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Veneto, LAC contro i roccoli

| 30 ottobre 2008 | 51 Comments

Tratto da dal sito www.verdi.it – sez. Econews – 30 ottobre 2008
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Caccia. La Lac impugna al Tar del Veneto la delibera che consente la cattura con le reti
lac.gif“Ieri la LAC Lega per l’Abolizione della Caccia, tramite l’avvocato Massimo Rizzato del foro di Vicenza, ha depositato un ricorso al TAR del Veneto contro la delibera della Giunta Regionale del Veneto, la nr. 2324 del 08 agosto 2008 relativa all’autorizzazione di impianti di cattura di uccelli migratori, i cosiddetti roccoli, per il rifornimento di richiami vivi ai cacciatori.
Si tratta di un’azione legale che ha l’obiettivo di bloccare una delle attivita’ piu’ odiose attualmente praticate in Veneto che consentono la caccia con le reti da uccellagione (vietate dall’Europa con la direttiva 409/79/CEE) di piccoli uccelli canori, utilizzati successivamente come richiami vivi e detenuti in piccole gabbiette dai cacciatori per attirare vicino ai capanni gli uccellini in migrazione per ucciderli con l’inganno. La regione, su iniziativa dell’assessore alla caccia, la vicentina Elena Donazzan, ad agosto aveva autorizzato l’uccellagione per la cattura di piu’ di 25.000 uccellini, in 55 roccoli gestiti dalle province, operanti a spese dei cittadini veneti dato che il funzionamento di questi impianti costa oltre 300.000 euro l’anno sottratti alle casse pubbliche.
L’INFS – Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, uno degli organismi tecnico-scientifici piu’ qualificati a livello europeo, chiamato ai sensi della legge sulla caccia, la L.157/92, ad esprimere un parere sulla delibera regionale, con nota prot. n. 4568 del 28.07.2008, aveva espresso parere negativo affermando che “sono emersi segnali che lasciano presupporre il perdurare di inadeguate forme di controllo.
Sulla base delle considerazioni sopra espresse, valutando complessivamente insufficienti le misure sino ad ora adottate per rispondere alle questioni da tempo evidenziate da questo Istituto allo scopo di garantire il pieno rispetto della normativa comunitaria, si esprime parere sfavorevole al rilascio dell’autorizzazione all’avvio delle attivita’ di cattura nel corso del 2008 nel territorio della Regione Veneto”.
In Veneto molti di questi impianti per l’uccellagione, dove spesso operano anche dei pregiudicati per reati venatori, sono stati fatti chiudere dal Corpo Forestale dello Stato per gravi atti di bracconaggio, ovvero per la cattura e lo smercio di uccelli protetti come sparvieri, poiane, picchi, pettirossi, cince e lucherini o per il contrabbando di uccelli da richiamo venduti in nero. Negli anni ci sono state perquisizioni e addirittura arresti di roccolatori, come per il roccolo Tretto di Vicenza; a Treviso lo scorso anno sono stati inquisiti due dipendenti dell’ufficio caccia e denunciate 16 persone per le attivita’ illegali nei roccoli; a Verona, a Vicenza e a Venezia negli anni sono stati chiusi una decina di roccoli per gravi illegalita’ ed e’ capitato che alcuni roccolatori perquisiti detenessero in frigo centinaia di uccellini morti”.

 


Category: LAC, Veneto

Comments (51)

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  1. Elio il siciliano scrive:

    Baghy!!!! I tempi sono cambiati.. altri tempi quelli di una volta!

    Non è tempo di roccoli questo e neanche di cardellini o simili. Purtroppo!!!!

    Questi sono tempi bastardi!! e sarà sempre peggio perchè la madre degli sciacalli è sempre incinta.

    Una volta le donne stavano a casa e si curavano della famiglia. Oggi? non stanno più a casa e rompono i co..oni ai cacciatori. Cenni insegna. Notte serena a tutti

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