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Sardegna, modifiche delle norme

| 29 settembre 2008 | 14 Comments

Come riceviamo e cosi’ pubblichiamo
***

Oggetto: Modifiche norme sulla caccia.
Gentilissimi in indirizzo,
Scrivo in merito a quanto appreso dai telegiornali regionali del 24 Settembre u.s. i quali hanno riportato la notizia riguardante la proposta di legge presentata in Consiglio Regionale attinente ad alcune modifiche della Legge Regionale n° 23 del 29/07/98, la stessa collegata ad un emendamento riguardante il piano faunistico regionale. Con la presente si vuole manifestare la propria contrarietà, poiché le modifiche dovrebbero essere attuate mediante il sistema della “concertazione”, ascoltando tutte le rappresentanze dei cacciatori sardi.
Come già detto nella nostra nota del 28/07/08 inviata all’Assessorato Reg. all’Ambiente e al Comitato Reg. Faunistico, il calendario venatorio della Sardegna risulta essere il più restrittivo d’Italia.
L’unica nota positiva è che i cacciatori sardi possono ancora esercitare la caccia liberamente su tutto il territorio regionale. L’approvazione del piano faunistico regionale comporterebbe l’istituzione degli Ambiti Territoriali di Caccia: questo causerà una divisione tra i cacciatori (si è versato tanto sangue per unire l’Italia e qualcuno vuole nuovamente dividerci), e inoltre comporterebbe  una serie di spiacevoli conseguenze. Una di queste, forse la più importante, riguarda le riserve di caccia autogestite: la maggioranza di queste saranno costrette a chiudere.
Gli ATC fanno parte di una politica dedita solo alla creazione di “carrozzoni”, il cui scopo non è quello di salvaguardare la flora e la fauna, ma di creare dei posti di “potere” gestiti dalle solite Lobby, finanziati con una ulteriore tassa abbastanza costosa a carico dei cacciatori.
Ancora una volta dobbiamo dire che l’esperienza altrui non è servita a niente. Se andate a verificare (come abbiamo fatto noi) la situazione degli ATC nel “Continente” , vi renderete conto che sono stati fallimentari, addirittura peggiori della gestione dei Parchi.
Un altro aspetto importantissimo per cui questo non è il momento di attuare modifiche è legato alla proposta di Legge presentata in parlamento per la modifica della Legge 157/92.  La petizione Con.Fa.Vi ha superato le 700.000 firme, ed è bene dire che in Sardegna in poco più di un mese abbiamo superato le 10.000 firme.
E’ altrettanto bene ricordare che l’Arcicaccia, la Federcaccia e Italcaccia non sono d’accordo sulla modifica della Legge 157/92, non vogliono che si vada a caccia a Febbraio, forse sono interessate solo al mantenimento dei centri di potere imposti dalla 157/92 a scapito dei diritti di migliaia di onesti cacciatori.
Da cacciatori corretti e sensibili quali siamo, confermiamo che non siamo contrari alla concessione delle tre giornate di caccia, e consideriamo però, che se da noi è ancora possibile cacciare la selvaggina autoctona il merito è del rispetto che abbiamo per la fauna selvatica e con le tre giornate potrebbero venire meno quegli equilibri che fino ad ora lo hanno reso possibile.
I Cacciatori Sardi rivendicano la caccia a febbraio. Se volete fare delle concessioni, fatele in quella direzione. Abbiate altresì il coraggio di operare come l’Assessore all’Ambiente nel 2004, concedendo la caccia in deroga e non affermate che è illegittimo, perché al ricorso presentato ha risposto la Corte Costituzionale con sentenza n° 312 del 2006°, dando ragione alla Regione Sardegna.
Ad ogni buon fine si chiede pertanto di essere convocati per esprimere le nostre considerazioni e formulare le nostre proposte.
Invitiamo le associazioni Venatorie in indirizzo a sottoscrivere questo documento.
Un sincero saluto a Voi tutti.
Ales, 26 Settembre 2008

Marco Efisio Pisanu - Presidente Regionale CPA Sports

Il Presidente Regionale
Marco Efisio Pisanu

Category: CPA, Sardegna

Comments (14)

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  1. lucas scrive:

    La mia sensazione è che la maggioranza al potere in Sardegna debba pagare la cambiale sottoscritta con gli alleati verdi e la scadenza si stia avvicinando con l’avvicinarsi della data delle elezioni regionali.
    Non c’è altra spiegazione.
    Introdurre gli ATC in Sardegna dopo che hanno fallito in tutto il resto d’Italia, che senso ha?
    Visto che è in parlamento la proposta di legge di riforma della caccia converrebbe aspettare, perché molto probabilmente una legge regionale come quella che vorrebbero fare “i compagni della natura” nascerebbe già come un aborto.

  2. Federighi Alessandro scrive:

    @Pisanu : complimenti per il post penso che sia la strada giusta da percorrere, spero che anche le altre forze in campo lavorino in questa direzione ;concordo pienamente sulle 3 gg, porterebbero confusione e squilibri in un contesto come il nostro. Saluti

  3. seb1959 scrive:

    Non vedo come si possa evitare la creazione degli ATC in Sardegna senza una modifica in tal senso della 157/92. Anche se quanto illustrato dall’amico Pisanu venisse accolto in ambito regionale, solo la modifica di questa pessima legge potrebbe mettere al riparo i cacciatori da ricorsi e controricorsi. Quindi, è in questa direzione che per ora devono concentrare le forze tutti coloro che sono liberi da interessi vari e a cui interessa solo andare un po’ di più a caccia.

  4. secco64 scrive:

    Magari la terza giornata potrebbe essere solo per la migraoria.

  5. Alessandro Fulcheris scrive:

    Nel mio recente viaggio in Sardegna non ho trovato uno dico uno disposto a votare ancora per Soru e la sua giunta, persone di tutti i campi, dal turismo alla pastorizia. Secondo me odorano la legnata elettorale, e vogliono approvare a tutti i costi gli ATC prima di aver perso.

  6. Federighi Alessandro scrive:

    @ Pisanu: si dice che domani si riunisca il cfr per discutre la chiusura anticipata della caccia alla pernice, ti risulta? Adieus

  7. Marco Efisio Pisanu scrive:

    Ciao ragazzi,
    vorrei rispondere ai vostri commenti:
    caro Lucas hai centrato in pieno l’obiettivo
    credo che la tua sia più di una sensazione,
    stanno cercando di stringere i tempi ma credo che se faremo un fronte unitario non riusciranno ad attuare il loro progetto.
    A Federighi Alessandro voglio ringraziarlo per i complimenti e voglio anche informarti che sono stato contattato finora da tre associazioni, pare siano disposte a lavorare nella stessa direzione.
    A seb1959 voglio dire che se fino ad oggi siamo riusciti ad evitare gli ATC e solo perche abbiamo combattuto, hai ragione che va modificata la legge, in attesa che questo si verifichi continueremo a batterci, mi auguro solo che anche le altre Associazioni tirino fuori le p…e
    Concordo anche con secco64.
    Spero che anche il “sempre presente” Alessandro Fulcheris abbia ragione.
    Io sarei d’accordo che la legge venisse modificata anche per dare la possibilità a tutti (mettendo qualche regola) di fare qualche giornata di caccia in Sardegna.
    Ciao a tutti, a presto marco pisanu

    .

  8. Mario Cianciotto scrive:

    Tenee duro cari conterranei. Non permettete che la caccia in Sardegna diventi quella “pantomima” che pratichiamo quì nel nord Italia. Un Sardo chiuso in Riserva.

  9. Federighi Alessandro scrive:

    @tutti : il caso a cui si riferisce Pisanu risale al 2004 , quando in Sardegna andammo a caccia a Febbraio x L”ultima volta , grazie all”applicazione delle deroghe, da parte di una giunta di dx, ma per onor del vero tutta la giunta votò a favore del provvedimento , essendo in periodo pre elettorale (esclusi 4 onorevoli di sx);sappiate che il presidente della commissione agricoltura che relazionò la causa per cui riuscimmo ad andare a caccia non fu eletto alle sucessive regionali (memoria corta il cacciatore).Gli ambientalisti denunciarono la regione alla Corte Costituzionale , ma senza successo! Questo la dice lunga su come vanno le cose, se c”è volere politico tutto nel nostro Paese si può fare checchè i verderossi ne dicano il contrario! Riappropriamoci di quello che ci hanno tolto!Adieus

  10. Luca Davide Enna scrive:

    Ciao Alessandro,
    sulla caccia a Febbraio , nel 2004, ci sarebbe parecchio da raccontare.A ricordare quei giorni, sembra un racconto di spionaggio. C’erano quattro persone nell’ufficio dell’assessore E.Pani,(nel palazzo della regione a Cagliari) io ero uno dei quattro…
    Discutemmo amichevolmente e poi riuscimmo a strappare la decisione per la riapertura. Fu un successo, senza dubbio. I verdi minacciarono denunce, ricorsi , ma , alla fine si cacciò lo stesso e loro rimasero con le pive nel sacco.
    La caccia in Agosto ed in Febbraio è oltremodo neccessaria (per noi Sardi, indispensabile, giacchè il grosso dei contingenti dei Turdidi e di molte altre specie migratorie, si fermano per nutrirsi, ingrassare e proseguire il loro viaggio di ritorno per i paesi del Nord Europa). E’ un dovere di tutti i cacciatori impegnarsi affinchè le cacce tradizionali di Agosto e Febbraio possano ricominciare. Aggiungo che sarebbe auspicabile che, per specie, si potesse cacciare anche in Marzo, almeno nei primi dieci giorni (penso alle Marzaiole, ad esempio, ed al loro arrivo nel nostro Paese ). Comprendo che questo mio desiderio in quest’Europa di burocrati, leccapiedi, scrocconi, e fannulloni, sia difficilmente realizzabile, ma non dispero nel cambiamento (prima che i popoli arrivino alla frutta …).
    Luca Davide Enna

  11. quinnipack scrive:

    Cari colleghi cacciatori,
    a mio avviso il problema non è l’ATC in quanto tale. Anzi l’idea sottostante sarebbe pienamente condivisibile: fare in modo che i cacciatori possano curare nel miglior modo possibile il territorio in cui andranno a cacciare.
    Il vero problema è il modo in cui gli ATC sono stati gestiti: di fatto sono diventati dei carrozzoni burocratici in cui buona parte dei soldi versati dai soci sono utilizzati per le spese amministrative e burocratiche, ed in cui la gestione faunistica si limita al lancio di qualche decina di fagiani pronta caccia allevati in gabbia.
    In questo modo gli ATC sono divenuti inutilmente vincolanti per i cacciatori, costosi e controproducenti per la gestione dell’ambiente.
    Ripensare gli ATC nel senso formulato nel progetto di legge Berlato potrebbe portare a qualche risultato positivo.
    Ad esempio, io penso ad una caccia in Sardegna vincolata agli ATC esclusivamente per la stanziale e solo per le prime 5 domeniche (tutta la domenica e non solo per la nefasta mezza giornata che ci hanno rifilato!!!).
    In questo modo l’ATC diverrebbe una sorta di grossa (magari a livello provinciale) riserva autogestita. In cui i cacciatori possono programmare la gestione faunistica per quanta riguarda le specie che effettivamente vivono e si riproducono nel loro territorio.
    Successivamente, trascorse le prime 5 giornate, gli ATC non avrebbero più senso e dovrebbe permettersi la caccia alla migratoria su tutto il territorio regionale.
    Da questo momento in poi, sarebbe anche auspicabile concedere i tre giorni di caccia per settimana, come avviene su tutto il territorio Italiano.
    Le tre giornata di caccia dovrebbero essere lasciate alla scelta del singolo cacciatore. In modo tale da evitare una eccessiva concentrazioni di cacciatori sul territorio.
    L’attuale legge, permettendo la caccia la sola domenica ed il giovedì, fa in modo che ci siano degli incredibili assembramenti di cacciatori (anche grazie alla costante riduzione del territorio cacciabile). Tali assembramenti, sono pericolosi per la stessa incolumità dei cacciatori (e delle altre persone che frequentano le campagne) ed assolutamente nefasti per la selvaggina che, circondata da centinaia di cacciatori, non ha alcuna possibilità di scampo.
    La diluizione della caccia nel corso di tutta la settimana permetterebbe di evitare una eccessiva pressione venatoria, lasciando più territorio a disposizione per tutti ed evitando che tutta la selvaggina vada immediatamente incarnierata.
    Inoltre, l’eccessiva pressione venatoria fa in modo che gran parte della selvaggina si rifuggi dentro i parchi e le oasi, sottraendosi alla caccia.
    Da ultimo, vorrei fare un appello a tutti i cacciatori sardi, alle associazioni venatorie ed alle forze politiche che hanno veramente a cuore la gestione dell’ambiente, affinché ci si mobiliti per la riapertura dei Centri Regionali di Produzione di Fauna Selvatica.
    Questi Centri di Produzione sono stati il fiore all’occhiello della gestione faunistica in Sardegna. Venivano allevati a scopo ripopolamento esemplari geneticamente puri di pernice e lepre sarda. Probabilmente si trattava dell’unico centro in Italia capace di far riprodurre in cattività esemplari di selvaggina veramente “selvatica”, capaci di riadattarsi immediatamente alla vita selvatica e capaci di riprodursi già al primo anno di età. Questi centri ormai sono inoperosi ed in parte chiusi.
    Anche in Sardegna si sta procedendo con delle immissioni da parte di privati (nelle riserve autogestite, nelle ATV) di selvaggina di allevamento di origine non certificata. Un imbastardimento della razza potrebbe causare danni devastanti al patrimonio faunistico regionale.

    Forza paris

  12. Federighi Alessandro scrive:

    @quinnipak:potrei essere daccordo con te sul discorso ambiti provinciali per 5 gg, alla fine non cambierebbe gran che , non per le 3 gg di caccia!…….centinaia di cacciatori ???la selvaggina non ha scampo? ma dove vai a caccia in Piazza d”Italia?Quindi per proteggerla anzichè ridurre le gg vuoi ….aumentarle!Bene,invece secondo me (parere personale)va meglio cosi, se sei fortunato, se sei stato bravo nel scegliere il posto ecc, ti diverti, altrimenti, se la selvaggina invece di passare quel giorno, passa prima o dopo, buon per tordi, beccacce, colombacci ecc.Perchè vogliamo a tutti i costi importare un modello di caccia (quello continentale )che a ragion veduta , è stato fallimentare?Continuiamo cosi, domenica, giovedi e gli altri giorni”faghimus pasare sos animales”!Piuttosto Febbraio! Sempre forza paris!!!

  13. quinnipack scrive:

    Caro Federighi,
    purtroppo la situazione non è così rosea come tu sembri volerla descrivere.
    Probabilmente tu hai la fortuna di andare a caccia in zone con bassa densità venatoria. Se ti sposti nella provincia di Cagliari vedrai che la situazione è differente. A causa dell’estendersi dei centri abitati, delle vie di comunicazione, delle zone industriali, dei parchi regionali, delle oasi e delle altre aree protette, le aree in cui è possibile cacciare sono sempre meno.
    Non tutti i cacciatori hanno la possibilità di spostarsi di centinaia di Km per andare a caccia. Oltretutto, sai benissimo che per un cacciatore campidanese può essere molto pericoloso andare a caccia in alcune zone del nuorese o del sassarese.
    Per forza di cose tutti i cacciatori il giovedì e la domenica si concentrano nelle poche zone libere in cui vi è un buon passo di tordi, colombacci e beccacce.
    Vedessi certe zone nel cagliaritano, nel sulcis, o nel medio campidano …. altro che piazza d’Italia, sembra di essere nel parcheggio di Auchan !!!
    Come già detto questa situazione diventa pericolosa per gli stessi cacciatori e per gli altri fruitori delle campagne. Spesso porta allo scontro tra cacciatori, tra cercatori di funghi, bikers, turisti della domenica. Molti cacciatori sono anziani, altri non vedono bene, altri ancora sono irresponsabili, spesso si sentono fucilate ad altezza d’uomo che ti fanno fischiare le orecchie.
    E’ superfluo dire che tutta la selvaggina che disgraziatamente si trova in queste zone non ha via di scampo. Lungo le zone di passo vi sono diverse decine (e non esagero!!!) cacciatori appostati. L’unica possibilità di scampo per tordi e colombacci e quella di rifugiarsi dentro parchi ed oasi.
    Inutile dire che tale concentrazione non permette una seria caccia alla beccaccia. L’affollamento disturba la regina, che preferisce ripararsi nelle oasi o nelle zone impenetrabili. Anche i cani, continuamente disturbati, non lavorano come si deve.
    Inoltre, consideriamo anche la possibilità che non tutti lavorano dal lunedì al venerdì. Esistono molti cacciatori che lavorano su turni ed anche la domenica sono impegnati. Perché non darli la possibilità di scegliersi il giorno cui andare a caccia? Se uno lavora la domenica e riposa il lunedì, non ha i diritto di andare a caccia come gli altri? Vogliamo che la caccia diventi un’attività elitaria per pochi privilegiati, o vogliamo che tutti si riavvicinino a questa attività?
    E come conciliare il calendario venatorio con le festività natalizie. Quest’anno il 25 dicembre ed il 1 gennaio, giorni in cui non si può cacciare (limitazione senza senso, ed unico caso in Italia!!), cadono di giovedì, pertanto durante le festività natalizie andremmo a caccia solo un giorno (sperando pure che il tempo lo consenta).
    Da ultimo sono fermamente convinto che la libera scelta delle giornate di caccia, riducendo la pressione venatoria, permetterebbe un accrescimento delle specie cacciabili. Sottoposta a minore pressione la migratoria sarebbe incoraggiata a stazionare per più tempo e ad abbandonare le oasi ed i parchi.
    Potrei anche accettare due sole giornate di caccia alla settimana, purché queste siano lasciate alla libera scelta del cacciatore.

    Sempre forza paris !!!!!

  14. Federighi Alessandro scrive:

    @quinnipak:se nella zona del campidano avete dei problemi di affollamento,non per questo tutti i sardi devono modificare il modo di andare a caccia!Se poi per voi è pericoloso frequentare alcune zone ,è sempre la solita storia ,per i cattivi ,pagano anche i buoni!Per voi gli ambiti allora non migliorerebbero la situazione, anzi, sempre che tu decida di rimanere nell”ambito di residenza oppure pensavi di venire da noi?Il discorso parchi, oasi,centri abitati,non saprei che dirti, l”unica cosa che so è che la Sardegna ha una superfice di 25.000km2,per circa 47.000 cacciatori.Altre regioni vorrebbero tale rapporto!Per il discorso delle gg a scelta sono proprio contrario(perere personale),se fa brutto o prendi o lasci ,non possiamo regolere le giornate in base ai bisogni di ognuno di noi,perchè “chentu concas, chentu berrittas”!Utile invece sarà programmare una seria politica di ripopolamento,di pernici e lepri, da prendere dalle zrc , luoghi dove le pernici muoiono di vecchiaia, e addirittura talmente è alta la concentrazione del selvatico , che il frequente accoppiamento in consanguineità , crea problemi alla popolazione delle stesse!Altro metodo valido era quello di istituire oasi a scadenza quinquennale a rotazione su terreni confinanti!Sono tutte pratiche che prima venivano usate dalla vecchia venatoria ,che in campagna ci sapeva fare! Comunque sono sicuro che se ci dessero più ascolto , riusciremmo a trovare delle soluzioni che accontenterebbero un pò tutti!forza paris

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