e iltamtam.it (Todi))

N. 39 del  24 aprile 2009 – RUBRICA BREVE “ LA TERRA “- IL 22 Aprile è stata  “l’Earth Day”- la giornata della terra. A Siracusa è iniziato il G8 sul clima. In Inghilterra la parola d’ordine è questa : “Salviamo le api e l’economia del polline”. Infatti con il diminuire dell’impollinazione delle api, molti raccolti verranno profondamente danneggiati e l’esistenza di molte piante autoctone verrà messa a rischio. E  l’impatto sarà drammatico anche per l’uomo: si pensa che un terzo della nostra alimentazione derivi dal polline veicolato dalle api. TESTIMONIANZE DI VITA CONTADINA : Giuseppe BRUNO, detto Bep, nato a Chiotti di Valloriate, classe, 1893, contadino : “ Eravamo cinque figli e padre e madre. Avevamo poca terra, tutta roba di montagna, e due vacche nella stalla.  Ai Chiotti  vivevano altre otto famiglie, tutte più o meno povere come la nostra. Nella zona erano pochi i ricchi, quelli che avevano tre o quattro vacche e l’asino. All’inverno dormivamo “al trabia” (soppalco di assi che fungeva da giaciglio) sotto la volta della stalla. Padre e madre dormivano invece “ ‘sla letera” (sul giaciglio). D’estate dormivamo nel fienile.  “ Le s-ciòu”, l’essiccatoio delle castagne era la nostra cucina. Mangiavamo tutto l’inverno castagne e patate. Non ricordo di aver mangiato della carne da giovane, nemmeno alla festa, nemmeno a Sant’Anna (la Santa Patrona,la cui festa cade il 26 luglio). (1)

COMMEDIA ALL’ITALIANA

Se fossero  ancora vivi Pietro  Germi e Mario Merola, inventori della commedia e della sceneggiata all’Italiana, avrebbero di che sorridere commentando quello che  si è detto attorno ad un provvedimento relativo all’adeguamento della legislazione venatoria Italiana, rispetto ad una direttiva Europea del 1979.

Ma lasciamo da parte il lato per così dire “leggero” della questione ed andiamo al dunque.
Hanno superato il numero di 300 le procedure d’ infrazione che la Commissione U.E. ha aperto nei confronti del Governo Italiano. Circa 200 per violazioni di direttive comunitarie, e 100 per mancati adeguamenti. Negli ultimi sette anni vi è stata una notevolissima accelerazione. Una situazione che ha imposto al Governo di introdurre nella Comunitaria 2006, un emendamento con cui s’impone al Ministro per le Politiche comunitarie e alla Presidenza del Consiglio di relazionare ogni sei mesi al Parlamento sul contenzioso con Bruxelles e sui contrasti  con la Commissione.
Le procedure aperte riguardano tutti i settori:  la parte del leone spetta all’Ambiente con oltre 70, poi l’Economia e le Finanze con 6o, seguono il Lavoro (30), le Attività Produttive (22), poi l’Interno, le Politiche Agricole, la Giustizia, le Comunicazioni,gli Affari esteri, ed i Beni culturali.

Da una prima messa in mora, cui fanno seguito gli ammonimenti e le osservazioni del Paese inadempiente, la procedura  può in una prima fase raggiungere  la Corte U.E.  In questo caso se i giudici comunitari rigettano il ricorso della Commissione la procedura d’infrazione si chiude. Viceversa se la Corte accerta la violazione delle direttive impone allo Stato membro di adeguarsi. In un secondo momento,si può verificare nel caso del non adeguamento della norma da parte dello Stato soggetto ad infrazione, l’apertura di una seconda messa in mora ,che può concludersi con la richiesta della Commissione alla Corte di Giustizia di

condannare definitivamente lo Stato inadempiente e di infliggere allo stesso UNA SANZIONE PECUNIARIA.

Sette sono le infrazioni comminate all’Italia che hanno attinenza con la conservazione della fauna selvatica : n. 1993/2165-conservazione uccelli selvatici. – n.2003/5138  non rispetto direttiva n.92-43 –  n.2003/5145 idem – 2004/4242-REGIONE Sardegna,deroga regime protezione uccelli selvatici – 2004/4296 idem Regione Veneto – n. 2006/2131 violazione caccia in deroga – 2006 / 4043 – applicazione direttiva 409/79 relativa alla conservazione degli uccelli selvatici in Liguria.
Intanto  ci sarebbe da far osservare ai solerti censori Europei, e non so se il governo Italiano lo abbia mai fatto, che l’Italia con l’art.1 della legge 157/92 ha già recepito integralmente le direttive 79/409 CEE del 2 aprile 1979, 85/411-CEE della Commissione del 25 luglio 1985 e 91/244 della Commissione del 6 marzo 1991, con relativi allegati, concernenti la conservazione degli uccelli selvatici , mediante una dichiarazione contenuta nello stesso articolo 1 di una totale acquisizione giuridica ed attuazione secondo la stessa legge quadro. L’articolo 7  della direttiva 409/79 per la quale l’Europa pretende ora il rispetto, non è lo stesso  già recepito dalla legge Italiana ?

Che poi l’ITALIA non abbia  poi attuato in forma pratica, il principio relativo alla conservazione delle specie in concomitanza con la riproduzione biologia, non ha comunque nulla a che vedere con l’istituto giuridico “del recepimento”, ed è tutto da dimostrare.
La caccia non è una materia sulla quale l’EUROPA ha una competenza istituzionale. Gli Stati  che fanno parte dell’Unione Europea possono quindi in maniera autonoma disciplinare l’esercizio dell’attività faunistico venatoria, stabilendo le date di apertura e chiusura, tenendo presente il contenuto della direttiva N.409/79.�
Siccome “ la querrelle”  o meglio “La commedia all’Italiana” di questi ultimi giorni si è sviluppata attraverso un crescendo Rossiniano, attorno ai periodi, alle date, agli applausi di quanti hanno visto all’orizzonte un possibile prolungamento dell’attività venatoria, a coloro che hanno “soffiato” sul fuoco nell’illusione di far credere ai cacciatori questa possibilità, ed a chi ha gridato vittoria per lo scampato pericolo rispetto ad una battaglia che non c’è stata e che non hanno affatto combattuto , sarà bene puntualizzare qualche cosa affinchè tutti, dico tutti, tornino con i piedi per terra.
Parliamo dei periodi di caccia cioè delle date per capirci bene e per non “menare il can per l’aia” : Nessuna data è contenuta nella direttiva 409/79. Non serve a niente, che ci sia o non ci sia specificato, nell’art .18  da riformulare per recepire, a seguito della procedura d’infrazione l’art.7 della  Direttiva 409/79, l’indicazione del periodo 1°Settembre-31 gennaio. E’ stata solo una questione di propaganda, fine a se stessa, che venditori di fumo hanno cercato di vendere al prezzo dell’aria (cioè niente)  trainati al circo mediatico di natura pseudo – culturale al quale fanno parte da tempo vari nani e ballerine.
Esistono già i “veri” termini di riferimento per la salvaguardia della fauna selvatica,relativi alla riproduzione biologica. Questi sono contenuti nel “KEY Concepts DOCUMENT” dove all’ITALIA dà di più di quello che riceve.
Rispetto alla data di chiusura della caccia in ITALIA, e cioè il 31 gennaio di ogni anno, i cacciatori sono debitori e creditori, al tempo stesso, rispetto alle date fissate nel KEY concepts DOCUMENT”. In parole chiare abbiamo tre decadi in più per germano reale e gallinella d’acqua; due decadi in più per beccaccia,tordo bottaccio e cesena; una decade in più per la Canapiglia , Alzavola, folaga ,codone, combattente e tordo sassello;  ma abbiamo cinque decadi in meno per l’allodola, due decadi in meno per colombaccio,fischione, Porciglione; una decade in meno per il merlo ed un pareggio per marzaiola, mestolone, moriglione, moretta, frullino e beccaccino.�
Per la chiusura dunque i termini già ci sono e sono stati dettati dalla Commissione U.E. mediante il Comitato ORNIS. Che altro cerca la Commissione U.E. ? Con tutto il rispetto cosa può fare la Camera ed il Senato rispetto a questo, se non richiamare pleonasticamente il contenuto dell’art. 7 della direttiva ?  Per le date di apertura, e veramente penoso, ascoltare le dichiarazioni dell’on.le Brambilla, dei soliti noti, dei presentatori senza macchia e senza paura, delle scrittrici con il cuore trafitto, e dei pifferai di turno. Ma quale caccia ad agosto ?  Nessuno si è mai sognato di cancellare dall’art. 18, che si tenta di emendare, i poteri dell’ISPRA, deputato a dare i pareri alle REGIONI per le eventuali preaperture della caccia. Ed anche per l’inizio della stagione venatoria, le norme della Direttiva  409/79  e della Guida Interpretativa sono stringenti,ineludibili e puntuali.
Dunque tanto rumore “per nulla”  certamente sì. Che cosa cambia per i cacciatori italiani rispetto al recepimento dell’art. 7  della Direttiva 409/79, lasciando il termine 1 settembre-31 gennaio ? Nulla.
Sorprende in ogni caso che il GOVERNO  a distanza di tre anni non riesca a chiudere la procedura d’infrazione. Mi pare di scorgere delle oggettive responsabilità che  sono in Capo al MPAAF E Miniambiente. Già Il 25 maggio 2008 al SENATO L’esecutivo andò a vuoto sull’argomento “vittima del fuoco amico”  che disertò in parte l’Aula.

Ancora il “fuoco amico” ha contribuito alla non felice soluzione istituzionale, adottata dalla Commissione Agricoltura della CAMERA, che non ha espresso alcun parere, sostenendo che la materia debba essere trattata in altra sede, e cioè la Commissione XIV per i rapporti con l’EUROPA. Mi pare proprio,invece che la competenza sulla materia sia della COMMISSIONE agricoltura, essendo la caccia nelle deleghe specifiche del MPAAF.
A  forza di “lavarsene le mani” si sta trasmettendo, però, ai cacciatori, una sorta di ormai malcelato disimpegno rispetto alle tante aspettative che si  è cercato di accreditare. Qualcuno parli e dica come in realtà stanno andando le cose. Senza nessun timore, e con assoluta reciproca lealtà. Solo un uomo è stato crocefisso, ma poi è risorto.�
ANTONIO  PINOTTI

(1) da il “Mondo dei vinti” di Nuto  Revelli  EINAUDI-editore 1977-Torino

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Category: Taccuino

Comments (110)

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  1. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Si sig.GIACOMO MA IL SIG. CANNAS FA UN RAGIONAMENTO, SOTTILE ED INTELLIGGENTE. Noi siamo debitori e creditori….dunque è meglio stare in silenzio.

  2. Giusti Giacomo scrive:

    Noi s’e`preso nel di dietro(culo) solo per una grande str***a messa in piedi non da scienziati o ricercatori seri, ma da una banda di farabutti verdognoli che c’erano all’epoca nell’infs,e tutti zitti?

  3. massimo fedeli scrive:

    x Giacomo le giornate sono 15 non 30 , se passerà, ma passerà ? K C meglio non parlarne è scandaloso che si diano i turditi come pre nuziale a gennaio, è tordi della corsica xke lo fanno dopo? sono tordi francesi!!! e nel paese di zappaterra? pure lì i tordi sono tardivi? o noi pe scopa semo famosi in tutto il mondo, e scopamo prima dei francesi e dei spagnoli come i tordi!!!!semo un popolo de tordi!!!

  4. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Cari amici,Oggi il CORRIERE DELL’UMBRIA (45.OOO COPIE) HA PUBBLICATO integralmente il TACCUINO N.39, A PAG.4. RINGRAZIO IL direttore DOTT.ssa MOSSUTTO, PER LA SENSIBILITà CHE DIMOSTRA NEI CONFRONTI DELLA CACCIA italiana. Unico giornale, DIFFUSSISIMO FRA I CITTADINI, CHE NON SI UNISCE AL CORO DEI PIFFERAI ANTICACCIA.

    HO DATO QUESTA NOTIZIA, NON PER ME,MA NELL’INTERESSE dell’atttività faunistico venatoria. Sono 5 MESI CHE PUBBLICA I TACCUINI, E MAI, DICO MAI,SI è LEVATA UNA PAROLA CONTRARIA. Certo che prima o poi avverrà UNA CONTESTAZIONE. FA PARTE del gioco. MA INTANTO SE ANCHE GLI ALTRI QUANDO PARLANO DI COMUNICAZIONE, LA FACESSERO VERAMENTE IN ALTRI POSTI DEL PAESE, FORSE NON CI TROVEREMMO IN QUESTA CONDIZIONE.

    Devo DIRE, CHE TUTTO QUESTO E’ STATO FINORA POSSIBILE,SOPRATTUTTO PER L’OSPITALITA’ DEL SIG. Daniele BANDINI, CHE NON DOVREMO MAI FINIRE DI RINGRAZIARE.

  5. Fiore scrive:

    e dai!!!

    la legge è legge e PER QUANTO possa sembrare STRANO va rispettata!!!!!

    lasciamola così, non rendiamoci partecipi alla fine dei tordi

    addio!!! questa l’ho detta grossa!!!!

  6. ezio scrive:

    Nel medio evo c’era na legge che permetteva di bruciare la gente su delle fascine…

    Meno male che almeno quella son riusciti a cambiarla…

    Ricordati che la legge è legge ma il buon senso vale sempre di più.. Amen ;-)

  7. Giusti Giacomo scrive:

    Fiore rieccomi col fiato sul collo(un mi puzzaun ti preoccupare!)

    Si Tu l’hai detta grossa perche`,Hai visto un grande aumento di specie da quando hanno tolto le cacce primaverili?

  8. Fiore scrive:

    e vabbene, la si può cambiare ma un pochino solo

    non sono pratico Giusti ma se non sbaglio le cacce primaverili erano alle quagli tortole e forse ai mignattini o come si chiamano

    ma è una vita che l’anno chiuse e quando erano permesse non c’erano tanti cacciatori da fare delle stragi, sono daccordo che non è tutta colpa della caccia il declino di alcune specie ma è matematico che se ne ammazzi di più ne coveranno di meno.

  9. Giusti Giacomo scrive:

    Fiore
    Anch’io ero giovane,mi pare che le chiusero con l’avvento della legge 968/77,ma anche con quella si cacciava fino al 31/03.Il bello e`venuto dopo!!!!Non e`di 100 anni fa`,e i cacciatori non erano pochi,pochi lo siamo ora.

  10. ilio scrive:

    Sottomano ho un opuscolo dei vari calendari venatori del—-1989.

    Uno a caso Basilicata

    Apertura 20 Agosto—— chiusura 8 Marzo

    Giornate di caccia: tre giorni a settimana( Mercoledi—Giovedì— domenica) per tutta la stagione.

    Orari di caccia (Ne salto qualcuna per questioni di spazio)

    20-31 Agosto delle ore 5.10 alle ore 19.45

    1-31 Ottobre ———4.55———-17.05

    1-31 Dicembre——-6.00———-16.35
    1-28 Febbraio———5.55———17.30
    1-8 Marzo———–5.20———17.50

    Periodo di caccia e specie cacciabile

    20 Agosto 31 Dicembre: quaglia, tortora, merlo.

    20 Agosto fine Febbraio: germano reale, folaga gallinella, d’acqua alzavola, canapiglia, mestolone, moriglione, chiurlo, pittima reale, pettegola, combattente, cornacchia grigia, ghiandaia, gazza.

    20Agosto 8 Marzo: passero, storno, porciglione, fischione,codone, marzaiola, moretta, beccaccino,colombaccio,frullino,donnola, volpe, piviere.

    17 Settembre 31 Dicembre: lepre comune, starna, fagiano.

    17Settembre 28 Febbraio : beccaccia.

    17 Settembre 8 Marzo: allodola, tordo bottaccio,tordo sassello,taccola,cornacchia nera,pavoncella, cesena.

    2 Novembre 17 Dicembre: cinghiale .( nei soli giorni di giovedì e domenica) secondo il regolamento emanato dalla Regione.
    Ora vado a cena

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