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157 dopo le proposte il confronto

| 20 febbraio 2009 | 51 Comments

157/92: dopo le proposte il confronto
La bozza di modifica presentata in Commissione Ambiente dal sen. Orsi sta creando grande fermento. Il confronto è più esteso per temi affrontati e soggetti coinvolti. L’auspicio è che sia la volta buona e che si riesca a fare tesoro dell’esperienza.
C’è grande fermento attorno alla bozza di discussione sulle modifiche alla 157/92 che il sen. Orsi ha presentato in Commissione Ambiente. Il fermento e, naturalmente, anche la discussione sono del tutto comprensibili, considerato che ormai da una decina di anni si attendono interventi di aggiornamento e miglioramento di questa normativa.
Ma forse l’esperienza della passata legislatura, quando gli sforzi generosi del senatore Onnis non riuscirono a doppiare il capo tempestoso di una sotterranea resistenza di molti suoi colleghi, peraltro trasversale ancorché non sempre dichiarata, ha insegnato qualcosa.
Se è inutile una comparazione di dettaglio, certo alcune differenze appaiono visibili di primo acchito e inclinano oggi a qualche speranza in più.
C’è un’ampiezza tutta nuova nel confronto, sia in termini di temi affrontati che di soggetti coinvolti. Che suona bene, anche se significa presenza di molti punti di vista; ma, come la storia ci ha tante volte dimostrato, è del tutto inutile far finta che non esistano su questa materia opzioni differenti ed interessi divergenti, o illudersi che vi sia spazio per forzature corporative.
Ogni categoria ha avanzato osservazioni, proposte e adesso inizia la parte difficile, il passaggio obbligato ed ineludibile del confronto. “È la strada che avevamo indicato e sulla quale ci siamo incamminati con decisione, senza cedere al canto delle sirene che promettevano risultati subito e a prescindere da una indispensabile concertazione” ricorda il presidente di Federcaccia, Franco Timo, in un commento a caldo all’indomani della presentazione della bozza. Dunque l’approccio ed il metodo adottati sono adesso, a dire di tutti, positivi, anche se nel merito il giudizio diverge su aspetti singoli. Sul controllo della fauna e degli ungulati si compie un primo passo verso principi gestionali non dettati dalle pregiudiziali ideologiche, ma forse si può e si deve fare di più, venendo incontro alle pressanti richieste degli agricoltori, specie in termini di visione complessiva ed unitaria del territorio, aree protette incluse.
Per la migratoria vi sono novità in tema di appostamenti e meccanismi finalizzati a garantire una maggiore mobilità dentro le regioni e tra regioni; poi c’è il “patentino” per i sedicenni. Insomma, qualcosa si comincia a vedere.
È nostra intenzione tornare in dettaglio su tutti questi temi e seguire il cammino della nuova legge.
L’auspicio è che sia davvero la volta buona e che, soprattutto, si riesca a fare tesoro dell’esperienza: la nostra, ma anche quella di altri. Diamo conto in questo numero del convegno organizzato dagli amici dell’Intergruppo parlamentare guidato dall’on. Luciano Rossi in cui l’on. Bignon ha illustrato l’iter che ha portato alla creazione in Francia della “Table ronde” tra ecologisti, cacciatori, organizzazioni rurali e pubblica amministrazione.
L’iniziativa è del Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy ed è il segnale di un’attenzione alla materia che dovrebbe costituire un punto di approdo anche da noi.
Giorgio Pettinà

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Tratto dal Mondocaccia
http://www.ilcacciatore.com
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Category: Federcaccia

Comments (51)

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  1. Giancarlo quest’anno ho sparato si e no trecento colpi quindi dalla voglia di sparare mi prudono le mani. Vado a caccia in Romania insieme alla mia compagna in una riserva di un ex dirigente del vecchio regime. Abbiamo la casa per conto nostro ed una macchina a disposizione. La caccia alle cesene mi cosa più o meno (ingresso in riserva) cinquanta euro il giorno, l’abbattimento è illimitato e si può portare il registratore. L’unica speranza è che i branchi non si spostino dopo le prime fucilate, è giàaccaduto anche altre volte quindi meglio guardare giorno per giorno ma se mi capita l’occasione di fare dei bei mazzi mi dispiace ma non mi tiro indietro.

    Bagnolesi Giovanni Roberto Lucca

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