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Taccuino: Il cantastorie

| 18 febbraio 2009 | 17 Comments

TACCUINO ITALIANO DELLA CACCIA,DELL’AMBIENTE,DELLA TERRA E DELLE TRADIZIONI
(un’ esclusiva ilcacciatore.comCorriere dell’Umbria (Perugia) e iltamtam.it (Todi))

N.  21 del  18 febbraio 2009. – SANTO DEL GIORNO :  San Pier Damiani – LA  VITA: Nasce a Ravenna il 1007. Entra nel 1035 nell’Eremo di Fonte  Avellamena, di cui viene eletto Priore. E’ fondatore di una dottrina ascetica,rimasta poi classica. Diviene cardinale e consigliere di sei Papi Persegue il desiderio di affrettare la riforma morale della chiesa, e in particolare collabora con Gregorio VII. E’ uno  dei più noti scrittori dell’XI secolo. Muore nel 1072. (1)
LA MASSIMA DEL GIORNO : “accade in un sol punto quel che non si spera accada in un anno”- “accuditi puncto quod non speratur in anno” (Motto dell’Imperatore Ferdinando I°).
Oggi il “taccuino” Parla delle tradizioni.
Un detto contadino ammonisce: “Dopo Natale è subito Carnevale”.  Si sostiene che il nome di “carnevale” derivi dalla parola latina “carni-levamen” –“sollievo della carne”.  Certo abbiamo bisogno tutti di un certo sollievo,di poter essere diversi da noi almeno per un’ora. Dove?  Dappertutto!  Tre sole case per festeggiare il carnevale,un villaggio,un piccolo borgo,un paese,una città.  Dai più prestigiosi,a quelli minimi, invisibili, anonimi.  Da Pont-Saint-Martin in Val d’Aosta, a Ronciglione, da Viareggio ad Ivrea.

IL CANTASTORIE

Era il periodo di Carnevale, cioè quel lasso di tempo compreso fra l’Epifania e la Quaresima. Una festa con balli e maschere, che culmina nel martedì che precede il giorno delle Ceneri, momento di penitenza e di digiuno.
La città non era grande. Intorno vi erano tre o quattro piccoli paesi. In quei luoghi esistevano in tutto tre sale da ballo.
In una di queste arrivava ogni sabato sera una bellissima donna mascherata. Non era conosciuta, e nessuno sapeva da dove veniva.
Alta, con un corpo ben modellato. Le fattezze del viso,il vestito che indossava, la facevano assomigliare in tutto al ritratto di Mademoiselle Riviere, dipinto da Ingres negli anni 1804-1806,esposto al Musèe du Louvre di Parigi.
I capelli aderenti alla nuca, con lo scrimo in mezzo, il vestito bianco, un nastro colorato sotto il petto, le maniche corte ed aggrinzate, i guanti lunghi di color marrone oltre l’avambraccio, una stuola di pelliccia trattenuta con le mani, che cade leggermente dietro alla schiena. Più una maschera di colore nero che le copre  solo gli occhi.
I giovani più belli ed aitanti le chiedevano di ballare, ma ella opponeva sempre un garbato rifiuto.
Danzava da sola. Tutti gli altri si fermavano incantati. Volteggiava con il corpo come una farfalla. Si lasciava cullare dalle note musicali.
Sembrava che non esistesse più nessuno, c’era solo Lei, la donna misteriosa,che celando il volto era convinta di compiere una trasgressione. L’dea che aveva in se era di poter solo, per alcune sere, assumere un’identità diversa. Cambiare l’anima, il corpo, le proprie sembianze.
Restava per non più di un’ora e poi andava via. Faceva così tutti i sabati di carnevale.
In un’altra sala arrivava un uomo. Elegante, vestito di scuro. Camicia bianca con i polsini d’oro.  Una maschera gli copriva gli occhi. Era un forestiero. Tutte le donne volevano ballare con lui. Ma lui si negava.
Non si riusciva a capire bene per quale motivo fosse così attraente. Da come parlava s’intuiva che aveva una discreta cultura. A guardarlo bene,però, mostrava una certa sofferenza. Qualcosa d’inconfessabile e d’inammissibile.
L’ultima sera di carnevale in quei posti si organizzava un’unica serata. Fuori dalla sala arrivò un cantastorie.
Aveva un pianoforte rettangolare con le ruote. Si mise a parlare,cioè a raccontare una “storia”.
Parlò di una strada che una donna percorreva molte volte a piedi. L’inverno gelido con l’aria così  secca che le screpolava la pelle. I campi distesi. C’erano luoghi e persone. Una moltitudine di problemi degli altri da risolvere.
L’uomo e la donna uscirono fuori e vennero ad ascoltare. Lui il “cantastorie”,parlava e suonava: canzoni,poesie o brani di romanzi conosciuti. S’intuiva che nel suo genere era un professionista.

“Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse (……..) e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo possiamo essere l’uno con l’altro indifferenti o distratti.  Ma basta fra noi una parola,…..una frase, una di quelle frasi antiche sentite e ripetute infinite volte nel tempo della nostra infanzia” (2)
In molti vennero ad ascoltarlo. Poi la festa proseguì all’interno.  L’uomo con i polsini d’oro ballò con la donna con i guanti lunghi di color marrone.
Negli anni a venire non tornarono più. Nelle sale di quei paesi tutti domandavano di loro.  Dove vivevano adesso?  Cosa facevano?  Uno chiedeva all’altro,e tutti s’interrogavano!  Chi può saperlo ?  Uno rispose: forse il cantastorie!
Lo cercarono allora in ogni luogo: Nei mercati,nei bar, davanti ai cinema delle città  vicine. Lo trovarono sul piazzale di una stazione. Gli domandarono se avesse saputo qualcosa di quella donna e di quell’uomo che videro ballare, una sera, nell’ultimo giorno di carnevale. Il Cantastorie divenne “indovino” e rispose “ l’uomo  lo conosco,”sembra” vivo. La donna sta in un posto lontano e non guarda mai la luna.  Poi continuò a suonare. Suoni flebili pieni d’angoscia.

ANTONIO PINOTTI

(1) La vita dei SANTI è tratta dall’almanacco
di Luca Bececco.
(2) Nel virgolettato: Brano tratto dal romanzo
“Lessico Famigliare” di Natalia Ginzburg-
pag.66-Agenda Letteraria 2007.

 Articoli precedenti:

Category: Taccuino

Comments (17)

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  1. Giusti Giacomo scrive:

    Caro Pinotti e`sempre un piacere sentire le cose del glorioso(pieno di miseria)ma glorioso tempo che fu`.Bisogna davvero dire che si stava bene quando si stava male.C’era pero`tanto rispetto per gli altri,e l’uomo era legato allo scorrere delle stagioni,non al sudiciume di oggi.

  2. renzo scrive:

    Mi piacerebbe essere al posto del cantastorie, chissa quante cose conosce…
    Grazie Pinotti, un’altra splendida chicca.
    Renzo

  3. stermy scrive:

    Dato che si parla di Carnevale, voglio ricordare che prima la caccia alla migratoria non acquatica (tordi, colombacci, ecc..), così mi dice mio babbo, chiudeva proprio la domenica di carnevale, dopo spostata (almeno in Toscana, e di questo mi ricordo anch’io, al giorno di San Giuseppe). Agli acquatici chiudeva addirittura a metà aprile.

  4. ANTONIO PINOTTI scrive:

    Per il sig.Giusti ed il sig.Renzo,e per gli amici del sito.

    IL “CANTASTORIE” SEMPRE LUI MODERNO ED ANTICO.
    SCRISSI UNA VOLTA UNA SORTA DI “ELZEVIRO” PER UN GIORNALE. IL DIRETTORE MI disse che c’era un lettore che voleva sapere chi fosse,in realtà,il “cantastorie”. IO RISPOSI E RISPONDO ANCHE OGGI COSì: Potreste essere anche voi sig.GIUSTI E SIG.Renzo,O CHIUNQUE ABBIA LA BONTà DI LEGGERE IL MIO RACCONTO. Un uomo ED UNA DONNA una volta innamorati,chi tribola perchè non ha lavoro,un povero Cristo che non sà come sbarcare il lunario,un cassaintegrato,
    un giovane che non ha voglia di studiare,uno che ha lavorato per tutta la notte,un medico,un professionista,un vechio che vede scorrere il tempo,una donna che lavora in una catena di montaggio,un agricoltore che sta accudendo gli olivi,un impiegato del comune,un conduttore di treni,una persona che impreca la mala sorte,chi soffre per amore,chi tradisce od è tradito,chi prega,chi pena in un ospedale,un fornaio,un operaio della Fiat,un ispettore di polizia,uno che “governa”il movimento dei mezzi pubblici,un ostetrica,chi canta a Sanremo,un ricercatore,un professore,uno scrittore,il bene,il male,la perfidia. TUTTO O NIENTE.

    LORO GLI ALBERI TI GUARDANO. Sul terrazzo I DUE TORDI ALLEVATI A MANO,PREGUSTANO LA PRIMAVERA.

    Anche IL “Diavolo” oggi sembra assopito.

  5. ANTONIO PINOTTI scrive:

    ERRATA CORRIGE (COMINCIAMO BENE!)

    “VECCHIO” E NON “VECHIO”. mI SCUSO.

  6. Elio il siciliano scrive:

    x il Sig. Pinotti

    Non ha bisogno di correggersi nè di chiedere scusa Sig. Pinotti.

    Sappiamo bene che sono errori di battitura e di svista. Succede un po a tutti.

    Non si preoccupi più di tanto .. la leggiamo bene ugualmente.

    Buona giornata.

  7. macc scrive:

    Carissimo Pinotti, mi a fatto piacere leggere il tuo post,mentre leggevo le tue parole, mi sembrava come se fossi d’avanti a uno specchio, di toccarlo con le dita, ti dico questo perchè oggi è (cosi), è lo sai meglio di me,che noi uomini del bosco basta poco per aprirci il cuore, basta far diventare sempre il cielo azzurro ed il prato verde,è noi siamo felici, cè nè sono tante di cose brutte,io cerco sempre di non pensarci anche se poi non ci riesco , pero’ quelle cose belle , io me ne faccio una capanna. Ti ringrazio di cuore, è ti saluto affettuosamente ciao a risentirci.

  8. Giusti Giacomo scrive:

    X macc

    Sei stato perfetto nel post,siamo proprio cosi`.Bravo!

    Pinotti e`un grande!Ci fa rivivere delle emozioni che i giovani di oggi non sognano nemmeno.Da parte mia pero`ai miei due figli(cacciatori) ho cercato di far capire tutto questo,e in primis il sommo rispetto per animali e piante,partendo da un semplice filo d’erba.

  9. Ezio scrive:

    Copio ed incollo:
    “LORO GLI ALBERI TI GUARDANO. Sul terrazzo I DUE TORDI ALLEVATI A MANO,PREGUSTANO LA PRIMAVERA.

    Anche IL “Diavolo” oggi sembra assopito.”

    Me-ra-vi-glio-so!!!!
    Ezio.

  10. macc scrive:

    Mi congratulo per te caro Giusti,per avere i tuoi figli cacciatori,io o un figlio 14 anni , quando aveve 10 anni lo portavo con me ,ad allenare il cane lui non dormiva quando gli chidevo se voleva venire, mi riempiva di gioia,fino all’eta’ di oggi che nè a 14, è capitato in una classe di 27 ragazze è solo lui ragazzo , io lo perso , non vuole piu’ venire ,è pensare che piangeva quando non lo portavo a caccia perchè era troppo piccolo.Per il resto noi cacciatori penso che siamo tutti uguali,siamo molto umili, perchè quando una persona ci racconta delle belle cose mi sembra di tornare bambino,è rivivere quei momenti belli,è penso anche che siamo anche gelosi di quei bei tempi, o sbaglio ?,comunque con affetto ti saluto ciao a risentirci.

  11. ANTONIO PINOTTI scrive:

    ” Così questa notte: le sveglie non fanno a tempo a suonare che saranno fermate prima. SI SCIVOLERà PIANO PIANO DAL LETTO PER NON SVEGLIARE LA MOGLIE, e poi,ancor più piano,per non far abbaiare il cane,scalzi si uscirà dalla camera. E IL CANE ABBAIERà FESTOSO E FORtE APPENA SENTIRà IL PASSO NUDO SUL PAVIEMENTO.Un poco d’acqua sul viso e sugli occhi per far allontanare il sonno che non si era impossessato del corpo, poi guardare l’orologio per vedere se proprio si è d’anticipo di un’ora e poi lentamente,per farla pur passare questa eterna ora,vestirsi….Non i vecchi dormono. I vecchi,che non possono camminare,soapirano con gli occhi aperti, nei letti troppo grandi per le loro membra raggrinzite; cercano la pipa,e ascoltano; fumano e ricordano…….Non i ragazzi dormono. I ragazzi che tentano di resistere un poco per udire le prime fucilate portate dal chiarore dell’alba…….”
    MARIO RIGONI STERN (Il bosco degli UROGALLI”-lA VIGILIA DELLA CACCIA-Einaudi Tascabili,pag.10)

  12. ANTONIO PINOTTI scrive:

    errata corrige. “sospirano” e non “soapirano”

  13. ilio scrive:

    Mac e su non farla tanto tragica, dovresti sapere che tira più un pelo di f@@@ che una coppia di buoi. Lascialo andare vedrai che quando sarà più grande prederà la licenza da caccia e porterà qualche pischella dentro la parata per fargli…………. Compagnia.

    Lo abbiamo fatto tutti e lo farà anche lui, buon sangue non mente.

    Ciao Ilio

  14. ilio scrive:

    Sig Pinotti sei sempre un grande narratore.

    Sei una macchina del tempo che ci riporta indietro negli anni.
    Grazie di cuore, facci sognare ancora

    Saluti Ilio

  15. Giusti Giacomo scrive:

    No Macc,non ti sbagli,siamo gelosi.Per il resto spero per te che abbia ragione Ilio,perche`e`una bella soddisfazione andare a caccia con i propri figli.Ragazzi non so` a voi cosa succede quando leggete quelle cose ma a me vengono le lacrime agl’occhi.Mi raccomando…….non vi mettete a ridere!

  16. macc scrive:

    Carissimo Ilio,vedi , io non la faccio tanto tragica,attenzione a me non dispiace che lui non venga con me,ma purtroppo mi dispiace,nel senso che sta prendondo la strada in salita, adesso è il periodo brutto a quell’eta’,adesso gira di tutto lo sai meglio di me, quattro occhi non bastano piu’ , cerco sempre il colloquio con lui , è grazie a dio fin d’ora è ancora pulito, ai ragione che ci siamo passati prima noi ,ma io ti dico che erano altri tempi,noi ci accontentavamo di niente se ben ricordi, adesso l’oro anno tutto , non apprezzano piu’ niente,poi per il resto io gli indico la via è lui si sceglie la citta’.A proposito come sta tua moglie ??,spero con tutto il cuore BENE,comunque me la saluti,rispondo all’amico Giusti,mi sembra che abbiamo lo stesso modo di pensare,non ti vergognare assolutamente ,ricordati che siamo deboli , ma nel senso che ci toccano nel profondo del cuore queste cose , perchè le viviamo tutti i giorni gioie è dolori ricordiamocelo , che ben vengano i racconti le storie etc,l’importante che le senti .Non me nè vogliate non è una lamentela ma è quello che penso , un saluto a voi tutti ciao. Pinotti tutti i giorni ci vorrebbero dei post , scritti da te,un affettuoso abbrraccio ciao.

  17. ilio scrive:

    Macc Ci si accontenta dice mia moglie e ricambia i saluti. Grazie per il tuo interessamento.
    Si è proprio quel “gira di tutto” che fa tremendamente paura. E’ come dici tu seguiti e marcati stretti.
    Saluti

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