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FIDC, Unita’ addio

| 17 settembre 2008 | 66 Comments

Tratto da sito della FIDC
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Unità della associazioni venatorie addio.
Timo: “Dai convegni di S. Rossore e Spoleto si è capito chi guarda al futuro a alla Società e chi al passato e al proprio orticello. La 157/92 è il discrimine tra i due fronti”.

“Non posso nascondere l’amarezza per il tempo e le energie spese in questi anni per tentare inutilmente di costruire un’unità del mondo venatorio, od almeno una condivisione sui temi principali”: con queste parole si è espresso il presidente nazionale Federcaccia Franco Timo al termine di una due giorni convegnistica giocatasi tra la tenuta presidenziale di S. Rossore e Spoleto. “Sia la prima manifestazione, sia la seconda hanno definitivamente delineato gli schieramenti: da una parte quelli che guardano al futuro della caccia e al suo ruolo nella Società modificando con oculatezza la 157/92 il cui impianto va salvaguardato, – ha spiegato Timo – dall’altra quelli che al grido di ‘più fringuelli per tutti’ finiranno per far morire la caccia. Tra questi si sono distinti l’on. Berlato, che non ho avuto il piacere di incontrare di persona a Spoleto così da confrontarci civilmente sulla caccia, e molti esponenti di An. Ma se la cecità venatoria di qualcuno di questi ultimi mi ha sorpreso, Libera caccia, Enalcaccia e Anuu mi hanno sconcertato allorché hanno gettato la maschera per allinearsi sulle posizioni di Confavi e assecondarne il gioco al massacro. Non ci può essere né unità, né coordinamento con chi alle proposte oppone i proclami, si fa paladino di una minoranza rumorosa e miope senza alcuna considerazione per la silenziosa maggioranza che si occupa orgogliosamente di raccogliere i frutti del proprio impegno nella gestione. Non si può assecondare chi raccoglie firme (oltre 500.000 si dice) per abrogare, di fatto, la 157/92 – ha concluso il presidente Fidc – senza pensare che è la nostra unica difesa contro un possibile rigurgito anticaccia che, quello sì, raccoglierebbe centinaia di consensi con un’amplificazione mediatica che farebbe impallidire gli stonati richiami dei signori delle tessere e dei voti”.

Category: ANLC, ANUU, CONFAVI, CPA, Enalcaccia, Federcaccia

Comments (66)

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  1. fabio scrive:

    X Creti

    Quando in Italia è inverno a nessuno è impedito andare al mare .
    Se fosse aperta la caccia in Italia a Febbraio , io personalmente e forse molti come me non andrebbero a caccia in Spagna o Tunisia a tordi .
    Se la caccia fosse aperta ad Agosto , Io non mi sogno neanche di andare ad Anatre più che a quaglie o tortore in Croazioa o Romania ,ecc. , ecc.
    Se ci fosse più possibilità di caccia , forse avrebbero meno clienti le aziende spara polli tutto l’anno , le agenzie venatorie e si guarderebbe meno programmi venatori in tv , perchè la Ns. passione ci appaga di più vivendola .
    Secondo Lei potrebbero esserci interessi a lasciare le cose cosi’ come stanno ?

    Fabio

  2. roberto scrive:

    Buongiorno a tutti……
    MA QUANTO PAGANO LIPU E LEGAMBIENTE A TIMO E COMPANY?
    E su questa direzione che bisogna indagare, cmq sia per me sono già morti da un bel pò di tempo……..
    saluti.

  3. stefano scrive:

    Ma vi rendete conto che non tutti vivono nel lusso come alcuni di noi vogliono farci credere andando a spendere migliaia di euri per viaggi venatori all’estero? C’è gente che risparmia un pochino con immensi sacrifici per poter coltivare una passione che già in Italia è cara più dell’oro tra tassa regionale, atc, tesserino regionale e altro si spende mediamente 400 euro l’anno poi aggiungi che i commercianti approfittano come degli avvoltoi sulla carcassa dell’animale morto e sparano cifre da paura per le cartucce e quant’altro possa essere utile per la caccia allora ci si chiede, voi che in parte avete a che fare coi nostri soldi che poi è tutto da dimostrare come vengono utilizzati, perchè fate di tutto per andare contro a coloro che vogliono delle migliorie a questo nostro mondo.
    State facendo di tutto e non riusciamo a capirne il motivo (sarà sicuramente per denaro perchè solo lui fa smuovere i monti)ma cadiamo veramente come delle pere marce quando vediamo che tra associazioni venatorie ci si litiga il tozzo di pane lasciando passare inesorabilmente il tempo che è peraltro altrettanto denaro.
    Se i cacciatori vogliono e ve lo stanno gridando in tutti i modi le modifiche alla 157 diteci o abbiate il coraggio di spiegarci il perchè fate di tutto per non farlo e a breve.

  4. Giacomo Cretti scrive:

    Quella dei cacciatori che, non potendo andare a caccia in Italia vanno all’estero, é storia antica.
    Il target dei cacciatori italiani che frequentano l’estero tramite agenzie non supera le 4.000 unità…mi sembra un po’ pochino rispetto agli otre 800.000 cacciatori.
    La stragrande maggioranza di questi 4000 non andrebbero più a caccia all’estero se fossero impediti di farlo in Italia, perché io credo che nesuno può pensare di affidare la propia stagione venatoria a cinque giorni di caccia.
    Ora, se ci pensi un attimo, ti renderai immediatamente conto che un potenziale cliente, che non frequenta già l’estero, difficlmente appartiene ad una categoria agiata. Il che vuol dire al massimo un viaggio l’anno. Ora tu immagina un cacciatore di beccacce che costruisce il suo cane per cinque giornate di caccia……mi sembra assurdo.
    Inoltre, se diminuisce il potenziale mercato…diminuiscono di conseguenza i clienti.
    Toglietevi dalla testa che dietro le agenzie c’é una lobby che non vuole la caccia in Italia, tu pensa alla Montefeltro, allias Beretta, ti pare possibile? Oppure decreti al mio amico Daniele Cecchetti una forza tale da poter determinare le sorti venatorie italiane?
    E dai…per favore.
    Io personalmente non potrei concepire una stagione di caccia che abbia per territorio solo quello estero.
    Ciao
    Giacomo

  5. ilio scrive:

    Fui contattato da un gruppo di amici per una gita venatoria alle tortore in Ungheria nella città di Szolnok. Accettai perché era la mia prima cacciata fuori dai confini Italiani. Si partì con il pulman dalla mia città, eravamo circa 50 cacciatori, il viaggio di andata fu chiassoso, allegro,pieno di sfottò di racconti e avventure di caccia. Dopo circa 24 ore arrivammo a destinazione, ci mettemmo a cena, mentre gli organizzatori distribuivano permessi e scartoffie varie. Andammo a coricarci in quello che definivano albergo, forse non si preuccuparono più di tanto sapendo che eravamo cacciatori e che a noi basta anche un giaciglio di paia pur di andare a caccia, più di un albergo sembrava un dormitorio pubblico. L’indomani alla buonora ci accompagnarono sul posto di caccia, un’immensa distesa di girasoli che i miei occhi non riuscivano a vederne la fine. Di li a poco fummo letteralmente invasi da tortore Africane, il silenzio fu rotto dal fragore delle fucilate, sembrava di essere sul set di film di cow boy, tortore che cadevano in ogni dove,e ragazzi che andavano a raccogliere con il rischio di essere impallinati e così per tutta la giornata con l’eccezione del frugale pranzo al sacco. Tornammo in albergo, aspettando la cena ,ognuno raccontava la sua giornata, cartucce che non andavano, stanchezza per non aver riposato bene o a sufficienza, raccoglitori che non ritrovavano il selvatico e via dicendo. Ma c’era qualcosa di strano nell’aria, l’allegria che si era verificata durante il viaggio era scomparsa chi sa! forse era nervosismo per le padelle fatte,forse perché molti uccelli erano andati persi, forse era stanchezza,o forse era il rimorso per quella mattanza. Il pacchetto prevedeva 3 giorni di caccia, li 2° e 3° giorno,amici e colleghi continuarono imperterriti nella loro opera di distruzione, solo 3 persone non parteciparono nei 2 giorni successivi, uno accusò dolore hai denti l’altro dissenteria ed io più banalmente una forte emicrania. Sapevamo tutti e tre che eravamo in perfetta forma, era solo quello scempio e sfregio alla natura che ci faceva sentire male, per la prima volta misi in dubbio la mia passione per la caccia. Giurai a me stesso che mai più sarei andato fuori Italia per gite venatorie Ho rimosso la data ma non potrò mai rimuovere ciò che ho visto. Ogni cacciatore aveva incernierato dalle 100 alle180 tortore. Non so quante ne presero quei 2 colleghi io tornai a casa con 51 tortore. L’anno successivo mi contattarono ma non accettai, venni a sapere che in quel’anno in Ungheria avevano chiuso la caccia alla tortora africana. A distanza di anni provo un senso di vergogna e di angoscia per ave partecipato a quel massacro. Al solo pensiero che giornalmente la migratoria viene prelevata in così grande quantità provo ribrezzo e astio contro chi promuove pubblicizza e si rende complice di simili massacri. Saluti

  6. lucas scrive:

    Sig. Cretti, o lei è un grande ingenuo o…
    Il boom delle agenzie di caccia all’estero (e dell’uscita di riviste come “Sentieri di caccia” che all’inizio parlava solo di caccia al caribù nello Zambia o allo struzzo dorato della Patagonia) coincide proprio con la fine della caccia dignitosa in Italia.
    Ovviamente ci va chi ha i soldi. Ma chi ha soldi da spendere, glielo assicuro per conoscere un uomo molto facoltoso che fa entra ed esci all’estero, ogni volta che può, con tanto di doppietta e pointers al seguito, ci va spesso, e in Italia va solo nelle Aziende Faunistico-Venatorie.
    Quindi, di noi che ci incazziamo per cinque fringuelli cinque o ci alziamo all’alba per due tordi non gliene può fregare di meno.
    Se in Italia la caccia fosse soddisfacente il volume di affari delle agenzie che citate ripetutamente nei vostri giornali, dimuirebbe e di parecchio. E lei lo sa benissimo.

  7. fabio scrive:

    Creti
    Mi fa piacere la Tua risposta , ma ti garantisco che se sono solo 4000 i cacciatori italiani che si recano all’estero , allora lo fanno molte volte durante l’anno ed ho esperienze personali che si fa spesso quando in Italia la caccia è chiusa .
    Io sono andato ad acquatici in Crimea all’apertura di agosto , a Tordi in spagna a febbraio , a tortore in marocco a giugno .
    Tutte le persone che conosco ( sono molte ) , praticano la caccia all’estero a selvaggina che cacciano prevalentemente in Italia quando qui la caccia è chiusa e preferirebbero tirare 10 colpi a febbraio da Noi che 100 in spagna .
    Una considerazione economica :
    4000 turisti per 5 uscite anno per 2000 euro/media ( bassa ! ) = 8 milioni di euro ( 16 miliardi di vecchie lire )
    Con un prolungamento della caccia ciò non finirà , ma sicuramente verrà ridimensionato .
    Um mio carissimo amico , ha scritto recentemente un suo libro di memorie .
    Ha cominciato a frequentare l’estero assiduamente dopo il 1992 , prima preferiva la Sardegna , Castel porziano l’edere di Manziana , le tese a mare a Marzaiole .
    Ora nonostante i suoi quasi 70 anni portatati alla grande da febbraio ad agosto è un continuo viaggiar , mentre a caccia aperta è felicissimo di portare a spasso lo scoppio con i suoi immancabili amici per le ns. campagne tra un parco ed un centro abitato .
    Ciao
    fabio

  8. Giacomo Cretti scrive:

    Cari amici,
    per scusarmi di avervi lasciato questa mattina a metà della discussione, vi inoltro in anteprina il comunicato stampa del Ministro Zaia sulla questione delle Leggi di Lombardia e Veneto.
    Adesso leggo gli altri spot e vi rispondo
    Giacomo Cretti

    COMUNICATO STAMPA

    STAGIONE VENATORIA 2008/2009, ZAIA: LAVORIAMO PER DARE RISPOSTE
    AI CACCIATORI LOMBARDI E VENETI

    “Stiamo lavorando per rispondere ai cacciatori delle Regioni Lombardia e Veneto, che vedono messa a rischio la stagione venatoria 2008/2009, in particolare per il prelievo delle specie in deroga”
    E’ quanto dichiara il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, commentando l’esito della riunione tenutasi in questi giorni presso il Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove è stata prospettata l’intenzione di proporre l’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale delle Leggi Regionali di Lombardia e Veneto attualmente sub judice.
    “Dopo un rapido giro di consultazioni con i titolari dei Ministeri competenti – afferma Zaia – risulta chiaro che non vi sono problemi e preconcetti nel merito, ma piuttosto un vizio di forma, in quanto le leggi regionali promulgate dalle Regioni Lombardia e Veneto appaiono incompatibili con la sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2008, in base alla quale l’attuazione delle deroghe a livello regionale non può esercitarsi tramite legge regionale ma mediante provvedimenti amministrativi “.
    “Ho quindi costituito una task force – conclude Zaia – formata da esperti e coordinata dall’ufficio legislativo del Ministero per trovare al più presto la migliore soluzione al problema e per consentire a tutti gli appassionati dell’ars venandi la possibilità di praticare con serenità e certezza del diritto la loro attività”.

  9. Giacomo Cretti scrive:

    Caro Lucas,
    ti ho già risposto…quello che tu dici può, ed ha, un’altra chiave di lettura: ma non sarà che Sentieri di caccia nel 95 ha compreso che l’utenza disposta a spendere per un giornale mensile fosse quella che frequentava la caccia all’estero, cinghiali e selezione? Se fai una verifica, io sono stato tra i primi giornalisti di Sentieri e queste cose le ricordo, ti accorgerai che le altre riviste – in realtà una – parlavano di caccia all’estero, e ripetevano spesso gli stessi articoli scritti da esperti attempati collaboratori, mentre Sentieri tornava a parlare di cani, di cinghiale, di cervidi, di bovidi e…mostrava senza paura carnieri italianissimi di beccacce, tordi, colombacci, beccaccini e allodole.
    Al tuo amico forse non sarà interessato ai fringuelli ma io ho trascorso tutta la mattina a parlarne prima di decidere cosa fare ed uscire con un comunicato stampa.
    Ciao
    Giacomo

    PS.
    Se c’é da fare uno spiedo e sono in zona…..

  10. Giacomo Cretti scrive:

    x Fabio
    ragazzi, credetemi… quelli che utilizzano le agenzie non superano quel numero. Sapete benissimo, altrimenti non mi avreste tirato in ballo, che sono il maggior esperto – intendo giornalisticamente parlando – di turismo venatorio e vi garantisco che le cose stanno così. Per questo io combatto un altro tipo di battaglia: la mia paura è chea furia di indicare la caccia all’estero come la madre di tuttii problemi si finisce per distogliere lo sguardo da quello che accade in casa.
    Ciao
    Giacomo

  11. pierpaolo scrive:

    X Cretti Giacomo.
    Per rimanere in casa nostra la madre di tutti i problemi è aver consentito la realizazione degli A.T.C.
    Che pensi a riguardo?
    Bisognerebbe a parer tuo smantellarli?

    P.S. Sono Sardo e noi abbiamo ben altri problemi come ben sai e non si chiamano A.T.C….
    Ciao
    Pierpaolo

  12. LAPO scrive:

    Scusa Giacomo , ma da quel che riporti sembra che la stagione venatoria prossima per quanto riguarda la peppola e il fringuello in Veneto e Lombardia è a rischio sospensione o addirittura annullamento?
    C’è la possibilità che salti tutto ?
    Grazie per l’eventuale risposta che mi vorrai dare !

  13. Federighi Alessandro scrive:

    XCretti:Sono Sardo, appassionato di beccacce, mio padre idem (cacciava le beccacce quando la maggior parte dei sardi le snobbava 40 fà),non ho bisogno ,grazie a Dio di andare all”estero,ho cani che “conoscono bene “la regina, i posti frequentati sono vari e ottimi, però che strano il numero di capi abbattuti negli anni , sta proporzionalmente diminuendo(stranamente)con l”aumento della pressione fatta all”estero da persone come lei che cacciate la beccaccia da ottobre ad aprile/maggio.Sarà una coincidenza ?La ringrazio per un”eventuale risposta.

  14. pierpaolo scrive:

    X Federighi
    Sono un suo conterraneo e come lei pratico la caccia alla regina da 23 anni e ancor prima seguivo mio babbo è indubbiamente calato il numero di beccacce e come lei ben dice il concomitante aumento della pressione fatta all’estero ci pone seri dubbi ma ad onor del vero è fortemente aumentato il numero di appassionati di questo tipo di caccia.
    Questa precisazione al suo post vuole anche essere l’occasione per augurarle un grande IN BOCCA AL LUPO per domenica.
    Pierpaolo

  15. Federighi Alessandro scrive:

    XPierpaolo:perchè non mi dai del tu …..Gaz !Scherzi a parte, forse è vero anche questo,ma i numeri che fanno all”estero questi signori in una gg, molti cacciatori italiani non li fanno in 3 anni , quindi il discorso degli appassionati regge fino ad un certo punto. Inoltre si organizzano viaggi in periodi come Aprile /Maggio quando il contingente di beccacce che si sono salvate da cacciatori, intemperie, predatori(quindi portatrici di esperienze ) sono pronte per la riproduzione !E poi alcuni di questi sostiene che la caccia a febbraio al tordo non è sostenibile !saluti e in bocca al lupo “Pro Duminiga”

  16. lucas scrive:

    Sig. Cretti, volentieri la inviterei a mangiare uno spiedo di uccelletti, come era tradizione fare dalle mie parti, se ci concedessero ancora di cacciarli.

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