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Sicilia, Urpi chiude le polemiche

| 24 settembre 2008 | 9 Comments

Antonino Urpi chiude alle polemiche
Alla FIDC Sicilia

Carissimo Nello, così ti ho sempre chiamato, così continuerò a chiamarti.
Ti ringrazio per il Dott. ma non posseggo ne titoli medici ne accademici e pertanto continua pure a chiamarmi come sempre hai fatto, Antonio.
Ho letto con attenzione quanto riportato da te e dal dott. Del Campo e senza presunzione ne tanto meno sterili polemiche , mi preme fare qualche precisazione:
La mia sarcastica considerazione che il Presidente Regionale della Fidc fosse rimasto forse troppo scacciato tra il ruolo da lui rivestito e le logiche di partito che necessariamente vincolano chi vi sta dentro, voleva solo essere un esempio di ciò che accade quando altri interessi, esterni alla caccia, contribuiscono a condizionare qualunque buon proposito venatico. È risaputo ormai che troppe volte la politica delle promesse venatorie non solo non ha mantenuto le stesse ma ha anche peggiorato ciò che già peggio era.
Il fatto poi che io sia stato forse impreciso nell’inquadrare l’appartenenza politica di Del Campo in Mpa piuttosto che in Forza Italia, poco importa, difatti entrambe e assieme sono le forze politiche maggiori che governano la Regione Siciliana e ad esse vanno ricondotte buona parte degli amministratori locali, compresi quelli che operano nell’ambito venatorio e che parecchie responsabilità hanno nella situazione in cui attualmente versano i cacciatori siciliani.
Questo non vuol dire che Del Campo abbia avuto responsabilità in ciò che è accaduto, io non ho mai detto nulla del genere e tengo a precisarlo onde evitare che le mie parole siano facile spunto per rappresentanti di altre associazioni al fine di indire nuove battaglie e proclami.
Ho detto e ribadisco che grande responsabilità di quanto accaduto appartiene all’Assessorato Agricoltura e Foreste e che, come ormai da troppo tempo accade, le associazioni non sono riuscite a mettersi d’accordo e ad evitare questa nuova vergogna. Non è una critica, solo una considerazione.
Per quanto riguarda gli incontri avvenuti tra me e i rappresentanti della Fidc Sicilia confermo quanto da te detto circa il clima di cordialità e di rispetto e per tal motivo nego decisamente che mi sia stato mai rivolto un invito a ” non far politica sulle spalle dei cacciatori “, poiché se ciò fosse avvenuto avrei risposto per le rime e credo che la cordialità sarebbe rimasta un ricordo lontano. Confermo anche la disponibilità e la celerità del dott. Del Campo nel fornirmi il materiale cartaceo da me richiesto al fine del ricorso; non per questo verrà fatto Santo.
Il fatto poi che a Trecastagni io abbia difeso le associazioni tutte da facili e comprensivi attacchi da parte di cacciatori incazzati è solo un atteggiamento tipico della mia persona che tende sempre a calmare gli animi e a stemperare le polemiche inutili; ma ho difeso le associazioni tutte e non la Federcaccia in particolare. Che questo sia chiaro. E le ho difese da chi inveiva dicendo che le A.A.V.V. sono assenti , ricordando che spesso gli assenti sono anche i cacciatori; solo questo.
Tutto ciò è vero, sono fatti, ma non cambiano le carte in tavola poiché se una verità c’è, va detta anche a rischio di offendere la sensibilità di qualcuno, ed io di quel qualcuno, chiunque esso sia e di qualsivoglia associazione ne sia Presidente, compresa la mia, non ho nessun timore reverenziale.
Pertanto ribadisco la mia considerazione che quel che pare finora l’orientamento Fidc di non attaccare l’incompetenza e l’inadempienza degli amministratori locali mi lascia perplesso. Spero di essere smentito.
Riguardo all’impressione che qualche persona mi stia usando o mi stia mettendo in bocca discorsi, non dovrei neppure rispondere poiché offende la mia intelligenza.
Ma una cosa tengo a dire: nei comunicati che riporto a nome del Partito Caccia Ambiente mi astengo da ogni mia considerazione personale, figuriamoci se permetto di farlo ad altri per mio tramite!
So bene di essere un Federcacciatore, ma prima ancora sono un cacciatore e ancora prima un uomo
con una sua coscienza che ha già considerato bene la sua appartenenza a Federcaccia e senza ripensamento alcuno. Lo scorso anno ero tesserato con te, caro Nello, ma quel tuo gesto di alzarti e andar via durante l’ultima riunione di Caccia Ambiente a Catania, solo perché si criticava l’atteggiamento omissivo e compromissorio di alcuni tuoi colleghi presidenti, mi ha lasciato l’amaro in bocca e ho preferito cambiare aria. Nessuna offesa.
La mia scelta è dettata non dal colore della bandiera, non dal cappellino che mi viene regalato, ma dalle persone che mi trovo d’avanti e tra queste scelgo coloro che reputo le più oneste e corrette, scelgo quelle che mi sembrano più vicine ai cacciatori, e di queste persone ce ne sono tante anche in Fidc.  Peccato solo che ci sono altri soggetti sempre più lontani dalla caccia e dai cacciatori.
Valutando i passi di Timo anche io fui tentato a non tesserarmi più con la Fidc, e lo scrissi pure. Ma a che fine? Perché devo tradire la fiducia di chi adesso a Messina si dimostra amico onesto e sincero e lavora nella maniera dovuta per la difesa dei cacciatori?  Non è mai stata mia abitudine alzarmi e andare via quando le cose si mettono male, non lo farò nemmeno adesso con la Federcaccia e se ne avrò l’opportunità cercherò di dare il mio contributo dall’interno piuttosto che stare a guardare il declino dall’esterno. Credo che quando capirete che dovete liberarvi da qualche zavorra in giacca e cravatta, da li potrà iniziare una nuova positiva storia della Fidc. Questa considerazione vale anche per tutte le altre associazioni.
Se un giorno dovrò lasciare non straccerò ne brucerò alcuna tessera, mi limiterò a porgerla nelle mani di chi me l’ha data conditamene ad una tirata di orecchie.
Nessuno mi ha condizionato nel tesserarmi Fidc, nessuno mi condizionerà per lasciare la Fidc. Si tratta di  mie considerazioni personali che tali devono rimanere.
Soprattutto si tratta di considerazioni che prescindono dalla mia appartenenza a Caccia Ambiente che anche per mio tramite si pone come organo super partes per tutte le associazioni venatorie.
Alla domanda che chiede dove io e il mio Partito vogliamo arrivare rispondo che.
Caccia Ambiente tiene alla difesa della caccia e dei cacciatori indipendentemente da dove fanno la tessera, e noi tessere assicurative non ne facciamo.
Siamo fermamente convinti che il ruolo delle associazioni venatorie sia fondamentale per la difesa dei cacciatori e che tale ruolo, purtroppo, oggi non viene gestito nella maniera corretta.
Vi è una anomalia, qualche difetto, un vizio, un cattivo funzionamento all’interno delle associazioni; questo è inconfutabile e non può dirsi il contrario.
Ebbene noi vogliamo arrivare a superare queste anomalie, non sostituendoci alle associazioni ma diventando complementari alle stesse in modo tale da risultare tutti assieme più credibili e più efficaci. Questo vogliamo, qui vorremmo arrivare.
Non credo che questo pesi sulle spalle dei cacciatori, le continue richieste di iscrizioni al partito e le approvazioni che mi arrivano da cacciatori sconosciuti dimostrano il contrario.
Non mi pare che l’aver deciso di chiedere un risarcimento danni e di impugnare questo nuovo calendario qualora fosse troppo restrittivo ai fini dell’attività venatoria siano fatti che pesino sulle spalle dei cacciatori anche perché agli stessi non chiediamo un euro ma solo ciò che vale più del denaro, dei compromessi e delle mediazioni; noi chiediamo ai cacciatori di essere i primi attori della difesa della caccia senza aspettare di pendere necessariamente dalle labbra di qualcuno, noi chiediamo partecipazione. Caro Nello in questi giorni ne stiamo avendo tanta.
Pertanto in nome del senso di responsabilità che caratterizza il ruolo che rivesti e la tua stessa persona, invito te e tutti coloro che sono assaliti da dubbi e timori verso Caccia Ambiente a non chiedersi dove il Partito voglia arrivare ma piuttosto dove tutti noi assieme, noi e voi, possiamo giungere uniti in nome dei cacciatori.
E’ un dovere e non una facoltà.
Quindi adesso chiudiamo alle polemiche e facciamo fatti; noi abbiamo già iniziato.

Con la cordialità di sempre
Antonino Urpi, nessun dottore, solo un cacciatore.

Category: Caccia ambiente, Federcaccia, Sicilia

Comments (9)

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  1. fabio scrive:

    X Antonio Urpi
    La sua lettera è apprezzabilissima , ma mi permetta di criticarLa sulla scelta del Suo tesseramento.
    Si capisce benisimmo che Lei condanna l’operato di alcuni pezzi grossi della fidc , come credo condanni l’immobilismo del suo presidente capo ill.mo Avv. Timo , quindi condanna le linee generali di politica associativa .
    Quello che non capisco è il Suo rimaner tesserato con questa aavv , solo per il buon operato locale di sparute sedi , che visto la situazione siciliana non hanno voce in capitolo .
    Il combattere le gerarchie alte della federazione con altrettanto immobilismo non ha fino ad oggi dato nessun risultato . Da 16 anni la caccia lentamente sta morendo .
    Far nascere un atteso partito a Ns. difesa e poi onorarlo con tessere di chi dovrebbe combattere mi lascia perplesso , è come partecipare attivamente ad un comizio di Di Pietro per poi votare il Berlusca perchè la moglie è una brava persona.
    Suvvia Urpi , la caccia la stanno distruggendo chi come Lei accetta compromessi .
    Fortunatamente siamo ancora 700.000 e cominciamo a vedere , a sentire a proporre .
    Pian piano chi rema contro le Ns. aspettative , aavv o politici che siano , avranno le Ns. risposte .
    Vorrei vedere quanti cacciatori in meno quest’anno siamo , vorrei vedere quante tessere in meno avrà fidc arci e compagnia bella , vorrei vedere quanti consensi porterà il Suo partito se mai si presenterà in qualche tornata elettorale .
    Un caro saluto
    fabio

  2. lucas scrive:

    Antonino Urpi dimostra di essere un signore (per esserlo non c’è bisogno di essere dottori), ma temo che ad essere troppo educati si finisca per venire considerati…

    Forse ha ragione lui a voler tentare di cambiare la Federcaccia dall’interno, ma io penso che una struttura di tale tipo, con gli interessi che gestisce, sia difficilmente cambiabile da parte di un gruppo di idealisti…

  3. Matteo scrive:

    Sta di fatto che la FIDC è l’associazione venatoria più grande ed importante presente in Italia quindi io sono d’accordo con il Sig. Urpi che occorre partecipare attivamente all’interno di tale associazione per tenatre di migliorarla e di ottenere con la sua forza dei buoni risultati per l’intero mondo della caccia.

  4. Caravello scrive:

    Sono d’accordo con tutti. Avete tutti ragione. E’ sicuramente come dite voi.Chi comanda fa’ legge questa è la verita’ Guardate quello che sta succedendo alla REGIONE SICILIANA dove compagniucci di merenda dell’ass La Via assumono parenti e amici di partito senza neanche il titolo di studio pagandoli profumatamente E noi vogliamo credere che sua EMMINENZA LA VIA sia esime da colpe e tracchiggi con i suoi compari ambientalisti e delle ass venatorie? CMQ io vorrei sapere cortesemente :- Ma a caccia quando ci posso andare il 27 o il 28? Grazie

  5. Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

    Attualmente la FIDC insieme alle consorelle non fa per niente il bene della caccia. Come possono questi signori sedersi ad un tavolo di trattative per parlare di miglioramenti venatori portando un documento di delega di associazioni ambientaliste? E pensare che ne va anche fiero l’avv. Timo di queste conoscenze, addirittura ne esalta le capacità. Siamo all’ammazza caffè, cioè alla fine.
    Bagnolesi Giovanni Roberto – CPA Lucca

  6. Giusti Giacomo scrive:

    L’ho detto e lo ripeto,se un presidente,o qualsiasi altro dirigente avesse detto a me quello che è stato detto a Antonio,e cioè di rivedere la mia posizione dentro l’aavv,io quella tessera l’avrei subito bruciata non solo stracciata.Tanto anche se rimane in fidc a combattere credete che riesca a cambiare le posizioni della federazione, e dell’avv. Timo?

  7. Michele Sorrenti scrive:

    In merito a quanto accaduto in Sicilia desidero precisare che l’ACMA-FIDC ha trovato collaborazione costruttiva sia con i funzionari dell’assessorato che con l’assessore La Via. Negli anni scorsi sono state accolte le nostre proposte per il reinserimento della canapiglia dopo almeno dieci anni di divieto, l’anno scorso della moretta, contro il parere dellì’INFS, e della riammissione dell’alzavola nell’ATC Trapani 2 in cui era vietata per possibile confusione con l’anatra marmorizzata nidificante (contro il parere dell’INFS). L’assessorato ci ha anche aiutato nella riapertura alla caccia del Lago Pozzillo contro l’iniziativa dei sindaci dei comuni limitrofi. Credo che l’assessore La Via abbia contribuito anche al mantenimento della caccia aperta nei Pantani di Pachino, in cui esiste la proposta di istituire una riserva naturale.
    In tutte queste iniziative abbiamo avuto l’appoggio ed il sostegno in Comitato Faunistico e con interventi diretti del presidente regionale FIDC dott. Del Campo.
    Ovvio che se si facesse un Legge regionale di calendario venatorio non ci sarebbe il ricorso al TAR, al contrario invece, qualsiasi sia il calendario promulgato dalla regione, se in forma di delibera, dobbiamo sempre aspettarci il ricorso da parte degli ambientalisti.
    E questo anche con ragioni completamente assurde quali sono la buona parte di quelle presenti nel ricorso di quest’anno.

    Non credo sia giusto quindi accusare chi ha dimostrato con i fatti di essere vicino alle esigenze dei cacciatori, anche se è ovvio che tutto si può migliorare.

    Saluti

    Michele Sorrenti

  8. danilo scrive:

    X michele sorrenti

    Perdonami michele,ma se la responsabilita’ non e’ sua,vuol dire che e’ dei suoi collaboratori.non e’ possibile che ogni stagione venatoria vi sia un ricorso al tar.
    e se la responsabilita’ e’ dei suoi collaboratori,devono essere LICENZIATI!!!
    SICILIA 24/9/2008 ore 19.30 ancora senza calendario venatorio!!!!!! che ne pensi??

  9. Fabio scrive:

    Sul sito del Consiglio Siciliano della Caccia lo schema del nuovo calendario venatorio che dovrebbe essere firmato oggi. 25/09/2008, a mezzogiorno.

    http://www.consigliosiciliano.it

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