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Lazio, si deroga allo storno

| 13 settembre 2008 | 41 Comments

Tratto da ANSA.IT

VALENTINI, APPROVATA LA DEROGA PER LO STORNO

ROMA – E’ stata approvata dalla giunta regionale la delibera di autorizzazione al prelievo in deroga dello storno. Lo rende noto Daniela Valentini, assessore all’agricoltura del Lazio.
La possibilita’ di accedere alla deroga – spiega l’assessore regionale in una nota – era stata concordata all’interno del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale, accogliendo anche le richieste provenienti dalle province del Lazio e dal mondo agricolo per i danni che lo storno provoca alle colture.
La nuova stagione venatoria iniziera’ invece il prossimo 21 settembre e si concludera’ il 31 gennaio 2009. Per l’intera stagione venatoria la caccia sara’ consentita tre giorni per ogni settimana. E’ stato infine siglato l’accordo di interscambio dei cacciatori con Umbria e Marche. ”Un accordo – ha aggiunto la Valentini – finalizzato ad una equilibrata distribuzione dei cacciatori e che guarda al principio di reciprocita’ con le altre regioni”.
12/09/2008 17:26

Category: Deroghe, Lazio

Comments (41)

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  1. Fabio Vari scrive:

    ….un grazie a chi ha lavorato per questo! Meno male che l’evidenza della situazione ha aperto gli occhi alla giunta Marrazzo(forse perché ci si prepara alle prossime elezioni regionali ormai prossime???)
    E per il rispetto della quota del 20-30% sulle aree protette, chiedo: si potrà far qualcosa per rimediare alle esagerazioni esistenti??
    Se questa mia ultima sarà esaudita,allora potremo dire che vi sarà stata veramente una svolta importante nella politica ambientale del Lazio degli ultimi 15 anni!!!
    Vederemo..abbiamo ancora sufficiente pazienza per aspettare..

    Un saluto

    Fabio VARI – CACCIATORE

  2. lucas scrive:

    Mi sembra un buon passo. Ora se veramente Marrazzo (e la sua giunta) vuole essere obiettivo, cominci a lavorare affinché esistano, anche nel Lazio, le deroghe per cacciare i fringillidi che lo attraversano a nuvole.

  3. Gabriele Zoino scrive:

    Finalmente qualcosa di sensato!!!!!!!!!
    era veramente incredibile che in altre regioni limitrofe si cacciava lo storno e nel Lazio che ne è pieno no…..
    grazie alla giunta regionale e a tutti quelli che hanno lavorato per ottenere ciò che era giusto.

  4. PAOLO scrive:

    Speriamo che la deroga venga recepita da tutte le provincie, o come succede per la provincia di Roma venga come sempre disattesa.
    Ma della manifestazione indetta, in data 17 settembre davanti la Regione/Provincia qualcuno puo’ dirmi se si farà? Grazie
    Cordiali saluti

  5. ilio scrive:

    Vedete cari cacciatori lo schifo che provoca questa legge, e lo sbaglio di aver delegato Prov e Reg in materia di caccia. I Laziali pagano tutti le stesse tasse, poi arriva una provincia e non apre allo storno, mentre l’altra si. Mi piacerebbe sapere se qualche provincia alberga cacciatori di serie B, mentre altre di serie A. Lo storno è un flagello ed è presente in gran numero in tutta Italia isole comprese, non vedo perché in una regione lo si può fare nell’altra no. Forse se ai vari assessori si facessero pagare i danni con il loro stipendio sia degli storni e del danno che arrecano ai cacciatori discriminandone alcuni, agevolandone altri probabilmente questo stato di cose cambierebbero.

  6. Alessandro Cannas scrive:

    Risposte varie;sul 20-30% del territorio protetto a livello provinciale,purtroppo sembrebbe da uno studio dell’Universita di Roma che mancherebbe ancora un po’ da chiudere,infatti e’ in dirittura d’arrivo il parco degli ausoni in provincia di frosinone.

    Sul fringuello e peppole…Direi, che non e’ tradizione dei capannisti Laziali, magari e’ meglio lo storno, che i celletti….

    Le deroghe, molto spesso,servono a far contenti compagini politiche che vivono di piccole visibilita’ di nicchia…

    La deroga e’ regionale…..E verra’resa esecutiva in gazzetta regionale
    martedi…..

  7. mauro scrive:

    era ora che la regione apriva la caccia allo storno visto che la stessa e’ aperta da sempre nelle regioni contigue, alla faccia dei verdi e dell’assessore dell’ambiente che come al solito si e’ opposto, comunque se vuole sig. Zaratti mi chiami pure la potro’ invitare ad una bella polentata di tordi, merli allodole e storni ma solo se si dara’ da fare per spennarli, si intende!

  8. ilio scrive:

    Sig. Alessandro Cannas L’Art 10 della legge 157/92 recita che il territorio deve essere dal 20 al 30% a livello REGIONALE interdetto alla caccia. 1 il conteggio del territorio per determinare tale percentuale è stato patto scientificamente o all’Italiana? 2 Se come recita la legge e cioè a livello REGIONALE perché è stato trasformato a livello provinciale?Peppole e Fringuelli, non è tradizione de capannisti Laziale è vero, ma, di tiravolisti laziali che sparano a queste specie no trova quanti ne vuole. Se è vero che la legge recita che bisogna salvaguardare le cacce tradizionali, tenuto conto che per effetto della vendita di quote degli A.T.C. a cacciatori di altre regioni se volessero prelevare questo tipo di selvaggina essendo una loro tradizione gli dovrebbe essere consentito. Deroghe, ho sempre saputo che certe amministrazioni per non incorrere in sanzioni Europee non le applicavano, ora vengo a sapere da Lei che le stesse” molto spesso servono a far contente compagini politiche che vivono di piccole visibilità di nicchia”Mi complimento non è perché sono contro le direttive Europee o perché le specie sono in sofferenza, ma piuttosto per voto di scambio io do uno storno,peppola, fringuello,a te e tu contraccambi con il voto Complimenti di nuovo, fortunatamente il cacciatore è molto più intelligente e scaltro di molti politici, e come dice Lei, solo una piccola nicchia si vende per uno storno. Gli altri hanno preferito raccogliere le firme per modificare questa infame legge e sono arrivati momentaneamente a quota 541.334.Saluti

    Non ho il piacere di conoscerla non so se è un cacciatore ho un politico,comunque grazie.

  9. mac scrive:

    Ma allora un cacciatore toscano non può andare nel lazio? visto che l’accordo è stato siglato fra lazio, umbria e marche…

  10. massimo fedeli scrive:

    aspettiamo a cantare vittoria, l’ass.re della prov. di roma è Zaratti, e lui è un verde quindi? non vorrei ke!!!!!!!!!!!!!!!!

  11. Alessandro Fulcheris scrive:

    Un toscano può andare nel Lazio per 18 giornate, sempre con la teleprenotazione, ma soltanto da appostamento temporaneo, non si può andare in vagante, nemmeno alla migratoria. OK? Non mi chiedere poi se io sia d’accordo o meno perchè mi ci prende subito il nervoso. Mi limito all’informazione.

  12. massimo fedeli scrive:

    adesso ci facciano sapere da quando fino a quando si potranno cacciare questi uccellacci, quanti se ne possono abbattere in una giornata, e quanti in tutta la stagione venatoria, sempre ke la provincia di roma dia il benestare, cè da domandarsi come mai dopo anni di divieto anche nel lazio hanno dato il via libera, ke forse sara ke in primavera si vota x la regione!!!!!!!!

  13. mac scrive:

    Per Alessandro Fulcheris:

    Ti ringrazio, comunque la penso come te… non ci sono commenti su questa ULTERIORE limitazione.
    mac

  14. Alessandro Cannas scrive:

    Per Ilio.L’art. 10 recita a livello Regionale.Le Regioni,giustamente, hanno indirizzato le proprie normative, in materia di percentuali da proteggere, a livello Provinciale,giustamente dico.
    Paradossalmente, se non si fosse fatta questa scelta acuta, avremmo avuto il 20-30% protetto Regionalmente,che si sarebbe tradotto in due o tre provincie contigue chiuse alla caccia,pensa l’affolamento nelle residue libere,sarebbe saltato il rapporto cacciatore territorio, in ettari,in molti avrebbero smesso.Cosi facendo ogni provincia ha ordinato il proprio territorio,una parte protetta una parte fruibile.Sul metodo, dicono,e’ stato tecnicamente “ineccepibile”,non sono entrato nel merito, perche’ e’ stato gia’ contestato il mancato metraggio in esubero, li dove non e’ legalmente fruibile per la caccia.

    Le tradizioni venatorie da salvaguardare previste dalla 157 e dalla direttiva uccelli sono altre,non mi sembra, che autorizzi i tiravolisti a far scartucciate ai fringuelli.
    La deroga e’ un provveddimento eccezionale ad un divieto.Se vogliamo far cacciare i fringuelli, in deroga, vanno indirizzati a tutti coloro che hanno l’opzione per l’appostamento fisso ai turditi.Sulla mobilita’ gli accordi regionali hanno stabilito che per la migratoria si deve stare nel capanno(grande castroneria)Le pressioni sono state fatte dai vari stanzialisti,e presidenti degli atc e ass.ven, che non vogliono veder sciupato il “loro patrimonio” di lepri e fagiani…Te fanno il processo alle intezioni! STR!
    Le tarantelle politiche ci sono, e ci saranno sempre,ne io e ne te possiamo farci nulla.Neanche cambiando la 157, con la proposta in auge, cambiera’ il rapporto politico intrinseco nella gestione della caccia che e’comunque materia storica delle Regioni,e Provincie, avranno sempre voce legislativa in capitolo!

  15. lucas scrive:

    x Cannas
    La caccia al fringuello a volo (spollo, traccheggio e rientro) è sempre stata una tradizione venatoria nella regione lazio e non solo una pratica dei capannisti, né più né meno come avviene in Umbria.
    Era la scuola di caccia dei più giovani che si cimentavano con il tiro a volo e sollievo agli acciacchi della vecchiaia dei più anziani che si divertivano al rientro a farsi il mazzetto di fringuelli da fare allo spiedo.
    Ma Lei ci va a caccia nel Lazio o parla per sentito dire..?

  16. Alessandro Cannas scrive:

    Lucas,fringuelli son vietati dalla direttiva comunitaria,ma possono esser cacciati in deroga,come tale la deroga, per esser legittima, va indirizzata solo per una specifica categoria di persone,va specificato il limite massimo del prelievo,deve esserne limitato l’arco temporale di prelievo,deve esser limitata territorialmente..Nulla da dire se viene accordata nei limiti legislativi a capannisti,vecchietti.Ma cio’ non deve esser confuso con l’erronea possibilita’ di allargarla a tutta la regione e a tutti i cacciatori. Non rinnego la mia gioventu’ con le mie piccole prede,piccole soddisfazioni giovanili, che hanno dato spazio ad una crescita che tutti abbiamo percorso nel tempo.Ma non dobbiamo confondere le due cose.

    Ci vado a caccia nel Lazio, e pure tanto caro Lucas.E vengo anche nel tuo Viterbo.

  17. fabio scrive:

    Se per Cannas la provincia di Roma non ha sforato il 20-30% di territorio protetto , dato che la regione Lazio vanta il 33% di territorio protetto , evidentemente ci sono province con palese mancanza di territorio cacciabile …. !
    Evidentemente non sei a conoscenza della situazione nel Lazio .Alcuni atc esistono solo sulla carta e si puo praticare la mobilità senza teleprenotazione od altro . Mi sembra evidente il totale fallimento in questa regione dei presupposti fondamentali dettati dalla 157 . Per non parlare della provincia di Roma , dove il rapporto numerico cacciatore territorio è sforato di alcune decine di migliaia di unità ed i territori extraurbani cacciabili ricadono in gran parte nei parchi , ultimi dei quali instaurati a colpi di maggioranza dalla giunta Badaloni pochi giorni prima delle elezioni regionali vinte come previsto da Storace . Senza mettere le limitazioni imposte dal Pecoraro con l’attivazione delle Zps . Comunche buon per Te che la provincia di Roma avrebbe ancora un pò da chiudere .
    Ma dove cacci ?

  18. fabio scrive:

    x cannas
    Leggo ora che caccia nel Lazio !
    Se sei di altra Regione , denoto che c’è chi sta peggio di Noi !

  19. giannirm2 scrive:

    Alessandro Cannas è un’ottimo cacciatore di anatidi, ribadisco di essere d’accordo con lui riguardo i fringuelli, la vera tradizione italiana è la caccia da capanno con richiami vivi o i roccoli, tutto il resto è tiro a volo che si può svolgere nei campi Fitav. Quei tappeti di bossoli degli anni 80 in Sabina, dopo i raid ai fringuelli dei confinanti Umbri è meglio che restino un brutto ricordo.
    ciao

  20. Alessandro Cannas scrive:

    Fabio,Lo so benissimo come sta messa Roma,ma anche Storace non ha fatto nulla per riperimetrare i parchi della provincia di Roma eppure aveva promesso mari e monti,ma e’ nata, anzi son nate due belle riserve ti dice nulla la riserva la beccaccia?…Ti sei chiesto del perche’ A Roma ad oggi gli atc non sono mai decollati? Non ho detto che la Provincia di Roma deve chiudere di piu’, ho detto purtroppo, e non sai quanto mi scoccia.

    Dove caccio? LT1,GR8,VT1,E Sardegna.

  21. fabio scrive:

    Caro Cannas , le conosco benissimo le promesse di Storace , spesso mandava suoi uomini nei campi di tiro per illustrare la Sua politica venatoria , di quanto promesso , tranne la preapertura anche parzialmente alla stanziale e più giornate , di quanto a cuore a Noi cacciatori nulla a fatto , per questo Fabio e molti altri cacciatori , hanno disertato le successive regionali e sappiamo tutti come è andata .
    Cosi’ sarà anche , almeno per me , con la prossima futura tornata delle politiche .
    Berlusconi promettere revisione della 157
    Berlusconi non mantenere promesse …… Fabio non votare …. Molti altri cacciatori non votare ….. Centro Destra a casa !

    Siamo un popolo di romantici sognatori ….. forse anche illusi !
    Ma mai più prese per il c….o !

    A proposito Cannas cacci anatidi a VT1 ?
    Ciao

  22. Dario scrive:

    ciao a tutti ma vogliamo parlare di quello che hanno fatto dentro al parco della marcigliana ?
    fino a 6/7 anni fa andavo a caccia li’ e ho preso tutti i tipi di specie cacciabili , ora e’ pieno di palazzi e villette venute su da un giorno all’altro !!!!!!!

  23. PAOLO scrive:

    Oltre a tutti i problemi della Regione Lazio, derivanti da parchi, zps,zone abitate, G.R.A., Aziende Faunistiche Venatorie ecc…, bisogna tenere presente che la situazione di Roma è allucinante. Unica realtà ad essere stata divisa in due ATC, al fine di spartire in parti uguali tra le associazioni venatorie – piu’ rappresentative – presidenze e vicepresidenze,segretariati e quant’altro. Alla luce di questa situazione, mi chiedo, come molti, ma i 5Euri donati, ogni anno, dai cacciatori romani agli ATC Rm1 e Rm2 dove vanno a finire? Ma non potremmo proporre a livello locale presso le nostre associazioni venatorie un cambiamento della legge regionale (anche con una raccolta di firme)e portare Roma ad avere un solo ATC, giustificato anche dal fatto del poco territorio destinato alla caccia. Chiaramente lo stesso problema si pone per tutte le altre provincie del Lazio che si trovano nelle medesime condizioni.
    Cordiali saluti.

  24. Alessandro Cannas scrive:

    Vedi Fabio,noi cacciatori siamo degli inguaribili sognatori dall’animo del fanciullo,abbiamo avuto in dote genetica, questa passione, che ci porta a sognare continuamente albe di struggente bellezza..Abbiamo avuto la gogna mediatica politica,..Siamo come dei pulli in attesa del verme,ma questo verme non arriva mai!

    Il non votare e’ strettamente personale,anche se condivido la tua scelta di non farlo.Io personalmente non perdo occasione di esercitare il mio diritto dovere.

    Revisione, per me significa tanto come nulla.
    A vt 1 vado a Pescia e dintorni…

  25. fabio scrive:

    Caro Paolo , anche con un solo atc , la situazione a Roma non potrà cambiare , Noi comunque abbiamo il contentino della mobilità gratis per la migratoria , quindi il problema rimane solo per preapertura e polli colorati , in quanto da ottobre si va a caccia per 20 giornate ovunque . L’unica legge da cambiare è quella nazionale e quella sui parchi e zps.
    Ciao
    Fabio

  26. fabio scrive:

    Cannas anch’io caccio nei dintorni di Pescia !
    Gestisco insiema ad altri 2 amici un chiaro !
    Anche Tu cacci in quei chiari ?
    Ciao
    Fabio

  27. Alessandro Cannas scrive:

    no, caccio con tese in mare ecc…

  28. PAOLO scrive:

    X Fabio
    Credo che in nessuna bozza di legge, allo studio, ci sia un tentativo di abrogare gli inutili atc, troppo importanti ai fini economici per i soliti. Detto questo, almeno si potrebbe migliorare ed aumentare il territorio di caccia per ogni cacciatore romano, per esercitare ogni forma di caccia e dal primo giorno di caccia.
    Cordiali saluti

  29. Mauro scrive:

    Scusa Alessandro ma le tese in mare sono vietate in Italia tu dove ci cacci? All’estero?

  30. lucas scrive:

    Lo dicevo io che non va a caccia in Italia…
    E poi sostiene anche che la caccia al fringuello non è tradizionale nel Lazio e non può essere data in deroga.
    Era una caccia popolare che ci è stata scippata con il decreto spadolini.
    E’ ora che ci venga restituita, magari cinque capi in deroga da segnare a sera.

  31. Alessandro Cannas scrive:

    Caro Mauro leggiti bene la legge regionale del Lazio la 17/95 e ti accorgerai che nel Lazio si puo’ praticare anche la caccia in “mare” con tesa e capanno sulla spiaggia li dove pero’ esistono le regolari distanze dalle case ecc,ecc,

  32. mauro scrive:

    Non mi pare che ci sia mai stata questa opportunita’ nel lazio sig. Cannas io l’attuavo proprio a Pescia tanti anni fa per le marzaiole ma mi pare che la legge nazionale dica testualmente che non si puo’ cacciare a meno di 150 mt dalla riva del mare o dell’onda battente, comunque mi informero’ su quello che afferma lei.
    Una sola cosa mi spieghi lei e’ sicuramente Sardo almeno dal cognome come mai lei riesce a cacciare sia in sardegna che nel Lazio ma se io Romano faccio richiesta per il tesserino Sardo mi rispondono che devo essere residente sull’isola da minimo 2 anni per poterne disporre?

  33. Alessandro Cannas scrive:

    Legge Reg.17/95.
    Se vai all’art 37, lett.ll,che riguardano i divieti.La lettera ll recita’ cosi; e’ fatto divieto l’esercizio venatorio in acque antistanti il litorale Laziale,AD ECCEZIONE DELLA FASCIA DI ML 100 DAL BATTENTE DELL’ONDA.

    Per quanto riguarda la mia possibilita’ di cacciare in Sardegna, essendo di origini Sarde, ma nato a Roma esiste una legge Regionale Sarda
    la N.23 del 29 luglio del 1998.

  34. lucas scrive:

    Le leggi etniche della Sardegna sono veramente ridicole.
    Vorrei vedere se il Lazio facesse una legge regionale simile. Succederebbe il finimondo.

  35. Alessandro Cannas scrive:

    Lucas sara’ pure ridicola la legge regionale Sarda, ma mi permette di andare,a pieno titolo, in Sardegna, e non e’ poco!Poi e’ comunque una Regione a Statuto Speciale e sai fanno un po’ come vogliono…

  36. Renato scrive:

    Qualcuno saprebbe dirmi in che modi si potrà cacciare lo storno (cioè sarà obbligatorio ritirare uno speciale tesserino…e se si, dove si ritira?)?
    Grazie mille
    Renato

  37. PETER PAN scrive:

    tra i motivi della manifestazione in programma per la giornata odierna,poi annullata,c era anche la richiesta di prolungare il periodo di caccia alla specie fagiano a tutto il mese di gennaio e non solo nelle aziende venatorie.qualcuno per caso sa come è andata a finire?ringrazio anticipatamente,un saluto a tutti.

  38. mauro scrive:

    da quello che ho letto i limiti sono di 20 al giorno e 200 per l’intera stagione fino al 14 dicembre poi pero’ vanno cacciati solo nei terreni agricoli con alberi o coltivazioni con frutto pendente, quindi va’ a puttane il vecchio diktat che diceva che nelle coltivazioni in atto non ci si poteva cacciare……mi raccomando eh, non ne uccidete piu’ di 200….per volta!

  39. Dario scrive:

    mi potete dire con precisione da quando si puo’ sparare ai storni e se ci vuole un tesserino ? perche’ voci di corridoio dicono dal 1 ottobre al 30 novembre ! mi sembra un po’poco !

  40. ennio plini scrive:

    anch’io mi asscocio nel chiedere informazioni,per la caccia allo storno nella provincia di viterbo zona montalto di castro.Come sono le vere regole?Grazie

  41. Dario scrive:

    il tesserino x gli storni si ritira alla provincia , dopo aver compilato un foglio . quest’ultimo si puo’ prendere alla prorpia associazione venatoria o anche in qualche armeria (belleggia). x Roma la provincia e’ in via tiburtina 695 .

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