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Proposta modif. 157/92

| 6 maggio 2008 | 125 Comments

Come riceviamo e così pubblichiamo

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Cari amici,
prima di far presentare il disegno di legge di modifica della 157/92 da parte dei nostri Parlamentari, ritengo doveroso sottoporvi in anteprima la bozza del provvedimento in modo tale da consentirvi di fornirmi le vostre valutazioni ed i vostri suggerimenti.
Saremo ben felici, grazie ai vostri consigli, di migliorare questa bozza al fine di presentarla quanto prima in Parlamento per farla approvare nel più breve tempo possibile.

Grazie per il vostro contributo.

Sergio Berlato

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Eccovi la Bozza di modifiche alla legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

Art. 1.
1. All’articolo 4 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, il secondo periodo è sostituito dal seguente: “L’autorizzazione alla gestione di tali impianti è concessa dalle regioni su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica ovvero, se istituiti ai sensi dell’articolo 7, commi 2-bis e 2-ter, degli Istituti regionali, i quali svolgono altresì compiti di controllo e di certificazione dell’attività svolta dagli impianti stessi e ne determinano il periodo di attività”;
b) il comma 4 è abrogato;
c) il comma 5 è sostituito dal seguente:
“5. È fatto obbligo a chiunque abbatte, cattura o rinviene uccelli inanellati di darne notizia all’Istituto nazionale per la fauna selvatica ovvero, se istituiti ai sensi dell’articolo 7, commi 2-bis e 2-ter, agli Istituti regionali, ovvero al comune nel cui territorio è avvenuto il fatto. L’Istituto regionale e il comune provvedono ad informare l’Istituto nazionale”.

Art. 2.
1. L’articolo 5 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, è sostituito dal seguente:
“Art. 5. – (Richiami vivi). – 1. Nell’esercizio dell’attività venatoria da appostamento possono essere utilizzati in funzione di richiami vivi uccelli appartenenti alle specie cacciabili, provenienti dagli impianti di cattura e dagli allevamenti autorizzati dalle province.

2. Ogni cacciatore può impiegare contemporaneamente non più di dieci richiami di cattura per ogni singola specie cacciabile. Non sono posti limiti numerici all’utilizzo di richiami nati e allevati in cattività.
3. La legittima detenzione degli uccelli da richiamo è attestata dal documento di provenienza rilasciato dalle province titolari degli impianti di cattura, che deve accompagnare gli uccelli anche nel caso di cessione ad altro cacciatore. È vietata la cessione a titolo oneroso degli uccelli da richiamo di cui al presente comma.
4. Le regioni disciplinano l’attività di allevamento degli uccelli da richiamo appartenenti alle specie cacciabili e le modalità di detenzione e di cessione per l’attività venatoria”.

Art. 3.
1. All’articolo 7 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, il comma 2 è sostituito dai seguenti:
“2. L’Istituto nazionale per la fauna selvatica, con sede centrale in Ozzano dell’Emilia (Bologna), è sottoposto alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri.
2-bis. Le regioni possono istituire con legge l’Istituto regionale per la fauna selvatica che svolge nell’ambito del territorio di competenza i compiti di cui al comma 3, quale organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza delle regioni e delle province.
2-ter. L’Istituto è sottoposto alla vigilanza del Presidente della giunta regionale. Gli Istituti regionali collaborano con l’Istituto nazionale per la fauna selvatica, che ne coordina l’azione, nei progetti e nelle attività di carattere nazionale e internazionale.
2-quater. Alle funzioni attribuite agli Istituti regionali per la fauna selvatica, istituiti a norma del comma 2-bis, provvedono gli organi istituiti per le corrispondenti funzioni secondo le norme vigenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano”.

Art. 4.
1. All’articolo 10 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 è sostituito dai seguenti:
“3. Il territorio agro-silvo-pastorale di ogni regione è destinato per una percentuale dal 20 al 30 per cento a protezione della fauna selvatica, fatta eccezione per il territorio delle Alpi di ciascuna regione, che costituisce zona faunistica a se stante ed è destinato a protezione nella percentuale dal 10 al 20 per cento. In dette percentuali sono compresi i territori ove sia comunque vietata l’attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni e in particolare i territori sui quali, ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, siano stati già costituiti o vengano costituiti parchi nazionali o regionali all’interno dei quali operi il divieto di caccia, nonché le oasi di protezione, i rifugi faunistici, le zone di ripopolamento e cattura, i centri pubblici per la produzione di fauna selvatica, le zone di protezione lungo le principali rotte di migrazione dell’avifauna.

3-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione lo Stato e le regioni, nell’ambito delle rispettive competenze, tramite intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvedono a garantire il rispetto delle percentuali di territorio agro-silvo-pastorale da destinare a protezione della fauna selvatica, riportandole altresì all’interno dei limiti previsti dal comma 3 se superati.

3-ter. In caso di inosservanza, da parte delle regioni, dei limiti di cui al comma 3, il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentito il Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, interviene in via sostitutiva, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale”;
b) al comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Sono ricompresi in tale territorio, e sono soggetti alla programmazione venatoria, i territori e le foreste del demanio statale, regionale e degli enti pubblici in genere”;
c) al comma 8, lettera e), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “In tali zone l’attività cinofila con abbattimento della fauna, purché di allevamento e liberata per l’occasione, può essere svolta anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui all’art. 18″;
d) al comma 8, dopo la lettera h), sono aggiunte le seguenti:
“h-bis) i parchi, le riserve naturali, i rifugi faunistici destinati a favorire la sosta della fauna stanziale e migratoria e l’irradiamento della fauna selvatica nei territori circostanti;
h-ter) tutte le zone comunque precluse all’attività venatoria e, ai fini della sua utilizzazione faunistica e faunistico-venatoria, il demanio agricolo e forestale dello Stato e delle regioni”;
e) il comma 14 è sostituito dal seguente:
“14. Qualora nei successivi sessanta giorni sia presentata opposizione motivata in carta semplice ed esente da oneri fiscali, da parte della maggioranza dei proprietari, o conduttori interessati, la zona non può essere istituita”.

Art. 5
1. All’articolo 12 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 è abrogato;
b) al comma 8, le parole da: “con massimale” fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: “con massimale non inferiore a 1 milione di euro per ogni sinistro, di cui 750 mila euro per ogni persona danneggiata e 250 mila euro per danni a cose e ad animali, nonché di polizza assicurativa per infortuni conseguenti all’attività venatoria con massimale di 150 mila euro per morte o invalidità permanente”.
Art. 6

1. Il comma 1 dell’articolo 13 della legge 11 febbraio 1992, n. 157 è così sostituito:

“1. L’attività venatoria è consentita con l’uso:
a) del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12;
b) del fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 dotato di caricatore omologato;
c) del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6
d) dell’arco
e) del falco.”

Art. 7
1. All’articolo 14 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
5-bis. Il titolare di licenza di caccia in possesso del tesserino regionale ha diritto di esercitare l’attività venatoria alla selvaggina migratoria in tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti entro i confini della regione di residenza venatoria.

5-ter. Le regioni garantiscono l’accesso a tutti gli ambiti territoriali di caccia costituiti nel territorio di competenza ai cacciatori che non vi abbiano la residenza venatoria per la caccia all’avifauna migratoria per un numero di venti giornate complessive a livello nazionale nell’arco di ogni annata venatoria, secondo i parametri di accesso stabiliti ogni tre anni con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito il Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale”;
b) i commi 6, 7 e 16 sono abrogati;
c) al comma 10, sono soppresse le seguenti parole: “nazionali riconosciute, ove”.
d) dopo il comma 10 è inserito il seguente:
“10-bis. Nel quadro della pianificazione venatoria possono essere istituite aree convenzionate con accordi o convenzioni tra i conduttori dei fondi ed associazioni di cacciatori interessate, al fine di ottenere una particolare gestione del fondo medesimo, destinata ad un miglioramento ambientale, alla realizzazione di zone umide, a coltivazioni a perdere, alla realizzazione di siepi e boschetti ed ad aree di rifugio per la fauna, che possono aumentare e migliorare una presenza faunistica anche a fini venatori. Tali interventi sul territorio sono concordati, anche sul piano economico, in chiave di valorizzazione della multifunzionalità dell’impresa e del suo cambio di gestione del territorio, da agricolo a faunistico. Dall’attività di gestione del fondo gli agricoltori devono trarre beneficio economico”;
h) dopo il comma 17 sono inseriti i seguenti:
“17-bis. Per quanto concerne la definizione delle aree di ripopolamento e cattura, la relativa perimetrazione è concordata con le organizzazioni agricole maggiormente rappresentative.

Art. 8.
1. All’articolo 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dai seguenti:
“1. L’esercizio dell’attività venatoria è consentito esclusivamente nei confronti delle specie sottoindicate. La stagione venatoria è strutturata per periodi e per specie: inizia la prima decade di settembre e termina nella terza decade di febbraio di ogni anno. All’interno di tale arco temporale le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano determinano con propri provvedimenti, in conformità al comma 1-bis, i periodi in cui si articola la stagione venatoria e i tempi in cui è consentito il prelievo di una o più specie cacciabili.
1-bis. Ai fini dell’esercizio venatorio è consentito abbattere esemplari di fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie e nei periodi di seguito indicati:
a) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di febbraio: quaglia (Coturnix coturnix), tortora (Streptopeia turtur), marzaiola (Anas querquedula), colombaccio (Columba palumbus), volpe (Vulpes vulpes), cornacchia nera (Corvus corone), cornacchia grigia (Corvus corone cornix), ghiandaia (Garrulus glandarius), gazza (Pica pica), , alzavola (Anas crecca), beccaccino (Gallinago gallinago), frullino (Lymnocryptes minimus), piccione selvatico (colomba livia);
b) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di gennaio: germano reale (Anas platyrhynchos), canapiglia (Anas strepera);
c) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla seconda decade di febbraio: porciglione (Rallus aquaticus), fischione (Anas penelope), codone (Anas acuta), mestolone (Anas clypeata), moriglione (Aythya ferin), moretta (Aythya fuligula), combattente (Philomachus pugnax), folaga (Fulica atra), gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), oca granaiola (Anserfabalis), oca selvatica (Anser anser), beccaccia (Scolopax rusticola), pettegola (Tringa totanus);
d) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di febbraio: cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos), tordo sassello (Turdus iliacus), pavoncella (Vanellus vanellus), allodola (Alauda arvensis);
e) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di dicembre: starna (Perdix perdix), pernice rossa (Alectoris rufa), pernice sarda (Alectoris barbara), lepre comune (Lepus europaeus), lepre sarda (Lepus capensis), minilepre (Silvilagus floridamus), lepre italica (Lepus corsicanus);
f) specie cacciabili dalla terza decade di settembre alla terza decade di gennaio: fagiano (Phasianus colchicus), coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), merlo (Turdus merula);
g) specie cacciabili dalla prima decade di ottobre alla terza decade di novembre: pernice bianca (Lago pus mutus), fagiano di monte (Tetrao tetrix), coturnice (Alectoris graeca), camoscio alpino (Rupicapra rupicapra), capriolo (Capreolus capreolus), cervo (Cervus elaphus), daino (Dama dama), muflone (Ovis musimon) con esclusione della popolazione sarda, lepre bianca (Lepus timidus);
h) specie cacciabili dalla prima decade di settembre alla terza decade di gennaio: cinghiale (Sus scrofa)”;
b) il comma 2 è sostituito dai seguenti:
“2. I termini di cui al comma 1-bis possono essere modificati per determinate specie in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali.

2-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano autorizzano le modifiche previo parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, degli Istituti regionali o delle province autonome.

2-ter. I termini di cui al comma 1-bis devono essere comunque contenuti tra la terza decade di agosto e la terza decade di febbraio.

2-quater. L’autorizzazione regionale e delle province autonome di Trento e di Bolzano è condizionata alla preventiva predisposizione di adeguati piani faunistico-venatori. Le regioni e le province autonome, sentito il parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, degli Istituti regionali e delle province autonome, possono, sulla base di adeguati piani di abbattimento selettivi, regolamentare il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alle specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui commi 1-bis e 7″;
c) al comma 3, le parole: “comma 1″ sono sostituite dalle seguenti: “comma 1-bis”;
d) il comma 4 è sostituito dai seguenti:
“4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con propri provvedimenti determinano, in conformità alle disposizioni del presente articolo, il periodo in cui si articola la stagione venatoria, indicando altresì, all’interno dei periodi fissati dalla presente legge, i tempi in cui è consentito il prelievo di una o più specie ammesse all’attività venatoria.
4-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito l’Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, gli Istituti regionali e delle province autonome, pubblicano, entro e non oltre il 15 giugno, il rispettivo calendario regionale e provinciale e il regolamento per la caccia nella zona faunistica delle Alpi, nel rispetto di quanto stabilito ai commi 1 e 1-bis e con l’indicazione del numero massimo di capi abbattibili in ciascuna giornata di attività venatoria.
4-ter. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono anticipare l’apertura della caccia, esclusivamente da appostamento e limitatamente alla specie tortora (Streptoteia turtur), alla terza decade di agosto, previo parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, degli Istituti regionali e delle province autonome. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono altresì regolamentare diversamente la sola caccia vagante con l’uso del cane nelle tre decadi del mese di febbraio limitandola, per esigenze di tutela delle specie stanziali oggetto di ripopolamento, alle immediate vicinanze dei corsi e specchi d’acqua, naturali o artificiali, segnalati nei rispettivi calendari venatori.
4-quater. Per garantire un prelievo venatorio coordinato e controllato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano prevedono inoltre, relativamente alle tre decadi del mese di febbraio, diversi limiti di carniere giornalieri per singole specie e limiti complessivi”;
e) il comma 5 è sostituito dal seguente:
5. Il numero delle giornate di caccia settimanali non può essere superiore a tre. Le regioni possono consentirne la libera scelta al cacciatore.
f) il comma 6 è sostituito dal seguente:
6. Le regioni, sentito l’Istituto nazionale per la fauna selvatica o, se istituiti, gli Istituti regionali e delle province autonome, e tenuto conto delle consuetudini e tradizioni locali, possono anche in deroga al comma 5 , regolamentare diversamente l’esercizio venatorio alla fauna selvatica migratoria nei periodi intercorrenti tra il 1° ottobre ed il 30 novembre, consentendo il prelievo da appostamento per ulteriori due giornate settimanali.
g) al comma 7, le parole: “La caccia di selezione agli ungulati è consentita” sono sostituite dalle seguenti: “La caccia di selezione agli ungulati e la caccia da appostamento agli acquatici e ai turdidi sono consentite”.

Art. 9.
1. All’articolo 19, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo sono aggiunte le seguenti parole: “e anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui all’articolo 18″;
b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e dei cacciatori iscritti agli ambiti territoriali di caccia ed ai comprensori alpini delle aree interessate”.
Art. 10.
1. All’articolo 21 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al comma 1, la lettera g) è sostituita dalla seguente:
“g) il trasporto, all’interno dei centri abitati, lungo le vie di comunicazione dei parchi e delle riserve naturali, e delle altre zone ove è vietata l’attività venatoria, ovvero a bordo di veicoli di qualunque genere, dei mezzi di caccia di cui all’articolo 13, commi 1 e 2, che non siano scarichi e in custodia;”;
c) al comma 1, la lettera i) è sostituita dalla seguente:
“i) cacciare sparando da aeromobili, da veicoli a motore e da natanti in movimento spinti da motore a velocità superiore a 5 Km/h, tranne che in alto mare dove, per motivi di sicurezza, è vietato il solo uso di natanti a motore con velocità superiore a 18 Km/h, come previsto dall’allegato IV della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979;”;
1) il comma 1 lettera m) è così sostituito:
m) cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte da neve, salvo che da appostamento e salvo che nella Zona Faunistica delle Alpi, secondo le disposizioni emanate dalle regioni interessate;

2) al comma 1 lettera n) dopo le parole “…e sui terreni allagati dalle piene di fiume” aggiungere le parole ” …con esclusione della caccia agli uccelli acquatici “.

3) al comma 1 lettera p) dopo le parole ” richiami vivi ” aggiungere le parole ” e zimbelli ” e dopo le parole ” …al di fuori dei casi previsti dall’art. 5, aggiungere le parole…”salvo che per l’anatra germanata per la caccia agli uccelli acquatici, il piccione domestico per la caccia al colombaccio, la civetta viva proveniente da allevamento per la caccia da appostamento”.

4) al comma 1 la lettera q) è soppressa;

5) al comma 1 lettera u) dopo le parole “fare impiego di civette” aggiungere le parole “non provenienti da allevamento.”

6) Al comma 1 la lettera ee) è così sostituita:
ee) detenere, acquistare e vendere esemplari di fauna selvatica, ad eccezione dei capi legittimamente abbattuti e degli uccelli detenuti quali richiami vivi nel rispetto della normativa;
d) al comma 1, lettera o), le parole da: “nei casi previsti” fino a: “nelle oasi di protezione” e le parole: “, in tale ultimo caso,” sono soppresse;
e) al comma 1, dopo la lettera ff), sono aggiunte le seguenti:
ff-bis) praticare la caccia alla posta alla beccaccia e la caccia da appostamento al beccaccino”;
f) al comma 3 è così sostituito:
3. La caccia alla fauna migratoria è vietata su tutti i valichi montani individuati dalle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano come principali ai fini delle rotte di migrazione dell’avifauna per una distanza di mille metri dagli stessi”.

Category: Generale

Comments (125)

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  1. Alex66 scrive:

    Giovanni ti ringrazio per le ultime parole da te usate,in un posto bellissimo come il tuo le invasioni sono ben visibili e di questo te ne rendo atto,ma in altre regioni tipo la Puglia dove io vado sin da bambino perchè come scritto in un precedente mio padre è nato e cresciuto con il fucile ad un colpo lì nelle distese a perdita d’occhio di uliveti,le invasioni non esistono più,anche perchè pagando circa 10 euro al giorno ti prendi il permesso.Questa è solo una politica dei soldi,chi più ne ha più caccia.Ti posso dire con prove alla mano che durante il periodo autunnale nelle riserve leccesi si fa la caccia serale agli acquatici solo per i riservisti.Vista così non è una cosa grave dato il tipo di caccia….ma a chi è al di fuori della riserva in territorio libero questo non è permesso perchè la legge lo impedisce,e mentre si è lì a parlare con i forestali o la provincia a poche decine di metri si sentono raffiche paurose (alzavole e fischioni)ma lì dentro non si entra!!!!!Quello che vorrei e che si potesse tornare tutti alle cacce tradizionali che ognuno ha dentro di se,o per averle provate in prima persona o per racconti fatti e rifatti da genitori o amici più grandi….
    Ho 41 anni ed il rispetto che ho per le persone anziane che incontro in campagna non è lo stesso che trovo nella maggior parte dei più giovani.Questa è solo un mia considerazione per esperienze passate.
    Cordialità

  2. massimo scrive:

    pensavo che avrebbe inserito nella bozza anche la riapertura allo storno,che sta invadendo in tutto il territorio recando anche danni notevoli.cordiali saluti e buon lavoro.

  3. francesco scrive:

    la proposta e’ buona mancano a mio avviso l’inserimento dello storno e la modifica della restrizione x i 3 giorni concecutivi..fino a 2 anni fa sabato domenica e lunedi si poteva cacciare ora invece si specula su questa cosa. gia’ e’ difficile restare cacciatori integri senza macchia non rendecelo impossibile.. grazie e in bocca al lupo a tutti..

  4. Giovanni Fidc scrive:

    E si Giacomo, di quella gentaglia così, come è giusto chiamare individui che di cacciatore hanno solo la licenza, ne è pieno lo stivale e più a sud andiamo più il malcostume è dilagante. E’ doloroso ammettere che al giorno d’oggi ci sia gente che adotta certi comportamenti, sono loro si, quelli che ci gettano addosso discredito. E sono sempre loro, fatto accertato e toccato con mano da anni ormai, che gridano nelle assemblee di Cacciatori Veri, di far sparire le guardie volontarie, ci odiano perchè siamo quelli che più danno loro fastidio. Purtroppo gli Agenti forestali sono pochi, le guardie provinciali idem e le altre Forze dell’ordine hanno mille incombenze, restiamo noi, i volontari quelli che danno fastidio a chi della caccia ha fatto un modo di farsi i cavoli propri. Ovviamente facendo sempre i dovuti distinguo tra i volontari, perchè tra noi le pecore nere ci sono e tante anche….purtroppo. Mi si potrà obiettare che difendo troppo la categoria, ebbene è così in quanto credo fermamente in ciò che facciamo e che siamo riusciti a fare di buono nel nostro piccolo!!!
    Giovanni

  5. fabrizio scrive:

    Chi ben comincia e’ a meta’ dell’ opera e la proposta mi sembra ben fatta, soprattutto con riguardo alla soppressione della distinzione fra caccia vagante e caccia da appostamento fisso, alla possibilita’ di cacciare la migratoria in tutta la regione, e alla soppressione delle due giornate di silenzio venatorio. Tutte e tre cose sacrosante!
    Mi suscita qualche dubbio la possibilita’ di cacciare da barche in movimento…….ma questo sara’ oggetto di dibattito parlamentare. Un grazie di cuore a Berlato per la sua tempestivita’ e la sua buona volonta’. La proposta e’ comunque un’ ottima base di discussione. Avanti tutta!!!
    un saluto al popolo cacciatore
    fabrizio

  6. fabrizio scrive:

    cari amici cacciatori,
    non dimentichiamo che la perfezione non e’ di questo mondo: solo Dio Onnipotente e’ perfetto, e se stiamo a cincischiare cercando la perfezione assoluta, finisce che non portiamo a casa proprio nulla. Ora tocca a Rossi e ai parlamentari dell’ intergruppo per la caccia. Bravo Berlato! di nuovo un “avanti tutta”, alla faccia di gente che per salvare i topi da laboratorio, farebbe morire i propri simili delle peggiori malattie. Perche’ chi odia noi cacciatori odia il genere umano.
    un saluto all’ On. Berlato
    fabrizio

  7. Francesco scrive:

    Caro Onorevole
    Ho letto la sua proposta di modifica con attenzione. Come lei sa tutto è perfettibile, lei comunque, per dir così, a volo pindarico tocca diversi punti sui quali i cacciatori da anni chiedono una rivisitazione.
    Non leggo però nulla riguardo alla figura giuridica delle guardie venatorie volontarie che si voglia ammettere o no comunque sono di straordinaria efficacia per il rispetto delle norme in materia venatoria. Le chiedo quindi se le sembra il caso di attribuire a si fatte figure, in modo chiaro ed inequivocabile, poteri di PG ed il diritto, su esplicita richiesta, del porto d’armi difesa personale arma corta. Chi come me ha il malaugurato compito di controllo e di sanzione sa bene quali e quanti rischi corriamo per svolgere questa attività. Gli sceriffi lasciamoli all’America ma un minimo diritto di difesa, contro bracconieri, malintenzionati, piromani, animali selvatici pericolosi, ecc.. penso l’abbiamo anche noi. Per poter aspirare al decreto come GVV sono stato posto ai raggi x da Stazione dei carabbinieri, Commissariato, Questura, Prefettura, Provincia. Ho sostenuto un esame abilitativo presso la Commissione regionale. Penso che un minimo di garanzia dovrei averla data alle Istituzioni.
    Cordialmente.
    Francesco

  8. corrado scrive:

    On. Berlato,
    ho letto con attenzione la bozza di proposta della legge 157/92.Ho notato con dispiacere che non sono stati menzionati lo storno ed altri migratori quali il fringuello e la pepola. Mi farebbe piacere vederli inseriti nella suddetta e poterli cacciare con richiami vivi e cacciare lo storno dalla terza decade di agosto fino alla terza decade di febbraio visto la sua nocività e la sua densa presenza sul territorio. Vorrei mi fosse chiarito se per piccione selvatico si intende piccione torraiolo.
    Fiducioso, le invio cordiali saluti.

  9. Pitanti Pietro scrive:

    Caro signor Berlato sono molto interessato alla modofica della attuale 157/92 ma come tutte le modifiche ha bisogno di essere rivista onde evitare che una volta proposta e non accettata venga messa in un cassetto e dimenticata. Naturalmente come tutti quelli che hanno letto il suo articolo ho trovato delle cose che non mi sono chiare,come l’assenza dello storno,fringuello,peppola e poi il discorso della mobilita alla migratoria che secondo me dovrebbe essere liberalizzata a livello nazionale. Se la cosa non fosse impossibile da mettere in atto si potrebbe fare come in alcune regioni come ad esempio la puglia che con una somma di appena euro 10,33 al giorno puoi cacciare liberamente e farebbe andare a caccia tutti e nello stesso momento entrerebbero finanziamenti nelle casse degli a.t.c. e tutti sarebbero contenti.

  10. Franco74 scrive:

    Salve,leggo nei commenti più di qualche critica alla proposta dell’On. Berlato…Io penso che dovremmo tutti inchinarci alla sua iniziativa e augurarci che questa vada presto a buon fine. A tal proposito chiedo al Preg.mo On. Berlato quando la proposta verrà presentata e se avremo notizie in tempo reale in merito alla sua approvazione.

  11. CORRADO scrive:

    Carissimo On. Berlato. ho letto con attenzione il disegno di legge di modifica della 157/92. Ho notato con dispiacere che non viene menzionato lo storno. Mi farebbe piacere sapere se potrebbe esserci la possibilità di cacciarlo dall’ultima decade di agosto fino all’ultima di febbraio considerata la sua nocività e la vasta presenza di questa specie. La ringrazio moltissimo per la Sua attenzione ed in attesa Le porgo distinti saluti.

  12. Giovanni Fidc scrive:

    Bravissimo Francesco, non so da dove scrivi e dove presti servizio volontario, posso solo dirti bravo per quanto hai scritto. Bravo perchè sei stato coraggioso, si coraggioso perchè, come tanti l’on Berlato non ci tiene molto in considerazione. Tempo fa io, che sono un tuo collega della provincia di Torino, avevo avanzato una richiesta proprio all’On….mi ha risposto in modo alquanto ironico e un tantino sgarbato. Spero lui non abbia dimenticato, come non dimentico io i modi poco ortodossi di rispondere a chi fa una richiesta a un parlamentare eletto dal popolo. Mi spiace dirlo o ribadirlo, qualcuno magari se la prenderà anche per lui, ma non amo ambasciatori per riportare le cose. Ora, mettendo da parte inutili e sterili polemiche, mi chiedo cosa ne pensa l’on. Berlato del post di Francesco al quale mi associo e che centinaia di colleghi Cacciatori Onesti, nonchè decine di Guardie volontarie serie, attendono di sapere il settore come si intende ristrutturarlo? Mi/ci auguriamo di essere presi in seria considerazione caro On. Berlato non relegati e derisi come sempre da chicchessia. Saremo mai ascoltati? Non credo caro Franceasco. In ogni caso, mi preme dire una cosa riguardante la bozza di modifica. Se pensiamo che passi liscia come l’olio senza intoppi interni ed esterni, è pura illusione. Non dimentichiamo che i verdastri non sono più si in parlamento o al governo, ma faranno fuoco e fiamme per impedirci di portare avanti con serenità simile progetto, quindi senza facili entusiasmi, aspettiamo cosa succederà col tempo.
    Giovanni

  13. SERGIO BERLATO scrive:

    Vi invito per l’ennesima volta a leggere con attenzione la bozza di modifica alla 157/92 e le risposte che ho già dato ad alcuni amici in lista sulle ragioni che rendono impossibile l’inserimento all’art. 18 dello storno, fringuello ed altre specie non ricomprese nell’Allegato II/II della Direttiva 409/79.
    Cordiali saluti

    Sergio Berlato

  14. massimo zaratin scrive:

    Sulle guardie volontarie…
    esprimo le mie perplessità a riguardo. Dalle nostre parti per esempio c’è già una buona e capillare vigilanza da parte della Provincia. A queste vanno aggiunte le guardie volontarie degli ATC e, purtroppo, anche le numerosissime incursioni delle “guardie ambientaliste”. In alcuni giorni è difficile addirittura svolgere una serena attività venatoria…tanti sono i controlli in una giornata!
    Ora non so se la proposta di Francesco di armare la vigilanza volontaria faccia riferimento anche alle guardie ambientaliste però mi pare una proposta alquanto azzardata…se non altro in termini di incolumità dei controllati e dei controllori.
    Permettetemi un’ultima osservazione che nulla c’entra con l’argomento ma concedetemi ugualmente lo “sfogo”. All’ennesimo controllo al quale sono stato sottoposto una mattina, prima dalle guardie provinciali, poi da quelle volontarie venatorie ed infine da quelle ambientaliste mi è venuto in mente che di notte, io e la mia famiglia,dopo una giornata di onesto lavoro, dobbiamo dormire blindati in casa ed il tutto a causa…
    …di una scarsa “vigilanza”!

    saluti.

  15. Francesco scrive:

    Per quanto riguarda la caccia alla lepre e pernice sarda, il periodo di caccia è troppo lungo e comprometterebbe la sopravvivenza di queste specie. Sarebbe un peccato, riempono il cuore di emozione quando si cacciano. Meglio cacciarle di meno durante l’anno e continuare a cacciarle per tanti anni.

  16. Baghy scrive:

    Bravissimo Massimo
    Armare legalmente la vigilanza venatoria delle associazioni ambientaliste secondo me vuol dire anche dare loro la possibilità per effettuare sequestri penali ed è proprio quello che essi vogliono per fare il loro sporco comodo contro noi cacciatori. Se è questo che volete? saluti Baghy

  17. Enrico Righi scrive:

    Suggerisco all’art. 5 della L. 157, come modificato dalla proposta, di inserire una norma che chiarisca che sono consentiti i richiami vivi (provenienti da allevamento) di tutte le specie cacciabili, anche se cacciabili in deroga, qualora concesse.

  18. Francesco scrive:

    Caro Baghy
    Non credevo con le mie riflessioni di smuovere tutto questo interesse. Ti ricordo però che comunque le GGVV sono Pubblici Ufficiali e quindi nell’esercizio delle loro funzioni possono sequestrare (se non penalmente) amministativamente tutto ciò che può essere oggetto di confisca (anche il fucile per capirci). Ma poi se sei una persona ligia alle leggi perchè temi improbabili ritorsioni? Spesso il potere è accompagnato dal dovere non credere quindi che si possano utilizzare le funzioni di PG con tanta disinvoltura (se non si voglia incorrere in pesanti sanzioni penali es: abuso d’ufficio, falso ideologico, falso materiale, ecc..). La qualifica di PG significherebbe semplicemente poter trattare in modo uguale casi uguali e in modo diverso casi diversi.
    P.S. se vuoi leggere altre mie opinioni vai a “Aggiornamento modifica 157/92″.
    Con stima
    Francesco

  19. Antonio scrive:

    Suggerirei una modifica al capitolo delle opzioni che permetta anche a chi è iscritto ad una riserva di caccia alpina poter cacciare per esempio il cinghiale in una squadra di ATC Toscano, come ospite al pari di chiunque sia invece iscritto ad un ATC qualsiasi fuori regione, anche limitatamente ad un tot. di giornate.

  20. fabrizio scrive:

    caro Francesco,

    sono sicuro che tu sei una guardia venatoria volontaria corretta e onesta, ma non siete pubblici ufficiali, cosi’ come non siete polizia giudiziaria. Legalmente, siete assimilabili alle guardie giurate e nulla di piu’. Potete procedere all’ arresto in flagranza solo nei casi previsti dall’ art. 380 del C.P.P., come tutti i comuni cittadini possono fare. Non potete procedere a sequestri o perquisizioni, ma solo all’ ispezione del carniere e alla verifica della licenza di caccia. Potete stilare il verbale una volta che avete identificato il cacciatore. Infine potete procedere a denuncia in caso siate testimoni di un fatto delittuoso, come qualsiasi altro cittadino.
    ciao
    fabrizio

  21. Stefano scrive:

    Caro Ministro, in riferimento all’ art.5 “1. L’attività venatoria è consentita con l’uso:
    b) del fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 dotato di caricatore omologato”
    è giusta l’interpretazione per cui si possa cacciare anche con fucili ad aria compressa di calibro superiore a 5,6 mm ?
    Ringrazio anticipatamente e porgo Distinti Saluti.
    Stefano da Lucca

  22. Giovanni Fidc scrive:

    Fabrizio per favore non tirare fuori delle balle gigantesche. Mi spieghi per favore come fa una guardia volontaria, nello specifico a non essere un Pubblico Ufficiale? Hai nozioni di chi siano queste figure nell’ordinamento giudiziario? Guarda che P.U. lo è anche lo scrutatore nei seggi e nell’esercizio delle sue funzioni, lo è il controllore sui bus e treni, lo è chiunque ricopra una pubblica carica sia anche temporanea, che sia abilitato al controllo di documenti e attività amministrative e non. Non possiamo procedere a sequestri?…Si ma quali di grazia? Se non conosci la Legge 689 e gli artt. 13 e 14 stessa legge, aggiornati, internet è grande. Quindi per favore Fabrizio non scrivere a vanvera e prima di muovere la lingua o nel caso specifico i tasti di una tastiera, inserisci l’intelligenza, tutta quella che hai e leggi, informati e poi se hai letto e capito bene, riscrivici. Cordialmente.
    Giovanni

  23. Giovanni Fidc scrive:

    Non dirmio Fabrizio che veramente fai l’avvocato di mestiere, non è possibile se così è non vorrei mai essere in mano a uno che si considera professionista in materia. Scusami ma visto che sei uscito allo scoperto e che non avevo letto prima il post, ti rispondo solo ora. Bene a sto punto ho capito perchè le cose funzionano così male in Italia, se uno che si definisce “avvocato”, non ha le nozioni di chi è o di chi non è un P.U. nell’esercizio delle sue funzioni, se può o non può fare sequestri almeno amministrativi, vuol dire che è a digiuno delle leggi che regolamentano la materia, oppure ancora fresco di laurea….ha molto da imparare. Quindi prima leggere e imparare, poi dire fesserie specie se ci si fregia di un titolo!!!
    Giovanni

  24. Giovanni Fidc scrive:

    La nozione di pubblico ufficiale prende spunto dall’art. 357 del codice penale:

    Art. 357. (Nozione del pubblico ufficiale). Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giurisdizionale o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione e dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi e certificativi.

    È pubblico ufficiale anche chi concorre in modo sussidiario o accessorio all’attuazione dei fini della pubblica amministrazione, con azioni che non possano essere isolate dal contesto delle funzioni pubbliche (Cass. Pen., Sez. VI, 85/172191)

    La qualifica va riconosciuta a chi, anche se privato cittadino, può esercitare poteri autoritativi, deliberativi o certificativi, considerati anche disgiuntamente tra loro (Cas. Sez. Un. Pen. N. 92/191171), ma “occorre sempre verificare se l’attività è disciplinata da norme di diritto pubblico” (Cass. Pen., Sez. VI, 99/213910).

    L’articolo 13 della legge n. 689/81 definisce i poteri dei Pubblici ufficiali.

    Questi sono abilitati a:

    assumere informazioni;
    ispezionare cose e luoghi, con l’esclusione della privata dimora;
    effettuare rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici;
    eseguire il sequestro cautelare delle cose oggetto di una confisca amministrativa;
    sequestrare il veicolo o il natante privo dell’assicurazione o della carta di circolazione

    Esempi di pubblici ufficiali sono:

    l’assistente sociale di un ente pubblico
    le forze di polizia
    l’insegnante di scuola pubblica o privata
    il collaboratore amministrativo di una pubblica amministrazione
    il medico ospedaliero
    le guardie venatorie (Cass. Pen. Sez. V, n. 97/207896)
    i componenti di una commissione di gara d’appalto
    i militari in servizio
    il capotreno
    il comandante di una nave
    il pilota d’aereo
    il notaio
    lo scrutatore
    l’avvocato (per es. nel procedimento di notificazione ex artt. 1-6 della Legge n. 53/1994, il difensore nel compilare la relata di notifica è considerato Pubblico Ufficiale)
    il Difensore Civico
    Estratto da “http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_ufficiale”

    PER TUTTI E IN MODO PARTICOLARE PER CHI SI PROFESSA “AVVOCATO”….MAH….LEGGERE ATTENTAMENTE ONDE EVITARE CHE I CONSIGLI DI CERTUNI PORTINO A DENUNCE PER REATI CONTRO CHI ESERCITA PUBBLICHE FUNZIONI. Non voglio sentirmi chissà chi come qualcuno può pensare di certo, ma mi sento di dare qualche dritta a colleghi Cacciatori Veri e ligi al loro dovere, cioè a chi la caccia vive come qualcosa di meraviglioso senza seminare odii assurdi e notizie false e tendenziose!!! Cordialmente saluto tutti i Cacciatori!!!
    Giovanni

  25. raffael scrive:

    ma si potrà andare a caccia a febbraio?
    ormai i verdi sono fuori dal governo, quindi non si potrà dire che è colpa loro, basta alibi, basta prese per il culo, o quando si andrà a votare andremo solo se le votazioni si fanno il 31 gennaio come la chiusura della caccia

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