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FIDC, conto alla rovescia

| 19 settembre 2008 | 8 Comments

Conto alla rovescia per 800.000 cacciatori.

Dall’alba di domenica quasi 800.000 cacciatori in campo per l’inizio della nuova stagione di caccia: si concluderà per tutti il 31 gennaio prossimo. Molte le speranze di carnieri pesanti, tanti i limiti imposti sia dalla normativa nazionale che dalle leggi regionali e dalle disposizioni delle province.
La situazione è stata illustrata dal Presidente nazionale di Federcaccia, associazione maggioritaria con poco meno di 400.000 soci, avv. Franco Timo.
Il Presidente ha chiesto che venga con sollecitudine approvata una nuova normativa, che siano restituiti ai cacciatori gran parte dei loro diritti e che la pratica venatoria trovi nella società civile quella giusta collocazione che le spetta. “Senza una politica venatoria sensibile alle istanze dei cacciatori ma attenta alla concertazione con agricoltori e ambientalisti non si va certo lontano. Occorre modificare sia la legge attualmente in vigore che il decreto Pecoraro Scanio ingiustamente penalizzante.”
Il Presidente  ha poi aggiunto che la caccia oggi non va più intesa “come attività basata soltanto sulla cattura ma come impegno per la protezione dell’ambiente con facoltà di prelievo di una parte della fauna in quantità e modi rigorosamente disciplinati dalla tecnica, dalla scienza, dalla osservazione della legge”. Per l’intera stagione i cacciatori potranno far preda tre giorni su cinque alla settimana limitandosi inoltre a catturare non più di due fagiani o di altri equivalenti selvatici pregiati al giorno. Un limite che appare dl tutto teorico proprio per l’endemica scarsità di selvaggina dovuta ai molti carnivori all’inquinamento e ad altre cause.
I motivi di malcontento dei cacciatori sono molti, primo fra tutti il costo eccessivo della licenza di caccia. In particolare per poter far preda ogni cacciatore spende 173,16 euro per il porto di fucile che significa quindi che versa allo stato poco meno di 140 milioni di euro, inoltre occorre acquistare il tesserino regionale, in definitiva un’altra tassa, che varia a seconda delle regioni: nel Lazio è 32,65 euro, in Lombardia 64,56. Infine l’Italia, in attuazione della legge 157/92, è stata suddivisa in tante zone di caccia chiamate ATC (Ambiti territoriali di caccia) e CA (Comprensori alpini)a cui sono ammessi cacciatori in numero limitato e previo pagamento di una quota. Una spesa eccessiva, ha sottolineato il presidente di Federcaccia se si considera che equivale ad un mese di pensione sociale. Il cacciatore deve inoltre acquistare le cartucce e sobbarcarsi le spese di spostamento e mantenimento del cane. Il primo ad usufruire della caccia è lo Stato a cui fanno seguito le Regioni. Nell’ambito dell’incontro il Presidente Franco Timo ha anche sottolineato che l’Italia e tra i più qualificati produttori di armi sportive e che dalla caccia dipende il sostenta,mento di almeno 50.000 persone. L’industria nazionale ha raggiunto livelli qualitativi di eccellenza e quindi i fucili sportivi  italiani, e Franco Timo si è riferito anche a quelli per il tiro al piattello, contribuiscono ad essere un prezioso volano per il Made in Italy.

Category: Federcaccia

Comments (8)

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  1. fabio scrive:

    ragazzi se costoro , sparatori di pregiati selvatici tipo poll… ops fagiani , sono 400.000 , la vedo dura con le modifiche !
    Qui si va a braccetto di legambiente ed in Sicilia sanno cosa significa .
    Ma nessuno sa dirmi l’entita del tesseramento della nuova stagione fra le varie aavv ?
    Fabio

  2. nino scrive:

    Conto alla rovescia per 800.000 cacciatori meno i 55.000 cacciatori siciliani uguale 745.000. Si dovrebbe rifare il titolo………….

  3. lucas scrive:

    Strano, Timo comincia a dire che la legge va cambiata… Che è successo da ieri ad oggi per fargli cambiare così idea?
    Ma ‘sti fantomatici “pregiati selvatici” dove li ha visti Timo? Nella sua azienda faunistico venatoria?
    Allora gli faccio presente che nelle zone che frequento io, dove fino a 15/20 anni fa era normale imbattersi all’apertura nelle “covate”, ossia gruppi di fagiani nati liberi, oggi non rimangono più neanche “i riproduttori” lasciati, in numero sempre minore, a febbraio.
    In pratica un deserto lunare, in attesa dei migratori, unici selvatici che permettono ancora di andare a caccia con qualche sodisfazione a chi non è un danaroso socio di AFV.
    Grandissimo successo dell’attuale legge!

  4. lucas scrive:

    A proposito del numero: magari fossimo ancora 800.000. A me risulta essere un dato vecchio di tre/quattro anni.
    Ora dovremmo essere circa 600.000.

  5. Matteo scrive:

    Dipende dalle zone. nelle zone dove vado a caccia io è possibile trovare ancora qualche “pregiato selvatico” (soprattutto pernici rosse ma anche qualche fagiono ci fa anche divertire). Ovviamente è molto difficile mantenere ancora selvatici buoni ma ti assicuro che con una buona gestione dell’ATC e soprattutto con la buona volontà di qualche cacciatore che si impegna anche nelle stagioni in cui la caccia è chiusa, si ottengono discreti risultati. Inoltre ti faccio presente che un discorso come quello fatto da Timo dalle mie parti è ben visto dalla maggioranza dei cacciatori (che infatti il 90% sono associati FIDC).
    A me francamente questa volta non mi è dispiaciuto quello detto dall’avv. Timo…
    Matteo

  6. Matteo scrive:

    Ovviamente molto dipende dalla gestione dell’ATC. Infatti in alcuni ATC confinanti con il mio non si ottengono i risultati buoni descritti in precedenza e la colpa a mio avviso è solo della cattiva gestione (zone di ripopolamento e cattura che non funzionano, mancati stanziamenti per i costi sostenuti per apprestamenti per gli animali, mancati stanziamenti per campi di alimentazioni a perdere, ecc.)

  7. pierpaolo scrive:

    Dopo questo augurio dell’Avvocato scaramanticamente TOCCHIAMOCI LE BALLE

  8. ilio scrive:

    X Matteo non metto in dubbio che tu ti diverta nel tuo A.T.C, sono felice, che qualche cacciatore si senti realizzato. Il fatto è che gli A.T.C in Italia sono più numerosi degli iscritti F.I.d.C. e funzionano malissimo. Quando tutti gli A.T.C. Italiani saranno pieni di selvaggina, come una stalla di mucche è piena di mosche, quando il territorio cacciabile, usurpato con i più infami raggiri sarà restituito ai cacciatori come gli spetta per legge, quando avranno preso a calci nel ( posteriore) i loro compagni di merenda che gestiscono questi carrozzoni, quando avranno ripristinato l’ambiente cacciabile, quando daranno sovvenzioni e risarcimenti adeguati al mondo agricolo, come hanno sempre detto sin dal 1988/89 alla presentazione della legge 157 solo a parole e mai realizzato nei fatti, solo all’ora si potrà con molta cautela riascoltare qualche loro proposta.Fino a che non avranno realizzato tutto quello che è stato promesso e mai mantenuto sono campane stonate che non vale la pena starle ad ascoltare, è solo una perdita di tempo, e noi cacciatori non abbiamo tempo da perdere dietro alle loro fernetecazioni.

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