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Caccia e cinofila, si ai segugi

| 28 luglio 2008 | 37 Comments

A proposito della proposta di legge d’iniziativa del sen. Valerio Carrara io Presidente di Caccia e Cinofilia dico

Si alla caccia ai cervidi con l’uso dei cani da seguita.

“Un giorno concessero la caccia nella zona di rifugio e di ripopolamento dove da anni era bandita. In quei boschi i caprioli vivevano a branchi ed era un paradiso terrestre. ….Ad un tratto si sentì un inseguimento ben noto: Alba e Franco erano partiti decisi sulla traccia buona. Simultaneamente i tre fratelli che erano alle poste, gioirono: Sentili i nostri! Vennero giù per il sentiero attraverso il bosco. Davanti quattro caprioli: un vecchio maschio, una femmina e  due piccoli che appena segnavano le corna: dietro Alba e Franco: più dietro ancora, distanziati, tutti gli altri cani. A fondo valle, dove il sentiero si apriva in una radura che dava sulla strada, c’era Toni Muss, cacciatore anziano e, nascosto dietro ad un abete, il capo dei guardiacaccia che osservava la battuta. Muss sparò da trenta passi al vecchio becco che cadde belando sulle ginocchia. Lasciò andare gli altri. Mise il fucile in spalla, accese mezzo toscano e si avvicinò lentamente a dissanguarlo. Uscì allora da dietro la pianta il capo dei guardiacaccia ed in quel momento giunsero anche Alba e Franco….”

( dal racconto di caccia”Alba e Franco” tratto dal libro “Il bosco degli urogalli” di Mario Rigoni Stern).

Ho voluto proporre questo indimenticabile racconto anche perché è la sintesi di quello che io, e tutti gli amanti ed i conoscitori del cane da seguita, andiamo da anni proponendo.Con molta calma, con moderazione, ponendo sempre la massima attenzione al rispetto degli animali cacciati, alla loro oculata gestione ed alla salvaguardia di tradizioni che sono per noi cultura. Basterebbe che chi si scaglia, adducendo anche concetti ed elaborazioni più o meno scientifiche o più o meno tecniche, contro la caccia ai cervidi con il cane da seguita, si rileggesse con calma Alba e Franco e capirebbe, se vuole, il nostro spirito segugista.

Caccia e Cinofilia propone:

·       Limitare l’impiego dei segugi per il prelievo dei cervidi al singolo od alla coppia ed alla muta (quattro cani)

·       Assegnare alla squadra i capi da abbattere determinati nel numero, nel sesso e nella classe di età.

·       Zonizzare rigidamente il territorio e distribuire il prelievo per settori omogenei. In altri termini ad ogni squadra un preciso settore di caccia.

·       Legittimare il capo abbattuto con l’apposizione di contrassegno inamovibile.

·       Promuovere attraverso corsi e convegni la riappropriazione delle tradizioni venatorie ma con un approccio al prelievo venatorio basato su solide basi ponendo grande attenzione all’immagine del cacciatore moderno.

Tutto questo è contenuto in Alba e Franco. Basta leggerlo con lo spirito giusto e l’attenzione dovuta. Noi non abbiamo scoperto nulla di nuovo! Ci limitiamo a proporre una modalità di prelievo che, oltre ad essere assolutamente seria e corretta, fa parte della nostra tradizione. Perché disconoscerla? In nome di chi e di che cosa quando invece c’è spazio per tutte quelle forme di caccia che pongono per l’animale cacciato il massimo rispetto!?

Il Presidente Giancarlo Bosio

Category: Caccia e Cinofilia

Comments (37)

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  1. Danilo Liboi scrive:

    Giancarlo, un po’ di rispetto per chi non c’è più; Rigoni aveva chiarito molto bene quale fosse la Sua posizione nei confronti della caccia con il segugio a cervidi e bovidi. Lo ha fatto in molte occasioni, specificando che Alba e Franco, e quindi la vostra, supposta sponsorizzazione, fosse un racconto chiaramente riferito a quei tempi e nient’altro. Rigoni era spiccatamente contrario e ciò che tu proponi, e mi sembra per lo meno poco corretto citare una fonte che, purtroppo, non può più smentire.
    Danilo Liboi

  2. STEFANO scrive:

    E’ emozionantissimo sentire i segugi che battono il capriolo o il cervo,è una caccia che fa palpitare il cuore,ovviamente attualmente vietata.
    Non sono ne un segugista,e men che meno un selecontrollore,pratico un altra forma di caccia,ma sempre in alta montagna,in quel della Vallecamonica.
    Senza nulla togliere alle altre forme di caccia,nella maniera più assoluta,e senza voler entrare nel merito della questione,legale e di gestione faunistica,ma riferendomi solo ad uno stato di emozione e sensazioni,volete mettere il freddo calcolo di un tiro con la carabina ad un animale fermo,e il susseguirsi dell’azione dei segugi,sulla traccia di un capriolo……be….ripeto senza nulla togliere e senza offesa,non c’e’ paragone!!!
    I segugi dietro a un capriolo o a un cervo,sopratutto in certi ambienti montani,sono un susseguirsi di scariche di andrenalina!!
    ciao Stefano

  3. Danilo Liboi scrive:

    Ps: in merito a questa tua frase: “… capirebbe, se vuole, il nostro spirito segugista…” devo puntualizzare che, per fortuna, si tratta del TUO spirito segugista. Tuo e di pochi altri.
    Danilo Liboi

  4. Ho una cartolina che Mario Rigoni Stern mi scrisse anni fa e che conservo gelosamente che dice ” a te che conosci i segreti dei segugi dei caprioli e dei boschi auguro una bella primavera”. Mario non mi ha mai detto ne scritto che era contrario a quello che lui scrisse nel suo racconto ne, mi risulta, vi sono smentite scritte in tal senso.
    Piuttosto mi ha sempre detto che tutte le cacce sono belle purchè fatte con coscienza. La coscieza che non manca ad una caccia antica quanto bella che è quella ai cervidi con il segugio.
    Voi selentrollori, armati di super-carabine e di super-binocoli, fate la vostra caccia noi segugisti facciamo la nostra. Rispettiamoci e fatela finita con questa diatriba.
    Cordialità
    Gian Carlo Bosio

  5. massimo zaratin scrive:

    Hai hai hai…mi sa che questa discussione sarà molto accesa ed interessante!
    Per restar in tema di segugi qui dalle mie parti c’è un antico proverbio che recita:
    - una volta corre il cane ed una volta corre la lepre!

    In qualche altro forum ho già avuto modo di disquisire con il sig. Liboi in riferimento ad un vecchio articolo del quale non ricordo se ne fosse l’autore o colui che ospitava nella rivista l’articolo (mi perdoni e mi corregga se sbaglio).
    Anche in tal caso l’articolo suscitò enormi critiche da parte dei lettori/cacciatori in quanto da esso sembrava trapelare l’assoluta difesa e rispetto dell’autore dello scritto per una sola forma di caccia…molto probabilmente la sua!
    La caccia di selezione, rispetto a tutte le altre forme, pareva essere l’unica degna di deferenza tale da poter essere eletta a nobilissima arte venatoria per il bene dell’ambiente e la salvaguardia dello stesso.
    Ora mi dica il sig. Liboi…quand’anche praticata con il segugio, non si tratta pur sempre di caccia di selezione e quindi rientrante in quella nobile arte tanto osannata in quell’articolo?

    Saluti.

  6. STEFANO scrive:

    I selecontrollori….ovviamente “sponsorizzati” da testate giornalistiche specifiche e da un associazione venatoria che li ha messi sull’altare…ovviamente si credono un pochino superiori a tutti noi poveri cacciatori mortali…
    Non sanno,o non vogliono ricordarlo, che la caccia di selezione è una caccia mitteleuropea,e certamente non di tradizione italica,perciò…volino basso,che comunque e qualunque sono alquanto “giovani” come forma di caccia e non detengono assolutamente l’unico sapere e men che meno la proprietà della selvaggina (vedi ungulati & C.)
    Per esser chiaro fino in fondo ciò che ho scritto è espressamente diretto al sig.liboi.

  7. Fabrizio69 scrive:

    x Stefano
    scusa la mia ignoranza e curiosità…quale associazione?

  8. stiv scrive:

    Egregio Sig.Bosio
    Non è la prima volta che leggo uno scritto in merito alla proposta di introdurre la caccia con i segugi ai cervidi e la cosa mi lascia ogni volta stupito ,si perchè se tale proposta la facesse qualcuno che con la caccia non ha nulla a che fare la capirei o meglio mi metterei a ridere e penserei che magari ha letto qualche racconto di caccia alla corte di francia o che sia stato da poco ospite di qualche “Signore” in Spagna ,mi sembra che li questa forma di caccia si pratichi alla grande se non sbaglio si chiama la “MONTERIA ” o simile e anche qui ITALIA qualche riserva privata la propone.Ecco ,lasciamola a loro,perchè mi sembra che in questi anni nonostante quello che dice Stefano se nel mondo venatorio è stato fatto qualcosa per ridare un immagine a noi cacciatori questo è stato fatto dal mondo della caccia di selezione.Cerchiamo di essere obbiettivi, la presenza di caprioli e cervi e anche daini in gran parte del territorio è frutto di chi per anni si è dedicato a creare questo capitale preservandolo e impegnandosi perchè si moltiplicasse dedicandovi tempo e risorse ,senza la smania di dover subito “sparare” la stagione successiva !
    Questi cari Signori sono stati i cosidetti ” SELECONTROLLORI” o “SELECACCIATORI” come molti preferiscono essere chiamati , persone che non si considerano migliori di chi pratica forme di caccia diverse ma che forse hanno capito prima di altre che i tempi per la caccia come per molte altre cose sono cambiati, e che bisognava cambiare atteggiamento e non essere più dei semplici fruitori dell’ambiente come se questi fosse un pozzo senza fondo ma che bisognava anche dare qualcosa ,ad es. tempo, denaro, fare dei corsi e fare anche delle rinuncie!
    Oggi invece mi sembra che ci sia un gran numero di colleghi cacciatori che ,abituati a tempi in cui ci si ricordava della fauna e del territorio il giorno prima dell’apertura o al massimo qualche settimana prima tanto per far fare un pò di fiato al cane certi che tanto qualcosa si trovava e poi al massimo si poteva sempre sperare “NELLA FAUNA LANCIATA” vedono nell’opportunità di questa nuova presenza di fauna ,presente certo non per merito loro ,perchè ripeto quando c’era e c’è da fare i censimenti o altro di sicuro chi oggi sarebbe pronto a lanciare i segugi dietro un capriolo aveva e magari avrà altro da fare, l’occasione di un nuovo congruo carniere per il quale ripeto non ha fatto nulla!!!
    Per concludere vorrei sottolineare una cosa e cioè che rispetto ogni forma di caccia e ogni collega CACCIATORE e proprio per questo e per il rispetto che ho per chi pratica cacce a selvaggina diversa da quella che che mi vede impegnato come selecacciatore non mi sono mai permesso di insidiare dalla condizione di favore di mezzi e condizioni di integrazione con l’ambiente che ha il tipo di caccia che pratico animali che non fossero di mia “pertinenza” ritenendo che ogni cacciatore deve essere il primo controllore dell’etica venatoria e che ogni forma di caccia va si tutelata ma che bisogna soprattutto tutelare la funa e non magari pensare a come trovare un modo per far divertire a tutti i costi segugisti e lepraioli pronti a riciclarsi , magari con mute di cani che già sono più avvezzi al capriolo che alla lepre !!!
    Un carissimo saluto a tutti I CACCIATORI !!!
    P.S. Caro Stefano tutti sappiamo che la caccia di selezione è una caccia mitteleuropea ,ma vorrei anche ricordarti che una fetta del nord Italia è molto legata a questa e che prorio quei luoghi possono essere additati ad esempio per quanto concerne il mantenimento della fauna e della flora quindi vediamo di farne tesoro e cerchiamo di apprendere il più possibile da chi ci può insegnare ,la caccia non è fatta solo di spari e carnieri oggi bisogna rendersi conto che dobbiamo dedicare più tempo alla caccia quando è chiusa che non quando è aperta!

  9. Danilo Liboi scrive:

    Sono entrato in questa discussione solo ed esclusivamente perché mi disgusta vedere strumentalizzate le parole scritte di un Maestro che, purtroppo per tutti, non può più rispondere; non voglio entrare nella rissa verbale di chi ripete, in modo ignorante (nel senso della mancanza di conoscenza), sempre le stesse stupidaggini. Le mie opinioni a riguardo e il mio rispetto verso TUTTE le cacce che mettano in atto un prelievo sostenibile le ho espresse in centinaia di occasioni; e non accetto le provocazioni altrettanto ignoranti riguardanti “… armati di super-carabine e di super-binocoli…” in quanto si commentano da sole. Ripeto, a prescindere da qualsiasi considerazione personalistica, ciò che chiedo è solo un po’ di rispetto per chi non c’è più. E con questo ho concluso definitivamente la mia partecipazione alla discussione.
    Danilo Liboi

  10. giannirm2 scrive:

    Secondo me a chi sceglie di essere selecontrollore e cinghialaio si dovrebbero precludere le altre forme di caccia, questa distinzione o se vogliamo specializzazione, credo sia necessaria, solo così si potrebbero ovviare a queste continue diatribe dovute al fatto che è una caccia per una categoria ristretta, perchè è questa in definitiva è la cosa che più disturba e non credo che due tre braccate l’anno siano così deleterie per le specie in questione.
    In quanto al grande Mario Rigoni Stern dico di lasciarlo finalmente riposare in pace.
    saluti
    Gianni

  11. Stefano scrive:

    Arieccoci…
    Mi stupisco tremendamente che venga a ogni piè sospinto ributtata nel calderone della caccia agli ungulati quella con il segugio.
    Ormai è scientificamente provato che il segugio sui cervidi e bovidi crea grossissimi danni gestionali, mentre un prelievo mirato (ho scritto mirato, non fatto alla meno peggio come succede in molte realtà) ne garantisce una costante crescita o per lo meno un mantenimento senza causare danni alle popolazioni (ribadisco: se il prelievo è fatto cum grano salis).
    Visto che più sopra viene citata la caccia di selezione, nella mia zona è più o meno… DA SEMPRE che viene praticata e spesso lo era in contemporanea con quella col segugio; da quando quest’ultima è stata prima decisamente ridimensionata ed ora eliminata, si è avuto un incremento di ungulati che ben in pochi si sarebbero aspettati, passando in certi casi ad incrementi dei piani di abbattimento del 1500% (non ho sbagliato a scrivere!) e di conseguenza ad un elevato incremento degli animali sul territorio.
    La caccia agli ungulati col segugio, sarebbe forse fattibile con criteri rigidi, specifici e normati strettamente e sopprattutto con cacciatori che a tali regole si attenessero scrupolosamente; di certo non fatta come una volta.
    Non buttiamoci sul “populismo” anti caccia di selezione solo aggrappandosi a uno sventurato articolo di giornale, non serve a nessuno…
    Per correttezza aggiungo che caccio quasi esclusivamente ungulati per cause di forza maggiore; ma non disdegno nè il fringuello nè la stanziale.
    (PS: ovviamente non sono lo stesso Stefano del post più sopra)

  12. Ettore Zanon scrive:

    Un paio di considerazioni:
    1. Mi sembra abbastanza inopportuno e anche pochissimo garbato utilizzare le parole di un grande, appena scomparso, togliendole dal loro contesto originale, per sostenere un punto di vista molto discutibile e discusso. Questo dimostra anche la assoluta povertà di argomentazioni (possibilmente serie e tecniche) che i sostenitori di questa tesi (insostenibile) possono mettere sul piatto.

    2. Stefano, dalla Vallecamonica, ci dice che “i segugi che battono il capriolo o il cervo”fanno palpitare il cuore. Sarebbe interessante che si interrogasse anche sulla situazione faunistica della sua provincia, la raffrontasse con il resto dell’arco alpino e la mettesse magari in relazione con l’uso diffusissimo dei segugi caratteristico di questa zona. Credo ne uscirebbero degli spunti interessanti…

    3. Ma, al di là di tutto, basta che ogni persona ragionevole guardi, in buona fede, i fatti. Dove la caccia agli ungulati col segugio (escludendo ovviamente il cinghiale, una storia a sé) non si fa, magari da molti decenni, gli ungulati sono cresciuti costantemente e sono tanti.
    Dove si ancora si usano i seggi sugli ungulati o dove questa pratica sarebbe esclusa ma i segugi sono comunque tanti… sapete tutti benissimo cosa succede.
    Non vi tedio con dati e raffronti: sappiamo bene che annichiliscono alla radice ogni ipotesi, tecnicamente insostenibile, di uso del segugio su cervi e caprioli.

    Ettore Zanon

  13. Giovanni Giuliani scrive:

    Il NO alla caccia a Cervidi e Bovidi con il segugio è un NO corale di tutto il mondo venatorio, di tutte le AAVV principali.
    Quello che succede in Italia dove si cacciano Cervidi e Bovidi attraverso prelievi selettivi, rispetto a quelle sparute realtà dove inspiegabilmente ed irrazionalmente si contiunano a cacciare questi con i segugi è lampante e sotto gli occhi di tutti.
    Realtà virtuose, territori ricchissimi di fauna, cacciatori consapevoli, appagati e preparati da una parte…
    Il deserto faunistico, la tomba della gestione conservativa e della caccia sostenibile, l’esaltazione dell’involuzione culturale del mondo venatorio dall’altra…
    Stupisce l’ostinazione di Bosio a cercare di sfondare una porta chiusa definitivamente da tanto tempo.
    Invece di profondere energie per chiedere anacronismi storico-venatori che cozzano prepotentemente con l’idea di una caccia credibile ed inattaccabile, dovrebbe preoccuparsi di spendere le stesse energie per contribuire alla crescita del mondo venatorio, parlando di gestione conservativa, di accrescimento culturale del mondo venatorio italiano, di prelievo sostenibile.
    Cose queste sicuramente antitetiche a quell’idea preistorica di caccia della quale Giancarlo Bosio, e chi lo sostiene, hanno fatto da sempre il loro cavallo di battaglia.
    Basta!!!

  14. stiv scrive:

    Caro amico Gianni sono pienamente a favore della tua proposta , ma dovrebbe essere così anche per le altre forme di caccia ,quindi chi pratica la caccia alla penna o chi si dedica a quella alla lepre o altro ,faccia solo quella !Mi rendo conto che è da considerare una proposta che difficilmente incontrerebbe i favori di molti cacciatori,di questi tempi poi dove sono comparsi una marea di personaggi che fanno a gara a promettere di tutto e di più a tutti,a mio modesto parere con l’unico possibile risultato di rovinare quel poco di buono che in una condizione legislativa e di opinione pubblica avversa eravamo riusciti a fare senza l’aiuto di nessun politico!
    Concludo ripetendo quello che ho espresso più volte e cio’è che oggi chi vuole praticare la caccia in Italia in forma libera si deve impegnare molto in prima persona e questo “costa !” sopratutto oggi!
    In alternativa ci sono le riserve in Italia o all’estero che a conti fatti forse a livello economico costano anche meno e di sicuro a caccia chiusa non ti chiedono disponibilità di tempo e impegno in prima persona!
    Un carissimo saluto a tutti i CACCIATORI !!!

  15. Giusti Giacomo scrive:

    Non mi intendo di questa caccia perciò perdonatemi.Qualcuno dira:E ridai con la Francia!!!!Ma come mai li la praticano?Da parte mia un commosso ricordo del grande Mario Rigoni Stern.

  16. giannirm2 scrive:

    La mia caro Stiv era una proposta provocatoria, ma non troppo, la caccia per specializzazione cè sempre stata fra le nostre fila senza saperlo, solo alcuni riescono a fare di tutto, sicuramente non bene e così non va bene.
    Sono del parere che un migratorista faccia solo tale caccia, idem lo stanzialista (beccaccia, quaglia e beccacciano li mettiamo con la stanziale) i cinghialai i selecontrollori e i lepraioli tutti in un gruppo senza opzione, bisogna scegliere che pesce si è.
    Chissà che così non si riesca ad andare daccordo fra noi, i furbi finiscano di fregarsene e magari ogni categoria riesca ad andare a caccia nei tempi giusti e previsti.
    Non spellatemi vivo, è solo un parere per risolvere (forse) questo annoso problema.
    Ciao

    ciao

  17. LAPO scrive:

    Beh , sappi caro giannirm2 che quanto proponi non è fantascienza ma bensi realtà
    A Bergamo le caccie di specializzione esistono da anni
    Nel mio ATC di residenza uno ha la possibilità di scegliere fra le seguenti forme di caccia:

    -migratoria da capanno fisso

    -migratoria in forma vagante

    -caccia alla stanziale (fagiano,starna,volpe, ecc. eccc. eccetto la Lepre)

    -caccia di specializzazione alla lepre , volpe , coniglio , ecc ecc

    -caccia di specializzazione al cighiale , volpe , con l’aggiunta della migratoria in forma vagante …. ecc ecc

    -caccia di selezione al cervo , volpe con l’aggiunata della migratoria in form avagante

    -caccia di selezione al capriolo , volpe con l’aggiunata della migratoria in form avagante

    Questo ci permette di fruire della selvaggina presente sul territorio in maniera che io ritengo ecqua
    Tieni presente che siamo in 6000 cacciatori residenti che cacciano su un territorio che , secondo i parametri della legge lombardia , ne può osptare 3000

  18. Fabrizio69 scrive:

    X Lapo,
    scusa la domanda…la volpe la potete abbattere anche NON in battuta?

  19. fabio scrive:

    Lapo in un precedente tuo commento dichiari che la caccia nel territorio di tua residenza offre le seguenti opportunità :
    copio ed incollo

    Risiedo in Provincia di Bergamo ed è da inizio Aprile che sono impegnato ( assieme ad un migliaio di altri cacciatori ) nel contenimento delle specie opportuniste. Ergo : la mattina esco di casa con il fucile e vado a tirare a piccioni torraioli , nutrie e cornacchie.La storia va avanti sino a che si sono completati i piani diprelievo autorizzati Il tutto nel pieno rispetto delle regole perché ho il patentino di selecontrollore abilitato ( a Bergamo li chiamano cosi …)
    Giusto per non perdermi d’animo dalla metà di giugno in avanti ho la possibilità di andare a caccia di selezione del capriolo sia nella mia provincia di residenza che altrove . Questo “andazzo”, fra periodi per la caccia al maschio ,periodi per la caccia alla femmina, andrà avanti sino a metà Marzo dell’anno prossimo…. Naturalmente quando ho tirato agli animali per cui sono autorizzato metto via la carabina e non se ne parla più. La stagione su questo cervide si chiude sempre al raggiungimento del piano di prelievo . Nel pieno rispetto delle regole!!
    Poi da metà di Agosto sono autorizzato ad andare in giro per prati e boschi ad addestrare il mio cane …. Sempre nel pieno rispetto delle regole.
    Dalla metà di settembre c’è l’apertura generale… Quasi , quasi sono già stanco di andare a caccia …
    Visto che non amo perdermi d’animo ogni tanto collaboro con un impianto di cattura dei presicci (roccolo) per la distribuzione gratuita degli stessi ai cacciatori capannisti del mio ATC.
    Naturalmente ad ottobre vado per tordi e merli e giusto giusto per non perdermi neanche un attimo di questa meravigliosa vita terrena nei “ritagli” di tempo me ne vado a cinghiali con la squadra in cui sono iscritto.
    Naturalmente se a gennaio arrivano le cesene è una manna per tutti perché nel mio ATC di residenza si possono cacciare regolarmente tre giorni a settimana a libera scelta: volete che mi astenga?
    Non pratico la caccia alla beccaccia solo perché lascio “la regina“ alle disponibilità degli amici codaioli e non mi piace scendere in competizione con loro .

    quindi secondo quanto dici chiunque puo praticare nel tuo territorio
    caccia di selezione ai cervidi , alla migratoria , al cinghiale , ai nocivi , alla beccaccia ( cosa che tu non fai solo per rispetto degli amici praticanti , ma che potresti comunque fare )

    Deduco che le opzioni di caccia da scegliere sono più di una , forse tutte .

    W BERGAMO !

  20. LAPO scrive:

    Per fabrizio 69 e fabio
    la volpe la possono cacciare tutti sia in singolo che in battuta durante tutta la stagione venatoria ( ci sono dei limiti sul fine stagione )Non possono sparagli i capannisti ( una fesseria ..)
    Poi , dal 09 Dicembre in poi , si può cacciare in squadre organizzate con delle modalità un po’particolari ( denuncia uscita , presenza della guardia volonatria , solo Sabato e Domenica…)
    Si può scegliere solo una opizione di caccia.
    Ci sono però delle varianti interessanti:
    come ho già detto uno può andare ai nocivI (cornacchia , piccione domestico , nutria ) da Aprile in poi fino al raggiungimento dei piani di abbattimento .. Basta avere il patentino rilasciato dalla Provincia. Visto che non è considerata attività di caccia ci sono un po’ di regolette pero alla fine i tiravolisti si divertono un sacco a tirare ai 40.000 piccioni approvati annualmente
    Se poi uno ha l’abilitazione per il cinghiale può essere ospite di una squadra per 5 giornate a stagione ( indipendentemente dalla forma principale di caccia praticata )
    Dopo il Primo di Novembre posso andare a caccia al capanno fisso senza la presenza del titolare avendo in mano il solo permesso di utilizzo …
    La mia Provincia , nonstante tutto, mi offre un sacco di opportunità
    Maggiori informazioni all’indirizzo
    http://www.atcprelpinobg.it
    http://www.provincia.bergamo.it

  21. Fabrizio69 scrive:

    x Lapo,
    quindi, bisogna essere muniti dell’ art. 37, per abbattere i nocivi fuori stagione 8e anche durante la stagione venatoria)…giusto? interessante il discorso volpe…qui in Toscana è cacciabile solo in battuta oppure con l’Art. 37 (il chè non cambia..sempre battuta rimane)

  22. LAPO scrive:

    Dunque , la Volpe non è considerata un nocivo (…..) e pertanto è specie cacciabile dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio.
    La si può cacciare per tre giorni a scelta da qualsiasi cacciatore eccetto il capannista perchè a costui è proibito sparare alla stanziale ( la Volpe è considerata stanziale)
    Non è cacciabile nel piano estivo di contenimento delle “specie opportuniste” che sono : piccini torraioli , nutrie e cornacchie.
    Il contenimento delle specie opportuniste non è considerata attività di caccia. Pertanto questa attivtà la può esercitare qualsiasi cacciatore independentemente dalla opzione di caccia scelta ( zona alpi, capannista o vagante nelle varie forme consentite dallalegge). Il regolamento provinciale prevede che per ogni paese ci possano essere 5 operatori faunistici che da quando si da il via alle operazioni di abbattimento escono quando vogliono ( anche il martedi o il venerdi)sul terreno del oro Comune o del comune limitrofo previo accordi fra responsabili di squadra. Devono solo dichiarare l’uscita con un fax e segnalare settimanalmenete gli abbattimenti effettuati ad un ufficio centrale
    Quando si è raggiunto il numero STOP
    Scusa ma adesso mi documento sull’Art 37 poi ti rispondo anche su quello

  23. ezio scrive:

    Per ciò che concerne la caccia al capriolo con il segugio mi pare che in altri Paesi europei venga praticata (Francia??…). Attendo correzioni da chi ne sa più di me….
    E’ mia opinione che la “selezione” dell’ungulato sia un’ottima pratica per salvaguardare e rafforzare la specie cacciata… Che venga esercitata in modo corretto ed “etico” alla fine della fiera sta sempre alla coscienza ed all’”onestà” di chi la pratica… Come del resto credo tutte le attività umane….
    Lancio come spunto di riflessione e discussione la mia esperienza di caccia alla volpe in battuta durante il mese di gennaio in zone ove, per ragioni più o meno condivisibili (territorio densamente abitato e coltivato, ecc…), l’ATC non consente il prelievo del capriolo, che risulta in pratica in tal modo una specie particolarmente protetta (!!).
    Ebbene questi ultimi, in presenza incredibilmene numerosa, durante la predetta attività venatoria giungono in branchetti o in solitario praticamente tra i piedi dei postaioli che sono in attesa della volpe.
    Spesso si fermano per minuti davanti agli occhi estasiati dei cacciatori per sentire i cani in lontananza. In quelle circostanze sono perfettamente distinguibili tra sessi e classi di età.
    Con tutti i “se” ed i “ma” del caso mi chiedo se abbattere in queste circostanze, con una palla del 12 o del 20 o di che si vuole, uno dei predetti ungulati scegliendolo in base all’eventuale piano di prelievo, che differenza farebbe dal tirargli a 150 m. con la carabina dopo averlo attentamente “binocolato”??

    Per il resto l’esperineza di Lapo insegna a chi ne avesse bisogno ed a me conferma come le leggi e le norme possano essere più o meno buone e condivisibili ma in sostanza poi chi le rende verante ottime o del tutto detestabili nella loro applicazione sono sempre e comunque gli UOMINI!!
    Anche qui con tutte le variabili che si vorranno trovare ma infine il nocciolo mi pare quello…
    In bocca al lupo!
    Ezio.

  24. Voglio, a termine dei vari interventi, precisare che il pezzo del grande Mario Rigoni Stern, tratto dal Bosco degli urogalli, fu già da me utlizzato e pubblicato sulla rivista Habitat nel 2004 quando Mario era ancora vivo. Non ho mai ricevuto alcuna sua smentita o precisazione. L’analogo pezzo fu pubblicato da Liboi sulla sua rivista mi pare alla fine del 2007 o agli inizi del 2008.
    Per cui massimo rispetto per Mario che se fosse ancora con noi probabilmente avrebbe qualcosa da dire ….sicuramente non a me.
    Vorrei comunque concludere nell’osservare che molte delle considerazione, espresse da coloro che sono scagliati contro il prelievo dei cervidi e dei bovidi con il segugio, non sono ne tecniche ne scientifiche e rappresentano solamente un modo egoista e chiaramente interessato di porre la questione. In ambienti scientifici di livello le opinioni sono cambiate…. a favore del segugio.
    Comunque Io vado avanti e con me 200.000 segugisti italiani.
    Se tutte le altre associazioni venatorie sono contrarie è solo un loro problema!
    Le cacce vanno difese e tutelate tutte non solo quelle che fanno comodo!
    Cordialità
    Gian Carlo Bosio

  25. LAPO scrive:

    Penso sia giunta l’ora di porre mano alla modifica della 157/92 all’Art. 21 lettera ff), per sostituire la parola ..”camoscio” con le parole “ai cervidi ed ai bovidi”
    Riformulato l’articolo suonerà cosi: E’ vietato a chiunque l’uso del segugio per la caccia ai cervidi ed ai bovidi.
    Cosi la finiamo con tutte sté paturnie …..

  26. Fabrizio69 scrive:

    Concordo pienamente!

  27. massimo zaratin scrive:

    Uh uh uh…Lapo,

    ora ho capito che caccia esclusiva pratichi tu e qualche altro scrittore del forum…

    SPIACENTI… ;)

    …ci siamo anche noi! :)

  28. Fabrizio69 scrive:

    se può interessare:
    Disegno di Legge

    D’iniziativa del Senatore VALERIO CARRARA, BIANCONI, ASCIUTTI

    “Norme per il prelievo venatorio dei cervidi e dei bovidi con il cane da seguita”

    Articolo 1
    Finalità

    La presente legge disciplina il prelievo di cervidi e bovidi con cane da seguita finalizzato alla conservazione delle specie, al riequilibrio con la superficie e con le risorse del territorio di caccia, perseguendo il rispetto dell’agricoltura, della selvicoltura e del mantenimento di una corretta proporzione numerica fra i sessi e una giusta struttura tra le classi di età;

    Articolo 2
    Istituzione dell’Albo regionale dei cacciatori abilitati al prelievo dei cervidi e dei bovidi con il cane da seguita.

    1- La presente legge istituisce un Albo regionale dei cacciatori abilitati al prelievo dei cervidi e dei bovidi con il cane da seguita;
    2- Il cacciatore avrà diritto di iscriversi al suddetto albo avendo superato un esame di abilitazione conseguente alla frequenza obbligatoria di un corso di formazione a carattere teorico- pratico;
    3- Il programma didattico, suddiviso in una parte teorica ed una parte pratica, prevede l’insegnamento di materie come la biologia, la gestione degli ungulati oggetto di caccia, la balistica delle armi ed una serie di lezioni pratiche per l’abilitazione alla conduzione dei cani da seguita;
    4- L’Amministrazione provinciale, sentiti l’INFS, la Società Italiana Pro Segugio ed i Comitati di gestione degli ATC presenti sul comprensorio, prevede all’organizzazione annuale del corso di formazione per la caccia ai cervidi e bovidi con cani da seguita.
    5- La frequenza obbligatoria dei cacciatori costituisce titolo per l’ammissione alla prova di esame che permette il conseguimento dell’abilitazione alla caccia ai cervidi e bovidi con cane da seguita su tutto il territorio regionale.
    6- Lo status dei cacciatori ammessi alla prova di esame deve obbligatoriamente soddisfare quanto disposto dalla vigente normativa.
    7- Il superamento dell’esame autorizza il rilascio di un tesserino, da parte della Provincia di residenza, che certifica l’iscrizione all’Albo regionale dei cacciatori abilitati alla caccia degli ungulati con il cane da seguita.

    Articolo 3
    Rilascio del brevetto di abilitazione per il cane da seguita

    1- L’abilitazione del cane da seguita per la caccia dei cervidi e dei bovidi è attestata tramite un brevetto rilasciato dalla PROVINCIA al suo proprietario che comporta l’iscrizione a specifico Albo istituito dalla Regione. Il cane da seguita, utilizzato per la caccia ai cervidi e bovidi, deve essere valutato da esperti che ne attestino il grado di addestramento e di ubbidienza.
    2- I segugi impiegati per la caccia ai cervidi e ai bovidi devono essere iscritti all’anagrafe canina ai sensi dell’art. 3 della legge n.281/91.
    Articolo 4
    Modalità di caccia ai cervidi e bovidi

    1- La caccia in battuta ai cervidi e ai bovidi con cani da seguita si effettua con cacciatori riuniti in squadre fisse, composte da un minimo di tre a un massimo di dieci persone, abilitate alla suddetta pratica venatoria ed iscritte all’apposito Albo provinciale. Ogni cacciatore può iscriversi ad una sola squadra.
    2- Le Province, sentiti i comitati di gestione degli ATC, possono aumentare il numero degli iscritti alle squadre ed il numero di partecipanti alle battute.
    3- Ogni squadra è composta da un responsabile che esercita la funzione di “accompagnatore” del gruppo e che risponde dell’operato della squadra stessa.
    4- Per ogni squadra autorizzata alla caccia dei cervidi e dei bovidi con cane da seguita, l’impiego dei segugi, per ogni battuta, è limitato al singolo, alla coppia ed alla muta (non più di quattro segugi). Per battuta si intende l’azione di caccia che termina con l’inseguimento del capo scovato.
    5- Il Comitato di gestione dell’ATC assegna alla squadra i capi da abbattere determinati nel numero, nel sesso e nella classe di età.
    6- Per la caccia dei cervidi e bovidi con cane da seguita sono utilizzabili esclusivamente armi caricate a palla.
    7- Su ogni capo di cervidi e bovidi abbattuto il cacciatore è obbligato ad apporre sul tendine di Achille un contrassegno numerato, rilasciato dal Comitato di gestione dell’ATC o del CA, prima di rimuoverlo dal luogo di abbattimento.

    Articolo 5
    Delimitazione dei territori vocati

    1- L’Amministrazione provinciale procede, sentiti i Comitati di gestione degli ATC e dei CA, alla individuazione e delimitazione dei territori vocati per la gestione faunistica venatoria con il segugio dei cervidi e dei bovidi .
    2- Il Comitato di gestione dell’ATC provvede alla suddivisione del territorio vocato in unità minime denominati “distretti di gestione”, identificati dalla sigla DdG accompagnata da un numero progressivo di carattere provinciale.
    3- Lo scopo del distretto di gestione è quello di mantenere in equilibrio le densità faunistiche dei cervidi e dei bovidi elevando così la qualità delle popolazioni presenti.
    4- Al solo fine degli obiettivi previsti, onde consentire al meglio la gestione di popolazioni selvatiche omogenee, il DdG è suddiviso in “settori di caccia” per distribuire il prelievo dei cervidi e dei bovidi con il cane da seguita su aree territoriali omogenee.
    5- Ad ogni squadra di cacciatori deve spettare, nell’interno della zona di gestione, un preciso settore di caccia.

    Articolo 6
    Controllo dei capi abbattuti

    1- Al termine della battuta di caccia di cervidi e bovidi con cane da seguita, il cacciatore ha l’obbligo di portare il capo abbattuto nel punto di raccolta individuato dall’ATC per quel distretto o zona di gestione, nel quale dovranno essere condotti gli accertamenti necessari individuabili in:
    a) prima valutazione dell’età, attraverso l’eruzione e lo stato di usura dei denti, in modo da accertare immediatamente se sono stati commessi errori di abbattimento;
    b) Misura della mandibola ed eventuale prelievo dei campioni biologici che saranno lasciati al punto di raccolta e schedati con gli stessi estremi del contrassegno auricolare;
    c) Peso del capo;
    d) Rilievo delle principali misure biometriche;
    e) Compilazione della scheda di abbattimento.
    2- Entro quindici giorni dal termine del periodo di caccia le schede di abbattimento conservate presso i punti raccolta dovranno essere consegnate al Comitato di gestione dell’ATC o del CA, mentre le mandibole saranno riconsegnate ai cacciatori che potranno provvedere alla preparazione dei trofei secondo le modalità standard CIC.
    3- Ogni qual volta venga fatta richiesta dall’Amministrazione provinciale o dal Comitato di gestione dell’ATC o del CA, il cacciatore è tenuto a concedere in visione i trofei, con relativa mandibola e scheda di abbattimento in suo possesso.

    Articolo 7
    Istituzione di rassegne annuali, convegni e corsi per la valorizzazione delle tradizioni venatorie italiane

    1- L’Amministrazione provinciale concede l’autorizzazione per istituire una rassegna annuale dei trofei e delle mandibole dei capi abbattuti anche per promuovere l’informazione e la conoscenza dell’attività venatoria riguardante, in particolare, il prelievo dei cervidi e dei bovidi;
    2- L’Amministrazione provinciale, in collaborazione con la Regione, le associazioni venatorie e con la Società Italiana Pro Segugio, si impegna alla promozione di convegni, corsi ed incontri, volti al recupero delle tradizioni venatorie, favorendo la diffusione di materiale informativo inerente il prelievo venatorio dei cervidi e dei bovidi, basato su solide basi scientifiche e cinegenetiche, al fine di restituire e di valorizzare l’immagine corretta del cacciatore moderno.

    RELAZIONE

    Negli ultimi decenni si sono verificati sensibili cambiamenti nel panorama faunistico nazionale dovuto anche all’incremento naturale in vaste aree montane del Paese e dell’Appennino toscano di popolazioni di ungulati selvatici che hanno trovato condizioni ambientali idonee all’accrescimento numerico. Le specie selvatiche, in particolare appartenenti alle famiglie dei cervidi e dei bovidi, hanno registrato in tempi brevi un aumento notevole nel territorio regionale tanto da poter ritenere di essere in presenza di sovrappopolazioni che spesso arrecano danni alle colture e all’ambiente. L’abbandono dell’agricoltura montana, legata alla zootecnia e la conseguente conversione dei pascoli in cespugliati boschivi, ha contribuito al miglioramento degli habitat per i cervidi e i bovidi, finendo proprio per condizionare le loro dinamiche riproduttive. In periodi invece di scarsità di nutrizione fornita dal bosco, le popolazioni di ungulati rivolgono spesso la loro ricerca all’esterno, dimostrando l’esistenza di una sorta di correlazione inversa tra la disponibilità delle risorse alimentari reperibili all’interno delle aree boschive e le perdite causate alle colture e alle vegetazioni. I danni quantitativi e qualitativi arrecati all’agricoltura e all’ambiente dipendono, tra l’altro, dalla disposizione territoriale dei campi e dei boschi, dallo sviluppo del perimetro forestale, e, comunque dal numero degli animali che vivono in una determinata area, per i quali vige la necessità di provvedere ad uno stretto monitoraggio. In presenza, infatti, di forte densità di cervi, caprioli e daini si intensificano anche problemi causati dalle brucature invernali ed estive e dai cosiddetti “fregoni”: sia nel periodo della pulitura, sia per marcare il territorio nella stagione riproduttiva, i maschi “fregano” alberi giovani, asportandone la corteccia e provocando la morte delle piante stesse. Il sovrannumero di esemplari comporta danni anche alla sopravvivenza stessa degli altri ungulati: per quanto concerne il daino, ad esempio, specie alloctona considerata dal D.M. 19 aprile 1996 “specie che può costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica”, si registra, ad esempio, in Toscana, in Emilia Romagna ed in Piemonte un’esplosione demografica che sta creando notevoli difficoltà per la convivenza con altri animali selvatici. Una condizione simile è stata riscontrata anche per il capriolo che, in alcune regioni italiane, registra densità di popolazioni assai elevate (oltre 40 capi per chilometro quadrato). Il prelievo con il cane da seguita delle specie elencate, con norme rigide, oltre a reintrodurre una pratica di caccia tipicamente italiana, consente un approccio più naturale alla regolarizzazione e alla gestione degli ungulati selvatici, garantendo un riequilibrio delle popolazioni stesse. L’utilizzazione dei cani nell’esercizio venatorio ha tradizioni antiche anche in Italia in quanto gli studiosi fanno risalire a circa 12.000 anni fa l’addomesticamento dei segugi proprio per l’impiego nelle attività venatorie. Nelle Valli del Natisone, in Friuli Venezia Giulia, nel Cantone del Giura, in Svizzera, ma anche in altre Nazioni come l’Inghilterra e la Francia, la caccia ai cervidi e bovidi con cani da seguita è una tradizione consolidata che non ha fatto riscontrare alcun tipo di destrutturazione all’ecosistema. E’ pertanto legittimo, ai sensi dell’articolo 19 della legge n.157/92, prevedere una forma di prelievo attraverso la quale sia possibile completare i piani faunistici-venatori, approvati annualmente dalle Province, distribuendoli in maniera omogenea sul territorio, prelevando cioè anche laddove la fitta vegetazione renda impossibile un tiro selettivo a lunga distanza con arma a canna rigata. La proposta di cacciare i cervidi e i bovidi con il cane da seguita consentirebbe l’utilizzazione esclusiva di fucili a canna liscia caricati a palla: una tipologia di prelievo che risulta ormai consolidata. L’attività venatoria dovrà essere commisurata alle locali densità e all’incremento utile annuo delle popolazioni sottoposte a gestione faunistica venatoria. A tal proposito viene presentata la proposta di legge per regolamentare, in modo chiaro e responsabile, il prelievo con il cane da seguita che, nel contempo, reintroduce un modo do concepire la caccia agli ungulati seguendo una importante tradizione venatoria mediterranea.

    La presente proposta di legge è composta da sette articoli:

    Articolo 1 – Disciplina il prelievo dei cervidi e dei bovidi con cane da seguita, finalizzato alla conservazione delle specie, al riequilibrio con la superficie e con le risorse del territorio di caccia, perseguendo il rispetto dell’agricoltura e dell’ambiente.

    Articolo 2 – Istituisce un Albo regionale dei cacciatori abilitati alla caccia dei cervidi e dei bovidi con il cane da seguita, i cui iscritti abbiano frequentato un corso di formazione teorico-pratico con il superamento di un esame finale.

    Articolo 3 – Prevede il rilascio al proprietario del cane di un brevetto che attesta l’abilitazione dell’animale alla pratica della caccia ai cervidi e bovidi, raggiunta tramite prove qualificanti per l’iscrizione allo specifico albo regionale, istituito dalle regioni.

    Articolo 4 – Dispone le modalità per esercitare la caccia ai cervidi e bovidi con cane da seguita effettuata da cacciatori abilitati, riuniti in squadre fisse, coordinate da un responsabile, alla quali vengono rigorosamente assegnati il numero dei capi da abbattere, il numero dei cani da impiegare nelle battute di caccia, le armi da utilizzare.

    Articolo 5- Stabilisce l’individuazione dei territori vocati alla gestione faunistica venatoria dei cervidi e dei bovidi con conseguente suddivisione in “distretti di gestione” per distribuire meglio l’attività venatoria su aree territoriali omogenee, onde favorire anche il controllo stesso delle popolazioni selvatiche;

    Articolo 6 – Prevede che al termine della caccia, il capo abbattuto venga condotto nel punto di raccolta dell’ATC o C.A per provvedere degli accertamenti sanitari, per la rilevazione dei dati biometrici e per la compilazione da parte del cacciatore della scheda di abbattimento;

    Articolo 7– Dispone che l’Amministrazione provinciale possa rilasciare specifica autorizzazione per l’organizzazione di rassegne annuali dei trofei di caccia, convegni, corsi ed incontri allo scopo di promuovere il recupero delle tradizioni venatorie toscane e di ricostruire e valorizzare l’immagine del cacciatore moderno.

  29. LAPO scrive:

    BENISSIMO !!
    Adesso nella proposta di legge sopra riportata, sostituite la parola Cervidi e Bovidi con la parola LEPRE ed avrete una legge perfetta per la gestione ottimale del selvatico che per elezione si caccia con il segugio ! La Lepre !!
    Cosi la smettiamo con tutti quei ripopolamenti che sono un insulto al buon senso : proprio come si pregia di proferire ad ogni pie sospinto il Sig. Bosio
    Volete gestire una popolazione di selvatici :benissimo , fate pure , cominciate dalal Lepre !!
    Poi , forse , potremo parlare di cervidi e bovidi.

  30. LAPO scrive:

    Per massimo zaratin

    copio e incollo

    Uh uh uh…Lapo,

    ora ho capito che caccia esclusiva pratichi tu e qualche altro scrittore del forum…

    SPIACENTI…

    …ci siamo anche noi!

    Guarda Massimo che io mica ti voglio impedire di cacciare il capriolo .
    Prendi in mano un binocolo ed una carabina e poi, fai pure , non c’è assolutamente problema ( con tutte le autorizzazioni necessarie , si intende ..)

  31. massimo zaratin scrive:

    X Lapo

    Non ho mai avuto l’occasione di praticare la caccia al capriolo; chissà, forse un giorno. Pratico comunque quella con il segugio alla lepre e se un giorno dovessi appassionarmi di “bambi” e nel rispetto dei piani di abbattimento, credo proprio che sceglierei una forma di caccia “dinamica”, con il cane ed un tiro più difficile, in movimento!

    Comprenderai che l’unica prova sulla non praticabilità di questa forma di caccia eseguita con il segugio è l’impatto che essa potrebbe avere sulla popolazione di caprioli. Siccome non mi risulta che ad oggi ci siano studi seri, se non di parte, sull’incidenza nella popolazione, io credo che qualsiasi tentativo per denigrare questa forma di caccia, abbia l’esclusivo scopo di salvaguardare l’unica attualmente praticata.

    Saluti.

  32. LAPO scrive:

    In merito alla questione Ti consiglio di documentarti su quanto avvenuto dagli anni 50 in avanti in Tretino Alto Adige. Lassu ad un certo punto hanno proibito l’uso del segugio per la caccia al Capriolo e il beneficio che ne hanno tratto i cacciatori è stato enorme tanto che ad oggi il Trentino è un esempio per come si gestisce la specie .
    Se non sbaglio nell’ultimo ventennio hanno abbattuto mediamente 15-20.000 capi all’anno.

  33. massimo zaratin scrive:

    Senz’altro avrò l’occasione di documentarmi meglio anche perchè gli unici dati in mio possesso, peraltro pubblici a tutti e contrari a ciò che vai dicendo, sono relativi alle valli del Natisone…
    …ecco qui:
    http://www.segugioistriano.it/aggiornamenti.html

    La caccia, da 50 anni a questa parte, è cambiata radicalmente nella gestione pertanto non credo sia affatto difficoltoso provvedere ad una gestione accurata ed attenta anche qualora si cacciasse con il segugio.

    Le popolazioni di caprioli sono facilmente controllabili numericamente quindi non vedo alcun problema nel provare una forma di caccia, senz’altro più affascinante e dinamica, che viene tuttora negata sempre a causa di quel solito personalissimo sentimento che tende a salvaguardare ad ogni costo solo la forma di caccia praticata.

  34. LAPO scrive:

    Scusa Massimo ma nei dati diffusi, che mi proponi, mancano gli ultimi dieci anni .( dal 1997 al 2007)
    Come mai ?
    Ribadisco un altro concetto : se chi utilizza il segugio vuole gestire il Capriolo cominci a dimostrare nei fatti che è in grado di gestire il selvatico per eccelelnza che si caccia con il segugio ovvero la Lepre.
    Come ? Applicando i regolamenti che si vogliono proporre per i cervidi ed i biovidi.
    Ribadisco ancora una volta : la proposta di legge va benissimo , basta sostituire le parole “Cervidi e Bovidi” con la parola “Lepre”
    Semplice no ?

  35. massimo zaratin scrive:

    Beh…comprenderai che è molto più semplice censire esattamente bovidi e cervidi che lepri pertanto tale forma di caccia sarebbe strettamente sotto controllo!

    Sulla caccia per eccellenza praticata con il segugio ti informo che i “soliti noti”, anni fa, possessori del solo cane da ferma, avevano avviato qui da noi, una petizione per l’abolizione del segugio sulla lepre! Come vedi…mi pare che la questione di fondo che accomuna le visioni abolizioniste o proibizioniste, siano esattamente le stesse…
    …è tutto ciò che mi scatena una certa prurigine! ;)

  36. LAPO scrive:

    Ritengo che abrogare il segugio sulla Lepre sarebbe stata la bestemmia venatoria più grande che si potesse fare.
    Sarebbe stato antistorico.
    Nel mio ATC la caccia alla Lepre con il segugio è praticata sotto forma di specializzazione. Chi ha il segugio va a Lepri ( e qualcos’altro tipo Volpe , Coniglio, ecc..) , chi ha il cane da penna va a penna (Fagiani , Beccacce , ecc ) , chi ha la carabina va a Caprioli, chi ha il capanno fisso va alla migratoria.
    Un vecchio adagio venatorio delle mie parti recita che “per ogni selvatico ci vuole la sua caccia” .
    Ribadisco comunque che i segugisti , prima di parlare di gestire il Capriolo, devono dimostrare di saper gestire la Lepre.
    Il giorno che finiranno i ripopolamenti e che si cacceranno le lepri in quantità vorra dire che qualcosa è cambiato.
    Forse allora , e solo allora , sarà il caso di pensare ai Cervidi ed ai Bovidi.

  37. rovesti paolo scrive:

    Cerco segugio adulto da seguita o da traccia per caccia alla volpe,ciao grazie

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