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Veneziano risp. a Io Donna

| 8 aprile 2008 | 0 Comments

Come ci è stato inviato e così pubblichiamo
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Dott.ssa Fiorenza Vallino
Direttore Responsabile
Io Donna
Prof. Francesco Petretti
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Osvaldo Veneziano - Presidente ARCICACCIAIn un articolo “Le vite degli altri” apparso su “Io Donna” (Corriere della Sera) del 29/3/08 il Prof. Francesco Petretti, zoologo, ha scritto alcune sue considerazioni interessanti sullla caccia, sui maschietti e la caccia, analizzando i baby cacciatori del Wyoming, dell’Illinois, del Montana, per arrivare col suo ragionare alla conclusione che la caccia oggi in Italia è anacronistica. Io non condivido questo giudizio e contesto “energicamente” la conclusione perché non argomentata e neppure giustificata oltrechè in contrasto con altre sue parole ascoltate in altre occasioni.
Troppo comodo, dico troppo, per il Prof. Francesco Petretti criticare indistintamente tutta la caccia che si fa in Italia e anche scientificamente incredibile “pensare” un futuro di cacciatori italiani da “discount” e “supermarket”.
Appena qualche anno fa il Prof. Petretti giudicava l’attuale legge venatoria italiana “un punto di equilibrio”, da difendere e da applicare, quindi sa che nel nostro Paese ci sono Regioni, Comitati di gestione di Comprensori Alpini e di ATC che non hanno molto da imparare dall’estero e che per il loro impegno faunistico (zone di ripopolamento, prelievi selettivi, ripristini ambientali) hanno ottenuto persino le lodi di organizzazioni come l’OCSE la quale ha espresso giudizi positivi sul lavoro svolto a qualificare i nostri paesaggi anche faunisticamente (vedi Provincia di Siena).
La soluzione non sta nell’affidare la caccia alle sole Aziende faunistiche (anche dai Partiti dei cacciatori viene la proposta di privatizzazione la caccia alla francese). Come il Professore non può non sapere i limiti di carniere sono solo quelli del denaro, così come avviene oggi in Italia laddove non vige l’art. 842 del Codice Civile. Così, come lo sarebbe ancora di più se abolissimo su tutto il territorio agro-silvo pastorale l’art. 842 del Codice Civile. Caro professore magari venga anche a proporre di cacciare nei parchi come si fa in altre parti del mondo.
La legge italiana in essere voluta da una importante scienziata e “Mamma” dell’ambientalismo italiano, la compianta dott.ssa Laura Conti, insieme alla parte più illuminata del mondo venatorio, risolve già la possibilità per gli agricoltori di escludere dal loro fondo l’attività venatoria se lo vogliono. Non vorrei che Petretti preferisca che l’abolizione di questo articolo del codice civile, che già non è in essere nelle Aziende faunistiche, sia propedeutica all’affermazione della sola caccia mercantile. Se venisse abolito l’art. 842 basterebbero diverse migliaia di euro per abbattere quanti migratori vuole chi ha il portafogli ben gonfio. Perché non contiamo quanti se ne abbattono in cambio di valuta pregiata in totale assenza dell’art. 842 e quanti nel territorio programmato? Chieda a qualche esperto di propaganda animalista anticaccia se non vanno laddove l’art. 842 è abolito alcuni detrattori della caccia a cercare le cartucce per testimoniare quanti milioni di cartucce si sparano in Italia.
A Venezia, solo qualche anno fa, ero insieme con il Prof. Petretti a un Convegno contro una proposta di legge che prevedeva i baby cacciatori italiani e contestualmente la privatizzazione mercantile della fauna in Italia.
A Venezia difendemmo insieme la legge italiana (la 157/92) e il Prof. Petretti potè vedere quanti e chi tra i cacciatori la difendevano. Sarebbe grave avere un ambientalismo che in questa materia sia subalterno ai “venti” della politica, per buttare via bambino ed acqua sporca come purtroppo spesso si fa in Italia.
Distinti saluti
Osvaldo Veneziano

Category: Arcicaccia

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