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L’Abruzzo non rispetta le leggi

| 16 ottobre 2008 | 5 Comments

Tratto dal sito  TuttoAbruzzo.it
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Verdi: “la regione Abruzzo non rispetta le leggi in materia di caccia”
“La Regione dei Parchi non rispetta le normative nazionali e regionali in materia di Programmazione dell’Attività Venatoria”. Lo dichiara in una nota il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale, che così prosegue: “La Legge Nazionale Quadro sulla Caccia 157/92 sancisce il Principio di Subordinazione dell’Attività venatoria alla tutela dell’Ambiente e della Fauna Selvatica: principio che viene puntualmente disatteso in favore dei cacciatori. Le normative nazionali e regionali sulla caccia impongono alle amministrazioni provinciali e regionali l’elaborazione di un Piano Faunistico-Venatorio di validità quinquennale.
L’ultimo PFV regionale è stato approvato nel 1996 con Delibera di Consiglio Regionale del 27 settembre 1996”. Inoltre, “La Legge Regionale in materia di caccia n. 10/2004, è disattesa nelle parti che riguardano i controlli e le regolamentazioni a tutela della fauna abruzzese. Non sono mai stati attuati – ricorda Caporale – il regolamento per disciplinare la costituzione, il funzionamento e le attività dell’Osservatorio Faunistico Regionale; l’albo regionale degli allevamenti di fauna selvatica non amatoriali e il relativo regolamento che disciplini le modalità ed i requisiti richiesti; la regolamentazione delle zone di addestramento cani e aree cinofile; il regolamento per disciplinare l’allevamento, la vendita e la detenzione di uccelli allevati ed il loro uso come richiami; l’istituzione di aziende faunistico-venatorie; la disciplina degli allevamenti di tipo amatoriale, dilettantistica e professionale; un apposito regolamento che disciplini l’attività di tassidermia ed imbalsamazione con la relativa detenzione di animali morti e trofei; il regolamento che gestisca la più diffusa ma anche la più pericolosa delle attività venatorie praticate, la caccia al cinghiale”.

Secondo i Verdi, il calendario venatorio 2008/2009 non ha tenuto conto dei Pareri dell’INFS, compreso il parere sfavorevole alla pre-apertura al Colombaccio, e l’Assessore Regionale alla Caccia, Fernando Fabbiani, “con Delibera del 15 settembre 2008 ha previsto, per la Zona di Protezione Esterna dei Parchi, di far cacciare il doppio dei cacciatori, portando l’indice di densità venatoria da 1 cacciatore ogni 40 ettari a 1 cacciatore ogni 19 ettari, al pari di qualsiasi altro territorio della regione. Scelta scellerata che è stata soltanto attenuata dall’Accordo successivo Pnalm–Provincia dell’Aquila, che ha riportato la densità venatoria a 1 cacciatore ogni 35 ettari, indice non sufficiente a garantire efficace tutela degli orsi e dell’altra fauna selvatica del Parco.

Questo accordo è peggiorativo rispetto a quelli degli anni passati: sempre nella Zona di Protezione Esterna dei Parchi, non è stata infatti vietata la caccia al cinghiale in braccata, un’attività molto rischiosa e pericolosa per l’incolumità dei plantigradi (e per gli esseri umani). Inoltre, non risolve un altro grande problema: quello della presenza di cacciatori non nativi o residenti nei comuni del Parco Versante Abruzzese”.


Category: Abruzzo, Leggi/Politica, Verdi

Comments (5)

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  1. zirlo scrive:

    La 157/92 dice:

    3. Il territorio agro-silvo-pastorale di ogni regione è destinato per una quota dal 20 al 30 per cento a
    protezione della fauna selvatica, fatta eccezione per il territorio delle Alpi di ciascuna regione, che
    costituisce zona faunistica a sè stante ed è destinato a protezione nella percentuale dal 10 al 20 per
    cento. In dette percentuali sono compresi i territori ove sia comunque vietata l’attività venatoria
    anche per effetto di altre leggi o disposizioni.

    E’ possibile che un qualsiasi avvocato o chi può farlo non riesca a farglielo entrare in quelle zucche vuote?
    Quì nel Lazio siamo vicino al 60%.
    Ma di che caz@@o vogliamo parlare?

  2. francesco scrive:

    ….Questo accordo è peggiorativo rispetto a quelli degli anni passati…ecc

    Secondo me l’accordo è peggiorativo per loro che stanno annusando il fresco profumo della libertà che và via via diffondendosi in più parti del territorio nazionale, e quindi la sempre maggiore consapevolezza che i tempi stanno cambiando in peggio per i verdicchi-ambientalisti e compagnucci vari.
    Mi auguro che questo cambiamento sia di portata tale da regolare e tagliare anche i flussi di approviggionamento che alimentano questi pa…siti e le loro congreche. Prego Dio di farmelo vedere.
    Per il capogruppo verdi (di rabbia) Abbruzzo mi viene da fare una battuta: ma sei uomo o caporale?
    Francesco Fusco

  3. valerio ercolini scrive:

    Sempre i soliti discorsi dai signori del no,non val piu’neppure la pena di replicare,lasciamoli cuocere nel loro brodo,rispondergli e dare troppa importanza a i loro interventi.

  4. luca narancio scrive:

    x francesco

    io direi che è un caprone e non caporale

  5. roberto scrive:

    proviene sempre da un PECORAIO………….

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