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Confavi, relazione su 157

| 12 dicembre 2008 | 152 Comments

Come riceviamo, dalla Segreteria della Confavi, e cosi’ pubblichiamo
http://www.ilcacciatore.com
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Relazione al Senato della Repubblica su:
Proposte di Modifica alla legge statale 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.

Dopo oltre sedici anni dall’entrata in vigore della legge statale 157/92, si ritiene necessario fare una verifica sugli effetti prodotti dall’applicazione di questa legge sulla gestione del patrimonio faunistico presente nel nostro Paese.
Non vi è dubbio alcuno che, dall’analisi di questi effetti, emerga nel nostro Paese la necessità di aggiornare la 157/92 per fornire a tutti coloro che intendono favorire una corretta gestione del patrimonio faunistico e degli habitat naturali, più adeguati strumenti nel rispetto delle Direttive comunitarie di riferimento.
Riteniamo che sia l’Unione europea, con le sue Direttive, il punto di riferimento che ci deve guidare nel migliorare la normativa nazionale. Riteniamo indispensabile fare tesoro delle esperienze positive maturate negli altri paesi membri dell’Unione europea, nei quali, oltre a garantire il rispetto delle Direttive comunitarie, viene garantito il rispetto degli usi, costumi e tradizioni locali.
Esaminando le modalità di gestione del patrimonio faunistico ed ambientale nel nostro Paese, comparandole con le modalità di gestione esistenti negli altri 27 Paesi membri dell’Unione europea, abbiamo potuto constatare che la normativa italiana è, in assoluto, la più restrittiva d’Europa, sia per i tempi di esercizio venatorio consentiti che per il numero delle specie cacciabili che per le modalità con le quali questa attività viene consentita.
La Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane valuta quindi più che positivamente l’intenzione del Parlamento italiano di apportare alla normativa  esistente quelle necessarie modifiche, tanto attese dalla stragrande maggioranza del mondo venatorio italiano.
Abbiamo esaminato con attenzione le varie proposte di modifica alla 157/92 presentate al Senato della Repubblica da parte di alcuni senatori , per le quali la Commissione ambiente del Senato ha indetto le audizioni prima della stesura del Testo unificato che, ci auguriamo, possa essere approvato quanto prima dai due rami del Parlamento.

Pur avendo rilevato contenuti degni di nota in quasi tutte le Proposte di modifica poste oggi all’attenzione delle associazioni venatorie italiane,  riteniamo che la Proposta di legge n. 1104 sia sicuramente la più completa e senza dubbio la più corrispondente alle esigenze di corretta gestione della fauna selvatica nel nostro Paese, oltre che la più rispettosa delle Direttive comunitarie di riferimento e delle tradizioni venatorie italiane.
Per verificare la condivisione dei contenuti della proposta di legge 1104, la nostra Confederazione ha promosso una Petizione popolare che ha raccolto, in poco più di due mesi, oltre 843.000 firme certificate di cittadini italiani maggiorenni.
Questa ragguardevole quantità di cittadini italiani ha voluto sostenere formalmente questa proposta di modifica soprattutto per i seguenti contenuti:

  • esclude dalla tutela, oltre che le talpe, i ratti, i topi propriamente detti e le arvicole, anche le forme inselvatichite del piccione domestico e le specie alloctone non appartenenti alla fauna originaria della regione Paleartica;
  • sancisce il diritto delle regioni di dotarsi degli Istituti Regionali per la Fauna Selvatica, coordinati nella loro attività dall’INFS di Ozzano Emilia (BO);
  • Abroga altresí il comma 4 per consentire la possibilità di catturare e di detenere per l’utilizzo a fini di richiamo tutte le specie cacciabili e non solo le 10 (poi ridotte a 7) previste dall’attuale 157/92;
  •  nel ribadire la possibilità di catturare e di detenere per l’utilizzo a fini di richiamo tutte le specie cacciabili (anche quelle in deroga) e non solo le 10 (poi ridotte a 7) previste dall’attuale 157/92, prevede la sostituzione dell’obbligo di detenzione dei richiami vivi con l’anello inamovibile con il documento di attestazione di provenienza rilasciato dalle province competenti;
  • riporta l’I.N.F.S. sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre l’attuale normativa lo colloca sotto la vigilanza del Ministero dell’Ambiente;
  • nel ribadire che la percentuale di territorio agro-silvo-pastorale da precludere all’attività venatoria non deve superare il 30% (20% in Zona Alpi), obbliga lo Stato e le regioni, nell’ambito delle rispettive competenze, tramite intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, a riperimetrare le aree protette e riportarle alla percentuale prevista dalla legge, inserendo le aree demaniali nella programmazione faunistico venatoria;
  • stabilisce altresí che l’addestramento cani con sparo all’interno dei campi addestramento appositamente autorizzati non è considerata come attività venatoria e puó quindi essere esercitata anche fuori dai periodi di caccia previsti dall’art. 18.
  • elimina l’obbligo della scelta di caccia in via esclusiva che imponeva al cacciatore di scegliere preventivamente quale forma di caccia esercitare in via esclusiva (Vagante in zona alpi, da appostamento fisso, nell’insieme delle altre forme previste nell’attività venatoria programmata), adeguando altresí i massimali per la copertura assicurativa;
  • riconferma, in sostanza, quanto previsto dalla normativa vigente, chiarendo che è consentito l’uso del fucile a tre colpi con canna ad anima liscia (due nel caricatore o serbatoio ed uno in canna), ed attestando l’utilizzabilità dei fucili a canna rigata con caricatore omologato o catalogato dalla fabbrica produttrice. Si specificano altresí le norme per l’utilizzo dell’arco;
  • sancisce il diritto per ogni cacciatore di esercitare la caccia alla selvaggina migratoria in tutti gli ATC della regione di residenza venatoria. Oltre a questo il cacciatore puó usufruire di un pacchetto di 30 giornate per spostarsi su tutto il territorio nazionale al di fuori della regione di residenza venatoria esclusivamente per esercitare la caccia alla selvaggina migratoria;
  • inserisce altresí il concetto di fauna selvatica come risorsa che puó contribuire ad incrementare il reddito dell’imprenditore agricolo;
  • specifica che il divieto di esercizio venatorio vale nei frutteti specializzati fino alla data del raccolto;
  • riconosce alle aziende agri-turistico-venatorie la possibilità di esercitare le attività consentite per tutto l’anno;
  • inserisce il concetto delle cacce per periodi e per specie, come avviene in tutta Europa, prevedendo un arco temporale massimo che va dalla prima decade di settembre alla terza decade di febbraio. L’apertura per alcune specie puó essere anticipata dalle regioni alla terza decade di agosto.   Si inseriscono alcune specie (come le oche ed il piccione selvatico) nell’elenco delle specie cacciabili dal momento che la loro cacciabilità nel nostro Paese è esplicitamente consentita dall’Unione europea nell’Allegato II/II della Direttiva CEE 409/79;
  • Vengono altresí eliminate le giornate di silenzio venatorio (martedí e venerdí), dal momento che l’Italia è l’unico paese in Europa ad adottare questa insensata restrizione. Il cacciatore potrà scegliere tre giornate di caccia tra le sette disponibili nell’arco della settimana;
  • Prevede che le tre giornate settimanali a scelta sono integrabili con altre due giornate per la caccia alla selvaggina migratoria nei mesi di ottobre e novembre;
  • prolunga la giornata di caccia ad un’ora dopo il tramonto, oltre che per la caccia di selezione agli ungulati, anche per la caccia da appostamento agli acquatici ed ai turdidi;
  • favorisce un maggior coinvolgimento del mondo venatorio nell’attuazione dei piani di controllo delle specie dannose, sempre con il coordinamento delle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali;
  • autorizza il trasporto delle armi, purchè scariche ed in custodia, lungo le vie di comunicazione all’interno dei parchi e delle aree protette (cosa attualmente vietata dalla l.s. 394/91  sulle aree protette);
  • modifica il divieto previsto dall’attuale normativa, consentendo l’esercizio venatorio da natante alle stesse condizioni riportate dall’Allegato IV della Direttiva CEE 409/79;
  • consente la caccia da appostamento con terreno coperto da neve, cosa attualmente consentita solo nella Zona faunistica delle Alpi;
  • consente la caccia agli uccelli acquatici nei terreni allagati dalle piene di fiume;
  • chiarisce la legittimità dell’uso degli zimbelli, si sancisce la legittimità dell’uso come richiami dell’anatra germanata, del piccione domestico e della civetta viva proveniente da allevamento;
  • conferma la possibilità di acquistare e vendere esemplari di fauna selvatica purchè legittimamente abbattuti o detenuti;
  • limita il divieto di caccia su tutti i valichi montani alla sola selvaggina migratoria, permettendo quindi la caccia alla selvaggina stanziale;
  • stabilisce l’obbligo di superare apposito corso sulla “responsabilità del cacciatore con l’arco” su standard internazionale IBEP (International Bowhunter Education Program) e superato la prova teorica e pratica;
  • inserisce i danni provocati dalla nutria tra quelli indennizzabili;
  • specifica che a tutti gli agenti con compiti di vigilanza è vietato l’esercizio dell’attività venatoria durante l’esercizio delle loro funzioni;
  • prevede la conversione da sanzioni penali a sanzioni amministrative per alcune infrazioni considerate “minori”

Soprattutto per questi motivi, la Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane, che ho l’onore di rappresentare a livello nazionale, chiede ai componenti della Commissione ambiente del Senato ed a tutti i parlamentari, di veder inseriti i contenuti della proposta di legge n. 1104 nel testo unificato che la Commissione stessa sarà chiamata a redigere per la presentazione ai due rami del Parlamento per facilitarne la rapida approvazione.

Non solo a nome della CONFAVI, ma anche  a nome degli oltre 843.000 cittadini italiani che hanno voluto sottoscrivere la Petizione popolare a sostegno delle modifiche alla 157/92, chiediamo alla Commissione ed al Parlamento di approvare le modifiche alla 157/92 entro la primavera prossima , in modo tale da permettere alle regioni italiane di recepirne i contenuti e darne rapida approvazione per la stagione venatoria 2009/2010.

Nel ringraziarVi per l’attenzione che mi avete gentilmente voluto concedere, desidero porgere a tutti voi i miei migliori auguri di buon lavoro.
Approfitto dell’occasione per formulare a voi ed alle vostre famiglie i più sentiti auguri per un sereno Natale.

Maria Cristina Caretta
Presidente nazionale CONFAVI

Category: CONFAVI, Leggi/Politica

Comments (152)

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  1. Giovanni A. scrive:

    Caro Davide, io vorrei solo dire in tutta pacatezza e in tutta armonia alcune cose a Giacomo e a chi magari ha capito e si è spiegato male. Non voglio pensare Giacomo che tu possa mettere sullo stesso piano chi guadagna tanto e chi come un operaio 1000/1200 euro al mese vero? O come, peggio ancora, un pensionato al minimo che, colpito dalla “malattia” della caccia, non possa più permettersi di andarci per problemi economici, lo stesso dicasi per un operaio cassaintegrato, oggi è così purtroppo, che può appena, se ce la fa a pagare le spese e mangiare. Caro Giacomo, mi auguro che quando hai detto che le tasse dobbiamo pagarle tutti, non includevi anche chi è più sfortunato di noi, non ci voglio credere. Io sono un operaio Fiat in pensione, ho avuto la fortuna di essere specializzato come manutentore meccanico, ho fatto la notte fissa per 4 anni, gli ultimi, ho una pensione decente e non mi lamento. Ma guardiamo anche a chi la sfortuna lo massacra senza pietà, la solidarietà deve essere insita in ognuno di noi, guai se è il contrario, pecchiamo di egoismo e non va bene per nulla. Anni fa, io e tanti colleghi Cacciatori della provincia di Torino, nonchè l’atc di appartenenza, organizzavamo una colletta per mandare a caccia un signore che adesso non c’è più, sapessi come era felice. Non lo dico per vanto, ma solo per far capire di più. Quindi amico caro, andiamo avanti sulla strada della solidarietà, che credimi è cosa sublime.

    Per Fiore:

    Non serve amico caro arrabbiarsi, proprio no, a mio modestissimo avviso serve solo il dialogo, siamo tutti qua perchè abbiamo bisogno l’uno dell’altro e ciò è innegabile. Se saremmo gente col portsfoglio gonfio, non saremmo qua a raccontarcela o a litigare tra noi, anche se non capisco il perchè.

    Bene, dopo tutto sto discorso, spero che possa nascere un dialogo senza scontri e senza a volte purtroppo, offese. Non lo dico perchè è Natale, NO, lo dico perchè mi piacerebbe vedere tutti uniti e solidali con tutti i colleghi Cacciatori e combattivi contro i vari della seta e procacci, quelli sono i nostri nemici. Cordialmente saluto tutti.

    Giovanni

  2. DAVIDE scrive:

    X Giovanni A.
    Hai perfettamente ragione Giovanni,quando parli di dialogare con più pacatezza,ma quando leggi queste cose,come fai a non arrabbiarti.Se poi ti permetti di obbiettare in qualcosa ti additano come personaggio scomodo ai propri interessi.Ma stai tranquillo,quello che penso e quello che dico.Fortunatamente,anche io ho un buon lavoro ed un più che decoroso stipendio,ma non per questo,chi non ha le nostre stesse possibilità deve rinunciare a,forse,l’unico piacere rimasto.

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