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Berlato risponde a Pettina’

| 24 settembre 2008 | 161 Comments

Come riceviamo e cosi’ pubblichiamo
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L’ON. BERLATO RISPONDE A GIORGIO PETTINA’ DI CACCIA E TIRO

Veramente paradossale che chi ha contribuito a ridurre, in pochi anni, i cacciatori italiani da 1.800.000 a meno di 700.000 mi accusi di essere “una sirena che rischia di far affondare la caccia vanificando gli sforzi per restituirle credibilità nella società”. Condivido l’affermazione del Direttore di Caccia e Tiro quando scrive che “la posta in gioco di questo confronto è particolarmente alta”. Si misurano infatti le posizioni di chi, come il sottoscritto, vuole le modifiche alla 157/92 (modifiche sottoscritte ad oggi da più di 610.000 cittadini italiani) e chi non le vuole (dirigenti di FIDC , ITAL ed ARCI). Sappiamo che la vera posta in palio è il mantenimento o lo scardinamento dei centri di potere imposti dalla 157/92, meglio conosciuti come ATC e CA, per ottenere i quali alcuni dirigenti venatori hanno deciso di sacrificare i diritti di numerose centinaia di migliaia di appassionati cacciatori, immolati sugli altari degli interessi di pochi soggetti più protesi a gestire economicamente, associativamente e politicamente i cacciatori italiani che a difendere la caccia e chi la pratica.
Incoerente invece l’affermazione di chi deve “attaccare l’asino dove vuole il padrone” al quale è stato detto di scrivere che non si discute delle modifiche alla legge statale sulla caccia con la dovuta serenità, accusando il sottoscritto di essere andato sopra le righe solo perchè ho chiesto al presidente di Federcaccia di smentire le voci riportatemi, alla presenza di testimoni, da alcuni amici dirigenti della Federazione che mi hanno reso partecipe di alcune difficoltà economiche che sta attraversando la più numerosa tra le associazioni venatorie italiane.
Non che me ne sia mai interessato molto delle condizioni economiche di Federcaccia, se non per il fatto che percepisce un finanziamento pubblico attraverso l’addizionale pagata da tutti i cacciatori, ma ritenevo opportuno verificare l’attendibilità di questi miei amici che ancora resistono (non si sa per quanto tempo avranno ancora il coraggio di farlo) nel tentare di modificare la gestione e la linea associativa della Federcaccia dal suo interno.
Ecco perchè ho chiesto al presidente Timo di smentire questi suoi colleghi dirigenti, invitandolo esplicitamente a chiarire se sia vero o meno che Federcaccia, abbia uno squilibrio finanziario tale da costringerla a dover attingere alle riserve o procedere all’indebitamento. Timo mi ha risposto che la potente FIDC possiede un valore immobiliare valutato oltre 180 milioni di euro, notizia che in molti hanno appreso con sdegnato stupore, ma che nulla ha a che vedere con la domanda che gli avevo rivolto io.
A proposito di domande alle quali sarebbe opportuno che l’avv. Timo rispondesse: vuole smentire il presidente della Federcaccia i suoi dirigenti che mi raccontano del fatto che FIDC, è oggetto di un esposto da parte di un gruppo di cacciatori per una oscura vicenda legata al pagamento dell’affitto di una Azienda faunistico venatoria nella provincia di Alessandria denominata “Le Murazze”, affitto che, sempre a quanto mi viene raccontato dai colleghi di Timo, sembrerebbe sia costato alle casse della Federazione la bella somma di 20.000 € all’anno, soldi sembrerebbe fossero stati fatti transitare dalle casse romane della FIDC a quelle della Federazione piemontese e forse anche da quelle della Federazione Ligure. Su questo potrebbe dirci qualcosa il Consigliere Pansolin, visto che oltre ad essere un responsabile della Federazione ligure è anche quello che accompagna spesso il presidente Timo in giro per l’Italia, compresi gli incontri di natura politica avvenuti con i vertici del mio partito a Roma, aventi ad oggetto le candidature per le elezioni politiche della primavera del 2008.
Sull’entità e sulla quantità dei soggetti che abbiano beneficiato di questo investimento strategico fatto dalla Federazione poco è dato da sapersi, se non qualche maligna indiscrezione.
Per quanto riguarda invece la presunta pochezza delle mie argomentazioni, voglio ricordare che io, le mie proposte le ho ampiamente argomentate e pubblicamente sottoposte al giudizio di centinaia di migliaia di cittadini che, condividendole, le hanno sottoscritte con tanto di numero di documento identificativo.
Puerile l’affermazione del Presidente Timo quando afferma che il suo percorso è condiviso dalle istituzioni solo perchè è riuscito a mettersi in fila e farsi ricevere dal Ministro Zaia presso i suoi uffici di Conegliano (TV) pregandolo di prendere le distanze dal sottoscritto, forse promettendogli l’appoggio politico della sua Federazione, cosa che sia lui che Zaia sanno benissimo non potrà mai avvenire perchè l’unico a cercare disperatamente appoggi in questa fase di rinnovo delle cariche statutarie è proprio il presidente protempore della Federcaccia che, dissipato il consenso di coloro che lo hanno fatto diventare presidente la scorsa volta, cerca (invano) di rimanere alla presidenza della FIDC appiattendosi sulle posizioni dei suoi storici nemici interni, alleati con i rossi virgulti dell’Arcicaccia.
Se il presidente Timo avesse avuto il coraggio di venire a confrontarsi con gli altri dirigenti del mondo istituzionale, venatorio, agricolo, riunitisi alla Fiera di Vicenza la sera del 19 settembre u.s., alla presenza di otre 1.500 cacciatori, si sarebbe reso conto di quale sia il livello di consenso riservato alle nostre proposte.
In ogni caso, di incontri come quello di Vicenza ne stiamo organizzando in tutta Italia e, a meno che il presidente Timo non decida di asseragliarsi nel bunker come qualche noto personaggio iracheno o tedesco, prima o dopo dovrà pure confrontarsi con i suoi associati ai quali dovrà spiegare cosa ci sia di tanto eversivo nelle Proposte di modifica alla 157/92 elaborate dal sottoscritto con la collaborazione di CONFAVI, Liberacaccia, Enalcaccia ed ANUU, già depositate in Parlamento con i numeri 333 e 1652, condivise dalla stragrande maggioranza dei cacciatori italiani che, a differenza di alcuni dirigenti venatori, chiedono giustamente di poter tornare a caccia in Italia in modo dignitoso, così come avviene nel resto d’Europa.

 

Sergio Berlato

Category: Federcaccia, Leggi/Politica

Comments (161)

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  1. Scolopax scrive:

    Bravo Giacomo intervento oserei dire DELIZIOSO, se la caccia deve essere quella che viviamo in Italia è bene chiudere. Io potrei tranquillamente permettermi di fare le settimane a caccia all’estero ma non ho MAI e ripeto MAI voluto neppure saperne. La caccia è una delle più belle passioni che potevo avere ma la voglio vivere a modo mio, non ho la fobia di rincorrere il carniere e non fa per me essere rinchiuso dentro una riserva, quindi se devo perdere la mia “libertà” come in questi anni ho dovuto sopportare preferisco chiudere qui. La mia pazzienza si è esaurita e l’ultima speranza che ho è di poter vedere riformarmata questa sciagurata Legge, in caso di fallimento non ci sarà un peggioramento come vorrebero far credere i vari compagni di turno, si rimarrebbe così, quindi si decreterrebbe la fine della caccia in ITALIA.

  2. lucas scrive:

    Io avevo già deciso di smettere un anno fa, perché la caccia in Italia, fuori dalla aziende faunistico-venatorie, tra zps, parchi, ville recintate, oasi, è praticamente finita da tempo e chiunque vada veramente a caccia se ne è reso conto, compresi i cari amici della mia combriccola di cacciatori che, infatti, via via, hanno smesso tutti.
    Poi ho cominciato a leggere gli scritti di Sergio Berlato, la sua iniziativa, l’entusiasmo travolgente con la pubblicazione delle sue proposte aperte al miglioramento di tutti.
    All’inizio ero titubante, poi ci ho creduto e ho raccolto le mie firme (tutte di cacciatori), ho rinnovato la licenza perché mi è piaciuto questo parlamentare europeo che, a differenza di tutti i suoi colleghi di destra e sinistra, ci tiene a mantenere un contatto con noi gente comune e cerca (dico “cerca” perché non è un mago con la bacchetta magica) di fare qualcosa per l’Italia, di resuscitare la caccia, la bella caccia italiana.
    Almeno lui ci prova e la faccia ce la mette. Rischia anche grosso, ma si vede che è uno che non bada ai rischi se in una cosa ci crede.
    Almeno in questo dovrebbe essere apprezzato da tutti, a prescindere dalle estrazioni politiche di ognuno.
    Magari fossero tutti come lui! Le cose andrebbero sicuramente meglio per il nostro martoriato Paese.
    Non si illudano, però, i provocatori vari. Se finisce per noi finirà anche per loro. Ormai è solo questione di tempo.

  3. luca narancio scrive:

    caro lucas hai ragione pultroppo ma la mia passione è veramente tanta e spero anche per te sia cosi e per tutti perche’ se molliamo noi facciamo il gioco che vogliono i vari verdi ecc..
    questo vogliono farci stufare so benissimo che non se ne puo’ piu’di questa maledetta legge ma non molliamo amici miei perche’ se la caccia si chiude lo sara’ per la nostra volonta’ e non perche’ lo vogliono loro.

    Ciao a tutti

  4. luca narancio scrive:

    Forza sergio dacci quella luce che da troppo tempo non riusciamo piu’ a vedere

  5. vincenzo scrive:

    Se passa questa proposta caro tito-timo(basta una consonante…)..tutti quelli come te devono irrimediabilmente appendere il fucile al chiodo perche’le oltre 703.000 firme devono pur significare qualcosa!!Almeno su questo piccolo-grande punto sei d’accordo caro tito-timo?

  6. luca narancio scrive:

    x Sergio Berlato

    visto la grande richiesta fai anche una preghiera per tito almeno trovera’ un po di pace con queste nuove leggi europee valide in tutta l’europa ma che sembra per tito non essere valide per l’italia non è bello negare l’evidenza tito ma stai tranquillo che ti ci abituerai presto.

  7. SERGIO BERLATO scrive:

    Probabilmente non avevo capito bene l’importo dell’affitto dell’AFV.
    Adesso mi mandano copia dell’esposto fatto da alcuni cacciatori e dirigenti FIDC.
    Spero che quello che hanno scritto questi sia tutto falso, perchè se fosse vero ci sarebbe da prendere a calci nel sedere più di qualcuno.

    SPETTABILE
    PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
    Vittorio Emanuele II n. 130 TORINO

    FEDERAZIONE ITALIANA DELLA CACCIA
    CONSIGLIO Dl PRESIDENZA
    CO\CONSIGLIO NAZIONALE
    COLLEGIO DEI PROBIVIRI
    COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
    Via Salaria 298/A 00199 ROMA
    IL CACCIATORE ITALIANO
    Via Salaria 298/A 00199 ROMA

    Siamo un gruppo di Presidenti, Consiglieri e di CACCIATORI facenti parte della Federazione italiana della Caccia regolarmente tesserati da diversi anni nella zona dell’Acquose i quali lamentano e denunciano le spese inutili e alquanto folli effettuate dall’attuale presidente nazionale della Federcaccia avv. TIMO FRANCO.
    La presente viene redatta in forma anonima non per omertà ma per eventuali ritorsioni che si potrebbero verificare nei nostri confronti da persone vicine all’attuale presidente.
    E’ stata inoltrata alla Procura di Torino in quanto l’avv, Timo è solito esercitare presso i Tribunali Alessandrini per cui potrebbero esserci dei favoritismi nei suoi confronti,
    Dalla lettura dell’ultimo bilancio della Federcaccia regionale del Piemonte risulta una spesa di ben 6O.OOOOO euro (sessantamila euro ) effettuata a favore dell’Azienda Faunistico Venatoria AL17 LE MURAZZE posta sul territorio dei Comuni di Ponone e Pareto dove il direttore concessionario risulta essere Cassitelli Edoardo. All’interno dell’azienda le Specie sono; specie startziali – lepre comune, fagiano, sfarna, pernice rossa; ungulati capriolo, daino, muflone.
    Vedendo l’enorme somma erogata a favore dell’Azienda, a gestione privata, ci chiediamo i motivi della stessa nonché le motivazioni che hanno spinto il l’avv., Timo a dare autorizzazione ad effettuare il versamento dei 60.000,00 euro dalla FIdC. Nazionale alla FIDC Piemonte e poi questa girare i fendi a favore all’Azienda Faunistico Venatoria Le Murazze.
    Inoltriamo la presente perché nessuna delle persone interpellate, Consiglieri Regionali compresi, ha saputo rispondere alla nostra domanda in modo esaustivo ed inoltre non si capisce come mai nessuno del Consiglio Regionale Piemonte abbia posto un veto a tale spesa effettuata ad un privato.
    Pertanto non vorremmo che la spesa sia stata fatta illudendo qualcuno dei componenti del Consiglio Regionale utile al fine della realizzazione e costituzione di una nuova ZONA FEDERALE, allo scopo di effettuare manifestazioni sportive ma dopo l’approvazione di spesa si è scoperto che questa andava a PAGARE le giornate di caccia del Presidente TIMO e di amici e parenti.
    Vista la cattiva gestione dei soldi dei FEDERCACCIATORI nonché la responsabilità oggettiva dei componenti dell’ufficio di Presidenza, del Presidente Regionale nonché dei Consiglieri Regionali i quali non hanno saputo interpretare lo statuto
    siamo pronti a costituirci parte civile nei confronti della Federcaccia Nazionale e di chi pur essendo a conoscenza dei fatti ha posto in essere tale condotta omettendo di denunciare il comportamento del direttivo.
    Per eventuali giustificazioni di tali comportamenti saremmo grati apprenderli dal giornale IL CACCIATORE” al quale questa viene indirizzata.
    Presidenti,Consiglieri
    e Federcacciatori dell’Acquese

  8. Alessandro Fulcheris scrive:

    Mai avuto dubbi sull’onestà dei colleghi dirigenti di altre Associazioni, sono sempre stato garantista, e se anche le mie idee sul futuro della caccia non collimano con quelle dell’Avvocato Presidente, non godo certo per queste notizie che spero tanto siano tutte un falso.

  9. luca narancio scrive:

    per curiosita’ sergio o alessandro ma se fosse tutto vero?

  10. ezio scrive:

    Certo che se si sono inventati tutto hanno un bel “pelo sullo stomaco”, come si dice dalle mie parti….
    Poi dalla lettura di quanto sopra, emerge pure quale tipo di rapporto esista tra il “centro” e la “periferia” di certo nostro mondo associazionistico, ovvero quando si parla della “paura di ritorsioni”….
    Ma siamo ancora nell’ambito “caccia”?? Si sta parlando di “caccia”?? Di problemi, anche gravi si, ma comunque di gestione di AV??!!
    Emerge poi anche la fiducia che hanno i cittadini italiani nel “sistema” dall’elegante e coraggioso anonimato della lettera… Sarà perché sanno che avere ragione non è sufficiente perchè poi venga riconosciuta alla fine veramente???
    Mah… In un modo o nell’altro, queste sono le vicende che a me fanno venire veramente voglia di appendere il fucile al chiodo….
    Ma cosa siamo diventati in questo Paese?! C’è ancora qualcuno che fa quello che fa…. almeno al di là del lavoro,…. in modo disinteressato, per pura passione, per spirito di servizio, perché è giusto farlo e non solo perchè conviene???!!!
    A mio modesto parere, comunque vada a finire, questa vicenda è già ora e sarà poi VO-MI-TE-VO-LE.
    Ciao.Ezio.

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