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Sentieri di Caccia – Sett. 08′

| 4 settembre 2008 | 28 Comments

Sentieri di Caccia - Settembre 2008Rubriche
- Editoriale: Malgrado tutto, di Danilo Liboi
- Quattro chiacchiere tra noi
- L’angolo del caricatore, a cura di Gian Luca Marcucci
- Oroscopo
- News
- Attualita’
- Mercatino (cani da seguita, da traccia, da ferma, da cerca, armi, ottiche, accessori, varie)

Apertura 2008
… che la festa abbia inizio!, di Giacomo Cretti
Il rito dell’apertura non ha più il sapore di una volta: l’attesa del fatidico giorno in cui, finalmente, s’imbraccia di nuovo la doppietta dopo mesi di attesa. Oggi, in realtà, volendo e potendo non si appende mai il fucile al chiodo: aperture, pre-aperture, piani di contenimento numerico, viaggi oltre confine ecc. offrono l’opportunità di cacciare tutto l’anno. A settembre però, l’apertura alla stanziale resta un momento comunque atteso e significativo, e un’occasione per riflettere sul futuro della nostra passione

Stanziale
Le starne girano la collina, di Rodolfo Grassi
Continua la magia di un selvatico che sin dall’antichità affascina l’uomo. I suoi amori, i giovani, le rimesse

Stanziale
Fattori che influenzano l’esito dei ripopolamenti di fagiano, di Ivano Confortini, biologo responsabile del servizio Caccia e Pesca della Provincia di Verona
I contenuti del presente articolo sono stati tratti dai risultati di un interessante studio effettuato da alcuni ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e Genetica “L. Pardi” dell’Università di Firenze, capitanati dal dott. Matteo Ciuffreda, pubblicato nel 2007 sul Quaderno n. 3 “Valorizzazione agro-forestale e faunistica dei territori di collina e montagna” redatto dall’Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS) con la partecipazione, in particolare, del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Lo studio in questione analizza alcuni aspetti della biologia ed ecologia del fagiano, e del suo allevamento al fine fornire una serie di suggerimenti pratici di semplice applicazione in grado di incrementare in modo significativo la sopravvivenza di soggetti liberati in natura. Le ricerche sono state condotte in alcune zone di ripopolamento e cattura della provincia di Firenze, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000

Caccia alla lepre
Andar per lepri fra i caprioli, di Lorenzo Traversa
E’ possibile cacciare le lepri con i segugi in territori caratterizzati da una forte presenza di caprioli senza farsi venire l’esaurimento nervoso e senza disturbare eccessivamente il piccolo ungulato? Assolutamente sì; l’importante è avere i cani giusti e comportarsi correttamente. L’autore, segugista lepraiolo per tradizione e cultura, analizza questo “problema” con cui i cacciatori devono imparare a convivere, offrendo ai lettori preziose informazioni sul come risolverlo

Caccia e arte
Antonio Ligabue, il pittore nella natura, di Rossella Di Palma
Immaginate di risalire la china della metropolitana milanese e vedere, per prima cosa, insieme al prepotente sole d’estate, un setter accanto al Duomo. Un cane in centro e allora? Non ci sarebbe nulla di strabiliante se il cane non fosse un setterino un po’ lungo di tronco e spiaccicato in formato gigante su un cartellone. E’ l’immagine promozionale di un evento artistico che non mancherà di affascinare tutti gli amanti degli animali, della natura e della caccia

Cartucce a pallini
Le cartucce in cartone. Panoramica delle principali munizioni in commercio, di Gian Luca Marcucci
Il fascino delle cartucce in cartone è indiscutibile; sfilare dalla camera, magari di una bella doppietta senza estrattori automatici, un bossolo spento in cartone, portarlo al naso e, per alcuni secondi, assaporare la fragranza che sprigiona è una delle piccole, grandi emozioni che la caccia è in grado di offrirci; in questo articolo analizzeremo i vantaggi/svantaggi dei bossoli in cartone e offriremo una disamina delle cartucce in cartone attualmente presenti sul mercato

Eventi
Novità Zeiss, di Paolo Tagini
Nel campo dei cannocchiali da puntamenti per impiego venatorio, la Casa di Wetzlar – da inizio anno distribuita da Bignami – ha introdotto due dispositivi molto interessanti: il reticolo Rapid Z5 e la torretta ASV. Entrambi, in modo diverso, permettono al cacciatore di mirare con precisione a qualsiasi distanza nota

L’opinione
Il giocattolo, di Michele Barillaro
Le tante cose che non funzionano, le nequizie che sacrificano e snaturano la caccia nel nostro Paese rischiando di lasciarci, prima o poi, svuotati della nostra passione

Non tutti sanno che…
Viaggio fra i diritti del cacciatore, di Lorena Tosi, funzionario amministrativo della Provincia di Verona
I cacciatori non hanno solo obblighi, ma anche diritti. Iniziamo così un breve percorso di approfondimento, che ci impegnerà per almeno tre appuntamenti, circa la stretta connessione che esiste fra l’esercizio della caccia da un lato e l’esercizio dell’attività di vigilanza venatoria dall’altro, ben consapevoli che talvolta il rapporto fra il cacciatore e l’addetto alla vigilanza venatoria è fonte di forti tensioni

Eventi
Pesaro: due giorni dedicati alla fauna selvatica, di Giovanni Giuliani
La fauna selvatica quale elemento aggregante tra le varie componenti sociali diversamente interessate ad essa. Questo l’incipit, il motivo fondante, della “due giorni” di approfondimento e confronto sulla conservazione e sulla gestione faunistica, tenutasi a Pesaro lo scorso luglio

Caccia in azienda
Il vento di Andia Paradiso, di Falco

Ricordi di caccia
Il taccuino di Giovanni Lugari. Quasi un diario di un cacciatore, di Gianni Lugari

Caccia all’estero
Argentina: cose dell’atro mondo, di Michele Mancuso
“Che dire del nostro viaggio? Per quanto mi riguarda la nuova esperienza è stata molto positiva: gente cordiale ed estremamente disponibile, paesaggi che avevamo solamente immaginato e mai ammirato, ma soprattutto selvatici meravigliosi, in testa a tutti le splendide oche. Mi sembra che sia proprio il caso di dire: cose dell’altro mondo…” (Michele Mancuso)

Caccia all’estero
Caccia alla migratoria nel Paese delle aquile, di Flavio Fanti
Albania, un Paese che torna a essere una meta molto richiesta per la caccia alla selvaggina migratoria: allodole, tordi, beccacce e cesene. Un paradiso per gli appassionati migratoristi a due passi dall’Italia

Armi
Fabarm XLR 5 cal. 12, di Umberto Bertozzi

Caccia al cinghiale
La palla giusta per la battuta, di Stefano Cioni
Muovendosi all’interno del vastissimo mondo delle palle da caccia per armi rigate, l’autore effetua una disamina, resa maggiormente probante da decenni di esperienze dirette, su quali siano le migliori per la caccia in battuta al cinghiale

Ungulati
Ricordi d’estate, di Marco Perini
La caccia non è l’attimo fugace dello sparo. La caccia è attesa, sogno e trepidazione. La caccia è speranza che la vita ci regali ogni volta l’emozione di una nuova alba…

Caccia fotografica
Un posto al sole, a cura di Guido Bissattini

In anteprima
Calendari per tutti

Cacciatori nel web
Il cacciatore/navigatore diventa protagonista, a cura di D. B.

Peccati di gola
Braciole di daino all’aceto, di Serena Donnini

Category: Libri/Riviste

Comments (28)

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  1. valerio ercolini scrive:

    Nessun rifferimento alla modifica della legge proposta dall’on.Sergio Berlato con il contributo dei cacciatori del popolo Web.
    Per me potete morire anche di fame ,che questa rivista non la compro.E non acquistero’riviste che ignorano questa iniziativa che va a beneficio di tutti i cacciatori italiani.
    Anche perche’si continua a pubblicizzare la caccia all’estero e si penalizza quella italiana,e le associazioni minoritarie sono per queste riviste relegate al silenzio.
    Ho disdetto pure anche l’abbonamento a SKI CACCIA E PESCA per questo motivo, anche perche’fanno parlare sempre quelli che vorrebbero con le loro pubblicita’mandare i cacciatori benestanti all’estero ed i cacciatori della “GLEBA”lasciarli a guardare quello che cacciano costoro,i quali tra l’altro sono pure dirigenti di associazione venatorie che in italia non verebbero mandarci a caccia come loro vanno a caccia all’estero..Ma che tornaconto hanno per incuccare ai cacciatori italiani di andare in questi paesi?
    Basta non ne possiamo piu’,q

  2. valerio ercolini scrive:

    continua dal commento sopra,qui ci vuole la rivoluzione.

  3. CacciatoreconlaC scrive:

    ustregheta,Valerio,cosi’ ti perdi le cacciate di torben(si scrivera’ cosi’?)o le cacce nel mondo di Modugno!!
    o i nostri cani(le prime puntate se non erro erano minimo in “england”!!)

    o i riti di “sculacciate”,mahhhhhhh

    perdi informazione,caro Valerio!!! ;)

  4. lucas scrive:

    Non compro più nessuna rivista della caff editrice da quando è stato pubblicato il famoso articolo di Zanon.
    E poi, a parte quell’episodio, cosa me ne frega a me delle fantastiche cacciate al bufalo cafro in Zambia o ai tacchini dorati del Venezuela o le pagine e pagine dedicate alla “selezione” con tanto di foto di tutte quelle povere bestie fucilate a fermo con carabine da cecchini…
    Sai quanto gliene frega al cacciatore italiano che al 99% va ad uccelletti dietro casa di leggere dei “voli di starne” che si trovano dell’azienda faunistrico-venatoria X o della cordiale accoglienza dei padroni di casa dell’azienda agruturistico-venatoria Y dove si può mangiare e pernottare con tutta la famiglia nonché “cacciare” eccezionali fagiani immessi venti muniti prima..?
    Ma per favore, non scherziamo…

  5. valerio ercolini scrive:

    Carissimo cacciatorecolaC,
    penso propio,(anche sotto il punto di vista degli introiti), che chi a perso sono coloro che tentano di dare una svolta alla caccia nel nostro paese che non va certo a favorire i cacciatori migratoristi in italia.Si fa di tutto per portare richezza,(che potrebbe rimanere nel nostro paese,)altrove,fuori dall’Italia.Si vede che hanno il loro tornaconto con chi organizza queste cacciate all’estero.Ma quello che piu’mi fa indignare e’che questi “quattrinai”possono ,(in barba alle leggi vigenti sulla caccia in Italia),portare a casa centinaia di capi di selvaggina migratoria di qualsiasi specie,quando nel nostro paese vi e’la limitazione in base a i calendari venatori nazionali italiani,inoltre portano pure nel nostro paese specie di uccelli che da noi sono protetti.
    Faccio un esempio,L’oca granaiola da noi e protetta,pero i cacciatori come Modugno che hanno la possibilita’di andare a caccia all’estero,la cacciano e la importano nel nostro paese.E allora mi domando?Noi che siamo in Italia e non abbiamo possibilita’economiche che ci consentono di andare a caccia all’estero ,perche’non cacciarle anche noi nel nostro paese?Questo discorso di chiarimento e’anche per altre specie di uccelli.
    Detto questo ,carissimo amico,con i denari che pagavo l’abbonamento a SKY circa 600 euro all’anno,me li spendo per andare una settimana nella Regione Puglie a cacciare le allodole.In barba a chi ha perso il mio contributo a fargli fare le buste paga di fine mese.
    Riguardo all’informazione non ho propio perso nulla,anzi d ‘ora in avanti saro’ anche piu’informato perche’navighero’piu’spesso su internet,dal momento che non vedro’ piu’le cacciate di Modugno, o a perdere tempo leggendo riviste che mi fanno piu’indignare che altro.
    Un salutone Valerio.

  6. Reno Raines scrive:

    Le riviste ormmai si scambiano i servizi tra di loro e’ una presa in giro meglio vivere di caccia reale che di caccia stampata e confezionata sulla carta!!!
    A parte che scrivono anche di quelle cazzate a volte
    pensate che una volta ho letto un servizio su una rivista specializzata che sosteneva che ai germani bisognava sparare con le cartucce del trap ovvero 28 gr numero 7,5.
    Personalmente preferisco numero 5 magnum con 50gr di piombo nichelato una garanzia!!!

  7. vincenzo scrive:

    Concordo con Valerio anch’io ho disdetto il primo settembre l’abbonamento SKY CACCIA E PESCA e non comprero’ piu’ ne ARMI E TIRO e altrettanto SENTIERI DI CACCIA che hanno totalmente snobbato la proposta di legge Berlato,con la relativa raccolta di firme.

    Cordiali saluti Vincenzo

  8. Alessandro Cannas scrive:

    E ovvio che non si accenni ad una eventuale modifica della 157,gia’ dal titolo tratta, “sentieri diversi” dal nostro PAESE.
    L’eprienza estera va’ vista come ogni altra esperienza di vita,in fondo se ho voglia mi regalo un bel viaggio cultural-venatorio,nulla di male in questo.
    Questo dimostra apertamente come il mercato della caccia alla migratoria e non, e’ un settore che non conosce crisi,anzi!
    Oggi in Italia sta prendendo piede una forma di caccia a noi sconosciuta, che non fa’ parte della cultura Italiana,fortemente radicata sulla migratoria e cinghiale,che affascina molti giovani, come anziani,per le piu’ svariate motivazioni. Chi per allungare il periodo fruibile,chi per l’emozione del nuovo,chi per comodita’,chi per il fascino della preda grande,chi per la mania del rigato,chi per la simpatica aggregazione che offre tutto il contorno della selezione, che inizia dai censimenti e termina al colpo mortale…Condivisibile,ma non e’ la mia caccia! Queste riviste fanno parte del nostro colorato mondo venatorio,c’e’ chi e’ benestante e si permette molto, chi come noi, comuni mortali, si riempie di gioia scrutando l’alba Italica, nella ricera del suo tordo!

    Io son contento di questo.

  9. MARCO71 scrive:

    Sono pienamente d’accordo con tutti i commenti precedenti, però, forse un’articolo che ci riguarda potrebbe essere il penultimo e cioè:
    (copia e incolla)
    Cacciatori nel web
    Il cacciatore/navigatore diventa protagonista, a cura di D. B.

    MARCO71

  10. Fabrizio69 scrive:

    da quello che ho potuto vedere ( e leggo quasi tutte le riviste venatorie in circolazione!!), l’unica che mi pare abbia parlato un pò (veramente pochino!!!!) della raccolta firme è Diana…le altre non mi risulta nulla! sapete di qualche altra, voi?

  11. Luigi Pescara scrive:

    Noto con piacere che non sono l’unico che ha deciso di non acquistare più le riviste di caccia o di tiro che hanno snobbato la “proposta Berlato”.
    Ne sono contento….
    Io caccio all’estero, ringraziando Dio me lo posso permettere, ma mi piacerebbe non dover più andare in Nazioni dove posso cacciare le stesse cose che potrei in Italia se solo ci venisse restituita la dignità di cacciatori e se tutti i milioni di Euro che le associazioni venatorie e gli ATC fagocitano (sono loro i veri distruttori della caccia) invece si di investire nella corretta gestione del territorio e della selvaggina..
    Basta vedere esempi di gestione reale in paesi vicini quali Francia, ungheria, ed altri.
    Invito i colleghi cacciatori a snobbare anche le associazioni venatorie:
    la legislazione ci impone (giustamente) una copertura assicurativa e non l’appartenenza a qualcosa vuol solo dissanguarci.
    Esistono le assicurazioni normali che fanno polizze con migliori condizioni ed anche a minor costo delle associazioni, visto che non devono pagare presidenti, vicepresidenti, segretarie, sedi sociali, lecchini vari…
    Un saluto ed un in bocca al lupo a tutti i cacciatori

  12. Armando Tagliavacche scrive:

    Mi occupo di servizi di migratoria su Sentieri di Caccia e devo nel modo più assoluto confutare quanto scritto sopra.
    Di proposta Berlato ed affini non si parla in questo numero in quanto se ne è abbondantemente parlato a luglio 2008 con un articolo del sottoscritto ed a Agosto 2008 con la spiegazione nel dettaglio.
    Dunque prima di scrivere è meglio conoscere…
    Che sentieri sia una rivista di caccia all’estero lo può sostenere solo chi non ci legge da 5 anni.
    Ci occupiamo di TUTTE le cacce.
    Anche di quella all’estero che amiamo e rispettiamo se eseguita in conformità delle leggi del paese che ci ospita.
    Personalmente,insieme ad altri nella rivista, difendo, scrivo e parlo di ciò che pratico nella realtà, cioè di migratoria pura.
    Essendo io orgogliosamente un migratorista puro.
    A volte la mia opinione non coincide con quella della linea editoriale, ma devo dar atto al Responsabile che SEMPRE sono state pubblicate le opionioni di tutti con ampia democrazie e libertà !!
    Il consiglio, duunque, è di leggerci prima e poi magari criticarci.
    Aspettiamo i vostri scritti, le vostre idee, per migliorarci e per magari pubblicare chi merita, chi ha idee e neuroni funzionanti e non solo slogan.

    Un caro saluto a tutti.

    Armando Tagliavacche

  13. Armando Tagliavacche scrive:

    Sono Armando Tagliavacche,
    uno dei collaboratori di Senteri di caccia per quanto riguarda la caccia alla migratoria.
    Mi sento chiamato in causa in quanto ciò che è stato scritto sopra NON corrisponde al vero.
    Sentieri si è occupata nello specifico delle proposte di riforma della 157/92 nel numero di luglio 2008 con un ampio articolo del sottoscritto e in agosto con la presentazione della Proposta Berlato e di altre iniziative di tutte le associazioni venatorie.
    Chi scrive poi di Sentieri come di rivista di caccia all’estero si sbaglia di grosso o non ci legge da 7 anni.
    Ci occupiamo di tutte le cacce, anche di quella all’estero, se eseguita nel rispetto delle leggi del paese che ci ospita.
    Per quanto riguarda lo specifico, personalmente, anche se qualche volta non ho condiviso alcune scelte di linea editoriale, ho trovato nella caff editrice persone serie, competenti che danno ampia libertà di espressione a tutti coloro vogliono seriamante scrivere usando i neuroni e non gli slogan.
    Sono migratorista puro e scrivo di ciò che conosco: la migratoria.
    Invito chi critica non conoscendoci, di leggerci meglio, con maggiore attezione e magari poi criticarci, se lo meritiamo, in un modo più specifico e ragionato.
    La rivista attende le vostre opinioni, i vostri scritti le vostre idee.
    Mettetevi davanti al foglio bianco e sfidatevi a vedere se riuscite a scrivere di caccia, per la caccia, della vostra caccia e di ciò che volete, sperate e credete.
    Sparare nel mucchio non serve e quasi mai cade qualcosa, le falsità sempre vengono a galla.
    Noi, io personalmente, tutti voi che mi leggete, amiamo la nostra passione e difenderemo sempre con i nostri scritti chi vuole bene alla caccia italiana, chi vuole migliorarla e chi vuole mantenere un ecosistema compatibile.
    So per certo che Sentieri è dalla parte giusta.
    Dalla nostra parte.

    Ad maiora.

    Armando Tagliavacche

  14. massimo zaratin scrive:

    Sono sicuro che il sig Armando comprenderà i gesti di stizza dei cacciatori; evidentemente, se essi hanno avuto il sentore di non essere sufficientemente presi in considerazione da alcune riviste, dei buoni motivi ci saranno!
    Per chi non se ne fosse ancora accorto, il mondo venatorio italiano sta cambiando. Il cacciatore, tra un racconto di caccia ed una proposta allettante di un viaggio fuori confine, ama anche conoscere cosa succede dentro casa…e non gli si può più raccontar barzellette, nemmanco spendersi per difendere solo la propria forma di caccia; triste episodio, sig. Armando, che non penso possa essere facilmente smentito. Tutti i “mestieranti” che hanno saputo cogliere questo momento di grande cambiamento e stanno dalla parte dei cacciatori, avranno un successo assicurato…gli altri, molto probabilmente, saranno destinati a soccombere o al più, si riserveranno quella piccola parte di cacciatori “tradizionali” un po’ meno attenti ed interessati ai cambiamenti.
    A mio avviso, ogni rivista del settore dovrebbe riservare un numero di pagine chiare, apolitiche, imparziali, relative all’informazione venatoria nazionale e scritte in maniera tale da spingere alla riflessione e alla giusta scelta il cacciatore perché senza di loro, è inequivocabile anche la morte di tutto ciò che gli ruota attorno…riviste comprese!

    Saluti.

  15. lucas scrive:

    Sig. Armando Tagliavacche, sicuramente Lei sarà una brava persona, un cacciatore migratorista ed un difensore della caccia italiana, ma sinceramente non mi sembra che la rivista che io non leggo più (da 5 o 7 anni?) brilli per attaccamento alla realtà.
    Vede, caro signore, non compro più Sentieri di Caccia da quando uscì l’articolo di Zanon (il quale non mi sembra che sia stato spostato da dove era in seguito alle rimostranze di noi cacciatori italiani generici-migratoristi, anzi) e Le confermo che non acquisterò più prodotti della caff editrice, perché non mi interessa leggere articoli di fantascienza.

    O vogliamo, tanto per essere più precisi, prendere come riferimento le anticipazioni del numero in edicola?

    Giacomo Cretti “Apertura ’08″ esordisce con un “Oggi, in realtà, volendo e potendo non si appende mai il fucile al chiodo: aperture, pre-aperture, piani di contenimento numerico, viaggi oltre confine ecc. offrono l’opportunità di cacciare tutto l’anno”. Proprio la situazione contro cui ci stiamo battendo, nel tentativo di salvare la caccia in Italia.

    “Le starne girano la collina, di Rodolfo Grassi
    Continua la magia di un selvatico che sin dall’antichità affascina l’uomo. I suoi amori, i giovani, le rimesse”
    Vorrei sapere chi di voi ha incontrato “starne” in Italia, Europa, emisfero boreale del pianeta Terra, negli ultimi trent’anni.
    A meno che non si vogliano chiamare “starne” le pollastrelle lasciate nelle aziende faunistico-venatorie.

    E finisco qui per non essere prolisso.
    Ecco i motivi, senza nessuna polemica.

  16. LAPO scrive:

    Mi complimento con il Sig. Armando Tagliavacche per le precisazioni postate.
    Vengono quindi clamorosamente zittiti i Signori che scrivono in questo forum fondando le loro opinioni esclusivamente su preconcetti del tutto personali.

  17. vincenzo scrive:

    Buongiorno,per collegarmi al post precedente di Lucas circa l’articolo di Giacomo Cretti sulla possibilta’di cacciare tutto l’anno e magari anche all’estero….Sig.Cretti….vallo a dire a mio padre con 600.00euro di pensione al mese dove va a cacciare,ha aspettato una vita intera per andare un po di piu’ a caccia nel tempo libero,e arrivato alla pensione ci hanno regalato la 157/92,Poi Sig.Cretti,riferendomi ad una puntata andata in onda lo scorso anno su SKY caccia e pesca,(ce l’avevo sul groppone ma mi sono sempre dimenticato di postarlo)dato che vivo ad Ischia Lei e il Sig.Modugno parlavate che noi ischitani COME I PIU GRANDI BRACCONIERI DEL MONDO perche’ cacciamo la beccaccia alla posta,e il Sig.Modugno che stendeva un velo pietoso….
    le ricordo che ad Ischia ci sono circa 1000 cacciatori,se tra questi ce ne saranno 10 che cacciano la beccaccia alla posta quindi lo 0.1%,le faccio il mio personale resoconto delle beccacce abbattute negli ultimi 6 anni:
    2007 beccacce 1
    2006 beccacce 0
    2005 beccacce 2
    2004 beccacce 2
    2003 beccacce 2
    2002 beccacce 5(anno di gloria)
    Lei Sig Cretti questi numeri li fa in 2 o 3cacciate….E se le beccacce sono in calo é grazie a quelli come voi che le vanno a sparare anche all’estero con una pressione venatoria impressionante,che fanno carnieri di 50/60beccacce alla settimana e non quelle 10 persone che la cacciano all’aspetto qui da noi,come credo che accade un po’in tutta Italia,e sopratutto non ci venga piu’a fare la MORALE visto che lei andava a sparare…. i pappagalli in Argentina!!
    Riprendendo il mio post del 05/09 questo e’ stato un’altro dei motivi per il quale ho disdetto l’abbonamento a Sky.
    In attesa delle Vostre personali scuse…..(che non arriveranno mai)

    Cordiali saluti

    Vincenzo

  18. massimo zaratin scrive:

    Grande Vincenzo…complimenti per aver individuato perfettamente un problema che molti, purtroppo, pensano di non avere perchè sempre rigorosamente rispettosi di una legge che non significa affatto certezza assoluta di agire nel giusto. Tanto si è disquisito sull’etica del cacciatore…molti, sbagliando clamorosamente, la legano principalmente al rispetto preciso di una legge. Indubbiamente la legislazione fa la sua parte ma ritenerla sufficiente per il pieno rispetto della natura è fondamentalmente sbagliato.
    Da riscrivere, secondo me, il significato del termine “bracconiere” perchè io penso che ogni cacciatore volendo, in cuor suo, sappia esattamente come integrarsi perfettamente con la natura, a prescindere dalle leggi in materia vigenti in ogni paese.

    Saluti.

  19. Pispola67 scrive:

    La pubblicità della caccia all’estero non la sopporto.Una rivista venatoria dovrebbe scrivere delle problematiche della caccia e dell’ambiente in Italia, non dei “paradisi”a migliaia (non sempre) di chilometri da qui, dove si consumano vergognose mattanze. Meglio cinque lodole nella mia piana fiorentina, che cento in Albania, e chi vuole sparacchiare, vada ai campi di tiro al volo

  20. Fabrizio69 scrive:

    x Pispola 67
    dove diavolo le trovi 5 lodole nella piana? confessa o sarò costretto ad estorceri il segreto con la tortura!! :)

  21. ilio scrive:

    Fui contattato da un gruppo di amici per una gita venatoria alle tortore in Ungheria nella città di Szolnok. Accettai perché era la mia prima cacciata fuori dai confini Italiani. Si partì con il pulman dalla mia città, eravamo circa 50 cacciatori, il viaggio di andata fu chiassoso, allegro,pieno di sfottò di racconti e avventure di caccia. Dopo circa 24 ore arrivammo a destinazione, ci mettemmo a cena, mentre gli organizzatori distribuivano permessi e scartoffie varie. Andammo a coricarci in quello che definivano albergo, forse non si preuccuparono più di tanto sapendo che eravamo cacciatori e che a noi basta anche un giaciglio di paia pur di andare a caccia, più di un albergo sembrava un dormitorio pubblico. L’indomani alla buonora ci accompagnarono sul posto di caccia, un’immensa distesa di girasoli che i miei occhi non riuscivano a vederne la fine. Di li a poco fummo letteralmente invasi da tortore Africane, il silenzio fu rotto dal fragore delle fucilate, sembrava di essere sul set di film di cow boy, tortore che cadevano in ogni dove,e ragazzi che andavano a raccogliere con il rischio di essere impallinati e così per tutta la giornata con l’eccezione del frugale pranzo al sacco. Tornammo in albergo, aspettando la cena ,ognuno raccontava la sua giornata, cartucce che non andavano, stanchezza per non aver riposato bene o a sufficienza, raccoglitori che non ritrovavano il selvatico e via dicendo. Ma c’era qualcosa di strano nell’aria, l’allegria che si era verificata durante il viaggio era scomparsa chi sa! forse era nervosismo per le padelle fatte,forse perché molti uccelli erano andati persi, forse era stanchezza,o forse era il rimorso per quella mattanza. Il pacchetto prevedeva 3 giorni di caccia, li 2° e 3° giorno,amici e colleghi continuarono imperterriti nella loro opera di distruzione, solo 3 persone non parteciparono nei 2 giorni successivi, uno accusò dolore hai denti l’altro dissenteria ed io più banalmente una forte emicrania. Sapevamo tutti e tre che eravamo in perfetta forma, era solo quello scempio e sfregio alla natura che ci faceva sentire male, per la prima volta misi in dubbio la mia passione per la caccia. Giurai a me stesso che mai più sarei andato fuori Italia per gite venatorie Ho rimosso la data ma non potrò mai rimuovere ciò che ho visto. Ogni cacciatore aveva incernierato dalle 100 alle180 tortore. Non so quante ne presero quei 2 colleghi io tornai a casa con 51 tortore. L’anno successivo mi contattarono ma non accettai, venni a sapere che in quel’anno in Ungheria avevano chiuso la caccia alla tortora africana. A distanza di anni provo un senso di vergogna e di angoscia per ave partecipato a quel massacro. Al solo pensiero che giornalmente la migratoria viene prelevata in così grande quantità provo ribrezzo e astio contro chi promuove pubblicizza e si rende complice di simili massacri. Questo è dedicato al “sig Armando Taglialavacca” che l’autorizzo a pubblicare per intero e senza correzioni anche se non essendo ne giornalista ne scrittore può esserci qualche errore di ortografia di battitura o di punteggiatura Spero che lei e il suo redattore siate così coraggiosi e imparziali per pubblicarlo. Saluti

  22. ilio scrive:

    Armando Tagliavacche c’è posta per te (vedi sopra)

  23. Giacomo Cretti scrive:

    Pur vantando le iniziali di un personaggio famnoso, non ho il suo dono dell’ubiquità e solo oggi ho saputo dell’intervento di Lucas e Vincenzo su un mio articolo apparso su Sentieri di Caccia di settembre e su mie presunte affermazioni riguardo ai cacciatori che hannno la fortuna di vivere nella splendida isola di Ischia.
    Bene, credo siano doverose alcune precisazioni.
    Inizio dal mio articolo sull’apertura. Per quanto le abbia cercate, non sono riuscito a trovare riferimenti specifici o chiare sponsorizzazioni a favore delle cacce all’estero. Quando parlo di un certo “svilimento” del conceto di apertura, mi riferisco al proliferare di cacce alternative a quella “ufficiale” ed in particolar modo alle zac ed alle aziende agrituristiche venatorie che propongono caccia tutto l’anno.
    Il riferimento alla caccia estera é dovuto, in quanto, chi ha possibilità economiche adeguate, può inseguire l’inverno, dall’altra parte dell’emisfero. Non penso affatto sia una regola, semplicemente una possibilità!
    Del resto l’intero articolo, per chi non vuole speculare, é un inno alla ricerca di una caccia italiana dignitosa e compatibile.
    Per quanto riguarda la trasmissione “Parliamo di caccia”, il mio riferimento ad Ischia é suffragato dai dati raccolti dalla Guardia forestale dello Stato, durante le sue stagionali campagne anti bracconaggio. Dati pubblici che citano ben altri numeri rispetto a quelli espressi dall’amico ischitano. Ho la copia registrata della trasmissione, e le posso assicurare – non é nelle mie corde – non ho mai affermato che gli ischitani siano i più grandi bracconieri del mondo, ho altresì detto che prima di accusare gli altri – intendo quelli che vanno a caccia all’estero – bisognerebbe guardare in casa.
    Io comprendo che lo spirito di campanilismo a volte possa prevalere sulla ragione, però non riesco a comprendere come si possa difendere un bracconiere che prima di essere un nemico della società lo é dei cacciatori onesti.
    Non entro nel merito della questione Berlato e della raccolta delle firme, perché ho espresso il mio pensiero al diretto interessato sulle diverse liste. Chi cerca il suffragio popolare é in chiaro debito di appoggio politico. Questo é il mio personalissimo pensiero. Infatti ho deciso di appoggiare una campagna firmataria a favore dello slogan di Antonio Albanese: “più pelo per tutti” sicuro di raccogliere milioni di consensi maschili…ma la politica ufficiale ne terrà conto?
    Cari amici, voi siete democraticamente liberi di non leggere questa o quella rivista, così come siete liberi di disdire l’abbonamento a caccia e pesca, però lasciate a noi giornalisti la stessa libertà di pensiero…altrimenti che democrazia é?
    Infine, per quanto riguarda i pappagalli, voglio ricordare all’amico Vincenzo che, come ampiamente spiegato nel mio documentario sull’Argentina, laggiù i verdi uccellini rappresentano una vera piaga, al pari e forse peggio degli storni.
    A questo proposito, voglio raccontare quanto avvenuto nell’ultimo Comitato tecnico della Regione Lazio, dove la rappresentante di legambiente sosteneva l’impraticabilità dell’apertura anticipata alla tortora adducendo motivi conservazionistici. Ebbene io ero presente a quella riunione e le ho risposto che, tra le altre cose, per difendere la Streptophelia turtur probabilmente bisognava agire sui competitori alimentari, primi tra tutti la risaria e la decopto decopto, le due tortore stanziali e no ultimi sugli oltre ventimila pappagalli – parrocchetto verde e monaco – che hanno in questi anni infestato Roma. Per questi ultimi alcuni tecnici faunistici hanno proposto l’eradicazione, poiché si tratta di specie alloctone.
    Dunque come vede, si parla anche in Italia di sparare ai pappagalli.
    E qui mi fermo
    In bocca al lupo
    Giacomo Cretti

  24. vincenzo scrive:

    Signor Cretti,mi sono accorto solo oggi dal post che Lei ha fatto circa mezz’ora fa di questo post del 09/11 premetto:ha perfettamente ragione nel sostenere che la frase i”I PIU’GRANDI BRACCONIERI DEL MONDO”non l’avete mai pronunciata,nella puntata “parliamo di caccia”ma per come era improntato il discorso ci avete fatto passare,tanto che il Sig.Modugno ha detto “stendiamo un velo pietoso”,i dati forniti a Lei dal Corpo Forestale dello Stato,non parlano di beccacce all’aspetto bensi sicuramente di caccia di frodo primaverile, date un’occhiata ai vari siti LIPU WWF o TUTELAFAUNA.IT che fanno regolarmente i campi antibracconaggio sull’isola, nella scorsa primavera solo 8 0 16 spari (se ricordo bene),imputabili ai soliti 10,voglio essere come si dice dalle mie parti “largo di maniche”20 cacciatori(se possiamo definirli tali,sempre su quasi 1000cacciatori).Le ricordo Sig.Cretti che nella stessa puntata c’era un signore anziano che ha detto che nei paraggi di Roma faceva circa 30 incontri all’anno con la Regina,Lei ha letto gli incontri che ho fatto qui negli ultimi 6 anni se aggiungo anche quelli di mio padre sono simili ai miei.Non difendo nessun bracconiere,Sig Cretti,ma mi perdoni se le dico che Lei non essendo ne’nato e ne’vissuto su di un’isola non ci potra’ mai capire!La stessa cosa in un’altra puntata stesso Lei affermava che a Malta si spara di tutto!Altra bacchettata anche a loro.Purtroppo noi “isolani”non abbiamo stanziale,non ci sono ungulati,acquatici,niente,di niente,paghiamo le tasse come Lei Sig.Cretti,all’apertura ce ne stiamo a casa perche’non c’e’ niente,per sentire il primo Zip!dobbiamo aspettare il 20 ottobre,fino ai primi di novembre,e qualche beccaccia dai primi di novembre al 20,poi qualche sporadicissimo incontro in dicembre.Questa e’ la caccia qui da noi… fate il conto 30 giorni,si puo’ andare solo tre giorni…lascio a Lei le opportune considerazioni.Le devo dire un’altra cosa,lo sa che all’inizio del secolo scorso la caccia nelle isole era consentita tutto l’anno perche’si diceva da noi e’ solo di passaggio,quindi non sostando era consentito andare a caccia per 365 giorni?CHE LUMINARI!!Da noi di selvaggina se ne vede purtoppo per noi solo a primavera,ovvero solo nell’ultima settimana di aprile fino alla meta’di maggio mi rendo conto benissimo che in quel periodo i migratori vanno a nidificare e purtroppo non devono essere disturbati,ma a detta di mio padre e tanti altri cacciatori anziani,da quando ci hanno tolto la caccia primaverile nel 1968 non e’ che i flussi siano aumentati!!Ecco spiegato perche’ Malta da stato indipendente ha mantenuto la caccia primaverile fino a quest’anno,hanno continuato ad andare a caccia per oltre 40 anni indisturbati,con la differenza che fino allo scorso anno se ci andavo io qui ad aprile ero un bracconiere e a Malta era un cacciatore.
    La stessa cosa Sig.Cretti quando andate ad Agosto in Macedonia a quaglie….siete cacciatori e qui in Italia siamo bracconieri! Come vede e’ solo questione come in tutte le cose di TASCA,o per meglio dire di PORTAFOGLI con quello gonfio sei sempre cacciatore!!Ah dimenticavo:Mi dice in Ungheria come si caccia la beccaccia?MA NO!!sono tutti bracconieri!!!!

    Cordiali saluti con stima

    Vincenzo

  25. Giacomo Cretti scrive:

    Forse a lei Vincenzo, i nomi Gianni Aiello, Ascenzo, e Apicelli non diranno nulla, ma si tratta di alcuni dei circa venti cacciatori che ancora vivono sull’isola di ventotene, che nelle giornate terse si vede anche da Ischia.
    Perché le faccio i nomi di questi rispettabili signori? Semplice, perché pochi anni fa ho combattuto una battaglia – inutile dire che l’abbiamo persa – nelle sale della Regione e sui giornali, per difendere il diritto di questi cittadini italiani di praticare l’attività venatoria. A Ventotene in inverno vivono circa 70/100 persone…bene con il parco hanno trovato il modo di diminuirne il numero, visto che anche i bar, l’unico in piazza, chiudono alle 18,00.
    Come vede conosco il problema, la stessa battaglia la sto combattendo per gli amici di vallepietra, piccolo comune laziale al centro del parco dei Simbruini.
    Ma fino a quando i Presidenti dei parchi avranno discrezionalità nelle decisioni e saranno scelti, da destra e da sinistra, per oscuri meriti politici…la vedo dura.
    Infine, mi sembra ovvio, che quando mi riferisco al bracconaggio non intendo quello casuale del cacciatore onesto – ha chi non é capitato di tirare una beccaccia mentre aspettava i tordi – ma quello legato al commercio, sistematico e pianificato.
    Cordiali saluti
    Giacomo

    PS.
    Che non vede l’ora di bagnarsi nelle calde acque del poseidon

  26. Franccesco scrive:

    Caro Giacomo Cretti, sono un ragazzo di 19 anni di Grosseto e distaccandomi dalle tradizioni fagianaie di famiglia quest’anno ho intrapreso la caccia alla beccaccia, con il mio setter di 2 anni. Se pur con fatica sono riuscito a trovare qulche rimessa buona, riuscendo ad incarnierare 2 beccacce. Vorrei porti una domanda potresti consigliarmi delle munizioni idonee per tale selvatico(N° del piombo, tipologia) considerando che il mio fucile è un benelli 121 con canna Cyl da 65cm???
    Ti ringrazio se mi darai questo aiuto.
    P.S. Leggo sempre con passione i tuoi articoli e guardo tutti i dvd che ti vedono protagonista, e sn tutti e due fantastici e molto istruttivi. Grazie mille cordiali saluti.

    • Giacomo Cretti scrive:

      Caro Francesco, io normalmente uso le Nobel Collezione “Beccaccia” in prima canna 9/8 oppure la Woodcock Spreader della Gamebore 8/9 in prima canna e 7/8 in seconda, con una variazione sul tema quando vado a caccia nelle zone particolarmente vestite – ginestrai, roveti etc – dove uso delle sporting Casciano con piombo del 12 in prima canna. Grazie per gli apprezzamenti, servono non sai quanto. Buone Feste Giacomo

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