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Sentieri di Caccia – Gen. 09′

| 23 dicembre 2008 | 2 Comments

Sentieri di Caccia - Gennaio 2009Sentieri di caccia
Rubriche
- Editoriale: Buoni cacciatori, di Danilo Liboi
- Quattro chiacchiere tra noi
- L’angolo del caricatore, a cura di Gian Luca Marcucci
- News
- Attualità
- Oroscopo
- Mercatino (cani da seguita, da traccia, da ferma, da cerca, armi, ottiche, accessori, varie)
- Le foto dei lettori

L’intervista
La parola a Giovanni Bana, presidente nazionale ANUU Migratoristi, a cura della redazione
Nel mondo della caccia, e in particolar modo in quello dei migratoristi, c’è un grande fermento, causato principalmente dalle forti aspettative che la cosiddetta “proposta Berlato” ha generato fra i praticanti di questa specifica tipologia di caccia. Abbiamo chiesto all’avvocato Giovanni Bana, presidente nazionale dell’ANUU Migratoristi, quale sia la Sua – e quindi del sodalizio da Lui presieduto – posizione a riguardo

I reportage di Sentieri di Caccia
Appunti scozzesi, di Giacomo Cretti
Non servono ore e ore di aereo per realizzare il sogno di cacciare in veri e propri paradisi. La Scozia è praticamente dietro l’angolo e riserva numerose ed entusiasmanti opportunità di caccia sia alla piuma che agli ungulati

Migratoria
Migratoria al valico, che passione!, di Armando Tagliavacche
Una caccia tradizionale che continua ad appassionare. Una sfida alla montagna e al freddo con gli amici di sempre

Eventi
Hegewald 2008: atmosfera germanica, di Zeffiro Gallo
Dal primo al 4 di ottobre si è svolta a Grefrath, in Germania, la settantacinquesima edizione di questa riunione mondiale per soli deutsch drahthaar. L’Hegewald 2008 è stata quella dei grandi numeri: 257 i soggetti iscritti in catalogo

Cinofilia venatoria
I breton in Paradiso, di Rodolfo Grassi
Pieno successo del raduno nazionale Cieb: partecipazione record nell’azienda faunistica Il Roncone per una prova superlativa. Trionfa Ficù di Pellegrinotti e tutto lo staff del dinamico club

Cinofilia venatoria
Trofeo S. Uberto individuale, di Serena Donnini
Si è svolta in Emilia Romagna, presso l’Aatv Vallicelle (Forlì-Cesena), gli scorsi 8 e 9 novembre, la finale nazionale del 40° Campionato di caccia Trofeo Sant’Uberto individuale

Gestione faunistico – ambientale
Starne e rosse alessandrine: un progetto importante, a cura di Massimo Acerbo
Questo articolo vuole spronare quelle realtà del mondo venatorio da troppi anni incapaci di dar vita a progetti faunistico-ambientali nuovi, che non devono per forza contrapporsi a quanto di buono è stato fatto fino a oggi, ma, piuttosto, esserne il naturale sviluppo e completamento. Progetti che, oltre agli ovvi vantaggi legati all’attività venatoria, contribuirebbero a migliorare l’immagine del cacciatore italiano. In un gergo più schietto, evitando inutili giri di parole, è necessario comprendere che le ZRC sono state utilissime e svolgono tutt’ora un compito fondamentale per la caccia, ma è errato e riduttivo impegnare tutte le risorse, umane ed economiche in esse, senza intraprendere anche altre strade, quali i miglioramenti ambientali e il reinserimento di quelle specie animali che negli ultimi decenni, non sempre per colpa della caccia, sono arrivate al rischio dell’estinzione

Caccia sulle Alpi
C’erano una volta le bianche, di Mauro Manfredi
Alla luce di un severo provvedimento che prevede la sospensione e, con ogni probabilità, in un futuro molto prossimo, alla totale chiusura della caccia alla pernice bianca, l’autore analizza, con tanta amarezza e un filo di ironia, la perdita preziosa di un elemento importante della caccia alpina. Ricordi recenti che sembrano ormai appartenere al passato

Per saperne di più
Non c’è rosa senza spine ovvero i problemi delle cacciatrici, di Rossella Di Palma
Le cacciatrici sono una minoranza nel pianeta caccia, ma appaiono ben determinate a tenere salda la loro posizione. Se i cacciatori numericamente sono in calo, le cacciatrici restano stabili se non addirittura in timido rialzo e, seppur “poche”, sono molto spesso “buone” e si dedicano all’attività venatoria con dedizione e impegno

Racconti di caccia
Il beccaccino… canarino, di Romano Pesenti

Ricordi di caccia
Il taccuino di Giovanni Lugari. Quasi un diario di un cacciatore, di Gianni Lugari

Caccia in azienda
La caccia secondo Marsilio Palermi, a cura di Falco

Accessori
Scarponi Highland della Crispi: asciutti e comodi, a cura della redazione

In primo piano
Aspetti generali per la gestione degli impianti di cattura, di Ivano Confortini, biologo responsabile del servizio Caccia e Pesca della Provincia di Verona
Dopo aver esaminato la storia e la struttura del roccolo, l’autore non poteva certamente esimersi dal descrivere le varie fasi di questa straordinaria e antica attività di cattura dei richiami

Non tutti sanno che…
Il furto venatorio, di Lorena Tosi, funzionario giuridico-amministrativo settore faunistico ambientale

Fucili
Fausti: tre sorelle e due sovrapposti, di Emanuele Tabasso
Dalla Fausti di Marcheno un bel paio di sovrapposti calibro 20 mostra le ultime finiture a cui la produzione è arrivata sulla base del fucile dotato della chiusura brevettata Four Lock. La scelta del calibro 20 non fa che confermare un andamento di mercato interessante e di nobile spirito

Caccia al cinghiale
Una nebbia… da sogno!, di Alessandro Cei
Una tripletta per un cinghialaio è un sogno, è un momento che si ripete per sempre nella memoria e che nelle giornate estive, con gli amici, si rievoca arricchendo la storia sempre con nuovi e talvolta incredibili particolari. Il racconto di una brutta giornata invernale, partita in modo anonimo e finita con un trionfo

Ungulati
Il battesimo di Sandro, di Danilo Vendrame
La cacciata ai cervi in terra ungherese vissuta dai protagonisti del racconto è una di quelle che restano indelebilmente scolpite nella memoria, soprattutto in quella di Sandro, compagno di caccia dell’autore, che ha ottenuto il suo primo cervo, una femmina adulta; inutile sottolineare il fatto che per un vero cacciatore anche l’abbattimento di un calvo comporta un forte coinvolgimento emozionale

Aigf informa
Il rimprovero del Dodo, di Massimo Pandolfi, Consiglio Direttivo Nazionale AIGF

Peccati di gola
Fagiano in crema aromatica al vino bianco, di Serena Donnini

Cacciatori nel web
Browser. Quale usare?, a cura di D. B.

Caccia fotografica
Elefanti a colazione, a cura di Guido Bissattini

Category: Libri/Riviste

Comments (2)

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  1. Giovanni Albanese scrive:

    Sono un lettore saltuario dei Vs periodici.
    Leggo saltuariamente Sentieri di caccia ed abitualmente Cacciare a Palla.
    Non condivido la Vs. impostazione politico intellettuale delle pubblicazioni, ciò però non mi vieta di leggerle sempre con grande attenzione e di apprezzare i due periodici che ritengo molto ben fatti.
    Pur arrivando molto dopo la rivista storica Diana, sono del parere che la stessa è surclassata dal Vs periodico.
    Non amo molto il linguaggio del sig. Lugari però ciò è solo questione di gusto personale perciò nulla viene da me tolto al valore dello stesso.
    Dovendo muovere una critica costruttiva alla rivista Sentieri di Caccia, vado a farla in periodo forse inadeguato in quanto nell’ultimo numero è presente un bellissimo articolo a firma del sig. Zeffiro Gallo sulla razza di cani che più di tutti amo. Il drahthaar .
    Riconosco che la Vs. rivista è quella che più tratta questa razza di cani.
    Io sono un cacciatore molto fortunato in quanto ho la possibilità di cacciare gli ungulati in una riserva personale che con un fraterno amico gestisco nel Tirolo e caccio la selvaggina minore sempre in Austria in una riserva gestita da un amico italiano nella quale acquisto con qualche amico una quota.
    Dico ciò perchè dopo aver iniziato a cacciare in Austria ed aver conosciuto 11 anni or sono questa magnifica razza non ho più smesso di apprezzarla e di farla conoscere agli amici.
    Gli stessi dopo aver cacciato con i miei cani hanno acquistato un cucciolo di questa razza ed ora sono felici della loro scelta.
    Dico ciò perchè in qualsiasi rivista di caccia non si vedono che setter e breton, ora lo springer con il bracco italiano hanno un pò di ribalta.
    Ritengo che se la filosofia della caccia con il Drahthaar, un attento e sagace generico, unita alla filosofia mittleeuropea, non potrebbe che far bene a questo nostro modo così pieno di individui interessati solo al numero dei morti fatti e mai a come si esercita questa nobile arte.
    Vi chiedo pertanto se la Vs. rivista può dedicare più attenzione a questa magnifica razza ed alla filosofia di dressaggio tipica della Germania e pertanto abitualmente adottata per questa razza.
    Dell’attaccamento che questa razza ha per il proprio padrone, del piacere di possedere un cane da caccia che puoi portare a spasso con te e che sta tranquillamente seduto vicino a te non disturbando nessuno.
    I miei cani stanno con noi nella casa di caccia senza dar fastidio e senza correre qua e la facendo danni .
    Non voglio aggiungere altro perchè chi leggerà questa conoscerà tutto su questa razza di cani da caccia.

    Vi ringrazio pertanto per l’attenzione dedicatami e per la maggior attenzione che sarà dedicata dalla Vs. rivista alla razza drahthaar .

    Cordialmente

    Giovanni Albanese

  2. Danilo Liboi scrive:

    Gentile signor Albanese, la ringrazio per gli apprezzamenti da lei espressi nella sua garbata lettera. L’educazione e il modo civile di comportarsi, anche non condividendo appieno le idee degli altri, credo siano parametri che caratterizzano le persone intelligenti e preparate, che non hanno bisogno di urlare e di sensazionalismi per farsi ascoltare. Il deutch drahthaar è sicuramente uno dei cani da caccia più eclettici e completi; questa è la mia opinione personale e questa opinione non può (forse dovrei aggiungere purtroppo, in quanto una rivista non dovrebbe essere troppo “indirizzata” dal direttore) che trasferirsi anche alle pagine di Sentieri di Caccia; credo che fra gli articoli firmati da Zeffiro Gallo, nome prestigioso della “cinofilia drahthaarista”, ai quali vanno ad aggiungersi molti articoli della nostra “canara” Rossella Di Palma (nel numero di febbraio troverà un’esaustiva intervista a Claudio Cerutti, noto allevatore/addestratore) la razza sia molto presente. Ovviamente, come potrà ben capire, le razze da caccia sono molte, così come gli appassionati di uno e dell’altro cane: bisognerebbe confezionare una rivista apposta per ognuno… In ogni caso, visti i pregi di questa splendida razza, il nostro buon tedesco avrà lo spazio che merita.
    In merito alla garbata osservazione riguardante il suo non condividere la nostra impostazione politico-intellettuale, posso dirle che non è mai stata nostra intenzione quella di fare politica; siamo/sono interessato a perorare la causa della caccia buona, da qualsiasi parte di qualsiasi schieramento politico sia proposta. Le interviste che stiamo pubblicando rispettano, credo, i parametri di pluralità che necessariamente deve avere a cuore chi ha in mano un organo di informazione serio. Le sarei grato se avesse voglia di spiegarmi meglio quali siano le posizioni che non condivide o che ritiene viziate da un supposto apparentamento politico: le critiche, quando mosse in modo civile, sono sempre ben accette. Cordiali saluti.
    Danilo Liboi

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