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Arcicaccia risponde a La Repubblica

| 1 aprile 2008 | 6 Comments

Prot. C/71/OV/cf Roma, 1 aprile 2008
Dott. Ezio Mauro Direttore La Repubblica
Dott.ssa Paola Coppola La Repubblica
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Egregio Direttore,
mi permetta alcune brevi considerazioni sull’interessante articolo di lunedì scorso con il quale Paola Coppola invitava ad approfondire il tema della detenzione di armi in relazione a quanto pubblicato sul numero in edicola della rivista “Mente e Cervello”.
La sicurezza e la tutela della vita umana sono cose sacre e non è certo mia intenzione, anzi, di banalizzare il problema. Quello che mi preoccupa è la superficialità con cui in Italia si tende “a fare di ogni erba un fascio” anche in una materia così delicata come quella della detenzione di armi e della sicurezza dei cittadini, l’articolo di “Mente e  Cervello” sollecita a valutare, le motivazioni che sono alla base delle concessioni dei porto d’armi richiesti per i motivi più diversi (ludici, venatori, di difesa e così via…) Noi non vorremmo che altri strumentalmente per incapacità ad affrontare il problema con serietà, razionalità e competenza arrivassero a criminalizzare i cacciatori. Insomma ragioniamo, ma guardiamoci dal “piove governo ladro!” di un tempo. Occorre innanzitutto fare le opportune distinzioni tra i vari tipi di arma (sportive, da difesa, militari, pistole o fucili a pallini…) e il loro livello di pericolosità, così come bisogna valutare bene le motivazioni che portano una persona a chiedere la detenzione di un arma. La nostra normativa già buona, può essere migliorata sicuramente ma non a prescindere dal merito altrimenti, avremo un reiterarsi di interventi legislativi, come già accaduto nel passato, inutili e incapaci di incidere positivamente sulla sicurezza, come i risultati ottenuti dimostrano.
Premessa per un intervento utile è certamente una comparazione seria tra la nostra legislazione e quella di altri paesi dove l’uso e la cultura della detenzione dell’arma sono ben diversi e studiare la casistica di quei paesi, anche con uno specifico riferimento alle armi e alla licenza di caccia dato che alcuni numeri sui praticanti la caccia nell’articolo non tornano proprio!
Secondo elemento da valutare, proprio perché non affascinati anzi contrari alla cultura americana di costituzione di una lobby che vada dai “mitragliatori ai cacciatori”, è la differente pericolosità delle armi: alcune, occultabili, come le armi corte, altre meno dirette nate per altri scopi come un fucile a pallini che, dovrebbe comunque essere detenuto in sicurezza e nel rispetto delle direttive europee, nell’abitazione e trasportato smontato o in custodia quando la caccia è chiusa. In questo contesto volendo essere più severi con le armi occultabili, si può decidere che chi ha la licenza per la caccia possa acquistare e detenere solo armi per la caccia e per il tiro ai piattelli e non altre.
Ciò detto ci sono due questioni che hanno bisogno di essere rivisitate. Una riguarda l’importanza, la responsabilità e i poteri di chi in qualche modo certifica le condizioni psicofisiche per il rilascio dell’autorizzazione all’acquisto e al porto d’armi; occorre impegnare di più il medico di famiglia, perché più conoscitore del paziente incaricandolo anche di un primo controllo in presenza di segnali di alterazioni psicologiche, di chi ha la patente, di chi pratica la caccia o alcune discipline sportive ecc. Talvolta, mistificando la realtà, i medici di famiglia vengono “visti” ingiustamente, superficialmente o strumentalmente come a “correi” di trucchi e furbizie. Purtroppo la legislazione italiana non fa distinzione tra i diversi disturbi psichici come invece dovrebbe secondo le indicazioni di “Mente e Cervello” e, neppure riconosce al medico di famiglia l’opportuno ruolo di “sentinella” e tantomeno gli consente di intervenire in qualsiasi momento lo ritenga necessario e non solo al “rilascio” del documento. Teniamo conto che, effettuare una perizia psichiatrica, sulla base di un unico incontro è quasi impossibile, così come abbiamo letto. Il medico di famiglia al momento in cui rileva un’”anomalia” deve avere la possibilità di rivolgersi ad un’autorità dello stato, che da quel momento ha il dovere di richiedere tutti gli accertamenti, le analisi necessarie, indipendentemente dalle finalità per le quali è stato rilasciato il porto d’armi.
Sparare nel mucchio non serve a niente abbiamo già visto che non ha risolto i problemi.
La seconda questione è che sospendere un porto d’armi non elimina il problema, non è il documento il pericolo ma, sono le armi che, in condizioni di acclarata criticità mentale, vanno ritirate dall’autorità, così come in certe condizioni psichiche converrebbe impedire l’acquisto dell’auto, dell’arma, della moto. E poi occorre molta più repressione contro il porto abusivo e tutte le illegalità che si rifanno alle armi.
In Calabria ogni anno la malavita rapina a “mano armata” qualche centinaia di cacciatori dei loro fucili!
Personalmente non riterrei né normale né intelligente eliminare i cacciatori perché vengono rapinati. Ci avviassimo su questa strada per coerenza dovremmo eliminare i gioiellieri per lo stesso motivo, sopprimere l’esercito e i poliziotti per evitare il furto delle loro armi alla luce dei recenti drammatici fatti. Credo che lo stato dovrebbe attrezzarsi per contrastare i miliziani della “ndrangheta” e noi vogliamo collaborare con lo stato. Nella società che vogliamo noi ci auguriamo che ci siano sempre meno uomini con la pistola conto uomini con il fucile. Meglio portare le doppiette in campagna con il nostro cane con la serenità di sempre in un contesto in cui le armi hanno tutt’altro significato, e per non essere arruolati tra i matti con le armi, così come qualcuno vorrebbe fare con gratuita faciloneria.
Caro Direttore, mi perdoni il tempo che Le ho rubato. Con la stima di sempre
Osvaldo Veneziano

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 Riferimenti:

Category: Arcicaccia

Comments (6)

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  1. Mauro Di Tosto -CPA Roma- scrive:

    …e beato lei che ha ancora stima di questi giornalisti dell’ultima ora!!.. io Repubblica e giornali di quel tenore ho smesso da un bel pò di leggerlo non me ne voglia il direttore ma purtroppo per lui siamo in democrazia e fortunatamente leggo altro molto più apartitico
    e obbiettivo…però purtroppo per lorsignori oggi come oggi l’obbiettività è un opzional,
    pertanto si arrangino e continuino a distribuirli negli alberghi GRATIS.

  2. Giusti Giacomo scrive:

    Per una volta(giornalisti a parte)quasi lo approvo, il buon Veneziano…….

  3. ezio scrive:

    Caro Giacomo stai attento perchè se vai avanti così ti dovrai aggregare pure tu allo scarno e fastidioso gruppo dei liberi pensatori!! ;-))
    Penso che Veneziano, al di la dell’appartenenza politica che può essere condivisa o meno, non sia proprio uno sprovveduto. Anche lui, come tutti, va soltanto sentito e “letto” con obbiettività e non con preconcetti.
    Di questa sua lettera, ad es. e personalmente, non condivido l’idea di dover penalizzare ulteriormente chi possiede un’arma corta.
    Non sono forse cittadini PER BENE anche loro che per passione o altro hanno necessità o piacere di possedere tale tipo di oggetto??!!
    E poi sicuramente non è che complicando la vita ai predetti noi ne trarremmo un qualche beneficio,….
    Sempre cordialità.
    Ezio.

  4. andrea scrive:

    è elementare capire come il medico di famiglia sia l’unico “mezzo” da usarsi per evitare atti criminosi.Sarebbe sufficiente legiferare verso una maggiore autonomia di questa figura ,la quale una volta accertato lo stato mentale negativo di un proprio paziente ,abbia diritto di accedere tramite questura ,a una banca dati per verificare il possesso del porto d’armi e quindi segnalarlo agli organi competenti.Solo in questo momento sarà una commissione a giudicare l’idoneità.Non che mio padre di 70 anni che caccia solo pavoncelle 2 mesi l’anno e non parla una sola parola d’italiano ( se non le maledizioni),debba subire l’onta di una visita psichiatrica ,che sicuramente per il carattere orgoglioso e focoso no passerebbe,e trovarsi senza licenza pur essendo la miglior persona di questo mondo.O è proprio gli anziani che vogliono colpire,fiaccandoli??

  5. Giusti Giacomo scrive:

    Ezio,Quando leggi approvazioni per quella associazione,e chi la presiede, prendile sempre per scherzo!!!! Cordialità anche a te.

  6. ezio scrive:

    Giacomo, pensa che dove vivo io è l’unica associazione che vuole garantire e si batte perchè tutti i cacciatori possano andare a caccia… Fosse per quelli che “gestiscono”… nei campi e nei boschi solo lepraioli e cinghialai, tutti gli altri PAGARE ma a casa!!! E sono più di 10 anni che ci riescono… quasi….
    Incredibile l’ironia della vita.
    Sempre cordiali saluti.
    Ezio.

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